Informazione professionale - Ventolin 0,5 mg/mL, soluzione iniettabile, Ventolin 1 mg/mL, concentrato per infusione
Composizione
Principi attivi
Salbutamolo (come salbutamolo solfato).
Sostanze ausiliarie
Cloruro di sodio (corrisponde a 3,5 mg/ml di sodio), acido solforico o idrossido di sodio, acqua per preparazioni iniettabili.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione iniettabile da 0,5 mg in 1 ml (= 0,5 mg/ml).
La soluzione sterile e isotonica ha un pH di 3,5.
Concentrato per infusione da 5 mg in 5 ml (= 1 mg/ml).
La soluzione sterile e isotonica ha un pH di 3,5.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Trattamento dei broncospasmi severi associati ad asma o BPCO e trattamento dello stato asmatico.
Inibizione del travaglio prematuro tra la 22a e la 34a settimana di gravidanza per un periodo d'uso massimo di 48 ore.
Posologia/Impiego
Le forme parenterali di Ventolin devono essere utilizzate sotto la supervisione di un medico.
Ventolin concentrato per infusione non deve essere iniettato senza essere diluito! Deve essere diluito almeno del 50%.
Per l'uso endovenoso si raccomandano le seguenti diluizioni (indipendentemente dall'indicazione):
soluzione iniettabile: diluizione con aqua ad iniectabilia a 5-10 ml
concentrato per infusione: diluizione con 500 ml di una soluzione compatibile (cfr. «Altre indicazioni», «Indicazioni per la manipolazione») per ottenere una concentrazione di salbutamolo di 10 µg/ml.
Ventolin soluzione iniettabile e Ventolin concentrato per infusione non devono essere miscelati con altri medicamenti nella stessa siringa o infusione.
Broncospasmo e stato asmatico
Somministrazione sottocutanea o intramuscolare: 500 µg (8 µg/kg PC) s.c. o i.m.; se necessario, ripetere ogni 4 ore.
Iniezione endovenosa: 250 µg (4 µg/kg PC), iniezione endovenosa lenta. Se necessario, la stessa dose può essere ripetuta.
Infusione: nello stato asmatico, di solito sono sufficienti velocità di infusione di 3-20 µg/min; nei pazienti con insufficienza respiratoria, possono essere necessarie dosi più elevate. Si raccomanda di iniziare il trattamento con 5 µg/min, a seconda della risposta del paziente il dosaggio deve poi essere aggiustato.
Travaglio prematuro
Il trattamento con soluzione iniettabile/per infusione di salbutamolo deve essere avviato solo da ostetrici/medici esperti nell'uso di principi attivi tocolitici. L'applicazione deve avvenire solo in strutture con attrezzature adeguate, in modo da poter monitorare costantemente lo stato di salute di madre e bambino.
La soluzione iniettabile o per infusione di salbutamolo deve essere utilizzata il più presto possibile dopo la diagnosi di travaglio prematuro e dopo l'esclusione di qualsiasi controindicazione. Durante il trattamento, va effettuata una valutazione appropriata dello stato cardiovascolare della paziente mediante un monitoraggio continuo dell'ECG (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Un attento controllo dell'idratazione è essenziale per evitare il rischio di edema polmonare nella madre (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). Il volume dei liquidi in cui viene utilizzato il medicamento deve quindi essere ridotto al minimo. Si consiglia pertanto di utilizzare, per quanto possibile, una pompa infusionale (capacità 50 ml).
La dose deve essere titolata individualmente, tenendo conto da un lato dell'efficacia dell'inibizione delle contrazioni e dall'altro delle reazioni cardiovascolari della paziente (aumento della frequenza del polso e alterazioni della pressione arteriosa). Non si deve superare una frequenza cardiaca massima della madre di 120 battiti/min.
Se compaiono segni di edema polmonare o di ischemia miocardica, il trattamento deve essere interrotto (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
La durata del trattamento non deve superare le 48 ore. Questo ritardo può essere utilizzato per somministrare glucocorticoidi o adottare altre misure per migliorare la salute perinatale.
