Informazione professionale - Feraccru
Composizione
Principi attivi
Ferro sotto forma di maltolo ferrico
Sostanze ausiliarie
Lattosio monoidrato 91.5 mg, sodio laurilsolfato (corrisponde a 0.24 mg di sodio), magnesio stearato, silice colloidale anidra, crospovidone
Involucro della capsula rigida: ipromellosa, blu brillante FCF (E133), rosso allura AC (E129) 0.33 mg, titanio diossido (E171), giallo tramonto FCF (E110) 0.114 mg, gommalacca, ossido di ferro nero (E172), glicole propilenico (E1520), idrossido di ammonio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Capsule rigide
Una capsula rigida contiene 30 mg di ferro (sotto forma di maltolo ferrico).
Indicazioni/possibilità d’impiego
Feraccru è indicato per il trattamento della carenza di ferro in pazienti adulti.
La carenza di ferro e la sua entità devono essere state diagnosticate e confermate con adeguate analisi di laboratorio.
Posologia/impiego
Posologia
La dose raccomandata è di una capsula rigida due volte al giorno (mattina e sera), a stomaco vuoto (vedere “Interazioni”).
La durata del trattamento dipende dalla gravità della carenza di ferro, ma generalmente sono necessarie almeno 12 settimane di trattamento. Il trattamento deve essere proseguito per il periodo necessario al ripristino delle riserve di ferro nell’organismo, sulla base dei risultati dei relativi parametri di laboratorio.
Modo di somministrazione
Uso orale.
Le capsule rigide di Feraccru devono essere ingerite intere a stomaco vuoto (con mezzo bicchiere d’acqua), poiché l’assunzione di Feraccru con il cibo riduce l’assorbimento del ferro (vedere “Interazioni”).
Gruppi di pazienti speciali
Bambini e adolescenti
La sicurezza e l’efficacia di Feraccru nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni non sono state studiate. Non ci sono dati disponibili.
Pazienti anziani e pazienti con disturbi della funzionalità epatica o renale
Nei pazienti anziani o con disturbi della funzionalità renale (eGFR ≥15 ml/min/1,73 m2) non sono necessari aggiustamenti della dose. Non sono disponibili dati clinici sulla necessità di aggiustare la dose nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica e/o renale (eGFR <15 ml/min/1,73 m2) (vedere “Avvertenze e misure precauzionali”).
Controindicazioni
- Ipersensibilità al principio attivo o ad una delle sostanze ausiliarie (vedere “Composizione”).
- Emocromatosi e altre sindromi da sovraccarico di ferro (con un attento monitoraggio dei parametri del ferro, Feraccru può essere indicato in pazienti con carenza di ferro che soffrono anche di una malattia infiammatoria cronica intestinale).
Avvertenze e misure precauzionali
Feraccru non deve essere usato nei pazienti con riacutizzazione della malattia infiammatoria cronica intestinale (IBD) o in pazienti affetti da IBD con emoglobina (Hb) <9,5 g/dl.
Si deve prestare attenzione in caso di assunzione concomitante di altri integratori alimentari contenenti ferro e/o di sali di ferro.
La diagnosi di carenza di ferro o di anemia sideropenica deve essere formulata sulla base delle analisi del sangue. È importante approfondire la causa della carenza di ferro ed escludere che l’anemia abbia cause diverse dalla carenza di ferro (per esempio erosioni gastriche, carcinoma del colon).
Nei pazienti che ricevono ripetutamente trasfusioni di sangue, la carenza di ferro deve essere confermata prima dell’inizio della terapia con Feraccru.
Feraccru non è stato studiato in pazienti con disturbi della funzionalità renale (eGFR <15 ml/min/1,73 m2) e/o con disturbi della funzionalità epatica.
Questo medicamento contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicamento.
Questo medicamento contiene anche i coloranti azoici rosso allura AC (E129) e giallo tramonto FCF (E110). Feraccru deve essere usato con cautela nei pazienti con ipersensibilità ai coloranti azoici, all’acido acetilsalicilico e ad altri inibitori delle prostaglandine.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per capsula rigida, cioè è essenzialmente “senza sodio”.
