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Levofloxacin Fresenius i.v – informazione professionale

Aggiornamento:

Informazione professionale - Levofloxacin Fresenius i.v.

Composizione

Principi attivi

Levofloxacinum ut levofloxacinum hemihydricum.

Sostanze ausiliarie

Natrii chloridum, natrii hydroxidum, acidum hydrochloridum (per regolare il pH, valore di pH: 4.5-5.3), aqua ad iniectabile q.s. ad solutionem pro 50 ml/100 ml.

Contenuto in sodio per ml: 3.5 mg.

Flacone da 50 ml: contenuto totale in sodio 177 mg.

Flacone da 100 ml: contenuto totale in sodio 354 mg.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Soluzione per infusione.

1 flacone di soluzione per infusione contiene: levofloxacinum 250 mg o 500 mg come levofloxacinum hemihydricum per ogni 50 ml o 100 ml.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Adulti

Trattamento delle infezioni batteriche negli adulti causate da germi sensibili alla levofloxacina:

  • Infezioni complicate delle vie urinarie e pielonefrite;

Levofloxacin Fresenius i.v. è indicato negli adulti per le seguenti indicazioni, quando gli antibiotici raccomandati per il trattamento iniziale di queste infezioni sono considerati inappropriati:

  • Polmonite acquisita in comunità; l'esperienza nel trattamento della polmonite da legionella è attualmente insufficiente;
  • Infezioni complicate della cute e dei tessuti molli.

Si raccomanda di prestare attenzione alle raccomandazioni ufficiali sull'uso degli antibiotici, in particolare alle raccomandazioni d'impiego per limitare l'aumento della resistenza agli antibiotici.

Bambini e adolescenti

L'uso di Levofloxacin Fresenius i.v. è controindicato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni.

Posologia/Impiego

Posologia abituale

Adulti

Levofloxacin Fresenius i.v. soluzione per infusione viene somministrato una o due volte al giorno per infusione endovenosa lenta.

La posologia dipende dal tipo e dalla gravità dell'infezione e dalla sensibilità del patogeno ritenuto causa dell'infezione.

Dopo il miglioramento della situazione clinica, i pazienti inizialmente trattati con Levofloxacin Fresenius i.v. 250 o 500 possono generalmente passare dopo alcuni giorni al trattamento orale con levofloxacina compresse di un altro produttore.

Sono raccomandate le seguenti posologie di Levofloxacin Fresenius i.v. soluzione per infusione:

IndicazioniDosi giornaliere (in relazione alla gravità)Durata totale del trattamento (in relazione alla gravità)
Polmonite acquisita in comunità1 (l'esperienza nel trattamento della polmonite da legionella è ancora insufficiente)1-2 volte 500 mg/24 h, e.v.7-14 giorni2
Pielonefrite500 mg 1 volta/24 h, e.v.7-10 giorni2
Infezioni complicate delle vie urinarie500 mg 1 volta/24 h, e.v.7-14 giorni2
Infezioni della cute e dei tessuti molli

1 volta 500 mg/24 h, e.v.

2 volte 500 mg/24 h, e.v.

7-14 giorni2

¹ La posologia più elevata va utilizzata in presenza di fattori di rischio (ad es. comorbilità, età avanzata), tenendo in considerazione la frequente compromissione della funzionalità renale in età avanzata.

2 La durata del trattamento include il trattamento endovenoso più quello orale. Il passaggio dal trattamento endovenoso a quello orale dipende dalla situazione clinica, ma normalmente avviene dopo 2-4 giorni.

Durata della terapia

La durata della terapia dipende dal decorso della malattia.

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Non è necessaria alcuna modifica della posologia, in quanto la levofloxacina non viene metabolizzata in quantità rilevanti dal fegato e viene escreta principalmente per via renale.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale (clearance della creatinina <50 ml/min)

A causa dell'escrezione prevalentemente renale della levofloxacina, la posologia di Levofloxacin Fresenius i.v. deve essere aggiustata in base al grado di insufficienza renale.

Clearance della creatininaPosologia
250 mg/24 h500 mg/24 h500 mg/12 h
Dose iniziale: 250 mgDose iniziale: 500 mgDose iniziale: 500 mg
50-20 ml/mindosi successive: 125 mg/24 hdosi successive: 250 mg/24 h

dosi successive:

250 mg/12 h

19-10 ml/mindosi successive: 125 mg/48 hdosi successive: 125 mg/24 h

dosi successive:

125 mg/12 h

<10 ml/min (comprese emodialisi e CAPD)1dosi successive: 125 mg/48 hdosi successive: 125 mg/24 h

dosi successive:

125 mg/24 h

¹ Non sono richieste dosi aggiuntive dopo emodialisi o dialisi peritoneale ambulatoriale continua (CAPD).

Pazienti anziani

Non è necessario alcun aggiustamento della dose, tranne in caso di insufficienza renale (cfr. «Prolungamento dell'intervallo QT» alla voce «Avvertenze e misure precauzionali»).

Bambini e adolescenti

Levofloxacin Fresenius i.v. non deve essere somministrato a bambini e adolescenti nel periodo della crescita (età inferiore a 18 anni) (cfr. «Controindicazioni»).

Modo di somministrazione

Levofloxacin Fresenius i.v. deve essere somministrato mediante infusione endovenosa lenta. Il tempo di infusione non deve durare meno di 60 minuti per la somministrazione di 500 mg di levofloxacina o 30 minuti per la somministrazione di 250 mg. Levofloxacin Fresenius i.v. soluzione per infusione viene somministrato una o due volte al giorno. Dopo il miglioramento delle condizioni del paziente, si può passare dal farmaco parenterale a quello orale di un altro produttore, mantenendo la stessa posologia.

Controindicazioni

Levofloxacin Fresenius i.v. non deve essere usato:

  • nei bambini e negli adolescenti;
  • in caso di ipersensibilità alla levofloxacina o ad altri chinolonici o ad una delle sostanze ausiliarie;
  • in caso di epilessia;
  • in caso di affezioni tendinee dopo assunzione di fluorochinolonici;
  • durante la gravidanza;
  • durante l'allattamento.

