Informazione professionale - Noradrenalin Nardia 0.016 mg/ml, 0.032 mg/ml, 0.064 mg/ml
Composizione
Principi attivi
Noradrenalinum (ut Noradrenalini tartras).
Sostanze ausiliarie
Natrii chloridum, acidum hydrochloridum, natrii hydroxidum, aqua ad iniectabile.
Questo medicamento contiene 875 mg di sodio per sacca (3.5 mg di sodio per ml).
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Noradrenalin Nardia, soluzione per perfusione pronta all’uso (via endovenosa).
Noradrenalin Nardia 0.016 mg/ml
1 ml contiene 0.016 mg di noradrenalina (da noradrenalina tartrato).
1 sacca da 250 ml contiene 4 mg di noradrenalina (da noradrenalina tartrato).
Noradrenalin Nardia 0.032 mg/ml
1 ml contiene 0.032 mg di noradrenalina (da noradrenalina tartrato).
1 sacca da 250 ml contiene 8 mg di noradrenalina (da noradrenalina tartrato).
Noradrenalin Nardia 0.064 mg/ml
1 ml contiene 0.064 mg di noradrenalina (da noradrenalina tartrato).
1 sacca da 250 ml contiene 16 mg di noradrenalina (da noradrenalina tartrato).
Indicazioni/possibilità d’impiego
La noradrenalina viene usata per aumentare la pressione arteriosa in caso di ipotensione acuta a seguito di uno shock, dopo un arresto cardiaco o durante la rianimazione. Viene utilizzata in combinazione con l’espansione volemica e a integrazione di supporto alle altre soluzioni.
Posologia/impiego
La noradrenalina Nardia viene somministrata tramite infusione endovenosa controllata da una pompa. La soluzione deve essere somministrata utilizzando una pompa per infusione volumetrica in grado di erogare il volume minimo indicato in modo preciso e uniforme, a una velocità di infusione accuratamente controllata, secondo le istruzioni di dosaggio.
La soluzione di noradrenalina per perfusione non deve essere diluita prima dell’uso, ma viene fornita pronta all’uso.
Si deve somministrare la dose efficace più bassa di noradrenalina per il più breve tempo necessario possibile.
Adulti: La velocità di perfusione iniziale per un peso di 70 kg deve essere compresa tra 8 e 12 mg/minuto.
In alternativa: Una volta stabilita la perfusione di noradrenalina, la dose deve essere titolata con incrementi posologici da 0.05 a 0.1 mg/kg/minuto di noradrenalina base, con titolazione crescente fino a ottenere la dose efficace. Esiste un’elevata variazione individuale nella posologia necessaria a ottenere e mantenere la pressione normale. L’obiettivo deve quindi essere quello di stabilire una pressione arteriosa sistolica normale debole (100-120 mmHg) o di raggiungere una pressione arteriosa media adeguata (da > 65 fino a 80 mm Hg – in funzione dello stato del paziente).
La dose media di mantenimento è da 2 a 4 mg/minuto.
Nei pazienti con shock refrattario la dose può arrivare fino a 30 mg/minuto.
