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Nife-Par Leman, soluzione orale – informazione professionale

L’informazione professionale si rivolge agli operatori sanitari. Le pazienti e i pazienti trovano spiegazioni comprensibili nel foglietto illustrativo: posologia, effetti collaterali, altri medicamenti, gravidanza e allattamento.

Aggiornamento:

Informazione professionale - Nife-Par Leman

Composizione

Principi attivi

Nifedipina

Sostanze ausiliarie

Etanolo al 96% (467 mg/ml), glicerolo, ciclamato di sodio (E-952), saccarina sodica (E-954), giallo arancio S (E-110) (0,2 mg/ml), acido cloridrico (per la regolazione del pH), aroma di limone e acqua depurata.

Contiene 0,63 mg/ml di sodio e il 56,83% di alcol in volume.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 ml di soluzione orale contiene 5 mg di nifedipina.

Indicazioni/possibilità d’impiego

Nife-Par Leman è utilizzato per ritardare il parto prematuro imminente nelle donne in gravidanza:

  • che presentano contrazioni uterine regolari della durata di almeno 30 secondi e una frequenza di 4 o più contrazioni ogni 30 minuti;
  • che presentano una dilatazione cervicale da 1 a 3 cm (o da 0 a 3 cm per le donne nullipare) e un appianamento cervicale superiore al 50%;
  • che hanno un’età almeno pari a 18 anni;
  • la cui età gestazionale è compresa tra 24 e 33 settimane complete;
  • la cui frequenza cardiaca fetale è normale.

Posologia/impiego

Il trattamento con Nife-Par Leman deve essere iniziato e continuato da un medico esperto nella gestione e nel trattamento del travaglio prematuro.

Nife-Par Leman viene somministrato per via orale. La dose verrà adattata individualmente in base alla gravità della minaccia di parto prematuro e alla risposta della paziente.

Il regime di dosaggio generale è il seguente:

Dose iniziale (prima ora)

  • 2,0 ml (10,0 mg di nifedipina).
  • Se le contrazioni non cessano, somministrare una seconda dose di 1,5 ml (7,5 mg di nifedipina) dopo 15 minuti. Questa nuova dose di 1,5 ml (7,5 mg di nifedipina) può essere ripetuta ogni 15 minuti fino all'arresto delle contrazioni. La dose massima durante la prima ora è di 8 ml (40 mg).

Una volta cessate le contrazioni e trascorse 6 ore dall'ultima dose, il regime sarà il seguente:

Dose di mantenimento (per le successive 6-48 ore)

  • 3 ml (15 mg di nifedipina) ogni 6-8 ore, a seconda della risposta.

La dose massima giornaliera è di 32 ml/die (160 mg di nifedipina).

La durata del trattamento sarà di 48 ore e potrà essere prolungata in base all'evoluzione del rischio di parto prematuro, ma in linea di massima non dovrà superare le 72 ore.

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l'efficacia della nifedipina non sono state stabilite nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni.

Controindicazioni

Ipersensibilità alla nifedipina o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Nife-Par Leman non deve essere utilizzato in caso di shock cardiovascolare, eclampsia o nelle pazienti con disturbi cardiaci cronici.

Nife-Par Leman è controindicato in caso di ipotensione marcata (ipotensione grave con pressione sistolica < 90 mmHg), ipertensione, insufficienza cardiaca manifesta e stenosi aortica grave.

Il trattamento con Nife-Par Leman è controindicato in situazioni di elevata attività, come l'ipertiroidismo.

Nife-Par Leman non deve essere utilizzato nelle seguenti situazioni:

  • Età gestazionale inferiore a 24 settimane o superiore a 33 settimane complete.
  • Rottura prematura delle membrane dopo 30 settimane di gestazione.
  • Ritardo di crescita intrauterino e anomalie del ritmo cardiaco fetale.
  • Emorragia uterina pre-parto che richiede un parto immediato.
  • Morte fetale intrauterina.
  • Sospetto di infezione intrauterina.
  • Abruptio placenta (distacco prematuro della placenta).
  • Qualsiasi altra condizione della madre o del feto che renda pericoloso il proseguimento della gravidanza.

Il trattamento con Nife-Par Leman è controindicato in presenza di angina instabile e in caso di infarto miocardico recente.

