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Priadel retard – informazione professionale

L’informazione professionale si rivolge agli operatori sanitari. Le pazienti e i pazienti trovano spiegazioni comprensibili nel foglietto illustrativo: posologia, effetti collaterali, altri medicamenti, gravidanza e allattamento.

Aggiornamento:

Informazione professionale - Priadel retard

Composizione

Principi attivi

Carbonato di litio.

Sostanze ausiliarie

Mannitolo, amido di mais, gomma arabica, magnesio stearato, laurilsolfato di sodio, glicerolo distearato, carbossimetilamido sodico.

Una compressa a rilascio prolungato contiene ca. 0,2 mg di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Compresse a rilascio prolungato da 400 mg di carbonato di litio (corrispondente a 10,8 mmol di litio).

Indicazioni/possibilità d’impiego

Trattamento della fase acuta e profilassi a lungo termine della malattia maniaco-depressiva (fasi maniacale e depressiva). Depressioni endogene.

Trattamento dell’aggressività cronica grave.

Posologia/impiego

Avvio della terapia

Adulti

Trattamento di episodi maniacali acuti:

La dose iniziale è generalmente di 600 mg 2 volte al giorno (1200 mg al giorno) da incrementare lentamente di 200-600 mg alla volta fino a ottenere una risposta ottimale. La concentrazione sierica di litio deve essere monitorata e non dovrebbe superare i 1,2 mmol/l. Una volta raggiunto il controllo, la posologia dovrebbe essere ridotta alla dose profilattica.

Posologia abituale

La dose abituale è di 600-1200 mg al giorno in singola somministrazione o in due assunzioni distribuite nell’arco della giornata. L’adeguamento della dose è volto a raggiungere una concentrazione sierica di litio di 0,6-1,0 mmol/l senza superare i 1,2 mmol/l.

Le compresse non devono essere né masticate né sciolte bensì deglutite intere con una bevanda fresca. Presentano una linea di frattura e pertanto possono essere divise in maniera precisa, permettendo di somministrare una dose esatta.

A quattro-cinque giorni dall’inizio della terapia (al più tardi dopo una settimana) è necessario prelevare un campione di sangue per determinare la concentrazione sierica di litio. Ciò consentirà di stabilire la dose di litio e mantenere il livello sierico giornaliero in via permanente nell’intervallo compreso tra 0,5 e 1,2 mmol/l. Nella pratica, il campione di sangue deve essere prelevato dopo 12 o 24 ore dall’ultima dose di Priadel retard.

I livelli sierici ottimali di litio sono compresi nei seguenti intervalli:

  • 0,7-1,0 mmol/l a 12 ore da una singola dose giornaliera e
  • 0,5-0,8 mmol/l a 24 ore da una singola dose giornaliera o dopo 12 ore, se la dose giornaliera viene suddivisa in 2 assunzioni giornaliere.

I controlli sierici settimanali devono essere effettuati fino alla stabilizzazione del livello di litio. Una volta stabilita la dose giornaliera, la frequenza degli intervalli per la determinazione del livello di litio può essere estesa gradualmente a 2 o 3 mesi; normalmente, tuttavia, non si dovrebbe superare un intervallo di 3 mesi. Esami aggiuntivi sono necessari nel caso di una modifica della dose, in caso di insorgenza di malattie intercorrenti, di segni di una ricaduta con fasi maniacali o depressive, dopo variazioni significative del consumo di sodio o di liquidi o in presenza di segni di una tossicità da litio.

Passaggio da un altro prodotto a base di litio a Priadel retard

Se viene effettuato il passaggio da un altro preparato a base di litio a Priadel retard, occorre determinare innanzitutto la concentrazione sierica di litio. La dose iniziale di Priadel retard dovrebbe essere il più prossima possibile alla dose dell’altro preparato a base di litio. Poiché la biodisponibilità varia da prodotto a prodotto (soprattutto nelle forme a rilascio ritardato o prolungato), se un prodotto viene cambiato occorre procedere come per l’avvio di un nuovo trattamento.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti di peso inferiore a 50 kg

In pazienti di peso inferiore a 50 kg il trattamento deve iniziare con una dose iniziale più bassa.

