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Suzanne® – informazione professionale

L’informazione professionale si rivolge agli operatori sanitari. Le pazienti e i pazienti trovano spiegazioni comprensibili nel foglietto illustrativo: posologia, effetti collaterali, altri medicamenti, gravidanza e allattamento.

Aggiornamento:

Informazione professionale - Suzanne

Composizione

Principi attivi

Drospirenone, etinilestradiolo.

Sostanze ausiliarie

Sostanze ausiliarie per le compresse rivestite con film rosa con principi attivi

Lattosio monoidrato, amido di mais pregelatinizzato, povidone K-30, croscarmellosa sodica, polisorbato 80, magnesio stearato, alcool polivinilico, titanio biossido (E171), macrogol 3350, talco (E553b), ossido di ferro giallo (E172), ossido di ferro rosso (E172) e ossido di ferro nero (E172).

Una compressa rivestita con film con principi attivi contiene 44,0 mg di lattosio monoidrato e 0,11 mg di sodio.

Sostanze ausiliarie per le compresse rivestite con film bianco senza principi attivi

Lattosio, povidone K-30, magnesio stearato, alcool polivinilico, titanio biossido (E171), macrogol 3350, talco (E553b).

Una compressa rivestita con film senza principi attivi contiene 89,5 mg di lattosio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

24 compresse rivestite con film di colore rosa da 3 mg di drospirenone e 0,02 mg di etinilestradiolo.

4 compresse rivestite con film di colore bianco senza principi attivi.

Indicazioni/possibilità d’impiego

Contraccezione ormonale.

Nella decisione di prescrivere Suzanne si dovrebbero prendere in considerazione gli attuali fattori di rischio individuali della singola donna, in particolare in relazione alle tromboembolie venose (TEV), e confrontare anche il rischio di TEV con l'assunzione di Suzanne con quello di qualsiasi altro contraccettivo ormonale combinato (CHC) (cfr. «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»).

Posologia/impiego

I CHC come Suzanne dovrebbero essere prescritti esclusivamente da un medico con la necessaria esperienza, in grado di fornire alla paziente una spiegazione esaustiva dei vantaggi e degli svantaggi di tutti i metodi contraccettivi disponibili e di sottoporre la paziente, oltre a una visita medica generale, anche a una visita ginecologica.

In linea di massima, la prescrizione di un CHC dovrebbe avvenire nel rispetto delle direttive correnti della Società svizzera di ginecologia e ostetricia (SGGO).

Le compresse rivestite con film devono essere assunte preferibilmente con del liquido, possibilmente sempre alla stessa ora del giorno, nell'ordine indicato sulla confezione. Si deve assumere una compressa rivestita con film al giorno per 28 giorni consecutivi, iniziando la confezione successiva il giorno dopo l'assunzione dell'ultima compressa rivestita con film della confezione precedente. Un'emorragia da sospensione inizia normalmente 2-3 giorni dopo l'inizio dell'assunzione del placebo (ultima serie) e può persistere anche dopo l'inizio della confezione successiva (vedere anche «Comportamento in caso di irregolarità mestruali»).

Inizio dell'assunzione

Donne che nell'ultimo mese non hanno assunto contraccettivi ormonali

L'assunzione delle compresse rivestite con film va iniziata il 1° giorno del ciclo (= 1° giorno di mestruazione). È possibile iniziare anche dal 2-5° giorno. In tal caso, nei primi 7 giorni di assunzione delle compresse rivestite con film durante il 1° ciclo si raccomanda il ricorso in via aggiuntiva a metodi contraccettivi non ormonali (ad es. preservativi, non però il metodo del calendario secondo Ogino-Knaus o il metodo della temperatura).

Passaggio da un altro contraccettivo ormonale combinato (CHC) a Suzanne (incluso anello vaginale o cerotto transdermico)

L'assunzione di Suzanne deve iniziare preferibilmente il giorno successivo all'assunzione dell'ultima compressa contenente il principio attivo del CHC assunto fino a quel momento, al più tardi tuttavia il giorno dopo il consueto intervallo nell'assunzione o la fase placebo.

Nel caso di un cerotto transdermico o di un anello vaginale, l'assunzione di Suzanne deve iniziare il giorno in cui viene rimosso l'ultimo anello o l'ultimo cerotto, al più tardi tuttavia nel giorno in cui sarebbe dovuta avvenire la successiva applicazione del cerotto o dell'anello vaginale.

Passaggio da un monopreparato progestinico (minipillola, iniezione, impianto) o da un sistema intrauterino a rilascio di progestinico (IUS)

Il passaggio dalla minipillola può avvenire in qualunque giorno, nel caso di un impianto o di uno IUS a rilascio di progestinico non prima del giorno della sua rimozione e nel caso di un preparato iniettabile nel giorno previsto per l'iniezione successiva. In tutti questi casi, nei primi 7 giorni di assunzione vanno usati metodi contraccettivi non ormonali supplementari.

Dopo un aborto nel primo trimestre di gravidanza

L'assunzione di Suzanne può iniziare immediatamente, senza bisogno di ulteriori misure contraccettive.

Dopo un aborto nel secondo trimestre di gravidanza o un parto

Nel decidere quando (re)iniziare l'assunzione di un CHC come Suzanne dopo un parto o un aborto nel 2° trimestre, occorre considerare che nel periodo post-partum il rischio di eventi tromboembolici venosi è maggiore (per un periodo fino a 12 settimane; cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

In ogni caso, dopo un parto o un aborto nel 2° trimestre, l'assunzione di Suzanne non deve iniziare prima del 21-28° giorno. Se l'assunzione inizia successivamente, nei primi 7 giorni sono consigliati in via aggiuntiva metodi contraccettivi non ormonali. Se nel frattempo si fossero già avuti rapporti sessuali, si deve escludere una gravidanza o attendere la prima mestruazione prima di iniziare l'assunzione.

Procedura in caso di assunzione dimenticata delle compresse rivestite con film

Se si nota che l'assunzione della compressa rivestita con film è stata dimenticata entro 12 ore dall'orario di assunzione abituale, la compressa rivestita con film deve essere assunta immediatamente. L'assunzione delle successive compresse rivestite con film deve riprendere all'ora consueta. La protezione contraccettiva non viene quindi compromessa.

Se sono trascorse più di 12 ore rispetto all'ora di assunzione consueta, la protezione contraccettiva può essere ridotta.

In caso di dimenticanza nell'assunzione, valgono le seguenti due regole di base:

1.L'assunzione non deve essere interrotta per più di 7 giorni (l'intervallo raccomandato senza assumere ormoni è di 4 giorni).

2.È necessaria un'assunzione regolare di almeno 7 giorni per una soppressione efficace dell'asse ipotalamo-ipofisi-ovaio.

A seconda della settimana di assunzione, occorre procedere come segue:

1°-7 giorno di assunzione

La compressa rivestita con film che è stata dimenticata deve essere assunta immediatamente, non appena si nota la mancata assunzione, anche se ciò comporta l'assunzione di 2 compresse rivestite con film in una giornata. Le altre compresse rivestite con film devono essere assunte nuovamente all'ora consueta. Nei successivi 7 giorni si deve usare in via aggiuntiva un metodo contraccettivo non ormonale. Nel caso si siano avuti rapporti sessuali nei 7 giorni precedenti, occorre considerare la possibilità che si sia instaurata una gravidanza. Quanto maggiore è il numero di compresse rivestite con film dimenticate e più tale dimenticanza è vicina all'intervallo placebo, tanto più alto è il rischio di gravidanza.

8 -14 giorno di assunzione

La compressa rivestita con film che è stata dimenticata deve essere assunta immediatamente, non appena si nota la mancata assunzione, anche se ciò comporta l'assunzione di 2 compresse rivestite con film in una giornata. Le altre compresse rivestite con film devono essere assunte all'ora consueta. Purché l'assunzione sia stata regolare nei 7 giorni precedenti, non sono necessarie misure contraccettive supplementari. In caso contrario o se è stata dimenticata più di 1 compressa rivestita con film, nei 7 giorni successivi si devono utilizzare in via aggiuntiva metodi contraccettivi non ormonali.