Bambini: l’uso nei bambini non è raccomandato. La tabella che segue riporta le indicazioni posologiche per la titolazione della dose:
Noradrenalina Nardia 0.016 mg/ml, soluzione per infusione 250 sacche per infusione da 4 mg di noradrenalina base | |||
Peso del paziente | Posologia (µg/kg/min) noradrenalina base | Posologia (mg/ora) noradrenalina base | Velocità di infusione (ml/ora) |
| 50 kg | 0.05 | 0.15 | 9.4 |
| 0.1 | 0.3 | 18.8 | |
| 0.25 | 0.75 | 46.9 | |
| 0.5 | 1.5 | 94 | |
| 1 | 3 | 188 | |
| 60 kg | 0.05 | 0.18 | 11.2 |
| 0.1 | 0.36 | 22.5 | |
| 0.25 | 0.9 | 56.2 | |
| 0.5 | 1.8 | 112.5 | |
| 1 | 3.6 | 225 | |
| 70 kg | 0.05 | 0.21 | 13.1 |
| 0.1 | 0.42 | 26.3 | |
| 0.25 | 1.05 | 65.8 | |
| 0.5 | 2.1 | 131 | |
| 1 | 4.2 | 263 | |
| 80 kg | 0.05 | 0.24 | 15 |
| 0.1 | 0.48 | 30 | |
| 0.25 | 1.2 | 75 | |
| 0.5 | 2.4 | 150 | |
| 1 | 4.8 | 300 | |
| 90 kg | 0.05 | 0.27 | 17 |
| 0.1 | 0.54 | 33.7 | |
| 0.25 | 1.35 | 84.4 | |
| 0.5 | 2.7 | 170 | |
| 1 | 5.4 | 337 | |
Noradrenalina Nardia 0.032 mg/ml, soluzione per infusione 250 sacche per infusione da 8 mg di noradrenalina base | |||
Peso del paziente | Posologia (µg/kg/min) noradrenalina base | Posologia (mg/ora) noradrenalina base | Velocità di infusione (ml/ora) |
| 50 kg | 0.05 | 0.15 | 4.7 |
| 0.1 | 0.3 | 9.4 | |
| 0.25 | 0.75 | 23.4 | |
| 0.5 | 1.5 | 47 | |
| 1 | 3 | 94 | |
| 60 kg | 0.05 | 0.18 | 5.6 |
| 0.1 | 0.36 | 11.2 | |
| 0.25 | 0.9 | 28.1 | |
| 0.5 | 1.8 | 56.2 | |
| 1 | 3.6 | 112 | |
| 70 kg | 0.05 | 0.21 | 6.6 |
| 0.1 | 0.42 | 13.1 | |
| 0.25 | 1.05 | 32.8 | |
| 0.5 | 2.1 | 65.6 | |
| 1 | 4.2 | 131.2 | |
| 80 kg | 0.05 | 0.24 | 7.5 |
| 0.1 | 0.48 | 15 | |
| 0.25 | 1.2 | 37.5 | |
| 0.5 | 2.4 | 75 | |
| 1 | 4.8 | 150 | |
| 90 kg | 0.05 | 0.27 | 8.4 |
| 0.1 | 0.54 | 17 | |
| 0.25 | 1.35 | 42.2 | |
| 0.5 | 2.7 | 84 | |
| 1 | 5.4 | 169 | |
Noradrenalina Nardia 0.064 mg/ml, soluzione per infusione 250 sacche per infusione da 16 mg di noradrenalina base | |||
Peso del paziente | Posologia (µg/kg/min) noradrenalina base | Posologia (mg/ora) noradrenalina base | Velocità di infusione (ml/ora) |
| 50 kg | 0.05 | 0.15 | 2.3 |
| 0.1 | 0.3 | 4.7 | |
| 0.25 | 0.75 | 11.7 | |
| 0.5 | 1.5 | 23.4 | |
| 1 | 3 | 47 | |
| 60 kg | 0.05 | 0.18 | 2.8 |
| 0.1 | 0.36 | 5.6 | |
| 0.25 | 0.9 | 14.1 | |
| 0.5 | 1.8 | 28.5 | |
| 1 | 3.6 | 56 | |
| 70 kg | 0,05 | 0.21 | 3.3 |
| 0.1 | 0.42 | 6.6 | |
| 0.25 | 1.05 | 16.4 | |
| 0.5 | 2.1 | 33 | |
| 1 | 4.2 | 66 | |
| 80 kg | 0.05 | 0.24 | 3.7 |
| 0.1 | 0.48 | 7.5 | |
| 0.25 | 1.2 | 18.7 | |
| 0.5 | 2.4 | 37.5 | |
| 1 | 4.8 | 75 | |
| 90 kg | 0.05 | 0.27 | 4.2 |
| 0.1 | 0.54 | 8.4 | |
| 0.25 | 1.35 | 21 | |
| 0.5 | 2.7 | 42 | |
| 1 | 5.4 | 84 | |
La pressione arteriosa deve essere mantenuta sotto controllo ogni 2 minuti fino a raggiungere il valore desiderato, quindi ogni 5 minuti per tutta la durata della perfusione. La pressione arteriosa deve essere regolata fino a un valore appena inferiore alla pressione normale del paziente. Evitare qualsiasi arresto immediato della somministrazione di noradrenalina.
