Informazione professionale - Trandate
Composizione
Principio attivo
Labetaloli hydrochloridum.
Sostanze ausiliarie
Compresse filmate: Cellulosum microcristallinum, Lactosum anhydricum 14.625 mg (100 mg compresse filmate) risp. 29.25 mg (200 mg compresse filmate), Magnesii stearas, Hypromellosum, Giallo tramonto FCF (E 110) 17.2 µg (100 mg compresse filmate) risp. 34.4 µg (200 mg compresse filmate), Titanii dioxidum (E 171), Natrii benzoas (E 211) max. 0.126 µg (100 mg compresse filmate) risp. max. 0.251 µg (200 mg compresse filmate).
Una compressa filmate da 100 mg contiene al amassimo 0.02 µg di sodio.
Una compressa filmate da 200 mg contiene al amassimo 0.04 µg di sodio.
Soluzione iniettabile/per infusione: Acidum hydrochloridum dilutum, Natrii hydroxidum, Aqua ad iniectabile. q.s. ad solutionem.
Una soluzione iniettabile/per infusione in fiale da 100 mg/20 ml contiene 0,182 mg di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Compresse filmate da 100 mg e 200 mg (rivestite con film).
Fiale da 100 mg/20 ml.
Indicazioni / possibilità d’impiego
Compresse filmate
Tutte le forme e i gradi di severità dell’ipertensione.
Normalmente è possibile tenere sotto controllo l’ipertensione arteriosa con il solo Trandate. L’assunzione concomitante di altri antipertensivi può aumentare l’effetto globale. Se desiderato, la terapia con Trandate può essere combinata con un trattamento diuretico.
Soluzione iniettabile/per infusione
La soluzione iniettabile/per infusione è indicata quando è necessario ridurre rapidamente la pressione arteriosa in pazienti affetti da grave ipertensione e immediatamente dopo la fase acuta di un infarto miocardico nonché ai fini di un calo pressorio controllato nel caso di interventi chirurgici.
Posologia / impiego
Compresse filmate
Le compresse filmate devono essere assunte intere con un po’ di liquido, possibilmente dopo i pasti.
Adulti
Iniziale: 200 mg 2 volte al giorno. Aggiustamento della posologia: in caso di insufficiente controllo della pressione arteriosa, dopo 2 settimane la dose può essere incrementata gradualmente di 200 mg/giorno. Nella maggioranza dei pazienti la terapia può essere titolata a una posologia di 200 mg 2-3 volte al giorno. La dose massima è di 2’400 mg/giorno.
Se desiderato, ad es. in pazienti con basso peso corporeo, il trattamento può essere avviato anche a 100 mg 2-3 volte al giorno. Se il controllo della pressione arteriosa è insufficiente, la dose iniziale viene raddoppiata dopo 2 settimane.
Se a una somministrazione parentale di Trandate segue una terapia orale con Trandate, la dose iniziale deve essere di 100 mg 2 volte al giorno.
Se Trandate compresse filmate viene somministrato in combinazione con altri antipertensivi (ad es. diuretici o metildopa), occorre attendersi un effetto additivo. In caso di passaggio da altri antipertensivi a Trandate, la terapia con Trandate va instaurata alla dose di 100 mg 2 volte al giorno, riducendo gradualmente al contempo la terapia precedente. Evitare di interrompere bruscamente una terapia con clonidina o β-bloccanti.
Pazienti anziani
La dose iniziale all’avvio di una terapia antipertensiva orale con Trandate compresse filmate è abitualmente di 100 mg 2 volte al giorno. Un controllo pressorio soddisfacente può essere raggiunto con una dose di mantenimento più bassa rispetto a quella necessaria in pazienti più giovani.
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica possono essere necessarie dosi più basse di Trandate compresse filmate (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Soluzione iniettabile/per infusione
Trandate soluzione iniettabile/per infusione è destinata all’uso endovenoso in pazienti ospedalizzati. Per la somministrazione, il paziente deve sempre distendersi in posizione supina o sul lato sinistro. I pazienti non devono rialzarsi nelle 3 ore successive alla somministrazione e.v. (pericolo di un calo pressorio ortostatico).
Posologia
Adulti
Iniezione e.v.
Emergenze ipertensive: se è assolutamente necessario ridurre rapidamente la pressione arteriosa, si somministra Trandate a una dose di 50 mg mediante iniezione endovenosa lenta, ovvero nell’arco di almeno 1 minuto. All’occorrenza è possibile ripetere la somministrazione della stessa dose a intervalli di 5 minuti, fino a conseguire un risultato soddisfacente. La quantità totale non deve superare i 200 mg. Dopo aver completato l’iniezione, l’effetto massimo insorge generalmente entro 5 minuti e la durata d’azione effettiva è solitamente di circa 6 ore, ma può estendersi anche fino a 18 ore.
