Informazione professionale - Prostin E2
Composizione
Principi attivi
Dinoprostonum.
Sostanze ausiliarie
Maydis amylum, silica colloidalis anhydrica, lactosum monohydricum, cellulosum microcristallinum, magnesii stearas.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Compresse vaginali.
1 compressa vaginale contiene 3 mg di dinoprostone.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Induzione del parto a termine o prossimo al termine, a condizione che non vi siano controindicazioni per la madre o per il bambino.
Posologia/Impiego
Il dosaggio dipende dalla risposta della paziente e deve essere mantenuto quanto più basso possibile in caso di risposta sufficiente dell'utero e contemporanea progressiva dilatazione della cervice. Il trattamento è particolarmente efficace se la cervice è matura.
La somministrazione continua di Prostin E2 per più di due giorni non è consigliata.
Si inizia inserendo una compressa vaginale (3 mg di dinoprostone) in profondità nel fornice vaginale posteriore. Se non insorgono contrazioni, è possibile somministrare una seconda dose dopo 6-8 ore. La dose massima è di 2 compresse vaginali (6 mg di dinoprostone) in 24 ore.
Istruzioni posologiche speciali
Bambine e adolescenti
L'uso e la sicurezza di Prostin E2 compresse vaginali non sono stati finora studiati nelle bambine e nelle adolescenti di età inferiore a 18 anni.
Controindicazioni
La somministrazione di Prostin E2 è controindicata in caso di ipersensibilità nota alle prostaglandine o a uno qualsiasi degli ingredienti di Prostin E2.
Il preparato è controindicato in donne con infiammazioni pelviche acute, in presenza di malattie cardiache, polmonari, renali o epatiche in atto e in donne che in generale presentano una controindicazione agli ossitocici.
Il parto non deve essere indotto anche nelle seguenti situazioni:
- nelle multipare (più di tre parti a termine),
- in caso di gravidanza multipla,
- nel caso in cui la testa del bambino non sia ancora discesa nella piccola pelvi,
- in caso di sproporzione cefalo-pelvica,
- in caso di anamnesi di parto difficile e/o traumatico,
- in caso di precedenti interventi chirurgici all'utero, come ad es. taglio cesareo o isterotomia,
- se i toni cardiaci del bambino indicano una sofferenza fetale,
- in situazioni di emergenza, se il parto chirurgico è preferibile per il bambino o per la madre,
- in caso di presentazione anomala del feto (presentazione non cefalica),
- in presenza di perdite vaginali di origine non chiara e/o di emorragie uterine non chiarite durante l'attuale gravidanza,
- in caso di placenta previa,
- in caso di precedenti interventi chirurgici o rotture a carico della cervice.
Avvertenze e misure precauzionali
Prostin E2 deve essere utilizzato solo in cliniche dotate di reparti di ostetricia debitamente attrezzati e unità di terapia intensiva sotto l'adeguata supervisione di uno specialista.
Prima di somministrare Prostin E2, occorre determinare lo stato di salute completo.
Il rapporto testa-pelvi deve essere attentamente valutato prima dell'induzione del parto.
Prima e durante l'uso devono essere attentamente e continuamente monitorati l'attività uterina, la condizione del feto con monitoraggio dei toni cardiaci nonché la dilatazione e l'ammorbidimento del collo dell'utero per individuare eventuali segni di reazioni avverse, come ad es. ipertono, contrattilità uterina persistente o asfissia fetale. Prostin E2 deve essere utilizzato con cautela in donne con anamnesi di funzionalità cardiaca, circolatoria, epatica o renale compromesse e con asma o anamnesi di asma, glaucoma o ipertensione oculare, diabete mellito, ipo- e ipertensione, anemia, itterizia o epilessia. Si raccomanda cautela anche in caso di donne con cervicite, lesioni endocervicali infette, vaginite acuta. Eventuali infezioni della piccola pelvi devono essere adeguatamente trattate prima dell'induzione del parto.
Nell'interesse del feto e della madre, le donne che presentano ipertono uterino o ipercontrazioni o in cui si registra un tracciato cardiaco fetale allarmante devono essere trattate e monitorate continuamente.
Prostin E2 deve essere utilizzato con cautela dopo la rottura delle membrane.
Come per tutti gli ossitocici, sussiste un rischio di rottura dell'utero in caso di attività uterina intensa e persistente o di dolore uterino insolito.
La risposta all'ossitocina può essere maggiore a seguito di un trattamento con prostaglandine (cfr. «Interazioni»).
È stato riscontrato che le donne di età pari o superiore a 35 anni (in singoli casi anche più giovani), le donne con complicazioni durante la gravidanza e le donne con un'età gestazionale superiore alle 40 settimane presentano un rischio aumentato di coagulazione intravasale disseminata (DIG) nel post partum. I suddetti fattori possono aumentare ulteriormente il rischio associato all'induzione del travaglio (cfr. «Effetti indesiderati»). In queste donne, Prostin E2 deve essere utilizzato con cautela. Il medico curante deve prestare particolare attenzione ai segni di un'eventuale DIG (ad es. fibrinolisi).
Interazioni
Le prostaglandine possono potenziare l'effetto di altri ossitocici; pertanto, la somministrazione concomitante non è consigliata. In caso di somministrazione sequenziale di ossitocina dopo la somministrazione di Prostin E2 si raccomanda un intervallo di 6-12 ore.