Le velocità di infusione del concentrato diluito di 10-45 µg/min sono di regola in grado di controllare le contrazioni uterine, ma a seconda dell'intensità e della frequenza delle contrazioni può essere appropriata una velocità di infusione maggiore o minore. Si raccomanda di iniziare con 10 µg/min, aumentando la velocità di infusione a intervalli di 10 minuti fino a ridurre l'intensità, la frequenza e la durata delle contrazioni. Successivamente la velocità di infusione può essere aumentata lentamente, fino a quando le contrazioni non si arrestano completamente.
Dopo la completa scomparsa delle contrazioni, va mantenuta la stessa velocità di infusione per 1 ora, per poi ridurla del 50% a intervalli di 6 ore. Non si deve superare una durata totale dell'infusione di 48 ore.
In alternativa all'infusione, Ventolin soluzione iniettabile 0,5 mg/1 ml può essere somministrato come iniezione singola e.v. La dose raccomandata è di 100-250 µg di salbutamolo, che può essere ripetuta a seconda della risposta della paziente.
Istruzioni posologiche speciali
Bambini / adolescenti: in assenza di esperienze, non ci sono raccomandazioni posologiche per l'uso nei bambini.
Pazienti anziani: nei pazienti anziani, soprattutto se con malattie cardiovascolari concomitanti, il trattamento con Ventolin deve avvenire sempre con cautela ed essere avviato con il dosaggio più basso possibile (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Disturbi della funzionalità renale: Ventolin non è stato studiato nei pazienti con insufficienza renale. Pertanto non è possibile formulare raccomandazioni sul dosaggio. In caso di insufficienza renale severa, l'uso deve avvenire con cautela, a causa del rischio di sovraccarico di liquidi.
Disturbi della funzionalità epatica: Ventolin non è stato studiato nei pazienti con insufficienza epatica. Pertanto non è possibile formulare raccomandazioni sul dosaggio. Nei pazienti con severa insufficienza epatica (Child Pugh C), l'uso deve avvenire sempre con cautela.
Controindicazioni
Ipersensibilità a uno dei componenti di Ventolin soluzione iniettabile e di Ventolin concentrato per infusione, somministrazione concomitante di beta-bloccanti non selettivi (ad es. propranololo).
Per l'uso in ostetricia, valgono inoltre le seguenti controindicazioni:
- età gestazionale < 22 settimane
- morte intrauterina
- qualsiasi condizione nella madre o nel feto per la quale il prolungamento della gravidanza rappresenti un rischio (ad es. tossicosi gravidica, placenta previa, emorragia vaginale, distacco prematuro della placenta, eclampsia o severa preeclampsia, compressione del cordone ombelicale, infezioni intrauterine)
- note anomalie cromosomiche o ereditarie letali
- cardiopatie ischemiche preesistenti o fattori di rischio di cardiopatia ischemica
- altre malattie cardiache (in particolare tachiaritmie, miocardite, vizi mitralici e stenosi aortica subvalvolare idiopatica)
- ipertensione polmonare
- ipertiroidismo
Avvertenze e misure precauzionali
Avvertenze generali indipendenti dall'indicazione
In seguito a una terapia con β2-agonisti (soprattutto in caso di somministrazione parenterale e con nebulizzatore) nonché in caso di somministrazione concomitante di derivati xantinici o di diuretici (cfr. «Interazioni»), può comparire una pronunciata ipopotassiemia. In queste situazioni si raccomanda il monitoraggio dei livelli sierici di potassio.
Come altri β2-agonisti, Ventolin può causare alterazioni metaboliche reversibili, ad es. un aumento della glicemia. I diabetici potrebbero non essere in grado di compensare tale aumento ed è stata riportata la comparsa di una chetoacidosi. La somministrazione concomitante di corticosteroidi può potenziare tale effetto.
I diabetici e i pazienti in terapia con corticosteroidi devono quindi essere attentamente monitorati.
Si raccomanda particolare cautela nella terapia concomitante con medicamenti che possono compromettere la tolleranza cardiaca al salbutamolo e la regolazione cardiovascolare, aumentare un'ipopotassiemia, aumentare la pressione intraoculare o causare un broncospasmo (cfr. «Interazioni»).
A causa del rischio di glaucoma acuto ad angolo stretto, i preparati contenenti salbutamolo possono essere combinati con anticolinergici (ad es. ipratropio bromuro) soltanto con le dovute misure precauzionali (cfr. «Interazioni»).
