Informazione professionale - MERCILON
Composizione
Principi attivi
Desogestrelum; etinylestradiolum.
Sostanze ausiliarie
Solani amylum, silica colloidalis anhydrica, int-rac-α-tocopherolum, acidum stearicum, povidonum (K30), lactosum monohydricum 67,75 mg.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Le compresse sono di colore bianco, rotonde, biconvesse, con un diametro di 6 mm.
Sono contrassegnate su un lato con la dicitura «Organon» e sull’altro con il codice «TR/4».
1 compressa contiene 0,15 mg di desogestrel e 0,02 mg di etinilestradiolo.
Indicazioni/possibilità d’impiego
Contraccezione ormonale
Quando si decide di prescrivere Mercilon, si devono prendere in considerazione gli attuali fattori di rischio individuali dell’utilizzatrice, con particolare riguardo per le tromboembolie venose (TEV). Inoltre, si deve anche confrontare il rischio di TEV durante l’uso di Mercilon con quello di altri contraccettivi ormonali combinati (COC) (cfr. «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»).
Posologia/impiego
I COC come Mercilon devono essere prescritti solo da un medico con esperienza adeguata e in grado di fornire alla paziente un’informazione completa su vantaggi e svantaggi di tutti i metodi contraccettivi disponibili, nonché di condurre un esame ginecologico, oltre a quello generale.
In linea di principio, la prescrizione di un COC deve essere effettuata nel rispetto delle direttive aggiornate della Società svizzera di ginecologia e ostetricia.
Le compresse devono essere assunte nell’ordine indicato sulla confezione, possibilmente sempre alla stessa ora del giorno, preferibilmente con del liquido. Si assume una compressa al giorno per 21 giorni consecutivi. Segue una pausa di assunzione di 7 giorni prima di iniziare la confezione successiva. Durante la pausa di assunzione si verifica di solito un’emorragia da sospensione, che di solito inizia 2-3 giorni dopo l’ultima assunzione della compressa e può continuare anche dopo aver iniziato la confezione successiva.
Inizio dell’assunzione
Donne che non hanno usato contraccettivi ormonali nell’ultimo mese
L’assunzione delle compresse va iniziata il 1° giorno del ciclo mestruale normale (cioè il 1° giorno del sanguinamento mestruale). L’inizio è possibile anche a partire dal 2°-5° giorno, ma in questo caso si raccomanda l’uso aggiuntivo di metodi di barriera (ad eccezione di metodi quali quello di Ogino Knaus o la misurazione della temperatura) durante i primi 7 giorni di assunzione delle compresse nel 1° ciclo.
Passaggio da un contraccettivo ormonale combinato (contraccettivo orale combinato [COC], anello vaginale o cerotto transdermico)
L’assunzione di Mercilon deve essere iniziata preferibilmente il giorno successivo all’assunzione dell’ultima compressa con principio attivo del precedente COC, ma al più tardi il giorno successivo al consueto intervallo senza assunzione o alla fase placebo.
Se è stato applicato un anello vaginale o un cerotto transdermico, l’assunzione di Mercilon deve essere iniziata preferibilmente il giorno della rimozione del dispositivo, ma al più tardi il giorno della successiva applicazione prevista.
Passaggio da un monopreparato progestinico (minipillola, iniezione, impianto, IUD a rilascio di progestinico)
Il passaggio dalla minipillola può avvenire in qualsiasi giorno, da un impianto o da uno IUD non prima del giorno della rimozione del dispositivo e da un preparato iniettabile al momento della successiva iniezione prevista. In tutti questi casi, durante i primi 7 giorni di assunzione delle compresse devono essere utilizzati anche metodi contraccettivi di barriera.
Dopo un aborto nel 1° trimestre di gravidanza
L’assunzione di Mercilon può essere iniziata immediatamente. In questo caso non sono necessarie ulteriori misure contraccettive.
Dopo un aborto nel 2° trimestre o dopo un parto
Nel decidere in quale momento dopo un parto o dopo un aborto nel 2° trimestre si può (nuovamente) iniziare a utilizzare un COC come Mercilon si deve tener presente che dopo il parto il rischio di eventi tromboembolici venosi è aumentato (per un periodo fino a 12 settimane; cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
In ogni caso, dopo un parto o dopo un aborto nel 2° trimestre l’uso di Mercilon deve iniziare attendendo almeno fino al 21°-28° giorno. In caso di inizio più tardivo si raccomanda l’uso aggiuntivo di metodi contraccettivi di barriera nei primi 7 giorni di utilizzo. Se nel frattempo sono già intercorsi rapporti sessuali, prima di iniziare l’uso si deve escludere una gravidanza o attendere la prima mestruazione.
Procedura in caso di dimenticata assunzione delle compresse
Se entro 12 ore ci si accorge di aver dimenticato di assumere la compressa all’ora consueta, la compressa deve essere assunta immediatamente. Le compresse successive devono essere assunte di nuovo alla consueta ora del giorno. In questo modo la protezione contraccettiva non risulta compromessa.
Se si dimentica di assumere le compresse per più di 12 ore oltre l’ora di assunzione abituale, la protezione contraccettiva potrebbe risultare ridotta. In caso di mancata assunzione valgono le due regole di base seguenti:
- 1. L’assunzione non deve essere interrotta per più di 7 giorni.
- 2. Per sopprimere efficacemente l’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio è necessaria un’assunzione regolare per almeno 7 giorni.
Di conseguenza, a seconda della settimana di assunzione, si procede come segue:
1a settimana di assunzione
La compressa va assunta non appena ci si accorge di averla dimenticata, anche se ciò richiede l’assunzione di 2 compresse in un giorno. Le altre compresse vanno assunte all’ora consueta. Nei 7 giorni successivi deve essere utilizzato anche un metodo contraccettivo di barriera. Se nei 7 giorni precedenti sono intercorsi rapporti sessuali, si deve considerare la possibilità di una gravidanza. Più compresse sono state dimenticate e più tale dimenticanza è prossima all’intervallo senza assunzione, maggiore è il rischio di una gravidanza.
2a settimana di assunzione
La compressa va assunta non appena ci si accorge di averla dimenticata, anche se ciò richiede l’assunzione di 2 compresse in un giorno. Le altre compresse vanno assunte all’ora consueta. Se nei 7 giorni precedenti è stata effettuata un’assunzione regolare, non sono necessarie ulteriori misure contraccettive. In caso contrario o in caso di dimenticanza di più di 1 compressa, nei 7 giorni successivi devono essere utilizzati anche metodi contraccettivi di barriera.