La perfusione deve essere effettuata per mezzo di un catetere venoso.
Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o a uno degli eccipienti a seconda della composizione.
Ipotensione dovuta a un deficit volemico (ipovolemia).
La noradrenalina non deve in alcun caso essere utilizzata in caso di anestesia effettuata per mezzo di ciclopropano o gas anestetici alogenati (rischio di aritmia). Tenuto conto dell’eventuale aumento del rischio di fibrillazione ventricolare, la noradrenalina deve essere usata con precauzione nei pazienti trattati con queste sostanze o con qualsiasi altro medicamento ad azione cardiaca, o nei pazienti che presentano ipossia o ipercapnia importante.
Il preparato è controindicato in combinazione a un anestetico locale usato per l’anestesia di dita, dita dei piedi, orecchie, naso od organi genitali.
Avvertenze e misure precauzionali
Un’eventuale ipovolemia deve essere corretta prima di qualsiasi somministrazione di noradrenalina. In caso di pronto soccorso, la somministrazione di noradrenalina può essere effettuata in combinazione con l’espansione volemica. Nei pazienti ipovolemici la noradrenalina non deve mai essere somministrata come unico trattamento. La pressione venosa centrale e la pressione arteriosa polmonare devono essere mantenute sotto controllo al fine di evitare un sovraccarico volemico e di favorire un’insufficienza cardiaca.
La noradrenalina deve essere somministrata unicamente da professionisti sanitari che hanno dimestichezza con il suo utilizzo.
La noradrenalina deve essere utilizzata unicamente in parallelo a un’espansione volemica appropriata.
- Durante la perfusione di noradrenalina, la pressione arteriosa e la velocità di perfusione devono essere verificate con frequenza per evitare l’instaurarsi di ipertensione.
Rischio di stravaso:
A causa del rischio di necrosi locale, si deve evitare assolutamente la somministrazione paravenosa. Il flusso libero al punto di perfusione deve essere controllato con frequenza, così come la vena perfusa (necrosi dei tessuti dell’area in caso di stravaso).
È necessario prendere precauzioni per evitare lo stravaso, che potrebbe provocare una necrosi dei tessuti circondanti la vena usata per la perfusione. Nella misura in cui la vasocostrizione della parete venosa aumenta la permeabilità, una certa quantità di noradrenalina può raggiungere i tessuti attorno alla vena perfusa, e provocare una discromia (scolorimento) dei tessuti non dovuta a uno stravaso evidente. Di conseguenza, in caso di discromia si suggerisce di modificare il sito di perfusione al fine di permettere l’eliminazione degli effetti di vasocostrizione locale.
Trattamento dell’ischemia dovuta a stravaso:
Nel corso di una perdita extravascolare di prodotto o di un’iniezione nell’area perivenosa, potrebbe presentarsi una distruzione tissutale a causa dell'azione di vasocostrizione del medicamento sui vasi ematici. L’area di iniezione deve quindi essere irrigata il più in fretta possibile, con 10 / 15 ml di soluzione fisiologica contenente da 5 a 10 mg di fentolamina mesilato. A tal fine è necessario usare una siringa con ago sottile ed effettuare un’iniezione locale.
Nei casi che seguono è necessario prendere precauzioni e assicurare il rispetto rigoroso delle indicazioni:
- Disfunzione ventricolare sinistra maggiore associata a ipotensione acuta: è necessaria una valutazione precisa del paziente. Il trattamento sintomatico deve essere posto in atto simultaneamente alla valutazione diagnostica. La noradrenalina deve essere riservata ai pazienti in stato di shock cardiogeno ed ipotensione refrattaria, in particolare nei pazienti che non presentano innalzamento della resistenza vascolare sistemica. La posologia iniziale deve partire da 2 a 4 μg/min, e deve essere quindi aumentata e regolata a seconda dei casi. Se non è possibile ottenere la perfusione sistemica, o se non è possibile mantenere la pressione sistolica a un valore > 90 mmHg con una posologia di 15 μg/min, è poco probabile che un aumento ulteriore permetta di ottenere
risultati positivi.
