Informazione professionale - Pantozol Granula
Composizione
Principi attivi
Pantoprazolo come pantoprazolo sodico sesquiidrato.
Sostanze ausiliarie
Cellulosa microcristallina, crospovidone, ipromellosa, sodio carbonato, polisorbato 80, povidone K25, biossido di titanio (E171), ossido di ferro giallo (E172), acido metacrilico – etile acrilato copolimero (1:1) dispersione 30%, sodio laurilsolfato, trietile citrato, talco.
Il contenuto di sodio per bustina è pari complessivamente a 5,26 mg.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
1 bustina di Pantozol Granula con granulato gastroresistente contiene: 40 mg di pantoprazolo.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Trattamento dell'infezione causata dal batterio Helicobacter pylori in combinazione con due antibiotici nell'ulcera duodenale e nell'ulcera gastrica. Prevenzione di ulcere gastroduodenali indotte da FANS in pazienti con alto rischio di sviluppare tali lesioni e nei quali non è possibile evitare il trattamento con FANS.
Casi acuti di ulcera duodenale e ulcera gastrica. Forme lievi e moderate di esofagite da reflusso (grado 2–3 secondo Savary-Miller). Sindrome di Zollinger-Ellison e altre malattie associate a ipersecrezione patologica di acido gastrico.
Posologia/Impiego
Adulti:
Eradicazione di Helicobacter pylori
Nell'ulcera duodenale e nell'ulcera gastrica, in presenza di un'infezione dimostrata da Helicobacter pylori, si deve procedere all'eradicazione dell'infezione mediante terapia combinata. Per indicazioni sul quadro locale di resistenza e sulla corretta modalità di impiego e prescrizione degli antibiotici, consultare le linee guida applicabili e l'informazione professionale dei singoli medicamenti. Per l'eradicazione di Helicobacter pylori si raccomandano, a seconda del quadro di resistenza, le seguenti combinazioni:
- a) 2 volte al giorno 1 bustina di Pantozol Granula
+ 2 volte al giorno 1000 mg di amoxicillina
+ 2 volte al giorno 500 mg di claritromicina.
- b) 2 volte al giorno 1 bustina di Pantozol Granula
+ 2 volte al giorno 400-500 mg di metronidazolo
+ 2 volte al giorno 250-500 mg di claritromicina.
- c) 2 volte al giorno 1 bustina di Pantozol Granula
+ 2 volte al giorno 1000 mg di amoxicillina
+ 2 volte al giorno 500 mg di metronidazolo.
La terapia combinata per l'eradicazione dell'infezione da Helicobacter pylori viene somministrata per 7 giorni. In caso di terapia combinata con metronidazolo, si deve rispettare la durata massima consigliata di 10 giorni per il trattamento con tale medicamento. Per garantire la cicatrizzazione dell'ulcera, occorre attenersi alle raccomandazioni posologiche per l'ulcera gastrica e duodenale.
Se la terapia combinata non è indicata, ad es. perché il paziente è negativo per Helicobacter pylori, si applicano le seguenti linee guida posologiche per la monoterapia con Pantozol Granula:
Ulcera duodenale, ulcera gastrica, esofagite da reflusso e prevenzione dell'ulcera gastroduodenale indotta da FANS:
Di norma 1 bustina di Pantozol Granula al giorno. In singoli casi, in particolare in mancanza di risposta ad altri medicamenti, l'esofagite da reflusso e l'ulcera gastrica e duodenale possono essere trattate con una dose doppia (incremento a 2 bustine di Pantozol Granula al giorno).
Nella maggior parte dei casi, l'ulcera duodenale guarisce entro 2 settimane. Qualora un trattamento di due settimane non sia sufficiente, la cicatrizzazione si ottiene nella quasi totalità dei casi con altre due settimane di terapia. Nell'ulcera gastrica e nell'esofagite da reflusso, la guarigione avviene di solito entro 4 settimane.
Qualora un trattamento di quattro settimane non sia sufficiente, la guarigione si ottiene generalmente con altre quattro settimane di terapia.
