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MetronidazoleSINT i.v – informazione professionale

Aggiornamento:

Informazione professionale - MetronidazoleSINT i.v.

Composizione

Principi attivi

Metronidazolum 500 mg

Sostanze ausiliarie

Dinatrii phosphas dihydricus, acidum citricum monohydricum, natrii chloridum, aqua ad iniectabile.

Questo medicamento contiene 326 mg (14.18 mmol) di sodio per 100 ml.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 flaconcino da 100 ml di soluzione per infusione contiene 500 mg di metronidazolo.

Indicazioni/possibilità d’impiego

MetronidazoleSINT i.v. è indicato per il trattamento di infezioni per cui sia accertato o si sospetti il coinvolgimento di batteri anaerobi, tenendo conto dello spettro di azione dichiarato del metronidazolo.

MetronidazoleSINT i.v. soluzione per infusione è utilizzato in caso di sepsi, batteriemia, ascesso cerebrale, polmonite necrotizzante, osteomielite, febbre puerperale, ascesso pelvico, parametrite, peritonite e infezioni post-operatorie della ferita da cui è possibile isolare anaerobi.

MetronidazoleSINT i.v. è utilizzato anche per la prevenzione e il trattamento di infezioni post-operatorie causate da batteri anaerobi, in particolare da specie Bacteroides.

Poiché il metronidazolo è inefficace contro i batteri aerobi, nelle infezioni miste da aerobi/anaerobi occorre utilizzare anche un agente chemioterapico adeguato.

Devono essere considerate le raccomandazioni ufficiali per l’uso appropriato degli antibiotici, in particolare le raccomandazioni d’uso per prevenire l’aumento dell’antibiotico-resistenza.

Posologia/impiego

La somministrazione endovenosa deve essere limitata ai pazienti in cui non è possibile la somministrazione orale. Appena possibile, l’infusione deve essere sostituita da un medicamento orale.

MetronidazoleSINT i.v. deve essere infuso per via endovenosa a una velocità di 5 ml al minuto.

L’infusione può essere effettuata anche in soluzione salina isotonica o in soluzione di glucosio al 5%.

Trattamento delle infezioni anaerobiche

Avvio della terapia

Adulti e bambini di età superiore ai 12 anni

La dose iniziale è di 15 mg di metronidazolo (=3 ml di MetronidazoleSINT i.v.) per kg di peso corporeo (PC).

Bambini di età inferiore ai 12 anni

7,5 mg di metronidazolo (=1,5 ml di MetronidazoleSINT i.v.) per kg PC ogni 8 ore per 3 giorni, poi ogni 12 ore.

Terapia di mantenimento

Adulti e bambini di età superiore ai 12 anni

La dose di mantenimento è di 7,5 mg (=1,5 ml di MetronidazoleSINT i.v.) per kg PC ogni 6 ore per 3 giorni, poi ogni 12 ore.

Bambini di età inferiore ai 12 anni

7,5 mg di metronidazolo (=1,5 ml di MetronidazoleSINT i.v.) per kg PC ogni 8 ore per 3 giorni, poi ogni 12 ore.

Durata della terapia

La durata del trattamento è generalmente di 5-7 giorni. Di norma, il trattamento non deve superare i 10 giorni. La durata della terapia può essere estesa solo in singoli casi motivati (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Dose massima giornaliera

4 g di metronidazolo.

Profilassi delle infezioni anaerobiche post-operatorie

Adulti e bambini di età superiore ai 12 anni

15 mg di metronidazolo (= 3 ml di MetronidazoleSINT i.v.) per kg PC per via endovenosa nell’arco di 30-60 min.; l’infusione deve essere completata 1 ora prima dell’intervento. Se necessario, si possono somministrare altri 7,5 mg (= 1,5 ml di MetronidazoleSINT i.v.) per kg PC 6 (-8) e 12 (-16) ore dopo.

