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Erythrocin i.v. – informazione professionale

Aggiornamento:

Informazione professionale - Erythrocin i.v.

Composizione

Principi attivi

Eritromicina come eritromicina lattobionato

Sostanze ausiliarie

Non applicabile

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 flaconcino contenente 1 g di eritromicina come eritromicina lattobionato. Polvere per soluzione per infusione

Indicazioni/possibilità d’impiego

Erythrocin i.v è particolarmente indicato laddove è necessario raggiungere rapidamente elevati livelli sierici di eritromicina o dove non è possibile una somministrazione orale. È indicato per le infezioni causate da agenti patogeni sensibili all’eritromicina (cfr. spettro in vitro).

In considerazione dello spettro di agenti patogeni, l’uso clinico di Erythrocin i.v. è possibile in forme gravi di progressione nelle seguenti aree:

  • gola, naso, orecchio: faringite, tonsillite, difterite, scarlattina;
  • vie aeree inferiori: polmonite atipica incl. polmonite da legionella, broncopolmonite, polmonite lobare, polmonite da pneumococco;
  • cute: erisipela, antrace, angiomatosi bacillare, eritrasma, flemmone.

Si devono seguire le raccomandazioni ufficiali sull’uso appropriato degli antibiotici, in particolare le raccomandazioni sull’uso per prevenire l’aumento della resistenza agli antibiotici.

Posologia/impiego

Adulti

La dose giornaliera è di solito 15-20 mg/kg PC o 2 g in 2 dosi. A seconda della suscettibilità degli agenti patogeni o della gravità della malattia, essa può essere raddoppiata, cioè aumentata fino a un massimo di 4 g per gli adulti.

La dose singola deve essere somministrata a intervalli di 6-24 ore.

La somministrazione endovenosa deve essere sostituita al più presto da una terapia orale con eritromicina.

Bambini e adolescenti

L’uso e la sicurezza della polvere per soluzione per infusione Erythrocin i.v. nei bambini e negli adolescenti finora non sono stati esaminati.

Istruzioni posologiche speciali

Insufficienza epatica/renale

In presenza di insufficienza renale e/o epatica, la dose giornaliera di 1 g non deve essere superata.

Pazienti anziani

A causa del rischio di accumulo, il dosaggio deve essere ridotto anche in caso di trattamento prolungato.

Per l’uso e la preparazione della soluzione per infusione, cfr. «Altre indicazioni» e «Istruzioni per la manipolazione».

Erythrocin i.v. deve essere somministrato solo per via endovenosa. L’iniezione intra-arteriosa è severamente controindicata. Può portare a vasospasmo con ischemia. Anche la somministrazione intramuscolare è controindicata.

L’iniezione in bolo (iniezione EV rapida) è controindicata.

Poiché è più probabile che l’infusione rapida provochi aritmie o ipotensione, l’eritromicina deve essere somministrata nell’arco di almeno 60 minuti. Nei pazienti con fattori di rischio attuali o aritmie, la durata dell’infusione deve essere prolungata.

L’infusione continua di eritromicina lattobionato è preferibile a causa della velocità di infusione più lenta e della minore concentrazione di eritromicina, ma sono efficaci anche le infusioni intermittenti con intervalli di massimo sei ore.

Controindicazioni

Ipersensibilità nota all’eritromicina o ad altri macrolidi, insufficienza epatica grave.

L’eritromicina è controindicata nei pazienti che assumono ergotamina o diidroergotamina (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»).

L’uso concomitante di eritromicina e lomitapide è controindicato (cfr. «Interazioni»).

L’eritromicina non deve essere usata in concomitanza con gli inibitori della HMG-CoA reduttasi (statine) che vengono metabolizzati in gran parte attraverso il CYP3A4 (lovastatina o simvastatina) (cfr. le rubriche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»).

