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EXTENCILLINE – informazione professionale

Aggiornamento:

Informazione professionale - EXTENCILLINE

Composizione

Principi attivi

Benzilpenicillina benzatinica sotto forma di benzilpenicillina benzatinica rivestita.

Composizione del rivestimento: lecitina di soia e polisorbato 80.

Sostanze ausiliarie

Lecitina di soia, polisorbato 80, carbossimetilcellulosa sodica, citrato di sodio anidro, povidone K17.

Questo medicinale contiene fosfolipidi di soia (derivati dalla lecitina).

Un flaconcino da 1.200.000 UI contiene 11 mg di sodio. Un flaconcino da 2.400.000 UI contiene 22 mg di sodio.

Solvente: acqua per preparazioni iniettabili.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Polvere e solvente (acqua per preparazioni iniettabili) per sospensione iniettabile.

Polvere di colore da bianco a biancastro.

1 flaconcino contiene rispettivamente 1.200.000 UI (1,2 MUI) o 2.400.000 UI (2,4 MUI) di benzilpenicillina benzatinica.

Solvente: fiala da 5 ml.

Indicazioni/possibilità d’impiego

EXTENCILLINE polvere e solvente per sospensione iniettabile è indicato per pazienti adulti, adolescenti, bambini e neonati nel trattamento e nella profilassi delle seguenti infezioni causate da batteri sensibili alla penicillina (vedere paragrafo "Proprietà/Effetti"), in particolare per il trattamento di:

  • erisipela;
  • sifilide: sifilide precoce (primaria e secondaria);
  • sifilide tardiva (ad eccezione della neurosifilide e delle anomalie del liquido cerebrospinale);
  • framboesia;
  • pinta.

Per la profilassi di:

  • reumatismo articolare acuto (corea, cardiopatia reumatismale);
  • glomerulonefrite post-streptococcica;
  • erisipela.

Dovrebbero essere rispettate le raccomandazioni ufficiali in merito all'uso corretto degli antibiotici, in particolare le raccomandazioni di utilizzo, per evitare un aumento della resistenza agli antibiotici.

Posologia/impiego

Le dosi raccomandate dipendono dalla gravità e dal tipo di infezione, dall'età e dalla funzionalità epatica e renale del paziente. Per alcune indicazioni specifiche (ad esempio sifilide e profilassi del reumatismo articolare acuto), bisogna tenere conto delle raccomandazioni internazionali, oltre che di quelle nazionali o locali.

Dose e durata del trattamento

Trattamento generale:

Adulti e adolescenti: 1,2 MUI una volta a settimana.

Bambini di peso corporeo >30 kg: 1,2 MUI una volta a settimana.

Bambini di peso corporeo <30 kg: 600.000 UI una volta a settimana.

Durata del trattamento: dose unica.

(Per le malattie di origine streptococcica, si consiglia un trattamento di almeno 10 giorni per evitare complicanze secondarie. Un'iniezione unica di EXTENCILLINE, polvere e solvente per sospensione iniettabile (IM) è in genere sufficiente).

Trattamento della sifilide:

  • Stadio primario e secondario

Adulti e adolescenti: 1 x 2,4 MUI.

Bambini: 50.000 UI per kg di peso corporeo, senza però superare i 2,4 MUI.

(Il trattamento deve essere ripetuto in caso di ricomparsa dei sintomi clinici o qualora i risultati degli esami di laboratorio continuino a evidenziare una forte positività).

Durata del trattamento: dose unica.

  • Sifilide in stadio tardivo (sifilide latente sieropositiva)

Adulti e adolescenti: 2,4 MUI una volta a settimana.

Bambini: 50.000 UI per kg di peso corporeo, senza superare i 2,4 MUI.

Durata del trattamento: 3 settimane.

  • Trattamento della sifilide congenita: senza interessamento neurologico

Neonati e lattanti: 1 x 50.000 UI per kg di peso corporeo.

Durata del trattamento: dose unica.

  • Trattamento della framboesia e della pinta:

Adulti e adolescenti: 1 x 1,2 MUI.

Bambini di peso corporeo >30 kg: 1 x 1,2 MUI.

Bambini di peso corporeo <30 kg: 1 x 600.000 UI.

Durata del trattamento: dose unica.

Profilassi del reumatismo articolare acuto, della glomerulonefrite post-streptococcica e dell'erisipela:

Adulti e adolescenti: 1 x 1,2 MUI ogni 3-4 settimane.

Bambini di peso corporeo >30 kg: 1 x 1,2 MUI ogni 3-4 settimane.

