Informazione professionale - Paracodin, Gocce
Composizione
Principio attivo
Dihydrocodeini thiocyanas.
Eccipienti
Saccharum 102.5 mg, glycerolum (E 422), ethanolum 96 per centum 184.5 mg (21 % V/V), saccharinum natricum corresp. natrium < 23 mg, aromatica (Thymus essence, Cocoa essence, Honey essence), E 150a, methylis parahydroxybenzoas (E 218) 0.615 mg, acidum citricum monohydricum, aqua purificata ad solutionem pro 1 ml.
Forma galenica e quantità di principio attivo per unità
30 gocce (1 ml) contengono 10 mg di Dihydrocodeini thiocyanas.
Indicazioni/possibilità d’impiego
Indicazioni riconosciute
Tosse o accessi di tosse, in particolare nelle affezioni infiammatorie delle vie respiratorie, per esempio in caso di faringite, laringite, tracheite, bronchite, pertosse, e anche per calmare la tosse che accompagna l’enfisema e la tubercolosi polmonare.
Possibilità d’impiego
Paracodin può essere anche usato per il trattamento sintomatico della diarrea.
Posologia/impiego
Posologia abituale
| Età Peso corporeo Dose quotidiana |
| (anni) medio (kg) (numero gocce) |
| A partire 38–65 da 24 a 35 gocce |
| da 12 anni tre volte al dì |
| e adulti |
Si consiglia di non somministrare i preparati antitosse Paracodin a digiuno.
Posologie particolari
Nel paziente affetto da insufficienza renale terminale e nel paziente anziano, la somministrazione di diidrocodeina porta a concentrazioni plasmatiche elevate; inoltre, l’eliminazione della diidrocodeina è rallentata nel paziente dializzato. In tal caso, l’intervallo fra le dosi deve essere prolungato.
Controindicazioni
Ipersensibilità alla diidrocodeina o a un altro componente di Paracodin.
Stati patologici in cui si deve evitare una depressione del centro respiratorio, come insufficienza respiratoria, crisi d’asma e coma; somministrazione prolungata in caso di costipazione cronica. Stati patologici con stasi importante delle secrezioni bronchiali; ultimo trimestre di gravidanza.
La diidrocodeina è controindicata nei bambini di età inferiore a 12 anni.
La diidrocodeina è controindicata nelle donne che allattano (vedere «Gravidanza /
AIIattamento»).
Avvertenze e misure precauzionali
Rischio di crisi convulsive, lesioni alla testa e patologie che implicano ipertensione endocranica.
Usare con cautela in presenza di affezioni accompagnate da una limitazione della funzionalità respiratoria. In caso di tosse molto produttiva, l’inibizione del riflesso della tosse può portare ad una stasi delle secrezioni con il rischio di infezione o broncospasmo. Come con tutti i farmaci ad azione centrale, si deve evitare il consumo di bevande alcoliche durante il trattamento con i preparati Paracodin.
Paracodin contiene saccarosio. I pazienti con una rara intolleranza ereditaria al fruttosio /galattosio, malassorbimento di glucosio-galattosio o insufficienza di sucrasi-isomaltasi non dovrebbero usare questo medicinale.
Questo medicinale contiene (21% v/v) etanolo (alcol), cioè fino a 184 mg di etanolo 96% per ml, corrispondente a 4,2 ml di birra o 1,75 ml di vino per ml (equivalente a 30 gocce).
Questo farmaco contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per ml, cioè è praticamente "senza sodio".
Il farmaco contiene 0,615 mg di para-idrossibenzoato di metile, che può causare reazioni allergiche, anche tardive.
La possibilità che la cimetidina e altre sostanze che influenzano il metabolismo epatico (per es. chinidina e fluoxetina) aumentino l’effetto della diidrocodeina non può essere esclusa.