15 -24 giorno di assunzione

A causa dell'imminenza dell'intervallo placebo, il rischio di gravidanza è maggiore. Se si segue una delle due opzioni di assunzione seguenti, non sono necessarie misure contraccettive supplementari, a condizione che nei 7 giorni precedenti l'assunzione sia stata regolare. In caso contrario, è necessario seguire la prima delle due opzioni e nei successivi 7 giorni adottare in via aggiuntiva un metodo contraccettivo non ormonale.

La compressa rivestita con film che è stata dimenticata deve essere assunta immediatamente, non appena si nota la mancata assunzione, anche se ciò comporta l'assunzione di 2 compresse rivestite con film in una giornata. Le altre compresse rivestite con film fino all'ultima compressa rivestita con film attiva devono essere assunte all'ora consueta. Le 4 compresse rivestite con film di placebo dell'ultima serie non vanno assunte. L'assunzione delle compresse rivestite con film della confezione successiva deve iniziare immediatamente dopo l'assunzione dell'ultima compressa rivestita con film attiva. È improbabile che prima della fine della 2° confezione compaia un'emorragia da sospensione, tuttavia possono presentarsi con maggiore frequenza perdite o metrorragie da interruzione.

Oppure

Si interrompe l'assunzione delle compresse rivestite con film della confezione attuale. La confezione (blister) deve essere gettata via. La confezione blister successiva deve essere iniziata dopo un intervallo senza assunzione fino a 4 giorni (inclusi i giorni in cui l'assunzione è stata dimenticata).

Se nel successivo intervallo placebo non dovesse presentarsi un'emorragia da sospensione, occorre considerare l'eventualità di una gravidanza.

Comportamento in caso di disturbi gastrointestinali

In caso di gravi disturbi gastrointestinali – indipendentemente dalla causa (ovvero anche in caso di diarrea indotta da medicamenti ecc.) – l'assorbimento può risultare incompleto e si dovrebbero adottare misure contraccettive supplementari.

In caso di vomito entro 3-4 ore dall'assunzione delle compresse rivestite con film attive, occorre seguire le regole di base specificate nella rubrica «Procedura in caso di assunzione dimenticata delle compresse rivestite con film». Per poter proseguire con il consueto schema di assunzione, si deve prelevare da una confezione di riserva la compressa rivestita con film da assumere in via aggiuntiva.

Spostamento della mestruazione

Ritardare la mestruazione (prolungamento del ciclo)

Si dovrebbe iniziare direttamente con l'assunzione delle compresse rivestite con film attive della nuova confezione senza assumere le 4 compresse rivestite con film di placebo. In tal modo la mestruazione può essere ritardata per il tempo desiderato (il più a lungo fino alla fine delle compresse rivestite con film attive della seconda confezione). In questo periodo possono presentarsi perdite o metrorragie da interruzione. L'assunzione regolare di Suzanne riprende poi regolarmente dopo la consueta fase placebo.

Anticipare la mestruazione

L'inizio della mestruazione può essere spostato a un altro giorno della settimana accorciando a discrezione la fase placebo. Quante più compresse rivestite con film di placebo vengono saltate, tanto più improbabile sarà la possibilità di un'emorragia da sospensione ovvero tanto più frequente sarà la comparsa di perdite o metrorragie da interruzione durante l'assunzione della confezione successiva (come quando si desidera ritardare la mestruazione).

Comportamento in caso di sanguinamenti irregolari

Con tutti i CHC può accadere che si verifichino sanguinamenti irregolari (perdite o metrorragie da interruzione) soprattutto nei primi mesi di assunzione. Pertanto è opportuno eseguire un accertamento diagnostico di tali sanguinamenti irregolari solo dopo una fase di adattamento di ca. 3 cicli. L'assunzione di Suzanne dovrebbe essere proseguita. In ogni caso è possibile prendere in considerazione il passaggio a un preparato con una più alta concentrazione di estrogeni.

Se i sanguinamenti irregolari persistono o si presentano per la prima volta dopo cicli precedentemente regolari, occorre considerare anche cause non ormonali. Sono indicate pertanto le misure diagnostiche atte a escludere una gravidanza o una patologia maligna. Questi accertamenti possono includere un curettage.

L'emorragia da sospensione può non presentarsi durante l'intervallo placebo (compresse rivestite con film di colore bianco). Se il CHC è stato usato secondo le indicazioni posologiche, è improbabile che si sia instaurata una gravidanza. Se però il CHC non è stato assunto come da prescrizione prima della prima emorragia da sospensione mancata o se non si sono verificate due emorragie da sospensione, prima di continuare a usarlo occorre escludere una gravidanza.

Istruzioni posologiche speciali

Bambine e adolescenti

L'efficacia e la sicurezza sono state esaminate in donne a partire da 18 anni di età. Per le adolescenti si raccomanda, se indicato, la stessa posologia delle pazienti adulte.

Pazienti anziane

Suzanne non è indicato dopo la menopausa.

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Suzanne è controindicato in donne con gravi patologie epatiche. Vedere anche «Controindicazioni».

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Suzanne è controindicato in donne con insufficienza renale grave o acuta (vedere anche «Controindicazioni»). In donne con insufficienza renale da lieve a moderata occorre monitorare i livelli di potassio.

Controindicazioni

  • Presenza o rischio di tromboembolia venosa (TEV)
  • Tromboembolia venosa – TEV in corso (anche in terapia anticoagulante) o in anamnesi (ad es. trombosi venosa profonda o embolia polmonare)
  • Presenza di forti fattori di rischio per eventi tromboembolici venosi come predisposizione ereditaria o acquisita a eventi tromboembolici venosi come, ad es., resistenza alla proteina C attivata (inclusa la mutazione del fattore V di Leiden), carenza di antitrombina III, carenza di proteina C o carenza di proteina S
  • Concomitanza di molteplici fattori di rischio per eventi tromboembolici venosi come descritti nella rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»
  • Presenza o rischio di tromboembolia arteriosa (TEA)
  • Eventi tromboembolici arteriosi in corso o pregressi e relativi prodromi (ad es. angina pectoris, infarto miocardico, attacchi ischemici transitori, incidente cerebrovascolare)
  • Presenza di forti fattori di rischio per eventi tromboembolici arteriosi come
  • diabete mellito con complicanze vascolari
  • ipertensione arteriosa grave
  • dislipoproteinemia grave
  • emicrania con sintomi neurologici focali (anche in anamnesi)
  • predisposizione ereditaria o acquisita a una tromboembolia arteriosa come, ad es., iperomocisteinemia o anticorpi antifosfolipidi (anticorpi anticardiolipina, lupus anticoagulante)
  • Concomitanza di molteplici fattori di rischio per eventi tromboembolici arteriosi come descritti nella rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»
  • Grave malattia epatica in atto o pregressa, fintanto che sussistono alterazioni dei parametri della funzionalità epatica
  • Utilizzo concomitante con la combinazione di principi attivi ombitasvir/paritaprevir/ritonavir con o senza dasabuvir, glecaprevir/pibrentasvir o sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir (medicamento per la terapia dell'epatite C) (vedere «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»)
  • Tumori epatici (benigni o maligni) in corso o pregressi
  • Insufficienza renale grave e acuta
  • Patologie maligne in corso o sospette a carico degli organi genitali o delle mammelle, se dipendenti dagli ormoni sessuali
  • Sanguinamenti vaginali inspiegati
  • Gravidanza in corso o sospetta
  • Ipersensibilità ai principi attivi o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie di Suzanne.

Avvertenze e misure precauzionali

L'utilizzo di un CHC aumenta il rischio di tromboembolie venose (TEV) e arteriose (TEA) rispetto al non utilizzo. Prima di qualunque prescrizione occorre considerare le avvertenze e misure precauzionali descritte di seguito (cfr. «Rischio di tromboembolie venose» [TEV] e «Rischio di tromboembolie arteriose» [TEA]). È importante che la paziente sia informata in merito agli eventi tromboembolici venosi e arteriosi, in particolare relativamente ai possibili sintomi di TEV e TEA e ai fattori di rischio vascolare noti, nonché alle misure da intraprendere in caso di sospetta trombosi (cfr. «Sintomi di una TEV [trombosi venosa profonda ed embolia polmonare]» e «Sintomi di una TEA»).