L’eritromicina è controindicata nei pazienti con prolungamento dell’intervallo QT congenito o acquisito, aritmia ventricolare, comprese le torsioni di punta, e in caso di assunzione concomitante di medicamenti che possono altrettanto causare il prolungamento dell’intervallo QT (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»).

L’eritromicina non deve essere somministrata a pazienti con disturbi elettrolitici (ipokaliemia, ipomagnesiemia, a causa del rischio di prolungamento del QT). L’eritromicina è controindicata nei pazienti che assumono astemizolo, terfenadina, cisapride, domperidone o pimozide (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»).

L’iniezione in bolo (iniezione EV rapida) è controindicata.

L’eritromicina lattobionato deve essere somministrata solo per infusione continua o intermittente (minimo 60 minuti).

Avvertenze e misure precauzionali

Eventi cardiovascolari

Durante il trattamento con macrolidi, compresa l’eritromicina, sono stati osservati prolungamenti della ripolarizzazione cardiaca e dell’intervallo QT, che possono portare ad aritmie cardiache e torsioni di punta (cfr. anche «Controindicazioni», «Interazioni» e «Effetti indesiderati»). Sono stati segnalati anche casi di decesso.

L’eritromicina deve essere somministrata con cautela nei seguenti pazienti:

  • pazienti con patologia coronarica, insufficienza cardiaca grave, disturbi della conduzione o bradicardia clinicamente rilevante
  • pazienti che assumono in concomitanza altri medicamenti associati al prolungamento del QT (cfr. «Controindicazioni» e «Interazioni»)

Nei pazienti anziani, l’effetto indotto dai medicamenti sull’intervallo QT può verificarsi più frequentemente.

Gli studi epidemiologici che hanno esaminato il rischio di eventi cardiovascolari indesiderati associati alla somministrazione di macrolidi hanno mostrato risultati contrastanti. Alcuni studi osservazionali hanno dimostrato un rischio raro e a breve termine di aritmie, infarto miocardico e mortalità cardiovascolare con la somministrazione di macrolidi, compresa l’eritromicina. Questi elementi devono essere presi in considerazione quando si prescrive l’eritromicina nel quadro della valutazione del rischio-beneficio.

Se durante la terapia con eritromicina si manifestano sintomi come palpitazioni, vertigini o sincope, che possono essere segni di aritmia, è necessario effettuare immediatamente un esame del paziente, compreso l’ECG e la determinazione dell’intervallo QT.

In caso di insufficienza renale grave (clearance < 10 ml/min) e/o insufficienza epatica, sono necessari una riduzione della dose e un attento monitoraggio. Se si manifestano segni di ototossicità o epatotossicità (cfr. «Effetti indesiderati»), interrompere immediatamente la somministrazione.

L’eritromicina è principalmente escreta dal fegato. Pertanto, l’eritromicina deve essere somministrata con cautela ai pazienti con funzionalità epatica compromessa.

Si raccomanda cautela anche nei pazienti che ricevono in concomitanza medicamenti epatotossici. Si deve avvertire i pazienti di interrompere il trattamento e di consultare un medico se si sviluppano segni e sintomi di patologie epatiche, come inappetenza, ittero, scurimento delle urine, prurito o sensibilità alla pressione dell’addome.

Reazioni allergiche

Con l’uso di eritromicina possono verificarsi reazioni allergiche gravi e potenzialmente letali, ad esempio sintomi cutanei gravi come eritema essudativo multiforme, sindrome di Stevens-Johnson o necrolisi epidermica tossica, nonché edema angioneurotico o anafilassi.

Ai primi segni di una reazione di ipersensibilità, il trattamento con eritromicina deve essere interrotto immediatamente e devono essere avviate le necessarie misure di emergenza corrispondenti alla sintomatologia.

Possono sussistere allergie crociate con altri antibiotici macrolidi, per cui occorre prestare particolare cautela durante l’uso in caso di note reazioni di ipersensibilità ai macrolidi o a sostanze affini (ad es. chetolidi).

