Informazione professionale - Metoclopramid-Mepha e.v./i.m.
Composizione
Principi attivi
Metoclopramide cloridrato 1 H2O.
Sostanze ausiliarie
Sodio cloruro, acido cloridrico concentrato, acqua per preparazioni iniettabili.
Ogni fiala contiene 6,7 mg di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione limpida incolore.
Ogni fiala da 2 ml di soluzione iniettabile contiene 10 mg di metoclopramide cloridrato 1 H2O (equivalente a 8,46 mg di metoclopramide).
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Adulti
Metoclopramid-Mepha e.v./i.m. 10 mg/2 ml è indicato negli adulti per:
- la prevenzione di nausea e vomito postoperatori (postoperative nausea and vomiting, PONV)
- il trattamento sintomatico di nausea e vomito, inclusi nausea e vomito indotti da emicrania acuta
- la prevenzione di nausea e vomito indotti da radioterapia (radiotherapy-induced nausea and vomiting, RINV)
Bambini e adolescenti
Metoclopramid-Mepha e.v./i.m. 10 mg/2 ml è indicato nei bambini e negli adolescenti (di età compresa tra 1 e 18 anni) per:
- la prevenzione di nausea e vomito ritardati indotti da chemioterapia (chemotherapy-induced nausea and vomiting, CINV) come opzione di seconda linea,
- il trattamento di nausea e vomito postoperatori (PONV) accertati come opzione di seconda linea.
Posologia/Impiego
La soluzione può essere somministrata per via endovenosa e intramuscolare.
Le dosi endovenose devono essere somministrate come iniezione lenta in bolo (nell'arco di almeno 3 minuti).
Tutte le indicazioni (pazienti adulti)
Per la prevenzione della PONV si raccomanda una dose singola di 10 mg.
Per il trattamento sintomatico di nausea e vomito, inclusi nausea e vomito indotti da emicrania acuta, e per la prevenzione di nausea e vomito indotti da radioterapia (RINV): la dose singola raccomandata è di 10 mg e può essere somministrata fino a tre volte al giorno.
La dose massima giornaliera raccomandata è di 30 mg o 0,5 mg/kg di peso corporeo.
La durata dell'uso parenterale deve essere la più breve possibile e il passaggio al trattamento orale o rettale deve avvenire il prima possibile. La durata massima della terapia è di 5 giorni. Un trattamento di durata superiore non è raccomandato, in quanto sussiste un rischio aumentato di insorgenza di discinesie tardive potenzialmente irreversibili (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Effetti indesiderati»).
Tutte le indicazioni (bambini e adolescenti di età compresa tra 1 e 18 anni)
La dose raccomandata è di 0,1-0,15 mg/kg di peso corporeo e può essere somministrata per via endovenosa fino a tre volte al giorno.
La dose massima nelle 24 ore è di 0,5 mg/kg di peso corporeo.
Tabella posologica
| Età | Peso corporeo | Posologia | Frequenza |
| 1-3 anni | 10-14 kg | 1 mg | Fino a tre volte al giorno |
| 3-5 anni | 15-19 kg | 2 mg | Fino a tre volte al giorno |
| 5-9 anni | 20-29 kg | 2,5 mg | Fino a tre volte al giorno |
| 9-18 anni | 30-60 kg | 5 mg | Fino a tre volte al giorno |
| 15-18 anni | Oltre i 60 kg | 10 mg | Fino a tre volte al giorno |
La durata massima della terapia per il trattamento di nausea e vomito postoperatori (PONV) accertati è di 48 ore.
La durata massima della terapia per la prevenzione di nausea e vomito ritardati indotti da chemioterapia (CINV) è di 5 giorni. Un trattamento di durata superiore non è raccomandato, in quanto sussiste un rischio aumentato di insorgenza di discinesie tardive potenzialmente irreversibili (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Effetti indesiderati»).
Modo di somministrazione
La soluzione iniettabile può essere iniettata per via intramuscolare (i.m.) o endovenosa (e.v.).
Deve essere osservato un intervallo di almeno 6 ore tra due somministrazioni, anche in caso di vomito o rigetto della dose (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Particolari gruppi di pazienti
Pazienti anziani
Nei pazienti anziani deve essere considerata una riduzione della dose in base alla funzionalità renale ed epatica e alla fragilità generale.
Pazienti con compromissione della funzionalità renale
Nei pazienti con malattia renale in stadio terminale (clearance della creatinina ≤15 ml/min), la dose giornaliera deve essere ridotta del 75%.