Bambini di peso corporeo <30 kg: 1 x 600.000 UI ogni 3-4 settimane.

Durata del trattamento:

  1. a) senza interessamento cardiaco: almeno 5 anni o fino ai 21 anni di età;
  2. b) interessamento cardiaco transitorio: almeno 10 anni o fino ai 21 anni di età;
  3. c) interessamento cardiaco persistente: almeno 10 anni o fino ai 40 anni di età; talvolta si rende necessaria una profilassi a vita.

Popolazioni speciali

. Pazienti con disturbi della funzionalità renale.

EXTENCILLINE: dose per pazienti adulti, adolescenti e bambini

sulla base della clearance della creatinina

Clearance della creatinina in ml/min100-6050-10<10

Creatinina sierica

in mg %

0,8-1,51,5-8,015

Percentuale della dose

giornaliera normale di EXTENCILLINE

100%75%

20-50%

(1-3 MUI al giorno al massimo)

Intervallo di somministrazioneIn 1 somministrazione unicaIn 1 somministrazione unicaIn 2-3 somministrazioni uniche

. Pazienti sottoposti a dialisi

La benzilpenicillina benzatinica può essere eliminata mediante emodialisi. Non sono disponibili dati relativi all'effetto della dialisi sui livelli plasmatici di benzilpenicillina. La decisione di trattare pazienti sottoposti a dialisi con EXTENCILLINE deve quindi essere valutata caso per caso.

. Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Nei casi di insufficienza epatica e renale molto gravi, può esserci un ritardo tra la degradazione e l’eliminazione delle penicilline.

Modo di somministrazione

Il preparato è destinato a essere somministrato esclusivamente tramite iniezione intramuscolare (vedere paragrafo "Avvertenze e precauzioni").

L'iniezione non deve essere praticata in tessuti con scarsa perfusione (vedere paragrafo "Avvertenze e precauzioni").

EXTENCILLINE deve essere somministrato per via intramuscolare profonda nel quadrante supero-esterno del muscolo grande gluteo o nella zona ventro-gluteale di Hochstetter con l'ago orientato verso la cresta iliaca o secondo il metodo di Hochstetter. L'ago deve essere introdotto in posizione più perpendicolare possibile rispetto alla superficie della pelle e l'iniezione deve essere effettuata il più lontano possibile dai principali vasi sanguigni. In tutti i casi, deve essere effettuata un'aspirazione prima dell'iniezione. In caso di aspirazione di sangue o di dolore durante l'iniezione, questa deve essere interrotta immediatamente.

Nei bambini, i muscoli medio-laterali della coscia (quadricipite femorale) rappresentano la sede di iniezione raccomandata.

L'iniezione può essere effettuata nel muscolo deltoide soltanto nel caso in cui la massa muscolare sia adeguata. In tal caso, occorre prestare attenzione al nervo radiale.

Nei lattanti e nei bambini piccoli, la zona periferica del quadrante supero-esterno della regione gluteale deve essere utilizzata come sede di iniezione solo in casi eccezionali (ad esempio in caso di ustioni estese) per evitare lesioni al nervo sciatico.

Per i preparati a rilascio prolungato, un volume totale di 5 ml per sede di iniezione è considerato il limite tollerato. Pertanto, non somministrare più di 5 ml di sospensione pronta per essere iniettata in un'unica sede.

L'iniezione deve essere effettuata il più lentamente possibile, esercitando solo una lieve pressione. Evitare di "strofinare" dopo l'iniezione.

Durante la somministrazione intramuscolare possono verificarsi reazioni locali gravi, in particolare nei bambini piccoli. Per quanto possibile, tenendo conto delle indicazioni terapeutiche e degli schemi posologici e stimando il rapporto rischi-benefici, dovrebbero essere presi in considerazione trattamenti alternativi, come un trattamento endovenoso con una penicillina appropriata (vedere anche paragrafo "Avvertenze e precauzioni").

Per le istruzioni relative alla ricostituzione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo "Note particolari".

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo benzilpenicillina benzatinica, ad altre penicilline, ai fosfolipidi di soia, alle arachidi (noccioline americane) o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo "Eccipienti".

Anamnesi di reazioni di ipersensibilità immediata grave (ad esempio anafilassi) ad altri beta-lattamici (ad esempio cefalosporine, carbapenemi o monobattami).

Avvertenze e misure precauzionali

EXTENCILLINE non deve essere somministrato in tessuti con irrorazione sanguigna ridotta.