Interazioni
Non sono stati effettuati studi d’interazione farmacologica con Feraccru. Sulla base di uno studio in vitro, il maltolo è glucuronizzato tramite l’UGT1A6 (vedere rubrica Farmacocinetica).
È stato dimostrato che il cibo inibisce l’assorbimento di Feraccru. Feraccru deve essere assunto a stomaco vuoto (vedere “Posologia/impiego”).
Somministrazione di sali di ferro per via endovenosa
La somministrazione concomitante di Feraccru e di ferro per via endovenosa deve essere evitata, in quanto questa associazione può provocare ipotensione o persino collasso a seguito del rilascio rapido del ferro dovuto alla saturazione della transferrina, indotta a sua volta dalla somministrazione endovenosa di ferro.
Impatto di Feraccru sull’assorbimento di altri medicamenti
È noto che il ferro per via orale riduce l’assorbimento di penicillamina, bifosfonati, ciprofloxacina, entacapone, levodopa, levofloxacina, levotiroxina (tiroxina), moxifloxacina, micofenolato, norfloxacina e ofloxacina. Questi medicamenti devono essere somministrati ad almeno 2 ore di distanza dall’assunzione di Feraccru.
In caso di assunzione concomitante di ferro per via orale e tetraciclina, può risultare ridotto sia l’assorbimento del ferro sia quello dell’antibiotico. La somministrazione di preparati a base di ferro e tetracicline deve avvenire a distanza di 2-3 ore.
Medicamenti che possono influire sull’assorbimento e la distribuzione del ferro contenuto in Feraccru
L’assorbimento del ferro per via orale può essere ridotto dall’assunzione di sali di calcio e di magnesio (ad esempio trisilicato di magnesio). La somministrazione di preparati a base di ferro e di tali composti deve avvenire a distanza di almeno 2 ore.
Interazioni farmacodinamiche
L’uso concomitante di ferro e dimercaprolo deve essere evitato, in quanto tale associazione è nefrotossica.
L’uso concomitante di cloramfenicolo e ferro deve essere evitato, in quanto il cloramfenicolo ritarda la clearance plasmatica del ferro, riduce la sua incorporazione negli eritrociti e interferisce con l’eritropoiesi.
L’uso concomitante di ferro e metildopa deve essere evitato, in quanto il ferro per via orale può antagonizzare l’effetto ipotensivo di metildopa.
Gravidanza, allattamento
Gravidanza
Finora non esistono esperienze in merito all’uso di Feraccru in donne in gravidanza. Il maltolo ferrico non è disponibile a livello sistemico.
Non sono disponibili studi sufficienti sugli animali relativi alla tossicità riproduttiva del maltolo. Come misura precauzionale, è preferibile evitare l’impiego di Feraccru durante la gravidanza.
Allattamento
Il maltolo ferrico non è disponibile a livello sistemico, pertanto è improbabile che passi nel latte materno. Ad oggi non sono disponibili studi clinici in merito. Come misura precauzionale, è preferibile evitare l’impiego di Feraccru durante l’allattamento.
Fertilità
Non sono disponibili dati relativi all’effetto del maltolo ferrico sulla fertilità umana. Il maltolo ferrico non è disponibile a livello sistemico. Negli studi svolti sugli animali, il trattamento con maltolo non ha influito sulla fertilità. Tuttavia, gli studi sulla tossicità riproduttiva condotti non sono sufficienti a escludere rischi per gli esseri umani (vedere “Dati preclinici”).
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine
Non è atteso alcun effetto da un preparato contenente ferro da assumere per via orale
Effetti indesiderati
Riassunto del profilo di sicurezza
Gli effetti indesiderati segnalati con maggiore frequenza sono stati di natura gastrointestinale (dolore addominale [8%], flatulenza [4%], stipsi [4%], disturbi addominali [2%]/distensione addominale [2%] e diarrea [3%]).
L’elenco seguente presenta tutti gli effetti indesiderati riscontrati negli studi clinici fino ad oggi.
La frequenza degli effetti indesiderati è definita usando la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1.000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1.000) e molto raro (<1/10.000).