- È necessario osservare precauzioni particolari nei pazienti colpiti da trombosi vascolare coronarica, mesenterica o periferica, perché la noradrenalina può aggravare l’ischemia e aumentare la zona dell’infarto. Precauzioni simili devono essere rispettate nei pazienti che presentano un’ipotensione susseguente a infarto del miocardio e nei pazienti affetti da angina di Prinzmetal.
- La presentazione di disturbi del ritmo cardiaco nel corso del trattamento necessita di una riduzione della posologia.
- Sono necessarie precauzioni nei pazienti affetti da ipertiroidismo o diabete.
- I soggetti anziani possono essere particolarmente sensibili agli effetti della noradrenalina.
La perfusione di noradrenalina deve essere effettuata sotto controllo medico continuativo della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca.
La somministrazione prolungata di qualsiasi vasopressore forte può scatenare una deplezione volemica che deve essere corretta costantemente con la somministrazione di quantità appropriate di acqua ed elettroliti. Se il volume plasmatico non viene corretto, al momento dell’interruzione della perfusione di noradrenalina si può presentare un’ipotensione. Per contro, se la pressione arteriosa viene mantenuta, esiste il rischio di vasocostrizione periferica e viscerale grave con riduzione dell’apporto di sangue, ipossia tissutale e susseguente acidosi lattica e possibile lesione ischemica.
L’effetto vasopressorio (risultante dall’azione adrenergica nei vasi ematici) può essere ridotto con la somministrazione concomitante di un agente alfa bloccante, mentre la somministrazione di un beta-bloccante può scatenare una riduzione dell'effetto stimolante del prodotto sul cuore e un aumento dell’effetto ipertensivo, risultante dalla stimolazione beta-1-adrenergica.
Nel caso in cui sia necessario somministrare la noradrenalina allo stesso momento del sangue intero o del plasma, quest’ultimo deve essere somministrato con una perfusione separata.
Sodio
Questo medicamento contiene 875 mg di sodio persacca, equivalenti all’44% dell’apporto alimentare giornaliero massimo raccomandato dall’OMS di 2 g di sodio nell’adulto.
Interazioni
L’atropina solfato, gli antidepressivi, alcuni antistaminici, gli alcaloidi dell’ergot di segale, la metildopa, la guanetidina, la furosemide e altri diuretici possono interagire con la noradrenalina.
Associazioni sconsigliate:
- Anestetici alogeni volatili: aritmia ventricolare grave (innalzamento dell'eccitabilità cardiaca).
- Antidepressivi imipraminici: ipertensione parossistica con rischio di aritmia (inibizione dell’entrata dei simpaticomimetici nelle fibre simpatiche).
- Antidepressivi serotoninergici - adrenergici: ipertensione parossistica con rischio di aritmia (inibizione dell’entrata dei simpaticomimetici nelle fibre simpatiche).
Associazioni che necessitano di precauzioni di impiego:
Inibitori non selettivi della mono-amino ossidasi (IMAO): aumento dell'azione vasopressoria del simpaticomimetico, che è generalmente moderata. Associazione da usare unicamente sotto stretto controllo medico.
- Inibitori non selettivi della mono-amino ossidasi (IMAO): aumento dell'azione vasopressoria del simpaticomimetico, che è generalmente moderata. Associazione da usare unicamente sotto stretto controllo medico.
- IMAO selettivi: per estrapolazione degli effetti osservati con gli IMAO non selettivi, rischio di aumento dell’azione vasopressoria. Associazione da usare unicamente sotto stretto controllo medico.
- Linezolide: per estrapolazione degli effetti osservati con gli IMAO non selettivi, rischio di aumento dell’azione vasopressoria. Associazione da usare unicamente sotto stretto controllo medico.
Per utilizzare la noradrenalina con alfa-bloccanti e beta-bloccanti è necessario agire con cautela, perché esiste il rischio di ipertensione grave.