Sindrome di Zollinger-Ellison e malattie associate a ipersecrezione patologica di acido gastrico
Terapia a lungo termine della sindrome di Zollinger-Ellison e di altre malattie associate a ipersecrezione patologica di acido gastrico: dose iniziale raccomandata di 80 mg (2 bustine di Pantozol Granula) al giorno. Successivamente la posologia può essere adattata individualmente sulla base della determinazione della secrezione di acido gastrico. Per dosaggi superiori a 80 mg al giorno, la dose giornaliera deve essere suddivisa in due somministrazioni. È possibile aumentare temporaneamente la dose a più di 160 mg di pantoprazolo al giorno; tale dosaggio tuttavia va mantenuto solo per il tempo necessario a ottenere un controllo adeguato della secrezione acida.
Nella sindrome di Zollinger-Ellison e di altre malattie associate a ipersecrezione patologica di acido gastrico, non vi sono limiti alla durata del trattamento, che va proseguito fino a quando sussiste una necessità clinica.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
In presenza di grave insufficienza epatica, la dose giornaliera deve essere ridotta a 20 mg di pantoprazolo.
Non sono disponibili dati relativi all'efficacia e alla sicurezza di 1 x 20 mg di pantoprazolo al giorno nella terapia combinata per l'eradicazione di H. pylori in pazienti con gravi disturbi della funzionalità epatica.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Nei pazienti con compromissione della funzionalità renale non deve essere superata la dose giornaliera di 40 mg di pantoprazolo.
Non sono disponibili dati clinici relativi all'efficacia e alla sicurezza di 1 x 40 mg di pantoprazolo al giorno nella terapia combinata per l'eradicazione di H. pylori in pazienti con compromissione della funzionalità renale.
Pazienti anziani
Nei pazienti anziani, non deve essere superata la dose giornaliera di 40 mg di pantoprazolo.
Bambini e adolescenti
Non sono disponibili esperienze sufficienti con pantoprazolo 40 mg nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni.
Modo di somministrazione
Pantozol Granula deve essere assunto intero, senza masticare, circa 30 minuti prima della colazione. L'assunzione avviene dopo averlo miscelato con una piccola quantità (almeno 15 ml) di succo di mela o d'arancia oppure con acqua. Pantozol Granula deve essere assunto immediatamente dopo la miscelazione. In alternativa, Pantozol Granula può essere mescolato con un cucchiaino di purea di mela e assunto entro 10 minuti.
Nella terapia combinata per l'eradicazione dell'infezione da Helicobacter pylori, la seconda dose di Pantozol Granula va assunta prima di cena.
Pantozol Granula può anche essere somministrato tramite sondino gastrico o sondino nasogastrico con l'ausilio di succo di mela, succo d'arancia senza polpa o acqua (vedere «Istruzioni per la manipolazione»).
Controindicazioni
Pantozol Granula non deve essere utilizzato in caso di ipersensibilità nota al principio attivo, ai benzimidazoli sostituiti o a una delle sostanze ausiliarie di Pantozol Granula.
Avvertenze e misure precauzionali
Ridotta funzionalità epatica
Nei pazienti con gravi disturbi della funzionalità epatica è necessario controllare regolarmente gli enzimi epatici durante il trattamento con Pantozol Granula, specialmente in caso di terapia a lungo termine. In caso di aumento degli enzimi epatici, la terapia con Pantozol Granula deve essere sospesa.
Trattamento concomitante con FANS
La somministrazione di Pantozol Granula nella prevenzione delle ulcere gastroduodenali indotte da FANS deve essere limitato ai pazienti che non possono fare a meno del trattamento con FANS e che presentano un rischio elevato di sviluppare complicanze gastroduodenali. L'aumento del rischio deve essere valutato sulla base di fattori individuali, ad es. età (>65 anni), anamnesi di ulcere gastroduodenali o emorragie nel tratto gastrointestinale superiore.
Finora non sono disponibili esperienze sul trattamento di bambini di età inferiore ai 12 anni.
Terapia combinata
In caso di terapia combinata occorre attenersi a quanto riportato nelle informazioni professionali dei singoli medicamenti.
Somministrazione a lungo termine
Solo un numero limitato di pazienti è stato trattato con Pantozol per anni. Quando si valuta il rapporto rischi-benefici individuale per i trattamenti di durata superiore a 1 anno, si deve tenere conto di questa limitata esperienza nella terapia a lungo termine. Pantozol non è indicato per disturbi gastrointestinali minori, ad es. disturbi gastrici di origine nervosa.