Prima di iniziare un trattamento con EXTENCILLINE, è opportuno verificare attentamente l'esistenza di eventuali precedenti di reazioni allergiche alle penicilline, alle cefalosporine o ad altri beta-lattamici (vedere paragrafi "Controindicazioni" ed "Effetti indesiderati").

In pazienti trattati con penicilline sono state osservate reazioni di ipersensibilità gravi e talvolta fatali.

Queste reazioni sono più frequenti nelle persone con precedenti di allergia alla penicillina e nei soggetti atopici. In caso di comparsa di qualsiasi manifestazione allergica, il trattamento con EXTENCILLINE deve essere interrotto per passare a un trattamento adeguato. Le reazioni di ipersensibilità possono anche provocare la sindrome di Kounis, una reazione allergica grave che potrebbe dare luogo a infarto del miocardio. I primi sintomi di tali reazioni possono comprendere, in particolare, dolori toracici associati a una reazione allergica agli antibiotici beta-lattamici (vedere paragrafo "Effetti indesiderati").

In seguito alla somministrazione di benzilpenicillina benzatinica sono state segnalate reazioni cutanee gravi ("severe cutaneous adverse reactions"; SCAR), tra cui necrolisi epidermica tossica (NET: nota anche come sindrome di Lyell), sindrome di Stevens-Johnson (SSJ) e reazione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), che possono mettere in pericolo la vita del paziente o avere esito fatale (vedere paragrafo 4.8). Al momento della prescrizione, i pazienti devono essere informati dei segni e dei sintomi delle reazioni cutanee gravi ed essere monitorati attentamente. In caso di segni e sintomi indicativi di tali reazioni, sospendere immediatamente la somministrazione di benzilpenicillina benzatinica e prendere in considerazione un trattamento alternativo. Nel caso in cui il paziente abbia sviluppato una reazione grave, come SSJ, NET o DRESS, durante l'impiego di benzilpenicillina benzatinica, il trattamento con tale principio attivo non deve mai più essere ripreso.

Se possibile, prima del trattamento dovrebbe essere eseguito un test di ipersensibilità. Il paziente deve essere informato della possibilità di insorgenza di sintomi allergici e della necessità di segnalarli. Si raccomanda cautela nei pazienti con le seguenti patologie:

  • predisposizione allergica o asma bronchiale: vi è un maggiore rischio di reazione di ipersensibilità;
  • insufficienza renale (vedere paragrafo "Posologia" per l'aggiustamento posologico);
  • insufficienza epatica (vedere paragrafo "Posologia").

In generale, e in particolare in determinati pazienti a rischio, se possibile deve essere garantita sorveglianza medica per almeno mezz'ora dopo la somministrazione dell'antibiotico, poiché potrebbero verificarsi reazioni allergiche immediate e gravi anche dopo la prima somministrazione.

In caso di terapia con alte dosi di benzilpenicillina, in particolare nei pazienti con insufficienza renale o predisposizione alle convulsioni (epilessia), sono possibili reazioni neurotossiche quali sonnolenza, allucinazioni, iperreflessia e mioclonie (vedere paragrafo "Effetti indesiderati"). Queste ultime possono evolvere in crisi convulsive focali, successivamente generalizzate, e stati comatosi. Sono stati segnalati rari casi di evoluzione fatale.

Durante il trattamento della sifilide, può verificarsi una reazione di Jarisch-Herxheimer a causa dell'azione battericida della penicillina sui batteri, tra 2 e 12 ore dopo la somministrazione. Possono manifestarsi, inoltre, cefalee, febbre, sudorazione, brividi, mialgie, artralgie, nausea, tachicardia, ipertensione seguita da ipotensione. Questi sintomi si risolvono nell'arco di 10-12 ore. I pazienti devono essere informati del fatto che si tratta di una reazione comune e transitoria alla terapia antibiotica. Deve essere avviato un trattamento adeguato per interrompere o attenuare la reazione di Jarisch-Herxheimer (vedere paragrafo "Effetti indesiderati").

In caso di trattamento a lungo termine (oltre 5 giorni), si raccomanda il monitoraggio dell'emocromo e dei test della funzionalità renale (vedere paragrafo "Effetti indesiderati").

È necessaria particolare attenzione per evitare la proliferazione di germi resistenti. Devono essere adottate misure adeguate in caso di insorgenza di infezioni secondarie.

