Informazione professionale - MIBG (I-123) injection Curium, soluzione iniettabile
Composizione
Principi attivi
3-Iobenguane [123I], Iobenguani sulfas
Sostanze ausiliarie
Acidum citricum monohydricum, Natrii citras dihydricus, Aqua ad injectabile.
Il prodotto contiene 1,46 mg/ml di sodio.
Specifiche
| pH: | 4,0 - 5,0 | |
| Purezza radiochimica: | ≥ 95% | |
| Purezza dei radionuclidi | 123I: | ≥ 99,7% |
| 121Te: | ≤ 0,9 kBq/MBq | |
| 125I: | ≤ 1,5 kBq/MBq | |
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione per iniezione endovenosa. 1 ml di soluzione contiene 74 MBq di iobenguano (123I) al momento della calibrazione e 0.5 mg di iobenguano emisolfato.
Lo iodio (123I) ha un’emivita di 13.2 ore e decade a tellurio-123 stabile emettendo radiazioni gamma pure con un'energia predominante di 159 keV (83.6%) e raggi X con energia di 27 keV.
Soluzione limpida, incolore o leggermente gialla.
Il pH del prodotto è 4.0-5.0.
Indicazioni/possibilità d’impiego
Questo medicamento è una preparazione per uso diagnostico per l'individuazione di tumori.
- Localizzazione di feocromocitomi, paragangliomi, chemodenectomi e ganglioneuromi.
- Diagnosi, stadiazione e follow-up terapeutico nel trattamento di neuroblastomi
- Determinazione della capacità di assorbimento per iobenguano (123I) per la pianificazione della terapia
- Prove di funzionalità di midollare del surrene (iperplasia), miocardio (innervazione simpatica), ghiandole salivari (innervazione simpatica) e polmoni (funzionalità dell’endotelio).
Posologia/impiego
Posologia abituale
Adulti :
185 370 MBq
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti anziani
Non è richiesto alcun regime posologico specifico per i pazienti anziani.
Pazienti con funzionalità renale compromessa
È necessaria un’attenta valutazione dell’attività da somministrare, poiché in questi pazienti è possibile un aumento dell'esposizione alle radiazioni.
Bambini e adolescenti
L'uso nei bambini e negli adolescenti deve essere considerato attentamente sulla base delle necessità cliniche e della valutazione del rapporto rischio/beneficio in questo gruppo di pazienti. L'attività da somministrare a bambini e adolescenti può essere calcolata secondo la formula stabilita dalla European Association of Nuclear Medicine (EANM Dosage Card [2016]):
A[MBq]somministrata = attività di base x fattore (con un'attività di base di 28.0)
| Peso (kg) | Fattore | Peso (kg) | Fattore | Peso (kg) | Fattore |
| 3 | 1 | 22 | 5,29 | 42 | 9,14 |
| 4 | 1,14 | 24 | 5,71 | 44 | 9,57 |
| 6 | 1,71 | 26 | 6,14 | 46 | 10,00 |
| 8 | 2,14 | 28 | 6,43 | 48 | 10,29 |
| 10 | 2,71 | 30 | 6,86 | 50 | 10,71 |
| 12 | 3,14 | 32 | 7,29 | 52 - 54 | 11,29 |
| 14 | 3,57 | 34 | 7,72 | 56 - 58 | 12,00 |
| 16 | 4,00 | 36 | 8,00 | 60 - 62 | 12,71 |
| 18 | 4,43 | 38 | 8,43 | 64 - 66 | 13,43 |
| 20 | 4,86 | 40 | 8,86 | 68 | 14,00 |
Nei bambini molto piccoli (fino a 1 anno) è necessaria un’attività minima di 37 MBq per assicurare un'adeguata qualità dell’immagine.
La sicurezza e l’efficacia di MIBG (I123) nei pazienti pediatrici di età inferiore a 1 mese non sono state stabilite. Non sono disponibili dati.
Modo di somministrazione
Flaconcino multidose.
MIBG (I123) si somministra per iniezione o infusione endovenosa lenta (nell’arco di almeno 5 minuti) (cfr. le rubriche “Avvertenze e misure precauzionali” ed “Effetti indesiderati”). Se necessario, il volume di somministrazione può essere aumentato per diluizione.
