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Pethidin HCl Sintetica 50 mg/ml – informazione professionale

Aggiornamento:

Informazione professionale - Pethidin HCl Sintetica 50 mg/ml

Composizione

Principi attivi

Pethidini hydrochloridum.

Sostanze ausiliarie

Natrii hydroxidum corresp. Natrium max. 0.002 mg/ml, Aqua ad iniectabilia q.s. ad solutionem.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Soluzione iniettabile (i.m., s.c., e.v.) 50 mg/ml.

1 fiala da 1 ml contiene 50 mg di pethidini hydrochloridum.

1 fiala da 2 ml contiene 100 mg di pethidini hydrochloridum.

Indicazioni/Possibilità d’impiego

Dolori di intensità forte o molto forte, persistenti e acuti, rispettivamente in caso di efficacia insufficiente degli analgesici non oppioidi e/o degli oppioidi leggeri, ad es. negli stati dolorosi severi post-traumatici o post-operatori, nei dolori cronici (ad es. di origine tumorale), in caso d’infarto del miocardio o di spasmi dolorosi della muscolatura liscia.

Posologia/Impiego

Posologia abituale

Negli adulti la dose singola è di:

  • 25–150 mg (0.5–3 ml) di petidina cloridrato somministrata per via sottocutanea o intramuscolare;
  • 50 mg di petidina cloridrato (equivalente a 0,7 mg di petidina cloridrato/chilogrammo di peso corporeo) per via endovenosa, dose singola massima 100 mg (2 ml).

La dose singola può essere ripetuta ogni 3–6 ore.

La dose giornaliera non dovrebbe superare le 10 fiale da 1 ml o 5 fiale da 2 ml (equivalente a 500 mg).

La soluzione iniettabile viene somministrata principalmente per via intramuscolare, ma può essere somministrata anche per via sottocutanea o endovenosa.

La somministrazione endovenosa si esegue mediante iniezione lenta (da uno a due minuti) per ridurre la possibilità di comparsa degli effetti collaterali.

Diluire preferibilmente in NaCl 0,9%.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

In caso di insufficienza epatica la concentrazione di petidina nel sangue può essere alta. In tal caso è necessario un aggiustamento della dose.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

In caso di insufficienza renale, è necessario aumentare gli intervalli fra le somministrazioni per prevenire l’accumulo dei metaboliti attivi della petidina.

Bambini e adolescenti

Non sono stati condotti studi sull’uso e la sicurezza di Pethidin HCl Sintetica 50 mg/ml nei bambini e negli adolescenti sotto i 16 anni.

Avvertenze per il trattamento

La petidina ha un potenziale di dipendenza primario.

L’uso prolungato sviluppa assuefazione oltre alla dipendenza psichica e fisica. Esiste la possibilità di tolleranza crociata con altri oppioidi.

Si deve prestare particolare attenzione in caso di episodi convulsivi nell’anamnesi personale. In presenza di patologie renali, gli intervalli dei trattamenti devono essere allungati, altrimenti possono insorgere crisi convulsive dovute all’accumulo del metabolita norpetidina. In caso di epilessia, la petidina dovrebbe essere utilizzata soltanto insieme a un antiepilettico.

Obiettivi terapeutici e interruzione del trattamento

Prima di iniziare il trattamento con Pethidin HCl Sintetica, è necessario concordare con il paziente una strategia terapeutica comprendente la durata e gli obiettivi del trattamento, in conformità con le linee guida per la gestione del dolore. Durante il trattamento, il medico e il paziente devono mantenere contatti regolari per valutare la necessità di proseguire il trattamento, considerare la sospensione del medicamento ed eventualmente adeguare la posologia. Se un paziente non necessita più del trattamento con Pethidin HCl Sintetica, si consiglia di ridurre gradualmente la dose per evitare sintomi di astinenza (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). In caso di controllo insufficiente del dolore, si deve considerare la possibilità di assuefazione (tolleranza) o di progressione della malattia di base (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Controindicazioni

Ipersensibilità alla petidina.