Pazienti anziani

I pazienti anziani necessitano spesso di dosi più basse per raggiungere le concentrazioni sieriche terapeutiche. In questo gruppo di pazienti possono manifestarsi effetti collaterali anche a posologie tollerate dai pazienti più giovani (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Trattamento di episodi maniacali acuti:

Avvio della terapia

La dose iniziale raccomandata è di 200-400 mg. In genere la dose viene incrementata di 200-400 mg ogni 3-5 giorni. Per raggiungere un livello sierico di litio terapeuticamente efficace di 0,8-1,0 mmol/l possono essere necessarie dosi giornaliere complessive di 800-1800 mg.

Posologia abituale

La dose giornaliera necessaria per raggiungere un livello sierico di litio terapeuticamente efficace di 0,5-0,8 mmol/l è di 600-1200 mg.

Bambini e adolescenti

In assenza di dati sull’efficacia e sulla sicurezza nei bambini sotto i 12 anni, in questo gruppo di età la terapia con litio è sconsigliata.

Questo medicamento deve essere somministrato agli adolescenti solo in ospedali in possesso della necessaria esperienza.

Controindicazioni

In linea generale, il litio non dovrebbe essere somministrato a pazienti con: malattie renali,

malattie cardiovascolari (in particolare insufficienza cardiaca), ipotiroidismo non trattato,

bilancio del sodio alterato a causa di disidratazione, ridotto assorbimento di sodio, malattia di Addison, durante il periodo della gravidanza (cfr. «Gravidanza, allattamento»).

Se l’indicazione psichiatrica ha carattere vitale e il paziente non risponde ad altre terapie, è tuttavia possibile avviare un trattamento con litio osservando però la massima cautela. In questo caso il paziente dovrebbe essere ospedalizzato determinando ogni giorno il livello di litio.

Non utilizzare nei bambini sotto i 12 anni.

Pazienti con ipersensibilità nota al litio o a un delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.

Avvertenze e misure precauzionali

A una visita medica approfondita all’inizio del trattamento deve seguire un attento monitoraggio dei pazienti in relazione all’effetto di Priadel retard. All’inizio della terapia è necessario controllare settimanalmente il livello sierico del litio. Con il prosieguo del trattamento, il livello di litio dovrebbe essere determinato ogni 2 o 3 mesi.

Nel caso di un’interruzione di breve durata (non senza rischio per il paziente), la dose giornaliera dovrebbe essere ridotta al punto da mantenere il livello sierico di litio al di sotto del limite terapeutico inferiore di 0,6 mmol/l.

Prima di avviare il trattamento con litio, si dovrebbe assolutamente procedere a un esame del sangue completo con test di funzionalità tiroidea (T4 e TSH), alla misurazione della creatinina sierica (o determinazione della clearance della creatinina) e alla determinazione del sedimento urinario. Si dovrebbe effettuare un controllo del peso. Il litio può influenzare le onde T all’elettrocardiogramma. In determinati soggetti, prima di avviare il trattamento con litio è necessario prevedere un elettrocardiogramma. Un monitoraggio clinico ed ematochimico regolare della funzionalità tiroidea durante il trattamento continuato con litio è indispensabile per rilevare eventuali disturbi tiroidei iatrogeni.

La terapia cronica con litio può essere associata a una limitata capacità di concentrazione renale che si manifesta occasionalmente come diabete insipido nefrogenico con poliuria e polidipsia o come nefrosi. Si raccomanda pertanto di misurare il livello sierico di sodio per verificare un sospetto disturbo della funzionalità renale (riassorbimento idrico). Nei pazienti che presentano questi sintomi si deve evitare con particolare cautela uno stato di disidratazione affinché non si verifichi una ritenzione di litio a livelli tossici.

Nel corso del trattamento cronico è stata osservata in casi molto rari una nefropatia tubulointerstiziale. Poiché questa nefropatia può essere irreversibile, si raccomandano controlli regolari della funzionalità renale nel corso del trattamento con litio.

Terapia combinata

I pazienti trattati contemporaneamente con neurolettici dovrebbero essere sottoposti ad attento monitoraggio e valutazione per individuare eventuali sintomi precoci di neurotossicità. Qualora si presentino questi sintomi, occorre interrompere immediatamente il trattamento. In casi estremamente rari, la somministrazione concomitante di litio e neurolettici può provocare una sindrome encefalopatica (caratterizzata da delirium, crisi convulsive o aumentata incidenza di sintomi extrapiramidali), che può apparire simile o identica a una sindrome neurolettica maligna. In alcuni casi è stato riportato un danno cerebrale irreversibile.