3a settimana di assunzione
A causa dell’imminente intervallo senza assunzione sussiste un aumentato rischio di gravidanza. Se ci si avvale di una delle due seguenti opzioni di assunzione, non sono necessarie ulteriori misure contraccettive, a condizione che negli ultimi 7 giorni l’assunzione sia stata regolare. In caso contrario, si deve seguire la prima delle due opzioni di assunzione e utilizzare in aggiunta un metodo contraccettivo di barriera nei 7 giorni successivi.
- a) La compressa va assunta non appena ci si accorge di averla dimenticata, anche se ciò comporta l’assunzione di 2 compresse in un giorno. Le altre compresse vanno assunte all’ora consueta. L’assunzione delle compresse dalla confezione successiva va iniziata subito dopo, cioè senza osservare l’intervallo senza assunzione. È improbabile che prima della fine della 2a confezione si manifesti un’emorragia da sospensione, ma possono verificarsi spesso spotting o sanguinamenti intermestruali.
- b) Si interrompe l’assunzione di compresse della confezione in uso. Dopo un intervallo massimo senza assunzione di 7 giorni (compresi i giorni in cui è stata dimenticata l’assunzione) si deve iniziare la confezione successiva.
Se nel successivo intervallo senza assunzione non si verificano emorragie da sospensione, si deve prendere in considerazione la possibilità di una gravidanza.
Comportamento in caso di disturbi gastrointestinali
In caso di gravi disturbi gastrointestinali, indipendentemente dalla loro causa (cioè anche diarrea da medicamenti ecc.), l’assorbimento può essere incompleto e devono essere utilizzati metodi contraccettivi aggiuntivi.
In caso di vomito entro 3-4 ore dall’assunzione della compressa si devono osservare le regole di base della rubrica «Procedura in caso di dimenticata assunzione delle compresse».
Per poter mantenere lo schema di assunzione consueto, la compressa aggiuntiva deve essere prelevata da una confezione di riserva.
Spostamento delle mestruazioni
Posticipo delle mestruazioni (prolungamento del ciclo)
L’assunzione deve essere proseguita utilizzando la confezione successiva senza osservare un intervallo senza assunzione. Le mestruazioni possono essere ritardate per quanto desiderato (al massimo fino alla fine della seconda confezione). Durante questo periodo possono verificarsi spotting e sanguinamenti intermestruali. L’assunzione regolare di Mercilon viene quindi proseguita dopo la consueta pausa di 7 giorni.
Anticipo delle mestruazioni
L’inizio delle mestruazioni può essere anticipato a un altro giorno della settimana, riducendo a piacere l’intervallo senza assunzione. Più breve è l’intervallo, meno è probabile che si verifichi un’emorragia da sospensione e più frequenti sono spotting e sanguinamenti intermestruali durante l’assunzione della confezione successiva (similmente a quando si posticipano le mestruazioni).
Comportamento in caso di irregolarità mestruali
Con tutti i COC, soprattutto nei primi mesi di assunzione, possono comparire sanguinamenti irregolari (spotting o sanguinamenti intermestruali). Pertanto, una valutazione diagnostica delle irregolarità mestruali è indicata solo dopo una fase di adattamento di circa 3 cicli.
Se le irregolarità mestruali persistono o compaiono per la prima volta dopo precedenti cicli regolari, devono essere prese in considerazione anche cause non ormonali. Di conseguenza, sono indicate misure diagnostiche adeguate per escludere una gravidanza o una neoplasia maligna.
L’emorragia da sospensione può non verificarsi durante l’intervallo senza assunzione. Se il COC è stato assunto secondo le istruzioni posologiche, è improbabile che si verifichi una gravidanza. Tuttavia, se il COC non è stato assunto secondo le prescrizioni prima della prima emorragia da sospensione o se sono mancate due emorragie da sospensione, prima di continuare l’assunzione si deve escludere una gravidanza.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Mercilon non deve essere usato in donne con insufficienza epatica.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Mercilon non è stato studiato nelle donne con insufficienza renale e non è possibile formulare raccomandazioni posologiche.
Pazienti anziane
Nelle donne dopo la menopausa non vi sono indicazioni.
Bambine e adolescenti
L’efficacia e la sicurezza di Mercilon sono state studiate in donne di età pari o superiore a 18 anni. Per le adolescenti, se indicato, si raccomanda la stessa posologia delle donne adulte.
Controindicazioni
- Presenza o rischio di tromboembolia venosa (TEV)
- tromboembolia venosa – TEV presente (anche in terapia con anticoagulanti) o anamnesi di TEV (ad es. trombosi venosa profonda o embolia polmonare);
- presenza di importanti fattori di rischio per eventi tromboembolici venosi come
- predisposizione ereditaria o acquisita a eventi tromboembolici venosi, come ad es. resistenza all’APC (inclusa la mutazione del fattore V di Leiden), deficit di antitrombina III, deficit di proteina C o deficit di proteina S;
- presenza simultanea di più fattori di rischio per eventi tromboembolici venosi, quali quelli descritti nella rubrica «Avvertenze e misure precauzionali».
- Presenza o rischio di tromboembolia arteriosa (TEA)
- eventi tromboembolici arteriosi presenti o pregressi e loro prodromi (ad. es. angina pectoris, infarto miocardico, attacco ischemico transitorio [TIA], ictus);
- presenza di importanti fattori di rischio per eventi tromboembolici arteriosi come
- diabete mellito con complicanze vascolari;
- ipertensione arteriosa severa;
- dislipoproteinemia severa;
- emicrania con sintomi neurologici focali (anche in anamnesi);
- predisposizione ereditaria o acquisita alla tromboembolia arteriosa, come ad es. iperomocisteinemia o anticorpi antifosfolipidi (anticorpi anticardiolipina, lupus anticoagulante);
- presenza simultanea di più fattori di rischio per eventi tromboembolici arteriosi, quali quelli descritti nella rubrica «Avvertenze e misure precauzionali».
- Malattie epatiche severe, attuali o pregresse, fino a quando persistono valori anormali dei parametri di funzionalità epatica
- Uso concomitante di una delle associazioni di principi attivi ombitasvir/paritaprevir/ritonavir con o senza dasabuvir, glecaprevir/pibrentasvir e sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir (medicamenti per il trattamento dell’epatite C) (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»)
- Tumori epatici benigni o maligni attuali o pregressi
- Neoplasie maligne attuali o sospette degli organi genitali o delle mammelle, se dipendenti dagli ormoni sessuali
- Sanguinamenti vaginali di origine sconosciuta
- Pancreatite attuale o pregressa associata a ipertrigliceridemia severa
- Gravidanza accertata o presunta
- Ipersensibilità ai principi attivi o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie di Mercilon
Avvertenze e misure precauzionali
L’utilizzo di un COC aumenta il rischio di tromboembolie venose (TEV) e tromboembolie arteriose (TEA) rispetto al suo mancato uso. Le avvertenze e le misure precauzionali descritte di seguito devono essere prese in considerazione prima di ogni prescrizione (cfr. «Rischio di tromboembolie venose [TEV]» e «Rischio di tromboembolie arteriose [TEA]»). È importante invitare la paziente a leggere le informazioni sugli eventi tromboembolici venosi e arteriosi, in particolare sui possibili sintomi di TEV e TEA e sui fattori di rischio vascolare noti, nonché su cosa fare in caso di sospetta trombosi (cfr. «Sintomi di TEV [trombosi venosa profonda ed embolia polmonare]» e «Sintomi di TEA»).