Insufficienza respiratoria cronica, depressione respiratoria, ipertensione intracranica, asma bronchiale acuta, tachicardia sopraventricolare, feocromocitoma, stati convulsivi come lo stato epilettico, assunzione simultanea di IMAO, tra cui la selegilina, fino a due settimane dopo l'interruzione del medicamento, alcolismo acuto, delirium tremens, acidosi diabetica con minaccia di coma, patologie epatiche gravi, ipotiroidismo, malattia di Addison. Evitare l’uso della petidina nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 16 anni.

Avvertenze e misure precauzionali

La somministrazione ripetuta di petidina determina fenomeni di assuefazione. La sua soppressione provoca la comparsa di sintomi di astinenza.

Farmacodipendenza e potenziale di abuso

Con l’uso ripetuto di oppioidi si possono sviluppare tolleranza e dipendenza fisica e/o psicologica. Dopo l’uso di oppioidi si può osservare la comparsa di dipendenza iatrogena. Come altri oppioidi, Pethidin HCl Sintetica è associato a un potenziale di abuso ed è necessario monitorare i segni di abuso e dipendenza in tutti i pazienti trattati con oppioidi. I pazienti più a rischio di abuso di oppioidi possono comunque essere adeguatamente trattati con oppioidi, ma devono essere sottoposti a monitoraggio addizionale per rilevare segni di uso improprio, abuso o dipendenza. L’uso ripetuto di Pethidin HCl Sintetica può indurre il disturbo da uso di oppioidi (OUD). L’abuso o l’uso improprio intenzionale di Pethidin HCl Sintetica può portare a un sovradosaggio e/o alla morte. Il rischio di sviluppare l’OUD è maggiore nei pazienti con storia personale o familiare (genitori o fratelli) di disturbi da uso di sostanze (incluso l’alcol), nei fumatori o nei pazienti con anamnesi di altri disturbi psichici (ad es. depressione maggiore, disturbi d’ansia e disturbi della personalità). È necessario monitorare i segni di comportamento di dipendenza (drug-seeking behavior) (ad es. le richieste anticipate di rinnovo di ricette). Ciò include il controllo dell’utilizzo concomitante di oppioidi con medicamenti psicoattivi (come le benzodiazepine). Nei pazienti che manifestano segni e sintomi di disturbi da uso di oppioidi, si deve considerare il consulto con uno specialista in dipendenze.

Depressione respiratoria

Come per tutti gli oppioidi, l’uso di Pethidin HCl Sintetica comporta un rischio di depressione respiratoria clinicamente significativa. Se non viene riconosciuta e trattata immediatamente, la depressione respiratoria può portare all’arresto respiratorio e alla morte. A seconda delle condizioni cliniche del paziente, il trattamento della depressione respiratoria può prevedere un attento monitoraggio, misure di supporto e la somministrazione di antagonisti degli oppioidi. Benché possa insorgere una depressione respiratoria grave, potenzialmente letale o fatale in qualsiasi momento del trattamento, il rischio è massimo all’inizio del trattamento e dopo un aumento della dose.

Durante il parto somministrare la petidina soltanto con la massima cautela a causa del rischio di depressione respiratoria nel neonato.

Disturbi respiratori nel sonno

Gli oppioidi possono causare disturbi respiratori nel sonno, soprattutto apnea centrale del sonno (CSA) e ipossiemia nel sonno. L’uso di oppioidi comporta un aumento dose-dipendente del rischio di CSA. Nei pazienti con CSA si deve considerare una riduzione della dose totale di oppioidi.