Il beneficio offerto dall'utilizzo di un CHC come Suzanne dovrebbe essere soppesato rispetto alle malattie/ai rischi elencati di seguito – tenendo conto della gravità di ogni singolo fattore o della concomitanza di molteplici fattori – e discusso con ogni paziente prima di decidere in merito all'utilizzo di Suzanne (vedere anche «Controindicazioni»). È inoltre necessario invitare la paziente a leggere attentamente il foglietto illustrativo e a seguire i consigli ivi contenuti.

Visita medica

Prima di iniziare o riprendere l'utilizzo di un CHC come Suzanne, si deve raccogliere un'anamnesi personale e familiare dettagliata e, tenendo presenti le «Controindicazioni» e le «Avvertenze e misure precauzionali», eseguire una visita medica generale e una visita ginecologica approfondite per poter stabilire la presenza di malattie che necessitano di trattamento e i rispettivi fattori di rischio, nonché per escludere l'eventualità di una gravidanza. Queste visite includono generalmente la misurazione della pressione arteriosa, l'esame del seno, dell'addome, degli organi pelvici (incl. l'esame citologico della cervice) e i pertinenti esami di laboratorio.

Durante l'utilizzo del CHC queste visite devono essere ripetute a intervalli regolari, stabilendo il tipo e la frequenza degli esami in funzione della singola utilizzatrice e orientandosi alle direttive della Società svizzera di ginecologia e ostetricia (SGGO). A questi controlli si dovrebbero verificare nuovamente le controindicazioni (ad es. un attacco ischemico transitorio) e i fattori di rischio (ad es. anamnesi familiare di trombosi venose o arteriose, cfr. «Fattori di rischio per la TEV» e «Fattori di rischio per la TEA») poiché questi possono presentarsi per la prima volta durante l'uso di un CHC.

Motivi di interruzione immediata

L'utilizzatrice deve essere informata che, qualora si manifesti una delle suddette controindicazioni nonché al verificarsi di una delle situazioni seguenti, deve consultare quanto prima un medico, il quale deciderà in merito all'ulteriore utilizzo del CHC:

  • prima insorgenza o esacerbazione di una cefalea emicranica o insorgenza più frequente di una cefalea insolitamente forte;
  • improvvisi disturbi della vista, dell'udito, del linguaggio o altri disturbi della percezione;
  • primi segni di eventi tromboembolici (cfr. «Sintomi di una TEV [trombosi venosa profonda ed embolia polmonare]» e «Sintomi di una TEA»);
  • almeno 4 settimane prima di interventi programmati e durante un'immobilizzazione (ad es. dopo un infortunio o un intervento);
  • aumento clinicamente rilevante della pressione arteriosa (con misurazione ripetuta);
  • insorgenza di ittero, epatite, prurito generalizzato;
  • forte dolore all'addome superiore o ingrossamento del fegato;
  • gravi stati depressivi;
  • gravidanza o sospetta gravidanza.

Rischio di tromboembolie venose (TEV)

L'utilizzo di qualsiasi CHC aumenta il rischio di TEV rispetto al non utilizzo. I medicamenti contenenti levonorgestrel, norgestimato o noretisterone sono associati al rischio di TEV più basso in assoluto. Con altri medicamenti, come Suzanne, il rischio può aumentare fino a 2 volte.

La decisione di usare il medicamento deve essere presa solo dopo averne discusso con la paziente per assicurarsi che comprenda quanto segue:

  • il rischio di TEV con l'assunzione di Suzanne;
  • il modo in cui i suoi fattori di rischio individuali preesistenti influenzano questo rischio;
  • il massimo aumento del rischio di TEV nel primissimo anno di utilizzo (soprattutto nei primi 3 mesi).
  • I dati disponibili indicano che questo aumentato rischio sussiste sia al primo utilizzo di un CHC sia alla ripresa dello stesso CHC o di un altro CHC (dopo un intervallo d'utilizzo di almeno 4 settimane o più).
  • Suzanne è un medicamento. In caso di infortunio o intervento chirurgico l'utilizzatrice deve informare i medici curanti che assume Suzanne.

In un anno, circa 2 donne su 10'000 che non usano CHC e che non sono in gravidanza sviluppano una TEV. In una singola donna, però, il rischio può essere significativamente superiore, a seconda dei suoi fattori di rischio sottostanti (vedere sotto).

Sulla base dei dati epidemiologici disponibili si stima che su 10'000 donne che usano un CHC contenente drospirenone, 9-12 di loro svilupperanno una TEV nel corso di un anno. A titolo di confronto, 5-7 donne che usano un CHC contenente levonorgestrel su un totale di 10'000 vanno incontro a una TEV ogni anno.

In entrambi i casi, il numero di TEV all'anno è inferiore al numero previsto durante una gravidanza o nel periodo post-partum.

La TEV ha un decorso fatale nell'1-2% dei casi.

Bild 1

Molto raramente nelle utilizzatrici di CHC sono state osservate anche trombosi venose in sedi diverse dalle estremità, ad es. trombosi delle vene sinusali o trombosi in vene epatiche, mesenteriche, renali o retiniche.

Fattori di rischio per la TEV

Il rischio di complicanze tromboemboliche venose nelle utilizzatrici di CHC può aumentare in misura marcata in presenza di fattori di rischio aggiuntivi, soprattutto con molteplici fattori di rischio (vedere tabella). In particolare, nella valutazione del rapporto rischio-beneficio occorre considerare un possibile aumento sovradditivo del rischio di eventi tromboembolici venosi in presenza di una combinazione di fattori di rischio. In tal caso occorre valutare il rischio globale di TEV. Suzanne è controindicato se una donna presenta una concomitanza di diversi fattori di rischio che la espongono globalmente a un rischio elevato di trombosi venosa.

Tabella: Fattori di rischio per la TEV

Fattore di rischioNota
Adiposità (Body Mass Index superiore a 30 kg/m²)

Il rischio aumenta considerevolmente all'aumentare del BMI.

Particolarmente importante se sono presenti ulteriori fattori di rischio.

Immobilizzazione prolungata, interventi di chirurgia maggiore, qualunque intervento chirurgico agli arti inferiori o all'anca, intervento di neurochirurgia o trauma grave

In questi casi è consigliabile interrompere l'assunzione delle compresse rivestite con film (nel caso di un intervento programmato, almeno quattro settimane prima) e riprenderla al più presto due settimane dopo completa mobilizzazione. Se del caso, si deve utilizzare un altro metodo contraccettivo per evitare gravidanze indesiderate.

Qualora Suzanne non sia stato interrotto anticipatamente, occorre valutare una profilassi antitrombotica con medicamenti.

Anamnesi familiare positiva (qualsiasi tromboembolia venosa in un fratello/una sorella o un genitore, specialmente in età relativamente giovane, ad es. prima dei 50 anni).

Se si sospetta una predisposizione genetica, la paziente deve essere indirizzata a uno specialista per un consulto prima di decidere in merito all'assunzione di Suzanne.

Se l'esame indica la presenza di trombofilia, l'assunzione di Suzanne è controindicata.

Altre patologie associate a un aumentato rischio di TEVLupus eritematoso sistemico, sindrome emolitico-uremica, malattie intestinali infiammatorie croniche (malattia di Crohn o colite ulcerosa), anemia falciforme, patologie maligne
Età avanzataIn particolare al di sopra dei 35 anni

Nota: anche un'immobilizzazione temporanea come, per es., un viaggio in aereo con durata >4 ore, può costituire un fattore di rischio per una TEV, in particolare in donne che presentano altri fattori di rischio.

Non vi è consenso sul possibile ruolo di varici e di tromboflebite superficiale nell'esordio o nella progressione di una trombosi venosa.

