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Labetalol Nardia 5 mg/ml – informazione professionale

Aggiornamento:

Informazione professionale - Labetalol Nardia 5 mg/ml

Composizione

Principi attivi

Labetalolo cloridrato

Sostanze ausiliarie

Ogni ml contiene: glucosio monoidrato (49.5 mg), sodio edetato, acido cloridrico, sodio idrossido, acqua per preparazioni iniettabili o per infusione.

Ogni fiala da 20 ml contiene 0.274 mg di sodio e 990 mg di glucosio monoidrato.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Soluzione iniettabile o per infusione i.v.

Fiale da 100 mg/20 ml.

Indicazioni/possibilità d’impiego

Soluzione iniettabile o per infusione

La soluzione iniettabile o per infusione è indicata quando è necessario ridurre rapidamente la pressione arteriosa in pazienti affetti da grave ipertensione e immediatamente dopo la fase acuta di un infarto miocardico nonché ai fini di un calo pressorio controllato nel caso di interventi chirurgici.

Posologia/impiego

Soluzione iniettabile o per infusione

Labetalol Nardia 5 mg/ml soluzione iniettabile o per infusione è destinata all’uso endovenoso in pazienti ospedalizzati. Per la somministrazione, il paziente deve sempre distendersi in posizione supina o sul lato sinistro. I pazienti non devono rialzarsi nelle 3 ore successive alla somministrazione e.v. (pericolo di un calo pressorioortostatico).

Posologia

Adulti

Iniezione e.v.

Emergenze ipertensive: se è assolutamente necessario ridurre rapidamente la pressione arteriosa, si somministra Labetalol Nardia 5 mg/ml a una dose di 50 mg mediante iniezione endovenosa lenta, ovvero nell’arco di almeno 1 minuto. All’occorrenza è possibile ripetere la somministrazione della stessa dose a intervalli di 5 minuti, fino a conseguire un risultato soddisfacente. La quantità totale non deve superare i 200 mg. Dopo aver completato l’iniezione, l’effetto massimo insorge generalmente entro 5 minuti e la durata d’azione effettiva è solitamente di circa 6 ore, ma può estendersi anche fino a 18 ore.

Infusione

Come ulteriore opzione, Labetalol Nardia 5 mg/ml può essere somministrato anche mediante infusione endovenosa continua. A questo scopo, si diluisce il contenuto di 2 fiale (200 mg di Labetalolo Nardia 5 mg/ml ) con 160 ml di una soluzione per infusione compatibile (v. in «Altre indicazioni: Incompatibilità»). Questa soluzione per infusione contiene 1 mg/ml di Labetalolo cloridrato. Per la somministrazione si usa una linea infusionale per bambini, collegata a una buretta graduata di 50 ml per consentire una posologia più precisa.

Ipertensioni non gravidiche

La velocità di infusione deve essere di circa 2 mg (2 ml di soluzione per infusione) / min.

Non appena viene raggiunto un risultato soddisfacente, l’infusione deve essere interrotta. La dose necessaria a questo scopo è compresa tra 50 e 200 mg,a seconda della gravità dell’ipertensione. Nella maggioranza dei pazienti sono pienamente sufficienti 200 mg, ma può essere anche necessaria in via eccezionale una dose di 300 mg, nella fattispecie in pazienti con feocromocitoma. La velocità di infusione può essere adattata dal medico in base alla reazione del paziente.

Ipertensioni gravidiche

Per ridurre un’ipertensione gravidica, l’infusione viene iniziata a una velocità di 20 mg/h, quindi questa dose può essere raddoppiata ogni 30 minuti fino a ottenere un calo pressorio soddisfacente o fino a una dose massima di 160 mg/h (v. anche «Gravidanza»).

Crisi ipertensive dopo un infarto miocardico acuto

La velocità di infusione iniziale di 15 mg/h deve essere aumentata gradualmente, a seconda della risposta del paziente, fino a un massimo di 120 mg/h.