Bambini di età inferiore ai 12 anni

Come per gli adulti, la dose è di 7,5 mg di metronidazolo (= 1,5 ml di MetronidazoleSINT i.v. iv) per kg PC.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

In caso di gravi disturbi della funzionalità epatica, è necessario determinare la concentrazione di metronidazolo nel siero ematico ed eventualmente ridurre la dose.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

In caso di insufficienza renale, MetronidazoleSINT i.v. può essere utilizzato alla posologia normale. Tuttavia, in caso di concomitante emodialisi, si deve tenere conto dell’emivita ridotta del metronidazolo. Può dunque essere necessaria una dose aggiuntiva dopo l’emodialisi. Nei pazienti con clearance della creatinina inferiore a 10 ml/min senza emodialisi, si osserva un accumulo dei metaboliti del metronidazolo. Questi possono essere eliminati rapidamente con l’emodialisi; la dialisi peritoneale non è efficace.

Pazienti anziani

La dose giornaliera deve essere ridotta nei pazienti anziani.

Controindicazioni

In caso di ipersensibilità al metronidazolo o ad altri derivati del nitroimidazolo, che tuttavia è molto rara, MetronidazoleSINT i.v. può essere somministrato solo in presenza di un’infezione pericolosa per la vita e in caso di inefficacia di altri preparati.

L’uso nel 1° trimestre di gravidanza è controindicato.

Pazienti con sindrome di Cockayne (vedere paragrafo “Effetti indesiderati”).

Avvertenze e misure precauzionali

L’insorgenza di gravi reazioni da ipersensibilità (ad es. shock anafilattico), incluse sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica, richiede l’immediata interruzione della terapia con MetronidazoleSINT i.v. e l’istituzione di un trattamento di emergenza da parte di personale medico qualificato.

In caso di trattamento con dosi elevate, se la terapia supera i 10 giorni di durata e/o in presenza di gravi malattie del sistema nervoso centrale, è indicato un regolare monitoraggio biologico e clinico.

Durata massima del trattamento

Di norma, la durata del trattamento con metronidazolo o altri medicamenti contenenti nitroimidazoli non deve superare i 10 giorni. Il trattamento può essere proesguito oltre tale periodo di tempo solo in casi eccezionali e con indicazioni molto precise. Inoltre, deve essere ripetuto il più raramente possibile. Limitare la durata del trattamento è di estrema importanza, poiché non è escluso che il trattamento possa danneggiare i gameti umani. Inoltre, negli studi sperimentali sugli animali è stato osservato un aumento di diversi tumori.

Se, per motivi stringenti, MetronidazoleSINT i.v. deve essere somministrato per un periodo superiore a quello raccomandato (durata della terapia superiore a 10 giorni), è necessario effettuare controlli dell’emocromo a intervalli regolari, con particolare riguardo per la conta leucocitaria. Inoltre, il paziente deve essere monitorato per la comparsa di effetti indesiderati, come neuropatie periferiche e centrali (ad es. parestesia, atassia, stordimento mentale, crisi convulsive).

Sistema ematico

Nei pazienti con un’anamnesi di disordini ematopoietici (come la granulocitopenia) o discrasie ematiche, la conta leucocitaria deve essere controllata prima e dopo il trattamento, soprattutto in caso di terapie ripetute.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale ed emodialisi

Nei pazienti emodializzati si deve tenere conto dell’emivita ridotta del metronidazolo. Può dunque rendersi necessaria una dose aggiuntiva dopo l’emodialisi. Cfr. le istruzioni posologiche specifiche nella rubrica «Posologia/impiego».

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

In caso di insufficienza epatica grave, ridurre la dose e monitorare le concentrazioni plasmatiche. MetronidazoleSINT i.v. deve essere somministrato solo con cautela a pazienti con encefalopatia epatica.

Reazioni cutanee gravi

Durante il trattamento con metronidazolo sono stati riportati casi di gravi reazioni cutanee bollose come la sindrome di Stevens Johnson (SJS), la necrolisi epidermica tossica (TEN) o la pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP) (cfr. rubrica «Effetti indesiderati»). Se si manifestano sintomi o segni di SJS, TEN o AGEP, MetronidazoleSINT i.v. deve essere interrotto immediatamente.

Sistema nervoso

Il metronidazolo può aggravare le patologie attive e gravi del sistema nervoso centrale e periferico. Nei pazienti con queste patologie, il metronidazolo deve essere impiegato solo se i benefici sono chiaramente superiori ai rischi. In caso di insorgenza di convulsioni, mioclono, neuropatie periferiche, atassia, stordimento o confusione mentale, il trattamento deve essere interrotto. I pazienti devono essere informati del possibile rischio di gravi effetti collaterali a carico del sistema nervoso centrale.

