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Methadon Sintetica 10 mg – informazione professionale

Aggiornamento:

Informazione professionale - Methadon Sintetica 10 mg

Composizione

Principi attivi

Methadoni hydrochloridum.

Sostanze ausiliarie

Natrii chloridum, Acidum hydrochloridum, Aqua ad iniectabilia q.s. ad solutionem.

Questo medicamento contiene 2'872 mg di sodio per fiala.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 fiala da 1 ml di soluzione iniettabile contiene 10,0 mg di methadoni hydrochloridum;

Indicazioni/possibilità d’impiego

Dolori acuti o continui, di media intensità o severi, oppure in caso di insufficiente efficacia degli analgesici non oppioidi e/o degli oppiodi deboli:

stati dolorosi di forte intensità, coliche renali e biliari (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»), dolori post-operatori;

stati dolorosi di forte intensità dovuti a tumori maligni.

Posologia/impiego

Trattamento del dolore

Poiché si tratta di un analgesico, il metadone dovrà essere utilizzato alla dose efficace più bassa per evitare lo sviluppo di dipendenza e di tolleranza. La posologia dovrà essere aggiustata nei pazienti giovani e anziani e in caso di somministrazione simultanea di medicamenti depressori del sistema nervoso centrale. L'eventuale necessità di dosi più elevate rispetto alla posologia massima abituale dipende dalla situazione individuale.

i.m.

Dose iniziale: 2,5–10 mg.

Dose di mantenimento: somministrare ogni 3–4 ore.

Dose singola massima: 20 mg.

Dose giornaliera massima abituale: 60 mg.

s.c.

Dose iniziale: 2,5–10 mg.

Dose di mantenimento: somministrare ogni 3–4 ore.

Dose giornaliera massima abituale: 60 mg.

e.v. (lenta)

Dose iniziale: 2,5 mg.

Dose di mantenimento: somministrare ogni 3–4 ore.

Obiettivi terapeutici e interruzione del trattamento

Prima di iniziare il trattamento con Methadon Sintetica, è necessario concordare con il paziente una strategia terapeutica comprendente la durata e gli obiettivi del trattamento, in conformità con le linee guida per la gestione del dolore. Durante il trattamento, il medico e il paziente devono mantenere contatti regolari per valutare la necessità di proseguire il trattamento, considerare la sospensione del medicamento ed eventualmente adeguare la posologia. Se un paziente non necessita più del trattamento con Methadon Sintetica, si consiglia di ridurre gradualmente la dose per evitare sintomi di astinenza (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). In caso di controllo insufficiente del dolore, si deve considerare la possibilità di assuefazione (tolleranza) o di progressione della malattia di base (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Controindicazioni

Ipersensibilità al metadone o a uno qualsiasi dei componenti.

Insufficienza respiratoria cronica; pancreatite; addome acuto (prima di una diagnosi precisa); parto (cfr. «Gravidanza/Allattamento»); insufficienza epatica e renale severa; trauma cerebrale; ipertensione intracranica; intossicazione acuta da alcool.

Il metadone è controindicato durante l’allattamento.