Calo pressorio controllato durante interventi

Per conseguire un calo pressorio controllato nel corso di interventi chirurgici si somministra una dose iniziale di 10-20 mg e.v. nell’arco di 30 secondi. I pazienti più giovani e quelli non trattati con alotano necessitano di una dose leggermente superiore (25-30 mg). L’alotano potenzia l’azione antipertensiva di Labetalolo Nardia 5 mg/ml, pertanto la concentrazione di alotano non deve essere superiore all’1-1,5%. Se entro 5 minuti non si manifesta il calo pressorio desiderato, è possibile somministrare ancora 5-10 mg di Labetalol Nardia 5 mg/m fino a raggiungere il risultato desiderato.

La durata media del calo pressorio dopo 20-25 mg di soluzione iniettabile o per infusione di Labetalol Nardia 5 mg/m è di 50 minuti. Il calo pressorio può essere invertito rapidamente interrompendo alotano e somministrando 0,6 mg di atropina e.v. Occorre tenere presente che la ventilazione a pressione positiva intermittente (IPPV) può ulteriormente potenziare il calo pressorio indotto da Labetalol Nardia 5 mg/m e/o alotano.

Monitoraggio

Durante l’infusione occorre controllare costantemente la pressione arteriosa tramite monitor. Si consiglia inoltre un monitoraggio a monitor dell’attivitàcardiaca dopo l’iniezione e durante l’infusione. Nella maggioranza dei pazienti si verifica un lieve calo della frequenza cardiaca; l’insorgenza di bradicardiagrave è rara e può essere risolta con 1-2 mg di atropina per via endovenosa. Nei pazienti con insufficienza respiratoria sospetta o in atto occorremonitorare attentamente la funzione respiratoria.

Terapia di mantenimento

Non appena conseguito un calo pressorio adeguato, è possibile proseguire una terapia di mantenimento con Labetalolo cloridrato compresse. Compresse di labetalolo cloridrato sono disponibili presso diversi titolari dell’autorizzazione all’immissione in commercio.

Bambini e adolescenti

Le esperienze cliniche sono troppo limitate per poter consigliare l’uso di Labetalol Nardia 5 mg/ml nei bambini e negli adolescenti.

Istruzioni posologiche speciali

Posologia nell’insufficienza renale

In caso di insufficienza renale la dose di Labetalol Nardia 5 mg/ml non deve essere generalmente ridotta, per contro occorre prestare particolare attenzione all’insorgenzadi effetti collaterali.

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per fiala da 20 ml, ovvero è essenzialmente "senza sodio". Tuttavia, può essere diluito in una soluzione per infusione di cloruro di sodio 9 mg/ml (0,9%). Questo aspetto deve essere tenuto in considerazione per i pazienti che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.

Controindicazioni

Ipersensibilità nota al labetalolo o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie di Labetalol Nardia 5 mg/ml. Blocco AV di 2° o 3° grado (in assenza di pacemaker in situ), shock cardiogeno e altri stati di grave ipertensione persistente o di bradicardia grave.

I beta-bloccanti non selettivi non devono essere utilizzati in pazienti con asma bronchiale o con precedenti anamnestici di patologie ostruttive delle vie aeree.

Insufficienza cardiaca congestizia.

Malattia del seno (incluso il blocco seno-atriale), in assenza di pacemaker in situ.

Angina di Prinzmetal.

Cuore polmonare.

Ipotensione grave.

Bradicardia marcata (<50 battiti/min).

Trattamento concomitante con MAO-inibitori o calcio-antagonisti del tipo verapamil e del tipo diltiazem.

Pazienti con asma bronchiale o con precedenti anamnestici di patologie ostruttive delle vie aeree.

Infarto miocardico acuto.

Acidosi metabolica.

Feocromocitoma non trattato.

Avvertenze e misure precauzionali

Insufficienza cardiaca o disfunzione sistolica del ventricolo sinistro

Nei pazienti con insufficienza cardiaca o insufficienza ventricolare sinistra è richiesta particolare cautela. Il labetalolo è controindicato nell’insufficienza cardiaca non controllata, ma può essere utilizzato con cautela in pazienti ben controllati ed asintomatici.

Un’insufficienza cardiaca deve essere trattata in maniera appropriata prima di iniziare la terapia con Labetalol Nardia 5 mg/ml.