Il basso pH della soluzione può causare dolore nella sede di somministrazione (cfr. la rubrica “Effetti indesiderati”). Dopo la somministrazione di MIBG (I123) si raccomanda il lavaggio con soluzione fisiologica (0.9%).
Per le indicazioni relative alla preparazione del medicamento prima dell'uso, cfr. la rubrica “Indicazioni per la preparazione“.
Per la preparazione del paziente, cfr. la rubrica “Avvertenze e misure precauzionali”.
Acquisizione delle immagini
- Scansione di tumori neuroendocrini: 24 ore dopo la somministrazione di MIBG (I123) possono essere ottenute immagini in proiezione anteriore e posteriore alla scintigrafia total body e/o immagini pertinenti "spot" e/o immagini alla SPECT. Queste scansioni possono essere ripetute, se necessario, dopo 48 ore.
- Scansione miocardica: immagini planari anteriori del torace 15 minuti (precoce) e 4 ore (tardiva) dopo la somministrazione di MIBG (I123), seguita, se necessario, da una tomografia computerizzata a emissione di fotoni singoli (SPECT).
Esposizione alle radiazioni
I dati riportati di seguito sono tratti dalla pubblicazione ICRP 80 "Radiation dose to patients from radiopharmaceuticals" e sono stati calcolati secondo le seguenti ipotesi:
La ritenzione totale dell’organismo è descritta con un’emivita di 3 ore (0.36) e di 1.4 giorni (0.63), con una piccola parte (0.01) rimasta nel fegato. Si presume che la tiroide sia bloccata. Il tempo totale di permanenza nel corpo è di 9.97 ore.
I dati riportati di seguito sono validi per una farmacocinetica normale. In caso di compromissione renale dovuta a una malattia o a una precedente terapia, la dose equivalente efficace e la dose di radiazioni assorbita dagli organi possono essere più elevate.
| Organo | Dose assorbita per unità di attività somministrata (mGy/MBq) | ||||
| Adulto | 15 anni | 10 anni | 5 anni | 1 anno | |
| Ghiandole surrenali | 0,017 | 0,022 | 0,032 | 0,045 | 0,071 |
| Vescica | 0,048 | 0,061 | 0,078 | 0,084 | 0,15 |
| Superficie ossea | 0,011 | 0,014 | 0,022 | 0,034 | 0,068 |
| Cervello | 0,0047 | 0,0060 | 0,0099 | 0,016 | 0,029 |
| Mammella | 0,0053 | 0,0068 | 0,011 | 0,017 | 0,032 |
| Cistifellea | 0,021 | 0,025 | 0,036 | 0,054 | 0,10 |
| Tratto gastrointestinale | |||||
| Stomaco | 0,0084 | 0,011 | 0,019 | 0,030 | 0,056 |
| Intestino tenue | 0,0084 | 0,011 | 0,018 | 0,028 | 0,051 |
| Colon | 0,0086 | 0,011 | 0,018 | 0,029 | 0,052 |
| (colon ascendente | 0,0091 | 0,012 | 0,020 | 0,033 | 0,058) |
| (colon discendente | 0,0079 | 0,010 | 0,016 | 0,023 | 0,043) |
| Cuore | 0,018 | 0,024 | 0,036 | 0,055 | 0,097 |
| Reni | 0,014 | 0,017 | 0,025 | 0,036 | 0,061 |
| Fegato | 0,067 | 0,087 | 0,13 | 0,18 | 0,33 |
| Polmoni | 0,016 | 0,023 | 0,033 | 0,049 | 0,092 |
| Muscoli | 0,0066 | 0,0084 | 0,013 | 0,020 | 0,037 |
| Esofago | 0,0068 | 0,0088 | 0,013 | 0,021 | 0,037 |
| Ovaie | 0,0082 | 0,011 | 0,016 | 0,025 | 0,046 |
| Pancreas | 0,013 | 0,017 | 0,026 | 0,042 | 0,074 |
| Midollo osseo rosso | 0,0064 | 0,0079 | 0,012 | 0,018 | 0,032 |
| Cute | 0,0042 | 0,0051 | 0,0082 | 0,013 | 0,025 |
| Milza | 0,020 | 0,028 | 0,043 | 0,066 | 0,12 |
| Testicolo | 0,0057 | 0,0075 | 0,012 | 0,018 | 0,033 |
| Timo | 0,0068 | 0,0088 | 0,013 | 0,021 | 0,037 |
| Tiroide | 0,0056 | 0,0073 | 0,012 | 0,019 | 0,036 |
| Utero | 0,010 | 0,013 | 0,020 | 0,029 | 0,053 |
| Altri organi | 0,0067 | 0,0085 | 0,013 | 0,020 | 0,037 |
| Dose efficace (mSv/MBq) | 0,013 | 0,017 | 0,026 | 0,037 | 0,068 |
La dose efficace derivante dalla somministrazione di un'attività raccomandata massima pari a 370 MBq per un adulto di 70 kg è di 4.8 mSv.
Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli altri componenti elencati nella rubrica “Sostanze ausiliarie”.
Avvertenze e misure precauzionali
Possibili reazioni da ipersensibilità o anafilattiche
Se compaiono reazioni da ipersensibilità o anafilattiche, interrompere immediatamente la somministrazione del medicamento e, se necessario, iniziare un trattamento per via endovenosa. In caso di emergenza, devono essere disponibili medicamenti e strumenti adeguati al fine di poter intervenire immediatamente (ad es., es. tubo tracheale, ventilatore).
Valutazione del rapporto rischio/beneficio nel singolo caso
Per ciascun paziente, l'esposizione alle radiazioni deve essere giustificata in funzione del beneficio atteso. L’attività somministrata deve essere comunque la più bassa possibile utile a ottenere le informazioni diagnostiche necessarie.
Pazienti con compromissione del sistema nervoso simpatico
Nei pazienti affetti da malattie che influiscono sulla funzione del sistema nervoso o simpatico, come il morbo di Parkinson, si può osservare un ridotto assorbimento di MIBG (I123) a livello cardiaco, indipendentemente dalla patologia cardiaca.
Pazienti con funzionalità renale compromessa
In questi pazienti è necessaria un'attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio, poiché è possibile un aumento dell'esposizione alle radiazioni.
Una grave insufficienza renale può alterare i risultati della scansione, poiché iobenguano (123I) viene eliminato principalmente per via renale.
Bambini e adolescenti
Per informazioni sull’uso pediatrico, cfr. la rubrica “Posologia/impiego”.
L’indicazione deve essere particolarmente rigorosa in quanto la dose efficace per MBq è maggiore rispetto a quella necessaria per gli adulti (cfr. la rubrica “Esposizione alle radiazioni”).
Preparazione del paziente
- I medicamenti che notoriamente o presumibilmente riducono l'assorbimento di MIBG (I123) devono essere interrotti prima del trattamento (di solito 4 emivite biologiche) (cfr. la rubrica “Interazioni”).
- Per ridurre al minimo la dose di radiazioni sulla tiroide, si deve evitare che la tiroide assorba iodio libero con la somministrazione di iodio stabile per via orale:
- negli adulti, il blocco tiroideo deve essere effettuato circa 1 ora prima dell’iniezione di MIBG (I123) mediante una singola somministrazione di ioduro di potassio (130 mg) o iodato di potassio (170 mg) (cfr. la tabella sottostante);
- negli adolescenti, nei bambini e nei lattanti, il blocco tiroideo deve essere effettuato circa 1 ora prima dell’iniezione di MIBG (I123), la sera del giorno dell’iniezione e il giorno successivo (3 assunzioni in 2 giorni) mediante somministrazione di ioduro di potassio o iodato di potassio. La dose raccomandata per il blocco tiroideo deve essere stabilita in base alla fascia di età del paziente (cfr. la tabella sottostante).
Dosi raccomandate per somministrazione per il blocco tiroideo in lattanti, bambini, adolescenti e adulti:
| Fascia di età del paziente | Ioduro di potassio (mg) | Iodato di potassio (mg) |
| Lattanti (da 1 mese a 3 anni)* | 32 | 42 |
| Bambini (3-12 anni)* | 65 | 85 |
| Adolescenti (> 12 anni)* | 130 | 170 |
| Adulti ** | 130 | 170 |
* Necessarie 3 somministrazioni in 2 giorni
** Necessaria 1 sola somministrazione
- Nei pazienti con storia di intolleranza allo iodio si può usare perclorato di potassio o perclorato di sodio.
