Informazione professionale - TechneScan DMSA
Composizione
Principi attivi
Succimerum (Acido dimercaptosuccinico, DMSA)
Sostanze ausiliarie
Stannosi(II) chloridium dihydricum, Inositolum, Acidum hydrochloridum concentratum, Nartrii hydroxidum
Il liofilizzato del prodotto contiene 0,345 mg di sodio per flaconcino. Dopo la ricostituzione con 5 ml di soluzione di Pertecnetato di sodio, il prodotto contiene 3,61 mg/ml di sodio.
Specifiche del preparato marcato
Soluzione acquosa sterile, priva di endotossine, limpida, incolore, per uso endovenoso.
| pH: | 2,5 - 3,5 |
| 99mTc-DMSA: | ≥ 95% |
| 99mTcO4‾: | ≤ 2 % |
| Periodo di validità: | 4 ore nel flaconcino originale in ambiente privo di ossigeno tra i 15 e i 25 °C |
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Liofilizzato sterile, privo di endotossine, da biancastro a leggermente giallo, azotato, con 1,2 mg di succimer (DMSA) per uso endovenoso dopo marcatura con tecnezio (99mTc).
Indicazioni/possibilità d’impiego
TechneScan DMSA viene utilizzato per la scintigrafia renale statica (planare o SPECT) per le seguenti indicazioni:
- esame morfologico della corticale renale
- esame della funzionalità renale separata
- localizzazione di reni ectopici
Posologia/impiego
Posologia
Adulti
Per i pazienti adulti con un peso corporeo di 50-70 kg, la dose raccomandata è da 30 a 120 MBq.
Pazienti anziani
Non è richiesta alcuna posologia specifica per i pazienti anziani.
Pazienti con compromissione della funzionalità renale
È necessaria un’attenta valutazione dell’attività da somministrare, poiché in questi pazienti l'esposizione alle radiazioni può essere più elevata.
Popolazione pediatrica
L’utilizzo nei bambini e negli adolescenti deve essere attentamente considerato, sulla base delle necessità cliniche e della valutazione del rapporto rischio/beneficio in questo gruppo di pazienti. L'attività da somministrare nei bambini e negli adolescenti è determinata in base alla scheda di dosaggio EANM (2016) utilizzando la seguente formula:
Attività da somministrare A [MBq] = attività basale x fattore di moltiplicazione
(classe B con un’attività basale di 6,8 MBq)
Le attività calcolate e da applicare sono elencate nella seguente tabella:
Peso [kg] | Attività [MBq] | Peso [kg] | Attività [MBq] | Peso [kg] | Attività [MBq] |
| 3 | 18,5 | 22 | 36 | 42 | 62 |
| 4 | 18,5 | 24 | 39 | 44 | 65 |
| 6 | 18,5 | 26 | 42 | 46 | 68 |
| 8 | 18,5 | 28 | 44 | 48 | 70 |
| 10 | 18,5 | 30 | 47 | 50 | 73 |
| 12 | 21 | 32 | 50 | 52 - 54 | 77 |
| 14 | 24 | 34 | 52 | 56 - 58 | 82 |
| 16 | 27 | 36 | 54 | 60 - 62 | 86 |
| 18 | 30 | 38 | 57 | 64 - 66 | 91 |
| 20 | 33 | 40 | 60 | 68 | 95 |
Per ottenere immagini di qualità è necessaria un'attività minima di 18,5 MBq.
Modo di somministrazione:
flaconcino multidose.
Iniezione endovenosa.
Questo medicamento deve essere marcato radioattivamente prima della somministrazione al paziente.
Per le indicazioni relative alla radiomarcatura del medicamento prima dell'uso, cfr. la rubrica «Indicazioni per la manipolazione».
Per la preparazione del paziente, cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali».
Acquisizione delle immagini
L'acquisizione delle immagini può essere iniziata da due a tre ore dopo l’iniezione. Può essere eseguita con imaging statico (planare o SPECT).
In caso di compromissione della funzionalità renale o di ostruzione, può essere necessario differire l'acquisizione delle immagini (rispettivamente 6 e 24 ore dopo l’iniezione del tracciante).