Insorgenza di sintomi di allarme
In presenza di sintomi di allarme (come ad es. perdita di peso significativa e inspiegabile, emesi ripetuta, disfagia, ematemesi, anemia o melena) e se si riscontra o si sospetta un'ulcera gastrica, è necessario escludere la possibilità di una lesione maligna, perché il trattamento con Pantozol può mascherare i sintomi e quindi ritardare la formulazione della diagnosi.
Se i sintomi persistono nonostante un trattamento adeguato, si devono considerare ulteriori indagini.
Infezioni batteriche gastrointestinali
Come tutti gli inibitori della pompa protonica (IPP), anche pantoprazolo può determinare l'aumento dei batteri normalmente presenti nel tratto gastrointestinale superiore. Il trattamento con Pantozol può pertanto portare ad un lieve aumento del rischio di infezioni batteriche gastrointestinali, quali ad es. Salmonella, Campylobacter o Clostridium difficile.
Influsso sull'assorbimento della vitamina B12
Il trattamento quotidiano per periodi prolungati (alcuni anni) con medicamenti che inibiscono la secrezione acida può causare un malassorbimento di cianocobalamina (vitamina B12) dovuto a ipocloridria o acloridria. Occorre considerare una possibile carenza di cianocobalamina nei pazienti con sindrome di Zollinger-Ellison ed altre malattie associate a ipersecrezione patologica che richiedono un trattamento a lungo termine. Questa eventualità deve essere considerata anche in pazienti con ridotte riserve corporee di vitamina B12 o con fattori di rischio per un minore assorbimento (come gli anziani) in caso di terapia a lungo termine o in presenza di sintomi clinici rilevanti.
Ipomagnesemia
In pazienti trattati con IPP (inibitori della pompa protonica) come pantoprazolo per almeno 3 mesi (nella maggior parte dei casi per 1 anno) sono stati segnalati casi di ipomagnesiemia grave. Possono manifestarsi gravi sintomi di ipomagnesiemia, tra cui stanchezza, tetania, delirio, crampi, vertigini e aritmie ventricolari, che possono avere un esordio insidioso e sfuggire alla diagnosi. Nella maggior parte dei pazienti interessati, l'ipomagnesiemia è migliorata dopo l'assunzione di magnesio e l'interruzione del trattamento con l'IPP (inibitore della pompa protonica). Nei pazienti per i quali si prevede un trattamento a lungo termine o che assumono IPP (inibitori della pompa protonica) in concomitanza con digossina o medicamenti che possono causare ipomagnesiemia (ad es. diuretici), occorre considerare l'eventuale misurazione dei livelli di magnesio prima di iniziare il trattamento con IPP e periodicamente durante la terapia.
Fratture ossee
Gli inibitori della pompa protonica, specialmente se utilizzati a dosaggi elevati e per periodi prolungati (>1 anno) possono aumentare leggermente il rischio di fratture dell'anca, del polso e della colonna vertebrale, soprattutto negli anziani o in pazienti con altri fattori di rischio noti. Studi osservazionali suggeriscono che gli inibitori della pompa protonica possono aumentare il rischio generale di fratture del 10%–40%. Tale aumento può essere in parte dovuto ad altri fattori di rischio. I pazienti a rischio di osteoporosi devono essere trattati secondo le attuali linee guida cliniche e ricevere un adeguato apporto di calcio e vitamina D.
Interferenza con esami di laboratorio
Durante il trattamento con medicamenti che inibiscono la secrezione acida, la gastrina sierica aumenta in risposta alla ridotta secrezione di acidi. Anche la cromogranina A (CgA) aumenta in risposta alla ridotta secrezione di acidi. L'aumento del livello di CgA può interferire con gli esami diagnostici per i tumori neuroendocrini. In letteratura viene suggerito di sospendere il trattamento con un IPP per 5–14 giorni prima della determinazione della CgA finalizzata alla diagnosi o al follow-up di un tumore neuroendocrino, poiché l'aumento iatrogeno dei livelli di CgA regredisce in un periodo di 5–14 giorni, di rado anche più lungo. Trascorso tale intervallo, se i livelli di CgA sono ancora troppo elevati occorre ripetere la determinazione.