Uso concomitante di depressori del sistema nervoso centrale

L’uso concomitante di oppioidi con benzodiazepine o altri depressori del sistema nervoso centrale (SNC) può provocare grave sedazione, depressione respiratoria, coma o morte. A causa di questi rischi, gli oppioidi e le benzodiazepine o altri medicamenti depressori del SNC possono essere somministrati in concomitanza solo ai pazienti per cui non sono disponibili altre opzioni terapeutiche. Se si decide di prescrivere Pethidin HCl Sintetica contemporaneamente a benzodiazepine o altri medicamenti depressori del SNC, occorre scegliere la posologia minima efficace e i trattamenti concomitanti devono durare il meno possibile. I pazienti devono essere monitorati attentamente per rilevare segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione (cfr. rubrica «Interazioni»).

Esposizione accidentale

I pazienti e le persone che li assistono devono essere informati che Pethidin HCl Sintetica contiene un principio attivo in una concentrazione che può essere fatale, soprattutto nei bambini. È pertanto necessario indicare ai pazienti e alle persone che li assistono di tenere tutte le unità di dosaggio fuori dalla portata dei bambini e di smaltire correttamente le unità aperte o inutilizzate.

Sindrome da astinenza neonatale da oppioidi

L’uso prolungato di Pethidin HCl Sintetica durante la gravidanza può causare la sindrome da astinenza neonatale da oppioidi, che è potenzialmente letale se non viene riconosciuta e trattata tempestivamente. Il trattamento deve essere effettuato secondo i protocolli sviluppati dagli specialisti in neonatologia. Se è necessario utilizzare oppioidi in una donna in gravidanza per un periodo prolungato, occorre informare la paziente del rischio di sindrome da astinenza neonatale da oppioidi e assicurarsi che sia disponibile il trattamento adeguato, se necessario.

Iperalgesia

L’iperalgesia indotta da oppioidi si verifica quando un analgesico a base di oppioidi provoca un aumento paradosso del dolore o della sensibilità al dolore. Questa condizione si distingue dallo sviluppo di tolleranza, in cui il mantenimento di un determinato effetto richiede la somministrazione di dosi di oppioidi più elevate. I sintomi dell’iperalgesia indotta da oppioidi includono, tra gli altri, aumento del dolore all’aumentare della dose di oppioidi, diminuzione del dolore al diminuire della dose di oppioidi o dolore in risposta a stimoli normalmente non dolorosi (allodinia). Se si sospetta iperalgesia indotta da oppioidi, si deve considerare una riduzione della dose di oppioidi o una rotazione degli oppioidi.

Insufficienza surrenalica

Gli oppioidi possono causare insufficienza surrenalica reversibile che richiede monitoraggio e terapia sostitutiva con glucocorticoidi. I sintomi dell’insufficienza surrenalica possono includere, tra gli altri, nausea, vomito, inappetenza, affaticamento, debolezza, vertigini o bassa pressione arteriosa.

Diminuzione degli ormoni sessuali e aumento della prolattina

L’uso a lungo termine di oppioidi può essere associato a diminuzione dei livelli di ormoni sessuali e aumento dei livelli di prolattina. I sintomi includono diminuzione della libido, impotenza o amenorrea.

Spasmo dello sfintere di Oddi/pancreatite

Gli oppioidi possono causare disfunzione e spasmo dello sfintere di Oddi, con conseguente aumento della pressione intrabiliare e del rischio di sintomi delle vie biliari e di pancreatite.

La capacità di reazione può essere notevolmente diminuita sotto petidina.

Si raccomanda particolare attenzione se sono presenti episodi convulsivi nell’anamnesi personale. In caso di insufficienza renale, è necessario aumentare gli intervalli fra le somministrazioni per prevenire le convulsioni causate dall’accumulo del metabolita norpetidina. In caso di epilessia, la petidina può essere somministrata soltanto in concomitanza con un antiepilettico.