In presenza di idronefrosi significativa, può essere opportuno differire l'acquisizione delle immagini (da 4 a 24 ore dopo l’iniezione del tracciante) o somministrare un'iniezione di furosemide.
Esposizione alle radiazioni
Il tecnezio (99mTc) è prodotto mediante un generatore (99Mo/ 99mTc) e decade, con emissione di raggi gamma di energia media pari a 140 keV e un'emivita di 6,02 ore, a tecnezio (99mTc) che può essere considerato praticamente stabile grazie alla sua lunga emivita di 2,13 x 105 anni.
I dati riportati di seguito sono stati forniti dalla Commissione internazionale per la protezione radiologica (ICRP 128) e sono stati calcolati sulla base delle seguenti ipotesi:
La ritenzione totale in tutto il corpo è descritta con funzioni triesponenziali. Una frazione pari a 0,5 viene assorbita nella corticale renale con un’emivita di 1 ora. Si ipotizza un accumulo a lungo termine. Frazioni pari a 0,1 e 0,01 vengono assorbite nel fegato o nella milza con un’emivita di 1 ora ed eliminate con un’emivita di 2 ore (50%) e di 1,8 giorni (50%), rispettivamente.
Dose assorbita stimata: 99mTc-DMSA (µGy/MBq)
| Organo | Adulti | 15 anni | 10 anni | 5 anni | 1 anno |
| Ghiandole surrenali | 12,0 | 16,0 | 24,0 | 35,0 | 60,0 |
| Superficie ossea | 5,0 | 6,2 | 9,2 | 14,0 | 26,0 |
| Encefalo | 1,2 | 1,5 | 2,5 | 4,0 | 7,2 |
| Mammella | 1,3 | 1,8 | 2,8 | 4,5 | 8,4 |
| Cistifellea | 8,3 | 10,0 | 14,0 | 22,0 | 31,0 |
| Tratto gastrointestinale | |||||
| Parete gastrica | 5,2 | 6,3 | 10,0 | 14,0 | 20,0 |
| Parete intestino tenue | 5,0 | 6,4 | 10,0 | 14,0 | 24,0 |
| Parete intestino crasso | 4,3 | 5,5 | 8,2 | 12,0 | 20,0 |
| Parete intestino crasso asc. | 5,0 | 6,4 | 9,5 | 14,0 | 23,0 |
| Parete intestino crasso disc. | 3,3 | 4,3 | 6,5 | 9,6 | 16,0 |
| Parete cardiaca | 3,0 | 3,8 | 5,8 | 8,6 | 14,0 |
| Reni | 180,0 | 220,0 | 300,0 | 430,0 | 760,0 |
| Fegato | 9,5 | 12,0 | 18,0 | 25,0 | 41,0 |
| Polmoni | 2,5 | 3,5 | 5,2 | 8,0 | 15,0 |
| Muscoli | 2,9 | 3,6 | 5,2 | 7,7 | 14,0 |
| Esofago | 1,7 | 2,3 | 3,4 | 5,4 | 9,4 |
| Ovaie | 3,5 | 4,7 | 7,0 | 11,0 | 19,0 |
| Pancreas | 9,0 | 11,0 | 16,0 | 23,0 | 37,0 |
| Midollo rosso | 3,9 | 4,7 | 6,8 | 9,0 | 14,0 |
| Pelle | 1,5 | 1,8 | 2,9 | 4,5 | 8,5 |
| Milza | 13,0 | 17,0 | 26,0 | 38,0 | 61,0 |
| Testicoli | 1,8 | 2,4 | 3,7 | 5,3 | 10,0 |
| Timo | 1,7 | 2,3 | 3,4 | 5,4 | 9,4 |
| Ghiandola tiroidea | 1,5 | 1,9 | 3,1 | 5,2 | 9,4 |
| Parete della vescica | 18,0 | 23,0 | 29,0 | 31,0 | 57,0 |
| Utero | 4,5 | 5,6 | 8,3 | 11,0 | 19,0 |
| Altri organi | 2,9 | 3,7 | 5,2 | 7,7 | 14,0 |
| Dose efficace (µSv/MBq) | 8,8 | 11,0 | 15,0 | 21,0 | 37,0 |
La dose efficace per un adulto con peso corporeo di 70 kg dopo somministrazione dell'attività massima raccomandata di 120 MBq è di circa 1,1 mSv.