Questo medicamento non deve essere somministrato contemporaneamente a:

  • Ritodrina.
  • Rifampicina, poiché il suo effetto di induzione enzimatica riduce le concentrazioni plasmatiche di nifedipina.

Avvertenze e misure precauzionali

Nife-Par Leman non deve essere somministrato contemporaneamente ad altri medicamenti vasoattivi, come il solfato di magnesio e l'atosiban, o esclusivamente se l'età gestazionale lo giustifica, deve essere attentamente monitorato e devono essere prese speciali precauzioni.

Durante la somministrazione, la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna della madre devono essere monitorate e una registrazione cardiotocografica deve essere effettuata un'ora dopo la prima dose di nifedipina, mantenuta o ripetuta a seconda dell’evoluzione delle contrazioni uterine e, in ogni caso, dopo 24 ore.

Il trattamento con Nife-Par Leman può provocare un calo esagerato della pressione sanguigna accompagnato da tachicardia riflessa, che può portare a complicanze.

La nifedipina è metabolizzata dal sistema del citocromo P450 3A4. Per questo motivo i medicamenti che agiscono su questo sistema enzimatico possono alterare il metabolismo o la clearance della nifedipina. La pressione arteriosa e la funzionalità uterina devono essere attentamente monitorate quando Nife-Par Leman viene co-somministrato con questi farmaci e, se necessario, la dose deve essere modificata.

Le pazienti con alterazione della funzionalità epatica devono essere attentamente monitorate e, se necessario, la posologia deve essere ridotta.

I medicamenti con attività tocolitica, come i calcioantagonisti, sono associati a un aumento del rischio di edema polmonare; la nifedipina deve quindi essere usata con cautela in caso di gravidanza multipla e diabete.

L'esperienza clinica sull'uso di Nife-Par Leman in gravidanze multiple e in età gestazionali comprese tra 24 e 27 settimane è limitata. Il beneficio per questi gruppi è quindi incerto e occorre prendere maggiori precauzioni.

Quando Nife-Par Leman viene utilizzato in pazienti per le quali non è possibile escludere il rischio di rottura prematura delle membrane, i benefici del ritardare il parto devono essere soppesati rispetto al rischio potenziale di corioamnionite.

Avvertenze sulle sostanze ausiliarie:

Una dose di 3 ml (dose massima) di questo farmaco somministrata a un adulto di 70 kg comporterebbe un'esposizione a 24 mg/kg di etanolo, che potrebbe provocare un aumento della concentrazione di alcol nel sangue di circa 3,5 mg/100 ml.

A titolo di confronto, in un adulto che beve un bicchiere di vino o 500 ml di birra, il tasso alcolemico dovrebbe essere di circa 50 mg/100 ml. La co-somministrazione di medicamenti contenenti, ad esempio, glicole propilenico o etanolo può portare a un accumulo di etanolo e indurre effetti indesiderati.

Questo medamento può provocare reazioni allergiche perché contiene il colorante giallo arancio (E-110).

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per ml, cioè è essenzialmente “senza sodio”.

Interazioni

L'effetto ipotensivo di Nife-Par Leman può essere esacerbato dall'azione di altri medicamenti antipertensivi.

La nifedipina viene metabolizzata dal sistema del citocromo P450 3A4, localizzato sia nella mucosa intestinale che nel fegato. Per questo motivo i medicamenti che agiscono su questo sistema enzimatico possono alterare il metabolismo o la clearance della nifedipina.

Nife-Par Leman non deve essere somministrato con altri medicamenti vasoattivi, in particolare con la ritodrina.

I seguenti medicamenti hanno un effetto inibitorio debole o moderato sul sistema del citocromo P450 3A4 e possono quindi aumentare le concentrazioni plasmatiche della nifedipina:

  • Antibiotici
  • Inibitori della proteasi anti-HIV
  • Antimicotici azolici
  • Antidepressivi
  • Cimetidina
  • Antiepilettici
  • Immunosoppressori
  • Antiaritmici e cardiotonici.

La rifampicina è un potente induttore del sistema del citocromo P450 3A4, il che riduce notevolmente la biodisponibilità della nifedipina. Per questo motivo, l'uso della nifedipina in combinazione con la rifampicina è controindicato.

Alcuni studi hanno dimostrato che la somministrazione concomitante di medicamenti che inducono o inibiscono il sistema del citocromo P450 3A4 modifica (riducendola o aumentandola) la biodisponibilità della nifedipina. La risposta clinica deve quindi essere monitorata e la dose deve essere adattata di conseguenza.

