Informazione professionale - Xatral 2,5 mg
Composizione
Principio attivo
Alfuzosini Hydrochloridum.
Sostanze ausiliarie
Lactosum monohydricum 61 mg, Cellulosum microcristallinum, Povidonum K30, Carboxymethylamylum natricum A, Magnesii stearas, Hypromellosum, Macrogolum 400, Titanii dioxidum (E171).
Una compressa rivestita con film contiene al massimo 0,15 mg di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Compresse rivestite con film contenenti 2,5 mg di alfuzosina cloridrato.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Trattamento sintomatico delle manifestazioni funzionali dell'iperplasia prostatica benigna (IPB).
Posologia/Impiego
Nei pazienti senza una storia di malattie cardiovascolari, la dose raccomandata è di 1 compressa da 2,5 mg, 3 volte al giorno (7,5 mg al giorno).
La prima dose del trattamento deve essere assunta alla sera prima di coricarsi.
Istruzioni posologiche speciali:
Pazienti anziani/ipertesi trattati
Quando l'alfuzosina viene prescritta a pazienti oltre i 75 anni di età o a pazienti con ipertensione trattata, la dose iniziale deve essere di 1 compressa da 2,5 mg al mattino e alla sera; in seguito deve essere adattata in base alla risposta clinica.
Bambini e adolescenti
Non esiste alcuna indicazione pediatrica per Xatral 2,5 mg compresse rivestite con film.
Insufficienza renale
Nei pazienti con insufficienza renale, la dose iniziale è di 1 compressa da 2,5 mg 2 volte al giorno, che può essere eventualmente aggiustata (fino a una dose massima di 3 x 2,5 mg al giorno) in base alla risposta clinica. Nei pazienti con insufficienza renale grave Xatral deve essere utilizzato con cautela.
Insufficienza epatica
Nei pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata, il trattamento deve essere iniziato con 2,5 mg al giorno e aumentato fino a 2 x 2,5 mg al giorno in base alla risposta clinica. Xatral è controindicato nei pazienti con insufficienza epatica grave.
Controindicazioni
Insufficienza epatica grave
Associazione con altri alfabloccanti
Ipersensibilità all'alfuzosina o a qualsiasi altro componente del medicamento
Avvertenze e misure precauzionali
Rischio di ipotensione
Entro poche ore dall'assunzione di alfuzosina possono verificarsi ipotensione ortostatica (sintomatica o asintomatica) e, raramente, sincope. I pazienti devono essere informati dei possibili sintomi dell'ipotensione ortostatica (come debolezza, sudorazione, vertigini, stanchezza). Se ci sono segni di ipotensione, il paziente deve sdraiarsi fino alla completa scomparsa dei sintomi. Questi effetti sono generalmente transitori. Compaiono all'inizio del trattamento e, solitamente, non richiedono l'interruzione del trattamento.
Sono stati segnalati casi di forte riduzione della pressione arteriosa anche dopo l'autorizzazione all'immissione in commercio, in particolare in pazienti con fattori di rischio preesistenti (vedere di seguito).
Il rischio di ipotensione ortostatica aumenta nelle situazioni riportate di seguito. Il trattamento con alfuzosina richiede quindi particolare cautela in questi gruppi di pazienti e la pressione arteriosa deve essere monitorata regolarmente, soprattutto all'inizio del trattamento.
- Pazienti con una storia di ipotensione ortostatica. In questi pazienti, la prima dose deve essere assunta monitorando la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa.
- Pazienti che in precedenza hanno manifestato un'ipotensione pronunciata dopo la somministrazione di un altro alfa-1-bloccante.
- Pazienti con disturbi circolatori cerebrali sintomatici o asintomatici. Una riduzione della pressione arteriosa può causare disturbi ischemici cerebrali in questi pazienti.
- Pazienti con malattia coronarica. In questi pazienti deve essere continuato il trattamento specifico dell'insufficienza coronarica, tenendo presente che la somministrazione concomitante di nitrati e alfuzosina può aumentare il rischio di ipotensione. Il paziente deve quindi essere attentamente monitorato. Il trattamento con Xatral deve essere interrotto se i sintomi dell'angina si ripresentano o peggiorano.
