Informazione professionale - Proglicem Capsule
Composizione
Principi attivi
Diazoxidum
Sostanze ausiliarie
Contenuto della capsula: lattosio monoidrato (194,45 mg), magnesio stearato
Involucro della capsula: gelatina
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
1 capsula rigida contiene 25 mg di diazossido.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Tumori endocrini attivi (adenoma/carcinoma delle cellule insulari o tumori maligni extraepatici) con ipoglicemia. Un trattamento a lungo termine è indicato in caso di mancata risposta al trattamento chirurgico.
Sensibilità alla leucina con ipoglicemia.
Ipertensione maligna refrattaria alla terapia in presenza di insufficienza renale.
Posologia/Impiego
Le capsule devono essere assunte con un po' di liquido, senza masticarle.
Tumori endocrini attivi con ipoglicemia, sensibilità alla leucina con ipoglicemia
La posologia di Proglicem deve essere adeguata individualmente, a seconda della gravità dell'ipoglicemia e della risposta clinica del paziente. La dose iniziale raccomandata è di 3 mg/kg/die somministrata in 3 dosi uguali ogni 8 ore circa, e può essere aumentata in base alla risposta. La dose giornaliera è compresa tra 3 e 8 mg/kg. È necessario monitorare strettamente la risposta clinica e la glicemia fino a quando le condizioni del paziente non si saranno stabilizzate. Nella maggior parte dei casi, ciò avviene nel giro di qualche giorno. Se dopo 2-3 settimane non si nota alcun effetto, la somministrazione di Proglicem va interrotta.
Ipertensione maligna refrattaria alla terapia
Il trattamento con Proglicem viene avviato con una dose da 100 mg 2-3 volte al giorno, quindi la dose viene adeguata a livello individuale in funzione della risposta o della tollerabilità.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Poiché l'emivita plasmatica del diazossido è prolungata nei pazienti con disturbi della funzionalità renale, la posologia deve essere ridotta nei tumori endocrini attivi con ipoglicemia e i valori degli elettroliti sierici devono essere valutati periodicamente.
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Non sono disponibili dati sul trattamento di pazienti con disturbi della funzionalità epatica.
Pazienti anziani
Non sono disponibili dati sul trattamento di pazienti anziani.
Bambini e adolescenti
Per il trattamento di tumori endocrini attivi con ipoglicemia e sensibilità alla leucina con ipoglicemia in bambini di età superiore a 2 anni e adolescenti, seguire le indicazioni posologiche sopra riportate. Non sono disponibili dati sul trattamento dell'ipertensione maligna refrattaria alla terapia.
L'esperienza nei bambini di età <2 anni è limitata.
Controindicazioni
Ipersensibilità al diazossido o altri tiazidici.
Feocromocitoma, diabete mellito.
Avvertenze e misure precauzionali
In caso di trattamento a lungo termine, è necessario analizzare periodicamente le urine del paziente alla ricerca di zuccheri e chetoni, nonché controllare la glicemia, soprattutto in situazioni di stress, poiché possono insorgere chetoacidosi o coma iperosmolare.
L'effetto iperglicemico del diazossido aumenta in presenza di ipokaliemia.
In alcuni pazienti in trattamento a lungo termine con Proglicem, è stata riferita l'insorgenza di iperglicemia, chetoacidosi e coma iperosmolare non chetonico. Queste manifestazioni in genere rispondono a terapia convenzionale, compresa la somministrazione di insulina e l'attuazione di misure adeguate per ripristinare l'equilibrio idro-elettrolitico.
La proprietà antidiuretica del diazossido può comportare una significativa ritenzione di sodio e di liquidi che può causare insufficienza cardiaca acuta in pazienti con funzionalità cardiaca ridotta. Questa condizione può essere risolta con una terapia convenzionale a base di diuretici.
Il livello di acido urico sierico deve essere controllato regolarmente, soprattutto nei pazienti con iperuricemia o con anamnesi di gotta.