Patologie del sistema nervoso
- Non comune: cefalea
Patologie gastrointestinali
- Comune: dolore addominale (incluso dolore epigastrico) (8%), flatulenza (4%), stipsi (4%), disturbi addominali (2%), distensione addominale (2%), diarrea (3%), alterazione del colore delle feci, nausea (2%)
- Non comune: proliferazione batterica eccessiva nell’intestino tenue, vomito
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
- Non comune: acne, eritema
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
- Non comune: rigidità articolare, dolore alle estremità
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
- Non comune: sete
Esami diagnostici
- Non comune: fosfatasi alcalina ematica aumentata, ormone tireostimolante ematico aumentato, gamma-glutamiltransferasi aumentata
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Il sovradosaggio di ferro è pericoloso, può essere pericoloso per la vita nei bambini piccoli e richiede un intervento immediato.
Sintomi del sovradosaggio di ferro
I segni e i sintomi precoci comprendono nausea, vomito, dolore addominale e diarrea. Il vomito e le feci possono assumere una colorazione grigia o nera. Nei casi lievi i sintomi precoci migliorano, ma in quelli più gravi si possono riscontrare evidenze di ipoperfusione (estremità fredde e ipotensione), acidosi metabolica e tossicità sistemica. Nei casi gravi, 12 ore dopo l’assunzione possono ripresentarsi vomito e sanguinamento gastrointestinale. Ipovolemia o cardiotossicità diretta possono causare shock. In questa fase sono state riscontrate evidenze di necrosi epatocellulare con ittero, sanguinamento, ipoglicemia, encefalopatia e acidosi metabolica con gap anionico aumentato. Una scarsa perfusione tissutale può causare insufficienza renale. Raramente, una cicatrizzazione dello stomaco che causa restringimento o stenosi pilorica (da sola o in combinazione) può portare a un’occlusione intestinale parziale o completa da 2 a 5 settimane dopo l’ingestione.
L’ingestione di 20 mg/kg di ferro elementare è potenzialmente tossica e l’assunzione di 200-250 mg/kg è potenzialmente letale. Nessun singolo metodo di valutazione è pienamente soddisfacente: si devono prendere in considerazione i rilievi clinici e le analisi di laboratorio. La misurazione dei livelli sierici di ferro circa 4 ore dopo l’ingestione è il migliore parametro di laboratorio per la valutazione della gravità.
Trattamento
Devono essere prese misure sintomatiche e di supporto corrispondenti ai migliori standard di cure mediche. È necessario prendere in considerazione l’utilizzo di deferoxamina: per informazioni più dettagliate, consultare le informazioni sul medicamento fornite dal produttore. L’emodialisi non elimina il ferro in modo efficace, ma deve essere presa in considerazione come misura di supporto in caso di insufficienza renale acuta, in quanto agevola l’eliminazione del complesso ferro-deferoxamina.
Proprietà/effetti
Categoria farmacoterapeutica: preparato orale contenente ferro(III)
Codice ATC
B03AB10
Meccanismo d’azione
Feraccru contiene ferro allo stato ferrico stabile, sotto forma di complesso con un ligando di trimaltolo. Il complesso è concepito per fornire, in modo controllato, ferro utilizzabile per l’assorbimento attraverso la parete intestinale e il legame alle proteine di trasporto e di deposito del ferro nell’organismo (rispettivamente transferrina e ferritina). Il complesso si dissocia durante l’assorbimento dal tratto gastrointestinale e non entra nella circolazione sistemica.
Farmacodinamica
Nessun dato.