Durante la terapia con litio, i diuretici dovrebbero essere prescritti solo con cautela (cfr. «Interazioni»). La concentrazione di litio dovrebbe essere determinata a intervalli più brevi aggiustando di conseguenza la dose.

Trattamento con elettroshock

Il litio dovrebbe essere interrotto 2 giorni prima di iniziare il trattamento con elettroshock per evitare il rischio di delirium che può insorgere in combinazione con entrambe queste terapie.

In vista di un’anestesia generale si raccomanda di interrompere il litio 2-3 giorni prima dell’intervento.

Tossicità

La tossicità da litio è strettamente correlata con la concentrazione sierica di litio e compare a partire da una concentrazione di 1,5 mmol/l, benché in individui particolarmente sensibili sintomi tossici possano presentarsi anche a livelli ematici terapeutici. Il trattamento dovrebbe essere interrotto immediatamente ai primi segni di tossicità. I sintomi tossici comprendono:

disturbi gastrointestinali, ad es. diarrea, vomito e disidratazione.

sintomi neurologici, ad es. atassia, tremore, ipertensione, contrazioni muscolari involontarie, iperreflessia, disturbi del linguaggio, tinnito, confusione, sonnolenza e nistagmo.

In rari casi, a seguito di intossicazione da litio, è stata riferita insufficienza renale acuta.

Alterazioni dell’ECG: onde T appiattite o invertite; prolungamento dell’intervallo QT.

In casi gravi possono presentarsi crisi convulsive, coma o morte.

Tumori renali: in pazienti con insufficienza renale grave, che hanno ricevuto litio per un periodo superiore a 10 anni, sono stati riportati casi di microcisti, oncocitomi e carcinomi dei dotti collettori di Bellini nei reni (cfr. «Effetti indesiderati»). Si raccomanda di sottoporre regolarmente questi pazienti a un’ecografia renale, anche dopo l’interruzione del litio.

Ai primi segni di tossicità il paziente deve consultare immediatamente un medico. Occorre inoltre determinare il livello di litio.

Riassorbimento del sodio e del potassio

A inizio terapia, il litio riduce il riassorbimento renale del sodio e del potassio, il che può portare a un’eliminazione del sodio. In genere, tuttavia, l’escrezione del sodio e del potassio dovrebbe tornare ai valori basali pre-trattamento nell’arco di una settimana.

I pazienti ambulatoriali o i loro familiari dovrebbero essere istruiti

  • affinché il paziente interrompa immediatamente la terapia con litio e contatti il medico se si manifestano i seguenti sintomi: polidipsia, poliuria o segni clinici di tossicità da litio,
  • circa la necessità di un adeguato apporto di sale e acqua,
  • affinché il paziente non inizi alcuna dieta, continui ad assumere la consueta quantità di sale nell’alimentazione e assuma quantità regolari di liquidi,
  • affinché il medicamento venga assunto all’ora stabilita. Qualora sia stata dimenticata una dose, il paziente non deve prenderla e attendere di assumere la dose successiva all’orario prescritto. Non si devono assumere dosi doppie per compensare le posologie dimenticate. La capacità di tollerare il litio è massima durante la fase maniacale acuta e diminuisce dopo la risoluzione dei sintomi maniacali.

I seguenti fattori possono ridurre l’escrezione renale del litio e causare pertanto tossicità:

  • vomito,
  • diarrea,
  • infezioni concomitanti,
  • perdita di liquidi, sudorazione eccessiva,
  • altri medicamenti (cfr. «Interazioni»).

Sindrome di Brugada

Il litio può slatentizzare o aggravare la sindrome di Brugada, una malattia ereditaria del canale cardiaco del sodio con alterazioni caratteristiche dell’ECG (blocco completo di branca destra e sopraslivellamento del segmento ST nelle derivazioni precordiali destre), che può causare arresto cardiaco o morte improvvisa. Il litio non è raccomandato nei pazienti con sindrome di Brugada nota o anamnesi familiare di sindrome di Brugada. Si consiglia cautela nei pazienti con anamnesi familiare di arresto cardiaco o morte improvvisa.