Esistono segnalazioni di un aggravamento della debolezza fisica con l’uso di eritromicina in presenza di miastenia gravis preesistente (cfr. «Effetti indesiderati»).

L’eritromicina non deve essere usata in concomitanza con gli inibitori della HMG-CoA reduttasi (statine) che vengono metabolizzati in gran parte attraverso il CYP3A4 (lovastatina o simvastatina), in quanto sussiste un rischio aumentato di miopatia, incl. rabdomiolisi (cfr. anche «Interazioni»).

In situazioni in cui l’uso concomitante di eritromicina e statine non può essere evitato, si raccomanda di utilizzare la dose di statina minima indicata. Occorre usare una statina che non dipenda dal metabolismo del CYP3A (ad es. fluvastatina). I pazienti che assumono in concomitanza altre statine devono essere avvisati dal medico di osservare i segni di miopatia (ad es. dolori muscolari o debolezza inspiegabili o urine di colore scuro). Se si manifesta una miopatia, l’assunzione della statina deve essere interrotta immediatamente.

In caso di porfiria acuta intermittente, attuare un monitoraggio intensivo. Se si scatenano attacchi di porfiria, interrompere immediatamente il trattamento.

L’eritromicina può interagire con numerosi medicamenti in modo clinicamente rilevante (cfr. «Interazioni»). In particolare, evitare la somministrazione concomitante di ergotamina (cfr. «Controindicazioni»), terfenadina, astemizolo, domperidone, cisapride, pimozide, triazolam e midazolam.

Bambini

L’uso e la sicurezza del preparato per infusione Erythrocin i.v. nei bambini e negli adolescenti finora non sono stati esaminati.

Neonati

Ci sono state segnalazioni di stenosi pilorica ipertrofica in neonati trattati con eritromicina. Gli studi epidemiologici, compresi i dati delle meta-analisi, riportano un aumento da 2 a 3 volte del rischio di stenosi pilorica ipertrofica nei neonati a cui è stata somministrata eritromicina. Questo rischio è massimo quando l’esposizione all’eritromicina avviene nei primi 14 giorni di vita. I dati disponibili suggeriscono un rischio del 2,6 % (IC 95 %: 1,5-4,2 %) dopo l’esposizione all’eritromicina durante questo periodo. Il rischio di stenosi pilorica ipertrofica nella popolazione generale è dello 0,1-0,2 %. Poiché l’eritromicina può essere utilizzata nei neonati per trattare condizioni con mortalità e morbilità significative (come la pertosse o la clamidia), il beneficio della terapia con eritromicina deve essere soppesato rispetto al potenziale rischio di stenosi pilorica ipertrofica. I genitori devono essere informati che, in caso di insorgenza di vomito o irritabilità durante la poppata, devono consultare il medico curante.

Diarrea associata a Clostridium difficile (CDAD) è stata osservata con l’uso di quasi tutte le sostanze antibatteriche, compresa l’eritromicina, e può variare in gravità da lieve diarrea a colite pseudomembranosa con conseguenze fatali. La CDAD deve essere presa in considerazione in tutti i pazienti che soffrono di diarrea dopo l’assunzione di antibiotici. Un’accurata anamnesi è indispensabile, poiché la CDAD si è verificata anche più di due mesi dopo la somministrazione di sostanze antibatteriche.

Se si sospetta una tale complicazione, il trattamento con eritromicina deve essere interrotto immediatamente e il paziente deve essere sottoposto ad un esame approfondito in modo da poter utilizzare, se necessario, una terapia antibiotica specifica (ad es. metronidazolo, vancomicina). L’uso di inibitori della peristalsi è controindicato in questa situazione clinica.

Secondo alcune segnalazioni, le concentrazioni di eritromicina raggiunte nel feto non sono sufficienti a prevenire la sifilide congenita. I lattanti nati da madri che sono state trattate con eritromicina orale per la sifilide precoce durante la gravidanza devono essere trattati con un adeguato regime di penicillina.