Avvertenze e misure precauzionali

Farmacodipendenza e potenziale di abuso

Il metadone è un analgesico oppioide e crea intrinsecamente molta dipendenza. Ha una lunga emivita e può quindi accumularsi. Se assunta quotidianamente, una singola dose per alleviare i sintomi può portare all’accumulo e potenzialmente alla morte. Come per altri oppioidi, con l’uso ripetuto di metadone si possono sviluppare tolleranza e dipendenza fisica e/o psicologica. Nel trattamento del dolore, l’assunzione ripetuta di Methadon Sintetica può causare il disturbo da uso di oppioidi (OUD). Il trattamento prolungato con alte dosi di oppioidi può aumentare il rischio di sviluppare tale disturbo. Prima di iniziare il trattamento con Methadon Sintetica e durante lo stesso, è necessario concordare con il paziente gli obiettivi terapeutici e un piano di sospensione del medicamento (cfr. rubrica «Posologia/impiego»). Prima e durante il trattamento occorre inoltre spiegare al paziente i rischi e i segni del disturbo da uso di oppioidi. Ai pazienti deve essere indicato di consultare il medico se si manifestano tali segni. L’abuso o l’uso improprio intenzionale di Methadon Sintetica può portare a un sovradosaggio e/o alla morte. Il rischio di sviluppare il disturbo da uso di oppioidi è maggiore nei pazienti con storia personale o familiare (genitori o fratelli) di disturbi da uso di sostanze (incluso l’alcol), nei fumatori o nei pazienti con anamnesi di altri disturbi psichici (ad es. depressione maggiore, ansia e disturbi della personalità). È necessario monitorare i segni di comportamento di dipendenza (drug-seeking behavior) (ad es. le richieste anticipate di rinnovo di ricette). Ciò include il controllo dell’assunzione concomitante di oppioidi con medicamenti psicoattivi (come le benzodiazepine). Nei pazienti che manifestano segni e sintomi di disturbi da uso di oppioidi, si deve considerare il consulto con uno specialista in dipendenze.

Depressione respiratoria

Come per tutti gli oppioidi, l’uso di Methadon Sintetica comporta un rischio di depressione respiratoria clinicamente significativa. Se non viene riconosciuta e trattata immediatamente, la depressione respiratoria può portare all’arresto respiratorio e alla morte. A seconda delle condizioni cliniche del paziente, il trattamento della depressione respiratoria può prevedere un attento monitoraggio, misure di supporto e la somministrazione di antagonisti degli oppioidi. Benché possa insorgere una depressione respiratoria grave, potenzialmente letale o fatale in qualsiasi momento del trattamento, il rischio è massimo all’inizio del trattamento e dopo un aumento della dose.

Disturbi respiratori nel sonno

Gli oppioidi possono causare disturbi respiratori nel sonno, soprattutto apnea centrale del sonno (CSA) e ipossiemia nel sonno. L’uso di oppioidi comporta un aumento dose-dipendente del rischio di CSA. Nei pazienti con CSA si deve considerare una riduzione della dose totale di oppioidi.

A causa della mancanza di esperienza, si raccomanda di non somministrare il metadone ai bambini e agli adolescenti di età inferiore ai 16 anni.

Uso concomitante di depressori del sistema nervoso centrale

L’uso concomitante di oppioidi con benzodiazepine o altri depressori del sistema nervoso centrale (SNC) può provocare grave sedazione, depressione respiratoria, coma o morte. A causa di questi rischi, gli oppioidi e le benzodiazepine o altri medicamenti depressori del SNC possono essere somministrati in concomitanza solo ai pazienti per cui non sono disponibili altre opzioni terapeutiche. Se si decide di prescrivere Methadon Sintetica contemporaneamente a benzodiazepine o altri medicamenti depressori del SNC, occorre scegliere la posologia minima efficace e i trattamenti concomitanti devono durare il meno possibile. I pazienti devono essere monitorati attentamente per rilevare segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione (cfr. rubrica «Interazioni»).

Esposizione accidentale

I pazienti e le persone che li assistono devono essere informati che Methadon Sintetica contiene un principio attivo in una concentrazione che può essere fatale, soprattutto nei bambini. È pertanto necessario indicare ai pazienti e alle persone che li assistono di tenere tutte le unità di dosaggio fuori dalla portata dei bambini e di smaltire correttamente le unità aperte o inutilizzate.

Sindrome da astinenza neonatale da oppioidi

L’uso prolungato di Methadon Sintetica durante la gravidanza può causare la sindrome da astinenza neonatale da oppioidi, che è potenzialmente letale se non viene riconosciuta e trattata tempestivamente. Il trattamento deve essere effettuato secondo i protocolli sviluppati dagli specialisti in neonatologia. Se è necessario utilizzare oppioidi in una donna in gravidanza per un periodo prolungato, occorre informare la paziente del rischio di sindrome da astinenza neonatale da oppioidi e assicurarsi che sia disponibile il trattamento adeguato, se necessario.