Gravi reazioni cutanee correlate al medicamento (SCAR)
Gravi reazioni cutanee correlate al medicamento (SCAR) tra cui eritema multiforme, sindrome di Stevens Johnson (SSJ), necrolisi epidermica tossica (TEN), reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) e pustulosi esantematica acuta generalizzata (AGEP) sono state segnalate con pantoprazolo e altri PPI (vedere la rubrica «Effetti indesiderati»). Il pantoprazolo deve essere interrotto ai primi segni o sintomi di gravi reazioni cutanee correlate al medicamento o altri segni di ipersensibilità e devono essere prese in considerazione ulteriori indagini.
Lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS)
In casi estremamente rari, gli inibitori della pompa protonica sono stati associati all'insorgenza di lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS). In presenza di lesioni, soprattutto in zone cutanee esposte ai raggi solari, eventualmente accompagnate da artralgia, il paziente deve richiedere assistenza medica immediata e il personale medico deve valutare se sospendere il trattamento con Pantozol Granula. La comparsa di LECS dopo un precedente trattamento con un inibitore della pompa protonica può aumentare il rischio di insorgenza di LECS durante l'assunzione di altri inibitori della pompa protonica.
Sodio
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per bustina, cioè essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Interazione farmacocinetiche
A causa della profonda e prolungata inibizione della produzione di acido gastrico, pantoprazolo può ridurre l'assorbimento di medicamenti la cui biodisponibilità dipende dal pH, ad es. antimicotici azolici come ketoconazolo, itraconazolo e posaconazolo e altri medicamenti come erlotinib.
Interazione farmacodinamiche
Pantoprazolo è ampiamente metabolizzato nel fegato dal sistema enzimatico del citocromo P450. La principale via di metabolizzazione comprende la demetilazione da parte di CYP2C19; altre vie metaboliche includono l'ossidazione da parte di CYP3A4.
Studi di interazione con medicamenti metabolizzati dallo stesso sistema enzimatico, come carbamazepina, diazepam, glibenclamide, nifedipina e un contraccettivo orale contenente levonorgestrel ed etinilestradiolo, non hanno evidenziato interazioni clinicamente significative.
Dati in-vivo
I risultati di una serie di studi di interazione mostrano che pantoprazolo non influenza il metabolismo di principi attivi metabolizzati da CYP1A2 (come caffeina, teofillina), CYP2C9 (come piroxicam, diclofenac, naprossene), CYP2D6 (come metoprololo), CYP2E1 (come etanolo), né interferisce con l'assorbimento della digossina associato alla glicoproteina P.
Non vi è inoltre alcuna interazione con gli antiacidi somministrati in concomitanza.
Effetto di Pantoprazol su altri medicamenti
Anticoagulanti cumarinici
Sebbene negli studi di farmacocinetica condotti sull'uomo non siano state osservate interazioni con fenprocumone e warfarin, nella fase di post-marketing sono stati segnalati casi isolati di variazione dell'International Normalized Ratio (INR). Si raccomanda pertanto di monitorare il tempo di protrombina/INR nei pazienti trattati con anticoagulanti cumarinici quando si inizia il trattamento con pantoprazolo, quando lo si interrompe o quando viene somministrato in maniera discontinua.
Inibitori della proteasi dell'HIV
Si sconsiglia l'assunzione concomitante di pantoprazolo e inibitori della proteasi dell'HIV il cui assorbimento dipende da un basso pH intragastrico, quali ad es. atazanavir e nelfinavir, a causa della conseguente significativa riduzione della loro biodisponibilità.
Nel corso di studi di interazione, pantoprazolo è stato somministrato in concomitanza con claritromicina, metronidazolo e/o amoxicillina. Non sono state riscontrate interazioni clinicamente rilevanti.
Metotrexato
L'assunzione concomitante di dosi elevate di metotrexato può incrementare la concentrazione sierica e la persistenza di metotrexato e/o dei suoi metaboliti ed eventualmente determinarne la tossicità.