Interazioni con altre sostanze

La somministrazione concomitante di metronidazolo e altri principi attivi (ad es. micofenolato mofetile, tacrolimus, amiodarone, litio, ecc.) o alimenti [ad es. alcol; attenzione: effetto disulfiram-simile (antabuse) del metronidazolo] può dar luogo a interazioni, che possono essere clinicamente rilevanti e richiedere il monitoraggio clinico o di laboratorio del paziente e/o un adeguamento della dose. Consultare la rubrica «Interazioni».

Candidiasi

Il trattamento con metronidazolo può peggiorare una candidiasi esistente.

Carcinogenesi/mutagenesi

A causa dei risultati positivi del metronidazolo ai test di mutagenicità e cancerogenicità, il superamento della durata della terapia raccomandata deve essere considerato con attenzione (cfr. la rubrica «Dati preclinici»).

Neonati con età gestazionale <40 settimane

Durante la prima settimana di vita può verificarsi un accumulo di metronidazolo. Pertanto, la concentrazione sierica deve essere monitorata dopo alcuni giorni di terapia.

Colite pseudomembranosa

In caso di reinfezione, istituire la terapia appropriata.

In caso di diarrea persistente, che può essere dovuta a colite pseudomembranosa (nella maggior parte dei casi causata da Clostridium difficile), interrompere immediatamente il preparato e istituire una terapia adeguata (ad es. vancomicina). I medicamenti che inibiscono la peristalsi sono controindicati in questo caso.

Nel caso di una dieta priva di sodio, considerare che 100 ml di MetronidazoleSINT i.v. contengono 14.18 mmol di sodio. Questo medicamento contiene 326 mg di sodio per 100 ml, equivalente a 16,3% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.

Interazioni

Influsso di altre sostanze sulla farmacocinetica del metronidazolo

La somministrazione concomitante di induttori enzimatici (ad es. fenobarbital o fenitoina) accelera la metabolizzazione del metronidazolo (= riduzione dell’emivita sierica, per il fenobarbital a 3 ore).

Gli inibitori enzimatici (ad es. cimetidina) inibiscono la degradazione del metronidazolo (= aumento dell’emivita sierica).

Per le interazioni tra metronidazolo e terapia con litio (rischio di ritenzione di litio) o alcol (rischio di effetto antabuse con rossore, vomito, tachicardia), cfr. «Avvertenze e misure precauzionali».

Influsso del metronidazolo sulla farmacocinetica di altre sostanze

Con la somministrazione concomitante di metronidazolo e ciclosporina esiste il rischio di un aumento dei livelli sierici di ciclosporina. Se è necessaria una combinazione di questi due medicamenti, occorre monitorare i livelli sierici di ciclosporina e la creatinina sierica.

Il metronidazolo riduce la clearance del 5-fluorouracile, aumentandone la tossicità.

In combinazione con busulfano è stato segnalato un aumento della tossicità dovuto all’aumento delle concentrazioni plasmatiche di busulfano. Pertanto, la somministrazione concomitante di busulfano e metronidazolo non è raccomandata.

Il metronidazolo può inibire il metabolismo della carbamazepina e della fenitoina e aumentarne di conseguenza la concentrazione plasmatica.

Influsso sulla farmacocinetica del micofenolato mofetile:

Gli antibiotici (ad es. metronidazolo) possono alterare la flora gastrointestinale, riducendo la biodisponibilità orale dei prodotti dell’acido micofenolico. In caso di terapia concomitante con agenti antinfettivi, si raccomanda un attento monitoraggio clinico e di laboratorio per la ricerca di segni di un ridotto effetto immunosoppressivo dell’acido micofenolico (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

Influsso sulla farmacocinetica del tacrolimus:

La somministrazione concomitante con metronidazolo può aumentare la concentrazione di tacrolimus nel sangue. Il meccanismo proposto è l’inibizione del metabolismo epatico del tacrolimus mediato dal CYP3A4. Le concentrazioni ematiche del tacrolimus e la funzionalità renale devono essere frequentemente monitorate e la posologia deve essere aggiustata di conseguenza, soprattutto dopo l’inizio o l’interruzione della terapia con metronidazolo, nei pazienti stabilizzati con il regime corrispondente di tacrolimus (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