In caso di diarrea grave e persistente, deve essere presa in considerazione la diagnosi di colite pseudomembranosa associata agli antibiotici (diarrea sanguinolenta/mucoide acquosa, dolori addominali sordi diffusi o crampiformi, febbre, tenesmo occasionale), condizione che potrebbe mettere in pericolo la vita del paziente. In questi casi, il trattamento con EXTENCILLINE deve essere immediatamente interrotto e sostituito con un altro trattamento in base ai risultati delle analisi microbiologiche. Non devono essere somministrati medicinali che inibiscono la peristalsi.

Qualora non fosse possibile escludere un interessamento neurologico nei pazienti con sifilide congenita, devono essere utilizzate penicilline in grado di raggiungere concentrazioni più elevate nel liquido cerebrospinale.

Per malattie come la polmonite grave, l'empiema, la setticemia, la meningite o la peritonite che richiedono concentrazioni sieriche di penicillina più elevate, dovrebbe essere preso in considerazione un trattamento alternativo come un sale alcalino idrosolubile della benzilpenicillina.

Questo medicinale contiene circa 11 mg di sodio, ossia meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per flaconcino da 1,2 MUI, quindi è essenzialmente "senza sodio".

Questo medicinale contiene circa 22 mg di sodio, ossia meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per flaconcino da 2,4 MUI, quindi è essenzialmente "senza sodio".

Questo medicinale contiene fosfolipidi di soia e può provocare reazioni di ipersensibilità (orticaria e shock anafilattico).

Note sulla somministrazione di EXTENCILLINE

In caso di somministrazione sottocutanea accidentale potrebbe comparire un indurimento doloroso. In tal caso è utile l'applicazione di impacchi di ghiaccio.

In caso di iniezione intravascolare involontaria, potrebbe verificarsi la sindrome di Hoigné (sintomi di shock, con sensazione di morte, confusione, allucinazioni, eventualmente cianosi, tachicardia e disturbi motori, ma senza collasso circolatorio) provocata da microemboli della sospensione. I sintomi regrediscono nell'arco di un'ora. In caso di peggioramento significativo, è indicata la somministrazione parenterale di sedativi.

In caso di iniezione intrarteriosa involontaria, in particolare nei bambini, possono verificarsi complicanze gravi, quali occlusione vascolare, trombosi e cancrena. I segni iniziali sono rappresentati da placche pallide nella zona cutanea della regione glutea. A seguito di una forte pressione durante l'iniezione, può verificarsi una somministrazione retrograda del liquido iniettato nell'arteria iliaca comune, nell'aorta o nelle arterie spinali.

Le iniezioni ripetute in un'area limitata del tessuto muscolare, associate al trattamento a lungo termine con penicilline a rilascio prolungato (ad esempio nel trattamento della sifilide), possono causare lesioni tissutali e un'aumentata vascolarizzazione locale. Le iniezioni successive favoriscono la penetrazione della sostanza nel sangue, a seguito dell'iniezione diretta in un vaso sanguigno, della pressione dell'iniezione stessa o dello "sfregamento" del deposito. Durante il trattamento a lungo termine, si raccomanda quindi di somministrare ogni iniezione dopo un lasso di tempo adeguato rispetto alla precedente.

In presenza di una compromissione della funzionalità renale, deve essere considerata una diminuzione dell'eliminazione del povidone (PVP). Considerata la quantità di povidone, non si esclude che la somministrazione frequente o prolungata possa, in casi molto rari, comportare un accumulo dello stesso nel sistema reticolo-endoteliale (SRE), depositi localizzati e la formazione di granulomi che potrebbero essere confusi con tumori.

Interazioni

Si sconsiglia la somministrazione concomitante di benzilpenicillina benzatinica con:

antibiotici batteriostatici: in base al principio generale di non associare antibiotici battericidi e batteriostatici, EXTENCILLINE non deve essere associato ad antibiotici batteriostatici.

Si raccomanda cautela in caso di somministrazione concomitante con i seguenti medicinali:

  • Probenecid: la relativa somministrazione comporta l'inibizione della secrezione tubulare della benzilpenicillina, con conseguente aumento della concentrazione sierica e prolungamento dell'emivita di eliminazione. Inoltre, inibisce anche il trasporto della penicillina dal liquido cerebrospinale, pertanto la somministrazione concomitante di probenecid riduce ulteriormente la penetrazione della benzilpenicillina nel tessuto cerebrale.
  • Metotrexato: la somministrazione concomitante con la benzilpenicillina benzatinica comporta la riduzione dell'escrezione del metotrexato, con possibile aumento degli effetti della sua tossicità. L'associazione con metotrexato non è raccomandata.
  • Anticoagulanti: l'utilizzo concomitante con anticoagulanti orali può aumentare l'effetto degli antagonisti della vitamina K e il rischio di sanguinamento. Si raccomanda di controllare regolarmente l'indice internazionalizzato (INR) e aggiustare di conseguenza il dosaggio degli antagonisti della vitamina K durante e dopo il trattamento con EXTENCILLINE.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