Levofloxacin Fresenius i.v. non deve essere somministrato a bambini e adolescenti nel periodo della crescita (età inferiore a 18 anni), donne in gravidanza e donne che allattano, poiché non sono ancora disponibili esperienze sufficienti sulla sicurezza d'uso in questi gruppi di pazienti. Sulla base dei risultati ottenuti negli studi sugli animali, non si possono escludere completamente lesioni delle cartilagini articolari nell'organismo in fase di crescita.

Avvertenze e misure precauzionali

L'uso di levofloxacina deve essere evitato nei pazienti che in passato hanno manifestato reazioni avverse gravi durante l'uso di medicamenti contenenti chinoloni o fluorochinoloni (cfr. «Effetti indesiderati»). Il trattamento di questi pazienti con levofloxacina deve essere iniziato soltanto in assenza di opzioni terapeutiche alternative e dopo un'attenta valutazione del rapporto beneficio/rischio (cfr. «Controindicazioni»).

Rischio di resistenza

La prevalenza delle resistenze acquisite può variare in determinate specie a seconda dell'area geografica e in funzione del tempo. Sono quindi necessarie informazioni sulla resistenza nella propria regione: in particolare nelle infezioni gravi o in caso di mancata risposta al trattamento occorre procedere alla diagnosi microbiologica con isolamento del patogeno e determinazione della sensibilità.

Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA)

I ceppi di Staphylococcus aureus resistenti alla meticillina (MRSA) sono comunemente resistenti anche ai fluorochinoloni come la levofloxacina. Pertanto, la levofloxacina non è raccomandata per il trattamento di infezioni note o sospette da MRSA, a meno che i risultati di laboratorio abbiano confermato la sensibilità dell'organismo alla levofloxacina (e gli antibiotici comunemente raccomandati per il trattamento delle infezioni da MRSA siano considerati non appropriati).

Infezioni delle vie urinarie

La resistenza ai fluorochinoloni di Escherichia coli – un patogeno comunemente coinvolto nelle infezioni del tratto urinario – varia tra i Paesi europei e in Svizzera. I prescrittori devono quindi tener conto della prevalenza locale di resistenza di E. coli ai fluorochinoloni.

Effetti indesiderati disabilitanti e potenzialmente irreversibili

I fluorochinoloni come Levofloxacin Fresenius i.v. sono stati associati a effetti indesiderati disabilitanti e potenzialmente irreversibili a carico di uno o più organi. Gli effetti indesiderati dei fluorochinoloni comprendono tendinite, rottura di tendine, artralgia, mialgia, neuropatia periferica ed effetti sul sistema nervoso centrale (allucinazioni, stati di angoscia, depressione, insonnia, cefalea e confusione mentale). Queste reazioni possono comparire ore o settimane dopo la somministrazione di Levofloxacin Fresenius i.v. Tali effetti indesiderati sono stati osservati indipendentemente dall'età e da fattori di rischio preesistenti. La somministrazione di Levofloxacin Fresenius i.v. deve essere interrotta immediatamente ai primi segni o sintomi di qualsiasi reazione avversa grave. Inoltre, l'uso di fluorochinoloni come Levofloxacin Fresenius i.v. deve essere evitato nei pazienti che hanno già manifestato queste reazioni avverse gravi.

Infezioni da Clostridioides difficile

Se si manifesta una diarrea, in particolare se grave, persistente e/o con sanguinamento, durante o dopo la terapia con Levofloxacin Fresenius i.v., questa può essere sintomatica dell'infezione da Clostridioides difficile. La forma più grave è la colite pseudomembranosa. Qualora si sospetti questa complicanza, deve essere interrotta immediatamente la terapia con Levofloxacin Fresenius i.v. e iniziata una terapia antibiotica specifica (ad es. metronidazolo, vancomicina). In questo contesto clinico, i prodotti che inibiscono la peristalsi sono controindicati.

Tendinite e rottura di tendine

Durante il trattamento con fluorochinoloni come Levofloxacin Fresenius i.v. possono manifestarsi tendinite e rottura di tendine – in particolare a carico del tendine di Achille. Questo effetto indesiderato può verificarsi bilateralmente entro 48 ore dall'inizio della terapia, ma anche diversi mesi dopo la fine del trattamento. Il rischio di tendinite e di rotture di tendine è aumentato nei pazienti con più di 60 anni e nei pazienti contemporaneamente trattati con corticosteroidi. Nei pazienti anziani, la dose giornaliera deve essere aggiustata in base alla creatinina (cfr. «Posologia/impiego»). L'uso concomitante di corticosteroidi deve essere evitato. Un monitoraggio attento di questi pazienti è necessario se viene loro prescritto Levofloxacin Fresenius i.v.

Il rischio di tendinite è aumentato anche nei pazienti sottoposti a trapianto, per cui l'uso di Levofloxacin Fresenius i.v. richiede cautela. Ai primi segni di tendinite o rottura di tendine, si raccomanda ai pazienti di immobilizzare l'arto e rivolgersi al proprio medico. Se si sospetta una tendinite, il trattamento con Levofloxacin Fresenius i.v deve essere immediatamente interrotto e devono essere adottate misure idonee per i tendini colpiti (ad es. immobilizzazione).

In presenza di segni di tendinopatia, non usare corticosteroidi.

Mioclonie

Casi di mioclonie sono stati segnalati in pazienti sottoposti a trattamento con levofloxacina (cfr. la rubrica «Effetti indesiderati»). Il rischio di mioclonie è maggiore nei pazienti anziani e nei pazienti con insufficienza renale se la dose di levofloxacina non è adeguata in funzione della clearance della creatinina. In caso di comparsa di mioclonie, interrompere immediatamente il trattamento con levofloxacina e iniziare un trattamento appropriato.