Influsso sulla farmacocinetica dell’amiodarone:

Con la somministrazione concomitante di metronidazolo e amiodarone sono stati riportati il prolungamento dell’intervallo QT e torsioni di punta, poiché il metronidazolo, in quanto inibitore del CYP3A4, può aumentare la concentrazione plasmatica dell’amiodarone. Quando l’amiodarone è usato in combinazione con metronidazolo, può essere opportuno monitorare l’intervallo QT mediante ECG. Occorre avvisare i pazienti in trattamento ambulatoriale di consultare un medico se manifestano sintomi che potrebbero indicare l’insorgenza di torsioni di punta, come capogiri, palpitazioni o sincope (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

Influsso sulla farmacocinetica del litio:

Il metronidazolo può aumentare i livelli plasmatici del litio.

Nei pazienti trattati in concomitanza con litio e metronidazolo è stata segnalata una ritenzione di litio associata a segni di un possibile danno renale. Pertanto, la terapia con litio deve essere ridotta o interrotta prima del trattamento con metronidazolo. I pazienti trattati con litio mentre ricevono una terapia con metronidazolo devono essere sottoposti al monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche di litio, creatinina ed elettroliti (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

Influsso sulla farmacocinetica (dei metaboliti) dell’alcol:

A causa dell’effetto disulfiram-simile (antabuse) del metronidazolo (rossore, vomito, tachicardia) dovuto all’inibizione dell’acetaldeide deidrogenasi con accumulo del metabolita tossico dell’alcol acetaldeide, al paziente deve essere chiesto di astenersi dal consumo di bevande alcoliche e di medicamenti contenenti alcol durante il trattamento con metronidazolo e il giorno successivo (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

Come inibitore del CYP3A4, il metronidazolo può potenziare l’effetto degli antagonisti della vitamina K (derivati cumarinici) che sono substrati del CYP3A4, aumentandone le concentrazioni plasmatiche. Se necessario, controllare il tempo di tromboplastina e adattare la posologia dell’anticoagulante.

Alcuni antibiotici possono ridurre l’efficacia dei contraccettivi orali riducendone le concentrazioni plasmatiche. Sono stati riportati singoli casi di mancanza di efficacia dei contraccettivi in associazione a metronidazolo.

Interazioni farmacodinamiche

La somministrazione concomitante di disulfiram (antabuse) può causare reazioni psicotiche (cfr. «Effetti indesiderati»).

Gravidanza, allattamento

Il metronidazolo penetra facilmente nei tessuti, per cui la placenta non costituisce una barriera. Il contenuto nel latte materno è elevato (più del 50% del valore sierico).

In caso di uso illimitato di nitroimidazoli da parte della madre, esiste il rischio per il nascituro o il neonato di sviluppare tumori o danni genetici. Finora non ci sono indicazioni attendibili di danni all’embrione o al feto.

Gravidanza

La sicurezza dell’uso del metronidazolo in gravidanza non è stata sufficientemente dimostrata. I dati riportati sono contraddittori, soprattutto per quanto riguarda le prime fasi della gravidanza. Alcuni studi hanno rilevato un aumento del tasso di malformazioni. Il rischio di possibili effetti tardivi, compreso il rischio cancerogeno, non è ancora stato chiarito.

Primo trimestre

L’uso nel 1° trimestre è controindicato.

Secondo trimestre e terzo trimestre

Nel secondo e terzo trimestre, il metronidazolo deve essere utilizzato solo se chiaramente necessario.

Allattamento

Durante l’uso di MetronidazoleSINT i.v. non si deve allattare. L’allattamento deve essere evitato per almeno 2-3 giorni (corrispondenti a 5 emivite di metronidazolo) anche dopo la fine del trattamento.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

Poiché MetronidazoleSINT i.v. può causare vari disturbi del sistema nervoso e degli occhi (cfr. «Effetti indesiderati»), la capacità di guidare veicoli e di utilizzare macchine può essere compromessa.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati del metronidazolo sono generalmente dose-dipendenti.