In caso di trattamento dell'assuefazione all'eroina, si deve sorvegliare lo sviluppo dei sintomi di sovradosaggio o di assuefazione, e adottare eventuali rimedi terapeutici.

L’effetto del metadone può essere potenziato e/o prolungato in caso di mixedema, nefrite cronica o insufficienza epatica.

Iperalgesia

L’iperalgesia indotta da oppioidi si verifica quando un analgesico a base di oppioidi provoca un aumento paradosso del dolore o della sensibilità al dolore. Questa condizione si distingue dallo sviluppo di tolleranza, in cui il mantenimento di un determinato effetto richiede la somministrazione di dosi di oppioidi più elevate. I sintomi dell’iperalgesia indotta da oppioidi includono, tra gli altri, aumento del dolore all’aumentare della dose di oppioidi, diminuzione del dolore al diminuire della dose di oppioidi o dolore in risposta a stimoli normalmente non dolorosi (allodinia). Se si sospetta iperalgesia indotta da oppioidi, si deve considerare una riduzione della dose di oppioidi o una rotazione degli oppioidi.

Methadon Sintetica 10 mg non deve essere somministrato contemporaneamente agli inibitori della monoaminossidasi o fino a 15 giorni dopo l’interruzione di tale terapia.

Come gli altri oppioidi, il metadone riduce la motilità gastrointestinale e aumenta il tono della muscolatura liscia, principalmente in corrispondenza del cardias e dello sfintere di Oddi.

In rari casi, è stata stabilita una relazione tra dosi elevate di metadone e un prolungamento dell’intervallo QT dell’ECG e aritmie ventricolari potenzialmente mortali. È opportuno avvertire i pazienti del fatto che devono immediatamente mettersi in contatto con il loro medico in caso di sincope, di vertigini inusuali o di palpitazioni.

Nei casi sopra indicati, il rischio aumenta e i benefici del trattamento devono essere coscienziosamente valutati. È necessario eseguire un esame clinico e un ECG sia prima dell'assunzione della sostanza che quando viene aumentata la dose.

Prolungamento del QT congenito, aritmie ventricolari clinicamente significative, bradicardia clinicamente significativa, insufficienza cardiaca clinicamente significativa con riduzione della frazione di eiezione del ventricolo sinistro.

Disturbi elettrolitici (ipokaliemia, ipomagnesemia) e situazioni che favoriscono tali disturbi (vomito o diarrea persistenti, trattamento diuretico, ecc.).

Uso concomitante di altri medicamenti in grado di prolungare l’intervallo QT: antiaritmici della classe IA (ad es. quinidina, disopiramide, procainamide, ecc. ) e III (ad es. amiodarone, sotalolo), alcuni neurolettici (ad es. fenotiazina, tioridazina), alcuni antidepressivi, alcune sostanze antimicrobiche (moxifloxacina, sparfloxacina, eritromicina e.v., pentamidina, alcuni antimalarici, in particolare l’alofantrina), alcuni antistaminici (mizolastina) e altre sostanze (cisapride, vincamina e.v.).

Uso concomitante di medicamenti che possono inibire il metabolismo del metadone (in particolare gli inibitori del CYP 3A4): gli antimicotici azolici (itraconazolo, ketoconazolo, voriconazolo, ecc.), i macrolidi (eritromicina, claritromicina, ecc.), alcuni medicamenti per l'HIV (ritonavir, indinavir, efavirenz, ecc.), il valproate e la cimetidina.

Insufficienza epatica, alterazione della funzione epatica.

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per fiala, cioè è essenzialmente «senza sodio».