Aneurisma aortico, dissecazione aortica e rigurgito/insufficienza di valvola cardiaca

Studi epidemiologici e segnalazioni di casi hanno dimostrato, in particolare nei pazienti anziani, un rischio aumentato di aneurisma aortico e dissecazione dell'aorta, talvolta complicati da rottura (anche con esito fatale), nonché di rigurgito delle valvole aortica e mitrale in seguito al trattamento con fluorochinoloni (cfr. la rubrica «Effetti indesiderati»). I fluorochinoloni devono quindi essere utilizzati solo dopo un'attenta analisi del rapporto beneficio/rischio e dopo aver preso in considerazione alternative terapeutiche nei pazienti con un'anamnesi familiare positiva di aneurisma o di valvulopatia congenita, o nei quali sono già stati diagnosticati un aneurisma e/o una dissecazione dell'aorta o una valvulopatia preesistente, o che presentano altri fattori di rischio o che predispongono:

  • all'aneurisma aortico, alla dissecazione aortica e al rigurgito/insufficienza di valvola cardiaca (ad es. patologie del tessuto connettivo quali sindrome di Marfan, sindrome di Ehlers-Danlos, sindrome di Turner, malattia di Behçet, ipertensione, poliartrite reumatoide) o anche;
  • all'aneurisma aortico e alla dissecazione aortica (ad es. patologie vascolari quali arterite di Takayasu, arterite a cellule giganti, aterosclerosi nota o sindrome di Sjögren) o anche;
  • al rigurgito/insufficienza di valvola cardiaca (ad es. endocardite infettiva).

Il rischio di aneurisma aortico/dissecazione dell'aorta (e della loro rottura) può anche essere aumentato nei pazienti trattati contemporaneamente con corticosteroidi sistemici.

I pazienti devono essere avvisati di recarsi immediatamente al pronto soccorso per una visita medica in caso di dolori improvvisi all'addome, al torace o alla schiena.

Ai pazienti deve essere raccomandato di rivolgersi immediatamente a un medico in caso di affanno acuto, palpitazioni di nuova comparsa o formazione di edemi all'addome o agli arti inferiori.

Sistema nervoso centrale

Nei pazienti trattati con fluorochinoloni (incluso Levofloxacin Fresenius i.v.) è stato osservato un rischio aumentato dei seguenti effetti indesiderati a carico del sistema nervoso centrale, che possono manifestarsi anche alla prima assunzione: convulsioni, aumento della pressione intracranica (incluso pseudotumor cerebri), tremore, psicosi tossica.

I fluorochinoloni come la levofloxacina possono scatenare crisi convulsive e ridurre la soglia convulsiva. In caso di convulsioni, il trattamento con Levofloxacin Fresenius i.v. deve essere interrotto. Negli epilettici, Levofloxacin Fresenius i.v. è controindicato.

Nei pazienti predisposti a crisi epilettiche - come ad es. in caso di lesioni preesistenti a carico del sistema nervoso centrale (SNC), trattamento concomitante con fenbufene o antinfiammatori non steroidei dello stesso tipo o trattamento concomitante con medicamenti che riducono la soglia convulsiva (ad es. teofillina) -, Levofloxacin Fresenius i.v., come altri chinoloni, può essere usato solo dopo un'attenta valutazione del rapporto beneficio-rischio, poiché questi pazienti sono a rischio a causa dei possibili effetti collaterali a carico del sistema nervoso centrale.

Encefalopatia

Sono stati segnalati casi di encefalopatia durante l'uso di levofloxacina, in particolare nei pazienti anziani, nei pazienti con grave insufficienza renale, nei pazienti con disturbi preesistenti del sistema nervoso centrale o in caso di sovradosaggio. Se si sospetta un'encefalopatia correlata alla levofloxacina (ad es. riduzione del livello di coscienza, alterazione dello stato mentale, mioclono, convulsioni), deve essere presa in considerazione l'interruzione del trattamento.

Reazioni psicotiche

Anche reazioni psichiatriche (nervosismo, agitazione, insonnia, ansia, incubi, pensieri paranoidi, confusione mentale, tremore, allucinazioni e depressione) possono manifestarsi già alla prima assunzione di fluorochinoloni come la levofloxacina. In casi molto rari è stato osservato un peggioramento della depressione o delle reazioni psicotiche, che ha portato a pensieri suicidi o comportamenti autolesivi come tentato suicidio (cfr. «Effetti indesiderati»).

Nel caso in cui il paziente sviluppi queste reazioni, si deve interrompere il trattamento con levofloxacina e si devono istituire misure appropriate. Si raccomanda attenzione nel caso in cui si debba utilizzare la levofloxacina in pazienti psicotici o in pazienti con anamnesi di malattia psichiatrica.

Pazienti con insufficienza renale

Poiché la levofloxacina viene escreta principalmente per via renale, la posologia di Levofloxacin Fresenius i.v. deve essere adattata in caso di insufficienza renale (cfr. « Posologia/impiego - Pazienti con disturbi della funzionalità renale»).

Prevenzione della fotosensibilizzazione

Con la levofloxacina sono state segnalate reazioni di fotosensibilità. Benché la fotosensibilizzazione compaia molto raramente con levofloxacina, si raccomanda ai pazienti di non esporsi inutilmente alla luce solare o ai raggi UV artificiali (ad es. solarium) durante il trattamento e per almeno 48 ore dopo la fine del trattamento, al fine di evitare l'insorgenza di fotosensibilizzazione.

Esacerbazione della miastenia gravis

I fluorochinoloni, inclusa la levofloxacina, hanno attività bloccante neuromuscolare e possono aumentare la debolezza muscolare in pazienti con miastenia gravis. Durante la commercializzazione, reazioni avverse gravi, in particolare decesso e necessità di supporto respiratorio, sono state associate all'uso di fluorochinoloni in pazienti con miastenia gravis. La levofloxacina non è raccomandata in pazienti con anamnesi di miastenia gravis (cfr. «Effetti indesiderati»).

Pazienti trattati con antagonisti della vitamina K

A causa di un possibile peggioramento dei valori dei test di coagulazione (PT/INR) e/o di sanguinamenti in pazienti trattati con fluorochinoloni come la levofloxacina in associazione con antagonisti della vitamina K (ad es. warfarin), i parametri della coagulazione devono essere monitorati quando questi farmaci sono somministrati contemporaneamente alla levofloxacina (cfr. «Interazioni»).