Occorre tenere presente che nel periodo post-partum il rischio di eventi tromboembolici è maggiore. Dati indicano che il rischio di trombosi può essere elevato fino a 12 settimane dopo il parto.

Sintomi di una TEV (trombosi venosa profonda ed embolia polmonare)

La paziente deve essere avvisata che, alla comparsa di uno o più dei seguenti sintomi, deve richiedere immediatamente assistenza medica e informare il personale medico specializzato che assume Suzanne.

  • I sintomi di una trombosi venosa profonda della gamba possono includere:
  • gonfiore unilaterale di una gamba o lungo una vena della gamba;
  • dolorabilità o dolore a una gamba, anche se avvertibili solo dalla posizione eretta o durante il cammino;
  • maggiore sensazione di calore, arrossamento o alterata colorazione della pelle nella gamba colpita.
  • I sintomi di un'embolia polmonare possono includere:
  • respiro corto a esordio improvviso, inspiegabile, respirazione accelerata o affanno; intolleranza agli sforzi;
  • comparsa improvvisa di tosse, eventualmente con emottisi;
  • forte dolore toracico improvviso che può aumentare con la respirazione profonda;
  • forte stordimento, capogiro o ansia;
  • tachicardia o aritmie.

Alcuni di questi sintomi (ad es. fiato corto o tosse) sono aspecifici e possono essere interpretati erroneamente come eventi frequenti o meno gravi (ad es. infezioni delle vie respiratorie).

Rischio di tromboembolie arteriose (TEA)

Studi epidemiologici hanno inoltre associato l'uso di contraccettivi ormonali a un aumentato rischio di eventi tromboembolici arteriosi (come infarto miocardico, ictus o attacchi ischemici transitori). Prima di decidere di prescrivere Suzanne, occorre informare la paziente di questo rischio e in particolare anche di come possa essere ulteriormente aumentato da fattori di rischio individuali eventualmente preesistenti.

Molto raramente nelle utilizzatrici di CHC sono state osservate anche trombosi in altri vasi sanguigni (come ad es. arterie epatiche, mesenteriche, renali o retiniche).

Fattori di rischio per la TEA

Nelle utilizzatrici di CHC si osserva un aumentato rischio di incidente cerebrovascolare o di altre complicanze tromboemboliche arteriose, soprattutto in donne che già presentano fattori di rischio per tali malattie (vedere tabella). In particolare, nella valutazione del rapporto rischio-beneficio occorre considerare un possibile aumento sovradditivo del rischio di eventi tromboembolici arteriosi se è presente una combinazione di fattori di rischio. In tal caso occorre valutare il rischio globale di TEA. Suzanne è controindicato in pazienti che presentano un alto rischio di TEA a causa di un fattore di rischio grave o della presenza di molteplici fattori di rischio.

Tabella: Fattori di rischio per la TEA

Fattore di rischioNota
Età avanzataIn particolare al di sopra dei 35 anni
FumoAlle donne deve essere consigliato di non fumare se desiderano usare un CHC come Suzanne. Alle donne sopra i 35 anni che continuano a fumare deve essere raccomandato urgentemente l'utilizzo di un altro metodo contraccettivo.
Ipertensione arteriosa
Diabete mellitoIn pazienti diabetiche con complicanze vascolari preesistenti l'utilizzo di CHC è controindicato.
Dislipoproteinemia
Valvulopatie cardiache
Fibrillazione atriale
Adiposità (Body Mass Index superiore a 30 kg/m²)

Il rischio aumenta considerevolmente all'aumentare del BMI.

Particolarmente importante in donne con ulteriori fattori di rischio.

Anamnesi familiare positiva (qualsiasi tromboembolia arteriosa in un fratello/una sorella o un genitore, specialmente in età relativamente giovane, prima dei 50 anni).

Se si sospetta una predisposizione genetica, la paziente deve essere indirizzata a uno specialista per un consulto prima di decidere in merito all'assunzione di Suzanne.

Se l'esame indica la presenza di trombofilia, l'assunzione di Suzanne è controindicata.

EmicraniaUn aumento della frequenza o della gravità di un'emicrania durante l'assunzione di Suzanne può essere un sintomo prodromico di un evento cerebrovascolare e può rappresentare un motivo di interruzione immediata.
Altre patologie associate a un aumentato rischio di TEAIperomocisteinemia, lupus eritematoso sistemico, anemia falciforme, patologie maligne.

Sintomi di TEA

La paziente deve essere avvisata che, alla comparsa di uno o più dei seguenti sintomi, deve richiedere immediatamente assistenza medica e informare il personale medico specializzato che assume Suzanne.

  • I sintomi di un incidente cerebrovascolare possono includere:
  • intorpidimento o debolezza improvvisa del viso, di un braccio o di una gamba, soprattutto su un lato del corpo;
  • improvvisa confusione;
  • eloquio inintelligibile o problemi di comprensione;
  • improvvisi disturbi della vista in uno o entrambi gli occhi;
  • improvvisi disturbi del cammino;
  • capogiri;
  • disturbi dell'equilibrio o della coordinazione;
  • improvvisa cefalea, grave o prolungata, senza causa nota;
  • perdita di coscienza o svenimento con o senza convulsioni.
  • I sintomi di un infarto miocardico possono includere:
  • dolore, malessere, sensazione di oppressione, sensazione di pesantezza, sensazione di costrizione o tensione al torace, a un braccio o sotto lo sterno;
  • dolori che irradiano a schiena, mascella, collo, braccia o stomaco;
  • sensazione di gonfiore, disturbi di stomaco o conati di vomito;
  • sudorazione, nausea, vomito o capogiri;
  • estrema debolezza, ansia o respiro corto;
  • tachicardia o aritmie.
  • Altri sintomi di un'occlusione vascolare possono includere:
  • improvviso dolore, gonfiore o lieve cianosi a un'estremità;
  • addome acuto.

Sospetto di predisposizione ereditaria o acquisita a complicanze tromboemboliche

Se si sospetta una predisposizione ereditaria o acquisita a complicanze tromboemboliche è indicato un accertamento della coagulazione fisiologica da parte di uno specialista che eventualmente richieda un esame di determinati parametri emostatici.

Patologie tumorali

In alcuni studi epidemiologici è stato riportato un aumentato rischio di carcinoma della cervice con l'uso a lungo termine di CHC (>5 anni). La discussione rimane però controversa sul grado di influenza esercitato su questo risultato da altri fattori come un'infezione da papilloma virus umani (HPV) (fattore di rischio massimo), la frequenza di partecipazione allo screening cervicale o il comportamento sessuale.

Una meta-analisi di 54 studi epidemiologici ha evidenziato un aumento trascurabile del rischio relativo (RR) di diagnosi di carcinoma mammario in donne che usano CHC (RR=1,24). Una volta interrotto il CHC, l'aumentato rischio diminuisce in maniera continua e dopo 10 anni non è più rilevabile. Poiché i carcinomi mammari sono rari prima del 40° anno di età, in donne che usano un CHC o che lo hanno usato fino a poco tempo prima, l'aumento del numero di diagnosi di carcinoma mammario è minimo rispetto al rischio globale di carcinoma mammario. Questi studi non forniscono evidenze di una relazione causale. L'aumento osservato del rischio può essere riconducibile sia a un'individuazione più precoce nelle utilizzatrici di CHC sia agli effetti biologici dei CHC o all'associazione di entrambi i fattori. Alla diagnosi, i casi di carcinoma mammario in donne che hanno usato un CHC tendevano a essere in uno stadio molto meno avanzato rispetto a quelli di donne che non avevano mai usato CHC.

In rari casi, con l'uso di ormoni sessuali come quelli presenti in Suzanne, sono state osservate alterazioni benigne, ancor più raramente maligne, a carico del fegato, che tra le possibili complicanze includono sanguinamenti intraddominali potenzialmente fatali. Se si presentano forti dolori nella parte alta dell'addome, ingrossamento epatico o segni indicativi di emorragie intraddominali, nella diagnosi differenziale deve essere presa in considerazione la possibilità di un tumore epatico.