Si raccomanda particolare cautela nei pazienti con le seguenti malattie o condizioni: ipertiroidismo, ipertensione arteriosa, tachicardia, tachiaritmia, cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva, infarto miocardico recente, malattia coronarica grave, miocardite, difetti della valvola mitrale, sindrome di Wolff-Parkinson-White, feocromocitoma, diabete mellito, tendenza alle convulsioni, ipopotassiemia, nonché in caso di precedente trattamento con simpaticomimetici ad alto dosaggio.
Nei pazienti anziani con malattie cardiovascolari concomitanti che possono essere influenzate negativamente dai beta2-agonisti, la somministrazione di Ventolin deve essere effettuata con particolare cautela. In generale, la scelta della dose nei pazienti anziani deve di regola iniziare al limite inferiore dell'intervallo di dosaggio, tenendo conto dell'aumentata prevalenza di malattie concomitanti (soprattutto compromissione della funzionalità epatica, renale o cardiaca) e di terapie concomitanti.
Avvertenze per l'uso nel broncospasmo e nello stato asmatico
Nel trattamento dei broncospasmi severi o nello stato asmatico, la somministrazione parenterale di Ventolin non sostituisce la necessaria terapia corticosteroidea. In particolare, nel caso di improvviso e progressivo peggioramento dell'asma, che può essere pericoloso per la vita, si deve prendere in considerazione l'avvio o l'aumento della dose di una terapia con corticosteroidi.
Se possibile, deve essere somministrato ossigeno contemporaneamente a Ventolin, soprattutto nel trattamento dei pazienti ipossici.
La necessità di un aumento della dose di β2-agonisti può indicare una terapia non ottimale o un peggioramento dell'asma. Occorre pertanto verificare il piano terapeutico e, se necessario, prendere in considerazione una terapia aggiuntiva a base di corticosteroidi.
La risposta alla terapia deve essere monitorata tramite prove di funzionalità respiratoria.
La comparsa di acidosi lattica in connessione con elevate dosi terapeutiche di una terapia con β-agonisti a breve durata d'azione in forma endovenosa o spray è stata riportata molto raramente, soprattutto nei pazienti trattati a causa di un'esacerbazione acuta dell'asma (cfr. «Effetti indesiderati»). Un aumento dei livelli di lattato può portare a dispnea e iperventilazione compensatoria, che vengono erroneamente interpretate come segni di fallimento della terapia dell'asma e che potrebbero portare a un'inopportuna intensificazione della terapia con β-agonisti a breve durata d'azione. Pertanto, si raccomanda di monitorare i pazienti in queste circostanze, per lo sviluppo di elevati livelli di lattato nel siero e di una conseguente acidosi lattica.
Avvertenze per l'uso nel travaglio prematuro
La decisione di avviare un trattamento con beta-mimetici va presa dopo un'attenta valutazione del rapporto rischi/benefici.
Ventolin deve essere utilizzato con cautela e solo in strutture con attrezzature adeguate, dove sia garantito un monitoraggio continuo della madre e del feto (vedere sotto). In generale, nella terapia tocolitica deve essere chiarito lo stato dell'unità fetoplacentare con le consuete tecniche d'esame.
Si raccomanda particolare cautela in caso di preesistente ipotensione arteriosa e in presenza di gestosi.
Durante l'uso di Ventolin, la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa, l'ECG e l'equilibrio idro-elettrolitico della gestante devono essere continuamente monitorati. Siccome i beta-mimetici sono stati associati a una riduzione dei livelli sierici di potassio, che aumenta il rischio di aritmie, devono essere monitorati in particolare i livelli di potassio. In caso di preesistente ipopotassiemia, prima dell'inizio della tocolisi va effettuata una sostituzione orale del potassio.
Nelle pazienti diabetiche, devono essere monitorati anche i livelli di glucosio e di lattato
Anche la frequenza cardiaca fetale deve essere continuamente monitorata.