Superinfezione

Come con altri antibiotici, l'uso di levofloxacina, specie se prolungato, può risultare nella rapida crescita di microrganismi resistenti. È quindi necessario controllare le condizioni di salute del paziente. Se si verifica superinfezione in corso di terapia, vanno intraprese le opportune misure.

Pazienti con carenza di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi

Nei pazienti con difetti latenti o accertati della glucosio-6-fosfato-deidrogenasi è richiesta cautela, poiché possono essere predisposti a reazioni emolitiche quando vengono trattati con antibatterici della classe dei chinoloni.

Tempo di infusione

Deve essere rispettata la raccomandazione relativa al tempo di infusione che non deve durare meno di 30 minuti per 250 mg di levofloxacina o 60 minuti per 500 mg di levofloxacina. È ben conosciuta la possibile comparsa di tachicardia e di una temporanea diminuzione della pressione arteriosa durante l'infusione con ofloxacina. In casi rari può, in seguito ad una grave diminuzione della pressione, manifestarsi un collasso circolatorio. Se una diminuzione importante della pressione arteriosa si manifesta durante l'infusione di levofloxacina (l'isomero levogiro dell'ofloxacina), l'infusione deve essere immediatamente interrotta.

Prolungamento dell'intervallo QT

È stato segnalato che l'assunzione o la somministrazione di fluorochinoloni, inclusa la levofloxacina, può prolungare l'intervallo QT e indurre in casi molto rari torsioni di punta. Pertanto, nei pazienti con fattori di rischio noti per il prolungamento dell'intervallo QT, vanno adottate misure precauzionali appropriate in caso di uso di fluorochinoloni, inclusa la levofloxacina. I fattori di rischio comprendono, ad esempio:

  • persone anziane;
  • squilibrio elettrolitico non compensato (ipokaliemia, ipomagnesiemia, ipocalcemia);
  • sindrome del QT lungo congenita;
  • malattia cardiaca (infarto miocardico, insufficienza cardiaca, fibrillazione atriale, bradicardia, sincope);
  • assunzione contemporanea di medicamenti che notoriamente prolungano l'intervallo QT (antiaritmici di classe IA e III, antidepressivi triciclici, macrolidi, antipsicotici) (cfr. «Posologia nei pazienti anziani» in «Posologia/impiego» ed «Effetti indesiderati» e «Posologia eccessiva»).
  • gli anziani e le donne possono essere più sensibili ai medicamenti che prolungano l'intervallo QT. In queste popolazioni è quindi richiesta cautela in caso di trattamento con fluorochinoloni come la levofloxacina.

Neuropatia periferica

In pazienti che assumono fluorochinoloni, inclusa la levofloxacina, è stata segnalata neuropatia sensoriale o sensomotoria, che può insorgere rapidamente. Se il paziente presenta sintomi da neuropatia, il trattamento con Levofloxacin Fresenius i.v. deve essere interrotto. In questo modo si può ridurre al minimo il rischio potenziale di sviluppo di lesioni irreversibili (cfr. «Effetti indesiderati»). I pazienti trattati con Levofloxacin Fresenius i.v. devono essere avvisati di interrompere il trattamento e rivolgersi al medico qualora compaiano sintomi di neuropatia quali dolore, bruciore, formicolio, sensazione di intorpidimento o debolezza. In questo modo si può ridurre il rischio potenziale di lesioni nervose irreversibili.

I fluorochinoloni non devono essere usati in pazienti con neuropatia periferica all'anamnesi.

Disturbi della vista

Sono stati descritti casi molto rari di uveite (cfr. «Effetti indesiderati»). Se si verificano disturbi della vista o un qualsiasi effetto sugli occhi, si deve consultare immediatamente un oculista.

Patologie epatobiliari

Con levofloxacina sono stati descritti casi di necrosi epatica fino a insufficienza epatica letale. Questi casi sono stati descritti soprattutto in pazienti affetti da gravi malattie latenti, come ad esempio setticemia. I pazienti devono essere informati di interrompere il trattamento e di contattare il medico nel caso in cui si sviluppino segni e sintomi di sofferenza epatica, come ad esempio anoressia, ittero, urine scure, prurito o dolore addominale.

Disglicemia

Come accade con tutti i chinoloni, sono stati segnalati disturbi della glicemia, inclusa sia ipoglicemia che iperglicemia, solitamente in pazienti diabetici che sono in trattamento concomitante con ipoglicemizzanti orali (ad esempio glibenclamide) o con insulina, e/o in pazienti anziani. Sono stati riportati casi di coma ipoglicemico. Si raccomanda di monitorare attentamente la glicemia nei pazienti diabetici (cfr. «Effetti indesiderati»).

Se in un paziente compaiono segni di disglicemia, interrompere immediatamente l'uso di Levofloxacin Fresenius i.v. e passare a un antibiotico non fluorochinolonico.

Reazioni di ipersensibilità

La levofloxacina può causare reazioni di ipersensibilità gravi, potenzialmente fatali (ad esempio angioedema fino a shock anafilattico), occasionalmente dopo la dose iniziale. I pazienti devono immediatamente sospendere il trattamento e contattare il medico o recarsi al pronto soccorso in modo che vengano adottati opportuni trattamenti d'emergenza.

Effetti indesiderati cutanei gravi

Con la levofloxacina sono stati segnalati casi di reazioni cutanee bollose gravi, come la sindrome di Stevens-Johnson (SSJ), la necrolisi epidermica tossica (NET), l'eruzione cutanea da medicamento con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRESS, drug reaction with eosinophilia and systemic symptoms), la pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG) o la dermatite esfoliativa, potenzialmente fatali o che potrebbero addirittura causare il decesso. Al momento della prescrizione, i pazienti devono essere informati dei segni e dei sintomi di reazioni cutanee gravi e della necessità di consultare immediatamente il loro medico prima di continuare il trattamento in caso di insorgenza di reazioni a livello della pelle e/o delle mucose. Se il paziente ha sviluppato una reazione grave, come una SSJ, una NET, una PEAG o una dermatite esfoliativa con l'uso di levofloxacina, il trattamento con levofloxacina non deve essere ripristinato in nessun caso in questo paziente.