L’uso prolungato o ripetuto di eritromicina può portare alla crescita eccessiva di batteri o funghi non sensibili. In caso di superinfezione, l’eritromicina deve essere interrotta e deve essere iniziata una terapia appropriata.

Dopo l’uso di eritromicina sussiste il rischio di disturbi visivi. In alcuni pazienti, disfunzioni preesistenti del metabolismo mitocondriale possono avere un ruolo, ad es. la neuropatia ottica ereditaria di Leber (LHON) o l’atrofia ottica autosomica dominante (ADOA).

Esami di laboratorio

L’eritromicina influisce sulla determinazione fluorometrica delle catecolamine urinarie.

Interazioni

L’eritromicina è un inibitore degli enzimi dipendenti dal citocromo P 450 (specialmente il citocromo 450 3 A) e quindi influisce sul metabolismo di molti medicamenti (cfr. «Controindicazioni» e «Misure precauzionali»):

L’eritromicina compromette il metabolismo di domperidone, terfenadina, astemizolo e cisapride, portando a eventuali gravi disturbi cardiovascolari (prolungamento del QT, aritmie). Effetti simili sono stati osservati in pazienti che assumevano in concomitanza pimozide e claritromicina, un altro antibiotico macrolide.

L’uso concomitante di eritromicina e lomitapide è controindicato a causa del rischio di transaminasi fortemente elevate (cfr. «Controindicazioni»).

In pazienti affetti da AIDS che hanno ricevuto in concomitanza eritromicina e.v. e pentamidina e.v., in casi isolati sono state osservate aritmie cardiache (torsioni di punta).

Le concentrazioni di bromocriptina aumentano notevolmente dopo l’uso di eritromicina.

Le concentrazioni di rifabutina possono essere elevate in seguito all’uso di eritromicina.

Tossicità della colchicina è stata segnalata con la somministrazione concomitante di eritrocina e colchicina.

La sorveglianza di post-marketing ha indicato che la somministrazione concomitante di eritromicina ed ergotamina o di diidroergotamina può provocare una tossicità acuta dell’ergotamina, che si manifesta come vasospasmo e ischemia degli arti e di altri tessuti, compreso il sistema nervoso centrale.

Triazolobenzodiazepine (come triazolam e alprazolam) e benzodiazepine correlate: è stato segnalato che l’eritromicina riduce l’eliminazione del triazolam e del midazolam, eventualmente potenziando e prolungando così gli effetti farmacologici di queste benzodiazepine.

Sebbene queste interazioni siano meno pronunciate con la somministrazione e.v. di midazolam, anche in questo caso si richiede cautela.

Potenziamento dell’effetto nefrotossico della ciclosporina con l’uso concomitante di eritromicina.

Con la somministrazione concomitante di eritromicina e teofillina, la concentrazione di teofillina nel sangue può essere aumentata, così che possono verificarsi effetti collaterali dovuti alla teofillina. Lo stesso vale per la somministrazione concomitante di eritromicina e acido valproico o carbamazepina.

Nei pazienti trattati con digossina si può verificare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di digossina, che può portare a nausea, vomito e aritmie.

Con la somministrazione concomitante di anticoagulanti (ad es. warfarin, rivaroxaban), il tempo di protrombina può essere prolungato (è necessario il monitoraggio del tempo di protrombina nei pazienti che assumono anticoagulanti).

Nei pazienti trattati con eritromicina, la concentrazione plasmatica e quindi anche gli effetti collaterali del tacrolimus possono essere aumentati.

L’eliminazione di alfentanil, chinidina, disopiramide, felodipina, metilprednisolone, sildenafil e vinblastina può essere ritardata dall’eritromicina, il che può aumentare l’effetto.

