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Sodium iodide (I-131) capsule T Curium – informazione professionale

Aggiornamento:

Informazione professionale - Sodium iodide (I-131) capsule T Curium

Composizione

Principi attivi

Ioduro di sodio (I-131)

Sostanze ausiliarie

Sostanze ausiliarie per capsula

Dinatrii phosphas dihydricus, Saccharum, Natrii hydroxidum (E524), Natrii chloridum,

Natrii hydrogencarbonas, Aqua ad iniectabilia, Gelatina

Natrii thiosulfas pentahydricus

Una capsula di gelatina rigida contiene 63,5 mg di sodio e 23 mg di saccarosio.

Specifiche tecniche

Purezza radiochimica (disponibilità sotto forma di ioduro):≥ 95%
Purezza dei radionuclidi:≥ 99,9%

131I è privo di vettore

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Una capsula rigide di gelatina per somministrazione orale, con un’attività compresa tra 37 e 7400 MBq/capsula alla data di calibrazione.

Preparazione di radioterapia pronta all'uso per somministrazione immediata.

Indicazioni/possibilità d’impiego

Il ioduro di sodio (I-131) in capsula T Curium è un agente radioterapico indicato negli adulti e nei bambini per:

  • Terapia di malattie non maligne della ghiandola tiroidea

Per esempio malattie della tiroide con autonomia funzionale (adenoma autonomo, autonomia multifocale e disseminata), ipertiroidismo immunitario (malattia di Basedow-Graves) con o senza gozzo nonché gozzo tiroideo.

  • Terapia di malattie maligne della ghiandola tiroidea

Carcinoma papillare della tiroide con metastasi, carcinoma follicolare della tiroide con metastasi, casi particolari di lesioni oncocitiche della tiroide, purché vi sia un sufficiente accumulo di iodio.

La terapia con ioduro di sodio viene combinata spesso con interventi chirurgici e trattamenti tireostatici.

Posologia/impiego

Questo medicamento deve essere somministrato solo da personale sanitario autorizzato in contesti clinici specificamente designati (cfr. la rubrica «Istruzioni per la manipolazione»).

Posologia

L'attività da somministrare dipende dalla valutazione clinica. L'effetto terapeutico si ottiene soltanto dopo diverse settimane. L'attività della capsula deve essere determinata prima dell'uso.

Adulti

Terapia dell'ipertiroidismo

Prima di somministrare il trattamento con iodio radioattivo per l'ipertiroidismo, il paziente deve essere portato, quando possibile, all'eutiroidismo mediante terapia medica.

L'attività da somministrare dipende dalla diagnosi, dal volume della ghiandola, dall'accumulo e dalla clearance dello iodio radioattivo da parte delle cellule tiroidee.

L'attività da somministrare può essere definita sulla base di protocolli per la somministrazione di una dose standard o calcolata con la seguente formula di Marinelli:

A (MBq) =Dose al bersaglio (Gy) x volume bersaglio (ml)x K
massima captazione di iodio (I131) (%) x t½eff (giorni)

alle seguenti condizioni:

Dose al bersaglio=la dose al bersaglio assorbita nell'intera tiroide o in un adenoma
Volume bersaglio=

il volume bersaglio dell'intera tiroide

(morbo di Basedow-Graves, autonomia multifocale o disseminata)

massima captazione di iodio (I131)=massima captazione di iodio (I131) nella tiroide o nei noduli espressa come % dell'attività somministrata, stabilita mediante un dose di prova.
t ½eff=l'emivita effettiva tiroidea dello iodio (I131), espressa in giorni
K=24,67

Sono previste le seguenti dosi al bersaglio:

  • Autonomia unifocale: 300 - 400 Gy
  • Autonomia multifocale e disseminata: 150 Gy
  • Morbo di Basedow: 200-300 Gy

Nel morbo di Basedow-Graves e nell'autonomia multifocale o disseminata, le dosi al bersaglio sopra indicate si riferiscono al volume dell'intera tiroide, mentre nell'autonomia unifocale la dose al bersaglio si riferisce soltanto al volume dell'adenoma. Le dosi raccomandate a seconda dell'organo bersaglio sono riportate nella rubrica «Esposizione alle radiazioni».

Per proteggere il tessuto perinodulare, gli adenomi compensati richiedono in genere la soppressione del tessuto perinodulare con somministrazione di ormoni tiroidei; ciò significa portarlo a uno stato di scompenso, se possibile, prima della terapia con iodio radioattivo.

Prima della terapia con iodio radioattivo è fondamentale eseguire una scintigrafia a fini diagnostici e dosimetrici con una bassa dose di I123 o di I131 con misurazione della captazione a 4-6 ore e a 24 ore. Il volume della tiroide e, se necessario, del nodulo autonomo deve essere misurato mediante ecografia. È importante che la scintigrafia e la radioterapia siano eseguite nelle stesse condizioni, vale a dire: dieta a basso contenuto di iodio nei 3-5 giorni prima della diagnosi o della terapia, sospensione tempestiva dei tireostatici (carbimazolo, metimazolo almeno 2 giorni prima, propiltiouracile almeno 2 settimane prima).

Ablazione della tiroide e terapia di metastasi

Le attività da somministrare dopo una tiroidectomia totale o subtotale con l'intento di eliminare il tessuto tiroideo residuo sono dell'ordine di 1100 e 3700 MBq, in funzione delle dimensioni del tessuto residuo, della captazione dello iodio radioattivo e del rischio individuale del paziente.

Gruppi di pazienti speciali

Pazienti con compromissione renale

Nei pazienti con ridotta funzionalità renale è necessario valutare attentamente l'attività da somministrare poiché è possibile una maggiore esposizione alle radiazioni. La somministrazione terapeutica di ioduro di sodio (I131) in pazienti con funzionalità renale significativamente compromessa richiede particolare cautela (cfr. la rubrica «Avvertenze e precauzioni»).

Bambini e adolescenti

L'uso di ioduro di sodio (I131) nei bambini e negli adolescenti deve essere considerato attentamente sulla base del quadro clinico e della valutazione del rapporto rischi/benefici in questo gruppo di pazienti.

È importante che la quantità di attività da somministrare in bambini e adolescenti sia determinata in funzione del peso o di una dosimetria individuale (cfr. la rubrica «Avvertenze e precauzioni»).