Per un'attività somministrata di 120 MBq, la dose tipica di radiazioni verso l'organo bersaglio (reni) è di 21,6 mGy e la dose tipica di radiazioni verso gli organi critici (parete vescicale, milza, surrene) è di 2,2 mGy, 1,6 mGy e 1,4 mGy, rispettivamente.
Controindicazioni
- Ipersensibilità accertata al principio attivo, a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie o a uno qualsiasi dei componenti del medicamento radiomarcato.
Avvertenze e misure precauzionali
Possibili reazioni da ipersensibilità o anafilattiche
Se compaiono reazioni da ipersensibilità o anafilattiche, interrompere immediatamente la somministrazione del medicamento e, se necessario, iniziare un trattamento per via endovenosa. Per consentire un intervento immediato in caso di emergenza, i medicamenti e le attrezzature necessari, come ad es. un tubo endotracheale e un respiratore, devono essere immediatamente disponibili.
Valutazione del rapporto rischio/beneficio nel singolo caso
Per ciascun paziente, l'esposizione alle radiazioni deve essere giustificata in funzione del probabili beneficio atteso. L’attività somministrata deve essere sempre la più bassa possibile per ottenere le informazioni diagnostiche necessarie.
Pazienti con compromissione della funzionalità renale
In questi pazienti è necessaria un'attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio, poiché è possibile un aumento dell'esposizione alle radiazioni (cfr. la rubrica «Posologia/impiego»).
Bambini e adolescenti
Per indicazioni sull’uso nei bambini e negli adolescenti, cfr. la rubrica «Posologia/impiego». È richiesta un'attenta valutazione delle indicazioni dal momento che la dose efficace per MBq è più elevata che negli adulti (cfr. la rubrica «Esposizione alle radiazioni»).
Preparazione del paziente
Prima di iniziare l’esame, il paziente deve essere ben idratato e deve essere invitato a
svuotare la vescica il più frequentemente possibile nelle prime ore successive all’esame per ridurre l'esposizione alle radiazioni.
Alcuni medicamenti devono essere interrotti (cfr. la rubrica «Interazioni»).
Interpretazione delle immagini
Tubulopatie come la sindrome di Fanconi o la nefronoftisi (malattia renale midollare-cistica) possono determinare una scadente qualità delle immagini a livello renale (insufficiente legame dell’isotopo all’interno della cellula tubulare, aumento dell’assorbimento della vescica e dell’escrezione urinaria).
Dopo la procedura
Non è necessario limitare il contatto stretto con neonati e donne incinte dopo la procedura.
Avvertenze speciali
L’iniezione deve essere somministrata esclusivamente per via endovenosa per evitare accumulo e irradiazione a livello locale. In caso di stravaso paravenoso, l’iniezione deve essere interrotta immediatamente.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, vale a dire che è sostanzialmente "privo di sodio".
Per informazioni sulle misure di prevenzione volte a evitare pericoli per l'ambiente, cfr. la rubrica «Indicazioni per la manipolazione».
Interazioni
Un disturbo dell’equilibrio acido-base, ad es. per variazione del livello di cloruro di ammonio e di bicarbonato di sodio, causa in vivo un'alterazione della valenza del complesso tecnezio (99mTc)-succimer, con conseguente riduzione del suo accumulo nella corticale renale, contemporaneo maggiore arricchimento nel fegato e più rapida escrezione di urina.
Il mannitolo induce la disidratazione e di conseguenza riduce l’assorbimento del complesso tecnezio (99mTc)-succimer nei reni.
Gli ACE-inibitori (ad es. captopril) possono indurre un'insufficienza tubulare reversibile a seguito della diminuzione della pressione di filtrazione in un rene con stenosi dell'arteria renale. Ciò a sua volta è causa di un ridotto arricchimento di tecnezio (99mTc)-succimer nei reni.
Per evitare tali effetti, il trattamento con uno dei suddetti medicamenti deve essere,
se possibile, interrotto.