Interventi di chirurgia bariatrica

Nei pazienti sottoposti a intervento bariatrico può essere necessaria una dose di litio di mantenimento inferiore. I livelli di litio devono essere monitorati attentamente a causa del rischio di tossicità da litio fino alla stabilizzazione del peso.

Pazienti anziani

Il litio dovrebbe essere utilizzato con cautela nei pazienti anziani dal momento che in presenza di funzionalità renale ridotta la sensibilità è maggiore.

Contenuto di sodio

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa a rilascio prolungato, cioè è essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

Possono verificarsi interazioni con diversi medicamenti e occorre cautela in caso di trattamento combinato con altri medicamenti. In particolare, sono state segnalate le seguenti interazioni cliniche:

Interazioni che:

Determinano un aumento delle concentrazioni sieriche di litio

I seguenti principi attivi possono aumentare le concentrazioni sieriche di litio allo stato stazionario («steady state»), il che può essere associato a una possibile intossicazione da litio:

  • metronidazolo.
  • antinfiammatori non steroidei.
  • ACE-inibitori.
  • diuretici: risparmiatori di potassio, diuretici dell’ansa. I tiazidici possono provocare paradossalmente ritenzione idrica e intossicazione da litio (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
  • antagonisti del recettore dell’angiotensina II (sartani).
  • altri medicamenti che influenzano l’equilibrio elettrolitico come ad es. steroidi.

Determinano una riduzione delle concentrazioni sieriche di litio

In caso di somministrazione concomitante con le seguenti sostanze è possibile osservare una riduzione della concentrazione sierica di litio:

  • urea (carbamide).
  • xantine.
  • sostanze alcalinizzanti come, ad es., bicarbonato di sodio.
  • calcitonina.
  • diuretici (cfr. anche sopra): diuretici ad azione osmotica e inibitori dell’anidrasi carbonica incl.

acetazolamide.

  • Empagliflozina, Dapagliflozina

Pertanto, il livello sierico di litio deve essere misurato più frequentemente, non appena viene iniziata la terapia con una delle sostanze sopra descritte.

Combinazioni con effetto potenzialmente neurotossico: reazioni neurotossiche sono possibili in combinazione con:

  • neurolettici che possono determinare una sindrome encefalopatica (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). La somministrazione concomitante di neurolettici e litio può aumentare il rischio di sviluppo di una sindrome neurolettica maligna che può essere anche letale.
  • anticonvulsivanti; la carbamazepina può provocare capogiro, sonnolenza, confusione e disturbi neurologici come atassia.
  • metildopa.
  • antagonisti selettivi della serotonina (5-HT-antagonisti). Si consiglia cautela nella somministrazione concomitante poiché questa combinazione può provocare una sindrome serotoninergica.
  • calcio-antagonisti. Questi possono aumentare l’effetto neurotossico del litio e può essere necessario regolare il livello di litio al limite inferiore del range terapeutico.
  • antidepressivi triciclici.

Altre interazioni

Il litio può prolungare l’effetto di sostanze che inducono un blocco neuromuscolare.

In caso di utilizzo concomitante di calcitonina e litio può verificarsi una riduzione fino al 30% della concentrazione plasmatica di litio. Potrebbe essere necessario adeguare la dose di litio.

Topiramato: Nei volontari sani è stata osservata una riduzione (18% dell’AUC) dell’esposizione sistemica al litio durante la somministrazione concomitante con topiramato 200 mg/die. Nei pazienti con disturbo bipolare, la farmacocinetica del litio è rimasta invariata durante il trattamento con topiramato a dosi di 200 mg/die; è stato tuttavia osservato un aumento dell’esposizione sistemica (26% dell’AUC) dopo dosi di topiramato fino a 600 mg/die. Sono stati segnalati casi di tossicità da litio quando è stato somministrato in concomitanza con topiramato. I livelli di litio devono essere monitorati attentamente in caso di somministrazione concomitante con topiramato.

Trattamento con elettroshock: cfr. «Avvertenze e misure precauzionali».

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Esistono chiare evidenze di rischi per il feto nell’uomo.