Inibitori della HMG-CoA reduttasi: è stato segnalato che l’eritromicina aumenta le concentrazioni di inibitori della HMG-CoA reduttasi (ad es. lovastatina e simvastatina). In singoli casi è stata segnalata rabdomiolisi in pazienti che assumevano questi medicamenti in concomitanza.

Una forte inibizione della degradazione dell’eritromicina è stata osservata con la somministrazione concomitante di eritromicina e di alcuni inibitori della proteasi (come ad es. il ritonavir).

La somministrazione concomitante di eritromicina e omeprazolo può aumentare in modo sostanziale la biodisponibilità di entrambi i medicamenti. La somministrazione concomitante di eritromicina e cimetidina può aumentare la concentrazione di eritromicina nel sangue.

L’eliminazione dell’eritromicina può essere compromessa da medicamenti che vengono anch'essi metabolizzati attraverso il sistema del citocromo P 450. Pertanto, si può verificare un aumento dei livelli di eritromicina con la somministrazione concomitante di carbamazepina, ciclosporina e fenitoina.

La teofillina aumenta l’eliminazione renale dell’eritromicina, con conseguente riduzione delle concentrazioni sieriche di eritromicina.

Si raccomanda cautela in caso di somministrazione concomitante di eritromicina e corticosteroidi sistemici e inalatori metabolizzati principalmente dal CYP3A a causa del possibile aumento dell’esposizione sistemica ai corticosteroidi. In caso di uso concomitante, i pazienti devono essere attentamente monitorati per eventuali effetti collaterali indesiderati del corticosteroide sistemico.

La somministrazione concomitante di eritromicina e idrossiclorochina deve essere effettuata con cautela nei pazienti, poiché quest’ultima è nota per prolungare l’intervallo QT e, di conseguenza, potrebbe causare aritmie cardiache ed effetti collaterali cardiovascolari gravi.

La somministrazione concomitante di eritromicina e zopiclone provoca un assorbimento accelerato dello zopiclone, che può portare ad un effetto ipnotico più rapido.

L’eritromicina può inibire l’azione antibatterica delle penicilline.

Un effetto antagonista per quanto riguarda l’attività antimicrobica in vitro è stato osservato in combinazione con lincomicina, clindamicina o cloramfenicolo.

Nota: non si devono aggiungere altri medicamenti o prodotti chimici alla soluzione di Erythrocin i.v. senza aver prima determinato la stabilità chimica e fisica (cfr. anche «Miscibilità con soluzioni e.v.»).

Ci sono state singole segnalazioni di gravidanze avvenute dopo l’uso di alcuni antibiotici, tra cui l’eritromicina, nonostante la contraccezione con contraccettivi orali. Le donne che assumono contraccettivi orali devono essere informate in merito e devono utilizzare un metodo contraccettivo supplementare durante il trattamento con eritromicina e fino a 7 giorni dopo il trattamento.

Ipotensione, bradiaritmie e acidosi lattica sono state osservate con la somministrazione concomitante di verapamil, un calcio-antagonista.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

Studi sulla riproduzione condotti su animali non hanno evidenziato alcun rischio per i feti. Gli studi epidemiologici disponibili sul rischio di malformazioni congenite gravi con l’uso di macrolidi, compresa l’eritromicina, durante la gravidanza forniscono risultati contraddittori.

Alcuni studi epidemiologici hanno riportato un aumento del rischio di malformazioni cardiovascolari e di stenosi pilorica ipertrofica infantile (IHPS) dopo l’esposizione all’eritromicina durante la gravidanza.

Pertanto, l’eritromicina non deve essere usata durante la gravidanza, se non in casi di evidente necessità.

Allattamento

Il principio attivo è escreto nel latte materno e può causare disturbi gastrointestinali nel neonato, ma anche lo sviluppo di stenosi pilorica. Uno studio di coorte ha mostrato che i macrolidi (azitromicina, claritromicina, eritromicina, roxitromicina e spiramicina) aumentano il rischio di stenosi pilorica ipertrofica infantile durante l’allattamento. Inoltre, è possibile la sensibilizzazione o la colonizzazione di saccaromiceti.