Nei pazienti con fenotipo «metabolizzatori ultrarapidi del CYP2D6», esiste probabilmente un rischio aumentato di sovradosaggio delIa diidromorfina. Il metabolismo delIa diidrocodeina (e la sua conversione in diidromorfina) è simile a quello delIa codeina. Nei metabolizzatori estensivi o ultrarapidi del CYP2D6, Ia durata di questa fase è fortemente ridotta. La codeina comporta un rischio simile che è noto ma, contrariamente al diidrocodeinone, questa sostanza non possiede propriamente alcun effetto analgesico ed è convertita dal CYP2D6 in morfina, il suo metabolita attivo. Pertanto, i metabolizzatori estensivi o ultrarapidi del CYP2D6 possono sviluppare un’intossicazione da oppioidi anche dopo somministrazione delle dosi abituali di codeina.
La diidrocodeina è sconsigliata nei giovani di età compresa fra 12 e 18 anni che soffrono di disturbi respiratori, perché potrebbero sviluppare i sintomi di sovradosaggio di oppiacei. Se è comunque necessario somministrare Paracodin, occorre fare particolarmente attenzione ad eventuali sintomi di depressione respiratoria.
Dipendenza e potenziale di abuso
L'uso ripetuto di oppioidi si possono sviluppare tolleranza, dipendenza fisica e/o psicologica. La dipendenza iatrogena dopo uso terapeutico di oppioidi è una manifestazione nota. Paracodin, come altri oppioidi, può essere soggetto ad abuso e tutti i pazienti trattati con oppioidi richiedono un monitoraggio dei segni di abuso e dipendenza. I pazienti maggiormente a rischio per abuso di oppioidi possono comunque essere trattati in modo appropriato con gli oppioidi, ma questi pazienti devono essere ulteriormente monitorati per individuare eventuali segni di abuso, di uso scorretto o di dipendenza. L'uso ripetuto di Paracodin può dare luogo al disturbo da uso di oppioidi. L'abuso o l'uso errato intenzionale di Paracodin può comportare un sovradosaggio e/o il decesso. Il rischio di sviluppare un disturbo da uso di oppioidi è maggiore nei pazienti con storia personale o familiare (genitori o fratelli/sorelle) di disturbi da uso di sostanze (compreso il disturbo da uso di alcol), nei fumatori o in pazienti con storia personale di altri disturbi della salute mentale (ad es. depressione maggiore, ansia e disturbi di personalità). I pazienti devono essere monitorati per rilevare eventuali segni di comportamento di ricerca di medicamenti (ad es. la richiesta di prescrizioni ripetute troppo presto). Ciò include il controllo dell'uso concomitante di oppioidi e psicofarmaci (come le benzodiazepine). Nei pazienti che presentano segni e sintomi di disturbi da uso di oppioidi, si consiglia di prendere in considerazione il consulto con un esperto di problemi di assuefazione.
Depressione respiratoria
Come per tutti gli oppioidi, l'uso di Paracodin sussiste un rischio di depressione respiratoria clinicamente significativa. La depressione respiratoria può portare all'arresto respiratorio e al decesso se non viene riconosciuta e trattata immediatamente. A seconda delle condizioni cliniche del paziente, il trattamento della depressione respiratoria comprende un attento monitoraggio, misure di supporto e la somministrazione di antagonisti degli oppioidi. Una depressione respiratoria grave, pericolosa per la vita o fatale può verificarsi in qualsiasi momento del trattamento, con un rischio maggiore all'inizio del trattamento o dopo un aumento della dose.
Disturbi respiratori nel sonno
Gli oppioidi possono causare disturbi respiratori correlati al sonno come apnea centrale del sonno (CSA) e l'ipossiemia sonno-correlata. L'uso di oppioidi aumenta il rischio di CSA in maniera dose-dipendente. Bisogna valutare l'opportunità di ridurre il dosaggio totale di oppioidi nei pazienti che presentano CSA.
Uso concomitante con sedativi centrali
L'uso concomitante di oppioidi con benzodiazepine o altri sedativi centrali può portare a grave sedazione, depressione respiratoria, coma e decesso. A causa di questi rischi, gli oppioidi e le benzodiazepine o sedativi centrali devono essere somministrati in concomitanza solo a pazienti per i quali non sono disponibili altre opzioni terapeutiche. Se si decide di prescrivere Paracodin in concomitanza con benzodiazepine o altri sedativi centrali, si deve scegliere la dose efficace più bassa e una durata minima dell'uso concomitante. I pazienti devono essere attentamente monitorati per rilevare segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione (vedere paragrafo "Interazioni").