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per flaconcino, cioè è essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

L’uso concomitante di altri medicamenti che agiscono sul SNC, ad es. altri oppioidi, sedativi come le benzodiazepine o gli ipnotici, anestetici generali, fenotiazina, tranquillanti, miorilassanti, antistaminici con effetto sedativo, gabapentinoidi (gabapentin e pregabalin) e alcol, può avere effetti depressivi additivi, che possono comportare depressione respiratoria, ipotensione, grave sedazione o coma e che talvolta possono essere fatali (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

In caso di somministrazione concomitante di oppioidi con inibitori delle monoaminossidasi (IMAO) o principi attivi serotoninergici come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI) o gli antidepressivi triciclici, può svilupparsi sindrome serotoninergica. I sintomi della sindrome serotoninergica possono includere alterazioni dello stato di coscienza, instabilità autonomica, anomalie neuromuscolari e/o sintomi gastrointestinali.

La somministrazione contemporanea della petidina e degli IMAO, fra cui la selegilina, potenzia gli effetti tossici (delirio, ipertermia, convulsioni, depressione respiratoria). Sono state osservate gravi interazioni sul sistema nervoso centrale, sul sistema respiratorio e sulla funzione circolatoria, pertanto la petidina non deve essere usata durante una terapia con IMAO, inclusa la selegilina, fino a due settimane dopo le ultime dosi. Pur avendo proprietà analgesiche, la pentazocina e la buprenorfina neutralizzano parzialmente l’effetto analgesico della petidina e possono provocare sintomi di astinenza.

Gli antagonisti degli oppioidi (ad.es. il naloxone) possono sopprimere istantaneamente quasi tutti gli effetti della petidina e, in caso di dipendenza fisica, possono generare sintomi di astinenza.

Utilizzando la petidina in associazione con una terapia continua di fenobarbital o di fenitoina, il metabolismo della petidina viene accelerato. Non è tuttavia escluso un aumento del rischio di effetti indesiderati.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Il medicamento ha effetti farmacologici dannosi sulla gravidanza e/o sul feto o il neonato.

È vietato somministrare il medicamento durante la gravidanza, a meno che ciò non sia inequivocabilmente necessario.

L’uso prolungato di Pethidin HCl Sintetica durante la gravidanza può causare la sindrome da astinenza neonatale da oppioidi, che è potenzialmente letale se non viene riconosciuta e trattata tempestivamente. Il trattamento deve essere effettuato secondo i protocolli sviluppati dagli specialisti in neonatologia. Se è necessario utilizzare oppioidi in una donna in gravidanza per un periodo prolungato, occorre informare la paziente del rischio di sindrome da astinenza neonatale da oppioidi e assicurarsi che sia disponibile il trattamento adeguato, se necessario (cfr. anche rubrica (cfr. anche rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Si dovrebbe pertanto evitare la somministrazione a lungo termine della petidina durante la gravidanza.

Durante il parto la petidina deve essere usata solo in piccole dosi e per via intramuscolare. La petidina non influenza la normale contrazione dell’utero.

Dopo la somministrazione della petidina durante il parto:

  • è possibile una depressione respiratoria nel neonato, poiché la petidina attraversa la barriera placentare (questo effetto dipende dalla dose e dalla distribuzione nel tempo),
  • sono stati osservati comportamenti compromessi del neonato e alterazioni dell’ECG che persistono fino a sei giorni dopo la nascita e
  • la sopravvivenza dei bambini a rischio può essere ridotta.

Il neonato deve quindi essere controllato fino a quando non sia possibile escludere un’alterazione della respirazione (tuttavia almeno per 6 ore). In presenza di un eventuale disturbo respiratorio nel rispettivo quadro clinico, si deve prendere in considerazione la somministrazione di antagonisti degli oppioidi (ad es. naloxone).

Allattamento

La petidina e il suo metabolita norpetidina passano nel latte materno. In caso di somministrazione di petidina alla madre, l’allattamento deve essere interrotto in quanto il neonato può subire effetti a insorgenza tardiva dovuti agli oppioidi che possono persistere per giorni o addirittura per settimane.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

Pethidin ha un effetto marcato sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.