Infusione
Come ulteriore opzione, Trandate può essere somministrato anche mediante infusione endovenosa continua. A questo scopo, si diluisce il contenuto di 2 fiale (200 mg di Trandate) con 160 ml di una soluzione per infusione compatibile (v. in «Altre indicazioni: Incompatibilità»). Questa soluzione per infusione contiene 1 mg/ml di Trandate. Per la somministrazione si usa una linea infusionale per bambini, collegata a una buretta graduata di 50 ml per consentire una posologia più precisa.
Ipertensioni non gravidiche
La velocità di infusione deve essere di circa 2 mg (2 ml di soluzione per infusione) / min.
Non appena viene raggiunto un risultato soddisfacente, l’infusione deve essere interrotta. La dose necessaria a questo scopo è compresa tra 50 e 200 mg, a seconda della gravità dell’ipertensione. Nella maggioranza dei pazienti sono pienamente sufficienti 200 mg, ma può essere anche necessaria in via eccezionale una dose di 300 mg, nella fattispecie in pazienti con feocromocitoma. La velocità di infusione può essere adattata dal medico in base alla reazione del paziente.
Ipertensioni gravidiche
Per ridurre un’ipertensione gravidica, l’infusione viene iniziata a una velocità di 20 mg/h, quindi questa dose può essere raddoppiata ogni 30 minuti fino a ottenere un calo pressorio soddisfacente o fino a una dose massima di 160 mg/h (v. anche «Gravidanza»).
Crisi ipertensive dopo un infarto miocardico acuto
La velocità di infusione iniziale di 15 mg/h deve essere aumentata gradualmente, a seconda della risposta del paziente, fino a un massimo di 120 mg/h.
Calo pressorio controllato durante interventi
Per conseguire un calo pressorio controllato nel corso di interventi chirurgici si somministra una dose iniziale di 10-20 mg e.v. nell’arco di 30 secondi. I pazienti più giovani e quelli non trattati con alotano necessitano di una dose leggermente superiore (25-30 mg). L’alotano potenzia l’azione antipertensiva di Trandate, pertanto la concentrazione di alotano non deve essere superiore all’1-1,5%. Se entro 5 minuti non si manifesta il calo pressorio desiderato, è possibile somministrare ancora 5-10 mg di Trandate fino a raggiungere il risultato desiderato.
La durata media del calo pressorio dopo 20-25 mg di soluzione iniettabile di Trandate è di 50 minuti. Il calo pressorio può essere invertito rapidamente interrompendo alotano e somministrando 0,6 mg di atropina e.v. Occorre tenere presente che la ventilazione a pressione positiva intermittente (IPPV) può ulteriormente potenziare il calo pressorio indotto da Trandate e/o alotano.
Monitoraggio
Durante l’infusione occorre controllare costantemente la pressione arteriosa tramite monitor. Si consiglia inoltre un monitoraggio a monitor dell’attività cardiaca dopo l’iniezione e durante l’infusione. Nella maggioranza dei pazienti si verifica un lieve calo della frequenza cardiaca; l’insorgenza di bradicardia grave è rara e può essere risolta con 1-2 mg di atropina per via endovenosa. Nei pazienti con insufficienza respiratoria sospetta o in atto occorre monitorare attentamente la funzione respiratoria.
Terapia di mantenimento
Non appena conseguito un calo pressorio adeguato, è possibile proseguire una terapia di mantenimento con Trandate compresse filmate (v. sopra in «Compresse filmate »).
Bambini e adolescenti
Le esperienze cliniche sono troppo limitate per poter consigliare l’uso di Trandate nei bambini e negli adolescenti.
Istruzioni posologiche speciali
Posologia nell’insufficienza renale
In caso di insufficienza renale la dose di Trandate non deve essere generalmente ridotta, per contro occorre prestare particolare attenzione all’insorgenza di effetti collaterali.
Controindicazioni
Ipersensibilità nota al labetalolo o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie di Trandate. Blocco AV di 2° o 3° grado (in assenza di pacemaker in situ), shock cardiogeno e altri stati di grave ipertensione persistente o di bradicardia grave.
I beta-bloccanti non selettivi non devono essere utilizzati in pazienti con asma bronchiale o con precedenti anamnestici di patologie ostruttive delle vie aeree.
Insufficienza cardiaca congestizia.
Malattia del seno (incluso il blocco seno-atriale), in assenza di pacemaker in situ.
Angina di Prinzmetal.
Cuore polmonare.
Ipotensione grave.
Bradicardia marcata (<50 battiti/min).
Trattamento concomitante con MAO-inibitori o calcio-antagonisti del tipo verapamil e del tipo diltiazem.
Pazienti con asma bronchiale o con precedenti anamnestici di patologie ostruttive delle vie aeree.
Infarto miocardico acuto.
Acidosi metabolica.
Feocromocitoma non trattato.
Avvertenze e misure precauzionali
Insufficienza cardiaca o disfunzione sistolica del ventricolo sinistro
Nei pazienti con insufficienza cardiaca o insufficienza ventricolare sinistra è richiesta particolare cautela. Il labetalolo è controindicato nell’insufficienza cardiaca non controllata, ma può essere utilizzato con cautela in pazienti ben controllati ed asintomatici.
