Informazione professionale - Proleukin
Composizione
Principi attivi
Aldesleukinum* (Interleukinum-2 humanum [desalanyl-1, serinum-125] ADN).
Sostanze ausiliarie
Mannitolum, Natrii laurylsulfas, Natrii dihydrogenophosphas dihydricus, dinatrii phosphas dihydricus (corresp. 0,40 mg sodium).
* Aldesleuchina è prodotta mediante tecnologia del DNA ricombinante usando un ceppo di Escherichia coli contenente una modifica del gene dell’interleuchina 2 (IL-2) umano ottenuta con tecniche di ingegneria genetica.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Polvere per concentrato per soluzione per infusione.
1 flaconcino contiene 18 milioni di UI di aldesleuchina.
Indicazioni/possibilità d’impiego
Carcinoma renale metastatico in pazienti sottoposti a nefrectomia.
Posologia/impiego
Proleukin va somministrato per 5 giorni mediante infusione continua di 24 ore a dosi di 18 × 106 UI per m² di superficie corporea al giorno. Dopo una pausa senza terapia di 2–6 giorni, Proleukin viene nuovamente somministrato per 5 giorni ogni 24 ore con la stessa posologia mediante infusione e.v. continua. Segue una pausa senza terapia di 3 settimane. Questa procedura costituisce un ciclo di induzione completo, da ripetere una volta.
Al fine di garantire la tracciabilità dei medicamenti di produzione biotecnologica, il nome commerciale e il numero di lotto del prodotto somministrato devono essere documentati a ogni trattamento.
Terapia di mantenimento
Possono essere effettuati fino a quattro cicli di mantenimento (18 x 106 UI/m2 in infusione continua per 5 giorni) a intervalli di quattro settimane nei pazienti che ottengono una remissione o una stabilizzazione della malattia.
Adeguamento della dose a causa di effetti indesiderati/interazioni
In caso di effetti indesiderati intollerabili, la dose raccomandata deve essere ridotta oppure la terapia deve essere interrotta fino a quando la tossicità è regredita a un livello accettabile. Non è noto in quale misura la riduzione della dose influenzi le percentuali di risposta e la sopravvivenza media.
Esempio
Paziente con peso corporeo di 70 kg, altezza 1,80 m, pari a 1,88 m² di superficie corporea.
Dose massima nelle 24 ore
18 × 106 UI × 1,88 = 33,84 × 106 UI.
Dose massima per ciclo
33,84 × 106 UI × 2 × 5 giorni = 338,4 × 106 UI.
Poiché possono rendersi necessarie misure di terapia intensiva, si raccomanda di trattare i pazienti nei reparti di oncologia di ospedali attrezzati per la terapia intensiva e il monitoraggio.
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Non sono stati condotti studi in pazienti con compromissione della funzionalità epatica. La somministrazione di Proleukin porta a un aumento reversibile delle transaminasi epatiche, della bilirubina, dell’urea e della creatinina nel siero. I pazienti con preesistente compromissione della funzionalità renale o epatica devono essere sottoposti a stretto monitoraggio.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Non sono stati condotti studi in pazienti con compromissione della funzionalità renale. I pazienti con preesistente compromissione della funzionalità renale devono essere sottoposti a stretto monitoraggio. La somministrazione di Proleukin può modificare il metabolismo o l’eliminazione renale dei medicamenti somministrati in concomitanza.
Pazienti anziani
Il trattamento dei pazienti anziani deve tener conto, in particolare, della funzionalità renale ed epatica.
Bambini e adolescenti
L’efficacia e la sicurezza di Proleukin nei bambini e negli adolescenti non sono note.
Controindicazioni
- Ipersensibilità nota al principio attivo interleuchina 2 umana ricombinante o ad una delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.
- Compromissione delle condizioni generali (ECOG >1 o indice di Karnofsky ≤80%).
- Presenza di metastasi in più organi.
- Intervallo inferiore a 24 mesi tra la diagnosi iniziale e l’inizio della terapia con Proleukin.
- Le percentuali di risposta e la sopravvivenza sono ridotte in caso di presenza contemporanea dei seguenti fattori di rischio: compromissione delle condizioni generali, presenza di metastasi in più organi e intervallo <24 mesi tra la diagnosi iniziale e l’inizio della terapia con Proleukin.
- Grave cardiopatia preesistente. In caso di dubbio va effettuato un test da sforzo.
- Infezione acuta grave che richiede il trattamento con antibiotici.