Effetti indesiderati

Ad eccezione della pelle, tutti gli effetti indesirati fanno intervenire i recettori degli oppioidi.

Frequenza degli effetti collaterali: molto comune (≥1/10), comune (<1/10, ≥1/100), non comune/occasionale (<1/100, ≥1/1'000), raro (<1/1'000, ≥1/10'000) molto raro (<1/10'000).

Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi)

Nei pazienti con feocromocitoma la petidina può causare una crisi ipertonica.

Disturbi del sistema immunitario

Possono insorgere reazioni di ipersensibilità quali shock anafilattico e reazioni cutanee.

Patologie endocrine

La petidina può indurre iperglicemia.

Disturbi psichiatrici

La petidina manifesta effetti collaterali psichici differenti, di genere e impronta variabili rispetto all’individuo (personalità e durata di medicazione).

Comuni: secondo lo stato iniziale, stato euforico oppure, al contrario, disforia frequente con ansia e agitazione. Alterazioni delle capacità sensoriali e cognitive (ad es. capacità decisionale e disturbi percettivi).

Dipendenza

Il potenziale primario di dipendenza non è così alto come quello per la morfina. Mentre la dipendenza psichica è per la maggior parte individuale, la dipendenza fisica si può sviluppare in 2 o 3 settimane quando sono presenti determinate condizioni.

Sintomi: insonnia, tremori, nausea, agitazione.

Tolleranza

Il rischio di sviluppare una tolleranza è variabile e può arrivare praticamente fino a una resistenza al trattamento.

Sintomi di astinenza

I sintomi sono di durata più breve e i segni neurovegetativi sono meno marcati che con la morfina.

Sintomi psichici di astinenza: agitazione, ansia, stato depressivo, irritabilità.

Sintomi neurovegetativi di astinenza: astenia, insufficienza circolatoria, tachicardia, dolori muscolari, sbadigli, lacrimazione, sudorazione, midriasi, crampi addominali, vomito e diarrea.

Patologie del sistema nervoso

Comuni: Con dosi equianalgesiche alla morfina, la petidina può provocare frequentemente una depressione respiratoria analoga per inibizione del centro respiratorio. Questo può portare a un’elevata concentrazione di CO2 e aumentare la pressione intracranica. Quindi la petidina non dovrebbe essere usata in caso di ipertensione intracranica.

Sedazione, cefalea, capacità intellettuali ridotte, vertigini, irritazione e ipotermia sono effetti comuni.

Dosi elevate generano depressione respiratoria e ipotensione che possono causare disturbi circolatori e coma profondo.

Possono insorgere crisi convulsive, soprattutto con l’assunzione di dosi elevate, in caso di funzionalità renale limitata e di maggiore predisposizione alle convulsioni (ad es. dovuta ad altri medicamenti).

Patologie dell’occhio

Miosi.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Comuni: vertigini.

Patologie cardiache

Comuni: differenti disturbi cardiovascolari si sono verificati dopo l’applicazione per via endovenosa di 100 mg di petidina, come ad esempio un aumento della frequenza cardiaca.

Non comuni: tachicardia sinusale post-operatoria.

A differenza degli altri oppioidi, la petidina è associata a effetti anticolinergici, come palpitazioni e tachicardia.

A causa del suo effetto vagolitico, la petidina deve essere utilizzata con cautela nei pazienti con fibrillazione atriale o tachicardia sopraventricolare.

Patologie vascolari

Comuni: differenti disturbi cardiovascolari si sono verificati dopo l’applicazione per via endovenosa di 100 mg di petidina, come ad esempio un aumento della pressione aortica media e della resistenza vascolare sistemica.

Lieve diminuzione della pressione arteriosa con tendenza a disturbi ortostatici. Questa azione fa probabilmente intervenire il sistema nervoso centrale, l'istamina e la perdita di tono vascolare.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Comuni: depressione respiratoria per inibizione del centro respiratorio. Dosi elevate di petidina possono causare la morte per arresto respiratorio.