La benzilpenicillina benzatinica attraversa la placenta. Gli studi condotti sugli animali non rivelano alcun effetto tossico diretto o indiretto sulla riproduzione. EXTENCILLINE può essere utilizzato in gravidanza laddove l'indicazione sia giustificata e in seguito a un'attenta valutazione di rischi e benefici.

Allattamento

La benzilpenicillina benzatinica è escreta in piccole quantità nel latte materno. La concentrazione nel latte materno può raggiungere il 2-15% delle concentrazioni sieriche della madre.

Sebbene finora non siano stati riferiti effetti indesiderati nei lattanti allattati con latte materno, bisogna comunque tenere conto della possibilità di una sensibilizzazione o di un'interferenza con la flora intestinale. L'allattamento deve essere interrotto in caso di diarrea, candidosi o eruzione cutanea nel bambino.

Per quanto riguarda i lattanti nutriti anche con alimenti per l'infanzia, le madri devono estrarre e gettare via il latte materno durante il trattamento con benzilpenicillina benzatinica. L'allattamento al seno può essere ripreso 24 ore dopo l'interruzione del trattamento.

Fertilità

Non sono stati condotti studi sulla fertilità negli esseri umani. Gli studi sulle funzioni riproduttive svolti su topi, ratti e conigli non hanno evidenziato alcun effetto nocivo sulla fertilità. Non è disponibile nessuno studio di fertilità a lungo termine sugli animali.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

A causa della possibile insorgenza di effetti indesiderati gravi (ad esempio shock anafilattico con collasso e reazioni anafilattoidi, encefalopatie, vedere anche i paragrafi "Avvertenze e precauzioni", "Effetti indesiderati" e "Sovradosaggio"), EXTENCILLINE può alterare in modo significativo la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono classificati per sistemi e organi e la loro frequenza è definita secondo la seguente convenzione. Molto comuni: ≥1/10.

Comuni: ≥1/100, <1/10.

Non comuni: ≥1/1.000, <1/100.

Rari: ≥1/10.000, <1/1.000.

Molto rari: <1/10.000.

Non nota: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili.

Infezioni ed infestazioni

Comuni: candidosi.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Molto rare: anemia emolitica, leucopenia, trombocitopenia, agranulocitosi.

Disturbi del sistema immunitario

Rari: reazioni allergiche: orticaria, angioedema, eritema multiforme, dermatite esfoliativa, febbre, artralgia, shock anafilattico con collasso e reazioni anafilattoidi (asma, porpora, sintomi gastrointestinali).

Frequenza non nota: malattia da siero. Durante il trattamento della sifilide, può verificarsi la reazione di Jarisch-Herxheimer causata dalla lisi batterica e caratterizzata da febbre, brividi, sintomi generali e focali.

Nei pazienti con micosi cutanea possono verificarsi reazioni para-allergiche, in quanto può esistere un'antigenicità comune tra le penicilline e i metaboliti dei dermatofiti.

Patologie gastrointestinali

Comuni: diarrea, nausea.

Non comuni: stomatite e glossite, vomito.

Frequenza non nota: colite pseudomembranosa (vedere paragrafo "Avvertenze e precauzioni").

Patologie epatobiliari

Frequenza sconosciuta: epatite, colestasi.

Patologie della pelle e del tessuto sottocutaneo

Frequenza non nota: reazione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), eruzione fissa da farmaco.

Patologie renali e urinarie

Rare: nefropatia, nefrite interstiziale.

Patologie del sistema nervoso

Frequenza non nota: i beta-lattamici espongono al rischio di encefalopatia (confusione, disturbi della coscienza, epilessia o movimenti anormali), in particolare in caso di sovradosaggio o di insufficienza renale.

Patologie cardiache

Frequenza sconosciuta: sindrome di Kounis (vedere paragrafo "Avvertenze e precauzioni").

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Frequenza non nota: dolore e infiltrati nella sede di iniezione. Sindrome di Hoigné e sindrome di Nicolau.