Elenco degli effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione:

«molto comune» (≥1/10),

«comune» (≥1/100, <1/10),

«non comune» (≥1/1 000, <1/100),

«raro» (≥1/10 000, <1/1 000),

«molto raro» (<1/10 000),

«non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie del sistema emolinfopoietico

Molto raro: granulocitopenia, agranulocitosi, pancitopenia, neutropenia, trombocitopenia, depressione midollare. In questi casi, la terapia deve essere interrotta.

Non nota: leucopenia, anemia aplastica.

Disturbi del sistema immunitario

Come reazioni da ipersensibilità sono stati segnalati:

Non comune: eruzione cutanea.

Raro: anafilassi fino allo shock anafilattico (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Non nota: angioedema.

Disturbi psichiatrici

Molto raro: disturbi psicotici, incluse confusione e allucinazioni.

Non nota: depressione.

Patologie del sistema nervoso

Molto raro: encefalopatia, cefalea, stordimento, capogiro, disturbi visivi, disturbi del movimento, vertigine, atassia, disartria, convulsioni.

Non nota: sonnolenza o insonnia, mioclono, convulsioni, neuropatie periferiche come ad es. parestesia, dolore, intorpidimento, formicolo agli arti, meningite asettica (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie dell’occhio

Molto raro: diplopia, miopia.

Non nota: crisi oculogira, neuropatia/neurite ottica.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Non nota: perdita/alterazione dell'udito (anche neurosensoriale), acufeni.

Patologie gastrointestinali

Raro: colite pseudomembranosa (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). Sono stati segnalati casi reversibili di pancreatite.

Non nota: vomito, nausea, diarrea, glossite, stomatite, rigurgito amaro, dolore addominale superiore, disgeusia (gusto metallico), lingua impaniata, anoressia, disfagia.

Patologie epatobiliari

Molto raro: prove di funzionalità epatica e livelli di bilirubina anormali.

Non nota: epatite, ittero.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Molto raro: necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson, prurito, orticaria (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Non nota: pustolosi esantematica acuta generalizzata, eritema multiforme, rossore.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Molto raro: artralgia, mialgia.

Patologie renali e urinarie

Comune: disuria, cistite, incontinenza urinaria e superinfezione da Candida nell’area genitale.

Non comune: colorazione scura delle urine causata da un metabolita del metronidazolo.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non nota: irritazione della parete venosa (fino alla tromboflebite), debolezza, febbre.

Nei pazienti con sindrome di Cockayne sono stati segnalati casi di epatotossicità irreversibile grave/insufficienza epatica acuta, compresi casi con esito fatale, che si sono verificati molto rapidamente dopo l'inizio dell'uso sistemico di metronidazolo (vedere paragrafo “Controindicazioni”).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

I principali sintomi di un sovradosaggio sono disturbi nervosi centrali fino a neuropatie periferiche, mialgie e parestesie. I sintomi sono generalmente reversibili dopo la sospensione del trattamento con metronidazolo.

I sovradosaggi segnalati con dosi singole fino a 15 g di metronidazolo includevano i seguenti sintomi: nausea, vomito, iperreflessia, atassia, tachicardia, dispnea e disorientamento. Non sono stati descritti casi di morte.

Trattamento

Non esiste un antidoto specifico per il metronidazolo. In caso di sovradosaggio acuto, deve essere avviato un trattamento sintomatico (emodialisi). In caso di intossicazione cronica da metronidazolo, la regressione dei sintomi può richiedere 2-6 mesi.

Proprietà/effetti

Codice ATC

Codice ATC: J01XD01

Antinfettivo imidazolico

Meccanismo d’azione

Il metronidazolo in sé è inattivo. È un composto stabile in grado di penetrare nei microrganismi. In condizioni anaerobiche dal metronidazolo si formano radicali nitrosile, che agiscono sul DNA attraverso la piruvato ferredossina ossidoreduttasi microbica, con ossidazione di ferredossina e flavodossina. I radicali nitrosile formano addotti con coppie basiche del DNA, determinando la rottura della catena del DNA e, di conseguenza, la morte cellulare.

Farmacodinamica

Il metronidazolo, un derivato sintetico del nitroimidazolo, è attivo contro la maggior parte dei batteri anaerobi obbligati e contro i protozoi.