I beta-mimetici non devono essere utilizzati per la tocolisi nelle pazienti con cardiopatia ischemica o con corrispondenti fattori di rischio (cfr. «Controindicazioni»). Prima di iniziare il trattamento con Ventolin, è necessario effettuare un ECG per rilevare tempestivamente eventuali controindicazioni. Inoltre, i beta-mimetici non devono essere utilizzati in presenza di altre malattie cardiache (quali ad es. malattie delle valvole cardiache, tachiaritmie o insufficienza cardiaca). Se necessario (soprattutto se si sospetta una malattia cardiaca), prima di utilizzare Ventolin, un cardiologo esperto deve effettuare un'appropriata valutazione dello stato cardiovascolare della paziente.
Siccome l'escrezione urinaria diminuisce sotto l'effetto dei beta-mimetici, si deve evitare un'eccessiva assunzione di liquidi. Nelle pazienti che necessitano di infusioni, si raccomanda di non superare un volume di infusione di 1500 ml. È preferibile l'uso di Ventolin mediante una pompa infusionale, per ridurre al minimo il rischio di ipervolemia. L'assunzione di sale deve essere sempre limitata e va monitorato l'equilibrio idrico. Ciò vale in particolare in presenza di malattie concomitanti che favoriscono la ritenzione di liquidi (malattie renali, gestosi EPH, preeclampsia) e in presenza di un trattamento concomitante con corticosteroidi.
Durante e dopo l'applicazione endovenosa di beta-mimetici, è stato riportato lo sviluppo di un edema polmonare. Per questo, devono essere attentamente monitorati l'equilibrio idrico e la funzione cardiorespiratoria. In presenza di fattori predisponenti (quali gravidanze multiple, ipervolemia, infezioni materne o preeclampsia), il rischio di comparsa di edema polmonare può essere ulteriormente aumentato.
Un rischio aumentato sussiste anche in caso di somministrazione concomitante di corticosteroidi. L'indicazione per il trattamento combinato (a breve termine!) con corticosteroidi (per l'induzione della maturazione polmonare fetale) richiede quindi un'attenta valutazione del possibile rischio per la gestante e del beneficio terapeutico per il feto e la terapia deve essere effettuata, se possibile, solamente sotto intenso controllo medico. In questi casi, durante la terapia infusionale, bisogna prestare particolare attenzione ai segni di una ritenzione idrica e ai possibili sintomi precoci di edema polmonare (ad es. stimolo alla tosse, dispnea, cianosi). Se nonostante le precauzioni si sviluppa un edema polmonare, l'infusione di salbutamolo deve essere immediatamente interrotta e va avviato un trattamento adeguato dell'edema polmonare.
Con l'impiego di beta-mimetici, si è riportata anche la comparsa di un'ischemia miocardica. Se compaiono segni di ischemia miocardica (quali sensazione di oppressione toracica, stenocardia o alterazioni dell'ECG), il trattamento con Ventolin deve essere immediatamente interrotto.
La somministrazione endovenosa di salbutamolo è solitamente accompagnata da un aumento della frequenza cardiaca materna di 20-50 battiti al minuto. Deve essere monitorata la frequenza del polso della madre. Si deve valutare individualmente per ciascuna paziente se l'aumento della frequenza cardiaca richieda una riduzione della dose o l'interruzione della terapia. In generale, nel lungo periodo la frequenza del polso della madre non deve superare i 120 battiti al minuto.
La pressione arteriosa materna può diminuire lievemente durante l'infusione; la pressione arteriosa diastolica scende in maniera più accentuata rispetto a quella sistolica. La riduzione della pressione arteriosa diastolica corrisponde di solito a 10-20 mmHg. Un maggiore calo della pressione arteriosa può richiedere una riduzione della dose.
Per prevenire una sindrome da compressione della vena cava, si raccomanda di posizionare la paziente in decubito laterale; a causa della posizione della vena cava, è preferibile il decubito laterale sinistro.
L'effetto dell'infusione sulla frequenza cardiaca fetale è in generale meno pronunciato, ma può comparire un aumento fino a 20 battiti al minuto. La frequenza cardiaca fetale deve essere monitorata inizialmente ogni 15 minuti, poi ogni 1-6 ore. In caso di asfissia intrauterina, questi controlli vanno effettuati in maniera continua.