Pancreatite acuta

In pazienti trattati con levofloxacina è stata osservata pancreatite acuta. Pertanto, i pazienti devono essere informati dei sintomi caratteristici della pancreatite acuta. I pazienti che soffrono di nausea, malessere, fastidio addominale e dolore addominale acuto devono essere immediatamente sottoposti a visita medica. In caso di sospetta pancreatite, la levofloxacina deve essere interrotta; se la pancreatite viene confermata, la levofloxacina non deve più essere assunta. Nei pazienti con pancreatite all'anamnesi è richiesta cautela.

Disturbi ematici

Durante il trattamento con levofloxacina possono verificarsi insufficienza midollare, compresa leucopenia, neutropenia, pancitopenia, anemia emolitica, piastrinopenia, anemia aplastica o agranulocitosi (cfr. la rubrica «Effetti indesiderati»). Se si sospetta una di queste alterazioni dell'emocromo, è necessario monitorare l'emocromo. In caso di risultati anormali, si deve prendere in considerazione l'interruzione del trattamento con levofloxacina.

Sindrome cerebellare

La somministrazione di levofloxacina è stata associata alla comparsa di sindrome cerebellare. I sintomi includono disdiadococinesia, atassia, disartria, dismetria, nistagmo e debolezza muscolare. Il trattamento con levofloxacina deve essere interrotto se il paziente presenta i sintomi di sindrome cerebellare.

Sindrome di Guillain-Barré

La somministrazione di levofloxacina è stata associata alla comparsa della sindrome di Guillain-Barré (SGB). I sintomi includono debolezza motoria, disturbi dell'eloquio, polineuropatia e sintomi compatibili con la variante Miller-Fisher della SGB, come l'oftalmoplegia. I pazienti che presentano neuropatia periferica devono essere valutati per la SGB e trattati di conseguenza. Il trattamento con levofloxacina deve essere interrotto se il paziente presenta sintomi di SGB.

Levofloxacin Fresenius i.v. soluzione per infusione contiene 177 mg di sodio in 50 ml di soluzione per infusione e 354 mg di sodio in 100 ml di soluzione per infusione. Questo corrisponde, rispettivamente, all'8.85% e al 17.7% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS con la dieta di un adulto che è di 2 g. La dose giornaliera massima di questo medicamento corrisponde al 35.4% dell'assunzione massima giornaliera di sodio raccomandata dall'OMS.

Interazioni

In studi d'interazione è stato esaminato l'effetto delle seguenti sostanze: carbonato di calcio, digossina, fenbufene, glibenclamide, ranitidina e warfarin. Nessuno di questi medicamenti ha avuto effetti sulla farmacocinetica della levofloxacina.

Antagonisti della vitamina K/derivati cumarinici

In caso di trattamento concomitante con levofloxacina e un antagonista della vitamina K si devono monitorare i parametri della coagulazione, poiché un aumento dell'attività anticoagulante dei derivati cumarinici può essere associato a un aumento della frequenza di sanguinamenti e/o a un prolungamento dei parametri della coagulazione (PT/INR). Nei pazienti trattati con antagonisti della vitamina K si devono monitorare i parametri della coagulazione.

Teofillina, fenbufene o analgesici non steroidei dello stesso tipo

In studi clinici non sono state evidenziate interazioni farmacocinetiche tra levofloxacina e teofillina. Tuttavia, una marcata riduzione della soglia convulsiva può verificarsi quando i chinolonici vengono somministrati in concomitanza con agenti capaci di ridurre tale soglia (ad es. teofillina), fenbufene o antinfiammatori non steroidei dello stesso tipo.

Probenecid e cimetidina

In studi farmacocinetici, probenecid e cimetidina hanno dimostrato un effetto statisticamente significativo sull'eliminazione della levofloxacina. La clearance renale della levofloxacina è risultata ridotta con cimetidina del 24% e con probenecid del 34%, perché entrambi i medicamenti sono capaci di bloccare la secrezione di levofloxacina a livello dei tubuli renali. Tuttavia, è improbabile che queste differenze a livello cinetico abbiano rilevanza clinica. Si richiede tuttavia particolare cautela in caso di contemporanea somministrazione di levofloxacina con sostanze che possono modificare la secrezione tubulare renale, come probenecid e cimetidina, specialmente in pazienti con insufficienza renale.

Ciclosporina

L'emivita di eliminazione della ciclosporina risulta aumentata del 33% quando somministrata in concomitanza con levofloxacina. Poiché l'aumento dell'emivita non è clinicamente rilevante, non è necessario alcun aggiustamento della dose.

Gravidanza, allattamento

Non sono stati condotti studi sistematici in donne in gravidanza.

Gli studi sugli animali non hanno evidenziato effetti teratogeni, ma il rischio di danni alle cartilagini articolari durante la fase di crescita non può essere escluso. Pertanto, Levofloxacin Fresenius i.v. deve essere somministrato durante la gravidanza e l'allattamento soltanto in caso di assoluta necessità.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Alcuni effetti indesiderati come un'encefalopatia (che può provocare convulsioni, stato confusionale, riduzione del livello di coscienza e movimenti anormali), vertigini, sonnolenza o disturbi visivi possono compromettere la capacità di concentrazione e di reazione del paziente e possono quindi costituire un rischio per la guida di veicoli o l'impiego di macchine. Questo effetto è amplificato dall'assunzione concomitante di alcol.

Effetti indesiderati

Le informazioni seguenti sono riconducibili a studi clinici effettuati su più di 8'352 pazienti e a dati post-marketing.

Gli effetti indesiderati sono classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza, in base alla seguente convenzione: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1'000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1'000), «molto raro» (<1/10'000) e «frequenza non nota» (la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili).

Infezioni ed infestazioni

Non comune: superinfezione micotica o da microrganismi resistenti.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non comune: eosinofilia, leucopenia.

Raro: neutropenia, trombocitopenia.

Frequenza non nota: insufficienza midollare, compresa anemia aplastica, pancitopenia, agranulocitosi, anemia emolitica.

Disturbi del sistema immunitario

Possono verificarsi reazioni d'ipersensibilità a partire dalla prima dose. Esse comprendono:

Raro: angioedema.

Frequenza non nota: shock anafilattico, shock anafilattoide.