L’utilizzo di beta-bloccanti rischia di causare o aggravare l’insufficienza cardiaca o una malattia polmonare ostruttiva. In caso di insufficienza cardiaca, la contrattilità deve essere mantenuta e l’insufficienza deve essere compensata. I pazienti con contrattilità ridotta, in particolare gli anziani, devono essere regolarmente monitorati per lo sviluppo di insufficienza cardiaca.

Il trattamento non deve essere sospeso o interrotto bruscamente, in particolare nei pazienti con malattia coronarica e nei pazienti con angina pectoris(rischio di esacerbazione dell’angina pectoris, infarto miocardico e fibrillazione ventricolare), ma deve essere ridotto gradualmente nell’arco di più giorni.

Anestetici inalatori

È richiesta cautela in caso di uso concomitante di anestetici inalatori (vedere «Interazioni») Non è necessario sospendere Labetalol Nardia 5 mg/ml prima di un’anestesia,ma i pazienti devono prima ricevere atropina per via endovenosa. Labetalol Nardia 5 mg/ml potenzia l’azione degli anestetici volatili sulla pressione arteriosa.

In casi rasi sono stati riferiti un aumento dei valori della funzionalità epatica, ittero (dovuto a un disturbo della funzionalità epatica o colestasi), epatite onecrosi epatica. Generalmente i sintomi regrediscono dopo la sospensione di labetalolo. Si sono manifestati sia dopo un trattamento breve sia dopo untrattamento prolungato.

Ai primi segni di compromissione epatica occorre effettuare esami di laboratorio appropriati. Qualora i valori di laboratorio evidenzino un danno epatico oil paziente sviluppi ittero, il trattamento con Labetalol Nardia 5 mg/ml deve essere interrotto immediatamente e non può essere ripreso neppure in un momento successivo.

Disturbi della funzionalità renale

È richiesta cautela quando il labetalolo viene somministrato in pazienti con insufficienza renale grave (GFR = 15-29 ml/min/1,73m2).

Se l’anamnesi di un paziente trattato con β-bloccanti indica gravi reazioni anafilattiche dovute a molteplici allergeni, è richiesta particolare cautela in casodi ri-esposizione a β-bloccanti. È possibile che tali pazienti non rispondano alla posologia dell’adrenalina usata abitualmente nel trattamento di reazioniallergiche.

Malattia vascolare periferica

Labetalol Nardia 5 mg/ml deve essere usato con cautela in pazienti con malattie vascolari periferiche, poiché può subentrare un’esacerbazione dei sintomi in atto.

La posologia di Labetalol Nardia 5 mg/ml deve essere ridotta in pazienti che sviluppano una bradicardia sintomatica.

A causa di un aumentato tempo di conduzione AV dei β-bloccanti, Labetalol Nardia 5 mg/ml deve essere usato con cautela in pazienti con blocco AV di 1° grado.

Tireotossicosi

Come altri antagonisti dei recettori beta-adrenergici, il labetalolo può mascherare i sintomi di un ipertiroidismo, senza alterare la funzione tiroidea.

Come altri β-bloccanti, nei pazienti diabetici Labetalol Nardia 5 mg/ml può mascherare i sintomi di un ipertiroidismo e di un’ipoglicemia.

Adrenalina

Qualora i pazienti già in trattamento con labetalolo necessitino in via aggiuntiva di una terapia con adrenalina, la dose di adrenalina deve essere ridotta, poiché la somministrazione concomitante di labetalolo e adrenalina può provocare bradicardia e ipertensione (vedere «Interazioni»).

Su forte influenza dell’adrenalina, come in caso di feocromocitoma, il labetalolo può causare ipertensione paradossa.

Acidosi metabolica e feocromocitoma

È richiesta cautela nei casi di acidosi metabolica e feocromocitoma. In pazienti con feocromocitoma labetalolo potrebbe essere somministrato solo dopoaver raggiunto un blocco adeguato degli alfa-recettori.

Calcio-antagonisti

È richiesta cautela quando il labetalolo viene utilizzato in concomitanza con i calcio-antagonisti, in particolare i «bloccanti dei canali del calcio», che influenzano negativamente la contrattilità e la conduzione atrioventricolare.

È richiesta cautela in caso di trattamento concomitante con adrenalina, verapamil o antiaritmici di classe I (vedere «Interazioni»).

Digitale

I beta-bloccanti hanno un effetto inotropo negativo, ma non influenzano l’effetto inotropo positivo della digitale.