- pO2 arteriosa <60 mmHg a riposo.
- Grave malattia d’organo preesistente.
- Metastasi nel sistema nervoso centrale (SNC) eventualmente associate a disturbi convulsivi, ad eccezione dei pazienti con metastasi del SNC trattate con successo, TAC negativa e referto neurologico normale.
Inoltre, si raccomanda di escludere i seguenti pazienti dal trattamento con Proleukin:
- Leucociti <4’000/mm³, trombociti <100’000/mm³ o ematocrito <30%.
- Bilirubina o creatinina sieriche al di fuori dei valori di riferimento.
- Pregresso allotrapianto d’organo.
- Pazienti che richiedono probabilmente un trattamento con corticosteroidi.
- Preesistente malattia autoimmune.
Avvertenze e misure precauzionali
Proleukin deve essere somministrato solo sotto il controllo di un medico esperto nel trattamento delle malattie tumorali e in grado di effettuare le analisi ematologiche ed ematochimiche necessarie e il monitoraggio clinico (tra cui ECG, eventualmente ECG sotto sforzo, radiografia del torace, emogasanalisi arteriosa, pressione arteriosa, polso, stato mentale, escrezione urinaria). Un trattamento adeguato richiede strutture adeguate (anche di terapia intensiva) dotate delle attrezzature necessarie per la ventilazione assistita.
Nei pazienti con malattie cardiovascolari e polmonari preesistenti, compromissione dello stato di coscienza o ridotta funzionalità epatica o renale si richiedono la massima cautela e un attento monitoraggio.
Si raccomanda uno stress test al tallio per documentare l’assenza di ipocinesia cardiaca. Prima dell’inizio della terapia va dimostrata la presenza di un’adeguata funzionalità polmonare (FEV1 >2 litri o 75% del valore di riferimento per l’altezza e l’età).
«Sindrome da aumentata permeabilità capillare»: sono stati segnalati casi di grave «sindrome da aumentata permeabilità capillare» con esito fatale. La «sindrome da aumentata permeabilità capillare» si manifesta in genere entro poche ore dall’inizio del trattamento. È necessario uno stretto monitoraggio della funzione circolatoria e respiratoria. In presenza di «sindrome da aumentata permeabilità capillare», il trattamento con Proleukin deve essere interrotto.
Eventuali versamenti pleurici o pericardici devono essere trattati prima dell’inizio della terapia con Proleukin.
Malattie autoimmuni: Proleukin può esacerbare eventuali malattie autoimmuni preesistenti e causare complicanze potenzialmente fatali. In seguito al trattamento con Proleukin sono stati segnalati casi di riattivazione di una malattia di Crohn quiescente.
Poiché non tutti i pazienti che sviluppano fenomeni autoimmuni associati all’interleuchina 2 hanno un’anamnesi di malattia autoimmune, si raccomandano cautela e uno stretto monitoraggio per rilevare l’eventuale presenza di malattie tiroidee o di altre potenziali malattie autoimmuni.
Sistema nervoso centrale: la somministrazione di Proleukin deve essere sospesa nei pazienti che sviluppano letargia o sonnolenza grave; la somministrazione continuata può portare al coma.
Proleukin può esacerbare i sintomi della malattia nei pazienti con metastasi del SNC clinicamente non evidenti o non trattate. Tutti i pazienti devono ricevere una valutazione e un trattamento adeguati per le metastasi del SNC prima della terapia con Proleukin.
Durante il trattamento con Proleukin, i pazienti possono manifestare alterazioni dello stato mentale comprendenti irritabilità, confusione o depressione. Pur essendo generalmente reversibili dopo l’interruzione del trattamento, queste alterazioni dello stato mentale possono persistere per diversi giorni. Proleukin può modificare la risposta del paziente agli psicofarmaci (cfr. «Interazioni»).
Infezioni: è stato segnalato un aumento della frequenza e/o della gravità delle infezioni locali nella sede del catetere. I pazienti con catetere venoso centrale devono essere sottoposti a profilassi antibiotica. Ad eccezione di diversi casi di infezione delle vie urinarie dovuti ad Escherichia coli, i patogeni prevalentemente responsabili erano Staphylococcus aureus o Staphylococcus epidermidis.
Le infezioni batteriche preesistenti devono essere trattate prima di iniziare la terapia con Proleukin.