È opportuno prendere in considerazione anche l'effetto del diazossido sul sistema ematopoietico. È opportuno eseguire periodicamente degli esami del sangue per individuare deviazioni ematologiche rispetto ai valori normali (cfr. «Effetti indesiderati»).
I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere Proglicem capsule.
Interazioni
La somministrazione concomitante di tiazidici o altri antidiuretici può potenziare l'effetto iperglicemico, iperuricemico e antipertensivo del diazossido.
Il rischio di iperglicemia può aumentare con la somministrazione concomitante di fenitoina, corticosteroidi e preparati con una combinazione di estrogeni e progestinici.
L'effetto iperglicemico del diazossido può essere diminuito dagli α-bloccanti.
L'effetto antipertensivo di altri medicamenti può essere potenziato da Proglicem, pertanto è necessaria cautela nella somministrazione concomitante di altri antipertensivi.
Poiché il diazossido si lega fortemente alle proteine sieriche, può spiazzare altre sostanze fortemente legate alle proteine sieriche come gli anticoagulanti cumarinici e richiedere un adeguamento della dose del cumarinico stesso. Inoltre, la somministrazione concomitante di diazossido e fenitoina può portare a perdita di controllo delle crisi convulsive.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Non sono disponibili dati sull'uso del diazossido in gravidanza. Dagli studi sperimentali sugli animali è emersa embriotossicità (cfr. «Dati preclinici»). Il diazossido non deve essere impiegato durante la gravidanza, a meno che ciò non sia assolutamente necessario.
Allattamento
Poiché non è noto se il diazossido passi nel latte materno e poichè esiste il rischio di effetti collaterali potenzialmente gravi per il lattante, le donne che necessitano del trattamento con Proglicem durante l'allattamento dovranno smettere di allattare.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
A causa di possibili effetti collaterali quali nausea e stordimento mentale, Proglicem può compromettere la capacità di guidare veicoli e la capacità di utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
Elenco degli effetti indesiderati
La frequenza è definita come segue: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10 000, <1/1000), molto raro (<1/10 000).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Comune: Neutropenia e trombocitopenia con o senza porpora (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»)
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Comune: iperglicemia o glicosuria con progressione in chetoacidosi o coma iperosmolare, iperuricemia.
Patologie del sistema nervoso
Comune: cefalea, attacchi di capogiro. In caso di trattamento a lungo termine, possono comparire sintomi extrapiramidali.
Patologie dell'occhio
Comune: disturbi visivi.
Patolgie cardiache
Comune: tachicardia, palpitazioni.
Patologie vascolari
Comune: ritenzione idrica, ipotensione.
Patologie gastrointestinali
Comune: nausea, vomito, anoressia, mal di pancia, perdita del gusto.
Non comune: diarrea, stipsi.
Raro: pancreatite, ileo.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: eruzione cutanea, fotosensibilità, irsutismo.
Patologie renali e urinarie
Comune: ipokaliemia, ritenzione di sodio.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: debolezza.
Esperienza nella fase di post-marketing
Reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS)
È stato segnalato versamento pericardico.
Ipertensione polmonare in neonati, lattanti e bambini (migliorata nella maggior parte dei casi segnalati dopo l'interruzione del diazossido).
Sono stati segnalati casi di enterocolite necrotizzante; la maggior parte dei casi si è verificata in neonati, lattanti e bambini piccoli con comorbidità sottostanti.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Una posologia eccessiva di Proglicem può causare forte iperglicemia e possibile chetoacidosi. In genere, queste manifestazioni rispondono ad una terapia convenzionale con insulina. Concentrazioni elevate di Proglicem possono essere ridotte mediante dialisi peritoneale o emodialisi. I pazienti devono essere tenuti sotto osservazione per un periodo di tempo più lungo a causa della lunga emivita del diazossido.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
C02DA01/V03AH01
Meccanismo d'azione
Proglicem è un iperglicemico e antipertensivo attivo per via orale che contiene il principio attivo diazossido, un derivato della benzotiazina ad azione antidiuretica.