L’uso della noradrenalina con i medicamenti che seguono deve avvenire con precauzione, perché essa rischia di aumentare gli effetti cardiaci: ormoni tiroidei, glicosidi cardiaci, antiaritmici.
Gli alcaloidi dell’ergot di segale o l’ossitocina possono stimolare gli effetti vasopressori e vasocostrittori.
Gravidanza, allattamento
Non sono disponibili dati di studio nella donna in gravidanza.
La noradrenalina può alterare la perfusione placentare e indurre bradicardia fetale. Nella donna in gravidanza, a fine gravidanza la noradrenalina può anche scatenare contrazioni uterine e condurre ad asfissia fetale. Questi possibili rischi per il feto devono quindi essere confrontati con il potenziale beneficio per la madre.
È vietato somministrare il medicamento durante la gravidanza, a meno che ciò non sia inequivocabilmente necessario (urgenza).
Allattamento
Non sono disponibili dati di studio sull’utilizzo della noradrenalina durante l’allattamento, e non si sa se la noradrenalina passa nel latte materno.
Dato che numerosi medicamenti vengono escreti nel latte materno, quando questo medicamento deve essere somministrato durante l’allattamento è necessario procedere con cautela.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine
Non sono stati fatti studi corrispondenti.
Non pertinente alla luce delle indicazioni e dell’uso.
Effetti indesiderati
I possibili effetti secondari derivano dall’effetto terapeutico principale. Questi effetti indesiderati sono generalmente provocati da un sovradosaggio o da una somministrazione per via endovenosa troppo rapida. Dato che non è possibile stimare la frequenza degli effetti indesiderati sulla base di studi «post-commercializzazione» disponibili, a tal merito non è possibile fornire alcuna indicazione.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Iperglicemia, acidosi metabolica causata da una riduzione dell’ossigeno tissutale.
Disturbi psichiatrici
Insicurezza e ansia, insonnia, stato confusionale e psicosi, debolezza, agitazione.
Patologie del sistema nervoso
Cefalea, tremori.
Patologie dell’occhio
Glaucoma acuto (molto frequente nei pazienti predisposti anatomicamente, con angolo irido-corneale chiuso).
Patologie cardiache
Tachicardia, bradicardia (probabilmente a seguito di una reazione riflessa all’innalzamento della pressione arteriosa), aritmie, palpitazioni, aumento della contrattilità del muscolo cardiaco risultante dall’effetto dei beta-adrenergici sul cuore (inotropo e cronotropo), insufficienza cardiaca acuta, dolore
anginoso, ischemia miocardica, lesioni del miocardio.
Un sovradosaggio o una somministrazione per via endovenosa troppo rapida può scatenare aumento della pressione arteriosa, bradicardia riflessa e disturbi del ritmo cardiaco, e in casi estremi fibrillazione ventricolare.
Patologie vascolari
Vasocostrizione generale, in particolare di pelle, mucose e reni, con rischio di riduzione della perfusione degli organi vitali fino all’ischemia. Questi effetti compaiono in particolare nei pazienti ipovolemici. Ipertensione arteriosa e ipossia tissutale, le lesioni ischemiche dovute alla forte azione di vasocostrizione possono scatenare freddezza e pallore degli arti e del viso, rischio eccessivo di sanguinamento cerebrale.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Insufficienza o difficoltà respiratoria, dispnea, edema polmonare in caso di forte aumento della pressione arteriosa.
Patologie gastrointestinali
Ipersalivazione, nausea, vomito.
Malattie della cute e del tessuto sottocutaneo
Pallore, sudorazione.
Patologie renali e urinarie
Oliguria, anuria, disturbi della minzione.
Patologie sistemiche e anomalie relative alla sede di somministrazione
Necrosi ischemica nel sito di applicazione (per esempio la cute), in particolare con la somministrazione para- o perivascolare.
La somministrazione continua di agenti vasopressori al fine di mantenere la pressione arteriosa in assenza di espansione volemica può provocare i sintomi che seguono:
- vasocostrizione periferica e viscerale grave
- riduzione dell’apporto di sangue renale
- riduzione della produzione di urina
- ipossia
- aumento delle concentrazioni sieriche di lattato.