Nei pazienti con compromissione della funzionalità renale da moderata a grave (clearance della creatinina 15-60 ml/min), la dose deve essere ridotta del 50% (cfr. la rubrica «Farmacocinetica»).
Pazienti con compromissione della funzionalità epatica
Nei pazienti con grave compromissione della funzionalità epatica, la dose deve essere ridotta del 50% (cfr. la rubrica «Farmacocinetica»).
Bambini e adolescenti
La metoclopramide è controindicata nei bambini di età inferiore a 1 anno (cfr. la rubrica «Controindicazioni»).
Controindicazioni
- Ipersensibilità nota al principio attivo o a uno degli altri componenti menzionati nella rubrica «Composizione».
- Emorragie gastrointestinali, ostruzioni meccaniche o perforazione gastrointestinale per le quali la stimolazione della motilità gastrointestinale costituisca un rischio
- Feocromocitoma sospetto o confermato, a causa del rischio di gravi episodi ipertensivi
- Tumore prolattina-dipendente
- Anamnesi di discinesia tardiva indotta da neurolettici o metoclopramide
- Epilessia (aumento della frequenza e dell'intensità delle crisi) e aumentata tendenza alle crisi convulsive
- Malattia di Parkinson, pazienti con disturbi motori extrapiramidali
- Combinazione con levodopa o altri agonisti dopaminergici (cfr. la rubrica «Interazioni»)
- Anamnesi nota di metaemoglobinemia con metoclopramide o di deficit di NADH citocromo-b5 reduttasi
- Uso nei bambini di età inferiore a 1 anno, a causa dell'aumentato rischio di disturbi extrapiramidali (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»)
Avvertenze e misure precauzionali
Si raccomanda cautela in presenza di suture a livello gastrointestinale, ipertensione (aumento della concentrazione di catecolamine circolanti), cancro della mammella (aumento dei livelli di prolattina) e nei pazienti che soffrono di depressione, in particolare in caso di rischio di suicidio.
Si raccomanda di astenersi dal consumo di bevande alcoliche.
Patologie neurologiche
Si possono verificare disturbi extrapiramidali, in particolare nei bambini e/o con l'uso di posologie elevate.
Queste reazioni in genere si manifestano all'inizio del trattamento e possono verificarsi anche dopo una singola somministrazione. La metoclopramide deve essere interrotta immediatamente in caso di sintomi extrapiramidali. Questi effetti sono generalmente del tutto reversibili dopo l'interruzione, ma possono richiedere un trattamento sintomatico (benzodiazepine nei bambini e/o agenti antiparkinsoniani anticolinergici negli adulti).
L'intervallo di almeno 6 ore tra due somministrazioni di metoclopramide specificato nella rubrica «Posologia/impiego» deve essere osservato anche in caso di vomito e rigetto della dose, al fine di evitare un sovradosaggio.
I primi segni di una discinesia, soprattutto a livello linguale e digitale, devono essere attentamente monitorati e il trattamento deve essere interrotto.
Un trattamento prolungato con metoclopramide può causare discinesia tardiva (sindrome ipercinetica persistente e spesso irreversibile con movimenti anomali e involontari soprattutto a livello dei muscoli della mascella e del viso, ma anche movimenti atetosici e balistici degli arti) potenzialmente irreversibile, in particolare nei pazienti anziani. A causa del rischio di discinesia tardiva, la durata massima del trattamento non deve essere superata (cfr. le rubriche «Posologia/impiego» e «Effetti indesiderati»). Il trattamento deve essere interrotto se compaiono segni clinici di discinesia tardiva.
È stata riportata sindrome neurolettica maligna con metoclopramide in combinazione con neurolettici come anche in monoterapia con metoclopramide (cfr. la rubrica «Effetti indesiderati»). In caso di sintomi di sindrome neurolettica maligna (ipertermia, sintomi extrapiramidali, instabilità del sistema nervoso autonomo e aumento dei valori della CPK), la metoclopramide deve essere interrotta immediatamente e deve essere istituito un trattamento adeguato.
Come misure immediate si raccomandano: interruzione di Metoclopramid-Mepha, raffreddamento, dantrolene e/o bromocriptina, sufficiente apporto di liquidi.
È richiesta particolare cautela in pazienti con patologie neurologiche di base e in pazienti trattati con medicamenti ad azione centrale (cfr. la rubrica «Controindicazioni»).