Soluzione iniettabile o per infusione

Labetalol Nardia 5 mg/ml può mascherare le reazioni di compensazione fisiologiche a un’emorragia improvvisa (tachicardia e vasocostrizione). Pertanto, se utilizzato nel corso di interventi chirurgici, occorre un attento monitoraggio di eventuali perdite di sangue.

In pazienti con compromissione della funzionalità epatica Labetalol Nardia 5 mg/ml deve essere usato con cautela, poiché in questo gruppo di pazienti labetalolo viene metabolizzato più lentamente rispetto a soggetti sani.

In alcuni pazienti in trattamento corrente con tamsulosina o precedentemente trattati con questo medicamento è stata osservata l’insorgenza di iride abandiera intraoperatoria (IFIS, una variante del restringimento pupillare: «Small Pupil Syndrome») nell’ambito di un intervento di cataratta. Sono state ricevute segnalazioni isolate anche con altri bloccanti dei recettori alfa-1-adrenergici e non può essere esclusa la possibilità di un effetto di classe. Poiché l’IFIS potrebbe portare a un aumento delle complicanze procedurali durante interventi di cataratta, si deve informare il chirurgo oftalmico primadell’intervento chirurgico se sono stati utilizzati o si utilizzano bloccanti dei recettori alfa-1-adrenergici.

Labetalolo Nardia contiene 49,5 mg/ml di glucosio monoidrato. Questo deve essere tenuto in considerazione nei pazienti con diabete mellito.

Interazioni

In linea generale, i β-bloccanti non devono essere somministrati assieme ai seguenti medicamenti:

Antiaritmici: l’effetto degli antiaritmici di classe I (come disopiramide, chinidina e sostanze simili alla chinidina, lidocaina e sostanze simili alla lidocaina) e dell’amiodarone (antiaritmici di classe II) può essere potenziato.

L’assunzione concomitante di antidepressivi triciclici può portare a un’insorgenza più frequente di tremore.

Gli inibitori della sintesi delle prostaglandine come ibuprofene e indometacina possono ridurre l’azione antipertensiva di labetalolo. Pertanto, in caso disomministrazione concomitante con inibitori della sintesi delle prostaglandine (ad es. FANS) l’azione antipertensiva di Labetalol Nardia 5 mg/ml può essere ridotta, il che può rendere necessario un aggiustamento della posologia. Può verificarsi un effetto sinergico additivo con altri agenti antipertensivi.

È stato dimostrato che labetalolo riduce l’assorbimento dei radioisotopi della MIBG (metaiodobenzilguanidina). Pertanto occorre interpretare con cautela i risultati della scintigrafia con MIBG.

I glicosidi digitalici in combinazione con i beta-bloccanti possono allungare il tempo di conduzione atrioventricolare. Il labetalolo può potenziare l’effettodi riduzione della frequenza ventricolare della digossina.

La somministrazione concomitante di labetalolo con adrenalina può causare bradicardia e ipertensione (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Il trattamento concomitante con calcio-antagonisti derivati della diidropiridina (ad es. nifedipina) può aumentare il rischio di ipertensione e portare ainsufficienza cardiaca nei pazienti predisposti.

L’uso combinato con calcio-antagonisti con effetto inotropo negativo (ad es. verapamil, diltiazem) può dar luogo a bradicardia e ipotensione, in particolarein pazienti con funzione ventricolare compromessa e/o disturbi della conduzione. Se si passa da un calcio-antagonista a un beta-bloccante o viceversa, il nuovo trattamento non deve essere iniziato prima di 48 ore dopo l’interruzione del trattamento precedente.

Clonidina:

Nei pazienti che assumono beta-bloccanti e clonidina, la dose del beta-bloccante deve essere ridotta gradualmente nell’arco di più giorni primainterrompere la clonidina. Ciò è necessario per ridurre il rischio di ipertensione da rimbalzo che può derivare dall’interruzione della clonidina. Pertanto,anche quando si passa dalla clonidina a un beta-bloccante è importante ridurre gradualmente la clonidina e iniziare il trattamento con il beta-bloccantesolo diversi giorni dopo l’interruzione della clonidina.