Modo di somministrazione

La capsula di ioduro di sodio (I-131) T Curium deve essere somministrata per via orale. La capsula deve essere assunta a digiuno. Deve essere deglutita intera e con abbondante liquido per facilitarne il passaggio nello stomaco e nella porzione superiore dell'intestino tenue. Se la capsula viene somministrata ai bambini, specialmente a quelli più piccoli, si deve accertare preventivamente, nel modo più idoneo, che possa essere deglutita intera, senza masticarla. Si raccomanda di somministrare la capsula con una purea/crema.

Per la preparazione del paziente, cfr. la rubrica «Avvertenze e precauzioni».

Le capsule sono pronte per l'uso. L'attività della capsula deve essere determinata prima dell'uso.

Protocollo di somministrazione

1.Rimuovere la lattina dall'imballaggio, quindi rimuovere il contenitore di piombo.

2.Ruotare con cautela il coperchio in senso orario fino ad avvertire una leggera resistenza. Sollevare quindi il coperchio del contenitore di piombo, lasciando il contenitore interno di plastica nello scudo di piombo.

3.Per determinare l'attività, inserire il contenitore di plastica con la capsula nel dispositivo di misurazione.

4.Per evitare che l'operatore o il paziente inalino Xe131m, aprire il contenitore di plastica una volta sotto la cappa aspirante e poi richiuderlo.

5.Riporre il contenitore di plastica nel contenitore di piombo, riposizionare quindi su questo il coperchio senza chiuderlo.

6.Al paziente deve essere raccomandato di svitare il coperchio del contenitore di piombo e del contenitore di plastica ruotandolo tre volte in senso antiorario.

7.Quindi deve rimuovere il coperchio, prelevare il contenitore di piombo e deglutire la capsula.

Istruzioni posologiche speciali

Si raccomanda di consultare le linee guida dell'Associazione Europea di Medicina Nucleare (EANM) per la terapia con I131.

Esposizione alle radiazioni

L'esposizione alle radiazioni colpisce soprattutto la tiroide. L'esposizione alle radiazioni degli altri organi è in genere nell'ordine di qualche millesimo rispetto a quella della tiroide. Ciò dipende dall’apporto di iodio con gli alimenti: nei territori caratterizzati da carenza di iodio, la captazione di iodio radioattivo risulta aumentata fino al 90%, mentre nei territori ricchi di iodio diminuisce fino al 5%. Inoltre, dipende dalla funzionalità della tiroide (eutiroidismo, ipertiroidismo o ipotiroidismo) e dalla presenza nell'organismo di tessuti che accumulano iodio (ad esempio,dopo tiroidectomia, presenza di metastasi che accumulano iodio o blocco della captazione tiroidea). Pertanto, l'esposizione alle radiazioni di tutti gli altri organi aumenta o diminuisce in funzione del grado di assorbimento dello iodio da parte della tiroide.

Dosimetria delle radiazioni secondo la pubblicazione ICRP 128 (2015):

Blocco della captazione tiroidea, assorbimento 0%, uso orale:

Dose assorbita per unità di attività somministrata (µGy/MBq)

OrganoAdulti15 anni10 anni5 anni1 anno
Ghiandole surrenali445486140250
Parete vescicale5407001’1001’4001’800
Superficie ossea30375992180
Cervello21264371140
Mammella20254269130
Parete colecistica374885130210
Tratto gastrointestinale
Parete gastrica8701’1001’6002’8005’900

Parete dell'intestino tenue

Parete del colon

35

140

44

180

70

300

110

500

190

920

(porzione superiore del colon120150250420750)
(colon discendente1702203706101’200)
Parete cardiaca6280130200370
Reni2703204606901’200
Fegato5065100160300
Polmoni5368110180360
Muscoli26325180150
Esofago24304979150
Ovaie384976110200
Pancreas6073110160280
Midollo osseo rosso31386195180
Milza6477120190340
Ghiandole salivari270330440590860
Cute19233862120
Testicoli25335584150
Timo24304979150
Tiroide2’2003’6005’60013’00025’000
Utero455690130210
Altri tessuti293760100180

Dose efficace

(µSv/MBq)

2804006101’2002’300

Tiroide in caso di modesta captazione, uso orale:

Dose assorbita per unità di attività somministrata (µGy/MBq)

OrganoAdulti15 anni10 anni5 anni1 anno
Ghiandole surrenali5167120200440
Parete vescicale4505808901'2001’600
Superficie ossea89100140220400
Cervello93100130180300
Mammella3850100170320
Parete colecistica4357100180360
Tratto gastrointestinale
Parete gastrica7701’0001’5002’5005’300

Parete dell'intestino tenue

Parete del colon

33

140

43

180

73

320

110

580

220

130

(colon ascendente1201502704901’000)
(colon discendente1702203907101’600)
Parete cardiaca89120210360770
Reni2703405008401’800
Fegato931402404601’200
Polmoni100130220380790
Muscoli84110170270480
Esofago1001503005801’100
Ovaie374980130280
Pancreas6480130210410
Midollo osseo rosso7286120190370
Ghiandole salivari220270360490720
Cute435380120250
Milza6989150260550
Testicoli24325695200
Timo1001503005901’100
Tiroide280’000450’000670’0001’400’0002’300’000
Utero425490150280
Altri tessuti84110170250440
Dose efficace (µSv/MBq)14’00023’00034’00071’000110’000

Tiroide in caso di media captazione, uso orale:

Dose assorbita per unità di attività somministrata (µGy/MBq)

OrganoAdulti15 anni10 anni5 anni1 anno
Ghiandole surrenali5574130240550
Parete vescicale3905107901’1001’500
Superficie ossea120140190300520
Cervello130140180240390
Mammella4863130230430
Parete colecistica4663120210450
Tratto gastrointestinale
Parete gastrica7109501’4002’4005’000

Parete dell'intestino tenue

Parete del colon

32

140

43

180

75

340

110

630

240

1‘400

(colon ascendente1201502805301’200)
(colon discendente1702204007601’800)
Parete cardiaca1001402504501’000
Reni2703405309302’100
Fegato1201803106201’700
Polmoni1301602805001’000
Muscoli120150240380660
Esofago1402204508701’700
Ovaie364982150330
Pancreas6684140240490
Midollo osseo rosso95110150240480
Ghiandole salivari190240320430640
Cute5770100160330
Milza7296160290680
Testicoli233256100230
Timo1402204508701’700
Tiroide430’000690’0001’000’0002’200’0003’600’000
Utero405389150320
Altri tessuti110150230330580
Dose efficace (µSv/MBq)22’00035’00053’000110’000180’000