Disturbi depressivi

Le depressioni o l'umore depresso sono noti come possibili effetti indesiderati dell'utilizzo di ormoni sessuali, inclusi contraccettivi ormonali (vedere anche la rubrica «Effetti indesiderati»). Tali disturbi possono comparire già poco dopo l'inizio del trattamento. Una depressione può avere decorso grave e rappresenta un fattore di rischio per i suicidi o il comportamento suicidario. Occorre quindi informare le utilizzatrici di contraccettivi ormonali dei possibili sintomi dei disturbi depressivi. Occorre consigliare urgentemente all'utilizzatrice di rivolgersi subito a un medico se durante l'utilizzo del contraccettivo nota sbalzi d'umore o altri sintomi di una depressione.

Le utilizzatrici con una depressione grave in anamnesi devono essere monitorate attentamente. Se durante l'utilizzo di Suzanne si manifestano nuovamente gravi stati depressivi, il medicamento deve essere interrotto.

Ulteriori misure precauzionali

Le donne che usano un contraccettivo ormonale non devono essere trattate in concomitanza con preparati a base di erba di San Giovanni (Hypericum) poiché possono interferire con l'azione contraccettiva. Sono stati segnalati sanguinamenti intermestruali e singoli casi di gravidanze indesiderate (cfr. anche «Interazioni»).

In pazienti con insufficienza renale, la capacità di escrezione di potassio può essere limitata. Nell'ambito di uno studio clinico, il drospirenone non ha evidenziato alcun effetto sulla concentrazione sierica di potassio in pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata (vedere «Proprietà/effetti»). In pazienti con insufficienza renale e nelle donne che prima del trattamento presentavano valori sierici di potassio nel limite superiore dell'intervallo di riferimento o che assumono medicamenti risparmiatori di potassio è possibile presupporre un rischio teorico di iperkaliemia.

Le donne affette da ipertrigliceridemia o con ipertrigliceridemia familiare possono presentare un aumentato rischio di pancreatite durante l'uso di CHC.

Benché con l'utilizzo di CHC le segnalazioni di aumenti trascurabili della pressione arteriosa siano relativamente frequenti, gli aumenti pressori clinicamente rilevanti sono rari. L'effetto antimineralcorticoide del drospirenone contrasta l'aumento della pressione arteriosa favorito dall'etinilestradiolo, che può essere osservato in donne normotese che utilizzano altri CHC. Se durante l'utilizzo di un CHC si verifica un aumento pressorio clinicamente significativo (dopo misurazione ripetuta), il CHC deve essere interrotto. Laddove appaia indicato, è possibile valutare l'opportunità di riutilizzare un CHC dopo che i valori pressori si sono normalizzati (con il trattamento).

Con l'utilizzo di CHC è stata riferita una ridotta tolleranza al glucosio. Pertanto, durante l'uso di un CHC, in particolare nei primi mesi, occorre monitorare attentamente le donne diabetiche e le donne con ridotta tolleranza al glucosio. Tuttavia non sono generalmente necessari aggiustamenti della terapia antidiabetica.

Disturbi acuti o cronici della funzionalità epatica possono richiedere l'interruzione del CHC fino alla normalizzazione dei valori della funzionalità epatica.

Alla ricomparsa di ittero colestatico, manifestatosi per la prima volta durante una gravidanza o durante un precedente utilizzo di ormoni steroidei sessuali, occorre interrompere il CHC.

In pazienti con epatite C che hanno utilizzato contemporaneamente un CHC contenente etinilestradiolo, con l'uso della combinazione di principi attivi ombitasvir/paritaprevir/ritonavir con o senza dasabuvir è stato osservato un aumento dell'ALT (incl. i casi di un aumento fino a più di cinque volte, in singoli casi fino a più di 20 volte il limite superiore della norma) con frequenza significativamente maggiore rispetto a pazienti trattate esclusivamente con i principi attivi antivirali (vedere «Interazioni»). Aumenti simili dell'ALT sono stati osservati anche con medicamenti anti-HCV contenenti glecaprevir/pibrentasvir o sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir. Pertanto, prima di iniziare una terapia con queste combinazioni di principi attivi, occorre interrompere Suzanne. Purché i valori epatici siano normali, è possibile riprendere l'assunzione di Suzanne al più presto 2 settimane, ma preferibilmente 4 settimane dopo l'interruzione della combinazione di principi attivi ombitasvir/paritaprevir/ritonavir con o senza dasabuvir, glecaprevir/pibrentasvir o sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir, tenendo tuttavia presente che, con un intervallo inferiore a 4 settimane, per via delle proprietà di induzione enzimatica di ritonavir, l'efficacia del CHC può risultare ancora compromessa e pertanto va usato anche un metodo di barriera (vedere la rubrica «Interazioni/Induttori enzimatici»).

Gli estrogeni possono aumentare la litogenicità della bile. Con l'utilizzo di contraccettivi ormonali sono state riferite colelitiasi nonché altre malattie a carico della colecisti (ad es. colecistite).

In donne con angioedema ereditario e/o acquisito, gli estrogeni esogeni possono indurre o aggravare i sintomi dell'angioedema.

Le seguenti malattie possono insorgere sia durante una gravidanza sia durante l'uso di un CHC o subire un effetto sfavorevole, ma i dati disponibili non consentono di trarre conclusioni causali univoche su un nesso con l'uso di un CHC: ittero colestatico e/o prurito; colelitiasi; porfiria; lupus eritematoso sistemico; sindrome emolitico-uremica; corea minor; herpes gestazionale; perdita di udito da otosclerosi. Inoltre, l'uso di CHC è stato associato anche con l'insorgenza di enterite regionale di Crohn e colite ulcerosa.

In donne predisposte, l'uso di CHC può causare occasionalmente un cloasma, che viene ulteriormente potenziato da un'intensa esposizione solare. Pertanto le donne che presentano una predisposizione non devono esporsi a un forte irraggiamento UV.

Occorre chiarire che i CHC non proteggono dalle infezioni da HIV (AIDS) né da altre malattie a trasmissione sessuale.

È stato dimostrato che l'assunzione regolare di acido folico prima e durante una gravidanza concorre a evitare difetti del tubo neuronale (spina bifida, anencefalia). Pertanto, una volta interrotta la contraccezione ormonale, per tutte le donne che desiderano o che potrebbero iniziare una gravidanza è raccomandata, oltre a un'alimentazione ricca di acido folico, anche l'assunzione continuativa di 0,4 mg di acido folico al giorno (ad es. sotto forma di preparato multivitaminico).

Ogni compressa rivestita con film di colore rosa e ogni compressa rivestita con film di colore bianco contiene lattosio. Le pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.

Sostanze ausiliarie

Ogni compressa rivestita con film di colore rosa e ogni compressa rivestita con film di colore bianco contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.

Le compresse rivestite con film di colore rosa contengono meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa rivestita con film, cioè essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

Al fine di individuare potenziali interazioni, si dovrebbe consultare anche l'Informazione professionale dei medicamenti somministrati in concomitanza.

Effetti di altri medicamenti sulla farmacocinetica dei contraccettivi ormonali

Induttori enzimatici

Interazioni tra contraccettivi ormonali e medicamenti in grado di indurre enzimi microsomiali e che possono pertanto provocare un'aumentata clearance degli ormoni sessuali possono ridurre l'efficacia contraccettiva e determinare metrorragie da interruzione. Ciò vale, ad es., per barbiturici, bosentan, carbamazepina, felbamato, modafinil, oxcarbazepina, fenitoina, primidone, rifabutina, rifampicina e topiramato nonché per medicamenti contenenti erba di San Giovanni (Hypericum perforatum).