Un’insufficienza cardiaca deve essere trattata in maniera appropriata prima di iniziare la terapia con Trandate.
L’utilizzo di beta-bloccanti rischia di causare o aggravare l’insufficienza cardiaca o una malattia polmonare ostruttiva. In caso di insufficienza cardiaca, la contrattilità deve essere mantenuta e l’insufficienza deve essere compensata. I pazienti con contrattilità ridotta, in particolare gli anziani, devono essere regolarmente monitorati per lo sviluppo di insufficienza cardiaca.
Il trattamento non deve essere sospeso o interrotto bruscamente, in particolare nei pazienti con malattia coronarica e nei pazienti con angina pectoris (rischio di esacerbazione dell’angina pectoris, infarto miocardico e fibrillazione ventricolare), ma deve essere ridotto gradualmente nell’arco di più giorni.
Anestetici inalatori
È richiesta cautela in caso di uso concomitante di anestetici inalatori (vedere «Interazioni») Non è necessario sospendere Trandate prima di un’anestesia, ma i pazienti devono prima ricevere atropina per via endovenosa. Trandate potenzia l’azione degli anestetici volatili sulla pressione arteriosa.
In casi rasi sono stati riferiti un aumento dei valori della funzionalità epatica, ittero (dovuto a un disturbo della funzionalità epatica o colestasi), epatite o necrosi epatica. Generalmente i sintomi regrediscono dopo la sospensione di labetalolo. Si sono manifestati sia dopo un trattamento breve sia dopo un trattamento prolungato.
Ai primi segni di compromissione epatica occorre effettuare esami di laboratorio appropriati. Qualora i valori di laboratorio evidenzino un danno epatico o il paziente sviluppi ittero, il trattamento con Trandate deve essere interrotto immediatamente e non può essere ripreso neppure in un momento successivo.
Disturbi della funzionalità renale
È richiesta cautela quando il labetalolo viene somministrato in pazienti con insufficienza renale grave (GFR = 15-29 ml/min/1,73m2).
Se l’anamnesi di un paziente trattato con β-bloccanti indica gravi reazioni anafilattiche dovute a molteplici allergeni, è richiesta particolare cautela in caso di ri-esposizione a β-bloccanti. È possibile che tali pazienti non rispondano alla posologia dell’adrenalina usata abitualmente nel trattamento di reazioni allergiche.
Malattia vascolare periferica
Trandate deve essere usato con cautela in pazienti con malattie vascolari periferiche, poiché può subentrare un’esacerbazione dei sintomi in atto.
La posologia di Trandate deve essere ridotta in pazienti che sviluppano una bradicardia sintomatica.
A causa di un aumentato tempo di conduzione AV dei β-bloccanti, Trandate deve essere usato con cautela in pazienti con blocco AV di 1° grado.
Tireotossicosi
Come altri antagonisti dei recettori beta-adrenergici, il labetalolo può mascherare i sintomi di un ipertiroidismo, senza alterare la funzione tiroidea.
Come altri β-bloccanti, nei pazienti diabetici Trandate può mascherare i sintomi di un ipertiroidismo e di un’ipoglicemia.
Adrenalina
Qualora i pazienti già in trattamento con labetalolo necessitino in via aggiuntiva di una terapia con adrenalina, la dose di adrenalina deve essere ridotta, poiché la somministrazione concomitante di labetalolo e adrenalina può provocare bradicardia e ipertensione (vedere «Interazioni»).
Su forte influenza dell’adrenalina, come in caso di feocromocitoma, il labetalolo può causare ipertensione paradossa.
Acidosi metabolica e feocromocitoma
È richiesta cautela nei casi di acidosi metabolica e feocromocitoma. In pazienti con feocromocitoma labetalolo potrebbe essere somministrato solo dopo aver raggiunto un blocco adeguato degli alfa-recettori.
Calcio-antagonisti
È richiesta cautela quando il labetalolo viene utilizzato in concomitanza con i calcio‑antagonisti, in particolare i «bloccanti dei canali del calcio», che influenzano negativamente la contrattilità e la conduzione atrioventricolare.
È richiesta cautela in caso di trattamento concomitante con adrenalina, verapamil o antiaritmici di classe I (vedere «Interazioni»).
Digitale
I beta-bloccanti hanno un effetto inotropo negativo, ma non influenzano l’effetto inotropo positivo della digitale.
Compresse filmate
Durante la terapia con β-bloccanti sono stati riferiti casi di eruzioni cutanee e/o occhi secchi. L’incidenza di casi segnalati è minima e nella maggioranza dei casi i sintomi sono scomparsi in seguito all’interruzione della terapia. Qualora non sia possibile trovare altre spiegazioni per l’insorgenza di queste reazioni, occorre considerare una sospensione graduale del medicamento.
In pazienti con compromissione della funzionalità epatica Trandate deve essere usato con cautela, poiché in questo gruppo di pazienti labetalolo viene metabolizzato più lentamente rispetto a soggetti sani. Possono essere necessarie dosi più basse (vedere «Posologia / impiego»).