Potenziali interazioni

Sostanze che inibiscono il sistema del citocromo P450 3A4

Non sono stati condotti studi specifici sull'interazione tra nifedipina e questi medicamenti, ma a causa del loro effetto inibitorio sul sistema del citocromo P450 3A4, cimetidina, eritromicina, fluoxetina, indinavir, ritonavir, saquinavir, amprenavir, nelfinavir, delarvidina, diltiazem, quinupristina, dalfopristina, tacrolimus, ketoconazolo, itraconazolo, fluconazolo, nefadozone e acido valproico possono aumentare le concentrazioni plasmatiche della nifedipina.

Sostanze che inducono il sistema del citocromo P450 3A4

I barbiturici come fenobarbital, carbamazepina e fenitoina inducono il citocromo P450 3A4; di conseguenza, in caso di co-somministrazione, si può prevedere una riduzione delle concentrazioni plasmatiche di nifedipina.

Interazioni con gli alimenti

Il succo di pompelmo è un inibitore del sistema del citocromo P450 3A4. Come per altre diidropiridine, il succo di pompelmo può causare un'inibizione prolungata del metabolismo della nifedipina, con conseguente aumento delle concentrazioni plasmatiche e potenziamento degli effetti farmacologici. Le pazienti trattate con Nife-Par Leman non devono bere succo di pompelmo.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Nife-Par Leman è controindicato durante le prime 24 settimane di gravidanza. Gli studi clinici condotti con la nifedipina in donne in gravidanza da più di 24 settimane non hanno dimostrato un aumento del rischio di malformazioni fetali. Inoltre, la breve durata del trattamento e il fatto che l'embriogenesi sia terminata all'inizio del trattamento riducono al minimo il rischio, già basso, di malformazioni fetali.

Sono stati segnalati casi di edema polmonare acuto quando la nicardipina è stata utilizzata come tocolitico durante la gravidanza, in particolare in caso di gravidanze multiple (gemellari o più), di somministrazione per via endovenosa e/o in caso di uso concomitante di beta-2 agonisti. La nifedipina appartiene alla stessa famiglia di composti (calcioantagonisti) e non si può quindi escludere un rischio simile.

Allattamento

La nifedipina è escreta nel latte materno. Non essendovi esperienza riguardo ai possibili effetti sui neonati allattati con latte materno, come misura precauzionale l'allattamento non deve essere iniziato prima di 36 ore dopo l'ultima somministrazione.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

Non applicabile.

Effetti indesiderati

I seguenti effetti indesiderati sono classificati in base alla frequenza di comparsa nel modo seguente: "molto comune" (≥1/10), "comune" (≥1/100, <1/10), “non comune" (≥1/1000, <1/100), “raro" (≥1/10 000, <1/1000), "molto raro" (<1/10 000) e frequenza non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Questi effetti indesiderati sono stati stimati sulla base dei dati provenienti da studi clinici condotti su capsule o compresse di nifedipina controllati mediante placebo (database degli studi clinici: nifedipina n = 2661; placebo n = 1486; stato: 22 febbraio 2006, e studio ACTION (nifedipina = 3825; placebo n = 3840)).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Molto raro: agranulocitosi. Porpora.

Disturbi del sistema immunitario

Non comune: reazione allergica, edema allergico e edema di Quincke (compreso edema laringeo), prurito, esantema, eritema.

Disturbi psichiatrici

Non comune: reazioni ansiose, disturbi del sonno, agitazione, nervosismo.

Patologie del sistema nervoso

Comune: cefalea, capogiro.

Non comune: vertigini, emicrania, tremori.

Raro: parestesia, disestesia.

Patologie dell’occhio

Non comune: alterazioni della vista.

Patologie cardiache

Non comune: tachicardia, palpitazioni, angina pectoris.

Patologie vascolari

Comune: edema, compreso edema periferico, vasodilatazione.

Non comune: ipotensione, compresa ipotensione ortostatica, sincope.

Molto raro: ipotensione che può portare a prolungamento dell'intervallo QT e a fibrillazione ventricolare.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: epistassi, congestione nasale, dolore toracico, dispnea.

Frequenza non nota: Edema polmonare acuto*.

Patologie gastrointestinali

Comune: stipsi, nausea.