Già dopo pochi giorni è possibile osservare un'induzione enzimatica. L'induzione enzimatica massimale viene raggiunta generalmente dopo 2-3 settimane e può persistere per 4 settimane o più dopo l'interruzione di questi medicamenti. Le donne in trattamento a breve termine con uno di questi medicamenti dovrebbero essere esortate a usare in via temporanea un metodo contraccettivo non ormonale in aggiunta al CHC o un altro tipo di contraccezione. Il metodo di barriera dovrebbe essere utilizzato durante l'uso concomitante dei medicamenti e per i 28 giorni successivi alla loro interruzione. Se l'utilizzo concomitante di un induttore enzimatico viene proseguito oltre la fine della confezione corrente del CHC, si dovrebbe iniziare immediatamente l'assunzione delle compresse rivestite con film attive della confezione successiva del CHC, ovvero tralasciando le 4 compresse rivestite con film di placebo.

Se è in atto un trattamento a lungo termine con medicamenti che determinano un'induzione enzimatica a livello epatico, occorre utilizzare metodi contraccettivi alternativi.

Inoltre è noto che diversi inibitori della proteasi dell'HIV/HCV e inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa possono determinare una riduzione o un aumento delle concentrazioni plasmatiche di estrogeni o progestinici. In alcuni casi queste variazioni possono essere clinicamente rilevanti.

In particolare, gli inibitori della proteasi come ritonavir o nelfinavir (incluse le loro combinazioni), benché noti per essere potenti inibitori del CYP3A4, possono presentare proprietà di induzione enzimatica se usati in concomitanza con ormoni steroidei e pertanto ridurre i livelli plasmatici di estrogeni e progestinici.

Inibitori enzimatici

Inibitori potenti e moderati del CYP3A4 come antimicotici azolici (ad es. itraconazolo, voriconazolo, fluconazolo), antibiotici macrolidi (claritromicina, eritromicina), diltiazem, verapamil e succo di pompelmo possono aumentare i livelli plasmatici degli estrogeni e/o dei progestinici e pertanto determinare una maggiore insorgenza di effetti indesiderati.

In uno studio a dosi multiple con una combinazione di drospirenone (3 mg/die) ed etinilestradiolo (0,02 mg/die), con la somministrazione concomitante del potente inibitore del CYP3A4 ketoconazolo è stato osservato un aumento dell'AUC(0-24 h) di drospirenone fino a 2,68 volte (IC 90%: 2,44, 2,95) e di etinilestradiolo fino a 1,40 volte (IC 90%: 1,31, 1,49).

Con l'assunzione concomitante di un contraccettivo ormonale combinato con 0,035 mg di etinilestradiolo, dosi di etoricoxib comprese tra 60 e 120 mg/die hanno determinato un aumento delle concentrazioni plasmatiche di etinilestradiolo fino a 1,4 o 1,6 volte. Non è nota la rilevanza clinica di questa variazione.

Anche gli inibitori della HMG-CoA-reduttasi atorvastatina e rosuvastatina possono aumentare le concentrazioni plasmatiche degli ormoni sessuali (aumento dell'AUC dei componenti estrogenici e progestinici del 20-30% circa) e a causa di ciò, in alcune circostanze, determinare una maggiore insorgenza degli effetti indesiderati.

Interferenza con il ricircolo enteroepatico

Non si prevedono interazioni farmacocinetiche con l'utilizzo concomitante, di breve durata (fino a 10 giorni), di antibiotici che non presentano interazioni con il sistema enzimatico del CYP3A4. Nel consulto fornito alla paziente occorre tuttavia considerare che, in alcuni casi, la malattia di base (ad es. malattie a trasmissione sessuale) per la quale l'antibiotico viene impiegato può suggerire l'uso supplementare di un metodo di barriera.

Non sono disponibili dati sufficienti sulle possibili interazioni in caso di terapia concomitante prolungata con antibiotici (per es. in caso di osteomielite o borreliosi). Qualora venga esclusa con certezza una gravidanza, in tali casi si raccomanda l'uso supplementare di un metodo di barriera durante la terapia antibiotica e nei primi 7 giorni dopo la sua interruzione.

Se durante la terapia antibiotica dovessero presentarsi diarrea e/o vomito, occorre inoltre osservare le indicazioni al paragrafo «Comportamento in caso di disturbi gastrointestinali» nella rubrica «Posologia/impiego».

Effetti di contraccettivi ormonali sulla farmacocinetica di altri medicamenti

I contraccettivi ormonali possono influenzare – attraverso diversi meccanismi d'interazione – anche la farmacocinetica di alcuni altri medicamenti. Possono inibire gli enzimi microsomiali epatici o indurre la coniugazione epatica, in particolare la glucuronidazione. Parimenti, le concentrazioni plasmatiche e tissutali di altri medicamenti possono aumentare (ad es. ciclosporina) o diminuire (ad es. lamotrigina, vedere sotto). Inoltre può risultare alterata anche l'azione farmacologica di sostanze selezionate delle seguenti classi di medicamenti: analgesici, antidepressivi, antidiabetici, antimalarici, alcune benzodiazepine, alcuni β-bloccanti, corticosteroidi e anticoagulanti orali. Non in tutti i casi le variazioni dei livelli plasmatici risultanti da queste interazioni sono clinicamente rilevanti.

In vitro, l'etinilestradiolo ha dimostrato un'inibizione di CYP1A1, CYP1A2, CYP2C19, CYP3A4/5 e CYP2C8. Nell'ambito di studi clinici, l'uso di un contraccettivo contenente etinilestradiolo ha determinato un aumento moderato (ad es. melatonina e tizanidina) o trascurabile (ad es. teofillina) delle concentrazioni plasmatiche di substrati del CYP1A2 nonché un aumento minimo o nullo dell'esposizione di substrati del CYP3A4 (per es. midazolam).

In vitro, il drospirenone ha dimostrato un'inibizione da debole a moderata degli enzimi del citocromo P450 CYP1A1, CYP2C9, CYP2C19 e CYP3A4. Sulla base dei risultati di studi d'interazione clinica con omeprazolo, simvastatina e midazolam quali substrati marker, è tuttavia improbabile un'interazione tra 3 mg di drospirenone e il metabolismo del citocromo P450 di altri medicamenti.

Lamotrigina

Uno studio d'interazione con l'antiepilettico lamotrigina e un contraccettivo orale combinato (0,03 mg di etinilestradiolo/0,15 mg di levonorgestrel) ha evidenziato un aumento clinicamente rilevante della clearance di lamotrigina con un corrispondente calo significativo del livello plasmatico di lamotrigina se questo medicamento viene somministrato in concomitanza. Una simile riduzione delle concentrazioni plasmatiche può accompagnarsi a un minore controllo delle convulsioni. Non è noto in quale misura questi reperti siano trasferibili ad altri contraccettivi combinati con un altro componente progestinico e/o un'altra dose di estrogeno. Occorre tuttavia presupporre un potenziale d'interazione comparabile.

Pertanto, se una paziente che assume lamotrigina riprende l'assunzione di Suzanne, può rendersi necessario un aggiustamento della dose di lamotrigina e dovrebbe essere effettuato un monitoraggio attento della concentrazione di lamotrigina all'inizio della terapia. In questo caso va tenuto presente in particolare che il livello di lamotrigina può aumentare nettamente (in alcuni casi, nel range di tossicità) se il contraccettivo ormonale viene interrotto (nonché, in alcuni casi, nelle pause di assunzione di 4 giorni).

Interazioni farmacodinamiche

In caso d'uso concomitante di Suzanne con medicamenti che aumentano le concentrazioni sieriche di potassio (antagonisti dei recettori dell'angiotensina 2, diuretici risparmiatori di potassio, antagonisti dell'aldosterone), occorre monitorare i valori sierici di potassio. Tuttavia in studi che hanno valutato l'interazione di drospirenone (combinato con estradiolo) con un ACE-inibitore o con FANS (ad es. indometacina) non sono state osservate differenze clinicamente rilevanti o statisticamente significative nelle concentrazioni sieriche di potassio.