Cardiopatia ischemica
Occorre evitare una brusca sospensione o interruzione della terapia con β-bloccanti, in particolare in presenza di cardiopatie ischemiche. Trandate deve essere interrotto gradualmente. Nei pazienti con cardiopatia ischemica, l’interruzione deve avvenire gradualmente, se possibile nell’arco di 7–10 giorni.
Sindrome intraoperatoria dell’iride a bandiera (IFIS)
La comparsa della sindrome intraoperatoria dell’iride a bandiera (IFIS, una variante del restringimento pupillare: «Small Pupil Syndrome») è stata osservata in corso di interventi di cataratta in alcuni pazienti, in trattamento o precedentemente trattati con tamsulosina. Casi isolati sono stati riportati anche con altri alfa-1 bloccanti e la possibilità di un effetto di classe non può essere esclusa. Poiché la IFIS può aumentare l’incidenza di complicanze durante gli interventi di cataratta, l’uso attuale o pregresso di alfa-1 bloccanti deve essere segnalato all’oftalmologo prima dell’intervento chirurgico.
Controlli antidoping
Gli atleti e le atlete devono essere consapevoli del fatto che questo prodotto contiene un principio attivo che può determinare positività ai controlli antidoping.
Sostanze ausiliarie
Lattosio
Le compresse filmate di Trandate contengono lattosio. I pazienti affetti da rara intolleranza ereditaria al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.
Benzoato di sodio
Le compresse rivestite con film di Trandate contengono al massimo 3,02 µg di benzoato di sodio per dose massima giornaliera di 2400 mg di labetalolo, corrispondenti a 0,48 µg di sodio.
Sodio
Le compresse filmate di Trandate contengono meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per dose massima di 2400 mg di labetalolo, ovvero sono praticamente «prive di sodio».
Giallo tramonto FCF (E 110)
Può causare reazioni allergiche.
Soluzione iniettabile/per infusione
Trandate può mascherare le reazioni di compensazione fisiologiche a un’emorragia improvvisa (tachicardia e vasocostrizione). Pertanto, se utilizzato nel corso di interventi chirurgici, occorre un attento monitoraggio di eventuali perdite di sangue.
In pazienti con compromissione della funzionalità epatica Trandate deve essere usato con cautela, poiché in questo gruppo di pazienti labetalolo viene metabolizzato più lentamente rispetto a soggetti sani.
In alcuni pazienti in trattamento corrente con tamsulosina o precedentemente trattati con questo medicamento è stata osservata l’insorgenza di iride a bandiera intraoperatoria (IFIS, una variante del restringimento pupillare: «Small Pupil Syndrome») nell’ambito di un intervento di cataratta. Sono state ricevute segnalazioni isolate anche con altri bloccanti dei recettori alfa-1-adrenergici e non può essere esclusa la possibilità di un effetto di classe. Poiché l’IFIS potrebbe portare a un aumento delle complicanze procedurali durante interventi di cataratta, si deve informare il chirurgo oftalmico prima dell’intervento chirurgico se sono stati utilizzati o si utilizzano bloccanti dei recettori alfa-1-adrenergici.
Sostanze ausiliarie
Sodio
Trandate soluzione iniettabile/per infusione contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per posologia di 2400 mg labetalolo, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.
Interazioni
In linea generale, i β-bloccanti non devono essere somministrati assieme ai seguenti medicamenti:
Antiaritmici:
l’effetto degli antiaritmici di classe I (come disopiramide, chinidina e sostanze simili alla chinidina, lidocaina e sostanze simili alla lidocaina) e dell’amiodarone (antiaritmici di classe III) può essere potenziato.
L’assunzione concomitante di antidepressivi triciclici può portare a un’insorgenza più frequente di tremore.
La cimetidina può aumentare la biodisponibilità di labetalolo in caso di assunzione orale.
Gli inibitori della sintesi delle prostaglandine come ibuprofene e indometacina possono ridurre l’azione antipertensiva di labetalolo. Pertanto, in caso di somministrazione concomitante con inibitori della sintesi delle prostaglandine (ad es. FANS) l’azione antipertensiva di Trandate può essere ridotta, il che può rendere necessario un aggiustamento della posologia. Può verificarsi un effetto sinergico additivo con altri agenti antipertensivi.
È stato dimostrato che labetalolo riduce l’assorbimento dei radioisotopi della MIBG (metaiodobenzilguanidina). Pertanto occorre interpretare con cautela i risultati della scintigrafia con MIBG.
I glicosidi digitalici in combinazione con i beta-bloccanti possono allungare il tempo di conduzione atrioventricolare. Il labetalolo può potenziare l’effetto di riduzione della frequenza ventricolare della digossina.
La somministrazione concomitante di labetalolo con adrenalina può causare bradicardia e ipertensione (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Il trattamento concomitante con calcio-antagonisti derivati della diidropiridina (ad es. nifedipina) può aumentare il rischio di ipertensione e portare a insufficienza cardiaca nei pazienti predisposti.