- La sedazione può essere necessaria quando si eseguono scansioni SPECT su bambini e neonati.
- Il paziente deve essere ben idratato prima di iniziare l’esame e invitato a svuotare la vescica il più spesso possibile durante le prime ore dopo l’esame per ridurre l’esposizione alle radiazioni.
Avvertenze speciali
L'uptake di iobenguano (123I) nei granuli cromaffini può causare, anche se raramente, una rapida secrezione di noradrenalina che, a sua volta, può indurre una crisi ipertensiva. Ciò richiede una sorveglianza costante del paziente durante la somministrazione. MIBG (I123) deve essere somministrato lentamente (cfr. le rubriche “Posologia/impiego” ed “Effetti indesiderati”).
Evitare lo stravaso paravenoso per via del rischio di necrosi tissutale locale (cfr. la rubrica “Effetti indesiderati”). L'iniezione deve essere effettuata rigorosamente per via endovenosa al fine di evitare un accumulo locale di MIBG (I123) e le radiazioni. In caso di stravaso paravenoso, interrompere immediatamente l’iniezione, riscaldare e rialzare la sede di iniezione. In caso di necrosi da radiazioni, può essere necessario un intervento chirurgico.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per dose massima raccomandata (indipendentemente dalla rispettiva indicazione), vale a dire che è essenzialmente privo di sodio.
Misure precauzionali per il rischio ambientale, cfr. la rubrica “Indicazioni per la manipolazione”.
Interazioni
Le sostanze elencate di seguito notoriamente prolungano o riducono, o si presume che prolunghino o riducano, l'assorbimento di iobenguano (123I) nelle vescicole adrenergiche:
La nifedipina, un calcio-antagonista, può prolungare la ritenzione di iobenguano (123I). Reserpina, calcioantagonisti (nifedipina, diltiazem, verapamil), antidepressivi triciclici (amitriptilina e derivati come doxepina, amoxepina, imipramina e derivati), medicamenti simpaticomimetici (ad esempio contenuti anche in gocce nasali come fenilefrina, efedrina, fenilpropanolamina), fenotiazine e cocaina possono ridurre l'assorbimento di iobenguano (123I). Non è stato dimostrato, ma è prevedibile, un ridotto assorbimento di iobenguano (123I) in corso di terapia con metoprololo, di terapia con altri antipertensivi che bloccano i neuroni simpatici post-gangliari (es. guanetidina), come anche in caso di somministrazione degli antidepressivi maprotilina e trazodone. Si deve presumere che queste interazioni, che hanno luogo durante l'uptake fisiologico, possano verificarsi in misura maggiore nel tessuto neoplastico maligno. Se clinicamente giustificabile, l'uso di queste sostanze deve essere interrotto circa 1 settimana (generalmente quattro emivite biologiche) prima di un esame con iobenguano (123I) per non alterare la qualità delle immagini e quindi la significatività diagnostica dell'esame e per non sottostimare la dose raggiungibile sul letto tumorale in sede di pianificazione della terapia.
Gravidanza, allattamento
Donne in età fertile
Qualora si intenda utilizzare un radiofarmaco in una donna in età fertile, è importante stabilire se sia in corso una gravidanza. Fino a prova contraria, in linea di principio si deve presumere una gravidanza in assenza di mestruazioni. In caso di dubbio (assenza di mestruazioni, cicli molto irregolari, ecc.), alla paziente devono essere proposte metodiche diagnostiche alternative che non utilizzino radiazioni ionizzanti (se disponibili).
Gravidanza
Gli esami con radionuclidi su donne in gravidanza espongono alle radiazioni anche il feto. Pertanto, durante la gravidanza si devono effettuare solo indagini essenziali per le quali il beneficio atteso è di gran lunga superiore al rischio per la madre e per il feto.
Allattamento
Prima della somministrazione di un radiofarmaco durante l’allattamento, si deve prendere in considerazione la possibilità di posticipare l’uso del radionuclide fino al termine dell’allattamento; nella scelta del radiofarmaco più appropriato si deve tenere conto anche dell’escrezione della radioattività nel latte materno. Iobenguano (123I) è parzialmente escreto nel latte materno.