Esami diagnostici

Comuni:

  • test di Coombs diretto positivo;
  • risultati falsi positivi nei test per la determinazione delle proteine urinarie eseguiti mediante tecniche di precipitazione (metodo di Folin-Ciocalteu-Lowry, metodo di biureto);
  • risultati falsi positivi nei test per la determinazione degli amminoacidi urinari (metodo alla ninidrina);
  • simulazione di pseudo-bisalbuminemia in sede di determinazione dell'albumina mediante metodi elettroforetici;
  • risultati falsi positivi nei test non enzimatici per la rilevazione del glucosio urinario e nei test dell'urobilinogeno;
  • valori elevati in sede di determinazione dei 17-chetosteroidi nelle urine (in caso di utilizzo della reazione di Zimmermann) (vedere paragrafo "Interazioni").

Nei lattanti possono verificarsi reazioni locali.

Non si può escludere che, a causa del contenuto di povidone, in casi molto rari possa verificarsi un accumulo di tale sostanza nel sistema reticolo-endoteliale (SRE), un deposito localizzato e la formazione di granulomi che potrebbero essere confusi con tumori.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

A dosi estremamente elevate, le penicilline possono indurre eccitabilità neuromuscolare o convulsioni epilettiformi. In caso di sospetto sovradosaggio, sono indicati monitoraggio clinico e misure sintomatiche. La benzilpenicillina può essere eliminata mediante emodialisi.

Proprietà/effetti

Codice ATC

J01CE08

Meccanismo d’azione / Farmacodinamica

Il meccanismo d'azione della benzilpenicillina benzatinica si basa sull'inibizione della sintesi della parete cellulare batterica (durante la fase di crescita) mediante il legame alle proteine leganti la penicillina (PLP), come nel caso dell'inibizione delle transpeptidasi. Ne deriva un'azione battericida.

Rapporti tra la farmacocinetica e la farmacodinamica

L'efficacia dipende in gran parte dal tempo per il quale la concentrazione dell'antibiotico è superiore alla CMI del batterio.

Meccanismi di resistenza

La resistenza alla benzilpenicillina benzatinica può essere dovuta ai seguenti meccanismi:

  • inattivazione da parte delle beta-lattamasi: la benzilpenicillina benzatinica non è resistente alle beta-lattamasi, pertanto non ha effetto contro i batteri produttori di beta-lattamasi (ad esempio stafilococchi o gonococchi);
  • affinità ridotta delle proteine leganti le penicilline (PLP) per la benzilpenicillina benzatinica: la resistenza acquisita alla benzilpenicillina benzatinica, osservata negli pneumococchi e in alcuni altri streptococchi, è dovuta a modificazioni delle PLP preesistenti, conseguenti a mutazioni. Tuttavia, la formazione di una PLP supplementare con affinità ridotta per la benzilpenicillina benzatinica è responsabile della resistenza negli stafilococchi resistenti alla meticillina (oxacillina);
  • nei batteri Gram negativi, una penetrazione inadeguata della benzilpenicillina benzatinica attraverso la parete cellulare esterna può comportare un'inibizione insufficiente delle PLP;
  • la benzilpenicillina benzatinica può essere trasportata attivamente fuori dalla cellula mediante pompe di efflusso;
  • la benzilpenicillina benzatinica presenta una resistenza crociata parziale o totale con le altre penicilline e cefalosporine.

Concentrazioni critiche

La determinazione della sensibilità alla benzilpenicillina viene effettuata mediante diluizioni seriali standard. I risultati vengono valutati in base alle concentrazioni critiche stabilite per la benzilpenicillina. Sono state fissate le seguenti concentrazioni minime inibenti per i batteri sensibili e resistenti:

Concentrazioni critiche EUCAST (Comitato europeo per i test di sensibilità antimicrobica).

MicrorganismiSensibileResistente
Staphylococcus aureus£0,12 mg/l>0,12 mg/l
Streptococcus spp. (Gruppi A, B, C, G)£0,25 mg/l>0,25 mg/l
Streptococcus pneumoniae #£0,06 mg/l>2 mg/l

Streptococchi del gruppo

"Viridans"

£0,25 mg/l>2 mg/l
Neisseria meningitidis£0,06 mg/l>0,25 mg/l
Neisseria gonorrhoeae£0,06 mg/l>1 mg/l
Anaerobi Gram negativi£0,25 mg/l>0,5 mg/l
Anaerobi Gram positivi£0,25 mg/l>0,5 mg/l
Concentrazioni critiche non specifiche per specie*£0,25 mg/l>2 mg/l

* Basate principalmente sulla farmacocinetica sierica.