L’uso combinato con calcio-antagonisti con effetto inotropo negativo (ad es. verapamil, diltiazem) può dar luogo a bradicardia e ipotensione, in particolare in pazienti con funzione ventricolare compromessa e/o disturbi della conduzione. Se si passa da un calcio-antagonista a un beta-bloccante o viceversa, il nuovo trattamento non deve essere iniziato prima di 48 ore dopo l’interruzione del trattamento precedente.
Clonidina:
Nei pazienti che assumono beta-bloccanti e clonidina, la dose del beta-bloccante deve essere ridotta gradualmente nell’arco di più giorni prima interrompere la clonidina. Ciò è necessario per ridurre il rischio di ipertensione da rimbalzo che può derivare dall’interruzione della clonidina. Pertanto, anche quando si passa dalla clonidina a un beta-bloccante è importante ridurre gradualmente la clonidina e iniziare il trattamento con il beta-bloccante solo diversi giorni dopo l’interruzione della clonidina.
Inibitori della colinesterasi:
La somministrazione concomitante di labetalolo e inibitori della colinesterasi può incrementare il rischio di bradicardia.
Anestesia generale:
È richiesta cautela in caso di anestesia generale nei pazienti che fanno uso di beta-bloccanti. I beta-bloccanti possono ridurre il rischio di aritmie cardiache in corso di anestesia, ma possono anche portare a tachicardia riflessa e quindi aumentare il rischio di ipotensione durante l’anestesia. Deve essere utilizzato un anestetico con il minor effetto inotropo negativo possibile. La funzionalità cardiaca deve essere attentamente monitorata e le bradicardie causate dall’azione eccessiva del vago devono essere corrette mediante somministrazione endovenosa di 1-2 mg di atropina (vedere «Posologia/impiego»).
Alfa-simpaticomimetici:
La somministrazione concomitante di labetalolo e alfa-simpaticomimetici (ad es. fenilpropanolamina e adrenalina) può causare bradicardia e ipertensione (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»)
Derivati dell’ergotamina:
L’uso concomitante dei derivati dell’ergotamina può aumentare il rischio di spasmi vascolari in alcuni pazienti.
Antinfiammatori non steroidei (FANS):
L’effetto antipertensivo del labetalolo può essere ridotto. In questi casi può rendersi necessario un aggiustamento della posologia.
Miorilassanti stabilizzanti:
L’effetto dei miorilassanti non-depolarizzanti (tipo curaro) può essere potenziato e prolungato.
Nitroglicerina:
Il labetalolo riduce la tachicardia riflessa causata dalla nitroglicerina. Potenziamento dell’effetto antipertensivo.
Estrogeni:
L’effetto antipertensivo dei beta-bloccanti può essere ridotto.
Fenotiazine:
Possibile aumento delle concentrazioni plasmatiche di entrambi i principi attivi.
Fenossibenzamina:
Effetto additivo sull’azione bloccante dei recettori alfa.
Beta-simpaticomimetici, xantine:
Reciproca riduzione dell’effetto terapeutico.
Digossina:
Il labetalolo può incrementare l’effetto di riduzione della frequenza cardiaca della dogossina.
Alfa-simpaticomimetici:
La somministrazione concomitante di labetalolo e alfa-simpaticomimetici (ad es. fenilpropanolamina e adrenalina) può causare bradicardia e ipertensione (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Altri antipertensivi:
In caso di somministrazione concomitante di labetalolo e altri agenti antipertensivi va considerato un potenziamento dell’effetto.
Influenza sui valori di laboratorio:
La presenza di metaboliti del labetalolo nelle urine può causare un aumento apparente dei livelli urinari di catecolamine, metanefrina, normetanefrina e acido vanilmandelico misurati con metodi fluorimetrici o fotometrici e pertanto deve essere considerata soprattutto nei test di laboratorio per la diagnosi del feocromocitoma. Le concentrazioni di catecolamine devono essere determinate con un metodo speciale, come ad es. un saggio HPLC con estrazione in fase solida (il labetalolo emette fluorescenza in una soluzione alcalina a una lunghezza d’onda di eccitazione di 334 nm e a una lunghezza d’onda di fluorescenza di 412 nm).
È stato dimostrato che il labetalolo riduce l’assorbimento dei radioisotopi della metaiodobenzilguanidina (MIBG). Di conseguenza, i risultati della scintigrafia con MIBG sono da interpretarsi con cautela.
Antidepressivi triciclici:
Il labetalolo aumenta la biodisponibilità dell’imipramina di oltre il 50% attraverso l’inibizione della sua 2-idrossilazione. Il labetalolo in combinazione con l’imipramina può potenziare l’effetto dell’imipramina e degli antidepressivi triciclici utilizzati in concomitanza, aumentare dell’insorgenza di tremore e determinare un reciproco potenziamento dell’effetto.