Se la somministrazione è considerata necessaria, l’allattamento deve essere interrotto per 3 giorni ed il latte prelevato durante questo periodo deve essere smaltito.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine
MIBG (I123) non ha effetti, se non trascurabili, sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine.
Effetti indesiderati
Tabella degli effetti collaterali
La tabella seguente riporta gli effetti collaterali classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA.
La frequenza è definita secondo la seguente convenzione:
molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1000), molto raro (<1/10'000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)..
| Classificazione per sistemi e organi (SOC) | Effetti collaterali* | Frequenza |
| Disturbi del sistema immunitario | Ipersensibilità Reazione anafilattoide | Non nota |
| Patologie del sistema nervoso | Capogiri Cefalea Parestesia | Non nota |
| Patologie cardiache | Tachicardia Palpitazioni | Non nota |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Dispnea | Non nota |
| Patologie vascolari | Ipertensione transitoria Rossore | Non nota |
| Patologie gastrointestinali | Crampi addominali, dolore addominale Nausea Vomito | Non nota |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Orticaria Eruzione cutanea Eritema | Non nota |
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Dolore nella sede di iniezione Edema localizzato Dolore nella sede di iniezione Vampate Brividi | Non nota |
| Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura | Necrosi da radiazioni dopo stravaso paravenoso del medicamento | Non nota |
* Effetti indesiderati documentati da segnalazioni spontanee.
Descrizione di reazioni avverse selezionate
Crisi con rilascio acuto di catecolamine
Se il medicamento è somministrato troppo rapidamente, possono manifestarsi, già durante la somministrazione o subito dopo, palpitazioni, tachicardia, dispnea, vampate, ipertensione transitoria, crampi addominali e dolore (cfr. le rubriche “Posologia/impiego” e “Avvertenze e misure precauzionali”). I sintomi scompaiono entro un'ora.
Ipersensibilità
Sono state riportate reazioni da ipersensibilità come rossore, eruzione cutanea, eritema, orticaria, nausea, brividi e altri sintomi di reazioni anafilattiche (cfr. la rubrica “Avvertenze e misure precauzionali”).
Reazioni nella sede di iniezione in caso di stravaso paravenoso
Sono stati riferiti casi di stravaso paravenoso locali che può causare reazioni tissutali locali come dolore nella sede di iniezione, edema localizzato e necrosi da radiazioni (cfr. la rubrica “Avvertenze e misure precauzionali”).
Note generali
Le radiazioni ionizzanti possono causare tumori e alterazioni ereditarie. Poiché la dose efficace è di 4.8 mSv quando si somministra l’attività massima raccomandata di 370 MBq, la probabilità che compaiano questi effetti indesiderati è bassa.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Questo medicamento deve essere somministrato solo da personale autorizzato in ambienti clinici appositamente designati. Il rischio di sovradosaggio da radiazioni è quindi teorico.
In caso di somministrazione di una dose eccessiva di radiazioni mediante MIBG (I123), la dose assorbita dal paziente deve essere ridotta, ove possibile, aumentando l’eliminazione del radionuclide dall’organismo mediante diuresi forzata e svuotamento frequente della vescica.
Gli effetti di una posologia eccessiva di MIBG (I123) sono dovuti al rilascio di adrenalina. Quest'effetto è di breve durata e richiede misure di riduzione della pressione arteriosa.
È necessaria l’iniezione immediata di un abloccante dei recettori a rilascio rapido (fentolamina) seguito da un b betabloccante (propranololo).
Data l’escrezione attraverso i reni, è importante mantenere il flusso urinario più elevato possibile per ridurre l’effetto delle radiazioni.
MIBG (I123) non è dializzabile. Può essere utile stimare la dose somministrata efficace.
Proprietà/effetti
Codice ATC
V09IX01
Meccanismo d’azione
Iobenguano (123I) è un'aralchilguanidina radioiodata. La sua struttura contiene il gruppo guanidinico della guanetidina legato a un gruppo benzilico iodato. Come la guanetidina, anche le aralchilguanidine sono agenti bloccanti dei neuroni adrenergici. In conseguenza di un'affinità funzionale tra neuroni adrenergici e cellule cromaffini del surrene, lo iobenguano (123I) è in grado di localizzarsi preferibilmente nella midollare del surrene. Vi è inoltre una localizzazione nel miocardio.