Tiroide in caso di elevata captazione, uso orale:

Dose assorbita per unità di attività somministrata (µGy/MBq)

OrganoAdulti15 anni10 anni5 anni1 anno
Ghiandole surrenali5982150280660
Parete vescicale340440680950130
Superficie ossea160180240370650
Cervello170180230300490
Mammella5877170280540
Parete colecistica4968130240540
Tratto gastrointestinale
Parete gastrica6608801’3002’2004’700

Parete dell'intestino tenue

Parete del colon

32

140

43

190

77

350

120

680

260

1’600

(colon ascendente1201603005801’400)
(colon discendente1602204208102’000)
Parete cardiaca1201603005501’200
Reni2703505501’0002’400
Fegato1402203907902’200
Polmoni1502003506101’300
Muscoli150190310490860
Esofago1902805901’2002’300
Ovaie354984160370
Pancreas6888150270570
Midollo osseo rosso120140190290590
Ghiandole salivari160200270370550
Cute7187130190410
Milza75100180330800
Testicoli2203157110270
Timo1902805901’2002’300
Tiroide580’000940’0001’400’0003’000’0004’900’000
Utero385189160360
Altri tessuti150190290420740

Dose efficace

(µSv/MBq)

29’00047’00071’000150’000250’000

Controindicazioni

  • Ipersensibilità al principio attivo o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie.
  • Gravidanza e allattamento (l'allattamento deve essere interrotto almeno 8 settimane prima del trattamento con I131)
  • Pazienti con disfagia, Stenosi esofagea, diverticolo esofageo, gastrite attiva, erosione gastrica e ulcera peptica.
  • Pazienti con sospetti disturbi della motilità gastrointestinale.

Avvertenze e misure precauzionali

Qualsiasi somministrazione di radiofarmaci ai pazienti è di esclusiva competenza e responsabilità di medici qualificati nella gestione di tali prodotti. Il loro utilizzo è indicato solo se i vantaggi dell’esame superano i rischi associati all'esposizione alle radiazioni. In ogni caso il loro utilizzo deve rispettare le norme di radioprotezione. Nelle donne in età fertile si deve sempre escludere con certezza una possibile gravidanza.

Amiodarone: vedere “Interazioni”.

Potenziale insorgenza di reazioni da ipersensibilità o anafilattiche

Se compaiono reazioni da ipersensibilità o anafilattiche, interrompere immediatamente la somministrazione del medicamento e, se necessario, iniziare un trattamento per via endovenosa. Per intervenire prontamente in caso di emergenza, tenere a portata di mano strumenti (tra cui tubo endotracheale e ventilatore) e medicamenti adeguati.

Valutazione individuale del rapporto rischi/benefici

L'esposizione alle radiazioni ionizzanti è associata all'insorgenza di neoplasie e potenziali difetti genetici congeniti. La dose di radiazioni risultante dall'esposizione terapeutica può determinare una più elevata incidenza di neoplasie e mutazioni. Per ciascun paziente, l'esposizione alle radiazioni deve essere ritenuta opportuna rispetto al beneficio atteso. L'attività da somministrare deve essere per ogni somministrazione la più bassa possibile per ottenere l'effetto terapeutico richiesto.

Nonostante la terapia con iodio radioattivo trovi frequente impiego nel trattamento di patologie tiroidee di natura benigna, sono disponibili pochi dati in merito a un aumento dell'incidenza di casi di carcinomi, leucemie o mutazioni in questi pazienti. In uno studio condotto su pazienti trattati con dosi di ioduro di sodio (I131) superiori a 3700 MBq per via di patologie tiroidee maligne, è stata riportata una più alta incidenza di carcinomi della vescica. Un altro studio ha osservato un leggero aumento di leucemie nei pazienti che hanno ricevuto dosi molto alte. Pertanto, non è consigliabile ricorrere a dosi cumulative totali superiori a 26’000 MBq.

La distruzione dei follicoli tiroidei causata dall'esposizione al ioduro di sodio (I131) può aggravare un preesistente ipertiroidismo entro 2-10 giorni dopo il trattamento o causare persino una crisi tireotossica. Talvolta, dopo un'iniziale normalizzazione (periodo di latenza 2-10 mesi), può insorgere un ipertiroidismo immunitario. Nell'arco di 1-3 giorni dopo la somministrazione di dosi elevata di iodio radioattivo, può manifestarsi un'infiammazione transitoria della tiroide e della mucosa tracheale con rischio di grave costrizione tracheale, in particolare in presenza di stenosi tracheale.

In casi rari un ipertiroidismo transitorio è stato osservato persino dopo il trattamento di un carcinoma funzionale della tiroide.

Aumento del rischio di iponatriemia

Sono state riportate gravi manifestazioni di iponatriemia dopo il trattamento con ioduro di sodio (I-131) in pazienti anziani sottoposti a tiroidectomia totale. I fattori di rischio includono l'età avanzata, il sesso femminile, l'assunzione di diuretici tiazidici e l'insorgenza di iponatriemia all'inizio del trattamento con ioduro di sodio (I-131).

In questi pazienti deve essere preso in considerazione un monitoraggio regolare degli elettroliti sierici.

Funzione gonadica in pazienti di sesso maschile

Negli uomini con malattia avanzata, si deve considerare il ricorso alla banca del seme per via di un potenziale danno reversibile della funzione gonadica.

Pazienti con compromissione della funzione renale

In questi pazienti, si deve valutare attentamente il rapporto rischi/benefici per via di una possibile maggiore esposizione alle radiazioni dovuta alla ritardata escrezione ritardata di iodio radioattivo. In questi pazienti può essere necessario un aggiustamento del dosaggio.

Bambini e adolescenti

L'indicazione deve essere attentamente valutata, poiché la dose effettiva per MBq è superiore a quella degli adulti (cfr. la rubrica «Esposizione alle radiazioni»). Nel trattamento di bambini e adolescenti, si deve tenere conto della maggiore radiosensibilità dei loro tessuti e della più lunga aspettativa di vita di questo tipo di pazienti. Occorre altresì valutare i rischi rispetto ad altri possibili trattamenti (cfr. le rubriche «Posologia/Impiego» ed «Esposizione alle radiazioni»).

Nei bambini e adolescenti, una radioterapia per un nodulo tiroideo di natura benigna deve essere eseguita solo in casi giustificati, in particolare in caso di recidiva dopo trattamento con tireostatici o di insorgenza di effetti collaterali gravi a questi medicamenti. Nonostante la radioterapia trovi frequente impiego nel trattamento di patologie tiroidee di natura benigna, non sono disponibili dati in merito a un aumento dell'incidenza di casi di carcinomi, leucemie o mutazioni.

