Informazione professionale - Pulmofor retard, Capsules
Composizione
Principi attivi
Destrometorfano.
Sostanze ausiliarie
1 capsula di Pulmofor retard contiene: sfere di zucchero (contenenti 58,6 mg di saccarosio e amido di mais), talco, povidone K 30, copolimero di acido metacrilico e di metacrilato di metile (1: 2), copolimero basico di metacrilato di butile, gelatina, titanio diossido.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
1 capsula di Pulmofor retard contiene:
50 mg di destrometorfano bromidrato, corrispondenti a 36,6 mg di destrometorfano.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Tosse di varia origine, in particolare tosse secca stizzosa.
Posologia/Impiego
Posologia abituale
Adulti e bambini a partire dai 12 anni: 1 capsula di Pulmofor retard mattina e sera, con un po' di liquido.
Durata della terapia
In caso di automedicazione, l'assunzione deve essere limitata a un massimo di 4 giorni. Anche sotto prescrizione medica, Pulmofor retard non deve essere assunto per più di 2 o 3 settimane.
Controindicazioni
Ipersensibilità al destrometorfano o a qualsiasi altro componente del preparato.
Intolleranza al fruttosio, ad esempio in caso di deficit ereditario di fruttosio-1,6-difosfatasi (la degradazione del dolcificante saccarosio contenuto in Pulmofor retard produce fruttosio).
Trattamento concomitante con un inibitore della monoamino ossidasi (MAO) o un medicamento serotoninergico (ad es. alcuni antidepressivi e anoressizzanti) o entro 14 giorni dall’interruzione di tale trattamento.
Bambini di meno di 12 anni.
Avvertenze e misure precauzionali
Se la causa della tosse non è chiara, un sedativo della tosse andrebbe assunto solo per pochi giorni.
In caso di asma bronchiale, di ostruzione polmonare cronica o di altre condizioni di insufficienza respiratoria o di aumentata secrezione bronchiale, Pulmofor retard deve essere impiegato con cautela.
Il destrometorfano ha un potenziale di assuefazione. Il destrometorfano non deve essere utilizzato a dosi più elevate o per periodi più lunghi di quelli raccomandati. In caso di uso prolungato, potrebbero svilupparsi una tolleranza al sovradosaggio nonché una dipendenza psichica e fisica.
Sono stati segnalati casi di uso improprio del destrometorfano da parte di adolescenti e di persone adulte. Si raccomanda cautela in particolare negli adolescenti e nei giovani adulti nonché nei pazienti con anamnesi di abuso di droghe o sostanze psicoattive.
Poiché il destrometorfano è un substrato e il metabolita 3-metossimorfinone è un inibitore del CYP2D6, la somministrazione concomitante di inibitori del CYP2D6 o di altri medicamenti il cui metabolismo è catalizzato da questo isoenzima deve essere evitata. Ciò riguarda più in particolare alcuni antidepressivi, anoressizzanti, β-bloccanti e antistaminici (vedere i capitoli «Controindicazioni», «Interazioni» e «Sovradosaggio»).
La combinazione con altri oppiacei va evitata.
Sindrome serotoninergica
Effetti serotoninergici, incluso lo sviluppo di una sindrome serotoninergica potenzialmente letale, sono stati segnalati con la somministrazione concomitante di destrometorfano e agenti serotoninergici, quali gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), i medicamenti che alterano il metabolismo della serotonina (inclusi gli inibitori delle monoaminossidasi [IMAO]) e gli inibitori del CYP2D6.
La sindrome serotoninergica può includere cambiamenti dello stato mentale, instabilità del sistema nervoso autonomo, anomalie neuromuscolari e/o sintomi gastrointestinali.
Se si sospetta una sindrome serotoninergica, il trattamento con Pulmofor retard deve essere interrotto.
Popolazione pediatrica
Nei bambini, in caso di sovradosaggio, potrebbero verificarsi effetti collaterali anche gravi, inclusi disturbi neurologici. Non superare la dose raccomandata.
Questo medicamento contiene saccarosio. I pazienti affetti da intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio o da insufficienza di sucrasi isomaltasi (malattie ereditarie rare) non devono assumere questo medicamento.