Interazioni con meccanismo non noto

Nell'ambito di studi clinici, con l'utilizzo concomitante di un CHC contenente etinilestradiolo assieme alla combinazione di principi attivi ombitasvir/paritaprevir/ritonavir con o senza dasabuvir usata nella terapia delle infezioni da HCV è stato osservato un aumento dell'ALT con frequenza significativamente maggiore (incl. i casi di un aumento fino a più di cinque volte, in singoli casi fino a più di 20 volte il limite superiore della norma [LSN]) rispetto a pazienti trattate esclusivamente con i principi attivi antivirali. Aumenti simili dell'ALT sono stati osservati anche con medicamenti anti-HCV contenenti glecaprevir/pibrentasvir o sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir. Pertanto, prima di iniziare una terapia con una simile combinazione antivirale, occorre interrompere Suzanne (vedere anche «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»).

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

L'assunzione di Suzanne è controindicata durante una gravidanza. Prima di assumere il medicamento occorre escludere l'eventualità di una gravidanza. Se con l'assunzione insorge una gravidanza o si sospetta una gravidanza, il medicamento deve essere interrotto immediatamente consultando il medico.

Dagli studi sugli animali sono emerse evidenze di rischi per lo sviluppo fetale (vedere «Dati preclinici»).

Tuttavia la maggioranza degli studi epidemiologici condotti finora non ha fornito indicazioni univoche di effetti di tossicità embrionale o di teratogenicità nel caso in cui durante la gravidanza siano state accidentalmente usate combinazioni di estrogeni e progestinici.

Allattamento

Il medicamento non dovrebbe essere assunto nel periodo dell'allattamento poiché può ridurre la produzione di latte e alterare la qualità del latte materno, e possono essere misurate basse concentrazioni di principi attivi nel latte. Se possibile, fino al completo svezzamento del bambino si dovrebbero usare metodi contraccettivi non ormonali.

Per il rischio post-partum di eventi tromboembolici nella madre vedere «Avvertenze e precauzioni».

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati più gravi osservati in relazione all'uso di CHC sono descritti nella rubrica «Avvertenze e misure precauzionali» (vedere rubrica). Gli effetti indesiderati gravi sono in particolare tromboembolie arteriose e venose.

Gli effetti indesiderati riportati più comunemente con l'assunzione di etinilestradiolo 0,02 mg/drospirenone 3 mg sono stati nausea, dolore alla mammella e sanguinamenti irregolari, che interessano >3% delle utilizzatrici.

La sicurezza di etinilestradiolo 0,02 mg/drospirenone 3 mg è stata esaminata nell'ambito di studi clinici su un totale di n=3565 donne. Di seguito sono riepilogati per classificazione sistemica organica e per frequenza gli effetti indesiderati osservati negli studi clinici e durante la sorveglianza post-marketing.

Le frequenze sono definite come comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1000, <1/100); raro (≥1/10'000, <1/1'000); non nota (sulla base prevalentemente di segnalazioni spontanee nella sorveglianza post-marketing, la frequenza esatta non può essere stimata).

Infezioni ed infestazioni

Non comune: candidosi vaginale.

Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi)

Raro: neoplasie della mammella.

Disturbi del sistema immunitario

Raro: reazioni di ipersensibilità.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Non comune: variazioni di peso.

Raro: alterazione dell'appetito, iperkaliemia, iponatremia.

Disturbi psichiatrici

Comune: labilità emotiva, depressione/umore depresso.

Non comune: libido diminuita/perdita della libido, disturbi del sonno.

Patologie del sistema nervoso

Comune: cefalea, emicrania.

Non comune: capogiri.

Patologie cardiache/vascolari

Raro: eventi tromboembolici venosi (ad es. trombosi venosa profonda, embolia polmonare), eventi tromboembolici arteriosi (ad es. attacchi ischemici transitori, ictus, infarto miocardico).

Patologie gastrointestinali

Comune: nausea.

Non comune: flatulenza, dolori addominali, dispepsia, vomito, diarrea.

Raro: stitichezza ostinata.

Patologie epatobiliari

Raro: prove della funzionalità epatica anormali.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: acne, prurito, eruzione cutanea.

Raro: cute secca, alopecia, cloasma, ipertricosi.

Non nota: eritema multiforme, eritema nodoso.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: dolore dorsale, crampi muscolari.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Comune: dolore alla mammella, irregolarità mestruali (come metrorragie, menorragie, ipomenorrea).

Non comune: ingrossamento delle mammelle, alterazioni fibrocistiche della mammella, dismenorrea, fluor vaginale, secchezza vaginale, dolori pelvici.

Raro: dispareunia, polipi cervicali, cisti ovariche.

Patologie sistemiche

Non comune: edemi, astenia.

Nelle utilizzatrici di altri CHC sono stati inoltre riferiti i seguenti effetti indesiderati (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali»):

infezioni delle vie urinarie, ipertrigliceridemia, alterata tolleranza al glucosio, nervosismo, ansia, irrequietezza, aggressività, epilessia, perdita di udito da otosclerosi, ipertensione, pancreatite (in particolare in donne con ipertrigliceridemia), colite ulcerosa, morbo di Crohn, disturbi della funzionalità epatica, colelitiasi, ittero colestatico, tumori epatici, porfiria, sindrome emolitico-uremica, irsutismo, galattorrea, displasia cervicale, amenorrea, aumento di volume di miomi uterini, peggioramento di un lupus eritematoso sistemico o di una corea di Sydenham.

Non in tutti questi casi è stato dimostrato un nesso causale con l'uso di contraccettivi ormonali.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Non esistono esperienze di un sovradosaggio con Suzanne. Sulla base dell'esperienza con i CHC, i sintomi di un sovradosaggio possono essere i seguenti. nausea, vomito e sanguinamenti vaginali. Questi ultimi possono verificarsi in seguito ad assunzione accidentale del preparato anche in ragazze prima del menarca.

Non esiste un antidoto specifico. Un eventuale trattamento deve essere sintomatico.

Proprietà/effetti

Codice ATC

G03AA12

Meccanismo d’azione

Suzanne contiene una combinazione di etinilestradiolo e drospirenone, un progestinico ad azione antiandrogenica e antimineralcorticoide. Il drospirenone non esplica alcuna azione androgenica, estrogenica, glucocorticoide o antiglucocorticoide. Non inibisce l'aumento della globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG) indotto dall'etinilestradiolo. Con le sue proprietà antimineralcorticoidi e antiandrogeniche, il drospirenone presenta pertanto un profilo biochimico e farmacologico simile a quello del progesterone naturale.

Come per tutti i contraccettivi ormonali combinati (CHC), l'azione contraccettiva di Suzanne si basa su diversi fattori, i principali dei quali sono da considerarsi l'inibizione dell'ovulazione e la modificazione delle secrezioni cervicali. Inoltre, in seguito alle variazioni morfologiche ed enzimatiche, l'endometrio presenta condizioni sfavorevoli per l'annidamento. Infine le alterazioni ormonali indotte dal CHC determinano cicli più regolari e meno abbondanti.

Il drospirenone presenta attività antimineralcorticoide e contrasta pertanto la ritenzione del sodio indotta dall'estrogeno. Tuttavia, in pazienti con compromissione della funzionalità renale, il trattamento con drospirenone non ha avuto alcun influsso clinicamente rilevante sulla concentrazione sierica di potassio.

In uno studio sull'inibizione dell'ovulazione per 3 cicli, nel quale etinilestradiolo 0,02 mg/drospirenone 3 mg è stato confrontato con un COC con schema di assunzione convenzionale di 21 giorni (etinilestradiolo 0,02 mg/drospirenone 3 mg), lo schema di assunzione di 24 giorni di etinilestradiolo 0,02 mg/drospirenone 3 mg ha determinato una maggiore soppressione della maturazione follicolare.

A seguito di errori intenzionali nell'assunzione («missed pills») durante il 3° ciclo di trattamento, un minor numero di donne trattate con etinilestradiolo 0,02 mg/drospirenone 3 mg ha mostrato un'attività ovarica, incluse ovulazioni («escape ovulations»), rispetto allo schema di assunzione di 21 giorni (45% versus 70%).

Farmacodinamica

Vedere rubrica «Meccanismo d'azione».