Esposizione accidentale
I pazienti e chi li assiste devono essere informati che Paracodin contiene un principio attivo in quantità potenzialmente letale, in particolare per i bambini. I pazienti e i loro caregiver devono essere avvisati di tenere tutte le dosi fuori dalla portata dei bambini e di smaltire correttamente le unità di dosaggio aperte o inutilizzate.
Sindrome da astinenza da oppioidi neonatale
L'uso prolungato di Paracodin durante la gravidanza può portare alla sindrome da astinenza da oppioidi neonatale, potenzialmente fatale se non riconosciuta e trattata in tempo. Il trattamento deve seguire i protocolli sviluppati da esperti di neonatologia. Se l'uso di oppioidi in una donna in gravidanza è necessario per un periodo prolungato, informare la paziente del rischio di sindrome da astinenza da oppioidi neonatale e assicurarsi che sia disponibile il trattamento appropriato, se necessario.
Insufficienza surrenalica
Gli oppioidi possono causare un'insufficienza surrenalica reversibile che richiede un monitoraggio e una terapia sostitutiva con glucocorticoidi. I sintomi dell'insufficienza surrenalica possono includere, ma non solo: nausea, vomito, perdita di appetito, affaticamento, debolezza, vertigini o pressione bassa.
Diminuzione degli ormoni sessuali e aumento della prolattina.
L'uso prolungato di oppioidi può essere associato a una diminuzione dei livelli di ormoni sessuali e a un aumento dei livelli di prolattina. I sintomi includono diminuzione della libido, impotenza o amenorrea.
Spasmo dello sfintere di Oddi/pancreatite
Gli oppioidi possono causare disfunzioni e spasmi dello sfintere di Oddi, aumentando la pressione intrabiliare e il rischio di sintomi delle vie biliari e pancreatite.
Interazioni
L’associazione di diidrocodeina ed altri sedativi ad effetto centrale, compresi gli antidepressivi triciclici, può incrementare l’effetto sedativo e depressivo sull’attività respiratoria. L’effetto degli analgesici è rinforzato in caso di somministrazione concomitante. In associazione all’alcol, la diidrocodeina riduce il livello di performance psicomotoria. Come con tutti i farmaci ad azione centrale, si deve dunque evitare il consumo di bevande alcoliche durante il trattamento con Paracodin.
In caso di trattamento concomitante con inibitori della MAO oppure nelle due settimane successive alla fine del trattamento con un inibitore della MAO, possono verificarsi effetti collaterali sul SNC: maggiore eccitabilità, febbre alta o effetti sulla funzionalità respiratoria.
La possibilità che la cimetidina e altre sostanze che influenzano il metabolismo epatico (per es. chinidina e fluoxetina) aumentino l’effetto della diidrocodeina non può essere esclusa.
La O-dealchilazione della diidrocodeina in metaboliti della diidromorfina e dei suoi coniugati può essere parzialmente realizzata dall’isoenzima CYP2D6 del citocromo P450.
L'uso concomitante di altri medicamenti ad azione sul SNC, come altri oppioidi, sedativi come benzodiazepine o ipnotici, anestetici generali, fenotiazine, tranquillanti, rilassanti muscoloscheletrici, antistaminici sedativi, I gabapentinoidi (gabapentin e pregabalin) e l'alcol possono provocare effetti depressivi additivi, che possono portare a depressione respiratoria, ipotensione, forte sedazione o coma e talvolta possono essere fatali (vedere la sezione "Avvertenze e misure precauzionali").
La sindrome da serotonina può verificarsi con la somministrazione concomitante di oppioidi con inibitori delle monoamino-ossidasi (inibitori MAO) e agenti serotoninergici come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori della ricaptazione della serotonina e noradrenalina (SNRI) e gli antidepressivi triciclici (TCA). I sintomi della sindrome da serotonina possono includere alterazione dello stato di coscienza, instabilità autonomica, anomalie neuromuscolari e/o sintomi gastrointestinali.
Gravidanza/Allattamento
Non esiste sufficiente esperienza d’uso nell’uomo; non è possibile escludere deboli effetti teratogeni. Per la codeina, è stata osservata nell’uomo una relazione significativa fra malformazioni delle vie respiratorie e la terapia somministrata durante i primi quattro mesi di gravidanza.