Insufficienza surrenalica

Gli oppioidi possono causare insufficienza surrenalica reversibile che richiede monitoraggio e terapia sostitutiva con glucocorticoidi. I sintomi dell’insufficienza surrenalica possono includere, tra gli altri, nausea, vomito, inappetenza, affaticamento, debolezza, vertigini o bassa pressione arteriosa.

Diminuzione degli ormoni sessuali e aumento della prolattina

L’uso a lungo termine di oppioidi può essere associato a diminuzione dei livelli di ormoni sessuali e aumento dei livelli di prolattina. I sintomi includono diminuzione della libido, impotenza o amenorrea.

Ipoglicemia

È stata osservata ipoglicemia in caso di sovradosaggio di metadone o aumento della dose. Si raccomanda il regolare monitoraggio della glicemia quando si aumenta la dose.

Spasmo dello sfintere di Oddi/pancreatite

Gli oppioidi possono causare disfunzione e spasmo dello sfintere di Oddi, con conseguente aumento della pressione intrabiliare e del rischio di sintomi delle vie biliari e di pancreatite.

Interazioni

L’uso concomitante di altri medicamenti che agiscono sul SNC, ad es. altri oppioidi, sedativi come le benzodiazepine o gli ipnotici, anestetici generali, fenotiazina, tranquillanti, miorilassanti, antistaminici con effetto sedativo, gabapentinoidi (gabapentin e pregabalin) e alcol, può avere effetti depressivi additivi, che possono comportare depressione respiratoria, ipotensione, grave sedazione o coma e che talvolta possono essere fatali (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Gli antidepressivi triciclici e il diazepam inibiscono inoltre il metabolismo del metadone e possono potenziarne e prolungarne gli effetti.

Inibitori del metabolismo del metadone, in particolare del CYP 3A4 (rischio di prolungamento dell’intervallo QT/torsioni di punta cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Gli induttori del metabolismo del metadone (rifampicina, estratti di iperico, ecc.) possono diminuire l’efficacia del metadone.

I medicamenti che prolungano l’intervallo QT (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Potenziamento dell’effetto depressivo respiratorio e sedativo del metadone in combinazione con i sedativi, gli ipnotici, altri agonisti degli oppioidi, gli antidepressivi triciclici, gli inibitori della MAO e l’alcool.

La fentoina e la rifampicina accelerano il metabolismo del metadone per induzione enzimatica e possono provocare sintomi di astinenza.

La Pentazocina antagonizza in parte l’effetto del metadone e può provocare sintomi di astinenza.

In caso di somministrazione concomitante di oppioidi con inibitori delle monoaminossidasi (IMAO) o principi attivi serotoninergici come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI) o gli antidepressivi triciclici, può svilupparsi sindrome serotoninergica. I sintomi della sindrome serotoninergica possono includere alterazioni dello stato di coscienza, instabilità autonomica, anomalie neuromuscolari e/o sintomi gastrointestinali.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

L’uso prolungato di Methadon Sintetica durante la gravidanza può causare la sindrome da astinenza neonatale da oppioidi, che è potenzialmente letale se non viene riconosciuta e trattata tempestivamente. Il trattamento deve essere effettuato secondo i protocolli sviluppati dagli specialisti in neonatologia. Se è necessario utilizzare oppioidi in una donna in gravidanza per un periodo prolungato, occorre informare la paziente del rischio di sindrome da astinenza neonatale da oppioidi e assicurarsi che sia disponibile il trattamento adeguato, se necessario (cfr. anche rubrica (cfr. anche rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

In caso di utilizzo prolungato o a dosi elevate durante il parto, vi sono evidenze chiare (ad es. depressione respiratoria nel neonato) dei rischi per il feto umano. Il metadone è controindicato durante il parto.