Inibitori della colinesterasi:

La somministrazione concomitante di labetalolo e inibitori della colinesterasi può incrementare il rischio di bradicardia.

Anestesia generale:

È richiesta cautela in caso di anestesia generale nei pazienti che fanno uso di beta-bloccanti. I beta-bloccanti possono ridurre il rischio di aritmie cardiache in corso di anestesia, ma possono anche portare a tachicardia riflessa e quindi aumentare il rischio di ipotensione durante l’anestesia. Deve essereutilizzato un anestetico con il minor effetto inotropo negativo possibile. La funzionalità cardiaca deve essere attentamente monitorata e le bradicardiecausate dall’azione eccessiva del vago devono essere corrette mediante somministrazione endovenosa di 1-2 mg di atropina (vedere«Posologia/impiego»).

Alfa-simpaticomimetici:

La somministrazione concomitante di labetalolo e alfa-simpaticomimetici (ad es. fenilpropanolamina e adrenalina) può causare bradicardia e ipertensione(vedere «Avvertenze e misure precauzionali»)

Derivati dell’ergotamina:

L’uso concomitante dei derivati dell’ergotamina può aumentare il rischio di spasmi vascolari in alcuni pazienti.

Antinfiammatori non steroidei (FANS):

L’effetto antipertensivo del labetalolo può essere ridotto. In questi casi può rendersi necessario un aggiustamento della posologia.

Miorilassanti stabilizzanti:

L’effetto dei miorilassanti non-depolarizzanti (tipo curaro) può essere potenziato e prolungato.

Nitroglicerina:

Il labetalolo riduce la tachicardia riflessa causata dalla nitroglicerina. Potenziamento dell’effetto antipertensivo.

Estrogeni:

L’effetto antipertensivo dei beta-bloccanti può essere ridotto.

Fenotiazine:

Possibile aumento delle concentrazioni plasmatiche di entrambi i principi attivi.

Fenossibenzamina:

Effetto additivo sull’azione bloccante dei recettori alfa.

Beta-simpaticomimetici, xantine:

Reciproca riduzione dell’effetto terapeutico.

Digossina:

Il labetalolo può incrementare l’effetto di riduzione della frequenza cardiaca della digossina.

Alfa-simpaticomimetici:

La somministrazione concomitante di labetalolo e alfa-simpaticomimetici (ad es. fenilpropanolamina e adrenalina) può causare bradicardia e ipertensione(vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Altri antipertensivi:

In caso di somministrazione concomitante di labetalolo e altri agenti antipertensivi va considerato un potenziamento dell’effetto.

Influenza sui valori di laboratorio:

La presenza di metaboliti del labetalolo nelle urine può causare un aumento apparente dei livelli urinari di catecolamine, metanefrina, normetanefrina e acido vanilmandelico misurati con metodi fluorimetrici o fotometrici e pertanto deve essere considerata soprattutto nei test di laboratorio per la diagnosidel feocromocitoma. Le concentrazioni di catecolamine devono essere determinate con un metodo speciale, come ad es. un saggio HPLC con estrazione infase solida (il labetalolo emette fluorescenza in una soluzione alcalina a una lunghezza d’onda di eccitazione di 334 nm e a una lunghezza d’onda difluorescenza di 412 nm).

È stato dimostrato che il labetalolo riduce l’assorbimento dei radioisotopi della metaiodobenzilguanidina (MIBG). Di conseguenza, i risultati dellascintigrafia con MIBG sono da interpretarsi con cautela.

Antidepressivi triciclici:

Il labetalolo aumenta la biodisponibilità dell’imipramina di oltre il 50% attraverso l’inibizione della sua 2-idrossilazione. Il labetalolo in combinazione conl’imipramina può potenziare l’effetto dell’imipramina e degli antidepressivi triciclici utilizzati in concomitanza, aumentare dell’insorgenza di tremore edeterminare un reciproco potenziamento dell’effetto.