I benefici dell’uso di un COC come Mercilon devono essere ponderati rispetto alle malattie e ai rischi elencati di seguito (tenendo conto della gravità di ogni singolo fattore o della presenza di più fattori) e discussi con ogni paziente prima di decidere di utilizzare Mercilon (cfr. anche «Controindicazioni»). La paziente deve inoltre essere avvisata di leggere attentamente il foglietto illustrativo e di seguire i consigli in esso contenuti.
Prima di iniziare o riprendere l’utilizzo di un COC come Mercilon, deve essere raccolta un’accurata anamnesi personale e familiare e, tenendo conto di quanto riportato in «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali», si deve eseguire un approfondito esame generale e ginecologico, per rilevare eventuali malattie che necessitano di trattamento e i loro fattori di rischio, nonché per escludere una gravidanza. Questi esami includono generalmente la valutazione di pressione arteriosa, mammelle, addome, organi pelvici (incl. citologia cervicale) e i pertinenti esami di laboratorio.
Durante l’uso del COC, questi esami devono essere ripetuti a intervalli regolari, scegliendone tipo e frequenza in base all’utilizzatrice e orientandosi alle direttive della Società svizzera di ginecologia e ostetricia (SSGO). Nell’ambito di questi controlli si devono riesaminare le controindicazioni (ad es. un attacco ischemico transitorio) e i fattori di rischio (ad es. anamnesi familiare di trombosi venosa o arteriosa, cfr. «Fattori di rischio di TEV» e «Fattori di rischio di TEA»), poiché questi eventi possono verificarsi per la prima volta durante l’uso di un COC.
Motivi di un’interruzione immediata
Informare l’utilizzatrice che in presenza di una delle suddette controindicazioni o di una delle seguenti situazioni deve consultare al più presto un medico, che deciderà sulla continuazione dell'uso del COC:
- prima insorgenza o esacerbazione di cefalea emicranica o episodi più frequenti di cefalea insolitamente severa;
- improvvisi disturbi della vista, dell’udito o della parola o altri disturbi della percezione;
- primi segni di eventi tromboembolici (cfr. «Sintomi di TEV [trombosi venosa profonda ed embolia polmonare]» e «Sintomi di TEA»);
- almeno 4 settimane prima di un intervento chirurgico programmato e nel corso di un periodo di immobilizzazione, ad. es. dopo infortunio o intervento chirurgico;
- aumento della pressione arteriosa clinicamente rilevante (in ripetute misurazioni);
- comparsa di ittero, epatite, prurito generalizzato;
- forti dolori all’addome superiore o ingrossamento del fegato;
- stati depressivi gravi;
- gravidanza.
Rischio di tromboembolie venose (TEV)
L’utilizzo di qualsiasi COC aumenta il rischio di TEV rispetto al non utilizzo. I medicamenti contenenti levonorgestrel, norgestimato o noretisterone presentano il rischio più basso di TEV. Altri medicamenti, come Mercilon, possono presentare un aumento del rischio fino al doppio.
La decisione di utilizzare il medicamento deve essere presa solo dopo un colloquio con la paziente, durante il quale è necessario assicurarsi che comprenda i punti seguenti:
- il rischio di TEV con l’uso di Mercilon;
- il modo in cui i suoi fattori di rischio individuali preesistenti influenzano questo rischio;
- l’aumento più elevato del rischio di TEV nel primo anno di utilizzo (in particolare durante i primi 3 mesi);
- i dati disponibili suggeriscono che questo aumento del rischio sussiste sia con la prima somministrazione di un COC sia con un nuovo utilizzo successivo dello stesso o di un altro COC (dopo un intervallo di almeno 4 settimane o più senza utilizzo);
- Mercilon è un medicamento. In caso di incidente o di intervento chirurgico, l’utilizzatrice deve informare i medici curanti che utilizza Mercilon.
Circa 2 donne su 10’000 che non fanno uso di COC e non sono in gravidanza subiscono una TEV nel corso di un anno. Tuttavia, il rischio per ogni singola donna può essere significativamente più elevato a seconda dei fattori di rischio sottostanti (vedere oltre).
Sulla base dei dati epidemiologici disponibili, si stima che nel corso di un anno 9-12 donne su 10’000 che utilizzano un COC contenente desogestrel subiscano una TEV; al confronto, ogni anno 5-7 donne su 10’000 che utilizzano un COC contenente levonorgestrel subiscono una TEV.
In entrambi i casi, il numero di TEV all’anno è inferiore al numero previsto durante la gravidanza o il periodo post-partum.
Le TEV hanno un esito fatale nell’1-2% dei casi.

Molto raramente sono state segnalate nelle utilizzatrici di COC anche trombosi venose non localizzate agli arti, ad es. trombosi del seno venoso o trombosi nelle vene epatiche, mesenteriche, renali o retiniche.
Fattori di rischio di TEV
Il rischio di complicanze tromboemboliche venose nelle utilizzatrici di COC può aumentare notevolmente se l’utilizzatrice presenta fattori di rischio aggiuntivi, soprattutto in caso di presenza contemporanea di più fattori di rischio (vedere tabella). In particolare, nella valutazione del rapporto rischio-beneficio si deve tenere conto del fatto che, in presenza di una combinazione di fattori di rischio, la probabilità di eventi tromboembolici venosi può essere aumentata in misura più che additiva. In questo caso si deve prendere in considerazione il rischio complessivo di TEV. Mercilon è controindicato nel caso in cui una donna presenti contemporaneamente più fattori di rischio che la espongono complessivamente a un alto rischio di trombosi venosa.