I sintomi della malattia di Parkinson possono essere esacerbati dalla metoclopramide.
Metaemoglobinemia
È stata riportata metaemoglobinemia, che può essere associata a un deficit di NADH citocromo-b5 reduttasi. In tal caso, la metoclopramide deve essere immediatamente e definitivamente interrotta e devono essere istituite misure appropriate (come il trattamento con blu di metilene).
Patologie cardiache
Sono stati riportati gravi effetti indesiderati cardiovascolari, inclusi casi di collasso circolatorio, grave bradicardia, arresto cardiaco e prolungamento del QT a seguito della somministrazione parenterale di metoclopramide, in particolare in caso di somministrazione endovenosa (cfr. la rubrica «Effetti indesiderati»).
Si raccomanda particolare cautela nella somministrazione di metoclopramide in pazienti con disturbi della conduzione cardiaca (incluso il prolungamento del QT), pazienti con squilibrio elettrolitico non corretto, bradicardia e pazienti che assumono medicamenti noti per prolungare l'intervallo QT. Ciò vale in particolare per la somministrazione endovenosa nei pazienti anziani.
Le somministrazioni endovenose devono essere effettuate come iniezione lenta in bolo (nell'arco di almeno 3 minuti) per ridurre il rischio di effetti collaterali (ad es. ipotensione, acatisia).
Disturbi della funzionalità renale ed epatica
A causa della ritardata eliminazione, nei pazienti con funzionalità renale compromessa o gravi disturbi della funzionalità epatica si raccomanda una riduzione della dose (cfr. la rubrica «Posologia/impiego»).
Altri componenti
Metoclopramid-Mepha e.v./i.m. 10 mg/2 ml contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per fiala (2 ml di soluzione), cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Combinazioni controindicate
La levodopa, gli agonisti dopaminergici, gli anticolinergici o la bromocriptina e la metoclopramide si antagonizzano a vicenda (cfr. la rubrica «Controindicazioni»).
Combinazioni da evitare
L'alcol potenzia l'effetto sedativo della metoclopramide.
Combinazioni da tenere in considerazione
A causa dell'effetto procinetico della metoclopramide, l'assorbimento di alcuni medicamenti può risultare alterato, tra cui: contraccettivi orali (si raccomanda l'uso di misure contraccettive aggiuntive), mexiletina, cimetidina, paracetamolo, salicilati, diazepam, vari antibiotici e litio.
Anticolinergici e derivati della morfina
Gli anticolinergici e i derivati della morfina antagonizzano l'effetto della metoclopramide sulla motilità gastrointestinale e viceversa.
Medicamenti con effetto depressivo sul sistema nervoso centrale (derivati della morfina, ipnotici, ansiolitici, antistaminici H1 sedativi, antidepressivi sedativi, barbiturici, clonidina e sostanze simili) e apomorfina
L'effetto depressivo di questi medicamenti sul sistema nervoso centrale è potenziato dalla metoclopramide.
Neurolettici
La metoclopramide può favorire l'insorgenza di disturbi extrapiramidali (ad es. crampi a livello della testa, del collo, delle spalle) quando utilizzata in concomitanza con neurolettici.
Medicamenti serotoninergici
L'uso di metoclopramide con medicamenti serotoninergici come gli SSRI, soprattutto quelli noti per il loro effetto inibitorio sull'isoenzima 2D6 del citocromo P450 (ad es. fluoxetina, paroxetina), può aumentare l'insorgenza di sintomi extrapiramidali fino alla cosiddetta sindrome serotoninergica.
Digossina
La metoclopramide può ridurre la biodisponibilità della digossina. È necessario un attento monitoraggio della concentrazione plasmatica della digossina.
Ciclosporina
La metoclopramide aumenta la biodisponibilità della ciclosporina (Cmax del 46% ed esposizione del 22%). È necessario un attento monitoraggio della concentrazione plasmatica della ciclosporina. Le conseguenze cliniche non sono chiare.
Mivacurio e sussametonio
L'iniezione di metoclopramide può prolungare la durata del blocco neuromuscolare (tramite l'inibizione della colinesterasi plasmatica).
MAO-inibitori
Effetti potenzialmente aumentati a causa del rilascio di catecolamine.
Insulina esogena
È necessario un aggiustamento della dose a causa dell'effetto procinetico della metoclopramide.