L’uso concomitante ad es. di nitrati, antipsicotici (derivati fenotiazinici come ad es. la clorpromazina) e altri antipsicotici/antidepressivi può potenziare l’effetto antipertensivo.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Le esperienze con le gravidanze umane non sembra indicare che il labetalolo aumenti il rischio di malformazioni congenite. Gli studi sperimentali sugli animali non hanno fornito evidenze di teratogenicità. Tuttavia, è stata riscontrata una tossicità dello sviluppo embriofetale (vedere «Dati preclinici»). Pertanto, Trandate deve essere utilizzato nel primo trimestre di gravidanza solo se il potenziale beneficio supera il potenziale rischio.
Poiché nell’essere umano labetalolo oltrepassa la barriera placentare, occorre considerare le possibili conseguenze di un blocco con α- e β-bloccanti sul feto e sul nascituro. In rari casi sono state riferite bradicardia perinatale e neonatale, ipotensione, depressione respiratoria, ipoglicemia e ipotermia. In taluni casi questi sintomi si sono presentati uno o due giorni dopo la nascita.
Allattamento
Il labetalolo è escreto nel latte materno in piccole quantità (circa 0,004-0,07% della dose materna). Finora non sono stati segnalati effetti collaterali. Sono stati segnalati casi di dolore del capezzolo e fenomeno di Raynaud del capezzolo (vedere «Effetti indesiderati»). È richiesta cautela in caso di somministrazione di labetalolo a donne che allattano al seno.
Trandate è escreto nel latte materno in quantità minime. L’allattamento è quindi sconsigliato. In casi molto rari nei neonati allattati al seno sono stati segnalati eventi indesiderati (morte improvvisa del lattante, diarrea, ipoglicemia), ma il nesso causale non è noto.
Fertilità
Non sono disponibili dati clinici relativi a un potenziale effetto di Trandate sulla fertilità. Gli studi sperimentali sugli animali hanno evidenziato un effetto del labetalolo sulla fertilità maschile (vedere «Dati preclinici»).
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine
Trandate può compromettere la capacità di reazione del paziente alla guida di veicoli o durante l’utilizzo di macchine.
Effetti indesiderati
Per questo medicamento non sono disponibili nuovi dati clinici per l’indicazione degli effetti indesiderati in base alla Classificazione sistemica organica e alla frequenza assoluta. L’insorgenza viene definita come «molto comune» (>1/10), «comune» (>1/100 e <1/10), «non comune» (>1/1000 e <1/100), «raro» (>1/10’000 e <1/1000), «molto raro» (<1/10’000), Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Gli effetti collaterali contrassegnati con # sono generalmente transitori e si verificano nelle prime settimane di trattamento.
Compresse filmate
Disturbi del sistema immunitario
Molto comune: positività agli anticorpi antinucleo dipendenti dalla malattia
Comune: reazioni di ipersensibilità.
Molto raro: lupus eritematoso sistemico.
Le reazioni di ipersensibilità si manifestano come eruzioni cutanee (psoriasiformi, reversibili), prurito e dispnea nonché molto raramente come edema di Quincke e febbre.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Frequenza non nota: iperkaliemia.
In particolare nei pazienti con ridotta escrezione renale di potassio.
Disturbi psichiatrici
Non comune: #umore depresso.
Patologie del sistema nervoso
Non comune: #capogiri, #cefalea, #formicolio del cuoio capelluto.
Molto raro: tremore durante la gravidanza.
Patologie dell’occhio
Comune: offuscamento della vista.
Molto raro: occhi secchi.
Non è stato possibile associare a Trandate in maniera assolutamente univoca le segnalazioni di offuscamento della vista.
Patologie cardiache
Comune: insufficienza cardiaca congestizia.
Raro: bradicardia.
Molto raro: blocco cardiaco.
Patologie vascolari
Comune: #ipotensione ortostatica.
Molto raro: esacerbazione dei sintomi della sindrome di Raynaud.
L’ipotensione ortostatica è più frequente a dosi molto elevate o qualora la dose iniziale sia troppo alta e/o l’incremento della dose sia troppo rapido.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Comune: #congestione nasale.
Non comune: broncospasmi.
Patologie gastrointestinali
Comune: nausea.
Non comune: vomito, dolori epigastrici.
Patologie epatobiliari
Comune: valori della funzionalità epatica aumentati.
Molto raro: necrosi epatica, epatite, ittero (di natura epatocellulare e colestatica).
Gli effetti indesiderati a carico del fegato sono generalmente reversibili con la sospensione di Trandate.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: #sudorazione.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Non comune: crampi.
Molto raro: miopatia tossica.
Sono stati segnalati crampi, ma non è stato possibile associarli in maniera assolutamente univoca a Trandate.
Patologie renali e urinarie
Comune: dolore alla minzione.
Molto raro: ritenzione urinaria acuta.
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Comune: disfunzione erettile.
Non comune: problemi di eiaculazione.
Frequenza non nota: dolore del capezzolo, fenomeno di Raynaud del capezzolo.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: #letargia.
Molto raro: #edemi alle caviglie.
Soluzione iniettabile/per infusione
Disturbi del sistema immunitario
Molto comune: anticorpi antinucleo positivi
Comune: reazioni di ipersensibilità.