- Pazienti trattati con antipertensivi, nitrati o altri medicamenti con proprietà ipotensive (cfr. «Interazioni»).
- Pazienti anziani.
Inoltre, la somministrazione concomitante di alfuzosina e di potenti inibitori del CYP3A4 (come itraconazolo, claritromicina o inibitori della proteasi) deve essere evitata, poiché l'aumento dell'esposizione all'alfuzosina può aumentare il rischio di ipotensione (cfr. «Interazioni»).
Somministrazione in pazienti con malattie cardiache
Come tutti gli alfa-1 bloccanti, l'alfuzosina deve essere usata con cautela nei pazienti con le seguenti malattie cardiache:
- edema polmonare dovuto a stenosi aortica o mitralica,
- insufficienza cardiaca ad alta gittata,
- insufficienza cardiaca destra conseguente ad embolia polmonare o versamento pericardico,
- insufficienza cardiaca sinistra con bassa pressione di riempimento.
Allungamento dell'intervallo QT
L'alfuzosina deve essere somministrata con cautela a pazienti con prolungamento dell'intervallo QT congenito o acquisito e a pazienti che ricevono medicamenti che prolungano l'intervallo QT. In particolare, l'alfuzosina non deve essere utilizzata in associazione con inibitori del CYP3A4 con il potenziale di prolungare l'intervallo QT (ad esempio itraconazolo o claritromicina). Si raccomanda di sospendere temporaneamente il trattamento con alfuzosina quando si inizia un trattamento con tale medicamento.
Priapismo
Come altri alfa-1-bloccanti, l'alfuzosina è stata associata al priapismo. Il priapismo è una condizione urologica che in assenza di trattamento adeguato può portare a lesioni ai tessuti del pene e all'impotenza permanente. I pazienti devono quindi essere informati di questo rischio e della necessità di rivolgersi immediatamente a un medico se l'erezione persiste per più di 4 ore.
Sindrome dell'iride a bandiera intraoperatoria (Intraoperative Floppy Iris Syndrome, IFIS)
La sindrome dell'iride a bandiera intraoperatoria è stata osservata durante l'intervento chirurgico di cataratta in alcuni pazienti che ricevono o hanno ricevuto di recente un trattamento con antagonisti dei recettori alfa-1 adrenergici. Questa variante della sindrome della pupilla stretta è caratterizzata da un'iride flaccida che ondeggia in risposta alle correnti di irrigazione intraoperatorie, da una miosi intraoperatoria progressiva nonostante la dilatazione preoperatoria con medicamenti midriatici standard e da un potenziale prolasso dell'iride attraverso le incisioni eseguite per la facoemulsificazione. L'oculista che esegue l'intervento deve essere preparato alla possibilità di modificare le proprie tecniche chirurgiche (ad esempio, utilizzando divaricatori dell'iride con ganci, anelli di dilatazione dell'iride o sostanze viscoelastiche). L'interruzione dell'antagonista del recettore alfa-1 adrenergico prima dell'intervento chirurgico di cataratta non sembra offrire alcun beneficio.
Altre misure precauzionali
L'esperienza sull'uso di alfuzosina in pazienti con grave insufficienza renale (clearance della creatinina <30 ml/min) è limitata. Pertanto l'alfuzosina deve essere somministrata con cautela a questi pazienti.
Xatral deve essere utilizzato con estrema cautela nei pazienti con ipersensibilità nota ad altri α-bloccanti.
Le compresse rivestite con film di Xatral contengono lattosio, pertanto i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa rivestita con film, cioè essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Interazioni farmacocinetiche
Il CYP3A4 è la principale isoforma enzimatica epatica coinvolta nel metabolismo dell'alfuzosina.
Influsso di altri medicamenti sulla farmacocinetica dell'alfuzosina
Inibitori del CYP3A4
La somministrazione ripetuta di 200 mg al giorno di ketoconazolo (un potente inibitore del CYP3A4) per sette giorni ha determinato un aumento della Cmax (2,11 volte) e dell'AUClast (2,46 volte). Altri parametri come l'emivita di eliminazione sono rimasti invariati.
La somministrazione ripetuta di 400 mg/die di ketoconazolo per 8 giorni ha aumentato la Cmax dell'alfuzosina di 2,3 volte e l'AUC di 3,0 volte.