L’uso concomitante ad es. di nitrati, antipsicotici (derivati fenotiazinici come ad es. la clorpromazina) e altri antipsicotici/antidepressivi può potenziarel’effetto antipertensivo.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Le esperienze con le gravidanze umane non sembra indicare che il labetalolo aumenti il rischio di malformazioni congenite. Gli studi sperimentali suglianimali non hanno fornito evidenze di teratogenicità. Tuttavia, è stata riscontrata una tossicità dello sviluppo embriofetale (vedere «Dati preclinici»). Pertanto, Labetalol Nardia 5 mg/ml deve essere utilizzato nel primo trimestre di gravidanza solo se il potenziale beneficio supera il potenziale rischio.

Poiché nell’essere umano labetalolo oltrepassa la barriera placentare, occorre considerare le possibili conseguenze di un blocco con α- e β-bloccanti sulfeto e sul nascituro. In rari casi sono state riferite bradicardia perinatale e neonatale, ipotensione, depressione respiratoria, ipoglicemia e ipotermia. Intaluni casi questi sintomi si sono presentati uno o due giorni dopo la nascita.

Allattamento

Il labetalolo è escreto nel latte materno in piccole quantità (circa 0,004-0,07% della dose materna). Finora non sono stati segnalati effetti collaterali. Sono stati segnalati casi di dolore del capezzolo e fenomeno di Raynaud del capezzolo (vedere «Effetti indesiderati»). È richiesta cautela in caso di somministrazione di labetalolo a donne che allattano al seno.

Labetalol Nardia 5 mg/ml è escreto nel latte materno in quantità minime. L’allattamento è quindi sconsigliato. In casi molto rari nei neonati allattati al seno sono stati segnalati eventi indesiderati (morte improvvisa del lattante, diarrea, ipoglicemia), ma il nesso causale non è noto.

Fertilità

Non sono disponibili dati clinici relativi a un potenziale effetto di Labetalol Nardia 5 mg/ml sulla fertilità. Gli studi sperimentali sugli animali hanno evidenziato un effetto del labetalolo sulla fertilità maschile (vedere «Dati preclinici»).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

Non sono stati fatti studi corrispondenti.

Non pertinente alla luce delle indicazioni e dell’uso.

Effetti indesiderati

Per questo medicamento non sono disponibili nuovi dati clinici per l’indicazione degli effetti indesiderati in base alla Classificazione sistemica organica ealla frequenza assoluta. L’insorgenza viene definita come «molto comune» (>1/10), «comune» (>1/100 e <1/10), «non comune» (>1/1000 e<1/100), «raro» (>1/10’000 e <1/1000), «molto raro» (<1/10’000), Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Gli effetti collaterali contrassegnati con # sono generalmente transitori e si verificano nelle prime settimane di trattamento.

Soluzione iniettabile o per infusione

Disturbi del sistema immunitario

Molto comune: anticorpi antinucleo positivi

Comune: reazioni di ipersensibilità.

Molto raro: febbre da medicamenti, angioedema

Frequenza non nota: alveolite allergica, epatite allergica

Test ANA (anticorpi antinucleo) positivo non associato alla malattia.

Le reazioni di ipersensibilità si manifestano come eruzioni cutanee (psoriasiformi, reversibili), prurito e dispnea nonché molto raramente come edema di Quincke e febbre.

Patologie cardiache

Comune: insufficienza cardiaca congestizia.

Raro: bradicardia.

Molto raro: blocco cardiaco.

Frequenza non nota: disturbi della conduzione, blocco senoatriale, #comparsa o peggioramento di un’insufficienza cardiaca, angina pectoris, infartomiocardic, anomalie dell’ECG

Patologie vascolari

Comune: #ipotensione ortostatica.

Molto raro: esacerbazione dei sintomi della sindrome di Raynaud.

Frequenza non nota: sensazione di freddo alla estremità, acrocianosi, peggioramento della circolazione periferica.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Comune: dispnea, #congestione nasale.

Non comune: broncospasmi.

Frequenza non nota: dolori al torace, asma

Patologie epatobiliari

Comune: valori della funzionalità epatica aumentati.

Molto raro: necrosi epatica, epatite, ittero (di natura epatocellulare e colestatica).

Gli effetti indesiderati a carico del fegato sono generalmente reversibili con la sospensione di Labetelol Nardia 5mg/ml.

L’ipotensione ortostatica è più frequente a dosi molto elevate o qualora la dose iniziale sia troppo alta e/o l’incremento della dose sia troppo rapido.

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella

Comune: disfunzione erettile.