I soggetti che da bambini o adolescenti sono stati sottoposti a radioterapia della tiroide devono essere sottoposti a controllo una volta all'anno.

Preparazione del paziente

Per mantenere l’irradiazione della vescica e degli organi pelvici il più bassa possibile, il paziente deve urinare frequentemente dopo la terapia, specialmente in caso di somministrazione di elevate attività, come nel trattamento del carcinoma tiroideo. Tenendo in considerazione un possibile rischio cardiovascolare, il paziente deve quindi bere molti liquidi prima e dopo la somministrazione del prodotto e deve essere informato sulle misure precauzionali da adottare per l'eliminazione delle sue escrezioni. I pazienti con disturbi della minzione devono essere cateterizzati dopo un'elevata attività di iodio radioattivo.

Per ridurre l'esposizione del colon alle radiazioni, nei pazienti in cui la defecazione si verifica meno di una volta al giorno possono essere necessari lassativi leggeri (ma non ammorbidenti delle feci, che non hanno alcun effetto stimolante sull'intestino).

Nei pazienti con sospetta malattia gastrointestinale, si deve prestare molta attenzione quando si somministrano capsule di ioduro di sodio (I131). Si consiglia la somministrazione concomitante di

H2-antagonisti o di inibitori della pompa protonica.

Scialoadenite

Per prevenire una scialoadenite, che può comparire dopo l'uso di una dose elevata di iodio radioattivo, si deve consigliare al paziente di consumare prima della terapia dolci o bevande contenenti acido citrico (succo di limone, vitamina C) che stimolano la secrezione salivare. In aggiunta si possono utilizzare altre misure preventive di tipo farmacologico.

Prima di somministrare lo ioduro è necessario escludere un eccesso di ioduro da alimenti o medicamenti (cfr. la rubrica «Interazioni»). Prima della terapia si raccomanda una dieta povera di iodio per favorire l'assorbimento da parte del tessuto tiroideo sano.

Prima della terapia con iodio radioattivo per carcinoma della tiroide è necessario sospendere un terapia sostitutiva con ormoni tiroidei al fine di assicurare un assorbimento adeguato di I131.

Per il primo trattamento dopo una chirurgia ablativa, si raccomanda di mantenere la terapia ormonale e di stimolare il tessuto tiroideo residuo con la somministrazione di rhTSH (Thyrogen®). Parimenti, in presenza di patologie benigne della tiroide la somministrazione di tireostatici deve essere sospesa per tempo prima della terapia con I131 (carbimazolo, metimazolo, almeno 3 giorni prima; propiltiouracile, 2 settimane prima, se possibile). La terapia può essere ripresa dopo qualche giorno.

In assenza di stimolazione tiroidea con rhTSH, il trattamento con tiroxina deve essere interrotto 4 settimane prima. Se necessario, è possibile somministrare triiodotironina fino a 14 giorni prima della terapia con I131.

La terapia ormonale sostitutiva deve essere ripresa due giorni dopo il trattamento.

La terapia a base di iodio radioattivo del morbo di Basedow-Graves deve essere attuata in concomitanza con un trattamento a base di corticosteroidi, soprattutto in presenza di un'oftalmopatia endocrina.

Nei pazienti con nota ipersensibilità alla gelatina o ai prodotti della sua degradazione, per la terapia con iodio radioattivo è preferibile l'uso di ioduro di sodio (I131I) sotto forma di soluzione.

Dopo la somministrazione

Evitare il contatto ravvicinato con lattanti e donne in gravidanza per un periodo di tempo adeguato.

In caso di vomito, fare attenzione al rischio di contaminazione.

I pazienti in terapia per patologia tiroidea devono essere sottoposti a controlli a intervalli appropriati.

Avvertenze particolari

Questo medicamento contiene 63,5 mg di sodio per capsula, vale a dire il 3% dell'apporto giornaliero massimo di 2 g di sodio raccomandato dall'OMS per un adulto. Questo deve essere tenuto in considerazione per i pazienti che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.

Questo medicamento contiene 23 mg di saccarosio per capsula. I pazienti con intolleranza ereditaria al fruttosio/galattosio, sindrome da malassorbimento di glucosio-galattosio o deficit di sucrasi-isomaltasi non devono utilizzare questo medicamento.

Interazioni

Molte sostanze farmacologicamente attive interagiscono con lo iodio radioattivo. Esistono vari meccanismi di interazione che possono influenzare il legame con le proteine, la farmacocinetica o la farmacodinamica dello ioduro marcato radioattivamente. Pertanto, si deve tenere in considerazione che l'assorbimento nella tiroide può essere ridotto. Si deve quindi prendere nota di tutti i medicamenti assunti dal paziente e si deve stabilire dal punto di vista clinico se ed eventualmente quali devono essere temporaneamente sospesi prima del trattamento con ioduro di sodio (I131) o da quando questo può essere attuato. Se il trattamento è vitale e non può essere interrotto, è necessario verificare la fattibilità e la pianificazione della terapia con iodio radioattivo e altri possibili trattamenti.

La tabella seguente mostra esempi di sostanze che devono essere interrotte, come indicato, prima del trattamento con iodio radioattivo.

I tempi di sospensione indicati corrispondono a valori indicativi e a raccomandazioni basate sull’esperienza pratica e non si basano su studi.

Tipo di farmaco

Periodo di interruzione prima della somministrazione di

ioduro di sodio I131

(periodo di sospensione)

Tireostatici:

  • Propiltiouracile
  • Carbimazolo, metimazolo

2 settimane prima della terapia

Da 2 giorni prima della terapia a

qualche giorno dopo la terapia

Salicilati, Corticosteroidi**, nitroprussiato di sodio,

sodio sulfobromoftaleina, anticoagulanti,

antistaminici, antiparassitari, penicillina,

sulfamidici, tolbutamide, tiopentale

1 settimana
Fenilbutazone1 - 2 settimane
Espettoranti iodati e vitamine2 settimane
Ormoni tiroidei

Triiodotironina 2 settimane

Tiroxina 4 settimane

Amiodarone*almeno 3-6 mesi
Benzodiazepine, litiocirca 4 settimane
Preparazioni iodate per uso topico1-9 mesi
Agenti di contrasto iodati idrosolubili6-8 settimane
Agenti di contrasto iodati liposolubilefino a 6 mesi

*Nei pazienti che hanno ricevuto amiodarone, la lunga emivita di questo medicamento

può ridurre l'assorbimento di ioduro nel tessuto tiroideo anche per diversi

mesi. In questi casi, i benefici della terapia usando I-131 e l'uso di amiodarone devono essere attentamente valutati l'uno rispetto all'altro.