Interazioni
Il destrometorfano è un substrato e il metabolita 3-metossimorfinone è un inibitore del CYP2D6. L'assunzione concomitante di altri inibitori del CYP2D6 o di medicamenti il cui metabolismo è catalizzato da questo isoenzima può portare a un aumento reciproco dei livelli plasmatici dei principi attivi e ad un ritardo della loro eliminazione. Ciò vale in particolare per gli antidepressivi (inibitori della ricaptazione della serotonina, inibitori delle MAO, antidepressivi triciclici, litio), i β-bloccanti (ad es. metoprololo, timololo), gli antagonisti dei recettori H2 (cimetidina e ranitidina) e i cosiddetti antistaminici non sedativi (in particolare astemizolo, terfenadina) (vedere anche i capitoli «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»).
L'alcol può accentuare gli effetti indesiderati del destrometorfano.
L'assunzione concomitante di medicamenti serotoninergici può scatenare una sindrome serotoninergica (vedere il capitolo «Controindicazioni»).
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Non sono disponibili dati clinici relativi all'impiego in donne in gravidanza.
Negli studi sugli animali non è stato dimostrato alcun effetto teratogeno per il destrometorfano. Tuttavia, è noto che altre sostanze del tipo destrometorfano potrebbero influenzare lo sviluppo cerebrale del feto. Inoltre, un impiego cronico del destrometorfano durante gli ultimi 3 mesi di gravidanza può portare a una sindrome da astinenza nel neonato. In caso di somministrazione prenatale di destrometorfano, non è possibile escludere un effetto di depressione respiratoria nel neonato. Pulmofor retard va quindi utilizzato nel corso della gravidanza esclusivamente dopo una valutazione critica dei benefici e dei rischi e unicamente sotto controllo medico.
Allattamento
È stato constatato che il destrometorfano e il suo metabolita, il destrorfano, passano in piccole quantità nel latte materno; inoltre sono stati osservati alcuni casi di ipotonia e pause respiratorie nei neonati. Pertanto, conviene evitare di assumere Pulmofor retard durante l'allattamento.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Pulmofor retard, anche se utilizzato conformemente alle prescrizioni, può modificare la capacità di reazione al punto di ridurre la capacità di guidare veicoli e di utilizzare macchine. Ciò vale a maggior ragione durante un uso prolungato del preparato e in caso di assunzione simultanea di bevande alcoliche.
Effetti indesiderati
La frequenza e la gravità degli effetti indesiderati dipendono in parte dal dosaggio e dalla durata del trattamento (vedere i capitoli «Farmacocinetica» e «Sovradosaggio»).
Gli effetti indesiderati sono elencati per classe sistemico-organica e in base alla loro frequenza. Le indicazioni di frequenza corrispondono alle convenzioni seguenti: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, < 1/10), «non comune» (≥1/1000, < 1/100), «raro» (≥1/10'000, < 1/1000); «molto raro» (< 1/10'000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili):
Disturbi del sistema immunitario
Raro: reazioni allergiche quali reazioni cutanee, edema facciale, dispnea, broncospasmi, sudorazione, calo della pressione arteriosa che può arrivare fino allo shock.
Patologie del sistema nervoso
Non comune: sedazione, vertigini.
Raro: confusione, agitazione.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Raro: depressione respiratoria.
Patologie gastrointestinali
Non comune: nausea, vomito, costipazione.
Raro: perdita di appetito, diarrea.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
Un sovradosaggio di destrometorfano può essere associato a nausea, vomito, distonia, agitazione, confusione, sonnolenza, capogiro, nistagmo, cardiotossicità (ritmo cardiaco accelerato, ECG anomalo con prolungamento dell'intervallo QTc), atassia, psicosi tossica con allucinazioni ed eccitabilità.
Un sovradosaggio massiccio può causare i seguenti sintomi: coma, depressione respiratoria, crampi. Alcuni casi di sovradosaggio nei bambini piccoli e negli adolescenti sono stati letali.
Trattamento
Il carbone attivo può essere somministrato a pazienti asintomatici che hanno assunto una dose eccessiva di destrometorfano nell'ultima ora.
Per i pazienti che hanno assunto destrometorfano e sono sotto sedazione o in coma è possibile prendere in considerazione il naloxone alle dosi abituali, come per il trattamento del sovradosaggio da oppioidi. È possibile utilizzare le benzodiazepine contro le convulsioni e il raffreddamento esterno contro l'ipertermia da sindrome serotoninergica.