In caso di ipersensibilità o sovradosaggio, possono comparire con maggior frequenza gli effetti che seguono: ipertensione, fotofobia, dolore retrosternale,
dolore faringeo, pallore, traspirazione abbondante e vomito.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
I segni di sovradosaggio o di una reazione di ipersensibilità possono tradursi in sintomi come fotofobia, sudorazione, vomito, ipertensione, crampi e mal di testa grave.
Trattamento
In caso di stravaso accidentale (paravenoso), è possibile infiltrare nei tessuti dell’area interessata da 5 a 10 mg di fentolamina mesilato in 10 / 15 ml di NaCl 0.9%.
Proprietà/effetti
Codice ATC
C01CA03
Meccanismo d’azione / Farmacodinamica
La noradrenalina è un potente vasocostrittore. Essa è identica a una catecolamina endogena e stimola i recettori alfa-adrenergici.
La vasocostrizione così scatenata provoca un aumento della pressione arteriosa sistolica e diastolica. La perfusione renale, epatica, cutanea e della muscolatura scheletrica si riduce simultaneamente. Gli effetti beta-stimolanti agiscono come stimolante cardiaco inotropo. Pochi effetti broncodilatatori.
La noradrenalina non ha alcun effetto sul sistema nervoso centrale.
Efficacia clinica
Nessun dato disponibile.
Farmacocinetica
Assorbimento
A seguito dell’iniezione per via endovenosa, l’effetto terapeutico sulla pressione arteriosa compare rapidamente. La noradrenalina agisce per breve durata e l'effetto si arresta da 1 a 2 minuti dopo l’interruzione della perfusione.
Distribuzione
La noradrenalina viene ripartita prima di tutto nel tessuto nervoso simpatico, passa nella placenta, ma non attraversa in alcun caso la barriera ematoencefalica.
Metabolismo
La degradazione avviene nel fegato e in altri tessuti sotto gli effetti della catecol-O-metiltransferasi (COMT) e della monoaminossidasi (MAO). I metaboliti principali sono inattivi.
Eliminazione
La noradrenalina viene eliminata a livello renale sotto forma di coniugati solfati e glucuronici.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Nessun dato disponibile.
Dati preclinici
Non è stato effettuato nessun tipo di studio preclinico di sicurezza normativo riguardo all’utilizzo del preparato.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Evitare qualsiasi contatto con sali di ferro, sostanze alcaline e agenti ossidanti.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo l’apertura
Utilizzare immediatamente dopo l’apertura. Gettare la soluzione rimanente.
Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento
Conservare nella confezione originaria, protetto dalla luce e a temperatura ambiente (15-25 °C).
Non congelare e non conservare in frigorifero.
Conservare fuori dalla portata dei bambini.
Non utilizzare in presenza di particelle o cambiamenti nel colore del preparato.
Indicazioni per la manipolazione
Ogni sacca per infusione è confezionata in un imballaggio esterno dotato di una striscia trasparente, all’interno della quale sono presenti un assorbitore di ossigeno e un indicatore di ossigeno, al fine di preservare la stabilità del medicinale. Il medicinale deve essere utilizzato entro 7 giorni dalla rimozione dell’imballaggio esterno.
La soluzione per infusione non deve essere utilizzata se, prima dell'apertura della confezione esterna, l'indicatore di ossigeno ha cambiato colore diventando verde o blu. Il colore normale è giallo o arancione.
Numero di omologazione
70326 (Swissmedic)
Confezioni
Noradrenalin Nardia 0.016 mg/ml, soluzione per perfusione (pronta all’uso), sacche: 10 x 250 ml [B]
Noradrenalin Nardia 0.032 mg/ml, soluzione per perfusione (pronta all’uso), sacche: 10 x 250 ml [B] Noradrenalin Nardia 0.064 mg/ml, soluzione per perfusione (pronta all’uso), sacche: 10 x 250 ml [B]
Titolare dell’omologazione
Nardia Pharmaceuticals SA, 6855 Stabio.
Stato dell’informazione
Maggio 2026