Studi su animali hanno dimostrato che chemioterapici come metotrexato, ciclofosfamide o vincristina possono alterare la biodistribuzione di tecnezio (99mTc)-succimer.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Gli esami di medicina nucleare condotti su donne in stato di gravidanza espongono alle radiazioni anche il bambino. Pertanto, in gravidanza si devono effettuare solo indagini indispensabili e solo se il beneficio atteso è di gran lunga superiore al rischio per la madre e per il bambino.
Allattamento
Il tecnezio (99mTc)-succimer viene escreto nel latte materno. Prima di somministrare un radiofarmaco durante l’allattamento, si deve valutare l'opportunità di posticipare il trattamento con radionuclidi fino allo svezzamento, poiché la radioattività viene escreta nel latte materno. Se è necessario un trattamento, l’allattamento deve essere interrotto per 4 ore e il latte prelevato deve essere eliminato.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi in merito.
È necessario considerare le condizioni del paziente e gli eventuali effetti avversi.
Effetti indesiderati
Le informazioni sugli effetti collaterali derivano da segnalazioni spontanee. Le segnalazioni descrivono reazioni anafilattoidi, vasovagali e nella sede di iniezione, che sono di natura da lieve a moderata e di solito si risolvono spontaneamente o con trattamento sintomatico.
Tabella degli effetti collaterali
Gli effetti collaterali sono riportati nella tabella sottostante secondo la classificazione per sistemi e organi MedDRA. La frequenza è descritta come segue: molto comune (≥1/10), comune (da ≥1/100 a <1/10), non comune (da ≥1/1000 a <1/100), raro (da ≥1/10 000 a <1/1000), molto raro (<1/10 000) e frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
| Classificazione per sistemi e organi (SOC) | Effetti collaterali | Frequenza |
| Disturbi del sistema immunitario | Reazione anafilattoide (ad es. eruzione cutanea, prurito, orticaria, eritema, iperidrosi, edema periorbitale, congiuntivite, edema laringeo, edema faringeo, tosse, dispnea, dolore addominale, vomito, nausea, ipersalivazione, edema della lingua, ipotensione, vampate) | Non nota |
| Patologie del sistema nervoso | Reazione vasovagale (ad es. sincope, ipotensione, cefalea, capogiri, pallore, astenia, affaticamento) | Non nota |
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Reazione nella sede di iniezione (ad es. eruzione cutanea, gonfiore, infiammazione, edema) | Non nota |
Reazioni anafilattoidi
Le reazioni anafilattoidi segnalate sono di entità da lieve a moderata; tuttavia non può essere esclusa la comparsa di reazioni gravi (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Reazioni vasovagali
Le reazioni vasovagali sono probabilmente causate dalla procedura stessa dell'esame, in particolare nei pazienti ansiosi. Tuttavia, non si può escludere del tutto un effetto del medicamento.
Reazioni nella sede di iniezione
Le reazioni locali nella sede di iniezione possono includere eruzione cutanea, gonfiore, infiammazione ed edema. Nella maggior parte dei casi, tali reazioni sono causate probabilmente da uno stravaso paravenoso (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Le radiazioni ionizzanti possono causare tumori e alterazioni ereditarie. Poiché la dose efficace è di 1,06 mSv quando si somministra l’attività massima raccomandata di 120 MBq, la probabilità che compaiano questi effetti è bassa.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
In caso di somministrazione di una dose eccessiva di tecnezio (99mTc)-succimer, la dose assorbita dal paziente deve essere ridotta il più possibile aumentando l'escrezione del radionuclide dall'organismo mediante diuresi forzata e svuotamento frequente della vescica. Può essere utile stimare la dose efficace di radiazioni somministrata.
Proprietà/effetti
Categoria farmacoterapeutica: radiodiagnostica per il sistema renale.
Codice ATC
V09CA02
Meccanismo d’azione
Proprietà fisiche
Indipendentemente dal legame con il principio attivo, il (99mTc)Technetium decade per transizione isomerica a un 99Technetium quasi stabile con un'emivita di 6,02 ore. Le radiazioni gamma necessarie per la diagnostica scintigrafica hanno un'energia di 140 keV (89%).
Farmacodinamica
Il 99mTc-DMSA non sembra avere un effetto farmacodinamico nelle attività raccomandate per la scintigrafia e alle dosi somministrate di farmaco.