Non comune: dolore addominale e gastrointestinale, dispepsia, flatulenza, bocca secca, diarrea.

Raro: iperplasia gengivale, gonfiore addominale, anoressia, vomito.

Patologie epatobiliari

Non comune: aumento temporaneo degli enzimi epatici.

Molto raro: iperglicemia.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: eritema, sudorazione.

Molto raro: dermatite esfoliativa e causata da sensibilità alla luce, orticaria.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: crampi muscolari e gonfiore alle articolazioni.

Raro: mialgia.

Patologie renali e urinarie

Non comune: poliuria, disuria.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune: sensazione di malessere.

Non comune: dolore aspecifico, brividi, astenia.

* Sono stati segnalati casi quando durante la gravidanza sono stati utilizzati calcioantagonisti come tocolitici.

La metanalisi condotta sugli studi clinici di alta qualità disponibili ha mostrato che il 16% delle pazienti trattate con nifedipina ha manifestato effetti indesiderati, i più frequenti dei quali sono stati cefalea, vampate di calore, palpitazioni e nausea.

Per quanto riguarda gli effetti neonatali, uno studio clinico controllato e randomizzato, multicentrico, in aperto, in cui 95 donne hanno ricevuto una tocolisi orale con nifedipina, ha mostrato un tasso di ricovero in unità di terapia intensiva neonatale del 49%, con un'incidenza del 21% di sindrome da distress respiratorio neonatale, del 18% di emorragia intracranica e del 52% di ittero neonatale.

Una metanalisi di studi clinici condotti sulla nifedipina come tocolitico ha mostrato che l'incidenza di effetti indesiderati era significativamente più alta quando le dosi totali giornaliere superavano i 60 mg.

Sono stati segnalati casi di edema polmonare acuto quando la nicardipina è stata utilizzata come tocolitico durante la gravidanza, in particolare in caso di gravidanze multiple (gemellari o più), di somministrazione per via endovenosa e/o in caso di uso concomitante di beta-2 agonisti. La nifedipina appartiene alla stessa famiglia di composti (calcioantagonisti) e non si può quindi escludere un rischio simile.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Sintomi

In caso di intossicazione per sovradosaggio di nifedipina, sono stati osservati i seguenti sintomi: alterazione dello stato di coscienza, incluso coma, ipotensione improvvisa, bradicardia o tachicardia e aritmia cardiaca, iperglicemia, acidosi metabolica, ipossia, collasso cardiaco con edema polmonare.

Trattamento della posologia eccessiva

La priorità è eliminare il principio attivo e ristabilire condizioni cardiovascolari stabili. Si raccomanda una lavanda gastrica con irrigazione dell'intestino tenue per prevenire l'ulteriore assorbimento del principio attivo. L'emodialisi non è efficace in quanto Nife-Par Leman non è dializzabile, ma si raccomanda la plasmaferesi (elevato legame alle proteine plasmatiche, volume di distribuzione relativamente basso).

Le alterazioni del ritmo cardiaco (bradicardia) devono essere trattate sintomaticamente con medicamenti beta-simpaticomimetici e, in caso di alterazioni molto gravi del ritmo cardiaco, può essere inserito un pacemaker temporaneo.

L'ipotensione dovuta a shock cardiogeno e vasodilatazione arteriosa può essere trattata con calcio (10-20 ml di una soluzione di gluconato di calcio al 10% somministrata per iniezione endovenosa lenta, che può essere ripetuta se necessario). I livelli di calcio sierico possono quindi raggiungere valori pari o leggermente superiori al limite massimo di normalità. Se la pressione arteriosa non è sufficientemente aumentata con il calcio e l'isoprenalina, devono essere somministrati altri medicamenti simpaticomimetici vasocostrittori, come la dopamina o la noradrenalina. La dose di questi medicamenti è determinata esclusivamente dall'effetto ottenuto.

È necessario somministrare ulteriori liquidi per ripristinare il volume, ma occorre prestare cautela a causa del rischio di sovraccarico cardiaco.

Proprietà/effetti

Codice ATC

C08CA05

Meccanismo d’azione

La nifedipina è un calcioantagonista diidropiridinico di tipo 2 che blocca il flusso di ioni calcio nei canali lenti del tessuto muscolare liscio della parete uterina. Questa attività farmacologica le conferisce un pronunciato effetto rilassante sul miometrio e si comporta quindi come un tocolitico.