Efficacia clinica
Studi sulla IBD
La sicurezza e l’efficacia di Feraccru per il trattamento dell’anemia sideropenica sono state studiate in 128 pazienti (fascia di età 18-76 anni; 45 uomini e 83 donne) con IBD da inattiva a lievemente attiva (58 pazienti con colite ulcerosa [CU] e 70 pazienti con malattia di Crohn [MC]) e concentrazioni al basale di Hb tra 9,5 g/dl e 12/13 g/dl per donne/uomini. I pazienti sono stati arruolati in uno studio clinico combinato, randomizzato, controllato con placebo (AEGIS 1/2). Il 69% dei pazienti con CU presentava un punteggio SCCAI ≤2 e il 31% presentava un punteggio SCCAI pari a 3. L’83% dei pazienti con MC presentava un punteggio CDAI <150 e il 17% presentava un punteggio CDAI >150-220. Tutti i pazienti avevano sospeso il trattamento con il precedente medicamento a base di ferro(II) per via orale (oral ferrous product, OFP): più del 60% dei soggetti aveva interrotto l’assunzione dell’OFP precedente a causa di effetti indesiderati. I soggetti sono stati randomizzati per ricevere due volte al giorno 30 mg di Feraccru o un placebo corrispondente come controllo per 12 settimane. La differenza tra Feraccru e il placebo in termini di variazione dell’emoglobina rispetto al valore medio al basale (11 g/dl) alla settimana 12 era di 2,2 g/dl (p<0,0001, test ANCOVA con trattamento, sesso e malattia come fattori e valore di emoglobina al basale come covariata). Alla settimana 12, il 78% dei soggetti trattati con Feraccru ha ottenuto un aumento dell’emoglobina ≥1 g/dl rispetto al valore al basale, il 56% ha ottenuto un aumento ≥2 g/dl e il 66% ha raggiunto la normalizzazione dell’emoglobina. Una volta terminata la fase controllata con placebo di 12 settimane, tutti i soggetti hanno intrapreso il trattamento in aperto con Feraccru 30 mg due volte al giorno per altre 52 settimane.
Studio sulla patologia renale cronica (CKD)
L’efficacia, la sicurezza, la tollerabilità e la farmacocinetica (PK) di Feraccru per ili trattamento dell’anemia da carenza di ferro in soggetti adulti con patologia renale cronica (CKD) è stata studiata in uno studio clinico randomizzato, controllato con placebo, di fase III (AEGIS-CKD). 167 pazienti (intervallo di età: 30-90 anni; 50 uomini e 117 donne) con una eGFR ≥15 ml/min/1,73 m2 e <60 ml/min/1,73 m2, un’emoglobina basale ≥ 8,0 g/dl e <11,0 g/dl e un valore di ferritina <250 ng/ml con una saturazione di transferrina (TSAT) <25%, o con un valore di ferritina <500 ng/ml con una TSAT <15% sono stati randomizzati con un rapporto 2:1 a ricevere Feraccru 30 mg in capsule rigide due volte al giorno o placebo due volte al giorno per un periodo di trattamento di 16 settimane. A questo periodo ha fatto seguito una fase di trattamento in aperto, che includeva fino a 36 settimane di trattamento esclusivamente con Feraccru.
Feraccru ha portato ad un aumento clinicamente e statisticamente significativo dell’emoglobina rispetto al placebo durante il periodo di trattamento in doppio cieco di 16 settimane. La variazione della media dei minimi quadrati (Least Square Mean, LSM) della concentrazione di emoglobina rispetto al basale nella settimana 16 era di 0,50 g/dl per il gruppo maltolo ferrico e di -0,02 g/dl per il gruppo del placebo, con una differenza nella LSM statisticamente significativa di 0,52 (p=0,0149).
La variazione della LSM della concentrazione di ferritina rispetto al basale alla settimana 16, determinata con il metodo Last-Observation-Carried-Forward (LOCF), era di 25,42 μg/l per il gruppo Feraccru e di -7,23 μg/l per il gruppo del placebo, con una differenza nella LSM statisticamente significativa di 32,65 (p=0,0007).
Farmacocinetica
Assorbimento
Le proprietà farmacocinetiche di Feraccru sono state analizzate misurando le concentrazioni di maltolo e glucuronide di maltolo nel plasma e nelle urine, insieme ai parametri sierici del ferro dopo un’unica dose e allo stato stazionario (dopo 1 settimana) in 24 soggetti affetti da carenza di ferro, randomizzati per ricevere 30 mg, 60 mg o 90 mg di Feraccru due volte al giorno. Campioni di sangue e di urine sono stati analizzati per verificare la presenza di maltolo e glucuronide di maltolo. Campioni di siero sono stati analizzati per verificare i parametri relativi al ferro.