Efficacia clinica

Per etinilestradiolo 0,02 mg/drospirenone 3 mg è emerso un Pearl Index (PI) di 0,80 con un limite superiore dell'intervallo di confidenza al 95% di 1,30.

Tenendo conto esclusivamente degli errori di metodo (ovvero in caso d'assunzione corretta) il PI è risultato di 0,41 con un limite superiore dell'intervallo di confidenza al 95% di 0,85.

Farmacocinetica

Drospirenone

Assorbimento

Dopo somministrazione orale, il drospirenone viene assorbito rapidamente e quasi completamente. Livelli sierici massimi di 38 ng/ml vengono raggiunti circa 1-2 ore dopo la somministrazione di una singola dose. La biodisponibilità assoluta è del 76-85%. Rispetto all'assunzione a digiuno, l'assunzione contemporanea di cibo non influisce in alcun modo sulla biodisponibilità.

Distribuzione

Il drospirenone si lega per il 95-97% in maniera aspecifica all'albumina sierica, tuttavia non alla SHBG (globulina legante gli ormoni sessuali) o alla CBG (globulina legante i corticoidi). Solo il 3-5% della concentrazione totale è presente nel siero come steroide libero. Il volume di distribuzione del drospirenone è di 3,7-4,2 l/kg.

Condizioni allo stato stazionario

La farmacocinetica del drospirenone non viene influenzata dalle concentrazioni di SHBG. Con l'assunzione giornaliera, le concentrazioni sieriche sono aumentate di 2-3 volte e lo stato stazionario è stato raggiunto nella seconda metà del ciclo di trattamento.

Metabolismo

Il drospirenone viene metabolizzato quasi completamente. I metaboliti principali nel plasma sono la forma acida del drospirenone, risultante dall'apertura dell'anello di lattone, e il 4,5-diidrodrospirenone-3-solfato, a sua volta risultante dalla riduzione e dalla successiva solfatazione. Il drospirenone è soggetto anche a trasformazione ossidativa catalizzata dal CYP3A4.

Non sono emerse interazioni con la somministrazione concomitante di drospirenone ed etinilestradiolo.

Eliminazione

I livelli sierici del drospirenone diminuiscono con andamento bifasico, con un'emivita terminale di ca. 31 ore.

La clearance metabolica è di 1,2-1,4 ml/min/kg. Il drospirenone viene escreto immodificato soltanto in tracce. I suoi metaboliti vengono eliminati al 54-58% con le feci e al 42-46% con le urine; l'emivita di eliminazione dei metaboliti è di ca. 40 ore.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disturbi della funzionalità renale

In donne con insufficienza renale lieve (clearance della creatinina [CLcr] 50-80 ml/min), il livello sierico del drospirenone allo stato stazionario è risultato comparabile con quello di donne con normale funzionalità renale (CLcr >80 ml/min). In donne con insufficienza renale moderata (CLcr 30-50 ml/min) il livello sierico di drospirenone (AUC0–24 h) è stato mediamente più elevato del 37% rispetto a quello di donne con normale funzionalità renale.

Disturbi della funzionalità epatica

In pazienti con insufficienza epatica moderata, l'AUC del drospirenone è raddoppiata, l'emivita terminale è aumentata di 1,8 volte e la clearance è diminuita del 50%.

Gruppi etnici

Non sono emerse differenze nella farmacocinetica di drospirenone tra pazienti giapponesi e caucasiche.

Etinilestradiolo

Assorbimento

L'etinilestradiolo viene assorbito rapidamente e completamente dopo somministrazione orale. Livelli sierici massimi di ca. 54-100 ng/ml vengono raggiunti 1-2 ore dopo la somministrazione di una singola dose. La biodisponibilità assoluta a seguito della metabolizzazione presistemica (effetto first-pass) è mediamente del 45% circa (con variazioni del 20-65%).

Distribuzione

L'etinilestradiolo presenta un legame molto forte ma aspecifico con l'albumina sierica (ca. 98,5%) e induce un aumento delle concentrazioni sieriche di SHBG. Il volume di distribuzione è di ca. 2,8-8,6 l/kg.

Condizioni allo stato stazionario

Lo stato stazionario viene raggiunto nella seconda metà del ciclo di trattamento, con un aumento delle concentrazioni sieriche di etinilestradiolo di 2,0-2,3 volte.

Metabolismo

L'etinilestradiolo viene metabolizzato a livello pre-sistemico sia nella mucosa dell'intestino tenue sia nel fegato. Nella mucosa dell'intestino tenue viene coniugato e nel fegato viene degradato mediante metabolismo di fase I (metaboliti principali: 2-idrossietinilestradiolo e 2-metossietinilestradiolo) e per coniugazione. Nel metabolismo è implicato il CYP3A4. L'etinilestradiolo e i suoi metaboliti ossidativi vengono coniugati principalmente con glucuronidi o solfati.

Eliminazione

I livelli sierici dell'etinilestradiolo diminuiscono con andamento bifasico, con un'emivita terminale di 10-20 ore. La clearance totale è di ca. 2,3-7 ml/min/kg. L'etinilestradiolo viene metabolizzato completamente, i suoi metaboliti vengono eliminati con le urine e la bile in rapporto 4:6 con un'emivita di ca. 24 ore. I coniugati sono soggetti a ricircolo enteroepatico.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Non sono disponibili dati sulla farmacocinetica dell'etinilestradiolo in donne con insufficienza epatica o renale.

Non sono emerse differenze nella farmacocinetica dell'etinilestradiolo tra donne giapponesi e caucasiche.

Dati preclinici

Studi preclinici con contraccettivi orali combinati su tossicità dopo somministrazione ripetuta, genotossicità e potenziale cancerogeno non hanno fornito evidenze univoche di rischi particolari per l'essere umano, benché studi epidemiologici abbiano documentato un aumentato rischio di carcinomi epatici, osservato prevalentemente in donne HBV- e HCV-negative, non affette da cirrosi, durante l'uso a lungo termine (>6 anni).

In studi sperimentali sugli animali l'etinilestradiolo ha dimostrato un effetto embrioletale considerato specie-specifico già a una posologia relativamente bassa; sono state osservate malformazioni del tratto urogenitale e femminilizzazione di feti maschili. L'applicazione all'uomo di questi risultati emersi dallo studio sugli animali è controversa.

Da studi di tossicità per la riproduzione su ratti, topi e conigli non sono emerse evidenze di un effetto teratogeno. Per i rischi nell'essere umano vedere «Gravidanza, allattamento».

Altre indicazioni

Influenza su metodi diagnostici

I contraccettivi steroidei possono alterare i risultati di determinati esami di laboratorio quali parametri biochimici di fegato, tiroide, funzionalità renale e surrenale, livelli plasmatici delle proteine (carrier) (ad es. della globulina legante i corticosteroidi) e delle frazioni lipidiche/lipoproteiche, parametri del metabolismo dei carboidrati nonché della coagulazione e della fibrinolisi. Queste variazioni si mantengono generalmente entro il rispettivo range della norma. Il drospirenone può influenzare i livelli plasmatici della renina e dell'aldosterone.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare a temperature non superiori a 30°C, nella confezione originale e fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell’omologazione

62900 (Swissmedic).

Confezioni

Suzanne rivestite con film 1 × 28. (B)

Suzanne rivestite con film 3 × 28. (B)

Suzanne rivestite con film 6 × 28. (B)

Titolare dell’omologazione

Spirig HealthCare SA, 4622 Egerkingen.

Stato dell’informazione

Agosto 2021.

Cronistoria delle revisioni

VersionRevisionsgrundDatumVisum
1.0Neuerstellung10.09.2021PG
2.0Übersetzung Genehmigung vom 06.01.2022 (Stand August 2021)10.02.2022PG
3.0Übersetzung Genehmigung vom 21.01.2025 (Anpassung AMZV)22.01.2025PG

Informazioni su questo documento

Fonte: Swissmedic – Informazione sui medicamenti (AIPS) · Numero dell’omologazione: 62900

Stato dell’informazione secondo il testo: 08/2021

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