Le concentrazioni di alfuzosina possono essere aumentate anche dalla somministrazione concomitante di altri inibitori del CYP3A4, che possono essere associati a un aumento del rischio di effetti indesiderati, in particolare cardiovascolari. L'uso concomitante di Xatral e di potenti inibitori del CYP3A4 (come itraconazolo, voriconazolo, posaconazolo, claritromicina, ritonavir o cobicistat) deve quindi essere evitato (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Influsso dell'alfuzosina sulla farmacocinetica di altri medicamenti
L'alfuzosina rallenta l'assorbimento e riduce la biodisponibilità del diltiazem.
Interazioni farmacodinamiche
L'uso contemporaneo di alfabloccanti (come doxazosina, fentolamina o urapidil) può provocare una forte riduzione della pressione arteriosa ed è quindi controindicato.
Occorre, inoltre, prestare attenzione quando si associa l'alfuzosina ad altri agenti antipertensivi (come i β-bloccanti, i calcioantagonisti, gli ACE inibitori o gli antagonisti dei recettori dell'angiotensina) o ai nitrati.
Durante l'anestesia generale, i pazienti che assumono alfuzosina possono presentare un'instabilità della pressione arteriosa.
Gli studi di interazione con atenololo, digossina, idroclorotiazide o warfarin non hanno dimostrato interazioni farmacocinetiche o farmacodinamiche.
Gravidanza, allattamento
Xatral 2,5 mg è destinato unicamente agli uomini.
Non ci sono dati sul possibile passaggio dell'alfuzosina dallo sperma al feto.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono disponibili dati sulla capacità di guidare veicoli. Tuttavia, possono verificarsi effetti indesiderati come vertigini, stordimento e astenia. Occorre tenerne conto quando si guida un veicolo o si utilizzano macchinari.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati osservati in caso di trattamento con alfuzosina sono presentati all'interno di ciascuna classe di organi del sistema MedDRA in ordine decrescente di frequenza: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10 000, <1/1000), molto raro (<1/10 000), frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Frequenza non nota: piastrinopenia.
Disturbi del sistema immunitario
Molto raro: orticaria, angioedema.
Patologie del sistema nervoso
Comune: vertigini, cefalee, stordimento mentale, malessere.
Non comune: sonnolenza.
Patologie dell'occhio
Non comune: disturbi visivi.
Frequenza non nota: sindrome dell'iride a bandiera intraoperatoria (IFIS, cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Patologie cardiache
Non comune: palpitazioni, tachicardia.
Molto raro: angina pectoris (nei pazienti con malattia coronarica preesistente, cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»), fibrillazione atriale.
Patologie vascolari
Comune: ipotensione ortostatica.
Non comune: vampate, sincope.
Molto raro: eventi cerebrovascolari ischemici (in pazienti con sclerosi cerebrale preesistente).
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: rinite.
Patologie gastrointestinali
Comune: diarrea, dolore addominale, dispepsia, nausea, secchezza orale.
Non comune: vomito.
Patologie epatobiliari
Frequenza non nota: danno epatocitario, malattia colestatica.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: eruzione cutanea, prurito.
Durante il trattamento con alfuzosina sono stati osservati casi molto rari di necrolisi epidermica tossica e dermatosi bollosa. Pur trattandosi di casi isolati, non è tuttavia possibile escludere con certezza un nesso causale con il trattamento.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Frequenza non nota: priapismo.
Patologie sistemiche
Comune: astenia, disagio.
Non comune: edema, precordialgia.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Sintomi: ipotensione, stordimenti mentali, molto raramente: stato di coma.
In caso di posologia eccessiva, il paziente deve essere messo supino, ricoverato in ospedale e deve essere attuato un trattamento convenzionale dell'ipotensione. L'alfuzosina non è facilmente dializzabile a causa del suo forte legame con le proteine plasmatiche.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
G04CA01
Meccanismo d'azione/Farmacodinamica
L'alfuzosina è un derivato della chinazolina da assumere per via orale.
È un antagonista periferico e selettivo degli adrenorecettori postsinaptici α1.
Studi farmacologici effettuati in vitro hanno dimostrato la selettività dell'alfuzosina per gli α-adrenorecettori1 localizzati su prostata, collo della vescica e uretra prostatica.