Le reazioni anafilattiche e anafilattoidi possono verificarsi non comunemente dopo la prima somministrazione.

Patologie endocrine

Frequenza non nota: sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH).

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Non comune: anoressia.

Raro: ipoglicemia e iperglicemia, in particolare nei diabetici.

Frequenza non nota: coma ipoglicemico, iperglicemia.

Disturbi psichiatrici

Comune: insonnia.

Non comune: ansia, stato confusionale.

Raro: disturbi psichiatrici (ad es. con allucinazioni, paranoia), depressione, agitazione, sogni anomali, incubi. Queste reazioni possono manifestarsi già dopo la prima dose. In tal caso, il trattamento deve essere interrotto immediatamente.

Molto raro: reazioni psicotiche con comportamenti autolesivi (compresi ideazione e tentativi di suicidio), disturbi della memoria, delirio, (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Frequenza non nota: mania, attacco di panico.

Patologie del sistema nervoso

Comune: cefalea, capogiro.

Non comune: sonnolenza, tremori, disgeusia.

Raro: parestesia, convulsioni.

Frequenza non nota: neuropatia periferica sensoriale o sensomotoria, nevralgia, discinesia, disturbi extrapiramidali, ageusia, parosmia inclusa anosmia, sincope, ipertensione intracranica, mioclonie, sindrome cerebellare, sindrome di Guillain-Barré, encefalopatia (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Con altri fluorochinoloni sono noti sintomi di altri disturbi della coordinazione muscolare.

Patologie dell'occhio

Raro: disturbi della vista quali visione offuscata.

Molto raro: uveite.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Non comune: capogiro.

Raro: tinnito.

Frequenza non nota: disturbi dell'udito.

Patologie cardiache*

Raro: tachicardia.

Dopo la somministrazione di fluorochinoloni, levofloxacina inclusa, sono stati segnalati casi rari di torsione di punta, fibrillazione atriale e sincope. I pazienti con i fattori di rischio riportati in «Avvertenze e misure precauzionali» devono quindi essere trattati con particolare attenzione.

Frequenza non nota: prolungamento dell'intervallo QT, aritmia ventricolare, tachicardia ventricolare che può portare a scompenso cardiaco. La frequenza di questi effetti indesiderati non può essere definita, poiché si basa su segnalazioni spontanee e non sui dati di studi clinici.

Patologie vascolari*

Non comune: flebite.

Raro: ipotensione. Se l'ipotensione è marcata durante l'infusione di Levofloxacin Fresenius i.v., l'infusione deve essere interrotta.

Molto raro: con altri fluorochinoloni è nota una vasculite allergica.

* In pazienti trattati con fluorochinoloni sono stati segnalati casi di aneurisma aortico e dissecazione aortica, talvolta aggravati da rottura (inclusi casi fatali), e di rigurgito/insufficienza di una valvola cardiaca (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: dispnea.

Frequenza non nota: broncospasmo, polmonite allergica.

Patologie gastrointestinali

Comune: nausea, vomito, diarrea.

Non comune: dolore addominale, dispepsia.

Frequenza non nota: diarrea con perdite ematiche che in casi molto rari può essere segnale di una enterocolite inclusa la colite pseudomembranosa, pancreatite (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie epatobiliari

Comune: aumento (transitorio) degli enzimi epatici (ad es. ALT, AST).

Non comune: aumento dei livelli sierici di bilirubina.

Raro: reazioni epatiche quali epatite, in singoli casi fino all'insufficienza epatica potenzialmente fatale.

Molto raro: crisi porfiriche in pazienti con porfiria.

Frequenza non nota: in associazione a levofloxacina sono state segnalate gravi lesioni epatiche, inclusi casi di insufficienza epatica acuta letale, essenzialmente in pazienti con gravi patologie latenti (ad es. setticemia); epatite.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: eruzione cutanea, prurito, orticaria.

Raro: esantema fisso, reazione da medicamento con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRESS).

Frequenza non nota: epidermolisi bollosa tossica, sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, fotosensibilizzazione, vasculite leucocitoclastica, stomatite, necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell), pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG) e dermatite esfoliativa (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»/«Effetti indesiderati cutanei gravi»), iperpigmentazione cutanea.

Non comunemente, le reazioni mucocutanee possono manifestarsi alla prima somministrazione.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: artralgia, mialgia.

Raro: disturbi a carico dei tendini compresa tendinite (in particolare a carico del tendine di Achille, cfr. «Avvertenze e misure precauzionali») fino alla rottura di tendine. Come con altri fluorochinoloni, la rottura di tendine può manifestarsi entro 48 ore dall'inizio della terapia ed essere bilaterale. Debolezza muscolare (cautela nei pazienti con miastenia gravis, esacerbazione di miastenia gravis).

Molto raro: rottura di tendine (ad es. del tendine di Achille).

Frequenza non nota: rabdomiolisi, rottura dei legamenti, rottura muscolare, artrite.

Patologie renali e urinarie

Non comune: aumento dei livelli sierici di creatinina.

Raro: insufficienza renale acuta (dovuta a nefrite interstiziale).

Frequenza non nota: necrosi tubulare renale.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: dolore e arrossamento nel sito di iniezione.

Non comune: astenia.

Raro: febbre.

Esami diagnostici

Sono stati segnalati singoli casi di sanguinamenti e/o prolungamento dei parametri della coagulazione (PT, INR) in pazienti trattati contemporaneamente con levofloxacina e antagonisti della vitamina K, che non comunemente possono essere di entità grave.

Possibili effetti indesiderati associati ai chinoloni e ai fluorochinoloni

Casi molto rari di effetti indesiderati gravi, persistenti (che durano diversi mesi o anni), invalidanti e potenzialmente irreversibili, che interessano sistemi di organi sensoriali diversi, talvolta multipli (in particolare effetti di tipo tendinite, rottura di tendine, artralgia, dolore agli arti, disturbi dell'andatura, neuropatie associate a parestesie, nevralgie, stanchezza, disturbi psichiatrici [tra cui disturbi del sonno, ansia, attacchi di panico, depressione e idee suicide], disturbi della memoria e della concentrazione, disturbi dell'udito, della vista, del gusto e dell'olfatto), sono stati segnalati in associazione all'uso di chinoloni e fluorochinoloni, talvolta indipendentemente da fattori di rischio preesistenti (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

In accordo con gli studi di tossicità sull'animale, i sintomi più importanti che si manifestano dopo sovradosaggio acuto con levofloxacina sono quelli a livello del sistema nervoso centrale quali: confusione, capogiri, compromissione della coscienza e attacchi convulsivi. Nell'esperienza dopo la commercializzazione sono stati osservati stato confusionale, convulsioni, mioclonie, allucinazioni e tremore.