Forti inibitori del CYP2D6
I livelli della metoclopramide possono aumentare quando somministrata in concomitanza con forti inibitori del CYP2D6 come fluoxetina e paroxetina. Benché la significatività clinica non sia chiara, i pazienti devono essere monitorati per effetti collaterali.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
La vasta esperienza in donne in gravidanza (più di 1000 donne in gravidanza esposte) non evidenzia alcun rischio di malformazioni o tossicità fetale/neonatale.
In studi sperimentali sugli animali, la metoclopramide non evidenzia effetti teratogeni né embriotossici (cfr. «Dati preclinici»).
La metoclopramide può essere usata durante la gravidanza, se clinicamente necessario. A causa delle proprietà farmacologiche (come per i neurolettici), in caso di somministrazione di metoclopramide al termine della gravidanza non si può escludere l'insorgenza di una sindrome extrapiramidale nel neonato. La metoclopramide deve essere evitata al termine della gravidanza. Se si utilizza la metoclopramide, deve essere effettuato un monitoraggio neonatale.
Allattamento
La metoclopramide è escreta nel latte materno in modeste quantità. Non si possono escludere effetti collaterali nei lattanti allattati con latte materno. Per questo motivo, la metoclopramide non è raccomandata durante l'allattamento e si deve prendere in considerazione l'interruzione del trattamento.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
La metoclopramide può causare sonnolenza, stordimento/capogiri, discinesia e distonie che possono alterare la visione e compromettere la capacità di guidare veicoli e la capacità di utilizzare macchine. Tale effetto è ulteriormente rafforzato dall'uso concomitante di alcol e medicamenti sedativi (tranquillanti).
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati sono elencati secondo la classificazione sistemica organica. La frequenza è definita in base alla seguente convenzione:
molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1000), molto raro (<1/10'000), frequenza non nota (la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili).
Classe sistemica organica Frequenza | Effetti collaterali |
| Patologie del sistema emolinfopoietico | |
| Frequenza non nota | Metaemoglobinemia, che può essere associata a un deficit di NADH citocromo-b5 reduttasi, in particolare nei neonati (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»), sulfoemoglobinemia, principalmente in caso di somministrazione concomitante di dosi elevate di medicamenti che rilasciano zolfo |
| Patologie cardiache | |
| Non comune | Bradicardia, in particolare in caso di somministrazione endovenosa |
| Molto raro | Aritmie cardiache quali extrasistoli sopraventricolari, extrasistoli ventricolari e tachicardia |
| Frequenza non nota | Arresto cardiaco, che si verifica poco dopo l'iniezione e che può essere conseguente a bradicardia (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»), blocco atrioventricolare, arresto sinusale, in particolare dopo somministrazione endovenosa; prolungamento del QT all'elettrocardiogramma; torsione di punta; aritmie cardiache associate a tachicardia |
| Patologie endocrine* | |
| Non comune | Amenorrea, iperprolattinemia |
| Raro | Galattorrea |
| Frequenza non nota | Ginecomastia |
| Patologie gastrointestinali | |
| Comune | Diarrea |
| Raro | Nausea, stipsi |
| Molto raro | Bocca secca |
| Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | |
| Comune | Astenia |
| Disturbi del sistema immunitario | |
| Non comune | Ipersensibilità |
| Frequenza non nota | Reazione anafilattica (incluso lo shock anafilattico, in particolare in caso di somministrazione endovenosa) |
| Patologie del sistema nervoso | |
| Molto comune | Sonnolenza |
| Comune | Disturbi extrapiramidali (in particolare nei bambini e nei giovani adulti e/o quando si supera la dose raccomandata, anche a seguito della somministrazione di una singola dose del medicamento) (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»), parkinsonismo, acatisia |
| Non comune | Distonia (inclusi disturbi visivi e crisi oculogira), discinesia, riduzione del livello di coscienza |
| Raro | Convulsioni, in particolare nei pazienti epilettici |
| Frequenza non nota | Discinesia tardiva che può insorgere durante o dopo un trattamento prolungato, in particolare nei pazienti anziani, e che può essere persistente (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»), sindrome neurolettica maligna (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»), cefalea, capogiro |
| Disturbi psichiatrici | |
| Comune | Depressione |
| Non comune | Allucinazioni, insonnia |
| Raro | Stato confusionale |
| Frequenza non nota | Ansia, irrequietezza |
| Patologie vascolari | |
| Comune | Ipotensione, in particolare in caso di somministrazione endovenosa |
| Frequenza non nota | Shock, sincope dopo somministrazione per iniezione. Ipertensione acuta in pazienti con feocromocitoma (cfr. la rubrica «Controindicazioni»), aumento transitorio della pressione arteriosa |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | |
| Raro | Ipersensibilità cutanea (allergia) |
| Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella | |
| Molto raro | Disturbi mestruali |
* Patologie endocrine correlate a iperprolattinemia (amenorrea, galattorrea e ginecomastia) durante il trattamento prolungato.