Le manifestazioni cliniche dell'IPB derivano dall'ostruzione infravescicale, un meccanismo che coinvolge fattori anatomici (statici) e funzionali (dinamici). La componente funzionale dell'ostruzione è dovuta alla tensione della muscolatura liscia della prostata, tensione mediata dai recettori α1.
L'attivazione dei recettori α1 stimola la contrazione della muscolatura liscia, aumentando così la tensione della prostata, della capsula prostatica, dell'uretra e del collo vescicale. La resistenza allo svuotamento della vescica aumenta, portando all'ostruzione del flusso di urina e alla conseguente instabilità della vescica. Gli α-bloccanti, attraverso un'azione diretta sulla muscolatura liscia del tessuto prostatico, riducono l'ostruzione infravescicale.
L'alfuzosina migliora lo svuotamento nell'uomo riducendo il tono uretrale e la resistenza della vescica e facilita l'evacuazione dell'urina.
L'effetto inibitorio di alfuzosina sulla risposta ipertonica dell'uretra è più forte di quello sul tono della muscolatura dei vasi. Pertanto, la pressione infrauretrale può essere ridotta con dosi che non hanno alcun effetto sulla pressione arteriosa.
Studi clinici
Negli studi controllati con placebo condotti su pazienti con IPB, l'alfuzosina:
- aumenta significativamente il flusso urinario in media del 30% nei pazienti con flusso ≤15 ml/s. Questo miglioramento si osserva fin dalla prima dose;
- riduce significativamente la pressione del detrusore e aumenta il volume provocando la prima sensazione di bisogno di urinare;
- riduce significativamente il volume urinario residuo.
Questi effetti urodinamici favorevoli portano a un miglioramento dei sintomi urinari irritativi e ostruttivi.
Farmacocinetica
Assorbimento
L'alfuzosina è ben assorbita con una biodisponibilità media del 64%; il picco delle concentrazioni plasmatiche viene raggiunto in 1,5 ore (range 0,5-6 ore). La cinetica nell'intervallo di dosi terapeutiche è lineare. Il profilo farmacocinetico dell'alfuzosina è caratterizzato da ampie fluttuazioni interindividuali delle concentrazioni plasmatiche. Non viene alterato dall'assunzione contemporanea di cibo.
Distribuzione
Il tasso di legame con le proteine plasmatiche è di circa il 90%.
Metabolismo
L'alfuzosina è ben metabolizzata dal fegato.
L'enzima più importante coinvolto nel metabolismo è il CYP3A4. I metaboliti sono farmacologicamente inattivi.
Eliminazione
L'emivita di eliminazione plasmatica dell'alfuzosina è di circa 4,8 ore.
Solo l'11% del composto invariato viene escreto nelle urine. La maggior parte dei metaboliti viene escreta attraverso le feci (dal 75 al 91%).
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Pazienti anziani
Nei pazienti di età superiore ai 75 anni, l'alfuzosina viene assorbita più rapidamente e le concentrazioni di picco sono più elevate. La biodisponibilità può essere aumentata e alcuni pazienti presentano una riduzione del volume di distribuzione. L'emivita di eliminazione rimane invariata.
Insufficienza renale
Nei pazienti con insufficienza renale, indipendentemente dal fatto che necessitino o meno di dialisi, il volume di distribuzione e la clearance dell'alfuzosina aumentano a causa di un aumento della frazione libera (non legata alle proteine).
Insufficienza epatica
In caso di insufficienza epatica grave, si osserva un aumento dell'emivita di eliminazione, nonché un raddoppio della Cmax e una triplicazione dell'area sotto la curva (AUC).
Dati preclinici
L'alfuzosina non ha effetti cancerogeni o mutageni, né è stato osservato alcun effetto negli studi di tossicologia riproduttiva. Gli studi preclinici condotti su ratti e cani hanno mostrato una buona tolleranza generale sia nell'uso a breve che a lungo termine. Le dosi somministrate erano ben al di sopra di quelle utilizzate nell'uomo.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C). Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
50205 (Swissmedic).
Confezioni
Compresse rivestite con film 60 (B)
Titolare dell’omologazione
sanofi-aventis (svizzera) sa, 1214 Vernier/GE.
Stato dell'informazione
Luglio 2024