Tabella: Fattori di rischio di TEV
| Fattore di rischio | Osservazioni |
| Obesità (indice di massa corporea superiore a 30 kg/m²) | Il rischio aumenta notevolmente all’aumentare dell’IMC. Particolarmente importante quando sono presenti altri fattori di rischio. |
| Immobilizzazione prolungata, interventi chirurgici maggiori, qualsiasi intervento su gambe o anca, intervento neurochirurgico o trauma grave | In questi casi è consigliabile interrompere l’uso delle compresse (in caso di intervento chirurgico programmato, almeno quattro settimane prima) e riprendere non prima di due settimane dopo la completa mobilizzazione. Eventualmente si deve utilizzare un altro metodo contraccettivo, per prevenire una gravidanza indesiderata. Se l’utilizzo di Mercilon non è stato interrotto prima, si deve prendere in considerazione una profilassi antitrombotica farmacologica. |
| Anamnesi familiare positiva (qualsiasi tromboembolia venosa in una sorella, in un fratello o in un genitore, soprattutto in età relativamente giovane, ad es. prima dei 50 anni). | In caso di sospetta predisposizione genetica, la paziente deve essere inviata a uno specialista per una consulenza, prima di prendere una decisione sull’utilizzo di Mercilon. Se dalla valutazione emergono segni di trombofilia, l’uso di Mercilon è controindicato. |
| Altre malattie associate a un aumentato rischio di TEV | Lupus eritematoso sistemico, sindrome emolitico-uremica, malattie infiammatorie croniche intestinali (morbo di Crohn o colite ulcerosa), anemia falciforme, neoplasie maligne. |
| Aumento dell'età | Soprattutto età superiore ai 35 anni. |
Nota: anche un’immobilizzazione temporanea, come ad esempio un viaggio in aereo di >4 ore, può rappresentare un fattore di rischio di TEV, in particolare nelle pazienti con ulteriori fattori di rischio.
Sul possibile ruolo delle varici e della tromboflebite superficiale nella comparsa o nella progressione della trombosi venosa vi sono attualmente opinioni discordanti.
Va notato che il rischio di eventi tromboembolici è aumentato nel periodo post-partum. Esistono dati che indicano che il rischio di trombosi può risultare aumentato fino a 12 settimane dopo il parto.
Sintomi di TEV (trombosi venosa profonda ed embolia polmonare)
Si deve consigliare alla paziente di rivolgersi immediatamente a un medico in caso di comparsa di uno o più dei seguenti sintomi, informandolo del fatto che sta utilizzando Mercilon.
- I sintomi della trombosi venosa profonda delle gambe possono essere
- gonfiore unilaterale a una gamba o lungo una vena della gamba;
- tensione o dolore a una gamba, anche se presente solo stando in piedi o camminando;
- calore, arrossamento o alterazione del colore della cute della gamba interessata.
- I sintomi dell’embolia polmonare possono essere
- respiro affannoso improvviso e inspiegabile, tachipnea o dispnea nonché intolleranza allo sforzo;
- improvvisa comparsa di tosse, eventualmente con espettorato ematico;
- dolore toracico intenso e improvviso che può aggravarsi con la respirazione profonda;
- sonnolenza marcata, capogiro o ansia;
- tachicardia o aritmie.
Alcuni di questi sintomi (ad. es. respiro affannoso o tosse) non sono specifici e possono essere erroneamente attribuiti a disturbi frequenti o meno severi (ad es. a infezioni delle vie respiratorie).
Rischio di tromboembolie arteriose (TEA)
Gli studi epidemiologici hanno inoltre messo in correlazione l’uso di COC con un aumento del rischio di eventi tromboembolici arteriosi (come infarto miocardico, ictus o attacchi ischemici transitori). Prima di prendere la decisione di prescrivere Mercilon, la paziente deve essere informata di questo rischio e in particolare di come possa essere ulteriormente aumentato da eventuali fattori di rischio individuali preesistenti.
In casi estremamente rari, nelle utilizzatrici di COC sono state segnalate anche trombosi in altri vasi sanguigni (ad es. arterie epatiche, mesenteriche, renali o retiniche).
Fattori di rischio di TEA
Un rischio aumentato di ictus o di altre complicanze tromboemboliche arteriose nelle utilizzatrici di COC è presente soprattutto nelle donne che già presentano fattori di rischio per tali malattie (cfr. tabella). In particolare, nella valutazione del rapporto rischio-beneficio si deve tenere conto del fatto che, in presenza di una combinazione di fattori di rischio, la probabilità di eventi tromboembolici arteriosi può essere aumentata in misura più che additiva. In questo caso, si deve considerare il rischio complessivo di TEA. Mercilon è controindicato nelle pazienti che presentano un rischio elevato di TEA a causa di un fattore di rischio grave o della presenza di più fattori di rischio.
Tabella: Fattori di rischio di TEA
| Fattore di rischio | Osservazioni |
| Aumento dell'età | Soprattutto età superiore ai 35 anni. |
| Fumo | Si deve consigliare alle donne di non fumare, se desiderano utilizzare un COC come Mercilon. Alle donne di età superiore ai 35 anni che continuano a fumare, si raccomanda vivamente di utilizzare un altro metodo contraccettivo. |
| Ipertensione arteriosa | |
| Diabete mellito | L’uso di COC nelle donne diabetiche con complicanze vascolari già presenti è controindicato. |
| Dislipoproteinemia | |
| Patologie delle valvole cardiache | |
| Fibrillazione atriale | |
| Obesità (indice di massa corporea superiore a 30 kg/m²) | Il rischio aumenta notevolmente all’aumentare dell’IMC. Particolarmente importante nelle donne con fattori di rischio aggiuntivi. |
| Anamnesi familiare positiva (qualsiasi tromboembolia arteriosa in una sorella, in un fratello o in un genitore, soprattutto in età relativamente giovane, cioè prima dei 50 anni). | In caso di sospetta predisposizione genetica, la paziente deve essere inviata a uno specialista per una consulenza, prima di prendere una decisione sull’utilizzo di Mercilon. Se l’esame mette in evidenza segni di trombofilia, l’uso di Mercilon è controindicato. |
| Emicrania | Un aumento della frequenza o della gravità dell’emicrania durante l’uso di Mercilon può essere un sintomo prodromico di un evento cerebrovascolare e può essere motivo di interruzione immediata. |
| Altre malattie associate ad un aumentato rischio di TEA | Iperomocisteinemia, lupus eritematoso sistemico, anemia falciforme, neoplasie maligne. |
Sintomi di TEA
Si deve consigliare alla paziente di rivolgersi immediatamente a un medico in caso di comparsa di uno o più dei seguenti sintomi, informandolo del fatto che sta utilizzando Mercilon.
- I sintomi di un ictus possono essere
- intorpidimento o perdita improvvisa della forza al volto, a un braccio o a una gamba, soprattutto a carico di una metà del corpo;
- confusione improvvisa;
- linguaggio indistinto o problemi di comprensione;
- disturbi della vista improvvisi a uno o a entrambi gli occhi;
- improvvisi disturbi della deambulazione;
- vertigini;
- disturbi dell’equilibrio o della coordinazione;
- improvvisa cefalea severa o protratta e di origine sconosciuta;
- perdita di coscienza o mancamento con o senza crisi convulsiva.