Con l'impiego di beta-mimetici, si è riportato anche un allungamento dell'intervallo QTc. Nelle pazienti con sindrome del QT lungo congenito o con altri fattori che predispongono all'allungamento del QT (ad es. ipopotassiemia), soprattutto in caso di trattamento concomitante con medicamenti che allungano notoriamente il QT (ad es. antiaritmici di classe IA e III, antipsicotici, antidepressivi triciclici, eritromicina), l'impiego del salbutamolo deve avvenire solo dopo attenta valutazione individuale del rapporto rischio/beneficio.
La tocolisi con beta-mimetici non è raccomandata dopo rottura delle acque o in presenza di dilatazione cervicale di oltre 4 cm.
I sintomi clinici del distacco prematuro della placenta possono essere alleviati dalla terapia tocolitica.
Se il parto avviene poco dopo la tocolisi con beta-mimetici, bisogna prestare attenzione ai segni di ipoglicemia e/o acidosi nel neonato.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per fiala, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Le possibili interazioni farmacocinetiche del salbutamolo non sono state studiate. Di seguito vengono descritte le possibili interazioni farmacodinamiche in caso di impiego di beta-mimetici come il salbutamolo.
Medicamenti che possono potenziare gli effetti desiderati e indesiderati del salbutamolo:
Ventolin e i β-bloccanti non selettivi (ad es. propranololo) non devono essere somministrati contemporaneamente (cfr. «Controindicazioni»).
Idrocarburi alogenati
In caso d'uso concomitante di idrocarburi alogenati per anestesia, il rischio di aritmie ventricolari severe aumenta. L'uso di Ventolin deve quindi essere interrotto, se possibile, almeno 6 ore prima di un'anestesia con anestetici alogenati.
Corticosteroidi
I corticosteroidi possono abbassare i livelli sierici di potassio e aumentare la glicemia. Pertanto, a causa dell'aumentato rischio di iperglicemia e ipopotassiemia, l'uso concomitante deve avvenire con cautela e sotto continuo monitoraggio della paziente (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Sostanze che riducono il potassio
Il rischio di ipopotassiemia viene aumentato dalla somministrazione concomitante di medicamenti che abbassano anche i livelli di potassio. Di questi fanno parte, oltre ai corticosteroidi (vedere sopra), i diuretici e le metilxantine. Quando questi medicamenti vengono somministrati contemporaneamente, è quindi necessario un attento monitoraggio degli elettroliti.
Potenziale aumento degli effetti indesiderati cardiovascolari
I MAO-inibitori e gli antidepressivi triciclici possono potenziare l'effetto del salbutamolo sul sistema circolatorio e provocare crisi pressorie.
L-dopa, L-tiroxina, ossitocina e alcool possono compromettere la regolazione cardiovascolare.
Anche glicosidi digitalici, chinidina e altri antiaritmici possono compromettere la tolleranza cardiaca al salbutamolo.
Ipratropio bromuro
In caso di somministrazione concomitante di ipratropio bromuro, può comparire un glaucoma acuto ad angolo stretto (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Altri simpaticomimetici / metilxantine
In caso d'utilizzo concomitante con altri simpaticomimetici, l'effetto delle singole sostanze viene potenziato. In questo caso va tenuto conto di un aumento degli effetti indesiderati, quali ad es. le aritmie cardiache. Lo stesso vale per la somministrazione concomitante di metilxantine (ad es. teofillina).
Beta-bloccanti
I beta-bloccanti antagonizzano l'effetto del salbutamolo.
Nifedipina
Dopo somministrazione concomitante di nifedipina, è stato riscontrato un potenziamento dell'efficacia bronchiolitica del salbutamolo.
Influenza del salbutamolo su altri medicamenti
L'effetto di abbassamento della glicemia degli antidiabetici può essere ridotto.
Glicosidi digitalici
Nel caso di ipopotassiemia indotta da beta-mimetici, la tossicità dei glicosidi digitalici aumenta.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Negli studi sugli animali per il salbutamolo sono stati dimostrati degli effetti fetotossici. Non sono disponibili studi controllati nelle donne in gravidanza, ma l'uso pluriennale del salbutamolo nell'essere umano non ha fornito evidenze di una potenziale teratogenicità di Ventolin.