Pemetrexed
L'assunzione concomitante di inibitori della pompa protonica (IPP) con pemetrexed può aumentare la tossicità del pemetrexed. È necessario prestare cautela quando questi medicinali vengono somministrati contemporaneamente.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Non sono disponibili dati sufficienti sull'utilizzo di pantoprazolo in gravidanza.
Negli studi sugli animali è stata riscontrata una tossicità per la riproduzione (vedere «Dati preclinici»). I rischi potenziali per l'uomo non sono noti.
Pantozol non deve essere utilizzato durante la gravidanza, a meno che non ciò non sia inequivocabilmente necessario.
Allattamento
In studi sugli animali è stato osservato il passaggio di pantoprazolo nel latte materno (vedere anche la rubrica «Farmacocinetica»).
È stata riportata l'escrezione di pantoprazolo nel latte materno umano.
La decisione sull'opportunità di proseguire/interrompere l'allattamento con latte materno o la terapia con Pantozol deve essere presa tenendo conto dei benefici dell'allattamento al seno per il bambino e dei benefici della terapia con Pantozol per la madre.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Possono manifestarsi effetti indesiderati quali vertigini e disturbi visivi (vedere la rubrica «Effetti indesiderati»). I pazienti colpiti non devono guidare veicoli o utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
Si stima che possano insorgere effetti indesiderati in circa il 5% dei pazienti. Gli effetti indesiderati più comunemente segnalati sono diarrea e cefalea, entrambi osservati in circa l'1% dei pazienti.
Elenco degli effetti indesiderati
Gli effetti indesirati sono elencate per classificazione per sistemi e organi MedDRA e per frequenza secondo la seguente convenzione:
«Molto comune» (≥1/10); «comune» (≥1/100, <1/10); «non comune» (≥1/1'000, <1/100); «raro» (≥1/10'000, <1/1'000); «molto raro» (<1/10'000); «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Non è possibile assegnare a una classe di frequenza gli effetti collaterali osservati dopo l'introduzione sul mercato, che vengono pertanto riportati con l'indicazione frequenza «non nota».
Nell'ambito di ciascun gruppo di frequenza, gli effetti collaterali sono riportati in ordine di gravità decrescente.
Gli effetti collaterali osservati con pantoprazolo durante gli studi clinici o dopo l'introduzione sul mercato sono i seguenti:
Patologie del sistema emolinfopoietico
Raro: agranulocitosi.
Molto raro: trombocitopenia, leucopenia, pancitopenia.
Disturbi del sistema immunitario
Raro: ipersensibilità (incl. reazioni anafilattiche e shock anafilattico).
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Raro: iperlipidemia, aumento dei valori lipidici (trigliceridi, colesterolo); variazioni di peso.
Non nota: iponatriemia, ipomagnesiemia (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali»). Una grave ipomagnesiemia può essere associata a ipocalcemia e/o ipokaliemia.
Disturbi psichiatrici
Non comune: disturbi del sonno.
Raro: depressione, peggioramento di stati depressivi preesistenti.
Molto raro: disorientamento, peggioramento di stati di disorientamento preesistenti.
Non nota: allucinazioni, confusione, in particolare in pazienti predisposti, e aggravamento di questi sintomi se preesistenti.
Patologie del sistema nervoso
Non comune: cefalea, vertigini.
Raro: alterazioni del gusto.
Patologie dell'occhio
Raro: disturbi visivi / visione offuscata.
Patologie gastrointestinali
Comune: polipi della ghiandola fundica (benigni).
Non comune: diarrea, nausea / vomito, flatulenza e gonfiore addominale, stipsi, bocca secca, dolore e disturbi addominali.
Non nota: colite microscopica.
Patologie epatobiliari
Non comune: aumento degli enzimi epatici (transaminasi, γ-GT).
Raro: aumento della bilirubina.
Non nota: lesione epatocellulare, ittero, insufficienza epatica.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: rash / esantema / eruzione, prurito.
Raro: orticaria, angioedema.
Molto raro: lupus eritematoso cutaneo subacuto (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Non nota: sindrome di Stevens-Johnson (SSJ); necrolisi epidermica tossica (TEN); sindrome di Lyell; eritema multiforme; fotosensibilità, esantema da medicamenti con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS); pustulosi esantematica acuta generalizzata (AGEP).