I FANS riducono la sintesi endogena di prostaglandine. Prima di utilizzare Prostin E2 va considerata la loro interruzione.
Gravidanza, allattamento
Gli studi sugli animali indicano una possibile teratogenicità di alcune prostaglandine. La prostaglandina E2 ha causato anomalie scheletriche nei ratti e nei conigli. Tuttavia, non si prevedono effetti se Prostin E2 viene utilizzato per l'induzione del parto secondo le indicazioni, in quanto l'uso avviene ad organogenesi conclusa.
Non sono disponibili informazioni circa l'escrezione di dinoprostone nel latte materno.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non ci sono dati disponibili.
Effetti indesiderati
L'insorgenza e la gravità degli effetti indesiderati del dinoprostone sono dose-dipendenti.
Indicazioni della frequenza
«Molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «raro» (≥1/10'000, <1/1000), «molto raro» (<1/10'000).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Raro: coagulazione intravasale disseminata.
Patologie del sistema immunitario
Molto raro: reazioni di ipersensibilità come shock anafilattico, broncospasmo, orticaria, vampate di calore.
Patologie vascolari
Molto raro: ipertensione, embolia polmonare/di liquido amniotico.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Molto raro: asma.
Patologie gastrointestinali
Comune: vomito, diarrea, nausea.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Comune: contrazioni uterine anormali (aumento della frequenza, della durata e del tono), sensazione di calore nella vagina.
Molto raro: rottura dell'utero, rapida dilatazione della cervice, abruptio placentae.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: febbre, dolore dorsale.
Effetti collaterali fetali
Molto comune: sofferenza fetale, frequenza cardiaca fetale alterata.
Molto raro: parto prematuro/di feto morto, acidosi fetale, morte neonatale.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Un sovradosaggio relativo può causare ipertono uterino o contrazioni uterine troppo intense e troppo frequenti. In caso di reazione eccessiva della muscolatura uterina, il medicamento residuo deve essere rimosso dal tratto vaginale e/o l'ulteriore somministrazione deve essere interrotta. La donna deve essere posizionata sul fianco e deve essere garantito l'apporto di ossigeno. Le contrazioni uterine eccessive possono essere interrotte con la somministrazione endovenosa di beta-simpaticomimetici con proprietà tocolitiche (ad es. fenoterolo). In caso di mancata risposta a un trattamento di questo tipo, è indicato il parto immediato.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
G02AD02.
Meccanismo d'azione
Il principio attivo di Prostin E2 è il dinoprostone, equivalente della prostaglandina E2 fisiologica.
Farmacodinamica
Dopo somministrazione vaginale, Prostin E2 induce contrazioni uterine ritmiche che, protratte per un periodo di tempo sufficiente, portano all'espulsione del feto. Inoltre, Prostin E2 ha un effetto positivo sulla maturazione della cervice (accorciamento, ammorbidimento, dilatazione del tessuto connettivo cervicale). La sensibilità dell'utero alle prostaglandine aumenta notevolmente verso la fine della gravidanza. Probabilmente a seguito della stimolazione della muscolatura liscia anche nel tratto gastrointestinale possono subentrare vomito e/o diarrea. Dosi elevate di dinoprostone possono ridurre la pressione arteriosa, probabilmente a causa dell'effetto sulla muscolatura liscia del sistema vascolare. A dosaggi elevati può verificarsi un aumento temporaneo della temperatura corporea.
Efficacia clinica
Nessuna indicazione.
Farmacocinetica
Assorbimento
Dopo somministrazione vaginale, la maggior parte del principio attivo si diffonde nel sangue materno. Una piccola parte è assorbita direttamente dal collo dell'utero o dai vasi linfatici o sanguigni locali. Il dinoprostone è assorbito più rapidamente da un gel che da una compressa vaginale.
Distribuzione
Il dinoprostone si lega per il 73% all'albumina sierica ed è rapidamente distribuito nei tessuti.
Metabolismo
Il dinoprostone è metabolizzato nei polmoni, nei reni, nel fegato e nella milza. In un passaggio polmonare viene metabolizzato per il 90%. Il metabolismo del dinoprostone passa per varie fasi enzimatiche. Il metabolita principale, l'acido 11-alfa-idrossi-9,15-dioxoprost -5-en è responsabile del 50% dell'attività terapeutica del dinoprostone. Nel sangue e nelle urine dell'uomo sono stati rilevati almeno 9 metaboliti.
Eliminazione
Il dinoprostone somministrato per via endovenosa viene eliminato dal sangue con un'emivita inferiore a un minuto; l'emivita del metabolita principale è di ca. 8 minuti. Il dinoprostone viene eliminato principalmente nelle urine sotto forma di acidi dicarbossilici o lattoni.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Non sono disponibili dati sulla farmacocinetica in donne con insufficienza epatica o renale.
Dati preclinici
Gli studi sugli animali hanno dimostrato che la somministrazione prolungata di dosi elevate di prostaglandine del gruppo E ed F può portare a proliferazioni ossee. Tuttavia, non vi sono elementi per sostenere che un uso a breve termine di Prostin E2 provochi alterazioni ossee nei neonati.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Precauzioni particolari per la conservazione
Conservare in frigorifero (2-8 °C) e tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
46346 (Swissmedic).
Confezioni
Prostin E2 3 mg compresse vaginali: 4. [A]
Titolare dell’omologazione
Pfizer AG, Zürich.
Stato dell'informazione
Novembre 2020.
LLD V004