L’inibizione del centro respiratorio assume importanza clinica soprattutto nelle patologie polmonari e nei neonati. Non c’è alcuna sensazione di dispnea.

Con dosi efficaci di analgesici, la petidina riduce il volume respiratorio al minuto di circa il 10% con un incremento concomitante della pCO2. La depressione respiratoria è dose-dipendente.

Un broncospasma può verificarsi dopo una somministrazione rapida per via endovenosa.

Frequenza non nota: sindrome di apnea centrale del sonno.

Patologie gastrointestinali

Comuni: nausea, vomito.

L'intensità del vomito dipende dall’intensità dell’analgesia.

L'effetto sul tratto gastro-intestinale è più debole e più breve rispetto alla morfina: la riduzione della peristalsi e delle secrezioni gastriche unitamente all’aumento delle contrazioni piloriche provocano una stitichezza di tipo spastico.

Frequenza non nota: pancreatite

Patologie epatobiliari

Aumento della pressione nel tratto biliare e spasmo dello sfintere di Oddi.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Esantema, prurito, orticaria, eritema.

Patologie del sistema muscoloscheletrico

Possono verificarsi degli spasmi, in particolare dopo dosi elevate, aggravati da insufficienza renale o da una particolare predisposizione ai crampi.

Patologie renali e urinarie

Ritenzione urinaria, anuria causata da un tono elevato della muscolatura liscia delle vie urinarie.

Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali

Nel neonato può manifestarsi una depressione respiratoria che è meno accentuata rispetto alla morfina e che dipende dal momento di applicazione durante il parto e dalla dose.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Può manifestarsi una diminuzione della libido o della potenza.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Irritazione nella sede di iniezione.

Dopo un’iniezione endovenosa possono apparire dolore e gonfiore (rosso) lungo la vena interessata.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

Sintomi: depressione respiratoria, vertigini, miosi o midriasi, tachicardia, ipertermia, ipotensione, contrazioni muscolari, convulsioni, perdita di coscienza, secchezza delle fauci, allucinazioni.

In caso di sovradosaggio da oppioidi sono stati osservati episodi di leucoencefalopatia tossica.

Trattamento

Il trattamento prevede:

  • il controllo della respirazione con l'ausilio della ventilazione controllata e con l’inalazione di ossigeno,
  • la somministrazione del naloxone 0,4 mg per via endovenosa, da ripetere ogni 2–5 minuti, se necessario,
  • la stabilizzazione della circolazione mediante infusioni di elettroliti.

In caso di tentativo di suicidio, si deve considerare la possibilità di intossicazione multipla (alcol, sostanze psicoattive).

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N02AB02

Meccanismo d’azione

La petidina è un agonista competitivo dei recettori degli oppioidi. Ha un’elevata affinità e una grande efficacia per i recettori µ e una debole affinità ma una grande efficacia per i recettori κ.

Farmacodinamica

La petidina sviluppa la sua marcata azione analgesica sia attraverso i recettori del sistema nervoso centrale, che attraverso recettori degli oppioidi situati in organi periferici differenti.

Gli altri effetti centrali della petidina sono inibizione del riflesso della tosse, sedazione, euforia/disforia e depressione respiratoria.

Efficacia clinica

Dati mancanti.

Farmacocinetica

Assorbimento

La petidina viene assorbita rapidamente dopo la somministrazione i.m. et s.c. e si lega parzialmente con le proteine plasmatiche (tra il 37% e il 73%).

L’effetto analgesico massimo viene raggiunto 3-10 minuti dopo l’iniezione e.v. (Cmax: 0,523 ± 0,115 µg/ml), 20–40 min dopo la somministrazione per via i.m. (Cmax: 0,197 ± 0,07 µg/ml) e 30–60 min dopo l’iniezione s.c.