Efficacia clinica
Non applicabile
Farmacocinetica
Dopo iniezione endovenosa, il tecnezio (99mTc)-succimer si lega rapidamente alle proteine plasmatiche nel sangue; il suo legame agli eritrociti è trascurabile. L’emivita effettiva di tecnezio (99mTc)-succimer nel sangue è di circa 1 ora.
Il tecnezio (99mTc)-succimer si accumula in concentrazioni elevate nella corticale renale. L’accumulo massimo avviene entro 3-6 ore dall’iniezione endovenosa, facendo registrare nei pazienti con funzionalità renale normale il 40-50% dell’attività nei reni. Meno del 3% dell’attività somministrata si accumula nel fegato. Tuttavia, nei pazienti con compromissione della funzionalità renale, tale percentuale può aumentare in modo significativo e la distribuzione renale può diminuire. Il tecnezio (99mTc)-succimer si accumula nel tubulo renale prossimale, presumibilmente a seguito di riassorbimento peritubulare.
Assorbimento
Vedere “Farmacocinetica”
Distribuzione
Vedere “Farmacocinetica”
Metabolismo
Non applicabile
Eliminazione
Dopo iniezione endovenosa, nei pazienti con normale funzionalità renale il tecnezio (99mTc)-succimer viene eliminato dal sangue in tre fasi per via renale. Un’ora dopo l’iniezione, circa il 10% dell’attività è presente nelle urine. Entro 24 ore circa il 30% viene escreto nelle urine.
99mTc-DMSA viene escreto nelle urine in forma immodificata.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità renale
Nei pazienti con insufficienza renale, la distribuzione renale può diminuire mentre il livello di 99mTc-DMSA che si accumula nel fegato può aumentare in modo significativo.
Dati preclinici
Studi tossicologici nei topi hanno dimostrato la sicurezza della somministrazione singola di tecnezio (99mTc)-succimer nelle attività e nella quantità indicate (LD50 di succimer è 3,2 g/kg). Studi sui ratti non hanno mostrato tossicità a dosi ripetute di 0,66 mg/kg/die di succimer e di 0,23 mg/kg/die di cloruro stannoso(II) per 14 giorni. La dose massima nell’uomo è di 0,02 mg/kg di succimer.
Questo medicamento non è destinato alla somministrazione periodica o continua.
Non sono stati condotti studi di mutagenicità e studi a lungo termine sulla cancerogenicità.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Il medicamento non deve essere somministrato in combinazione con altri medicamenti, tranne quelli citati nella rubrica «Indicazioni per la manipolazione».
Effetto dei metodi diagnostici
Non applicabile.
Stabilità
Periodo di validità del kit di preparazione TechneScan DMSA non marcato:
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Periodo di validità del prodotto TechneScan DMSA marcato con 99mTc:
4 ore nel flaconcino originale in ambiente privo di ossigeno tra i 15 °C e i 25 °C – dopodiché il prodotto non sarà più utilizzabile.
Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento
Conservazione del prodotto TechneScan DMSA non marcato:
Conservare al riparo dalla luce. Conservare in frigorifero (2 - 8 °C).
Conservazione del prodotto TechneScan DMSA marcato con 99mTc:
Conservare al massimo per 4 ore nel flaconcino originale schermato in piombo, in assenza di ossigeno. Conservare a temperatura ambiente (15 - 25 °C).
Indicazioni per la manipolazione
Marcatura
Il contenuto di un flaconcino di TechneScan DMSA è una polvere sterile contenente 1,2 mg di succimer per flaconcino e viene ricostituito con sodio pertecnetato (99mTc) in acido dimercaptosuccinico marcato con 99mTc (99m Tc-DMSA), l'agente diagnostico effettivo. I flaconcini non devono assolutamente essere aperti. La marcatura e la ricostituzione devono essere eseguite da personale qualificato in condizioni rigorosamente asettiche, in assenza di ossigeno (aria) e nel rispetto della normativa in materia di radioprotezione (lavori in contenitori di piombo o dietro una parete di piombo).
Dopo la disinfezione del tappo, la soluzione deve essere prelevata attraverso il tappo con una siringa monouso adeguatamente schermata e un ago sterile monouso. È anche possibile l’utilizzo di un dispositivo di somministrazione automatico approvato.
Se l'integrità del flaconcino è stata compromessa, il prodotto non deve essere utilizzato.