Disturbi del metabolismo del glucosio: esiste la possibilità di disturbi del metabolismo del glucosio. La glicemia deve essere monitorata e deve essere posta particolare attenzione ai pazienti con diabete preesistente.
I pazienti anziani possono essere più sensibili agli effetti indesiderati di Proleukin.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose giornaliera, cioè è essenzialmente “senza sodio”.
Interazioni
Proleukin può avere effetti sul sistema nervoso centrale. Pertanto, possono verificarsi interazioni in caso di somministrazione concomitante di medicamenti con effetti sul sistema nervoso centrale. Proleukin può modificare la risposta del paziente agli psicofarmaci; pertanto, i pazienti devono essere monitorati.
La somministrazione contemporanea di medicamenti con effetti epatotossici, nefrotossici, mielotossici o cardiotossici può aumentare la tossicità di Proleukin in questi organi. Questo medicamento deve essere utilizzato con cautela e gli organi interessati devono essere attentamente osservati e controllati.
Le forme gravi di rabdomiolisi e danno miocardico, inclusi infarto miocardico, miocardite e ipocinesia ventricolare, sembrano essere più frequenti nei pazienti in trattamento contemporaneo con Proleukin S (per via endovenosa) e interferone alfa.
Inoltre, in seguito all’uso contemporaneo di Proleukin S e interferone alfa, sono state osservate esacerbazione o presentazione di patologie autoimmuni e infiammatorie, tra cui glomerulonefrite a semiluna da immunoglobulina A (IgA), miastenia grave oculo-bulbare, artrite infiammatoria, tiroidite, pemfigoide bolloso e sindrome di Stevens-Johnson.
La somministrazione contemporanea di glucocorticoidi può ridurre l’efficacia di Proleukin. Tuttavia, i pazienti con sintomatologia potenzialmente fatale possono essere trattati con desametasone fino a quando la tossicità sia regredita a un livello accettabile.
Gli antipertensivi, come i betabloccanti, possono potenziare la riduzione della pressione arteriosa indotta da Proleukin.
L'uso di mezzi di contrasto dopo la somministrazione di Proleukin può determinare una ricomparsa della tossicità di Proleukin. La maggior parte degli eventi è stata segnalata entro 2 settimane dall'ultima dose di Proleukin, ma alcuni si sono manifestati anche dopo mesi.
In caso di chemioterapia concomitante con cisplatino, vinblastina e dacarbazina sono stati segnalati casi di sindrome da lisi tumorale con esito fatale. Pertanto, l’uso concomitante di questi medicamenti non è raccomandato.
In pazienti sottoposti a trattamento concomitante con alte dosi di Proleukin in sequenza e agenti antineoplastici, in particolare dacarbazina, cisplatino, tamoxifene e interferone alfa, sono state segnalate reazioni di ipersensibilità. Queste reazioni comprendevano eritema, prurito e ipotensione e si sono verificate entro poche ore dalla chemioterapia. In alcuni pazienti, questi sintomi hanno richiesto un trattamento medico.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Non sono disponibili studi sugli animali o studi clinici controllati sull’uso del prodotto durante la gravidanza. Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto.
Allattamento
Non è noto se l’aldesleuchina passi nel latte materno o abbia effetti sulla lattazione.
Proleukin non deve essere somministrato durante la gravidanza e l’allattamento o a pazienti in età fertile di entrambi i sessi, a meno che non sia garantita una contraccezione efficace.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine
Durante il trattamento con Proleukin possono manifestarsi allucinazioni, sonnolenza, sincope e convulsioni che possono compromettere la capacità del paziente di guidare veicoli e utilizzare macchine.
I pazienti non devono guidare veicoli o utilizzare macchine fino alla scomparsa degli effetti indesiderati.
Effetti indesiderati
La gravità degli effetti indesiderati dipende dallo schema terapeutico e dalla dose somministrata di Proleukin. Benché gli effetti indesiderati possano essere gravi o potenzialmente fatali, sono in genere controllabili e nella maggior parte dei casi sono regrediti completamente entro 1–2 giorni dall’interruzione della terapia con Proleukin. La frequenza dei decessi correlati al trattamento nei 255 pazienti con carcinoma renale metastatico che avevano ricevuto Proleukin in monoterapia è stata del 4% (11/255).
Nella maggior parte dei pazienti si manifestano linfocitopenia ed eosinofilia durante il trattamento, con linfocitosi da rebound entro 24–48 ore dal termine della terapia. Questo effetto può essere associato al meccanismo dell’attività antitumorale di Proleukin. Sono state segnalate forme serie di eosinofilia, con infiltrazione eosinofila dei tessuti cardiaci e polmonari.