Molto raro: febbre da medicamenti, angioedema
Frequenza non nota: alveolite allergica, epatite allergica
Test ANA (anticorpi antinucleo) positivo non associato alla malattia.
Le reazioni di ipersensibilità si manifestano come eruzioni cutanee (psoriasiformi, reversibili), prurito e dispnea nonché molto raramente come edema di Quincke e febbre.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Frequenza non nota: iperkaliemia.
In particolare nei pazienti con ridotta escrezione renale di potassio.
Patologie cardiache
Comune: insufficienza cardiaca congestizia.
Raro: bradicardia.
Molto raro: blocco cardiaco.
Frequenza non nota: disturbi della conduzione, blocco senoatriale, #comparsa o peggioramento di un’insufficienza cardiaca, angina pectoris, infarto miocardic, anomalie dell’ECG
Patologie vascolari
Comune: #ipotensione ortostatica.
Molto raro: esacerbazione dei sintomi della sindrome di Raynaud.
Frequenza non nota: sensazione di freddo alla estremità, acrocianosi, peggioramento della circolazione periferica.
L’ipotensione ortostatica è più frequente a dosi molto elevate o qualora la dose iniziale sia troppo alta e/o l’incremento della dose sia troppo rapido.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Comune: dispnea, #congestione nasale.
Non comune: broncospasmi.
Frequenza non nota: dolori al torace, asma
Patologie epatobiliari
Comune: valori della funzionalità epatica aumentati.
Molto raro: necrosi epatica, epatite, ittero (di natura epatocellulare e colestatica).
Gli effetti indesiderati a carico del fegato sono generalmente reversibili con la sospensione di Trandate.
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Comune: disfunzione erettile.
Frequenza non nota: dolore del capezzolo, fenomeno di Raynaud del capezzolo
Il labetalolo è escreto nel latte materno in piccole quantità (circa 0,004-0,07% della dose materna). Sono stati segnali casi di dolore del capezzolo e fenomeno di Raynaud del capezzolo. È richiesta cautela in caso di somministrazione di labetalolo a donne che allattano al seno.
Patologie endocrine
Frequenza non nota: ipoglicemia, mascheramento dei sintomi di ipoglicemia
Disturbi psichiatrici
Non comune: #umore depresso
Patologie del sistema nervoso
Comune: #capogiri, #mal di testa, #formicolio del cuoio capelluto
Molto raro: tremori nel trattamento durante la gravidanza, disturbo del sonno, ipogeusia
Disturbi del sonno dovuti a incubi o a sogni anormali.
Patologie dell’occhio
Raro: irritazione oculare
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: eruzione lichenoide reversibile
Non comune: #iperidrosi
Frequenza non nota: eritema
I beta-bloccanti possono provocare psoriasi, peggiorare i sintomi di questa patologia o determinare l’insorgenza di esantemi psoriasiformi. Il periodo di trattamento fino alla comparsa delle manifestazioni cutanee può variare da poche settimane ad anni.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Non comune: crampi muscolari
Molto raro: miopatia tossica, lupus eritematoso sistemico
Frequenza non nota: peggioramento di una miastenia gravis, edemi nelle articolazioni
Patologie renali e urinarie
Comune: disturbi della minzione
Molto raro: ritenzione urinaria acuta
Frequenza non nota: incontinenza da urgenza
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: #astenia, #avolizione
Molto raro: #edema malleolare
L’interruzione troppo rapida del labetalolo può dar luogo a cefalea, dolore toracico, malessere generale o fiacchezza, respiro affannoso, sudorazione, tremori, tachicardia e aritmie cardiache (effetto rebound).
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
I dati a oggi noti su un sovradosaggio massiccio di Trandate nell’essere umano sono limitati, ma occorre attendersi intensi disturbi cardiovascolari.
A seguito di sovradosaggio orale massivo di labetalolo è stata riferita insufficienza renale con oliguria. In un caso l’insufficienza renale potrebbe essere peggiorata a seguito della somministrazione di dopamina per aumentare la pressione arteriosa.
Trattamento
I pazienti devono essere posti in posizione supina a gambe rialzate.
Se necessario, deve essere somministrata una terapia adrenergica/colinergica per via parenterale per migliorare la circolazione.
L’emodialisi elimina dal plasma una percentuale di labetalolo inferiore all’1%.
L’ulteriore trattamento deve essere adattato alla clinica o alle raccomandazioni del centro nazionale antiveleni, se disponibili.
Proprietà / effetti
Codice ATC: C07AG01
Meccanismo d’azione
Trandate possiede proprietà sia α- sia β-bloccanti. Trandate abbassa la pressione arteriosa bloccando i recettori α-adrenergici nelle arteriole periferiche (vasodilatazione), il che riduce la resistenza periferica. Al contempo, Trandate blocca i recettori β-adrenergici (beta-blocco). Questo blocco dei β-recettori protegge il cuore da un’azione riflessa del simpatico, come quella che può provocare una vasodilatazione periferica da α-blocco. In tal modo il calo pressorio viene ottenuto senza stimolazione cardiaca. Labetalolo possiede una minima attività β-simpaticomimetica intrinseca.