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Non comune: fratture dell'anca, del polso o della colonna vertebrale.
Raro: artralgia, mialgia.
Patologie renali e urinarie
Non nota: nefrite interstiziale (con possibile progressione a insufficienza renale).
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Raro: ginecomastia.
Patologie sistemiche
Non comune: astenia, stanchezza e malessere.
Raro: aumento della temperatura corporea; edema periferico.
Non nota: febbre da farmaci.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
Non sono noti casi di sovradosaggio nell'uomo. In singoli casi è stata ben tollerata la somministrazione per via endovenosa di 240 mg nell'arco di 2 minuti.
Trattamento
In caso di sovradosaggio con segni clinici di intossicazione, non è possibile raccomandare terapie specifiche, ad esclusione di un trattamento sintomatico e di supporto.
Poiché pantoprazolo è ampiamente legato alle proteine, non è facilmente dializzabile.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
A02BC02
Meccanismo d'azione
Pantoprazolo appartiene alla classe degli inibitori della pompa protonica e determina un'inibizione specifica e dose-dipendente dell'ATPasi H+/K+ delle cellule parietali, responsabile della secrezione di acido gastrico.
Farmacodinamica
Pantoprazolo è un benzimidazolo sostituito che, dopo l'assorbimento, si concentra nel compartimento acido delle cellule parietali, nel quale viene convertito nella forma attiva, una sulfenamide ciclica. Questa quindi si lega all'ATPasi H+/K+, inibendo la pompa protonica. In questo modo si ottiene un'inibizione prolungata della secrezione basale di acido gastrico e di quella stimolata.
Poiché pantoprazolo agisce a livello della pompa protonica, a valle dei recettori, non importa da quale stimolo (acetilcolina, istamina, gastrina) è attivata la secrezione acida.
Efficacia clinica
Dopo la somministrazione orale o endovenosa, pantoprazolo inibisce in maniera dose-dipendente la secrezione di acido gastrico stimolata dalla pentagastrina. In soggetti trattati con 40 mg per via orale, l'inibizione è stata del 51% il giorno 1 e dell'85% il giorno 7. La somministrazione di 40 mg per via orale ha ridotto l'acidità basale nelle 24 ore del 37% il giorno 1 e del 98% il giorno 7.
Pantoprazolo è selettivo perché esercita pienamente la sua azione solo nell'ambiente fortemente acido (pH <3) delle cellule parietali, mentre rimane in gran parte inattivo a pH più elevati. Di conseguenza, pantoprazolo può espletare la sua piena attività farmacologica, e quindi terapeutica, solo nelle cellule parietali dello stomaco che secernono attivamente acido.
Tale attività si riduce nuovamente, con un meccanismo di feedback, in misura proporzionale all'inibizione complessiva della secrezione acida. Durante una terapia a lungo termine con pantoprazolo, i livelli di gastrina a digiuno aumentano fino a circa due volte i valori normali. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, non si verifica un aumento eccessivo dei livelli di gastrina. Al termine della terapia orale, i livelli mediani di gastrina calano di nuovo sensibilmente. La soppressione della secrezione acida può portare, attraverso l'aumento della secrezione di gastrina, a una proliferazione (iperplasia semplice o adenomatosa) di speciali cellule endocrine (ECL = enterocromaffino-simili). La formazione di precursori carcinoidi (iperplasie atipiche) o di carcinoidi gastrici, riferita negli studi sugli animali (vedere la rubrica «Dati preclinici»), non è stata tuttavia osservata nell'uomo.
Sulla base dei risultati degli studi sugli animali non si può escludere completamente che il trattamento a lungo termine (superiore a un anno) con pantoprazolo influenzi i parametri endocrini della tiroide.
Farmacocinetica
Assorbimento
Pantoprazolo viene assorbito completamente dopo la somministrazione orale. I livelli massimi del principio attivo si raggiungono già dopo una singola somministrazione per via orale o endovenosa della rispettiva dose di pantoprazolo. Le caratteristiche farmacocinetiche non differiscono in caso di somministrazione singola o ripetuta. Nell'intervallo di dosi studiato (10–80 mg), pantoprazolo presenta una cinetica pressoché lineare.