La decisione di riprendere la terapia deve tener conto della gravità e del tipo di effetti indesiderati che si sono verificati.
Gli effetti indesiderati riportati in basso sono classificati in base alla frequenza: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1’000, <1/100), «raro» (≥1/10’000, <1/1’000), «molto raro» (<1/10’000), «non nota».
Infezioni ed infestazioni
Comune: infezioni del tratto respiratorio, sepsi.
Patologie del sistema emolinfopoietico
Molto comune: anemia (19%), trombocitopenia (15%).
Comune: leucopenia, coagulopatia, eosinofilia.
Non comune: neutropenia.
Raro: febbre neutropenica.
Non nota: coagulazione intravascolare disseminata, agranulocitosi, anemia aplastica, anemia emolitica.
Disturbi del sistema immunitario
Non comune: reazioni di ipersensibilità.
Non nota: anafilassi.
Patologie endocrine
Molto comune: ipotiroidismo (18%).
Comune: ipertiroidismo.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Molto comune: anoressia (42%).
Comune: acidosi, iperglicemia, ipercalcemia, ipocalcemia, iperpotassiemia, disidratazione.
Non comune: ipoglicemia.
Raro: diabete mellito.
Non nota: iponatriemia, ipofosfatemia.
Disturbi psichiatrici
Molto comune: ansia (11%), confusione (25%), depressione (12%), insonnia (25%).
Comune: irritabilità, agitazione, allucinazioni.
Patologie del sistema nervoso
Molto comune: stordimento (17%), cefalea (28%), parestesie (10%), sonnolenza (15%).
Comune: neuropatia, sincope, disturbi del linguaggio, perdita del gusto, letargia.
Non comune: coma, convulsioni, paralisi, miastenia.
Non nota: emorragia intracranica/cerebrale, leucoencefalopatia (cfr. informazioni aggiuntive in basso).
Patologie dell'occhio
Comune: congiuntivite.
Non comune: disturbi del nervo ottico comprendenti neurite ottica.
Patologie cardiache
Molto comune: tachicardia (24%), aritmia (16%).
Comune: cianosi, modificazioni ECG transitorie, ischemia miocardica, palpitazioni, disturbi cardiovascolari comprendenti insufficienza cardiaca.
Non comune: angina pectoris, miocardite, cardiomiopatia, arresto cardiaco, effusione pericardica.
Raro: ipocinesia ventricolare.
Non nota: tamponamento cardiaco.
Patologie vascolari
Molto comune: ipotensione (62%).
Comune: flebite, ipertensione.
Non comune: trombosi, tromboflebite, emorragia.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Molto comune: dispnea (41%), tosse (16%).
Comune: edema polmonare, emottisi, epistassi, congestione nasale, rinite, ipossia, versamenti pleurici.
Non nota: sindrome da difficoltà respiratoria nell’adulto (ARDS), embolia polmonare.
Patologie gastrointestinali
Molto comune: nausea con o senza vomito (57%), diarrea (59%), stomatite (15%).
Comune: disfagia, dispepsia, stipsi, sanguinamento gastrointestinale (tra cui emorragia rettale), ematemesi, ascite, cheilite, gastrite.
Non comune: pancreatite, ostruzione intestinale, perforazione gastrointestinale comprendente necrosi/gangrena.
Raro: attivazione della malattia di Crohn quiescente.
Patologie epatobiliari
Comune: iperbilirubinemia, aumento delle transaminasi epatiche, aumento della fosfatasi alcalina, aumento della lattato-deidrogenasi, epatomegalia o epatosplenomegalia.
Raro: insufficienza epatica (con esito fatale).
Non nota: colecistite.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Molto comune: eritema e rash cutaneo (57%), prurito (35%), dermatite esfoliativa (12%), sudorazione (15%).
Comune: orticaria, alopecia.
Non nota: edema di Quincke, vitiligine, rash vescicolo-bolloso, sindrome di Stevens-Johnson.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Comune: mialgia, artralgia.
Non comune: miopatia, miosite.
Singoli casi: rabdomiolisi.
Patologie renali e urinarie
Molto comune: oliguria (34%), aumento del livello sierico di urea (8%) e creatinina (23%).