L’effetto battericida si estende ai seguenti batteri e protozoi parassiti:

Germisensibili: Bacteroides (incluso B. fragilis), Fusobacterium spp., Peptoniphilus spp., Peptostreptococcus spp., Veillonella spp., Porphyromonas spp., Prevotella spp., Clostridium difficile, Clostridium perfringens, Trichomonas vaginalis. Le MIC per i batteri anaerobi sensibili variano da 0,1 a 8 µg/ml.

Germi moderatamente sensibili: actinomiceti, propionibatteri (MIC 8-16 µg/ml).

Germi non sensibili: patogeni aerobi e anaerobi facoltativi (MIC >16 µg/ml).

Parassiti sensibili: Entamoeba histolytica, Trichomonas vaginalis (MIC <3 µg/ml); Giardia lamblia (MIC 0,8-32 µg/ml); Balantidium coli.

Rapporto PK/PD

L’efficacia del metronidazolo dipende principalmente dal quoziente tra concentrazione sierica massima (Cmax) e concentrazione minima inibitoria (MIC) rilevante per il microrganismo in questione.

Breakpoint

L’analisi del metronidazolo viene effettuata utilizzando le serie di diluizioni abituali. Per distinguere i microrganismi sensibili da quelli resistenti sono state stabilite le seguenti concentrazioni minime inibitorie:

anaerobi Gram-positivi (S: ≤4 mg/l, R >4 mg/l)

anaerobi Gram-negativi (S: ≤4 mg/l, R >4 mg/l)

Helicobacter pylori (S: ≤8 mg/l, R >8 mg/l)

Resistenze

All’interno del gruppo dei nitroimidazoli esiste una resistenza crociata completa. Raramente sono emersi ceppi resistenti di Trichomonas vaginalis e, in associazione alla terapia a lungo termine, ceppi resistenti di Bact. fragilis e altri batteri anaerobi.

La prevalenza della resistenza acquisita delle singole specie può variare geograficamente e nel tempo. Pertanto, in particolare per il trattamento adeguato di infezioni gravi, occorre disporre di informazioni locali specifiche relative alla resistenza. Soprattutto in caso di infezioni gravi o fallimento del trattamento, è necessario effettuare una diagnosi microbiologica che comprenda la determinazione della specie del microrganismo e la sua sensibilità al metronidazolo.

Efficacia clinica

Nessun dato.

Farmacocinetica

Assorbimento

La biodisponibilità dopo infusione e.v. di metronidazolo è del 100%. Le concentrazioni plasmatiche sono proporzionali alla dose somministrata.

Dopo infusione e.v. di 500 mg di metronidazolo in 20 minuti, la concentrazione sierica media è di 18 µg/ml. Con la somministrazione e.v. di 500 mg di metronidazolo ogni 8 ore, si raggiunge un livello sierico medio di 14 µg/ml. I livelli minimi misurati sono superiori alla concentrazione minima inibitoria per i germi sensibili.

Distribuzione

Il legame plasmatico è basso (inferiore al 20%), il volume di distribuzione è di 0,64-0,71 l/kg nei neonati e di 0,51-1,1 l/kg negli adulti. Il metronidazolo si diffonde rapidamente in quasi tutti i tessuti e liquidi corporei e si ritrova principalmente nei polmoni, nei reni, nel fegato, nella cute, nelle ossa, nella bile, negli ascessi cerebrali, nel liquido cerebrospinale, nella saliva, nel liquido seminale e nelle secrezioni vaginali a concentrazioni simili a quelle del siero.

Il metronidazolo attraversa la placenta ed è escreto nel latte materno. I livelli sierici e tissutali del feto possono raggiungere il livello sierico materno.

La capacità di legame alle proteine è inferiore al 20%.

Metabolismo

Il metronidazolo è metabolizzato nel fegato mediante glucuronidazione.

L’emivita plasmatica è di 6-10 ore. Il 30-60% di una dose e.v. è metabolizzato nel fegato; il principale metabolita nel siero (idrossimetabolita) mantiene circa il 30% dell’efficacia chemioterapica (antiparassitaria o antibatterica) del metronidazolo. Il principale metabolita nelle urine è il metabolita acido, che non ha più alcun effetto antimicrobico.