- I sintomi dell’infarto miocardico possono essere
- dolore, malessere, sensazione di pressione, pesantezza, costrizione o tensione al torace, al braccio o dietro lo sterno;
- disturbi che si irradiano alla schiena, alla mandibola, al collo, al braccio o allo stomaco;
- sensazione di pienezza, fastidio allo stomaco o conati di vomito;
- sudorazione, nausea, vomito o vertigini;
- estrema sensazione di debolezza o ansia o fiato corto;
- tachicardia o aritmie.
- Altri sintomi di occlusione vascolare possono essere
- improvviso dolore, gonfiore o lieve cianosi di un arto;
- addome acuto.
Sospetta predisposizione ereditaria o acquisita a complicanze tromboemboliche
In caso di sospetta predisposizione ereditaria o acquisita a complicanze tromboemboliche, è indicata una valutazione fisiopatologica della coagulazione da parte di uno specialista che, se necessario, disporrà l’analisi di determinati parametri coagulativi.
Malattie neoplastiche
In alcuni studi epidemiologici è stato segnalato un aumento del rischio di carcinoma della cervice uterina con l’uso a lungo termine di COC (>5 anni). Tuttavia, vi sono ancora opinioni discordanti su quanto questo risultato sia influenzato da altri fattori, come l’infezione da papillomavirus umano (HPV) (il fattore di rischio maggiore), la frequenza di partecipazione allo screening per il tumore della cervice o il comportamento sessuale.
Da una metanalisi di 54 studi epidemiologici è risultato che il rischio relativo (RR) di diagnosi di carcinoma mammario in donne che usano COC è lievemente più elevato (RR = 1,24). Dopo l’interruzione del COC, il rischio aumentato diminuisce continuamente e non è più rilevabile dopo 10 anni. Poiché i carcinomi mammari sono rari prima dei 40 anni di età, nelle donne che usano o hanno usato fino a poco tempo prima un COC il numero di carcinomi mammari diagnosticati in più rispetto al rischio complessivo di carcinoma mammario è basso. Questi studi non forniscono segni di un rapporto di causalità. L’aumento del rischio osservato può essere dovuto sia a una diagnosi precoce nelle utilizzatrici di COC, sia agli effetti biologici dei COC o all’effetto congiunto di entrambi i fattori. I carcinomi mammari nelle donne che avevano utilizzato un COC erano, al momento della diagnosi, tendenzialmente meno avanzati rispetto a quelli delle donne che non avevano mai usato un COC.
In rari casi, con l’uso di COC sono stati osservati tumori epatici benigni e, ancora più raramente, tumori epatici maligni. In singoli casi questi tumori hanno provocato emorragie intra-addominali pericolose per la vita. Se compaiono gravi disturbi epigastrici, ingrossamento del fegato o segni di sanguinamento intraddominale, si deve prendere in considerazione anche un tumore del fegato nella diagnosi differenziale.
Disturbi depressivi
Depressioni o umore depresso sono possibili effetti indesiderati noti dell’uso di ormoni sessuali, compresi i contraccettivi ormonali (cfr. anche «Effetti indesiderati»). Tali disturbi possono comparire già poco dopo l’inizio del trattamento. La depressione può essere grave ed è un fattore di rischio di suicidio o comportamento suicidario. Le utilizzatrici di contraccettivi ormonali devono quindi essere informate sui possibili sintomi dei disturbi depressivi. All’utilizzatrice va vivamente raccomandato di rivolgersi immediatamente a un medico in caso di sbalzi d’umore o altri sintomi di depressione nell’uso del contraccettivo. Le utilizzatrici con depressione severa in anamnesi devono essere attentamente monitorate. Se durante l’uso di Mercilon compaiono di nuovo stati depressivi severi, l’utilizzo del medicamento deve essere sospeso.
Altre misure precauzionali
Le donne che usano un contraccettivo ormonale non devono essere trattate contemporaneamente con preparati a base di erba di San Giovanni (Hypericum), poiché l’effetto contraccettivo può essere compromesso. Sono stati segnalati sanguinamenti intermestruali e singoli casi di gravidanze indesiderate (cfr. anche «Interazioni»).
Nelle donne con ipertrigliceridemia preesistente o familiare che usano un COC è possibile un aumento del rischio di pancreatite.
Sebbene con l’uso di COC venga segnalato relativamente di frequente un lieve aumento della pressione arteriosa, raramente si osservano aumenti clinicamente rilevanti della pressione arteriosa. Se durante l’uso di un COC compare un aumento della pressione arteriosa clinicamente rilevante (con misurazioni ripetute), si deve interrompere l’uso del COC. Se opportuno, si può prendere in considerazione la ripresa dell’uso di un COC, una volta che i valori della pressione arteriosa (in corso di trattamento) si siano normalizzati.
Anche se l’uso di COC può influenzare l’insulino-resistenza periferica e la tolleranza al glucosio, non sembra essere necessario modificare il regime terapeutico delle donne con diabete che utilizzano COC a basso dosaggio (con <0,05 mg di EE). Tuttavia, le donne con diabete devono essere attentamente monitorate, soprattutto durante i primi mesi di utilizzo di Mercilon.
I disturbi acuti o cronici della funzionalità epatica possono rendere necessaria l’interruzione dell’uso del COC fino a quando i valori della funzionalità epatica non siano tornati alla normalità. In caso di recidiva di ittero colestatico che si è manifestato per la prima volta durante la gravidanza o durante un precedente uso di ormoni sessuali steroidei si deve interrompere l’uso del COC.
Nelle pazienti con epatite C che utilizzavano un COC contenente etinilestradiolo in concomitanza con l’uso della combinazione di principi attivi ombitasvir/paritaprevir/ritonavir, con o senza dasabuvir, si è osservato un aumento dell’ALT (compresi casi di un aumento di oltre cinque volte, in singoli casi di oltre 20 volte, il limite superiore della norma) con una frequenza significativamente maggiore rispetto alle pazienti trattate esclusivamente con i principi attivi antivirali (cfr. «Interazioni»). Aumenti simili dell’ALT si sono osservati anche con medicamenti anti-HCV contenenti glecaprevir/pibrentasvir o sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir. Pertanto, l’uso di Mercilon deve essere interrotto prima dell’inizio di una terapia con queste combinazioni di principi attivi. A condizione che siano presenti valori epatici normali, l’assunzione di Mercilon può essere ripresa dopo almeno 2 settimane (meglio 4 settimane) dall’interruzione dell’assunzione delle associazioni di principi attivi ombitasvir/paritaprevir/ritonavir con o senza dasabuvir, glecaprevir/pibrentasvir o sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir. A questo proposito va tuttavia notato che, se l’intervallo è inferiore a 4 settimane, a causa delle proprietà di induzione enzimatica del ritonavir, l’efficacia del COC può risultare ancora compromessa, ragione per cui deve essere utilizzato un metodo di barriera aggiuntivo per 28 giorni (cfr. «Interazioni», sezione «Induttori enzimatici»).