Frequenza non nota: dolore del capezzolo, fenomeno di Raynaud del capezzolo

Il labetalolo è escreto nel latte materno in piccole quantità (circa 0,004-0,07% della dose materna). Sono stati segnali casi di dolore del capezzolo efenomeno di Raynaud del capezzolo. È richiesta cautela in caso di somministrazione di labetalolo a donne che allattano al seno.

Patologie endocrine

Frequenza non nota: ipoglicemia, mascheramento dei sintomi di ipoglicemia

Disturbi psichiatrici

Non comune: #umore depresso

Patologie del sistema nervoso

Comune: #capogiri, #mal di testa, #formicolio del cuoio capelluto

Molto raro: tremori nel trattamento durante la gravidanza, disturbo del sonno, ipogeusia

Disturbi del sonno dovuti a incubi o a sogni anormali.

Patologie dell’occhio

Raro: irritazione oculare

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: eruzione lichenoide reversibile

Non comune: #iperidrosi

Frequenza non nota: eritema

I beta-bloccanti possono provocare psoriasi, peggiorare i sintomi di questa patologia o determinare l’insorgenza di esantemi psoriasiformi. Il periodo di trattamento fino alla comparsa delle manifestazioni cutanee può variare da poche settimane ad anni.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: crampi muscolari

Molto raro: miopatia tossica, lupus eritematoso sistemico

Frequenza non nota: peggioramento di una miastenia gravis, edemi nelle articolazioni

Patologie renali e urinarie

Comune: disturbi della minzione

Molto raro: ritenzione urinaria acuta

Frequenza non nota: incontinenza da urgenza

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: #astenia, #avolizione

Molto raro: #edema malleolare

L’interruzione troppo rapida del labetalolo può dar luogo a cefalea, dolore toracico, malessere generale o fiacchezza, respiro affannoso, sudorazione,tremori, tachicardia e aritmie cardiache (effetto rebound).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

I dati a oggi noti su un sovradosaggio massiccio di Labetalol Nardia 5 mg/ml nell’essere umano sono limitati, ma occorre attendersi intensi disturbi cardiovascolari.

A seguito di sovradosaggio orale massivo di labetalolo è stata riferita insufficienza renale con oliguria. In un caso l’insufficienza renale potrebbe essere peggiorata a seguito della somministrazione di dopamina per aumentare la pressione arteriosa.

Trattamento

I pazienti devono essere posti in posizione supina a gambe rialzate.

Se necessario, deve essere somministrata una terapia adrenergica/colinergica per via parenterale per migliorare la circolazione.

L’emodialisi elimina dal plasma una percentuale di labetalolo inferiore all’1%.

L’ulteriore trattamento deve essere adattato alla clinica o alle raccomandazioni del centro nazionale antiveleni, se disponibili.

Proprietà/effetti

Codice ATC

C07AG01

Meccanismo d’azione

Labetalol Nardia 5 mg/ml possiede proprietà sia α- sia β-bloccanti. Labetalol Nardia 5 mg/ml abbassa la pressione arteriosa bloccando i recettori α-adrenergici nelle arteriole periferiche (vasodilatazione), il che riduce la resistenza periferica. Al contempo, Labetalol Nardia 5 mg/ml blocca i recettori β-adrenergici (beta-blocco). Questo blocco dei β-recettoriprotegge il cuore da un’azione riflessa del simpatico, come quella che può provocare una vasodilatazione periferica da α-blocco. In tal modo il calopressorio viene ottenuto senza stimolazione cardiaca. Labetalolo possiede una minima attività β-simpaticomimetica intrinseca.

Farmacodinamica

La gittata cardiaca non è significativamente ridotta a riposo o dopo un esercizio fisico moderato. Gli aumenti della pressione arteriosa sistolica durante l'esercizio sono ridotti, ma le corrispondenti variazioni della pressione diastolica sono sostanzialmente normali. Tutti questi effetti dovrebbero essere benefici per i pazienti ipertesi.

Efficacia clinica

Nessun dato disponibile.

Farmacocinetica

Assorbimento

Il labetalolo viene metabolizzato principalmente attraverso la coniugazione a metaboliti glucuronidi inattivi.