Tra le aralchilguanidine, lo iobenguano (123I) è la sostanza preferita per il minore uptake epatico e per la migliore stabilità in vivo, che favorisce il più basso uptake dello ioduro liberato ottenibile da parte della tiroide.
Farmacodinamica
Nelle concentrazioni chimiche utilizzate per gli esami diagnostici, lo iobenguano (123I) non sembra avere effetti farmacodinamici. Tuttavia, lo iobenguano (123I) può aumentare il rilascio di noradrenalina dai granuli cromaffini e causare un episodio transitorio di ipertensione (cfr. anche la rubrica “Avvertenze e misure precauzionali”).
Efficacia clinica
Non sono disponibili dati.
Farmacocinetica
Assorbimento
Il modello di distribuzione dello iobenguano (123I) prevede un rapido uptake iniziale nel fegato (33 % della dose somministrata) e un assorbimento molto più basso nei polmoni (3%), nel miocardio (0,8%), nella milza (0,6%) e nelle ghiandole salivari (0,4%).
L’uptake da parte delle surrenali sane (midollare del surrene) può consentire la visualizzazione con iobenguano (123I). Le surrenali iperplastiche mostrano un elevato uptake.
Distribuzione
Il trasporto di iobenguano (123I) attraverso le membrane delle cellule che originano dalla cresta neurale è un processo attivo quando la concentrazione del farmaco è bassa (come accade con dosaggi utilizzati a scopo diagnostico). Il meccanismo di uptake può essere inibito da inibitori dell’uptake quali cocaina o desmetilimipramina.
Dopo l'uptake, parte dello iobenguano intracellulare (123I) viene trasportato attraverso un meccanismo attivo nei granuli delle cellule destinati all'assorbimento.
Metabolismo
Non sono disponibili dati.
Eliminazione
Lo iobenguano (123I) è escreto per lo più inalterato per via renale. La dose somministrata viene rilevata nelle urine in percentuale variabile tra il 70 e il 90% entro 4 giorni. Nelle urine si rilevano i seguenti prodotti di degradazione metabolica: radioioduro, acido meta-iodoippurico radioiodato, idrossibenzilguanidina radioiodata e acido meta-iodobenzoico radio iodato. Queste sostanze rappresentano circa il 5-15% della dose somministrata.
Emivita
L’emivita effettiva è di 11.4 ore.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Pazienti con funzionalità renale compromessa
La farmacocinetica in pazienti con funzionalità renale compromessa non è stata studiata.
Dati preclinici
Nei cani la dose di 20 mg/kg è letale. Dosi più basse (14 mg/kg) provocano segni clinici transitori di effetti tossici. Nei ratti, somministrazioni endovenose ripetute in dosi di 20-40 mg/kg inducono segni di grave tossicità clinica. Nei ratti, somministrazioni endovenose ripetute in dosi di 5-20 mg/kg inducono sintomi, tra cui disturbi respiratori, ma come effetto a lungo termine si osserva solo un lieve aumento di peso del fegato e del cuore. Nei casi, somministrazioni ripetute in dosi di 2.5-10 mg/kg inducono effetti clinici quali aumento della pressione arteriosa, alterazioni della frequenza e della conduzione cardiaca, ma tali sintomi sono risultati tutti di natura transitoria. Questo medicamento non è destinato alla somministrazione periodica o continua.
Nei sistemi di test utilizzati non è stato possibile dimostrare effetti mutageni.
Non sono stati condotti studi a lungo termine sulla cancerogenicità.
Non sono stati finora condotti studi sulla tossicità riproduttiva negli animali.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Il medicamento non deve essere somministrato in combinazione con altri medicamenti, tranne quelli citati nella rubrica “Indicazioni per la preparazione”.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.
La stabilità è di 20 ore dopo la data di riferimento dell’attività.
La data di riferimento dell’attività e la data di scadenza sono indicate sull’etichetta della schermatura (contenitore sigillato) e sono riportate anche nel rispettivo documento di spedizione.
Dopo il primo prelievo dal flaconcino, conservare in frigorifero (2-8°C) nella confezione originale e utilizzare entro 8 ore senza superare la data di scadenza.