Protocollo di marcatura
1.Rimuovere il cappuccio a strappo del flaconcino di TechneScan DMSA, disinfettare il tappo in gomma con alcool e posizionare il flaconcino in un contenitore di piombo.
2.Con una siringa sterile schermata dalle radiazioni, aggiungere nel flaconcino la quantità necessaria (1,2 - 4 GBq) di sodio pertecnetato [99mTc] di qualità appropriata (vedere “Osservazioni sulla marcatura”, di seguito) in un volume di 5 ml senza bolle d’aria e senza utilizzo di una cannula di aspirazione. Quindi utilizzare la stessa siringa per aspirare lo stesso volume di gas e compensare la pressione all’interno del flaconcino. All’interno della fiala non deve entrare ossigeno (aria).
3.Coprire il flaconcino nel contenitore di piombo con un cappuccio di piombo e ricostituire completamente il prodotto secco capovolgendo il flaconcino ripetutamente o agitandolo delicatamente su un dispositivo rotante.
4.Lasciare il flaconcino a temperatura ambiente per 15 minuti. Trascorso questo tempo di reazione, la marcatura è completata e la soluzione è pronta per la somministrazione endovenosa.
5.Misurare la radioattività dei preparati marcati con un apposito attivimetro. Annotare l'attività totale, il volume, la concentrazione, l’ora di rilevazione e la data sull'etichetta di avvertenza/protocollo allegata e quindi etichettare il farmaco.
Note: Il prodotto marcato deve essere utilizzato entro 4 ore. Durante questo periodo, deve essere conservato nel flaconcino originale in ambiente privo di ossigeno (aria) a una temperatura tra i 15 °C e i 25 °C e nel rispetto della normativa in materia di radioprotezione. Per quanto possibile, deve essere evitata la conservazione in siringhe del farmaco marcato con 99mTc-DMSA. Se ciò è inevitabile, il tempo di conservazione deve essere il più breve possibile e deve essere evitata la presenza di bolle d’aria.
Prima della somministrazione, è necessario determinare la resa di marcatura (vedere “Controllo di qualità”, di seguito).
Osservazioni sulla marcatura:
Requisiti di qualità per il pertecnetato 99mTc e l’NaCl 0,9%
Per la marcatura possono essere utilizzati solo eluati di pertecnetato di 99mTc da generatori autorizzati in Svizzera. La qualità degli eluati deve soddisfare i requisiti della farmacopea europea. In particolare, gli eluati devono essere privi di ossidanti e devono contenere meno di 5 ppm di alluminio. Per garantire la resa di marcatura richiesta di almeno il 95%, gli eluati non devono essere utilizzati oltre le 6 ore dall’eluizione, e l’ultima eluizione del generatore non deve essere avvenuta più di 72 ore prima.
Se l'attività della soluzione di 99mTc-DMSA è troppo elevata, può essere diluita con una soluzione fisiologica di cloruro di sodio appena aperta in assenza di ossigeno (aria). La soluzione di cloruro di sodio utilizzata deve essere sterile e priva di endotossine, non contenere inibitori della crescita batterica o conservanti e deve essere prelevata da contenitori di vetro (fiale di vetro), non da contenitori di plastica.
Controllo di qualità
Rilevazione di pertecnetato libero (99mTcO4‾) mediante cromatografia su strato sottile
Materiale necessario:
Camera cromatografica
Fibra di vetro rivestita con gel di silice – Gelman ITLC-SG
Metiletilchetone
Siringa da 1 ml con ago cannula
Svolgimento della cromatografia
| Direzione di rotazione: | ascendente |
| Tempo di rotazione: | circa 5 minuti |
Il pertecnetato libero (99mTcO4‾) migra verso il fronte del solvente; il DMSA marcato con 99mTc rimane al punto iniziale.
Disposizioni per la cromatografia
1.Riempire la camera cromatografica con il solvente metiletilchetone fino a 1 cm dalla base; chiudere il contenitore e lasciarlo riposare per 15 minuti per permettere al vapore del solvente di diffondersi in modo uniforme.