La pentazocina antagonizza parzialmente alcuni effetti del metadone e può provocare sintomi di astinenza. L'uso prolungato del metadone può portare a dipendenza fisica con sintomi di astinenza non solo nella madre, ma anche nel feto. In tal caso, l’intensità dei sintomi di astinenza osservati nel bambino dipende dalla dose totale, somministrata durante l'ultimo trimestre, dalla dose assunta dalla madre nel giorno del parto e dalle concentrazioni seriche materne di metadone durante il parto.

È vietato somministrare il metadone per un lungo periodo o a dosi elevate durante la gravidanza, a meno che ciò non sia inequivocabilmente necessario.

Allattamento

Il metadone è controindicato durante l’allattamento.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

Methadon Sintetica 10 mg ha un effetto marcato sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.

I pazienti che usano macchine o che guidano veicoli devono essere informati che il metadone può compromettere la velocità di reazione.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati del metadone sono generalmente dose-dipendenti e qualitativamente simili a quelli della morfina.

Frequenza: Molto comune (>1/10), comune (>1/100, ≤1/10), non comune (>1/1000, ≤1/100), raro (>1/10’000, ≤1/1000), molto raro (<1/10’000).

Disturbi psichiatrici

Frequenza non nota: dipendenza.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: In caso di somministrazione prolungata: linfocitosi, iperprolattinemia, iperalbuminemia e iperglobulinemia.

Patologie endocrine

Non comune: In caso di somministrazione prolungata ipersudorazione.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Frequenza non nota: ipoglicemia.

Patologie del Sistema nervoso

Comune: Nausea.

Non comune: Vertigini, sonnolenza, sedazione, euforia, disforia, nervosismo, agitazione.

Patologie cardiache

Non comune: Ipotensione arteriosa, ortostasi.

Raro: Prolungamento dell’intervallo QT nell’ECG/aritmie ventricolari, torsioni di punta (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie respiratorie , toraciche e mediastiniche

Non comune: Depressione respiratoria dipendente dalla dose.

Frequenza non nota: sindrome di apnea centrale del sonno.

Patologie gastrointestinali

Comune: Vomito, costipazione spastica.

Frequenza non nota: pancreatite.

Patologie epatobiliari

Non comune: Aumento del tono delle vie biliari e dei dotti pancreatici.

Frequenza non nota: spasmo dello sfintere di Oddi.

Patologie renali e urinarie

Non comune: Ritenzione urinaria.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Comune: In caso d’uso prolungato, disturbi della libido e/o della potenza sessuale.

Molto raro: Iperprolattinemia.

Patologie alla sede di somministrazione

Non comune: dolore nella sede di iniezione; le applicazioni sottocutanee provocano irritazioni e indurimento locale.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

In caso di somministrazione ripetuta, il metadone può generare dipendenza simile a quella della morfina.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

Il quadro clinico è identico a quello di altri agonisti degli oppioidi: depressione respiratoria, miosi, calo della pressione arteriosa, shock, sintomi a carico del sistema nervoso centrale, sonno, abbassamento della temperatura corporea, perdita di tono nei muscoli scheletrici e areflessia con possibili segni piramidali, cianosi, apnea, edema polmonare, coma e possibile decesso.

In caso di sovradosaggio da oppioidi sono stati osservati episodi di leucoencefalopatia tossica.

Trattamento

Mantenimento delle vie respiratorie libere e ventilazione con ossigeno.

Somministrazione di un antagonista della morfina (ad es. il naloxone); dosaggio secondo il foglio illustrativo contenuto nella confezione.

Attenzione: l’effetto del naloxone è di breve durata. Il metadone ha invece una lunga emivita. Pertanto, la somministrazione di naloxone dovrebbe essere eventualmente ripetuta e il paziente dovrebbe essere monitorato per un periodo prolungato (in particolare per quanto riguarda la respirazione).

Trattamento d'urto, eventualmente combinato con una terapia antibiotica (rischio di polmonite).

Monitoraggio cardiaco.