Con Pantozol Granula la concentrazione sierica massima di 1,9 mg/l viene raggiunta dopo 2–2,5 ore a digiuno. L'AUC è pari a circa 5,5 mgh/l. L'assunzione concomitante di cibo riduce sia l'AUC sia la concentrazione sierica massima e ritarda il tempo al raggiungimento della concentrazione massima. Assumendo Pantozol Granula 30 minuti prima della colazione, tale effetto si riduce.
Distribuzione
Il volume di distribuzione è di circa 0,15 l/kg. Il legame alle proteine sieriche di pantoprazolo è di circa il 98%. La capacità di pantoprazolo di attraversare la placenta è stata studiata in femmine di ratto gravide. La permeabilità placentare aumenta con il progredire della gravidanza, quindi la concentrazione nel feto poco prima del parto è elevata, indipendentemente dalla modalità di somministrazione. Nei ratti, al massimo lo 0,02% della dose somministrata viene escreto nel latte materno. A tutt'oggi non sono disponibili dati sull'escrezione nel latte materno umano.
Metabolismo
Pantoprazolo viene metabolizzato quasi esclusivamente per via epatica. La principale via di metabolizzazione comprende una demetilazione da parte di CYP2C19 e quindi una solfatazione; altre vie metaboliche implicano l'ossidazione da parte di CYP3A4. Sia nel siero che nelle urine, il metabolita principale è il desmetilpantoprazolo coniugato con solfato. L'emivita del metabolita principale (circa 1,5 ore) è di poco più lunga rispetto a quella del pantoprazolo. Il metabolita principale non contribuisce all'inibizione della secrezione acida (studi sugli animali).
Eliminazione
Per l'emivita terminale di eliminazione si calcola un valore di circa 1 ora, la clearance è di circa 0,1 l/h/kg. In pochi soggetti è stato osservato un rallentamento dell'eliminazione. A causa dell'attivazione specifica nelle cellule parietali, l'emivita di eliminazione non è correlata alla durata dell'effetto (inibizione della secrezione acida), che è molto maggiore. La maggior parte dei metaboliti (circa l'80%) viene escreta per via renale, mentre la parte restante viene eliminata con le feci.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità epatica
Nei pazienti con cirrosi epatica (classe A e B secondo Child) l'emivita si estende a valori compresi tra 3 e 6 ore (Pantozol 20 mg) o tra 7 e 9 ore (Pantozol 40 mg) e i valori di AUC sono aumentati di un fattore pari a 3–5 (Pantozol 20) o 5–7 (Pantozol 40 mg), ma la massima concentrazione sierica aumenta solo in maniera contenuta, di un fattore 1,3 (Pantozol 20 mg) o 1,5 (Pantozol 40 mg), rispetto agli individui sani.
Disfunzioni renali
Nei pazienti con funzionalità renale compromessa (inclusi i pazienti in dialisi) non sono necessarie riduzioni della dose. L'emivita di pantoprazolo è breve, analogamente a quanto osservato nei soggetti sani. Pantoprazolo è dializzato solo in misura molto limitata. Sebbene il metabolita principale presenti un'emivita moderatamente più lunga (2–3 ore) rispetto alla sostanza madre, la sua eliminazione è comunque troppo rapida per determinare un accumulo.
Pazienti anziani
Il lieve aumento dei valori di AUC e di Cmax osservato negli anziani rispetto ai soggetti giovani non ha alcuna rilevanza clinica. Pantoprazolo deve comunque essere somministrato con cautela in questi pazienti (vedere la rubrica «Posologia/impiego»).
Polimorfismi genetici - Metabolizzatori lenti
Circa il 3% della popolazione europea presenta una carenza funzionale dell'enzima CYP2C19 (« poor metabolizers», ossia metabolizzatori lenti). È probabile che in queste persone il metabolismo di pantoprazolo sia catalizzato prevalentemente da CYP3A4. Dopo una singola somministrazione di 40 mg di pantoprazolo, l'AUC media nei metabolizzatori lenti era di circa sei volte più elevata rispetto ai soggetti con attività enzimatica intatta del CYP2C19 (metabolizzatori rapidi). La concentrazione plasmatica media massima risultava superiore di circa il 60%. Questi risultati non influenzano la posologia di pantoprazolo.