Distribuzione

Il legame con le proteine è del 50% circa. Solo quantità trascurabili di labetalolo attraversano la barriera ematoencefalica negli studi sugli animali. Il labetalolo attraversa la barriera placentare ed è secreto nel latte materno.

Metabolismo

Sussiste un significativo effetto di first-pass epatico con una biodisponibilità del 25% circa.

Eliminazione

L’emivita di eliminazione di labetalolo è di circa 4 ore (leggermente inferiore durante la gravidanza). Labetalolo e i suoi metaboliti vengono escreti rapidamente sia per via fecale sia per via urinaria. Il 55-60% di labetalolo viene escreto in forma metabolizzata (principalmente coniugati glucuronidati) entro 24 ore dalla somministrazione orale e meno del 4% in forma libera con l’urina. La normale frazione extrarenale della dose Q0 è di 0,95.

La clearance plasmatica totale di labetalolo dopo infusione endovenosa è di 15-37 ml/min/kg.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Gravidanza/Passaggio nella placenta:

Il rapporto tra la concentrazione di labetalolo nel sangue cordonale del neonato e la concentrazione nel sangue della madre è di 0,5-0,8.

Allattamento:

Nel latte materno è presente il 22-45% del livello ematico di labetalolo della madre.

Negli studi sugli animali solo minime quantità del principio attivo attraversano la barriera ematoencefalica.

Dati preclinici

Genotossicità

Negli studi condotti in vitro e in vivo non sono emerse evidenze di mutagenicità.

Cancerogenicità

Negli studi a lungo termine su topi e ratti non sono stati dimostrati effetti cancerogeni di labetalolo.

Tossicità per la riproduzione

Una riduzione della fertilità nei ratti maschi è riconducibile a un’inibizione dell’eiaculazione dovuta a blocco sistemico degli adrenorecettori.

Non è stata osservata teratogenicità nei ratti e nei conigli trattati a posologie 6 o 4 volte superiori alla dose terapeutica massima raccomandata nell’uomo.In entrambe le specie è stato osservato un aumento del riassorbimento fetale a dosi che corrispondono approssimativamente alla dose terapeuticamassima raccomandata nell’uomo. Uno studio di teratogenicità nel coniglio con labetalolo somministrato per via endovenosa a dosi fino a 1,7 volte superiori a quelle terapeutiche raccomandate nell’uomo non ha fornito evidenze di danni al feto indotti dal medicamento.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Labetalol Nardia 5 mg/ml non deve essere miscelato con una soluzione contenente bicarbonato di sodio.

Tuttavia, Labetalol Nardia 5 mg/ml è compatibile con NaCl 0,9%, glucosio 5% e miscele di NaCI e glucosio nonché soluzione Ringer, soluzione Ringer lattato, miscele di Ringer e Ringer lattato con glucosio.

Influenza su metodi diagnostici

Labetalolo diventa fluorescente in soluzione alcalina con una lunghezza d’onda di 334 nm e 412 nm e può pertanto alterare i dosaggi di determinatesostanze fluorescenti (ad es. catecolamina).

La presenza di metaboliti di labetalolo nell’urina può portare a valori falsamente aumentati delle catecolamine, della metanefrina, della normetanefrina edell’acido vanillilmandelico se si utilizzano procedure di test fotometriche o fluorimetriche.

Nella valutazione di pazienti trattati con labetalolo nei quali si sospetta un feocromocitoma si deve impiegare un metodo di misurazione specifico per la determinazione dei valori di catecolamina, come ad es. la HPLC.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

Conservare a 15-25°C e al riparo dalla luce. Non congelare.

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

Dal punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente. In caso contrario, i tempi e le condizioni di conservazione in uso prima dell'uso sono responsabilità dell'utente e normalmente non superano le 24 ore a una temperatura compresa tra 2 e 8 °C.

Numero dell’omologazione

70383 (Swissmedic).

Confezioni

Fiale da 100 mg/20 ml: 5 (B)

Titolare dell’omologazione

Nardia Pharmaceuticals SA

6855 Stabio

Stato dell’informazione

Giugno 2023

Informazioni su questo documento

Fonte: Swissmedic – Informazione sui medicamenti (AIPS) · Numero dell’omologazione: 70383

Stato dell’informazione secondo il testo: 06/2023

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