Le seguenti reazioni, talora concomitanti, si osservano più frequentemente a posologie elevate:
- Sintomi extrapiramidali: distonia acuta e discinesia, sindrome parkinsoniana, acatisia, anche a seguito della somministrazione di una singola dose del medicamento, in particolare nei bambini e nei giovani adulti (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
- Sonnolenza, alterazioni della coscienza, confusione, allucinazioni.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Sintomi
Possono verificarsi disturbi extrapiramidali, sonnolenza, alterazioni della coscienza, confusione, allucinazioni, irritabilità, aumento o abbassamento della pressione arteriosa e arresto cardiaco e respiratorio.
Nella somministrazione e.v. di infusioni rapide nel quadro della terapia ad alto dosaggio nel vomito da citostatici, riducendo il tempo di somministrazione da 9 ore a 4,5 ore sono stati raggiunti livelli plasmatici superiori a 10.000 ng/ml. A parte un'aumentata incidenza della sindrome discinetica, non sono state osservate altre anomalie. La funzionalità cardiaca, circolatoria, polmonare o epatica non sono state influenzate.
Terapia
Non esiste un antidoto specifico.
In caso di sintomi extrapiramidali correlati o meno a posologia eccessiva, il trattamento è solo sintomatico (benzodiazepine nei bambini e/o medicamenti antiparkinsoniani anticolinergici negli adulti). Il trattamento sintomatico e il monitoraggio costante della funzionalità cardiovascolare e respiratoria devono essere effettuati in base alle condizioni cliniche.
La sindrome discinetica può essere risolta con l'iniezione e.v. lenta di biperidene (prestare attenzione alla posologia del fabbricante) (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Nel trattamento della sindrome neurolettica maligna sono stati utilizzati dantrolene e/o bromocriptina.
Il monitoraggio delle funzioni vitali deve essere proseguito fino alla risoluzione dei sintomi.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
Categoria farmacoterapeutica: procinetici
Codice ATC: A03FA01
Meccanismo d'azione
La metoclopramide è un antagonista centrale dei recettori della dopamina D2 e della serotonina 5-HT3, oltre a esercitare un'attività agonistica sui recettori della serotonina 5-HT4 a livello periferico.
È possibile distinguere due effetti principali:
- 1. un effetto antiemetico e
- 2. un'accelerazione dello svuotamento gastrico e del transito nell'intestino tenue.
L'effetto antiemetico è dovuto all'inibizione dei neuroni dopaminergici e dei recettori della serotonina 5-HT3 su un bersaglio centrale nel tronco encefalico (zona di attivazione dei chemocettori del centro del vomito).
Anche l'aumento della motilità è in parte controllato dai centri superiori. Allo stesso tempo, tuttavia, un ruolo è svolto anche da un meccanismo d'azione periferico che agisce attraverso l'attivazione dei recettori della serotonina 5-HT4 e, forse, dall'inibizione dei recettori dopaminergici dello stomaco e dell'intestino tenue. L'agonismo dei recettori della serotonina 5-HT4 e l'antagonismo periferico dei recettori della dopamina D2 determinano effetti colinergici indiretti a livello della parete gastrointestinale.
Gli effetti indesiderati consistono prevalentemente in sintomi extrapiramidali (movimenti crampiformi involontari), dovuti all'azione di blocco dei recettori della dopamina esercitata dalla metoclopramide a livello del SNC.
Con l'uso prolungato può verificarsi un aumento della concentrazione sierica di prolattina a causa della soppressione dell'inibizione dopaminergica della secrezione di prolattina. Sono stati descritti galattorrea e disturbi del ciclo mestruale nelle donne e ginecomastia negli uomini; tali effetti regrediscono dopo l'interruzione del medicamento.
Farmacodinamica
Nessun dato.
Efficacia clinica
Nessun dato.
Farmacocinetica
Assorbimento
Nessun dato.
Distribuzione
Dopo somministrazione endovenosa, si osserva una rapida distribuzione iniziale della metoclopramide.