Farmacodinamica

Non applicabile.

Efficacia clinica

L'efficacia e la sicurezza della nifedipina nel trattamento della minaccia di travaglio prematuro sono state dimostrate in 12 studi clinici controllati che hanno utilizzato formulazioni orali solide (capsule o compresse) su un totale di 1 029 donne.

Farmacocinetica

Assorbimento

Nife-Par Leman viene assorbito rapidamente e quasi completamente (circa il 100%). Tuttavia, la sua biodisponibilità è compresa tra il 45% e il 68% a causa di un effetto di primo passaggio. La somministrazione contemporanea al cibo ne ritarda, ma non ne riduce, l'assorbimento.

Distribuzione

Nife-Par Leman si distribuisce rapidamente in tutto l'organismo e viene metabolizzato quasi interamente nel fegato, principalmente attraverso processi di ossidazione. I metaboliti risultanti non hanno alcuna attività farmacodinamica.

Nife-Par Leman viene escreto principalmente sotto forma di metaboliti per via renale e per il 5-15% circa per via biliare nelle feci.

Nelle urine si trovano solo tracce (meno dell’1%) del principio attivo non metabolizzato.

Per una dose orale di 30 mg di Nife-Par Leman, le concentrazioni plasmatiche medie di picco erano di 419 mcg/l e sono state raggiunte 20 minuti dopo la somministrazione.

Cmax (mcg/l): 419

Tmax (h) a digiuno: 0,3

T1/2 (h): 1,7 - 3,4

Nife-Par Leman è legato per circa il 95% alle proteine plasmatiche (albumina).

Clearance totale (sistemica): e.v.: 6-10 ml.min-1.kg-1 di peso corporeo Eliminazione cumulativa dei metaboliti nelle urine dopo somministrazione e.v.: 0-48 h: 60-80% della dose. Nife-Par Leman è stato rilevato nel sangue del cordone ombelicale e nel liquido amniotico.

Metabolismo

Non applicabile.

Eliminazione

Non applicabile.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Nei pazienti con insufficienza renale non sono state rilevate variazioni rilevanti rispetto ai volontari sani.

Nei pazienti con compromissione epatica sono stati osservati un marcato aumento dell'emivita di eliminazione e una riduzione della clearance. Nei casi gravi, si deve prendere in considerazione una riduzione della dose di Nife-Par Leman.

Dati preclinici

I dati preclinici degli studi convenzionali su tossicità per somministrazione singola e ripetuta, genotossicità e cancerogenicità non evidenziano alcun rischio particolare per l’essere umano.

I dati sperimentali ottenuti in tre specie diverse (ratti, topi e conigli) hanno rivelato effetti teratogeni, tra cui anomalie digitali, deformità delle estremità, palatoschisi, fessure sternali e deformità della gabbia toracica. La somministrazione di nifedipina è stata associata a diversi effetti embriotossici, placentotossici e fetotossici, tra cui atrofia fetale (ratti, topi, conigli), placenta ridotta e villi coriali non sviluppati (scimmie), morte embrionale e fetale (ratti, topi, conigli) e prolungamento della gestazione/riduzione della sopravvivenza neonatale (ratti, effetti non valutati in altre specie).

Questi effetti sono stati osservati solo a dosi tossiche per la madre (più di 10 volte la dose massima raccomandata per l’uomo).

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non dev’essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

Dopo l'apertura, la soluzione rimane stabile per 96 ore.

Conservare a temperatura ambiente (15-25°C).

Conservare il contenitore nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce.

Indicazioni per la manipolazione

Inserire la siringa, inclusa nella confezione, nell’orifizio del tappo perforato. Capovolgere il flacone e prelevare la dose richiesta.

Numero dell’omologazione

69766 (Swissmedic)

Confezioni

Confezione da 1 flacone da 30 ml, con siringa da 5 ml per uso orale.

Titolare dell’omologazione

Leman SKL SA, Lancy.

Stato dell’informazione

Questo foglietto illustrativo è stato controllato l’ultima volta nel ottobre 2019 dall’autorità di riferimento estera.

Con integrazioni rilevanti per la sicurezza da parte di Swissmedic: Settembre 2025

Informazioni su questo documento

Fonte: Swissmedic – Informazione sui medicamenti (AIPS) · Numero dell’omologazione: 69766

Stato dell’informazione secondo il testo: 10/2019

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