Proprietà/Effetti
ATC-Code
R05DA09
Meccanismo d'azione
Il destrometorfano è un derivato della morfina. Il destrometorfano e il suo metabolita attivo, il destrorfano, attenuano il riflesso tussigeno aumentando la soglia di eccitazione centrale.
A dosi terapeutiche, il destrometorfano non ha effetti provati sull'attività ciliare.
Farmacodinamica
Destrometorfano e destrorfano si legano a livello del sistema nervoso centrale, compresi i recettori sigma e PCP2 (ricaptazione della dopamina). Inoltre, il destrorfano è un antagonista dell'N-metil-D-aspartato.
Destrometorfano e destrorfano possono accumularsi a livello del sistema nervoso centrale, in particolare nei soggetti con deficit di CYP2D6, durante un trattamento continuo per diversi giorni o qualora somministrati a dosi superiori rispetto a quelle raccomandate. La durata dell'effetto dipende pertanto dal dosaggio e dalla durata del trattamento (vedere il capitolo «Farmacocinetica»).
Il fenomeno dell'accumulo centrale può portare a un eccessivo rafforzamento degli effetti indesiderati durante un trattamento prolungato.
Efficacia clinica
Vedere il capitolo «Meccanismo d'azione».
Farmacocinetica
Assorbimento
Dopo somministrazione orale, il destrometorfano viene assorbito rapidamente e quasi completamente.
Dopo somministrazione di una capsula di Pulmofor retard ogni 12 ore a metabolizzatori lenti, le concentrazioni plasmatiche di destrometorfano vengono mantenute al plateau e l'impregnazione medicamentosa rimane costante durante il trattamento senza fluttuazioni nelle concentrazioni plasmatiche.
Distribuzione
Non sono disponibili dati quantitativi sulla distribuzione di destrometorfano e destrorfano, ma è noto che entrambe le sostanze vengono assorbite a livello del sistema nervoso centrale. Ad oggi non è stato dimostrato alcun legame con le proteine plasmatiche. Il destrometorfano e i suoi metaboliti passano in piccole quantità nel latte materno, ma non è noto se attraversino la barriera placentare.
Metabolismo
Il destrometorfano è soggetto a un primo passaggio epatico rilevante. Il destrometorfano viene metabolizzato dall'isoenzima CYP2D6 del citocromo P450 e il metabolismo è saturabile. I principali metaboliti derivanti dalla O-demetilazione e dalla N-demetilazione sono il destrorfano, il suo glucuronide inattivo e il suo estere solfato. Altri metaboliti sono i metossimetorfani e gli idrossimetorfani.
Eliminazione
Il destrometorfano e i suoi metaboliti vengono escreti principalmente attraverso le urine. L'emivita di eliminazione del destrometorfano e, quindi, del destrorfano dipende dalla dose assorbita e dal fenotipo CYP2D6 del soggetto (vedere di seguito). Queste emivite inoltre aumentano con la durata del trattamento. Di conseguenza, l'emivita di eliminazione del destrometorfano varia notevolmente: in uno studio condotto con destrometorfano non ritardato in metabolizzatori rapidi senza blocco metabolico non era misurabile, mentre in altri studi era di 40 ore e oltre.
L'emivita di eliminazione del destrorfano varia tra 2,5 e 3,5 ore.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Il metabolismo e l'eliminazione del destrometorfano sono significativamente ritardati nei soggetti con deficit di CYP2D6. A causa del polimorfismo genetico, dal 10 al 15% della popolazione fa parte dei cosiddetti metabolizzatori lenti (tipo debrisochina).
È prevedibile anche un'eliminazione ritardata nei pazienti con insufficienza epatica o renale.
Dati preclinici
Studi di tossicità cronica e subcronica su cani e ratti non hanno prodotto alcuna evidenza di effetti tossici del destrometorfano. Per quanto riguarda il destrometorfano bromidrato, il suo effetto mutageno non è stato sufficientemente studiato e non sono stati effettuati studi a lungo termine sul suo potenziale cancerogeno.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Precauzioni particolari per la conservazione
Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C) e tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
49926 (Swissmedic).
Confezioni
Pulmofor retard caps 10. (B)
Titolare dell’omologazione
VERFORA SA, 1752 Villars-sur-Glâne.
Stato dell'informazione
Novembre 2021.