Inoltre sono state osservate reazioni gastrointestinali quali nausea ed erosione delle mucose.

In studi di farmacologia clinica condotti con dosi superiori alle dosi terapeutiche è stato osservato anche un prolungamento dell'intervallo QT.

Esiste un rischio di encefalopatia in seguito alla somministrazione di levofloxacina, in particolare in caso di posologia eccessiva o di insufficienza renale.

Trattamento

In caso di posologia eccessiva si deve monitorare attentamente il paziente (con monitoraggio dell'ECG) e praticare un trattamento sintomatico.

L'emodialisi, inclusa la dialisi peritoneale e la CAPD, non sono efficaci nel rimuovere la levofloxacina dall'organismo.

Non sono disponibili antidoti specifici.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

J01MA12

Meccanismo d'azione/Farmacodinamica

La levofloxacina è un fluorochinolone e come tale agisce tramite l'inibizione del complesso batterico DNA-girasi e della topoisomerasi IV. La levofloxacina è l'enantiomero S(-) del racemato ofloxacina.

La levofloxacina è battericida in vitro. Il suo spettro antibatterico comprende patogeni Gram-positivi e Gram-negativi, compresi stafilococchi, streptococchi incl. pneumococchi, enterobatteri, Haemophilus influenzae, batteri Gram-negativi non fermentanti e microorganismi atipici.

La sensibilità alla levofloxacina dei microorganismi testati viene classificata nelle categorie sensibile, intermedia e resistente.

Valori critici dei test di sensibilità:

I criteri di interpretazione per i test di sensibilità per la levofloxacina sono stati definiti dall'European Committee on Antimicrobial Susceptibility Testing (EUCAST) e sono riportati all'indirizzo: www.eucast.org (sezione Clinical Breakpoints).

Di seguito sono riportati i dati di resistenza ai nuovi fluorochinoloni per i ceppi di S. aureus meticillino-resistenti in Svizzera nel 2024 (dati della rete ANRESIS: www.anresis.ch):

Regione della SvizzeraSensibili (%)Intermedi (%)Resistenti (%)Numero di isolati (n)
Centro-Est2.661.735.7227
Centro-Ovest2.352.345.5222
Est4.673.322.1131
Ginevra0.059.440.664
Nord-Est10.758.530.8393
Nord-Ovest1.766.132.259
Sud0.048.052.075
Ovest0.665.134.3312
Totale4.260.635.31483

Nella tabella seguente è riportato lo spettro antibatterico della levofloxacina (la sensibilità alla levofloxacina può variare).

Specie comunemente sensibili:Specie per le quali la resistenza acquisita può essere un problema:Specie intrinsecamente resistenti:
Batteri aerobi Gram-positivi:Batteri aerobi Gram-positivi:Batteri aerobi Gram-positivi:

Bacillus anthracis

Staphylococcus aureus, meticillino-sensibile

Staphylococcus saprophyticus

Streptococchi, gruppi C e G

Streptococcus agalactiae

Streptococcus pneumoniae

Streptococcus pyogenes

Enterococcus faecalis

Staphylococcus aureus, meticillino-resistente

Staphylococcus spp, coagulasi negativo

Enterococcus faecium
Batteri aerobi Gram-negativi:Batteri aerobi Gram-negativi:

Eikenella corrodens

Haemophilus influenzae

Haemophilus parainfluenzae

Klebsiella oxytoca

Moraxella catarrhalis

Pasteurella multocida

Proteus vulgaris

Providencia rettgeri

Acinetobacter baumannii

Citrobacter freundii

Klebsiella aerogenes

Enterobacter cloacae

Escherichia coli

Klebsiella pneumoniae

Morganella morganii

Proteus mirabilis

Providencia stuartii

Pseudomonas aeruginosa

Serratia marcescens

Batteri anaerobi:Batteri anaerobi:
PeptostreptococcusBacteroides fragilis
Altri

Chlamydophila pneumoniae

Chlamydophila psittaci

Chlamydia trachomatis

Legionella pneumophila

Mycoplasma pneumoniae

Mycoplasma hominis

Ureaplasma urealyticum

Resistenza/resistenza crociata

Lo sviluppo di resistenza in vitro nei confronti della levofloxacina è raro (10–9–10–10).

Le informazioni sulla resistenza in Europa vengono pubblicate sul sito web dell'EUCAST (European Committee on Antimicrobial Susceptibility Testing): www.eucast.org.

La resistenza alla levofloxacina viene acquisita attraverso un processo a step con mutazioni al sito bersaglio in entrambe le topoisomerasi di tipo II, DNA-girasi e topoisomerasi IV. Anche altri meccanismi di resistenza, quali barriere di permeabilità (comune in Pseudomonas aeruginosa) e meccanismi di efflusso, possono modificare la suscettibilità alla levofloxacina.

In vitro c'è resistenza crociata tra levofloxacina ed altri fluorochinolonici.

Per il particolare meccanismo di azione non c'è generalmente resistenza crociata tra levofloxacina ed altre classi di antibiotici.

Efficacia clinica

Negli studi clinici sono stati trattati con successo i seguenti patogeni:

  • Patogeni aerobi Gram-positivi: Enterococcus faecalis, Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, Streptococcus pyogenes.
  • Patogeni aerobi Gram-negativi: Enterobacter cloacae, Escherichia coli, Haemophilus influenzae, Haemophilus parainfluenzae, Klebsiella pneumoniae, Moraxella catarrhalis, Proteus mirabilis, Pseudomonas aeruginosa, Serratia marcescens, Citrobacter freundii, Morganella morganii.
  • Altri: Chlamydophila pneumoniae, Mycoplasma pneumoniae.