Dopo la somministrazione endovenosa di 25 mg di petidina cloridrato, sono state raggiunte concentrazioni plasmatiche massime dell’ordine di 100 fino a 200 ng/ml; dopo la somministrazione intramuscolare, sono state raggiunte concentrazioni plasmatiche massime comparabili in 15 minuti. L’emivita di riassorbimento era di 7–18 minuti e la biodisponibilità era compresa fra il 93% e il 98%.

Distribuzione

Il volume di distribuzione è di 3–4 l/kg e la biodisponibilità è praticamente totale.

Per la petidina, è stata misurata un’emivita plasmatica che va da 3,2 a 8 ore, mentre per la norpetidina da 8 a 12 ore.

Nei neonati è stata rilevata un’emivita plasmatica che va da 6,5 a 39 ore, quindi da 2 a 7 volte più lunga di quella degli adulti.

Metabolismo

I principali metaboliti della petidina sono la norpetidina, che è un metabolita attivo, e gli acidi carbonici che si producono per idrolisi della petidina e della norpetidina. Vengono eliminati per la maggior parte sotto forma coniugata. Gli altri metaboliti, presenti in quantità minore, sono la petidina-N-ossido, la 4-Idrossipetidina, la norpetidina-N-ossido e la N-Idrossinorpetidina.

Eliminazione

L’eliminazione del metabolita coniugato e del 5% circa della sostanza madre invariata avviene per via renale. Il 65,4% della dose è stato ritrovato nelle urine raccolte entro le 24 ore. La distribuzione dei metaboliti ritrovati era la seguente: dal 5 al 10% di petidina, dal 7 al 13% di norpetidina, dal 5 al 7% di acido di petidina libero, il 13% di acido glucuronico di petidina, dal 4 al 10,5% di acido di norpetidina e il 16% di acido glucuronico di norpetidina.

In generale negli anziani si deve tenere conto di un’eliminazione più lenta.

In presenza di insufficienza renale la norpetidina può accumularsi e causare gravi effetti collaterali (crampi).

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Dati mancanti.

Dati preclinici

Mutagenicità

Non sono disponibili analisi relative alle mutazioni genetiche. I test in-vivo confermano la proprietà della petidina di separare i cromosomi. Per questo motivo c’è il sospetto di un effetto mutageno negli esseri umani.

Cancerogenicità

Non esistono test a lungo termine sugli animali in merito al potenziale cancerogeno.

Tossicità per la riproduzione

Con un’iniezione singola di petidina somministrata durante i primi mesi di gravidanza nel criceto, alla dose più bassa testata di 127 mg/kg, si è verificata una malformazione del cranio.

I risultati di uno studio che comprendeva circa 270 gravidanze esposte durante il primo trimestre, non hanno evidenziato nessun rischio teratogeno. Non si può escludere una possibile associazione con la comparsa di ernie inguinali.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Ad eccezione della soluzione isotonica di cloruro di sodio, Pethidin HCl Sintetica non deve essere miscelato con nessun altro medicamento.

Influenza su metodi diagnostici

Dati mancanti.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con “EXP” sul contenitore.

Stabilità dopo apertura

Dopo l’apertura utilizzare immediatamente. Smaltire la quantità residua di soluzione.

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

Conservare nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce e a temperatura ambiente (15–25°C).

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell’omologazione

52109 (Swissmedic).

Confezioni

Pethidin HCl Sintetica soluzione iniettabile 50 mg amp 10× 1 ml (A+)

Pethidin HCl Sintetica soluzione iniettabile 100 mg amp 10× 2 ml (A+)

Titolare dell’omologazione

Sintetica SA, 6850 Mendrisio.

Stato dell’informazione

Febbraio 2024

Informazioni su questo documento

Fonte: Swissmedic – Informazione sui medicamenti (AIPS) · Numero dell’omologazione: 52109

Stato dell’informazione secondo il testo: 02/2024

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