Se fosse necessario un esame con I-131 in un paziente trattato con amiodarone, la somministrazione di I-131 deve essere pianificata ed eseguita in stretta collaborazione con un cardiologo.

**Non applicabile in caso di morbo di Basedow-Graves.

Gravidanza, allattamento

Donne in età fertile

Se si valuta l’assunzione di un radiofarmaco in una donna in età fertile, è sempre prima necessario escludere un possibile stato di gravidanza. Qualsiasi donna che abbia saltato un ciclo mestruale deve essere considerata in stato di gravidanza. In caso di incertezza (amenorrea, mestruazioni irregolari, ecc.), si devono prendere in considerazione metodiche diagnostiche alternative che non prevedono l'uso di radiazioni ionizzanti. Deve essere consigliato alle donne a cui viene somministrato ioduro di sodio (I-131) di non rimanere incinte entro 6-12 mesi dalla somministrazione.

Contraccezione per uomini e donne

Per entrambi i sessi, dopo la terapia con ioduro di sodio (I131) si raccomanda l'uso di un metodo contraccettivo per 6

mesi (per i pazienti con noduli tiroidei benigne) o per 12 mesi (per i pazienti con

carcinoma tiroideo). Gli uomini non devono concepire figli per un periodo di 6 mesi dopo

la terapia con iodio radioattivo per dare tempo all'organismo di produrre nuovi spermatozoi

che vanno a sostituire quelli irradiati. Il ricorso alla banca del seme deve essere preso in considerazione per gli uomini gravemente malati, che quindi potrebbero necessitare di alte dosi terapeutiche di ioduro di sodio (I131).

Gravidanza

Lo ioduro di sodio (I131) è controindicato in caso di gravidanza in atto o sospetta o non esclusa, perché il passaggio dello ioduro di sodio (I131) attraverso la barriera placentare può causare un ipotiroidismo grave e forse irreversibile nei neonati (l'uso di questo medicamento determina dosi sull'utero da 11 a 511 mGy, la tiroide fetale assorbe molto lo iodio nel secondo e terzo trimestre di gravidanza) (cfr. la rubrica «Controindicazioni»).

Se un carcinoma differenziato della tiroide viene diagnosticato durante la gravidanza, il trattamento con ioduro di sodio (I131) deve essere rimandato a dopo il parto.

Allattamento

Poiché lo ioduro di sodio (I131) viene escreto nel latte materno, prima di usare un medicamento radioattivo in una madre che allatta al seno si deve verificare se è giustificato rimandare l'esame a dopo lo svezzamento e se è stato scelto il radiofarmaco più indicato, in virtù del fatto che la radioattività viene escreta nel latte materno. Se l'uso è considerato necessario, l'allattamento deve essere interrotto almeno 8 settimane prima della somministrazione di ioduro di sodio (I131) e non deve essere continuato (cfr. la rubrica «Controindicazioni»).

Dopo la somministrazione di dosi terapeutiche, per motivi di radioprotezione si raccomanda di evitare il contatto ravvicinato tra madre e bambino per almeno una settimana.

Fertilità

Dopo la terapia con iodio radioattivo del carcinoma tiroideo, sia gli uomini sia le donne possono manifestare una compromissione dose-dipendente della fertilità. In base alla dose dell’attività, potrebbe verificarsi una compromissione reversibile della spermatogenesi a partire da 1850 MBq. Effetti clinicamente rilevanti, inclusi oligospermia, azoospermia e innalzamento dei livelli sierici di FSH, sono stati descritti dopo somministrazione di dosi superiori a 3700 MBq.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

Non sono stati condotti studi corrispondenti. Lo ioduro di sodio (131I) non ha effetti, se non trascurabili, sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

La frequenza degli effetti indesiderati riportati proviene dalla letteratura medica. Informazioni precise sulla frequenza possono essere ottenute solo da studi clinici controllati. Le seguenti frequenze sono quindi fornite a titolo informativo. Il profilo di sicurezza dello ioduro di sodio (I-131) dipende in gran parte dalla dose somministrata, che a sua volta dipende dall'indicazione (per esempio, il trattamento di una malattia benigna o maligna). Il profilo di sicurezza dipende anche dagli intervalli di dose e dalla dose cumulativa totale somministrata. Per questo motivo, gli effetti indesiderati riportati sono stati raggruppati per tipo di trattamento (benigno o maligno).

Effetti indesiderati comuni: ipotiroidismo, ipertiroidismo transitorio, patologie delle ghiandole salivari e lacrimali e reazioni locali alle radiazioni. Nei trattamenti antitumorali possono verificarsi ulteriori effetti indesiderati comuni, come i disturbi gastrointestinali e la soppressione del midollo osseo.

Tabella degli effetti collaterali

Nelle tabelle seguenti, gli effetti collaterali sono riportati secondo la classificazione sistemica organica. I sintomi secondari di una sindrome sono elencati tra parentesi dopo la rispettiva sindrome (esempio: sindrome sicca).

Gli effetti avversi sono elencati per classe di sistemi e organi secondo il sistema MedDRA e riportati per frequenza secondo la seguente convenzione:

Molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro

(≥1/10 000, <1/1000), molto raro (<1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere stimata in base ai dati disponibili).

All'interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti collaterali sono riportati in ordine decrescente di gravità.