# Infezioni diverse dalla meningite.

Prevalenza della resistenza acquisita

La prevalenza della resistenza acquisita per una specie può variare nel tempo e in base alla regione geografica. È quindi necessario disporre di informazioni sulla prevalenza della resistenza locale, soprattutto per il trattamento di infezioni gravi. Se necessario, è consigliabile richiedere un parere specialistico qualora l'utilità del medicinale possa essere messa in discussione per via del livello di prevalenza della resistenza locale in certi tipi di infezioni, in particolare nelle infezioni gravi o in caso di inefficacia dei trattamenti; in tali situazioni dovrebbe essere definita una diagnosi microbiologica, con l'identificazione del batterio e della sua sensibilità alla benzilpenicillina.

Specie generalmente sensibili
Microrganismi aerobi Gram positivi
Streptococcus agalactiae
Streptococcus pneumoniae
Streptococcus pyogenes

Streptococcus dysgalactiae subsp. equisimilis °

(streptococchi Gruppo C e G)

Streptococchi del gruppo "Viridans"°^
Altri microrganismi
Treponema pallidum °

°Informazioni tratte dai dati presenti in letteratura, dall'esperienza clinica e dalle raccomandazioni terapeutiche.

^Denominazione collettiva di un gruppo eterogeneo di specie di streptococchi. Il tasso di resistenza può variare in base alle specie di streptococchi presenti.

Efficacia clinica

Nessuna informazione

Farmacocinetica

I dati di farmacocinetica ricavati dal dossier iniziale su Extencilline sono datati e le informazioni disponibili risultano pertanto limitate. Tuttavia, possono essere presi in considerazione i dati presenti in letteratura sulla benzilpenicillina benzatinica, l'esperienza clinica e le raccomandazioni terapeutiche.

Assorbimento

In seguito alla somministrazione intramuscolare di Extencilline, l'assorbimento della benzilpenicillina è molto lento. Extencilline è la penicillina a rilascio prolungato con la durata d'azione più lunga. Una o due iniezioni al mese sono sufficienti per molte indicazioni, di conseguenza la frequenza delle iniezioni e le reazioni locali che ne conseguono sono ridotte. I picchi di concentrazioni plasmatiche si raggiungono 24 ore (bambini) o 48 ore (adulti) dopo l'iniezione.

Distribuzione

Circa il 55% della dose somministrata si lega alle proteine plasmatiche. Quando la penicillina è somministrata in dosi elevate, si raggiungono concentrazioni terapeutiche anche nei tessuti poco accessibili, come le valvole cardiache, le ossa, il liquido cerebrospinale, l'empiema, ecc. La benzilpenicillina attraversa la placenta. Il 10-30% delle concentrazioni plasmatiche materne si ritrova nella circolazione fetale. Si raggiungono concentrazioni elevate anche nel liquido amniotico, invece il passaggio nel latte materno è scarso. Il volume di distribuzione è di circa 0,3-0,4 l/kg e di circa 0,75 l/kg nei bambini. Il legame alle proteine plasmatiche è all'incirca del 55%.

Metabolismo

Nessuna informazione

Eliminazione

L'eliminazione avviene principalmente (50-80%) sotto forma di sostanza immodificata attraverso i reni (85-95%) e, in misura minore, in forma attiva con la bile (circa il 5%). L'emivita plasmatica negli adulti con funzionalità renale normale è di circa 30 minuti.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Prematuri e neonati: a causa dell'immaturità dei reni e del fegato a questa età, l'emivita sierica può raggiungere le tre ore (e oltre). L'intervallo di somministrazione non deve quindi essere inferiore a 8-12 ore (in base al grado di maturità).

Pazienti anziani: i processi di eliminazione possono risultare ritardati anche in caso di età avanzata. La posologia deve quindi essere adattata alla funzionalità renale dei singoli pazienti.

Dati preclinici

Gli studi sulle funzioni riproduttive condotti nei topi, nei ratti e nei conigli non hanno rilevato effetti nocivi né sulla fertilità né sui feti. Non sono disponibili studi a lungo termine sugli animali riguardo alla cancerogenicità, né studi riguardo alla mutagenicità e alla fertilità.

Altre indicazioni

Incompatibilità

I dati di compatibilità sono disponibili esclusivamente con l'acqua per preparazioni iniettabili.