Siccome il salbutamolo attraversa la barriera placentare, non si possono escludere effetti quantomeno simpaticomimetici sul feto. Ventolin soluzione iniettabile e Ventolin concentrato per infusione possono quindi essere utilizzati durante il 1° e il 2° trimestre di gravidanza solo se ciò è chiaramente necessario.
Per inibire le contrazioni, Ventolin soluzione iniettabile può essere utilizzato solo nel 3° trimestre di gravidanza tenendo conto rigorosamente delle controindicazioni e delle avvertenze / misure precauzionali (vedere le relative sezioni).
Allattamento
Siccome è probabile che il salbutamolo passi nel latte materno, durante l'uso di Ventolin l'allattamento al seno non è raccomandato.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi in merito.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati osservati negli studi clinici e/o durante la sorveglianza post-marketing sono elencati di seguito secondo la classificazione sistemico-organica e in ordine di frequenza. Le frequenze sono definite nel modo seguente: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10000, <1/1000), «molto raro» (<1/10'000), «non nota» (sulla base soprattutto sulle segnalazioni spontanee della sorveglianza post-marketing, la frequenza precisa non può essere definita).
Disturbi del sistema immunitario
Molto raro: reazioni di ipersensibilità, ad es. orticaria, edema di Quincke, broncospasmo, ipotensione arteriosa e collasso circolatorio.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Raro: ipopotassiemia.
Molto raro: acidosi lattica (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Patologie del sistema nervoso
Molto comune: tremore.
Comune: mal di testa.
Molto raro: iperattività.
Patologie cardiache / patologie vascolari
Molto comune: tachicardia, palpitazioni.
Raro: vasodilatazione periferica, aritmie (quali fibrillazione atriale, tachicardia sopraventricolare ed extrasistoli).
Frequenza non nota: ischemia miocardica (nell'uso in ostetricia; cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: edema polmonare (nell'uso in ostetricia; cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Patologie gastrointestinali
Molto raro: nausea, vomito.
Patologie del sistema muscoloscheletrico
Non comune: crampi muscolari.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto raro: lievi dolori o fitte nel sito di iniezione dopo somministrazione i.m. della soluzione iniettabile non diluita.
I seguenti effetti indesiderati sono per lo più segni di un dosaggio eccessivo: tremori della muscolatura scheletrica (soprattutto delle mani), tensioni muscolari, aumento della frequenza cardiaca (come compensazione della vasodilatazione periferica) e palpitazioni.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
I sintomi di un sovradosaggio corrispondono a un'aumentata o eccessiva stimolazione β-adrenergica e/o all'aumentata o accentuata comparsa di uno o più degli effetti indesiderati elencati sopra, in particolare tremore della muscolatura scheletrica (soprattutto delle mani), tensione muscolare (non causata da stimolazione del SNC), vasodilatazione periferica con conseguente aumento della frequenza cardiaca, per lo più lieve.
In caso di sintomi di un lieve sovradosaggio, di regola è sufficiente interrompere la somministrazione del preparato. Eventualmente possono essere indicati sedativi o tranquillanti e misure sintomatiche appropriate.
In associazione a dosi terapeutiche elevate nonché con sovradosaggi di beta-agonisti a breve durata d'azione è stata riportata un'acidosi lattica. Pertanto, in caso di sovradosaggio può essere indicato il monitoraggio dell'aumento dei livelli sierici di acido lattico e della conseguente acidosi metabolica (soprattutto in caso di tachipnea persistente o ingravescente, nonostante il miglioramento di altri sintomi del broncospasmo, quali il respiro sibilante).
Siccome in caso di sovradosaggio può comparire un'ipopotassiemia, è necessario monitorare i livelli sierici di potassio.
Un sovradosaggio massivo provoca dolore toracico, tachicardia (con frequenze fino a 200 battiti/min), palpitazioni, aritmie, ipertensione o ipotensione arteriosa fino allo shock, con il rischio di un arresto cardiaco e morte. Tali casi richiedono una terapia intensiva e, se necessario, misure di rianimazione e defibrillazione elettrica.
L'efficacia della dialisi per il trattamento di un sovradosaggio acuto di salbutamolo non è stata finora documentata.