Effetti indesiderati dopo il trattamento di una malattia benigna:

Classificazione organicaEffetti indesideratiFrequenza

Disturbi del sistema

immunitario

Reazioni anafilatticheNon nota
Disturbi endocriniIpotiroidismo permanente, ipotiroidismoMolto frequente
Ipotiroidismo transitorioComune

Tempesta tiroidea, tiroidite, ipoparatiroidismo

(riduzione del calcio nel sangue, tetania)

Non nota
Disturbi oculariOftalmopatia tiroide-correlata (in caso di malattia di Basedow)Molto comune
Sindrome siccaNon nota
Patologie delle vie respiratorie, del torace e del mediastinoParesi delle corde vocaliMolto rara

Disturbi del

tratto gastrointestinale

ScialoadeniteComune
Disturbi epatobiliariAnomalie della funzione epaticaNon nota
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneoAcne da iodioNon nota

Patologie congenite, familiari e

genetiche

Ipotiroidismo congenitoNon nota
Patologie sistemiche e alterazioni del sito di somministrazioneGonfiore localeNon nota

Effetti indesiderati dopo il trattamento di una malattia maligna:

Classificazione organicaEffetti indesideratiFrequenza

Neoformazioni benigne, maligne e non precisate

(inclusi cisti e polipi)

Leucemianon comune

Carcinomi solidi, carcinoma della vescica,

carcinoma del colon, carcinoma dello stomaco,

carcinoma della mammella

Non nota
Disturbi ematologici e del sistema linfaticoEritrocitopenia, aplasia midollareMolto frequente
Leucopenia, trombocitopeniaComune

Aplastische Anämie, permanente oder schwere

Knochenmarksdepression

Non nota
Disturbi del sistema immunitarioReazioni anafilatticheNon nota
Disturbi endocriniTempesta tiroidea, ipotiroidismo transitorioRara

Tiroidite (leucocitosi transitoria),

Ipoparatiroidismo (riduzione del calcio nel sangue, tetania), ipotiroidismo, Iperparatiroidismo

Non nota

Disturbi del

sistema nervoso

Parosmia, AnosmiaMolto frequente
Edema cerebraleNon nota
Disturbi oculariSindrome sicca (congiuntivite, secchezza di occhi e naso)Molto frequente
Restringimento dei dotti lacrimali (aumento della lacrimazione)Comune

Patologie delle vie respiratorie,

del torace e del mediastino

DispneaComune

Rigidità della gola*, fibrosi polmonare, difficoltà respiratoria, malattia polmonare ostruttiva, Polmonite, tracheite, disfunzione delle corde vocali

(paralisi delle corde vocali, disfonia, raucedine), dolore orofaringeo, stridore

Non nota

Disturbi del

tratto gastrointestinale

Scialoadenite (secchezza delle fauci, dolore delle ghiandole salivari,

ghiandole salivari ingrossate, cavità, perdita di denti), sindrome da radiazioni acute, nausea, ageusia, disgeusia, perdita dell’appetito

Molto frequente
VomitoComune
Gastrite, disfagiaNon nota
Disturbi epatobiliariAnomalie della funzione epaticaNon nota

Disturbi

Di reni e vescica

Cistite da radioterapiaNon nota

Disturbi

agli organi riproduttivi

e alla ghiandola mammaria

Insufficienza ovarica, disturbi mestrualiMolto frequente
Azoospermia, oligospermia, diminuzione della fertilità maschileNon nota
Patologie congenite, familiari e geneticheIpotiroidismo congenitoNon nota
Patologie sistemiche e alterazioni del sito di somministrazionemalattia simil-influenzale, mal di testa, affaticamento, mal di golaMolto frequente
Gonfiore localeComune

* soprattutto in caso di restringimento della trachea

Descrizione dettagliata degli effetti collaterali:

Disturbi della ghiandola tiroidea e paratiroidea

Come effetto tardivo della terapia con iodio radioattivo dell'ipertiroidismo può svilupparsi un ipotiroidismo dose-dipendente.

Tale ipotiroidismo può manifestarsi nell'arco di settimane o anni dopo il trattamento, pertanto si richiedono controlli periodici della funzione tiroidea e un'appropriata terapia sostitutiva con ormoni tiroidei. Generalmente, l'ipotiroidismo si manifesta solo 6-12 settimane dopo la somministrazione dello iodio radioattivo.

L'ipotiroidismo si rileva spesso dopo la terapia con iodio radioattivo per malattie maligne, ma viene di solito attribuito alla pregressa tiroidectomia.

Si possono osservare casi di ipoparatiroidismo transitorio; i pazienti colpiti devono essere monitorati di conseguenza e trattati con terapia ormonale sostitutiva.

Disturbi oculari

L'oftalmopatia endocrina preesistente può peggiorare dopo il trattamento della malattia di Basedow-Graves o dell'ipertiroidismo. È da valutare nel singolo caso la necessità di un trattamento concomitante con steroidi in caso di terapia con iodio radioattivo per morbo di Basedow-Graves.

Effetti locali delle radiazioni

Dopo la somministrazione di ioduro di sodio (I-131) sono stati riportati paralisi delle corde vocali e disturbi delle corde vocali.

In alcuni casi non è stato possibile stabilire se i disturbi delle corde vocali fossero correlati alle radiazioni o all'intervento chirurgico. Per esempio, in caso di trattamento con iodio radioattivo della tiroide residua, possono comparire dolori diffusi e forti nella regione della testa e del collo.

In pazienti affetti da carcinoma tiroideo differenziato con metastasi polmonari disseminate è stata riscontrata la comparsa di polmonite correlata alle radiazioni e di fibrosi polmonare, in particolare dopo terapia ad alte dosi, causata dalla distruzione del tessuto metastatico.

Nel trattamento del carcinoma tiroideo metastatico con coinvolgimento del sistema nervoso centrale (SNC) è inoltre necessario tenere conto della possibilità di un edema cerebrale e/o del peggioramento di un edema cerebrale preesistente.

Patologie del tratto gastrointestinale

Alti livelli di radioattività possono causare disturbi gastrointestinali, solitamente entro le prime ore o i primi giorni dal trattamento. Per informazioni sulla prevenzione di tali disturbi gastrointestinali, vedere "Avvertenze e misure precauzionali".

Disturbi delle ghiandole salivari e lacrimali

Può comparire un’infiammazione delle ghiandole salivari (scialoadenite) con gonfiore e dolore delle ghiandole salivari, parziale perdita del gusto e secchezza delle fauci. L'infiammazione delle ghiandole salivari di solito guarisce in modo spontaneo o con una terapia antinfiammatoria, ma sono stati descritti casi isolati di perdita permanente del gusto e secchezza delle fauci. Una salivazione insufficiente può causare infezioni, come carie, e nel lungo periodo portare alla perdita dei denti. Per informazioni sulla prevenzione di tali disturbi, consultare "Avvertenze e misure precauzionali".

Un disturbo funzionale delle ghiandole salivari e/o lacrimali dovuto alla sindrome sicca può verificarsi con un ritardo da alcuni mesi a due anni dal trattamento con iodio radioattivo. Sebbene la sindrome sicca sia reversibile nella maggior parte dei casi, in alcuni pazienti può verificarsi la persistenza dei sintomi per diversi anni.