Dati preclinici
I dati preclinici degli studi convenzionali sulla farmacologia di sicurezza, sulla tossicità per somministrazione ripetuta e sulla genotossicità non evidenziano alcun rischio particolare per l'essere umano.
Genotossicità
Gli studi di mutagenicità, i test di trasformazione cellulare e uno studio di legame al DNA mostrano che il pantoprazolo non presenta alcun potenziale genotossico.
Cancerogenicità
In uno studio di carcinogenicità della durata di 2 anni nei ratti, equivalente a un trattamento per l'intera durata della vita dell'animale, sono state riscontrate neoplasie neuroendocrine. Sono comparsi inoltre papillomi squamocellulari nel prestomaco dei ratti. Il meccanismo attraverso il quale i benzimidazoli sostituiti causano lo sviluppo di carcinoidi gastrici è stato studiato approfonditamente; la conclusione di questi studi è che si tratta di un meccanismo indiretto, conseguente al marcato aumento dei livelli sierici di gastrina nei ratti durante la somministrazione cronica della sostanza.
Negli studi della durata di 2 anni in ratti e in topi di sesso femminile è stato osservato un aumento del numero di tumori epatici, che si ritiene attribuibile all'elevato tasso di metabolizzazione di pantoprazolo nel fegato.
Nei ratti è stato osservato un lieve aumento delle neoplasie tiroidee nel gruppo trattato con la dose massima. L'insorgenza di queste neoplasie è associata alle alterazioni della degradazione epatica della tiroxina indotte da pantoprazolo nei ratti.
Tossicità per la riproduzione
In uno studio di riproduzione con somministrazione orale nei ratti, sono stati osservati segni di tossicità fetale (ossificazione incompleta delle ossa del cranio) a dosi superiori a 3 mg/kg.
Gli studi non hanno riscontrato segni dicompromissione della fertilità o di effetti teratogeni. La capacità di pantoprazolo di attraversare la placenta è stata studiata nei ratti. La permeabilità placentare aumenta con il progredire della gravidanza, quindi la concentrazione nel feto poco prima del parto è particolarmente elevata.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare a temperatura ambiente (15-25°C).
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Assunzione in acqua, succo di mela o d'arancia:
1.Aprire una bustina.
2.Versare il contenuto in un bicchiere o in una tazza, oppure su un cucchiaio con una piccola quantità (almeno 15 ml, corrispondenti ad un cucchiaio da tavola colmo) di acqua, succo di mela o d'arancia.
3.Mescolare brevemente.
4.Bere immediatamente.
5.Per assicurarsi di aver assunto l'intera dose, riempire nuovamente il recipiente una o due volte con un po' di acqua, succo di mela o d'arancia e bere immediatamente.
Assunzione con purea di mele:
1.Aprire una bustina.
2.Cospargere il contenuto su un cucchiaio di purea di mele.
3.Assumere entro 10 minuti.
Somministrazione tramite sondino gastrico o sondino nasogastrico:
1.Estrarre lo stantuffo da una siringa per catetere da 60 ml.
2.Collegare la punta della siringa per catetere a un sondino gastrico o a un sondino nasogastrico, 12 French o superiore.
3.Durante la somministrazione, tenere la siringa collegata al sondino il più in alto possibile, per evitare piegature del sondino e favorire un flusso uniforme del contenuto sfruttando la gravità.
4.Versare il contenuto di una bustina nella siringa aperta.
5.Aggiungere 5 ml di acqua, succo di mela o succo d'arancia senza polpa e reinserire delicatamente lo stantuffo oppure (senza stantuffo) svuotare la siringa con una leggera agitazione.
6.Riempire nuovamente la siringa con 5 ml di liquido (vedi sopra) e svuotarla per risciacquare la siringa e il sondino. Ripetere questa operazione una seconda volta. Non devono rimanere granuli nella siringa.
Numero dell'omologazione
58661 (Swissmedic)
Confezioni
Confezioni da 5, 30 e 5×30 (confezione multipla) di bustine [B]
Titolare dell’omologazione
Takeda Pharma AG, 8152 Opfikon
Stato dell'informazione
Settembre 2026