Le seguenti malattie possono comparire o essere influenzate negativamente sia durante la gravidanza che durante l’uso di un COC, ma i dati disponibili non consentono di trarre conclusioni chiare su un nesso causale con l’uso di un COC: ittero e/o prurito colestatico; colelitiasi; porfiria; lupus eritematoso sistemico; sindrome emolitica uremica; corea minore; herpes gestazionale; ipoacusia da otosclerosi. L’uso di COC è stato inoltre associato alla comparsa di malattia di Crohn e di colite ulcerosa.
Nelle donne con angioedema ereditario e/o acquisito, gli estrogeni esogeni possono indurre o aggravare i sintomi dell’angioedema.
In casi non comuni, l’uso di COC nelle donne predisposte può causare cloasma, che viene ulteriormente aggravato dall’intensa esposizione al sole. Pertanto, le donne con questa predisposizione non dovrebbero esporsi a radiazioni UV intense.
È necessario spiegare che i COC non proteggono dall’infezione da HIV (AIDS) e da altre malattie sessualmente trasmissibili.
Questo medicamento contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicamento.
Interazioni
Nota: per escludere possibili interazioni, si devono consultare le informazioni professionali dei medicamenti impiegati in concomitanza.
Interazioni farmacocinetiche
Effetti di altre sostanze sulla farmacocinetica dei contraccettivi ormonali
Induttori enzimatici
Le interazioni tra contraccettivi ormonali e medicamenti o prodotti erboristici che inducono gli enzimi microsomiali (in particolare gli enzimi del citocromo P450) e che possono quindi aumentare la clearance degli ormoni sessuali, possono ridurre l’efficacia contraccettiva e causare sanguinamenti intermestruali. Ciò vale, ad esempio, per barbiturici, bosentan, carbamazepina, felbamato, modafinil, oxcarbazepina, fenitoina, primidone, rifabutina, rifampicina e topiramato, così come per i medicamenti contenenti erba di San Giovanni (Hypericum perforatum). L’induzione enzimatica può comparire già dopo alcuni giorni di trattamento. La massima induzione enzimatica si osserva in generale dopo 2-3 settimane e può durare per almeno 4 o più settimane dopo l’interruzione.
Le donne trattate a breve termine con uno dei principi attivi menzionati devono essere invitate a utilizzare, oltre a Mercilon e in via temporanea, un metodo contraccettivo non ormonale o a scegliere un diverso tipo di contraccezione. Il metodo di barriera deve essere utilizzato durante l’uso concomitante dei medicamenti menzionati e per altri 28 giorni dopo la loro interruzione.
Se l’uso concomitante di un induttore enzimatico viene continuato oltre la fine dell’attuale confezione di COC, si deve iniziare immediatamente la successiva confezione di COC, cioè senza osservare il consueto intervallo senza utilizzo. In questo caso non si prevede un’emorragia da sospensione prima della fine della seconda confezione. Se durante l’intervallo senza utilizzo alla fine della seconda confezione non si verifica un’emorragia da sospensione, si deve escludere una gravidanza prima di continuare l’uso con la confezione successiva.
In caso di un trattamento a lungo termine con medicamenti che causano l’induzione di enzimi nel fegato devono essere utilizzati metodi contraccettivi alternativi. Inoltre, è noto che vari inibitori delle proteasi di HIV/HCV (ad es. nelfinavir, boceprevir e telaprevir) e della trascrittasi inversa non nucleosidica (ad es. efavirenz [vedere oltre] e nevirapina) e le loro combinazioni possono causare un aumento o una diminuzione delle concentrazioni plasmatiche degli estrogeni o dei progestinici. In alcuni casi l’effetto netto di queste variazioni può essere clinicamente rilevante. Ad esempio, in uno studio pubblicato è stato preso in esame l’effetto della terapia a base di efavirenz sulla farmacocinetica di un impianto contenente etonogestrel. Nelle pazienti HIV-positive in terapia antiretrovirale la Cmax dell’etonogestrel (il metabolita attivo del desogestrel) è risultata ridotta del 54% e l’AUC del 63%, rispetto alle donne senza tale terapia concomitante.
Soprattutto gli inibitori delle proteasi come ritonavir o nelfinavir (comprese le loro combinazioni) sono notoriamente forti inibitori del CYP3A4, ma se usati in concomitanza con ormoni steroidei possono presentare proprietà di induzione enzimatica e quindi ridurre i livelli plasmatici degli estrogeni e dei progestinici.
Inibitori enzimatici
Gli inibitori forti e moderati del CYP3A4, quali gli antimicotici azolici (ad es. itraconazolo, voriconazolo, posaconazolo e fluconazolo), gli antibiotici macrolidi (claritromicina ed eritromicina), il cobicistat, il diltiazem, il verapamil e il succo di pompelmo, possono aumentare le concentrazioni plasmatiche degli estrogeni e/o dei progestinici e, quindi, causare un aumento degli effetti indesiderati.
Interferenza con il circolo enteroepatico
In caso di uso concomitante a breve termine (fino a 10 giorni) di antibiotici che non interagiscono con il sistema enzimatico del CYP3A4 non si prevedono interazioni farmacocinetiche. Nella consulenza alla paziente si deve tuttavia considerare che, in determinate circostanze, la malattia di base (ad es. malattie sessualmente trasmissibili) per la quale viene utilizzato l’antibiotico può rendere necessario l’uso aggiuntivo di un metodo contraccettivo non ormonale.
Non sono disponibili dati sufficienti sulle possibili interazioni in caso di terapia concomitante a lungo termine con antibiotici (ad es. in caso di osteomielite o borreliosi). Per escludere con certezza una gravidanza, durante la terapia antibiotica e nei primi 7 giorni dopo la sua interruzione si raccomanda in questi casi l’uso aggiuntivo di un metodo contraccettivo non ormonale.
Se durante la terapia antibiotica dovessero verificarsi diarrea e/o vomito, si devono tenere in considerazione anche le informazioni riportate nella sezione «Comportamento in caso di disturbi gastrointestinali» della rubrica «Posologia/impiego».