Soppressione del midollo osseo

Il trattamento con iodio radioattivo può provocare l'insorgenza tardiva di aplasia midollare reversibile con trombocitopenia isolata ed eritrocitopenia con possibile esito fatale. Molto probabilmente l’aplasia midollare si verifica in caso di dose singola applicata superiore a 5000 MBq o in caso di dosi ripetute a intervalli inferiori a 6 mesi.

Tumore secondario

Dopo dosi elevate di attività, come quelle somministrate in genere per il carcinoma della tiroide, è stato osservato un aumento dell'incidenza di leucemia.

È stata descritta un'aumentata incidenza di tumori solidi indotti dal trattamento con attività elevate (superiori a 7400 MBq).

Bambini e adolescenti

Gli effetti collaterali attesi nei bambini e negli adolescenti sono gli stessi degli adulti. Tuttavia, a causa della maggiore sensibilità alle radiazioni dei tessuti in età pediatrica (vedere il paragrafo "Esposizione alle radiazioni") e della maggiore aspettativa di vita, è possibile che la frequenza e la gravità degli effetti collaterali siano diverse.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Questo medicamento viene utilizzato da personale autorizzato in regime ospedaliero. Si ritiene quindi modesto il rischio di posologia eccessiva. In caso di posologia eccessiva, il rischio è rappresentato dall’elevata esposizione a radiazioni indesiderate. Poiché il farmaco viene escreto tramite i reni, l'esposizione alle radiazioni può essere ridotta dalla diuresi forzata e dallo svuotamento frequente della vescica. Inoltre, si raccomanda il blocco della ghiandola tiroidea (ad esempio con Perclorato di potassio o ioduro di potassio non radioattivo) per ridurre l'esposizione della tiroide alle radiazioni. È possibile somministrare emetici per ridurre l'assorbimento di ioduro di sodio I-131. Deve essere tenuto in considerazione anche il rischio di contaminazione.

Proprietà/effetti

Codice ATC

V10XA01

Meccanismo d’azione

Proprietà fisiche

Lo iodio-131 si ottiene dalla fissione nucleare dell'uranio-235 e tramite il bombardamento con neutroni di tellurio stabile in un reattore nucleare. Decade nello xeno-131 stabile emettendo radiazioni gamma con energia pari a 364 keV (81%), 337 keV (7,3%) e 284 keV (6,0%), e radiazioni beta con energia pari a 0,63 MeV.

Emivita fisica dello iodio-131: 8,05 giorni

Farmacodinamica

La sostanza farmacologicamente attiva è lo iodio (131I) sotto forma di ioduro di sodio, che si accumula nella tiroide. Il decadimento fisico avviene nella tiroide, dove lo ioduro di sodio (I131) ha un lungo tempo di permanenza, con conseguente irradiazione selettiva dell'organo. Alle modeste dosi di ioduro di sodio (I131) somministrate a scopo terapeutico non si prevedono effetti farmacodinamici.

Oltre il 90% dell'effetto terapeutico dello iodio si basa sulla radiazione emessab, che ha un raggio d'azione nei tessuti di 0,5 mm. Questa radiazione b riduce in modo dose-dipendente la funzione e la divisione cellulare fino alla morte della cellula. Il limitato raggio d'azione e la quasi totale mancata captazione dello ioduro di sodio (131I) al di fuori della tiroide rendono trascurabile l’esposizione all’irradiazione in sede extratiroidea.

Efficacia clinica

Gli obiettivi del trattamento sono la riduzione delle dimensioni del gozzo, la normalizzazione del metabolismo ipertiroideo e l'eliminazione del tessuto autonomo o del tessuto tumorale residuo.

Farmacocinetica

Assorbimento

Dopo assunzione orale, lo ioduro di sodio (I131) viene assorbito rapidamente nel tratto gastrointestinale superiore (90% in 60 minuti). L'assorbimento è influenzato dallo svuotamento gastrico. Questo valore aumenta in presenza di ipertiroidismo e diminuisce nell'ipotiroidismo. Gli studi sull'attività sierica hanno mostrato che, dopo un rapido aumento nell'arco di 10-20 minuti, l'equilibrio viene raggiunto dopo circa 40 minuti. Dopo assunzione orale di una soluzione di ioduro di sodio (I131), l'equilibrio viene raggiunto più o meno nello stesso tempo.

Distribuzione

La farmacocinetica è comparabile a quella dello ioduro non marcato radioattivamente. Una volta entrato nel flusso sanguigno, lo iodio si distribuisce in sede extratiroidea. Da qui viene captato prevalentemente dalla tiroide, che estrae circa il 20% dello ioduro in un singolo passaggio, o viene escreto per via renale. La captazione dello ioduro nella tiroide raggiunge il picco dopo 24-48 ore, tenendo presente che il 50% della concentrazione massima viene raggiunto nell'arco di 5 ore. La captazione dello ioduro da parte della tiroide è influenzata da vari fattori: età del paziente, volume e stato funzionale della tiroide, clearance renale, concentrazione plasmatica dello ioduro in circolo e somministrazione concomitante di altri medicamenti (cfr. anche la rubrica «Interazioni»).

La clearance dello ioduro nella tiroide è normalmente di 5-50 ml/min. In caso di carenza di iodio, la clearance aumenta fino a 100 ml/min e in caso di ipertiroidismo può aumentare fino a 1000 ml/min. In caso di eccesso di iodio, la clearance può ridursi a 2-5 ml/min. Lo ioduro si accumula anche nei reni.

Piccole quantità di ioduro di sodio (131I) sono assorbite dalle ghiandole salivari e dalla mucosa gastrica e sono rilevabili anche nella placenta, nel plesso corioideo e in quantità significative nel latte materno.

Metabolismo

Lo ioduro assorbito dalla ghiandola tiroidea presenta lo stesso metabolismo degli ormoni tiroidei: viene incorporato in composti organici, da cui vengono sintetizzati gli ormoni tiroidei.

Eliminazione

Il 37-75% dello iodio viene escreto nelle urine, il 10% nelle feci; l'escrezione con il sudore è praticamente trascurabile.

L'escrezione urinaria è caratterizzata dalla clearance renale, che costituisce all'incirca il 3% del flusso renale ed è abbastanza costante da soggetto a soggetto. La clearance è ridotta in presenza di ipotiroidismo e di disfunzione renale, mentre aumenta nell'ipertiroidismo. Nei pazienti eutiroidei con funzione renale normale, il 50-75% dell'attività somministrata viene escreta nelle urine entro 48 ore.