Eliminazione

La maggior parte (60-80% nell’arco di 48 ore) del metronidazolo è escreta per via renale principalmente sotto forma di metaboliti. Piccole quantità (6-15%) sono presenti anche nelle feci. L’emivita di eliminazione del metronidazolo è di circa 8 ore, quella dell’idrossimetabolita è leggermente più lunga.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Insufficienza renale: l’emivita plasmatica di 6-8 ore rimane invariata in caso di insufficienza renale. In caso di insufficienza renale di basso grado, l’eliminazione è prolungata in misura solo trascurabile. Tuttavia, nei pazienti con clearance della creatinina inferiore a 10 ml/min senza emodialisi, si osserva un accumulo dei metaboliti del metronidazolo. Questi possono essere eliminati rapidamente con l’emodialisi.

Insufficienza epatica: l’emivita plasmatica di 6-8 ore può essere prolungata in caso di insufficienza epatica. In caso di emolisi si riduce a 2 ore e mezza. Una grave insufficienza epatica comporta un ritardo nella clearance plasmatica.

Dialisi: il metronidazolo e i suoi metaboliti sono facilmente dializzabili. La dialisi peritoneale non ha alcun effetto sulla concentrazione plasmatica del metronidazolo.

Geriatria: con l’aumentare dell’età, l’escrezione renale diminuisce.

Neonati: le emivite sono prolungate nei neonati.

Dati preclinici

Tossicità per somministrazione ripetuta

Nel cane, gli effetti tossici dopo somministrazione ripetuta sono comparsi sotto forma di nistagmo, atassia e tremore. In studi nelle scimmie è stato dimostrato un aumento dose-dipendente della degenerazione epatocellulare dopo un anno di somministrazione.

Cancerogenicità

Il metronidazolo ha evidenziato un effetto cancerogeno nei topi e nei ratti. Studi simili sui criceti, tuttavia, sono risultati negativi e ampi studi epidemiologici nell’uomo non hanno fornito alcuna prova di un aumento del rischio cancerogeno.

Il metronidazolo è risultato mutageno anche ai test in vitro su batteri. Tuttavia, gli studi in vitro su cellule di mammifero e quelli in vivo nei roditori e nell’uomo non hanno fornito prove sufficienti di un effetto mutageno del metronidazolo.

Tossicità per la riproduzione

Gli studi sugli animali non hanno evidenziato effetti teratogeni o altri effetti embriotossici nei ratti a dosi fino a 200 mg/kg di peso corporeo e nei conigli fino a 150 mg/kg di peso corporeo al giorno.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Terapia combinata

MetronidazoleSINT i.v. può essere somministrato da solo o in concomitanza (ma non miscelato) con altri agenti chemioterapici batteriologicamente idonei per uso parenterale.

Influenza su metodi diagnostici

Il metronidazolo influisce sulla determinazione spettrometrica di AST, ALT, LDH, trigliceridi e glucosio esochinasi, con conseguente possibile riduzione dei relativi valori (anche pari allo zero).

Il metronidazolo evidenzia un’elevata assorbanza alla lunghezza d’onda alla quale è determinato il NADH. Pertanto, concentrazioni elevate di enzimi epatici possono essere mascherate se misurate con metodi a flusso continuo, basati sulla determinazione della riduzione dell’endpoint nel NADH. Sono stati riportati livelli di enzimi epatici insolitamente bassi, compresi valori uguali a zero.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

MetronidazoleSINT i.v. deve essere conservato nella confezione originale, al riparo dalla luce, a temperatura inferiore a 30°C. Tenere al di fuori dalla portata dei bambini. Utilizzare solo se il tappo è intatto e la soluzione è limpida.

Indicazioni per la manipolazione

I contenitori aperti non devono essere conservati, le quantità residue devono essere eliminate.

Numero dell’omologazione

70887 (Swissmedic).

Confezioni

MetronidazoleSINT i.v. flaconcini: 10 ✕ 100 ml e 50 ✕ 100 ml.(B)

Titolare dell’omologazione

Sintetica SA, CH-6850 Mendrisio

Stato dell’informazione

Febbraio 2026

Informazioni su questo documento

Fonte: Swissmedic – Informazione sui medicamenti (AIPS) · Numero dell’omologazione: 70887001

Stato dell’informazione secondo il testo: 02/2026

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