La stabilità chimico-fisica dopo l'apertura è stata dimostrata per 8 ore a una temperatura di 2-8°C. Dal punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente, a meno che il metodo di apertura e di prelievo non escluda i rischi di contaminazione microbica. Se non viene utilizzato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione dopo l'apertura sono responsabilità dell’utilizzatore.
Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento
Il prodotto deve essere conservato a temperatura ambiente (15-25°C).
Conservare nella confezione originale e/o adeguatamente schermato.
Per le condizioni di conservazione dopo il primo prelievo del medicamento dal flaconcino, cfr. la rubrica “Stabilità”.
L'immagazzinamento deve avvenire nel rispetto delle normative nazionali in materia di prodotti radioattivi.
Indicazioni per la manipolazione
Note generali
I medicamenti radioattivi devono essere ricevuti, utilizzati e somministrati solo da personale autorizzato in aree cliniche appositamente designate. Il ricevimento, l'immagazzinamento, l'utilizzo, il trasporto e lo smaltimento sono soggetti alle disposizioni di legge e/o alle corrispondenti autorizzazioni da parte dell'autorità di vigilanza competente.
I medicamenti radioattivi devono essere preparati esclusivamente in condizioni di protezione dalle radiazioni ionizzanti e nel rispetto dei requisiti di qualità farmaceutica. A scopo precauzionale, devono essere utilizzate tecniche asettiche appropriate.
Per le indicazioni relative alla preparazione del medicamento prima dell'uso, cfr. la rubrica “Indicazioni per la preparazione“.
Se in qualsiasi fase della preparazione di questo prodotto l’integrità del flaconcino appare compromessa, questo non deve essere usato.
La somministrazione del medicamento deve avvenire in modo da ridurre al minimo il rischio di contaminazione del medicamento e l’esposizione degli operatori alle radiazioni. Sono obbligatorie adeguate misure di protezione.
L’impiego di medicamenti radioattivi mette a rischio altre persone per via dell'esposizione esterna alle radiazioni o della contaminazione per spandimento di urina, vomito o altri fluidi corporei. È pertanto necessario rispettare le misure precauzionali previste dalle normative nazionali in materia di radioprotezione.
Il medicamento non utilizzato o il materiale di rifiuto devono essere smaltiti in conformità con la normativa nazionale vigente in materia.
Indicazioni per la preparazione
Il medicamento è pronto all’uso. Se necessario, il volume di somministrazione può essere aumentato per diluizione con acqua per preparazioni iniettabili o glucosio al 5% in acqua.
I prelievi devono essere effettuati in condizioni asettiche. I flaconcini non devono essere mai aperti. Dopo la disinfezione del tappo, la soluzione deve essere prelevata attraverso il tappo mediante una siringa monouso adeguatamente schermata e un ago sterile monouso. È anche possibile l’utilizzo di un dispositivo di somministrazione automatico approvato. Se l'integrità del flaconcino è stata compromessa, il prodotto non deve essere utilizzato.
Disposizioni legislative
L’utilizzo di sostanze radioattive nell'uomo è regolato in Svizzera dall'ordinanza sulla radioprotezione. Pertanto il loro utilizzo è consentito solamente alle persone che dispongono dell'autorizzazione richiesta dall’ufficio federale della sanità pubblica.
Qualsiasi utilizzo di sostanze radioattive e lo smaltimento di rifiuti radioattivi devono essere conformi alle precauzioni specificate nell'ordinanza sopra menzionata, per evitare irradiazioni non necessarie di pazienti e personale.
Numero dell’omologazione
52731 (Swissmedic)
Confezioni
MIBG (I-123) injection Curium è disponibile nelle seguenti attività alla data della calibrazione: 74 MBq in 1 ml, 148 MBq in 2 ml, 222 MBq in 3 ml,
296 MBq in 4 ml, 370 MBq in 5 ml. (A)
Il preparato viene fornito in flaconcini da 10 ml (tipo I Ph. Eur.), chiusi con un tappo in gomma bromobutilica e sigillati con un cappuccio in alluminio. I flaconcini si trovano in un contenitore di piombo di resistenza adeguata.
Titolare dell’omologazione
b.e.imaging AG, 6430 Schwyz
Fabbricante
Curium Netherlands B.V., Petten (NL)
Stato dell’informazione
Gennaio 2024