Farmacocinetica

Assorbimento

Non applicabile.

Distribuzione

Plasma: il legame della levofloxacina con le proteine plasmatiche è pari a circa il 30-40%. Con somministrazioni ripetute di 500 mg una volta al giorno, l'accumulo è stato trascurabile. Con dosi di 500 mg due volte al giorno è stato osservato un accumulo minimo, ma prevedibile di levofloxacina. Lo steady-state viene raggiunto dopo 3 giorni.

Penetrazione nei tessuti e nei liquidi dell'organismo

La levofloxacina penetra rapidamente nei tessuti e nei liquidi dell'organismo.

Tessuto/liquidoRapporto di penetrazione (tessuto:siero)
Essudato di bolle cutanee1.0
Tessuto polmonare2.0-5.0
Tessuto bronchiale0.9-1.8
ELF (epithelial lining fluid)0.8-3.0
Liquor0.16

Metabolismo

La levofloxacina viene metabolizzata solo in piccola parte. I suoi metaboliti desmetil-levofloxacina e levofloxacina N-ossido sono <5% della dose escreta nelle urine. La levofloxacina è stabile dal punto di vista stereochimico e non è soggetta ad inversione chirale.

Eliminazione

In seguito a somministrazione orale ed endovenosa, la levofloxacina viene eliminata abbastanza lentamente (t½: 6–8 h). L'escrezione è prevalentemente renale (>85% della dose somministrata).

Poiché non esistono praticamente differenze farmacocinetiche in seguito a somministrazione orale o endovenosa di levofloxacina, le due vie di somministrazione sono intercambiabili.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disfunzioni renali

La farmacocinetica della levofloxacina è influenzata dalla compromissione renale, poiché con la diminuzione della funzionalità renale si riducono l'eliminazione e la clearance renali, mentre aumenta l'emivita di eliminazione. Pertanto, la posologia deve essere aggiustata in base al grado di insufficienza renale (cfr. « Posologia/impiego - Pazienti con disturbi della funzionalità renale»).

Pazienti anziani

Non vi sono differenze significative nella cinetica della levofloxacina tra partecipanti allo studio anziani e partecipanti giovani, ad eccezione di quelle associate a una riduzione della clearance della creatinina negli anziani.

Dati preclinici

Cancerogenicità e genotossicità

La levofloxacina non induce mutazioni geniche in cellule batteriche o di mammiferi, ma induce in vitro aberrazioni cromosomiche senza attivazione metabolica a concentrazioni pari o superiori a 100 µg/ml in cellule polmonari di criceto cinese. I test in vivo non hanno evidenziano alcun potenziale genotossico.

Uno studio nel ratto condotto per 2 anni non ha evidenziato alcun potenziale cancerogeno.

Tossicità per la riproduzione

La levofloxacina non ha causato compromissione della fertilità o della riproduzione in studi nel ratto. Nel ratto e nel coniglio non è stata dimostrata teratogenicità.

Tossicità sulle articolazioni

Come altri fluorochinoloni, la levofloxacina ha effetti sulle cartilagini (formazione di bolle e cavità) nel ratto e nel cane. Questi effetti sono più marcati negli animali giovani.

Fototossicità

Studi nel topo hanno evidenziato un'attività fototossica della levofloxacina a dosi orali o endovenose molto elevate.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Levofloxacin Fresenius i.v. soluzione per infusione non deve essere miscelato con eparina o soluzioni alcaline (ad es. sodio bicarbonato).

Levofloxacin Fresenius i.v. può essere somministrato soltanto in combinazione con i medicamenti riportati sotto «Indicazioni per la manipolazione».

Influenza su metodi diagnostici

La levofloxacina può inibire la proliferazione di Mycobacterium tuberculosis e quindi portare a risultati falsi negativi nella diagnosi batteriologica della tubercolosi.

Effetti sugli esami di laboratorio e diagnostici

Nei pazienti trattati con levofloxacina, gli esami degli oppiati nelle urine possono mostrare risultati falsi positivi. Un risultato positivo deve quindi essere eventualmente confermato con metodi più specifici.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare Levofloxacin Fresenius i.v. al riparo dalla luce (Levofloxacin Fresenius i.v. deve essere conservato fino all'uso nella confezione originale).

Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C). Non congelare e non conservare in frigorifero.

Conservare fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

Levofloxacin Fresenius i.v. non contiene conservanti e dal punto di vista microbiologico deve essere utilizzato immediatamente, cioè entro 3 ore, dopo la prima apertura. Nessuna protezione dalla luce è necessaria durante l'infusione.

Levofloxacin Fresenius i.v. è compatibile con le seguenti soluzioni per infusione: soluzione di NaCl 0.9%, soluzione di destrosio 5%, soluzione di destrosio 2.5% in soluzione di Ringer, soluzione di aminoacidi.

Numero dell'omologazione

62207 (Swissmedic).

Confezioni

Levofloxacin Fresenius i.v. sol inf 250 mg flacone in LD-polietilene (KabiPac) 1 x 50 ml [A]

Levofloxacin Fresenius i.v. sol inf 250 mg flacone in LD-polietilene (KabiPac) 10 x 1 x 50 ml [A]

Levofloxacin Fresenius i.v. sol inf 250 mg flacone in LD-polietilene (KabiPac) 20 x 50 ml [A]

Levofloxacin Fresenius i.v. sol inf 500 mg flacone in LD-polietilene (KabiPac) 1 x 100 ml [A]

Levofloxacin Fresenius i.v. sol inf 500 mg flacone in LD-polietilene (KabiPac) 10 x 1 x 100 ml[A]

Levofloxacin Fresenius i.v. sol inf 500 mg flacone in LD-polietilene (KabiPac) 20 x 100 ml [A]

Titolare dell’omologazione

Fresenius Kabi (Schweiz) AG, 6010 Kriens.

Stato dell'informazione

Maggio 2026.

Informazioni su questo documento

Fonte: Swissmedic – Informazione sui medicamenti (AIPS) · Numero dell’omologazione: 62207

Stato dell’informazione secondo il testo: 05/2026

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