Dati epidemiologici suggeriscono che il litio aumenta il rischio fetale di anomalie cardiache, in particolare di sindrome di Ebstein e altre anomalie.

Pertanto Priadel retard non deve essere somministrato durante la gravidanza (in particolare, nel 1° trimestre).

Se tuttavia è necessaria una terapia con litio, prima di iniziare il trattamento con litio è indispensabile escludere che sia in atto una gravidanza e che la donna utilizzi una contraccezione sicura durante il trattamento.

Se ciò nonostante durante il trattamento con litio viene iniziata una gravidanza, si dovrebbe scegliere la dose minima efficace e controllare regolarmente il livello sierico a causa delle variazioni della funzionalità renale associate alla gravidanza e al parto.

Il litio dovrebbe essere interrotto nei 7-10 giorni precedenti il termine per il parto, poiché la capacità di escrezione renale diminuisce in misura drastica durante il parto. Ciò può provocare intossicazioni nella madre e nel neonato.

I neonati possono presentare segni di intossicazione da litio che richiedono una terapia con liquidi in fase neonatale. I neonati con bassa concentrazione sierica di litio possono presentare ipotensione, ipotermia e difficoltà di suzione che si normalizzano senza alcun trattamento.

Allattamento

Il litio viene escreto nel latte materno. L’allattamento durante il trattamento con litio è controindicato.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

Il litio può provocare disturbi a carico del SNC come sonnolenza, capogiri o allucinazioni. I pazienti dovrebbero essere avvisati dei possibili pericoli durante la guida di veicoli o l’impiego di macchine.

Effetti indesiderati

La frequenza è stata definita in base alle seguenti categorie: «molto comune» (≥1/10), «comune» (<1/10, ≥1/100), «non comune» (<1/100, ≥1/1000), «raro» (<1/1000, ≥1/10 000), «molto raro» (<1/10 000).

L’insorgenza e l’intensità degli effetti collaterali correlano generalmente con il livello di litio, ma sono anche strettamente associati alla sensibilità individuale. La finestra terapeutica tra dose terapeutica e dose tossica è molto stretta.

All’inizio della terapia possono manifestarsi:

lieve tremore delle mani, poliuria, sete e nausea. Questi effetti scompaiono solitamente nel corso della terapia o dopo una riduzione della dose.

Le seguenti reazioni possono manifestarsi a posologie abituali in funzione del livello di litio:

Patologie del sistema emolinfopoietico:

Comune: leucocitosi.

In singoli casi è stato osservato anche un aumento della conta eritrocitaria, ovvero trombocitosi.

Patologie endocrine:

Comune: disfunzione tiroidea, ipertiroidismo.

Molto comune: ipercalcemia.

Raro: ipertiroidismo, gozzo (eutiroideo), ipermagnesemia.

Non nota: iperparatiroidismo, adenoma paratiroideo, iperplasia paratiroidea.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione:

Comune: iperglicemia, aumento ponderale, anoressia.

Disturbi psichiatrici:

Non comune: delirium, confusione.

Frequenza non nota: allucinazioni.

Patologie del sistema nervoso:

Molto comune: cefalea (12,6%), tremore (12,4%), sintomi extrapiramidali (15%).

Comune: sonnolenza, obnubilazione, capogiro.

Non comune: atassia, sindrome cerebellare (generalmente reversibile), linguaggio indistinto, encefalopatia, spasmi e clono degli arti.

Frequenza non nota: sindrome neurolettica maligna, sindrome serotoninergica, amnesia, spasmi fascicolari, coreoatetosi, riflessi tendinei iperattivi, crisi epilettiche, riflessi anormali, nistagmo, stupore, coma, pseudotumor cerebri, miastenia.

I sintomi sopra descritti possono provocare una caduta.

In caso di trattamento a lungo termine, dopo la conclusione del trattamento può insorgere una neuropatia periferica generalmente reversibile.

Patologie dell’occhio:

Non comune: scotoma, campo visivo oscurato.

Casi isolati: irritazione oculare (nella maggioranza dei casi reversibile), gonfiore della papilla del nervo ottico (punto cieco), in alcuni casi senza aumento della pressione intracranica, edema papillare che può provocare una compromissione visiva (generalmente reversibile), esoftalmo (non sempre associato a disturbi della funzionalità tiroidea).