Proprietà/effetti

Codice ATC

N07BC02

Meccanismo d'azione

Il metadone appartiene al gruppo degli analgesici morfinici. Il metadone si lega selettivamente ai recettori degli oppioidi (principalmente ai recettori µ) nel cervello e regola la trasmissione del dolore e la percezione del dolore stimolando il sistema analgesico endogeno.

Farmacodinamica

Il metadone presenta un'efficacia che, a dosi equivalenti, dura più a lungo ed è 3-4 volte superiore a quella della morfina. Gli effetti centrali sono sedazione, depressione respiratoria, inibizione del centro della tosse, restringimento delle pupille, vomito e antidiuresi. In periferia, il tono della muscolatura liscia aumenta, inibendo lo svuotamento gastrico, vescicale e urinario, e rallentando il transito intestinale.

L’efficacia analgesica, lo sviluppo della dipendenza e la depressione respiratoria possono essere attribuite principalmente alla forma L. Il D-metadone esplica un'azione antitussiva pronunciata.

Efficacia clinica

Dati mancanti.

Farmacocinetica

Assorbimento

In caso di somministrazione sottocutanea o intramuscolare, le concentrazioni massime nel cervello vengono rilevate dopo 1–2 ore, e presentano un'ottima correlazione con l’intensità e la durata dell’analgesia. La durata dell'azione dopo l’applicazione parenterale è di 4–6 ore, in caso di somministrazione orale prolungata di metadone, può durare fino a 22–48 ore.

Distribuzione

Il volume di distribuzione è di 4,0 l/kg; il legame con le proteine plasmatiche è pari al 90%. Il metadone si lega alle differenti proteine dei tessuti e in particolare a quelle cerebrali. Questo spiega gli effetti cumulativi e la lenta eliminazione del metadone. Il metadone attraversa la placenta e passa nel latte materno.

Metabolismo

Il metadone viene metabolizzato nel fegato mediante N-demetilazione e ciclizzazione in pirrolinene e pirrolidinene. Nel metabolismo intervengono altri enzimi CYP, infatti il metadone inibisce in particolare il 2D6 e il 3A4.

Eliminazione

L'escrezione avviene principalmente sotto forma di questi metaboliti attraverso l'urina (filtrazione glomerulare e riassorbimento) e la bile. Con la somministrazione orale di 15 mg di metadone, il 25% del prodotto viene eliminato entro le prime 24 ore e poi di nuovo il 25% entro le successive 72 ore.

Una piccola parte di metadone viene escreta in forma invariata. L'acidificazione delle urine accelera la velocità di eliminazione. L'emività del metadone è di 25 (13–47) ore in caso di uso cronico, inizialmente l'emivita è più breve.

Analgesia

L'analgesia inizia 10–20 minuti dopo l'applicazione parenterale e 30–60 dopo la somministrazione orale. Contrariamente all'applicazione intramuscolare, l'effetto analgesico con l'assunzione orale è solo del 50%. Nonostante un'emivita più lunga, la durata dell'analgesia di circa 4 ore è identica a quella della morfina.

La concentrazione plasmatica analgesica minima efficace è mediamente di 30 ng/ml.

Dati preclinici

Non sono disponibili dati preclinici di rilievo specifici per l'utilizzo del preparato.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Fenitoina sodica.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Stabilità dopo apertura

Dopo l'apertura utilizzare immediatamente. Scartare qualsiasi residuo di soluzione.

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

Conservare nella confezione originale al riparo dalla luce e a temperatura ambiente (15-25 °C). Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell’omologazione

56542 (Swissmedic).

Confezioni

Methadon Sintetica sol iniet 10 mg fiale 10 × 1 ml. (A+)

Titolare dell’omologazione

Sintetica SA, 6850 Mendrisio.

Stato dell’informazione

Febbraio 2024

Informazioni su questo documento

Fonte: Swissmedic – Informazione sui medicamenti (AIPS) · Numero dell’omologazione: 56542

Stato dell’informazione secondo il testo: 02/2024

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