Il diazossido provoca un rapido e temporaneo aumento dose-dipendente della glicemia, che dura generalmente meno di 8 ore. L'aumento della glicemia sembra essere correlato all'inibizione del rilascio di insulina e ad un effetto extraepatico che sono probabilmente riconducibili all'aumento delle catecolamine. Il diazossido riduce l'escrezione renale di acido p-amminoippurico e di acido urico senza effetti apprezzabili sulla filtrazione glomerulare e causa ritenzione di sodio, cloruro e acqua. In presenza di ipoglicemia, l' effetto antidiuretico può essere clinicamente significativo alla posologia abituale e richiedere un monitoraggio. Il diazossido, inoltre, causa una diminuzione della resistenza vascolare periferica e, di conseguenza, della pressione arteriosa. Questo effetto è particolarmente marcato in caso di ipertensione maligna.
Farmacocinetica
Assorbimento
Dopo somministrazione orale, il diazossido viene assorbito in modo rapido e completo raggiungendo il picco dei livelli plasmatici nel giro di 1-2 ore. L'effetto del cibo sull'assorbimento non è stato studiato.
Distribuzione
Il diazossido si lega fortemente (>90%) alle proteine plasmatiche. Attraversa la barriera ematoencefalica e la barriera placentare, ma non è noto se passi anche nel latte materno.
Metabolismo
Il diazossido viene parzialmente metabolizzato a livello epatico mediante ossidazione e solfoconiugazione.
Eliminazione
In soggetti sani, l'emivita plasmatica del diazossido è di 28 ± 8 ore dopo somministrazione e.v. e di 24-36 ore dopo somministrazione orale. L'eliminazione avviene principalmente attraverso i reni, sotto forma di sostanza inalterata e di metaboliti.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Il legame del diazossido alle proteine plasmatiche nei pazienti con uremia cronica è fortemente ridotto.
L'emivita di eliminazione nei pazienti con insufficienza renale è prolungata.
Nei bambini (di età compresa tra 4 mesi e 6 anni), l'emivita variava da 9,5 a 24 ore.
Dati preclinici
Nonostante i dati non siano conclusivi, gli studi su riproduzione e teratogenicità in diverse specie animali mostrano che il diazossido, se somministrato durante il periodo critico dell'embriogenesi, può compromettere il normale sviluppo fetale, probabilmente a causa di un'alterazione del metabolismo glucidico.
Negli animali trattati a fine gestazione, occasionalmente si è avuto un parto prolungato.
La somministrazione endovenosa del diazossido a pecore, capre e scrofe gravide ha causato nel feto un apprezzabile aumento della glicemia e la degenerazione delle cellule β nelle isole di Langerhans. La reversibilità di questi effetti non è stata studiata.
Gli studi sulla riproduzione con somministrazione orale di diazossido nel ratto hanno evidenziato un aumentato riassorbimento fetale e ritardi nel parto, nonchè anomalie scheletriche fetali. Dopo somministrazione endovenosa, sono state riscontrate evidenze di effetti teratogeni a livello scheletrico e cardiaco nel coniglio. Studi sugli animali hanno mostrato che la sostanza può causare degenerazione delle cellule β del pancreas fetale.
Altre indicazioni
Influenza su metodi diagnostici
Il diazossido inibisce il rilascio di insulina indotto dal glucagone e comporta una risposta falsamente negativa della secrezione insulinica al glucagone.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C). Conservare il contenitore nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
39081 (Swissmedic)
Confezioni
Proglicem capsule 100 (B)
Titolare dell’omologazione
MSD MERCK SHARP & DOHME AG
Lucerna
Stato dell'informazione
Aprile 2025
MK6783-C-CCDS102024/RCN000027440-CH