Patologie cardiache:

Non comune: alterazioni all’elettrocardiogramma.

Frequenza non nota: aritmia, soprattutto bradicardia dovuta a disfunzione del nodo del seno, collasso circolatorio periferico, pressione arteriosa bassa, edema e malattia di Raynaud. Alterazioni dell’ECG: appiattimento e inversione delle onde T e prolungamento dell’intervallo QT a carattere reversibile, cardiomiopatia. Sindrome di Brugada ( slatentizzazione/aggravamento).

Patologie gastrointestinali:

Molto comune: nausea (17,4%), diarrea (10,6%).

Comune: vomito, dolore addominale, bocca secca.

Non comune: scialorrea, disgeusia.

Frequenza non nota: gastrite.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: prurito, eruzioni cutanee e altri segni di ipersensibilità, acne (eruzioni di aspetto simile all’acne), comparsa o esacerbazione di psoriasi, alopecia.

Frequenza non nota: follicolite, angioedema, ulcera cutanea, reazione a medicamenti sotto forma di lichenoidi, reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS).

Orticaria e angioedema che sono da ricondurre ad alcune sostanze ausiliarie come la polvere di acacia (o gomma arabica).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo:

Comune: mialgia.

Raro: debolezza muscolare.

Frequenza non nota: artralgia, rabdomiolisi.

Patologie renali e urinarie:

Comune: poliuria, polidipsia, sensazione di sete, insufficienza renale.

Frequenza non nota: sintomi di diabete insipido nefrogenico (polidipsia, poliuria), incontinenza urinaria. Ciò è normalmente associato all’effetto di blocco dell’ADH del litio ed è reversibile con l’interruzione del litio. Tuttavia, un trattamento di lungo corso con il litio può causare modificazioni permanenti dell’istologia renale, la formazione di microcisti renali e una forte compromissione della funzionalità renale. In rari casi sono state segnalate nefrosi o sindrome nefrotica (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Molto raro: nefrite tubulointerstiziale cronica talvolta con fibrosi irreversibile.

Raro: Sono stati segnalati casi isolati di microcisti, oncocitomi e carcinomi dei dotti collettori di Bellini nei reni (in caso di trattamento di lungo corso, ovvero per un periodo superiore a 10 anni) (cfr.

«Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella:

Non comune: impotenza, disfunzione sessuale.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione:

Non comune: edema.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

Le concentrazioni tossiche di litio sono prossime alle concentrazioni terapeutiche. Il litio possiede un effetto tossico a livello tubulare. Causa una limitazione della capacità di concentrazione renale che è dipendente dalla posologia e può portare a diabete insipido. In caso di posologia eccessiva, a seguito di necrosi tubulare può insorgere insufficienza renale acuta.

I sintomi di una posologia eccessiva sono simili a quelli descritti in «Effetti indesiderati». In casi gravi possono subentrare crisi convulsive, coma o morte.

Trattamento

Il trattamento consiste in uno svuotamento gastrico con misure di supporto e sintomatiche, inclusa la normalizzazione dell’equilibrio elettrolitico. Una diuresi forzata e la dialisi sono efficaci.

Non sono noti antidoti.

Proprietà/effetti

Codice ATC

N05AN01

Meccanismo d’azione

Pradel retard è indicato per la profilassi e la terapia di disturbi affettivi di tipo maniaco-depressivo. A volte, il trattamento ha pieno effetto solo dopo mesi. In molti casi è necessario un trattamento con litio ininterrottamente per diversi anni.

Il meccanismo d’azione del litio non è stato ancora chiarito. Tuttavia, esperimenti indicano che il litio può regolare diversi sistemi neurochimici quali canali ionici, neurotrasmettitori (serotonina, dopamina e norepinefrina) e messaggeri secondari come fosfoinositide e AMP ciclico (cAMP).

A livello di neurotrasmettitori la funzione dei recettori β può essere inibita e il rilascio di norepinefrina e serotonina può risultare aumentato.