Comune: ematuria, insufficienza renale, anuria.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune: reazioni nella sede di iniezione (38%), incremento ponderale con edema (18%), febbre con o senza brividi (74%), malessere, astenia e stanchezza (10%), dolore (14%).
Comune: mucosite, calo ponderale.
Non comune: ipotermia.
Raro: necrosi nella sede di iniezione, dolore nella sede di iniezione.
Non nota: malattia simil-influenzale.
Descrizione di specifici effetti indesiderati e informazioni supplementari
Leucoencefalopatia
In letteratura sono stati riportati casi rari di leucoencefalopatia associati all’interleuchina 2, in genere in pazienti trattati per un’indicazione non omologata. Il ruolo dell’interleuchina 2 in merito a questo evento non è noto. Tuttavia, le infezioni opportunistiche, la somministrazione concomitante di interferone e cicli multipli di chemioterapia costituiscono altri fattori che possono predisporre la popolazione trattata a questo evento.
Immunogenicità
Nel 70% dei pazienti sono stati osservati bassi titoli di anticorpi anti-aldesleuchina non neutralizzanti. In 1 paziente su 106 sono stati riscontrati anticorpi neutralizzanti. La rilevanza clinica degli anticorpi anti-aldesleuchina non è nota. Gli anticorpi non riducono l’esposizione all’aldesleuchina.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
La gravità degli effetti indesiderati dipende dallo schema terapeutico e dalla dose somministrata di Proleukin; tali effetti regrediscono in genere dopo l’interruzione della terapia. In caso di effetti indesiderati gravi, è necessario ridurre la dose di Proleukin o interrompere la terapia.
Trattamento
Gli effetti indesiderati gravi e persistenti devono essere trattati con una terapia sintomatica. Gli effetti indesiderati potenzialmente fatali possono migliorare con la somministrazione endovenosa di desametasone, che però può anche portare alla perdita degli effetti terapeutici di Proleukin.
Proprietà/effetti
Codice ATC
L03AC01
Meccanismo d’azione
L’aldesleuchina è prodotta mediante tecnologia del DNA ricombinante usando un ceppo di E. coli contenente una modifica del gene dell’interleuchina 2 (IL-2) umano ottenuta con tecniche di ingegneria genetica. L’IL-2 ricombinante modificata si distingue dall’IL-2 naturale per le seguenti caratteristiche:
- a) La molecola non è glicosilata.
- b) La molecola non possiede un’alanina N-terminale.
- c) In posizione 125 della sequenza aminoacidica, la cisteina è sostituita dalla serina
Le due modifiche della sequenza aminoacidica conferiscono maggiore omogeneità all’IL-2. L‘aldesleuchina ha un peso molecolare di circa 15’600 dalton.
Le attività biologiche dell’aldesleuchina e dell’IL-2 umana nativa, una linfochina naturale, sono paragonabili: entrambe regolano la risposta immunitaria.
Proleukin possiede un effetto immunoregolatore. La somministrazione in vivo di Proleukin ha molteplici effetti immunologici dose-dipendenti negli animali e negli esseri umani. In modelli tumorali murini, l’aldesleuchina è in grado di inibire la crescita tumorale. Il meccanismo mediante il quale l’immunostimolazione mediata dall'aldesleuchina determina l'attività antitumorale non è ancora noto.
Farmacodinamica
Non applicabile
Efficacia clinica
In due studi clinici, 193 pazienti con carcinoma renale metastatico sono stati trattati con un’infusione endovenosa continua di Proleukin in monoterapia. I risultati raggruppati dei pazienti valutabili ai fini dell'efficacia hanno evidenziato una risposta oggettiva in 28 pazienti su 193 (15%); 7 (4%) presentavano una risposta totale e 21 (11%) una risposta parziale. Una risposta alla terapia è stata osservata sia nei tumori polmonari, sia in tumori di altri organi, tra cui fegato, osso, cute, linfonodi, loggia renale e tessuti molli.
Farmacocinetica
Assorbimento
Il profilo farmacocinetico di Proleukin dopo infusione endovenosa breve è caratterizzato da concentrazioni plasmatiche elevate seguite da una rapida distribuzione nello spazio extravascolare. Dopo somministrazione sottocutanea, i livelli sierici massimi sono raggiunti 2–6 h dopo l’iniezione.
Distribuzione
Non applicabile
Metabolismo
La clearance sierica dell’aldesleuchina dopo una singola iniezione endovenosa presenta una curva biesponenziale e l’emivita terminale è di 100–123 minuti.