Emivita

L'emivita effettiva dello iodio radioattivo è di circa 12 ore nel plasma e di circa 6 giorni nella tiroide. Pertanto, dopo la somministrazione di ioduro di sodio (I131), circa il 40% dell'attività ha un'emivita effettiva di 6 ore, mentre il restante 60% di 8 giorni.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disturbi della funzione renale

I pazienti con compremissione renale possono presentare una diminuzione della clearance dello ioduro radioattivo, con conseguente aumento dell'esposizione alle radiazioni dello ioduro di sodio somministrato (I131). Uno studio ha dimostrato, ad esempio, che i pazienti con compromissione della funzionalità renale sottoposti a dialisi peritoneale ambulatoriale continua (CAPD) hanno una clearance di iodio radioattivo 5 volte inferiore rispetto ai pazienti con funzione renale normale.

Dati preclinici

Data l'esigua quantità di iodio usata rispetto al normale apporto di iodio con la dieta

(40-500 microgrammi al giorno), non si prevede né si osserva alcuna tossicità acuta associata alla sostanza. Non sono disponibili dati sulla tossicità a dosi ripetute di ioduro di sodio, sui corrispondenti effetti sulla capacità riproduttiva negli animali o sul suo potenziale mutageno e cancerogeno.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Non essendo stati condotti studi di compatibilità, il medicamento non deve essere miscelato con altri medicamenti.

Stabilità

Il medicamento può essere utilizzato solo fino alla data di scadenza indicata con «EXP» sull'etichetta. Sull'etichetta è indicata anche la data di calibrazione.

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

Non conservare a temperature superiori a 25°C.

Conservare nella schermatura originale per evitare l'esposizione esterna a radiazioni.

Indicazioni per la manipolazione

Note generali

I radiofarmaci devono essere ricevuti, utilizzati e somministrati solo da personale autorizzato in aree cliniche appositamente designate. Il ricevimento, la conservazione, l'utilizzo, il trasporto e lo smaltimento sono soggetti alle disposizioni di legge e/o alla corrispondente autorizzazione da parte dell'autorità di vigilanza competente. I radiofarmaci devono essere utilizzati dall'operatore nel rispetto dei requisiti di radioprotezione e di qualità farmaceutica.

Precauzioni da adottare prima di manipolare o somministrare il medicamento

La somministrazione di ioduro di sodio (131I) a scopo terapeutico produce nella maggior parte dei pazienti una dose di radiazioni abbastanza elevata e può comportare rischi significativi per l'ambiente e per gli altri a causa dell'esposizione esterna all'irradiazione o della contaminazione da spandimento di urine, vomito, ecc. Ciò può essere importante per i familiari dei pazienti trattati o di terzi in funzione dell'attività somministrata. Pertanto, è necessario osservare le misure precauzionali previste dalle norme nazionali in materia di protezione dalla radioattività al fine di evitare contaminazioni dovute all'attività escreta dai pazienti.

Il paziente deve essere informato in merido alle suddette precauzioni prima della somministrazione di ioduro di sodio (I131).

Le procedure per la somministrazione devono essere messe in atto in modo da minimizzare il rischio di contaminazione del medicamento e di esposizione dell'operatore alle radiazioni. È obbligatorio l'uso di una schermatura adeguata.

All'apertura del contenitore è possibile misurare la radioattività libera. Tale attività è dovuta all'1,17% di xeno (Xe131m) che deriva dal decadimento dello iodio (I131).

Anche se misurabile, quest'attività non comporta rischi rilevanti per i dipendenti.

La dose effettiva per inalazione dello xeno (Xe131m) è dello 0,1% del rateo di dose a una distanza di 1 m dalla capsula schermata con piombo.

Precauzioni e dati sull'attività

L'1,3% dello ioduro (131I) viene degradato a xeno (Xe131m) (emivita: 12 giorni) e una piccola quantità di xeno (Xe131m) può essere presente nella confezione come risultato della diffusione. Pertanto, si raccomanda di aprire il contenitore di trasporto in un locale ventilato e, dopo aver rimosso la capsula, di lasciarvi il materiale di imballaggio per una notte prima di smaltirlo, per consentire il rilascio di xeno assorbito (Xe131m).

Inoltre, piccole quantità di attività possono fuoriuscire dalla capsula per via della volatilità dello ioduro (I131).

L'attività di una capsula alle ore 12:00 GMT dalla data di calibrazione può essere calcolata dalla Tabella 1.

Tabella 1

GiornoCoefficienteGiornoCoefficiente
-61,67750,650
-51,53960,596
-41,41270,547
-31,29580,502
-21,18890,460
-11,090100,422
01,000110,387
10,917120,355
20,842130,326
30,772140,299
40,708

Smaltimento dei rifiuti

La radioattività escreta dai pazienti richiede precauzioni adeguate per evitare qualsiasi contaminazione.

Le etichette identificative devono essere rimosse prima dello smaltimento.

I prodotti radioattivi non utilizzati o i materiali di scarto devono essere smaltiti esclusivamente in conformità con le norme svizzere vigenti in materia di radioprotezione.

Disposizioni legali

In Svizzera, l'uso di sostanze radioattive sull'uomo è regolato dall'Ordinanza sulla radioprotezione. Si dovrà osservare l'ultima versione pubblicata della presente ordinanza. Di conseguenza, solo chi è in possesso della necessaria autorizzazione dell'Ufficio federale della sanità pubblica è autorizzato a utilizzare i radiofarmaci.

Per la manipolazione di materiali radioattivi e lo smaltimento di rifiuti radioattivi devono essere osservate le misure di protezione previste dalla suddetta ordinanza al fine di prevenire un'inutile esposizione dei pazienti e del personale.

In particolare, si fa riferimento all'«Ordinanza concernente la manipolazione di sorgenti radioattive non sigillate».

Numero dell’omologazione

52728 (Swissmedic)

Confezioni

Confezione con 1 capsula da 37 MBq a 7400 MBq (A)

Sodium iodide (I-131) capsule T Curium viene fornito in flaconcini di plastica protetti da un contenitore di piombo di adeguato spessore.

Titolare dell’omologazione

b.e.imaging AG, Schwyz

Stato dell’informazione

Luglio 2022

Informazioni su questo documento

Fonte: Swissmedic – Informazione sui medicamenti (AIPS) · Numero dell’omologazione: 52728

Stato dell’informazione secondo il testo: 07/2022

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