Influenza su metodi diagnostici

  • Si osserva spesso (tra ≥1% e <10%) una positività al test di Coombs diretto nei pazienti ai quali sono somministrati 10 MUI (equivalenti a 6 g) di benzilpenicillina o più al giorno. In seguito all'interruzione del trattamento con la penicillina, il test diretto all'antiglobulina può rimanere positivo per un periodo di 6-8 settimane (vedere paragrafo "Effetti indesiderati").
  • La determinazione delle proteine urinarie mediante tecniche di precipitazione (acido solfosalicilico, acido tricloroacetico), il metodo di Folin-Ciocalteu-Lowry o il metodo di biureto può dare risultati falsi positivi. Le proteine urinarie devono quindi essere determinate con altri metodi.
  • Anche la determinazione degli amminoacidi urinari con il metodo alla ninidrina può dare risultati falsi positivi.
  • Le penicilline si legano all'albumina, pertanto potrebbe essere simulata una pseudo-bisalbuminemia in caso di utilizzo di metodi elettroforetici di determinazione dell'albumina.
  • Durante il trattamento con EXTENCILLINE, la rilevazione non enzimatica del glucosio urinario e la rilevazione dell'urobilinogeno possono dare risultati falsi positivi.
  • Durante il trattamento con EXTENCILLINE, si possono riscontrare valori aumentati in sede di determinazione dei 17-chetosteroidi (mediante reazione di Zimmermann) nelle urine.

Stabilità

Dopo la prima apertura/la ricostituzione, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente.

Dopo la messa in sospensione, Extencilline si conserva a 25 °C per un massimo di 24 ore.

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

La sostanza secca e il solvente devono essere conservati in un luogo asciutto, a temperatura ambiente (15-25 °C) e fuori dalla portata dei bambini. Le soluzioni appena preparate devono essere utilizzate immediatamente. Per le condizioni di conservazione del medicinale dopo la ricostituzione, vedere paragrafo "Stabilità".

Indicazioni per la manipolazione

Istruzioni per la preparazione di un'iniezione IM di una dose da 1,2 MUI:

La sospensione deve essere preparata in maniera asettica.

1/ Con una siringa graduata, prelevare 4 ml di acqua per preparazioni iniettabili dalla fiala di solvente contenuta nella confezione.

Attenzione: per la preparazione della sospensione, non è necessario utilizzare tutto il contenuto della fiala di solvente contenente 5 ml di acqua per preparazioni iniettabili.

2/ Introdurre i 4 ml di acqua per preparazioni iniettabili prelevati dalla fiala di solvente nel flaconcino di polvere da 1,2 MUI.

La sospensione così preparata corrisponde a una dose di 1,2 MUI.

3/ Agitare con cura la sospensione per almeno 20 secondi fino a ottenere una consistenza omogenea, quindi utilizzarla immediatamente.

La ricostituzione deve essere effettuata esclusivamente per un'unica somministrazione.

Istruzioni per la preparazione di un'iniezione IM di una dose da 2,4 MUI:

La sospensione deve essere preparata in maniera asettica.

1/ Con una siringa graduata, prelevare 5 ml di acqua per preparazioni iniettabili dalla fiala di solvente contenuta nella confezione.

2/ Introdurre i 5 ml di acqua per preparazioni iniettabili prelevati dalla fiala di solvente nel flaconcino di polvere da 2,4 MUI.

La sospensione così preparata corrisponde a una dose di 2,4 MUI.

3/ Agitare con cura la sospensione per almeno 20 secondi fino a ottenere una consistenza omogenea, quindi utilizzarla immediatamente.

La ricostituzione deve essere effettuata esclusivamente per un'unica somministrazione.

Numero dell’omologazione

69765 (Swissmedic)

Confezioni

Una confezione contiene:

1,2 MUI: 1 flaconcino di polvere e 1 fiala di solvente da 5 ml (A)

2,4 MUI: 1 flaconcino di polvere e 1 fiala di solvente da 5 ml (A)

Solvente: fiala in vetro di tipo I con capacità nominale di 5 ml.

Flaconcino di polvere da 20 ml in vetro di tipo III (Ph.Eur.), chiuso con un tappo in clorobutile e una capsula in alluminio con disco in polipropilene di colore blu (per la formulazione da 1,2 MUI) o giallo (per la formulazione da 2,4 MUI).

Titolare dell’omologazione

LEMAN SKL SA; Lancy

Stato dell’informazione

Medicinale di confronto estero: gennaio 2021

Con l'integrazione di informazioni rilevanti per la sicurezza da parte di Swissmedic: maggio 2025

Informazioni su questo documento

Fonte: Swissmedic – Informazione sui medicamenti (AIPS) · Numero dell’omologazione: 69765

Stato dell’informazione secondo il testo: 01/2021

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