Effetto dei contraccettivi ormonali sulla farmacocinetica di altre sostanze
Attraverso diversi meccanismi di interazione i contraccettivi ormonali possono anche influenzare la farmacocinetica di alcuni altri medicamenti. Essi possono inibire gli enzimi microsomiali epatici (soprattutto gli enzimi del citocromo P450) o indurre la coniugazione epatica, in particolare la glucuronidazione. Di conseguenza, le concentrazioni plasmatiche e tessutali di altri medicamenti possono essere aumentate (ad es. ciclosporina) o ridotte (ad es. lamotrigina, vedere oltre). Inoltre, può essere influenzato anche l’effetto farmacologico di alcune sostanze delle seguenti classi di medicamenti: analgesici, antidepressivi, antidiabetici, antimalarici, alcune benzodiazepine, alcuni β-bloccanti, corticosteroidi, anticoagulanti orali e teofillina. Non in tutti i casi le alterazioni dei livelli plasmatici derivanti da queste interazioni sono clinicamente rilevanti.
Lamotrigina
Uno studio di interazione con il medicamento antiepilettico lamotrigina e un contraccettivo orale combinato (30 µg di etinilestradiolo/150 µg di levonorgestrel) ha mostrato un aumento clinicamente rilevante della clearance della lamotrigina, con corrispondente significativa diminuzione dei suoi livelli plasmatici, quando questi medicamenti venivano somministrati contemporaneamente. Una tale riduzione delle concentrazioni plasmatiche può essere accompagnata da una riduzione del controllo delle crisi epilettiche. Non è noto in che misura questi risultati siano trasferibili ad altri contraccettivi combinati contenenti un diverso componente progestinico e/o una diversa dose di estrogeno. Tuttavia, si può presumere che questi preparati abbiano un potenziale di interazione comparabile.
Pertanto, se una paziente che assume lamotrigina inizia a utilizzare Mercilon per la prima volta, può essere necessario aggiustare la dose di lamotrigina, monitorandone strettamente la concentrazione all’inizio della terapia. A questo proposito si deve anche tener presente in particolare che i livelli di lamotrigina potrebbero aumentare considerevolmente (eventualmente nell’intervallo di tossicità), nel caso in cui venga interrotto l’uso del contraccettivo ormonale (ed eventualmente anche durante la pausa di utilizzo di 7 giorni).
Interazioni con meccanismo sconosciuto
Negli studi clinici, l’uso di COC contenenti etinilestradiolo in concomitanza con la combinazione di principi attivi ombitasvir/paritaprevir/ritonavir utilizzata nella terapia delle infezioni da HCV, con o senza dasabuvir, ha comportato un aumento dell’ALT (compresi casi di aumenti di oltre cinque volte e, in singoli casi, di oltre 20 volte il limite superiore della norma [Upper Limit of Normal, ULN]) con una frequenza significativamente maggiore rispetto alle pazienti trattate esclusivamente con i principi attivi antivirali. Aumenti simili dell’ALT si sono osservati anche con medicamenti anti-HCV contenenti glecaprevir/pibrentasvir o sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir. Pertanto, l’uso di Mercilon deve essere interrotto prima di iniziare una terapia con una tale combinazione antivirale (vedere anche «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»).
Gravidanza, allattamento
L’assunzione di Mercilon è controindicata durante la gravidanza. Prima di iniziare a impiegare il medicamento, si deve escludere una gravidanza. Se durante l’uso di Mercilon si instaura o si sospetta una gravidanza, si deve sospendere immediatamente l’uso del medicamento e consultare il medico.
In base agli studi sperimentali sugli animali, sono presenti segni di rischio fetale (cfr. «Dati preclinici»). Tuttavia, la maggior parte degli studi epidemiologici condotti fino ad oggi non ha rilevato alcun chiaro segno di effetti embriotossici o teratogeni in caso di uso accidentale di combinazioni di estrogeni e progestinici durante la gravidanza.
Allattamento
Il medicamento non deve essere usato durante l’allattamento, poiché si può verificare una riduzione della produzione di latte e un’alterazione della sua qualità; inoltre, possono essere presenti basse concentrazioni dei principi attivi nel latte. Se possibile, devono essere utilizzati metodi contraccettivi non ormonali fino allo svezzamento completo del bambino.
Per quanto riguarda il rischio post-partum di eventi tromboembolici nella madre vedere «Avvertenze e misure precauzionali».
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine
Non sono stati osservati effetti sulla capacità di guidare veicoli e sulla capacità di utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
Riassunto del profilo di sicurezza
Gli effetti indesiderati più gravi associati all’uso di COC sono descritti nella rubrica «Avvertenze e misure precauzionali» (cfr. tale rubrica). Gli effetti indesiderati gravi sono soprattutto le tromboembolie arteriose e venose.
Elenco degli effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati sono elencati secondo la classificazione per sistemi e organi MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione:
«molto comune» (≥1/10)
«comune) (>1/100, <1/10)
«non comune» (≥1/1000, <1/100)
«raro» (≥1/10’000, <1/1000)
«molto raro» (<1/10’000)
Infezioni ed infestazioni
Non comune: candidiasi, vaginite, cervicite.
Tumori benigni, maligni e non specificati (incl. cisti e polipi)
Raro: tumori benigni del fegato
Disturbi del sistema immunitario
Raro: reazioni di ipersensibilità.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Comune: aumento ponderale.
Non comune: ritenzione di liquidi, tolleranza al glucosio diminuita.
Raro: perdita di peso.
Disturbi psichiatrici
Comune: umore depresso, umore alterato.
Non comune: libido diminuita.
Raro: libido aumentata.
Patologie del sistema nervoso
Comune: cefalea.
Non comune: emicrania.
Patologie dell’occhio
Raro: disturbi nell’utilizzo delle lenti a contatto, disturbi della vista.
Patologie dell’orecchio e del labirinto
Raro: disturbi dell’udito.
Patologie vascolari
Non comune: pressione arteriosa aumentata
Raro: eventi tromboembolici venosi (ad es. trombosi venosa profonda, embolia polmonare), eventi tromboembolici arteriosi (ad es. attacco ischemico transitorio, ictus, infarto miocardico).
Patologie gastrointestinali
Comune: nausea, dolori addominali.
Non comune: vomito, diarrea.
Patologie epatobiliari
Raro: colelitiasi, ittero colestatico.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: eruzione cutanea, orticaria.
Raro: irsutismo, eritema nodoso, eritema multiforme.
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Comune: tensione mammaria o dolore mammario.
Non comune: aumento di volume mammario, amenorrea, sanguinamenti intermestruali.
Raro: secrezione vaginale, secrezione mammaria.
Nelle utilizzatrici di contraccettivi orali combinati sono stati inoltre segnalati i seguenti effetti indesiderati: carcinoma mammario, alterazioni fibrocistiche della mammella, displasia cervicale, miomi dell’utero, cisti ovariche, tumori del fegato, cloasma, acne, alopecia, peggioramento dei sintomi di un angioedema ereditario o acquisito, enzimi epatici aumentati.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Non sono state notificate conseguenze gravi in caso di sovradosaggio. I sintomi di sovradosaggio sono: nausea, vomito ed emorragia vaginale. Quest’ultima può comparire anche nelle ragazze prima del menarca, dopo assunzione accidentale del preparato. L’eventuale trattamento deve essere sintomatico.