Eliminazione
L’eliminazione sembra essere prevalentemente renale.
La clearance media di Proleukin nei pazienti oncologici è compresa tra 155 e 420 ml/min. I livelli sierici sono proporzionali alla dose di Proleukin.
Dati preclinici
Tossicità per somministrazione ripetuta
La somministrazione endovenosa o sottocutanea ripetuta di aldesleuchina negli animali ha portato a effetti farmacologici dose-dipendenti quali linfocitosi, eosinofilia, anemia, emopoiesi extramidollare, epatosplenomegalia e iperplasia linfoide, tutti completamente o parzialmente reversibili.
Genotossicità
Non sono disponibili studi. Il potenziale mutageno è considerato basso, date le similitudini nella struttura e nella funzione tra l’aldesleuchina e l’IL-2 endogena.
Cancerogenicità
Il potenziale cancerogeno è considerato basso, date le similitudini nella struttura e nella funzione tra l’aldesleuchina e l’IL-2 endogena.
Tossicità per la riproduzione
L’aldesleuchina non è stata valutata in merito agli effetti sulla fertilità, sullo sviluppo embrionale precoce e sullo sviluppo prenatale e postnatale. In uno studio sul ratto è stato osservato un aumento della letalità embrionale. Nel ratto non è stata osservata teratogenicità.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Procedure di ricostituzione e diluizione diverse da quelle raccomandate possono determinare un’attività biologica incompleta e/o la formazione di una proteina biologicamente inattiva. Evitare l’uso di acqua batteriostatica per preparazioni iniettabili o di soluzione di cloruro di sodio allo 0,9%, a causa dell'aumentata formazione di aggregati.
Alla soluzione per infusione pronta all’uso non devono essere aggiunti e somministrati contemporaneamente altri medicamenti. Si raccomanda di non utilizzare dispositivi contenenti filtri per la somministrazione di Proleukin, poiché i dosaggi biologici hanno dimostrato una significativa perdita di aldesleuchina a seguito della filtrazione.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo apertura
Dopo ricostituzione e diluizione del medicamento conformemente alle istruzioni, la stabilità chimico-fisica è stata dimostrata fino a 48 ore per la conservazione in frigorifero e a temperatura ambiente (da 2 °C a 30 °C).
Per ragioni microbiologiche, il preparato pronto all’uso deve essere utilizzato immediatamente. Qualora ciò non sia possibile, i tempi e le condizioni di conservazione prima dell’uso sono di responsabilità dell’utilizzatore e generalmente non devono superare le 24 ore a una temperatura di 2 - 8°C, a meno che la diluizione/ricostituzione non sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e validate.
La soluzione diluita deve essere utilizzata entro 48 ore dalla ricostituzione, compreso il tempo di infusione.
Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento
Conservare in frigorifero (2-8°C).
Non congelare.
Conservare il contenitore nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Il prodotto ricostituito e la soluzione diluita possono essere conservati a temperatura ambiente o in frigorifero.
Indicazioni per la manipolazione
Preparazione della soluzione pronta all’uso e diluizione
Il flaconcino contiene un 20% di prodotto in eccesso. La sostanza secca va sciolta in 1,2 ml di acqua per preparazioni iniettabili. Il contenuto del flaconcino è sottovuoto; pertanto, l’acqua per preparazioni iniettabili deve essere diretta cautamente verso la parete del flaconcino, per evitare la formazione di schiuma. Ruotare delicatamente fino al completo scioglimento di Proleukin. Non agitare.
Prelevare 1,0 ml (equivalente a 18 × 106 UI di aldesleuchina) da questa soluzione pronta all’uso. Diluire la dose giornaliera di aldesleuchina ricostituita, secondo necessità, in un massimo di 500 ml di soluzione per infusione di glucosio al 5% contenente 0,1% di albumina umana e somministrare mediante infusione nell’arco di 24 ore.
Istruzioni per la preparazione
Prima dell’aggiunta dell’aldesleuchina ricostituita, aggiungere l’albumina umana alla soluzione di glucosio e miscelare. L’albumina umana serve a evitare la perdita di attività biologica.
Proleukin non contiene conservanti; pertanto, la soluzione per infusione deve essere preparata in condizioni di asepsi.
Numero dell’omologazione
50581 (Swissmedic).
Confezioni
1 flaconcino. [A]
Titolare dell’omologazione
Curatis AG, 4410 Liestal
Stato dell’informazione
Novembre 2021