Inoltre, si sono notati sintomi di astinenza nel neonato dopo l’uso di codeina durante l’ultimo trimestre di gravidanza.
Al termine della gravidanza, appena prima del parto, o nel corso della gravidanza in caso di rischio di parto prematuro, gli oppiacei non devono essere utilizzati perché attraversano la barriera placentare e possono provocare insufficienza respiratoria nel neonato.
I neonati sono particolarmente sensibili agli oppiacei. Paracodin non deve essere usato in gravidanza, a meno che non sia strettamente indispensabile.
L'uso prolungato di Paracodin durante la gravidanza può portare alla sindrome da astinenza da oppioidi neonatale, potenzialmente pericolosa fatale se non riconosciuta e trattata in tempo. Il trattamento deve seguire i protocolli sviluppati da esperti di neonatologia. Se l'uso di oppioidi in una donna in gravidanza è necessario per un periodo prolungato, informare la paziente del rischio di sindrome da astinenza da oppioidi neonatale e assicurarsi che sia disponibile il trattamento appropriato, se necessario.
La diidrocodeina e i suoi sali passano nel latte materno, perciò i lattanti subiscono gli effetti della diidrocodeina. Le gocce di Paracodin non devono essere prese nel periodo dell’allattamento.
La diidrocodeina è controindicata nelle donne che allattano. Dato che la diidrocodeina viene sintetizzata nello stesso modo della codeina, ci si può aspettare che venga escreta nel latte materno, con conseguente rischio d’intossicazione da oppioidi per il lattante (vedere anche le misure di precauzione per i pazienti del fenotipo «metabolizzatori ultrarapidi del CYP206»).
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine
Questo farmaco, anche se usato nel rispetto delle indicazioni, può modificare, in pazienti predisposti, la capacità di reazione al punto di compromettere la capacità di partecipare attivamente alla circolazione stradale o di azionare macchinari. Questo vale, in particolare, quando ci sia associazione con l’alcol e con medicinali suscettibili di alterare la capacità di reazione.
Effetti indesiderati
Disturbi psichiatrici
Frequenza non nota: dipendenza, euforia.
Patologie del sistema nervoso
Non comune: fatica, torpore, leggera sonnolenza e cefalee lievi.
Patologie dell'occhio
A dosi elevate o in pazienti particolarmente sensibili, la coordinazione oculomotoria e l’acuità visiva possono peggiorare in funzione della dose.
Patologie cardiache
A dosi supraterapeutiche o in caso d’intossicazione, può sopravvenire una sincope, la caduta della pressione arteriosa.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Frequenza non nota: Depressione respiratoria, sindrome da apnea del sonno centrale. L’edema polmonare può verificarsi a dosi supraterapeutiche, specialmente in chi soffre di insufficienza respiratoria.
Patologie gastrointestinali
Un effetto indesiderato comune è la costipazione. All’inizio del trattamento, si possono verificare nausea e vomito.
Frequenza non nota: pancreatite
Patologie epatici e biliari
Frequenza non nota: spasmo dello sfintere di Oddi
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Possono manifestarsi reazioni allergiche e/o cutanee, per es. sotto forma di prurito, esantema, orticaria o edema di Quincke.
Patologie renali e urinarie
Sono stati sporadicamente riferiti casi di ritenzione urinaria.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Sovradosaggio
L’intossicazione da diidrocodeina è caratterizzata da una depressione respiratoria estrema.
I sintomi sono in larga misura quelli dell’intossicazione da morfina: sonnolenza estrema che evolve verso il torpore e il coma, generalmente accompagnata da miosi. L’ipossia riporta alla dilatazione della pupilla. Sono possibili vomito, cefalea, costipazione e ritenzione d’urina. Si può manifestare cianosi, ipossia, freddezza della pelle, perdita di tono muscolare e areflessia, talvolta anche bradicardia e caduta pressoria. A volte, specialmente nel bambino, gli unici sintomi sono gli spasmi.
In caso di sovradosaggio di oppioidi è stata osservata una leucoencefalopatia tossica.