Proprietà/effetti
Codice ATC
G03AA09
Meccanismo d’azione/ Farmacodinamica
Come con tutti i contraccettivi ormonali combinati (COC), l’effetto contraccettivo di Mercilon si basa su diversi fattori, i più importanti dei quali devono essere considerati l’inibizione dell’ovulazione e l’alterazione del secreto cervicale. Oltre a ciò, a causa dei cambiamenti morfologici ed enzimatici, l’endometrio offre condizioni sfavorevoli all’annidamento. Inoltre, i cambiamenti ormonali indotti dal COC comportano cicli più regolari e una minore intensità del sanguinamento.
Efficacia clinica
Non sono disponibili dati.
Farmacocinetica
Assorbimento
Desogestrel (DSG)
Dopo somministrazione orale, il DSG viene assorbito rapidamente e completamente e convertito in etonogestrel (ENG, 3-cheto-desogestrel), il metabolita biologicamente attivo. Le concentrazioni plasmatiche massime di ENG vengono raggiunte circa 1,5 h dopo la somministrazione. La biodisponibilità dell’ENG è del 62-81%.
Etinilestradiolo (EE)
L’EE viene assorbito rapidamente e completamente dopo somministrazione orale. Le concentrazioni sieriche massime vengono raggiunte 1-2 h dopo la somministrazione. La biodisponibilità assoluta in seguito a metabolismo presistemico (effetto di primo passaggio) è di circa il 60%.
Distribuzione
DSG
L’ENG si lega sia all’albumina sia alla globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG). Solo il 2-4% della concentrazione totale nel siero è costituito da steroide libero, mentre il 40-70% è legato in modo specifico e con elevata affinità all’SHBG. L’aumento della concentrazione di SHBG dovuto all’etinilestradiolo influenza il legame relativo con le proteine sieriche, con conseguente aumento del legame con l’SHBG e diminuzione della frazione legata all’albumina e della frazione libera. Il volume di distribuzione (apparente) dell’ENG è di 1,5 l/kg.
EE
L’EE si lega molto fortemente ma in maniera aspecifica all’albumina sierica (per circa il 98,5%) e causa un aumento delle concentrazioni sieriche di SHBG. Il volume di distribuzione è di circa 5 l/kg.
Condizioni allo stato stazionario
DSG
La farmacocinetica dell’ENG è influenzata dai livelli di SHBG, che vengono aumentati di tre volte dall’EE. Con l’assunzione giornaliera, i livelli sierici di ENG aumentano di circa 2-3 volte, raggiungendo lo stato stazionario nella seconda metà del ciclo di somministrazione.
EE
In linea con l’emivita terminale variabile, i livelli sierici di etinilestradiolo allo stato stazionario vengono raggiunti dopo circa una settimana.
Metabolismo
DSG
Il DSG viene metabolizzato rapidamente e completamente nella mucosa intestinale e nel primo passaggio epatico mediante idrossilazione e riduzione a ENG attivo. Si formano altri metaboliti, tuttavia inattivi, che vengono coniugati con acido glucuronico e solfato. Non vi sono interazioni metaboliche dovute alla somministrazione concomitante di etinilestradiolo (EE).
EE
L’EE viene metabolizzato a livello presistemico sia nella mucosa dell’intestino tenue sia nel fegato. Viene coniugato nella mucosa dell’intestino tenue e viene degradato nel fegato mediante metabolismo di fase I (metaboliti principali: 2-idrossietinilestradiolo e 2-metossietinilestradiolo) e coniugazione. I coniugati dell’etinilestradiolo e dei metaboliti di fase I con acido glucuronico e solfato sono soggetti a circolo enteroepatico. Il citocromo 3A4 è coinvolto in grande misura nel metabolismo.
Eliminazione
DSG
I livelli sierici di ENG diminuiscono in modo bifasico, con un’emivita terminale di circa 30 h. La clearance è di 2 ml/min/kg. Il DSG viene escreto sotto forma dei suoi metaboliti nell’urina e nella bile in un rapporto di circa 6:4.
EE
I livelli sierici di EE diminuiscono in modo bifasico, con un’emivita terminale di circa 24 h. La clearance totale è di circa 5 ml/min/kg.
L’EE viene metabolizzato completamente, i suoi metaboliti vengono eliminati nelle urine e nella bile in un rapporto di 4:6, con un’emivita di circa 24 h.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità epatica/Disturbi della funzionalità renale
Non sono disponibili dati sulla farmacocinetica nelle donne con insufficienza epatica o renale.
Dati preclinici
Gli studi preclinici con contraccettivi orali combinati sulla tossicità dopo somministrazione ripetuta, sulla genotossicità e sul potenziale cancerogeno non hanno messo in evidenza segni univoci di rischi particolari per l’essere umano nell’uso del COC secondo le prescrizioni. Tuttavia, va tenuto presente che gli steroidi sessuali possono favorire la crescita di alcuni tessuti ormono-dipendenti e tumori.
Negli animali da laboratorio, già a dosi relativamente basse l’etinilestradiolo ha mostrato un effetto embrioletale che viene considerato specie-specifico; si sono osservate malformazioni del tratto urogenitale e femminilizzazione dei feti maschi. Le sostanze progestiniche hanno mostrato, nelle sperimentazioni sugli animali, un effetto embrioletale e, a dosi elevate, un effetto virilizzante sui feti femmina. Negli studi di tossicologia per la riproduzione su ratto, topo e coniglio non sono emersi segni di effetti teratogeni. Per i rischi nell’essere umano cfr. «Gravidanza, allattamento».
Altre indicazioni
Influenza su metodi diagnostici
Gli steroidi contraccettivi possono influenzare i risultati di alcuni test di laboratorio, come quelli per i parametri biochimici del fegato, della tiroide e della funzione surrenale e renale, per i livelli plasmatici di proteine (di trasporto) e frazioni lipidiche/lipoproteiche, nonché per i parametri relativi al metabolismo dei carboidrati, alla coagulazione del sangue e alla fibrinolisi. In genere, queste variazioni oscillano nei limiti del relativo intervallo di valori.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento
Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C). Non congelare.
Conservare nella confezione originale, per proteggere il contenuto dalla luce e dall’umidità.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell’omologazione
49781 (Swissmedic)
Confezioni
Compresse (confezione calendario): 1x21, 3x21, 6x21 (B).
Titolare dell’omologazione
Organon GmbH, Lucerna
Stato dell’informazione
Marzo 2025
OG8276A-HMV4-2023--RCN100003209-CH