2.Contrassegnare una lastra ITLC-SG con un tratto a matita a 3 cm dal bordo inferiore e contrassegnarla di nuovo con un pennarello a inchiostro a 15 cm sopra questa linea. Il tratto a matita indica il punto in cui applicare il campione da analizzare. Il tratto a inchiostro si scioglie quando il solvente raggiunge la linea colorata, indicando che la cromatografia deve essere interrotta.
3.Apporre un altro segno a matita 6 cm sopra la prima linea a matita (= marcatura successiva a Rf = 0,4).
4.Con una siringa da 1 ml e un ago cannula, applicare 5-10 μl di campione della soluzione iniettabile pronta all'uso al primo tratto di matita contrassegnato (= linea del fronte). Posizionare immediatamente la lastra nella camera cromatografica richiudendola immediatamente prima che il punto si asciughi. La lastra non deve entrare in contatto con la parete della camera cromatografica in nessun punto.
Nota:
5-10 μl di campione dovrebbero rilevare un punto con un diametro di 7-10 mm.
Volumi di campioni più piccoli porterebbero a livelli inaffidabili di purezza radiochimica.
5.Una volta che il solvente ha raggiunto la linea a inchiostro, rimuovere la lastra dalla camera di cromatografia e lasciare asciugare.
6.Tagliare la lastra sulla marcatura contrassegnata con la matita e misurare la radioattività rispettiva delle due parti con un misuratore adatto. Entrambe le parti devono essere misurate in brevissimo tempo e, se possibile, nelle stesse condizioni. In alternativa, è possibile analizzare la lastra intera con l'aiuto di uno scanner a strato sottile.
Analisi
Valore Rf:
| 99mTc-DMSA: | Rf = 0,0 |
| Pertecnetato libero (99mTcO4‾): | Rf = 0,9-0,10 |
La percentuale di pertecnetato libero (99mTcO4‾) viene calcolata utilizzando la seguente formula:
| % 99mTcO4‾ = | Attività della parte superiore della lastra x 100 |
| Attività dell’intera lastra |
La resa di marcatura viene calcolata come segue:
| % 99mTc-DMSA = | Attività della parte inferiore della lastra x 100 |
| Attività dell’intera lastra |
Risultati
La percentuale di pertecnetato libero (99mTcO4‾) non può superare il 2% dell'attività totale.
I preparati con una resa di marcatura inferiore al 95% non devono essere utilizzati. La resa di marcatura solitamente rimane superiore al 98%.
Disposizioni legislative
Smaltimento dei rifiuti
La radioattività escreta dai pazienti richiede misure di precauzione adeguate per evitare qualsiasi contaminazione.
Le etichette devono essere rimosse prima dello smaltimento. Lo smaltimento dei rifiuti deve essere effettuato in conformità alle normative nazionali. I flaconcini scaduti (intatti) di TechneScan DMSA con contenuto in polvere liofilizzata non sono radioattivi e possono essere smaltiti insieme ai normali rifiuti di laboratorio.
Per le normative e le raccomandazioni per la conservazione, l’utilizzo e lo smaltimento del generatore utilizzato come fonte di soluzione iniettabile di sodio pertecnetato [99mTc] per la marcatura del TechneScan DMSA, fare riferimento alle informazioni contenute nell’RCP che accompagna il generatore.
Note sulla radioprotezione
L’utilizzo di sostanze radioattive nell'uomo è regolato in Svizzera dall'ordinanza sulla radioprotezione. Pertanto il loro utilizzo è consentito solamente alle persone che dispongono dell'autorizzazione richiesta dall’ufficio federale della sanità pubblica.
Qualsiasi utilizzo di sostanze radioattive e lo smaltimento di rifiuti radioattivi devono essere conformi alle precauzioni specificate nell'ordinanza sopra menzionata, per evitare irradiazioni non necessarie di pazienti e personale.
Numero dell’omologazione
55446 (Swissmedic)
Confezioni
Ogni scatola di cartone contiene 5 flaconcini multidose TechneScan DMSA.
I flaconcini di vetro (tipo I Ph. Eur.) sono chiusi con un tappo di gomma bromobutilica e sigillati con un cappuccio a strappo. (A)
Titolare dell’omologazione
b.e.imaging AG, Schwyz
Fabbricante
Curium Netherlands B.V., Petten (NL)
Stato dell’informazione
Agosto 2024