Se il litio viene somministrato in combinazione con neurolettici, l’induzione dei recettori della dopamina viene inibita. La concentrazione e il volume di dopamina aumentano. Ciò impedisce il rilascio di norepinefrina nonché l’induzione dei recettori D2 e aumenta l’effetto di agonisti indiretti. A livello di messaggeri secondari si osserva una riduzione dell’inositolo e un’inibizione del ciclo del fosfoinositide. L’attività della adenilato ciclasi può essere sia inibita sia aumentata. Farmacodinamica

La speciale preparazione galenica di Priadel retard assicura un rilascio lento e graduale di litio. Pertanto la dose giornaliera necessaria di carbonato di litio può essere assunta in un’unica volta, mentre l’assorbimento graduale, in base al pH del tratto gastrointestinale, avviene in maniera uniforme.

Efficacia clinica

Cfr. Meccanismo d’azione.

Farmacocinetica

Assorbimento

I sali di litio vengono assorbiti quasi completamente a livello gastrointestinale; la biodisponibilità è del 90% circa. Con Priadel retard le concentrazioni sieriche massime vengono raggiunte dopo 2-3 ore. Lo stato stazionario della concentrazione di litio viene raggiunto dopo 4-6 giorni. Le concentrazioni sieriche e le concentrazioni terapeuticamente efficaci variano notevolmente da paziente a paziente (cfr. «Posologia/impiego»). Distribuzione

Il litio si distribuisce nell’intero organismo. La distribuzione si conclude dopo ca. 6-10 ore.

Concentrazioni più elevate rispetto al siero vengono rilevate nelle ossa, nella tiroide e in alcune aree del cervello.

Il volume di distribuzione del litio è di 0,7-0,9 l/kg.

Il litio non si lega alle proteine plasmatiche.

La diffusione attraverso la barriera ematoencefalica può essere ritardata.

La concentrazione ottimale di principio attivo nel siero è compresa nell’intervallo di 0,6-1,0 mmol (mval)/l e solo in casi eccezionali dovrebbe essere incrementata fino a 1,2 mmol (mval)/l. L’escrezione renale e il peso corporeo, ovvero fattori di forte differenziazione a livello individuale, determinano la dose di litio necessaria.

Il litio viene escreto nella placenta e nel latte materno. Metabolismo

Il litio viene escreto immodificato per via renale.

Eliminazione

Il litio viene escreto principalmente per via renale (>95%). Dopo 5-7 giorni di assunzione regolare l’emivita è di ca. 24 ore.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

L’emivita è di 30-36 ore nei pazienti anziani e di ca. 18 ore nei pazienti giovani.

Non sono disponibili dati sulla farmacocinetica nei bambini e negli adolescenti.

Dati preclinici

Tossicità

Il litio possiede solo una stretta finestra terapeutica. I primi sintomi di una posologia eccessiva si manifestano perlopiù già a concentrazioni sieriche di oltre 1,5 e fino a 2,0 mmol/l.

Studi di tossicità subcronica e cronica su animali da laboratorio hanno evidenziato disfunzioni e ingrossamenti della tiroide nonché lesioni dei reni e del SNC.

Genotossicità

Studi in vitro e sugli animali hanno evidenziato che i composti a base di litio possono indurre mutazioni cromosomiche quando somministrato a intervalli di dose citotossici molto elevate.

Cancerogenicità

Non sono disponibili dati certi sul potenziale cancerogeno del litio.

Tossicità per la riproduzione

Studi sugli animali hanno fornito evidenze di un potenziale teratogeno e di tossicità per la riproduzione del litio. In ratti, topi e maiali sono stati osservati un maggior numero di riassorbimenti uterini, figliate più piccole e una minore sopravvivenza dei neonati nel post-partum, ratti e topi hanno manifestato anche malformazioni ossee.

Inoltre, studi pubblicati su ratti esposti al litio hanno evidenziato anomalie della spermatogenesi che possono compromettere la capacità riproduttiva. Questo rischio vale potenzialmente anche per l’uomo.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «Exp.» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25°C), al riparo dalla luce e dall’umidità e fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell’omologazione

35380 (Swissmedic)

Confezioni

Priadel retard 400 mg: confezioni da 100 compresse a rilascio prolungato (A)

Titolare dell’omologazione

Essential Pharma Switzerland, 6300 Zug

Stato dell'informazione

Gennaio 2025

Informazioni su questo documento

Fonte: Swissmedic – Informazione sui medicamenti (AIPS) · Numero dell’omologazione: 35380

Stato dell’informazione secondo il testo: 01/2025

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