La metoclopramide si lega in modo solo limitato alle proteine plasmatiche. Il volume di distribuzione è compreso tra 2,2 e 3,4 l/kg.
La metoclopramide attraversa la barriera ematoencefalica ed è escreta nel latte materno.
Metabolismo
Nessun dato.
Eliminazione
La metoclopramide è escreta in parte in forma immodificata (circa il 20%), in parte attraverso i reni sotto forma di coniugati con acido glucuronico o solforico dopo metabolismo epatico.
Per l'emivita di eliminazione sono stati misurati valori compresi tra 2,6 e 4,6 ore.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità renale
La clearance della metoclopramide è ridotta fino al 70% nei pazienti con grave disturbo della funzionalità renale. L'emivita di eliminazione plasmatica è aumentata (circa 10 ore con una clearance della creatinina di 10-50 ml/minuto e 15 ore con una clearance della creatinina di <10 ml/minuto).
Disturbi della funzionalità epatica
Nei pazienti con cirrosi epatica è stato osservato un accumulo della metoclopramide, associato a una riduzione del 50% della clearance plasmatica.
Dati preclinici
Tossicità acuta
La tossicità acuta è stata esaminata in diverse specie animali (topo, ratto, cane). Il quadro di intossicazione corrisponde ai sintomi elencati nella rubrica «Posologia eccessiva».
Tossicità cronica
Dopo somministrazione subcronica e cronica di dosi orali ed endovenose, in tutti gli animali sono emersi quadri di intossicazione simili: diminuzione dell'assunzione di cibo, riduzione dello sviluppo ponderale, diarrea, leucocitosi e anemia, aumento dei livelli di LDH e AP, sedazione, anoressia nel cane e nel coniglio; aumento di SGOT, SGPT e bilirubina totale nel ratto.
La dose tossica minima dopo somministrazione cronica a ratti e cani era compresa tra 11 e 35 mg/kg; l'intervallo di dosi letali è stimato tra 35 e 115 mg/kg per via orale.
La dose tossica minima era compresa tra 6 e 18 mg/kg per via e.v. nel cane e tra 2 e 10 mg/kg per via e.v. nel coniglio.
Potenziale mutageno e cancerogeno
La metoclopramide non è stata oggetto di studi approfonditi di mutagenicità.
Gli studi sulla mutagenicità della metoclopramide in 3 ceppi batterici (Salmonella) non hanno fornito evidenze di proprietà mutagene.
In uno studio di 77 settimane sul potenziale cancerogeno nei ratti con dosi orali 40 volte superiori alla dose terapeutica nell'uomo, a parte un aumento del livello di prolattina non sono emerse ulteriori anomalie. Inoltre, né negli studi clinici né negli studi epidemiologici è stata finora identificata una correlazione tra l'uso cronico di sostanze che stimolano la prolattina e l'insorgenza del cancro della mammella.
Tossicità per la riproduzione
Studi sulla funzione riproduttiva sono stati condotti in diverse specie animali (topo, ratto e coniglio). Fino all'intervallo di dosi più alto esaminato (rispettivamente 116,2 e 200 mg/kg per via orale) non sono emerse evidenze di proprietà teratogene o embriotossiche.
Le posologie che hanno portato a un aumento del livello di prolattina hanno causato disturbi reversibili della spermatogenesi nel ratto.
Non sono disponibili studi di tossicologia riproduttiva sulla metoclopramide in associazione con citostatici.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare nella confezione originale. Non conservare a temperature superiori a 30°C.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Stabilità dopo apertura
Dopo l'apertura della fiala, gettare il contenuto rimanente.
Indicazioni per la manipolazione
Non gettare i medicamenti nell'acqua di scarico o nei rifiuti domestici. Restituite i medicamenti scaduti o non più necessari, in uso nelle economie domestiche, presso un punto di dispensazione (farmacie, drogherie, studio medico) o nei punti di raccolta. Queste misure aiutano a proteggere l'ambiente.
Numero dell'omologazione
70746 (Swissmedic).
Confezioni
Confezione con 5 fiale da 2 ml di soluzione iniettabile (B)
Titolare dell’omologazione
Mepha Pharma AG, Basel
Stato dell'informazione
Medicamento estero di confronto: novembre 2022
Con integrazioni rilevanti per la sicurezza da parte di Swissmedic: luglio 2026
Numero interno della versione: 1.4