L'ulteriore trattamento dovrà essere effettuato secondo l'indicazione clinica o eventualmente in base alle raccomandazioni del centro nazionale d'informazione tossicologica.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
R03CC02
Meccanismo d'azione
Il salbutamolo è un agonista selettivo dei recettori beta2. A dosi terapeutiche, il salbutamolo ha un effetto stimolante selettivo sui recettori adrenergici β2 dei muscoli bronchiali e uterini, i recettori β1 del cuore non vengono praticamente interessati. Ventolin provoca quindi una broncospasmolisi intensa, a rapida comparsa e di breve durata (da 4 a 6 ore).
L'effetto di rilassamento della muscolatura uterina può inibire le contrazioni premature o troppo intense nell'ultimo trimestre di gravidanza.
Farmacocinetica
Distribuzione
Il legame alle proteine plasmatiche va fino al 10%. Il salbutamolo attraversa la barriera placentare, ma non è noto se passi nel latte materno.
Metabolismo
Il salbutamolo viene metabolizzato nel fegato.
Eliminazione
Il salbutamolo, somministrato per via endovenosa, presenta un'emivita di eliminazione di 4-6 ore e viene eliminato in parte immodificato, in parte come 4'-O-solfato (fenolsolfato) inattivo attraverso i reni. L'eliminazione per via fecale non è rilevante.
Indipendentemente dall'applicazione, la maggior parte della dose di salbutamolo viene eliminata entro 72 ore.
Dati preclinici
Potenziale cancerogeno e mutageno
Come anche con altri potenti agonisti dei recettori β2, la somministrazione a lungo termine di dosi molto elevate nel ratto porta alla formazione di leiomiomi benigni del mesovario. Secondo l'opinione prevalente, tuttavia, non vi è alcuna trasferibilità all'uomo.
Gli studi di mutagenicità non hanno fornito alcuna evidenza di un potenziale genotossico.
Tossicità per la riproduzione
Gli studi sul ratto non hanno fornito alcuna evidenza di un potenziale teratogeno. Al contrario, gli studi sul topo hanno messo in evidenza, come per altri agonisti dei recettori β2, un effetto teratogeno anche per il salbutamolo, con comparsa di palatoschisi nel 9,3% dei feti dopo una dose sottocutanea di 2,5 mg/kg di salbutamolo (4 volte la dose orale più elevata nell'uomo).
Nel ratto, la somministrazione orale di 0,5 mg/kg, 2,32 mg/kg e 10,75 mg/kg al giorno non ha causato effetti embriotossici o fetotossici durante l'intero periodo di gestazione. Un aumento della mortalità neonatale si è osservato in seguito alla somministrazione di 50 mg/kg. In uno studio sulla riproduzione nel coniglio, sono state rilevate malformazioni craniche nel 37% dei feti dopo somministrazione di una dose giornaliera di 50 mg/kg di peso corporeo, pari a 78 volte la dose massima orale nell'uomo.
Gli studi sulla riproduzione nel ratto non hanno messo in evidenza alcun segno di ridotta fertilità a dosi orali fino a 50 mg/kg.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Non ci si deve aspettare alcuna incompatibilità in relazione ai contenitori in PVC, polietilene e vetro.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
La preparazione non contiene conservanti. Le soluzioni già diluite possono essere conservate per 24 ore. Per ragioni microbiologiche, la preparazione va utilizzata subito dopo l'apertura/la diluizione. Le quantità residue devono essere eliminate.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Non conservare le fiale di Ventolin a temperature superiori a 30 °C e proteggere il contenuto dalla luce.
Conservare fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Ventolin concentrato per infusione e Ventolin soluzione iniettabile sono compatibili fino a 24 ore con le seguenti soluzioni: glucosio 5%, NaCl 0,9%, mista KCl 0,3% / NaCl 0,18% / glucosio 4%.
Numero dell'omologazione
44397 (Swissmedic).
Confezioni
Fiale soluzione iniettabile 0,5 mg/ml: 5 fiale da 1 ml, B
Fiale concentrato per infusione 1 mg/ml: 5 fiale da 5 ml, B
Titolare dell’omologazione
GlaxoSmithKline AG, 6340 Baar
Stato dell'informazione
Luglio 2020.