Farmacocinetica
Assorbimento
L’assorbimento di labetalolo dopo somministrazione orale è rapido, normalmente il picco di concentrazione plasmatica viene raggiunto entro 2 ore.
Distribuzione
Il legame con le proteine è del 50% circa.
Metabolismo
Sussiste un significativo effetto di first-pass epatico con una biodisponibilità del 25% circa.
Eliminazione
L’emivita di eliminazione di labetalolo è di circa 4 ore (leggermente inferiore durante la gravidanza). Labetalolo e i suoi metaboliti vengono escreti rapidamente sia per via fecale sia per via urinaria. Il 55-60% di labetalolo viene escreto in forma metabolizzata (principalmente coniugati glucuronidati) entro 24 ore dalla somministrazione orale e meno del 4% in forma libera con l’urina. La normale frazione extrarenale della dose Q0 è di 0,95.
La clearance plasmatica totale di labetalolo dopo infusione endovenosa è di 15-37 ml/min/kg.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Gravidanza/Passaggio nella placenta:
Il rapporto tra la concentrazione di labetalolo nel sangue cordonale del neonato e la concentrazione nel sangue della madre è di 0,5-0,8.
Allattamento:
Nel latte materno è presente il 22-45% del livello ematico di labetalolo della madre.
Negli studi sugli animali solo minime quantità del principio attivo attraversano la barriera ematoencefalica.
Compromissione della funzionalità epatica:
Labetalolo per via orale sottostà a un metabolismo di first-pass significativo ma variabile. In uno studio su 10 pazienti con cirrosi documentata in anamnesi l’esposizione a labetalolo per via orale è risultata di circa tre volte superiore a quella di controlli sani. La variabilità interindividuale è risultata elevata sia nei pazienti sia nei controlli (circa 2,5 volte). I pazienti con compromissione della funzionalità epatica possono necessitare di dosi più basse di Trandate compresse filmate (vedere «Posologia / impiego» e «Avvertenze e misure precauzionali»).
Dati preclinici
Genotossicità
Negli studi condotti in vitro e in vivo non sono emerse evidenze di mutagenicità.
Cancerogenicità
Negli studi a lungo termine su topi e ratti non sono stati dimostrati effetti cancerogeni di labetalolo.
Tossicità per la riproduzione
Una riduzione della fertilità nei ratti maschi è riconducibile a un’inibizione dell’eiaculazione dovuta a blocco sistemico degli adrenorecettori.
Non è stata osservata teratogenicità nei ratti e nei conigli trattati a posologie 6 o 4 volte superiori alla dose terapeutica massima raccomandata nell’uomo. In entrambe le specie è stato osservato un aumento del riassorbimento fetale a dosi che corrispondono approssimativamente alla dose terapeutica massima raccomandata nell’uomo. Uno studio di teratogenicità nel coniglio con labetalolo somministrato per via endovenosa a dosi fino a 1,7 volte superiori a quelle terapeutiche raccomandate nell’uomo non ha fornito evidenze di danni al feto indotti dal medicamento.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Trandate soluzione iniettabile/per infusione non deve essere miscelato con una soluzione contenente bicarbonato di sodio.
Tuttavia, Trandate soluzione iniettabile/per infusione è compatibile con NaCl 0,9%, glucosio 5% e miscele di NaCI e glucosio nonché soluzione Ringer, soluzione Ringer lattato, miscele di Ringer e Ringer lattato con glucosio.
Influenza sui metodi diagnostici
Labetalolo diventa fluorescente in soluzione alcalina con una lunghezza d’onda di 334 nm e 412 nm e può pertanto alterare i dosaggi di determinate sostanze fluorescenti (ad es. catecolamina).
La presenza di metaboliti di labetalolo nell’urina può portare a valori falsamente aumentati delle catecolamine, della metanefrina, della normetanefrina e dell’acido vanillilmandelico se si utilizzano procedure di test fotometriche o fluorimetriche.
Nella valutazione di pazienti trattati con labetalolo nei quali si sospetta un feocromocitoma si deve impiegare un metodo di misurazione specifico per la determinazione dei valori di catecolamina, come ad es. la HPLC.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento
Compresse filmate: conservare a temperature non superiori a 30° C e fuori dalla portata dei bambini.
Soluzione iniettabile/per infusione: conservare a temperature non superiori a 30° C e al riparo dalla luce.
Indicazioni per la manipolazione
Soluzione iniettabile/per infusione: le miscele inutilizzate devono essere gettate dopo 24 ore.
Numero dell’omologazione
41530, 41529 (Swissmedic).
Confezioni
Compresse filmate da 100 mg: 100. [B]
Compresse filmate da 200 mg: 100. [B]
Soluzione iniettabile/per infusione in fiale da 100 mg/20 ml: 5. [B]
Titolare dell’omologazione
Aspen Pharma Schweiz GmbH, Baar.
Stato dell’informazione
Marzo 2026
DOC-01-05-2026