In funzione della gravità dei sintomi del sovradosaggio, si devono prendere le misure seguenti: eliminazione dell’effetto della diidrocodeina tramite un antagonista degli oppiacei come il naloxone. La somministrazione di naloxone deve essere ripetuta, perché l’azione della diidrocodeina è più persistente di quella del naloxone. Se questo farmaco non è utilizzabile, si deve fare ricorso a un trattamento sintomatico che consiste specialmente nel decubito laterale stabile, l’assistenza respiratoria ed un trattamento d’urto.
Proprietà/Effetti
Codice ATC: N02AA08
Meccanismo d’azione/Farmacodinamica
Paracodin è un preparato antitosse che agisce centralmente. L’effetto pronunciato della diidrocodeina sul centro bulbare della tosse riduce la frequenza e l’intensità degli accessi.
L’effetto sedativo della tosse di Paracodin è più potente di quello della codeina, si instaura più rapidamente e si mantiene più a lungo. Al contrario della codeina, l’effetto analgesico di Paracodin è rafforzato, pertanto il suo impiego è particolarmente indicato nel caso di tosse accompagnata da dolore. La diidrocodeina esercita anche un’azione sedativa dipendente dalla dose. La diidrocodeina riduce la motilità e aumenta il tono del tratto gastrointestinale, provocando così una contrazione degli sfinteri. Ne risulta una diminuzione dei movimenti peristaltici dell’intestino.
Farmacocinetica
Assorbimento
Il tiocianato di diidrocodeina viene assorbito rapidamente al 90% circa dopo la somministrazione orale. La biodisponibilità relativa è solamente del 21% a causa di un effetto importante di primo passaggio epatico.
Metabolismo
I principali metaboliti plasmatici sono la diidrocodeina non coniugata e coniugata: il 31% di una dose unica di diidrocodeina è escreto in 25 ore sotto forma di diidrocodeina e dal 28 al 31% sotto forma di coniugato diidrocodeina-6. Gli altri metaboliti sono la nordiidrocodeina (da 16 a 20%), il coniugato nordiidrocodeina-6 (da 5 a 6%), il coniugato diidromorfina-3 o diidromorfina-6 (da 1 a 8%) e la diidromorfina (da 0,1 a 0,5%). La O-desalchilazione della diidrocodeina in metaboliti della diidromorfina e dei suoi coniugati può essere parzialmente effettuata dall’isoenzima CYP2D6 del citocromo P450.
Eliminazione
Nell’adulto sano, l’emivita è di 3,3 fino a 5,8 ore. L’eliminazione è principalmente per via renale, sotto forma dei metaboliti citati.
La diidrocodeina e i suoi sali passano nella circolazione sanguigna fetale. Si osservano concentrazioni farmacologicamente significative nel latte materno dopo la somministrazione della diidrocodeina e dei suoi sali.
Dati preclinici
Potenziale mutageno e cancerogeno
Non sono disponibili studi sul potenziale mutageno e cancerogeno della diidrocodeina e dei suoi sali. Studi in vivo e in vitro della codeina, sostanza di struttura affine, non hanno evidenziato nessun potenziale mutageno. Studi a lungo termine con la codeina sul topo e sul ratto non hanno rivelato effetti cancerogeni.
Tossicità per la riproduzione
Non sono stati condotti studi di tossicologia della riproduzione per la diidrocodeina e i suoi sali. Per la codeina, si è osservato nell’uomo un’associazione significativa fra le malformazioni delle vie respiratorie e il farmaco assunto durante i primi quattro mesi di gravidanza. Inoltre, si sono osservati sintomi di astinenza nel neonato dopo l’uso di codeina durante l’ultimo trimestre di gravidanza.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicinale non deve essere usato dopo la data di scadenza riportata sulla scatola dopo «EXP».
Osservazioni sulla conservazione
Richiudere con cura il contenitore dopo l’utilizzo, conservare al riparo dalla luce, in luogo asciutto e a temperatura ambiente (15–25 °C).
Indicazioni per la manipolazione
nessuna informazione
Numero dell’omologazione
23774 (Swissmedic).
Confezioni
Paracodin gocce 20 ml (B)
Titolare dell’omologazione
Farmaceutica Teofarma Suisse SA, 6901 Lugano.
Stato dell’informazione
Novembre 2024.