Il maltolo poteva essere misurato nel plasma solo temporaneamente, con un’AUC0-t tra 0,022 h*µg/ml e 0,205 h*µg/ml in tutti i regimi di dosaggio e in entrambe le giornate di studio. Gli studi preclinici hanno dimostrato che il maltolo viene metabolizzato tramite l’UGT1A6 e per solfatazione. Non è noto se i medicamenti che inibiscono gli enzimi UGT abbiano il potenziale di aumentare la concentrazione di maltolo (vedere rubrica Interazioni). Il maltolo è stato rapidamente metabolizzato a glucuronide di maltolo (AUC0-t tra 9,83 h*µg/ml e 30,9 h*µg/ml). Le concentrazioni massime di maltolo e glucuronide di maltolo sono state raggiunte tra 1 e 1,5 ore dopo la somministrazione di Feraccru. L’esposizione al glucuronide di maltolo è aumentata in maniera proporzionale alla dose (nell’arco dell’intervallo di dosaggio di Feraccru da 2 x 30 mg a 2 x 90 mg) e non è stato rilevato alcun accumulo significativo di entrambi dopo un trattamento di 7 giorni con Feraccru.
Del maltolo totale ingerito, una media compresa tra il 39,8% e il 60,0% è stata escreta come glucuronide di maltolo.
I picco della saturazione della transferrina (TSAT) e della concentrazione totale di ferro nel siero sono stati raggiunti 1,5-3 ore dopo la somministrazione di Feraccru per via orale. Le concentrazioni totali di ferro nel siero e i valori di TSAT sono risultati generalmente più elevati con l’aumento delle dosi di Feraccru. I profili della TSAT e della concentrazione totale di ferro nel siero sono risultati comparabili tra il giorno 1 e il giorno 8.
Sono state analizzate anche le proprietà farmacocinetiche di Feraccru allo stato stazionario in 15 soggetti che stavano già partecipando allo studio AEGIS 1/2 descritto in precedenza e che si trovavano nella fase di trattamento in aperto da almeno 7 giorni (Feraccru 30 mg due volte al giorno). La concentrazione di maltolo nel plasma poteva essere misurata solo temporaneamente, con un’emivita di 0,7 ore e una Cmax di 67,3 ng/ml + 28,3 ng/ml. Il maltolo sembrava essere rapidamente metabolizzato a glucuronide di maltolo (Cmax = 4677 + 1613 ng/ml). Le concentrazioni massime di maltolo e glucuronide di maltolo sono state raggiunte circa 1 ora dopo la somministrazione di Feraccru. Le concentrazioni totali massime di ferro nel siero sono state misurate 1-2 ore dopo la somministrazione. I profili farmacocinetici di maltolo/glucuronide di maltolo e i parametri relativi al ferro sono risultati indipendenti l’uno dall’altro.
Distribuzione
Vedere sotto Assorbimento.
Metabolismo
Vedere sotto Assorbimento.
Eliminazione
Vedere sotto Assorbimento.
Dati preclinici
Maltolo ferrico
Gli studi preclinici condotti con maltolo ferrico non hanno rivelato rischi particolari per gli esseri umani sulla base di studi di tossicità per somministrazione ripetuta e di tolleranza locale.
È stato riscontrato un deposito di ferro nel sistema reticolo-endoteliale, nel fegato e nella milza in cani a cui erano stati somministrati 250 mg/kg/die di maltolo ferrico.
Non sono stati condotti studi sulla tossicità della riproduzione e dello sviluppo e sulla cancerogenicità con maltolo ferrico.
Maltolo
È stata osservata emosiderina nelle cellule di Kupffer di cani cui erano stati somministrati 250 mg/kg/die di maltolo. Alla dose di 500 mg/kg/die sono stati riportati degenerazione testicolare e segni tossici indicativi di chelazione del ferro. Questi effetti non sono stati osservati in un secondo studio in cani che avevano ricevuto fino a 300 mg/kg/die di maltolo.
Non è stato possibile escludere completamente un possibile potenziale genotossico del maltolo. Tuttavia, non sono stati riportati effetti cancerogeni in studi condotti in topi e ratti che avevano ricevuto fino a 400 mg/kg/die di maltolo.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo apertura
Stabilità dopo apertura del contenitore: 45 giorni.
Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento
Conservare a temperatura inferiore a 25°C.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell’omologazione
66556 (Swissmedic)
Confezioni
Confezione da 56 capsule rigide [B]
Titolare dell’omologazione
Medius AG, 4132 Muttenz
Stato dell’informazione
Agosto 2021