Pertanto, l’eritromicina non deve essere usata durante l’allattamento. Se ciò fosse comunque necessario, l’allattamento al seno deve essere temporaneamente interrotto.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

A causa dei possibili effetti collaterali, questo medicamento può influire sulla capacità di guidare veicoli o di utilizzare macchine.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono suddivisi in base alla frequenza, indicando per primi gli effetti indesiderati più comuni. La frequenza è indicata come segue: «molto comune» (≥ 1/10), «comune» (≥ 1/100, < 1/10), «non comune» (≥ 1/1000, < 1/100), «raro» (≥ 1/10 000, < 1/1000), «molto raro» (< 1/10 000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Effetti indesiderati con eritromicina negli studi clinici e nella sorveglianza post-marketing

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non comune: eosinofilia.

Raro: agranulocitosi.

Disturbi del sistema immunitario

Raro: shock anafilattico, reazioni allergiche, edema allergico, angioedema.

Disturbi psichiatrici

Raro: incubi, psicosi.

Non noto: allucinazioni.

Patologie del sistema nervoso

Raro: convulsioni, miastenia gravis1.

Non noto: capogiro.

Effetti collaterali transitori sul sistema nervoso centrale, tra cui stato confusionale, convulsioni e cefalea.

Patologie dell’occhio

Non noto: disturbi visivi.

Patologie dell’orecchio e del labirinto

Raro: sordità2, tinnito2.

Patologie cardiache

Raro: torsioni di punta, tachiaritmie ventricolari, tachicardie ventricolari, intervallo QT prolungato.

Non noto: arresto cardiaco, fibrillazione ventricolare.

Patologie vascolari

Raro: ipotensione.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Raro: disturbo dell’attività respiratoria³.

Patologie gastrointestinali

Non comune: fastidio addominale superiore, crampi, nausea, vomito, meteorismo, diarrea, aumento della motilità intestinale4.

Raro: colite pseudomembranosa, pancreatite, anoressia, stenosi pilorica ipertrofica infantile.

Patologie epatobiliari

Non comune: epatite colestatica5, ittero, aumento di alcuni enzimi epatici (GPT, GOT, LDH, AP, γ-GT), epatomegalia, insufficienza epatica, epatite, transaminasi aumentate.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: eczemi, arrossamenti cutanei, prurito con eosinofilia, orticaria.

Raro: sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell), edema angioneurotico, eritema multiforme.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Raro: tumefazioni articolari, rabdomiolisi.

Patologie renali e urinarie

Raro: nefrite interstiziale.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non comune: tromboflebite in sede di infusione con somministrazione e.v.

1 In singoli casi, peggioramento della miastenia gravis.

2 Perdita dell’udito, ronzio nelle orecchie (di solito reversibile), soprattutto in caso di somministrazione parenterale in pazienti con funzionalità renale e/o epatica compromessa.

3 Nei neonati dopo la somministrazione e.v. di eritromicina lattobionato.

4 Un aumento transitorio della motilità intestinale, che è dose-dipendente, si verifica occasionalmente soprattutto nei pazienti giovani.

5 Principalmente con l’estere estolato, raramente nei bambini.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Sovradosaggio

Segni e sintomi

Sintomi ototossici (sordità), nausea grave, vomito, diarrea e sintomi epatotossici (aumento di transaminasi e bilirubina nel siero, ittero).

Trattamento

Misure generali di sostegno.

In caso di sovradosaggio, l’eritromicina deve essere interrotta.

L’emodialisi o la dialisi peritoneale non sono efficaci. I sintomi sono di solito reversibili. Non è noto un antidoto specifico.

Proprietà/effetti

Codice ATC

J01FA01

Meccanismo d’azione

L’eritromicina, un antibiotico macrolide, è attiva con l’isomero A della base libera ed è molto instabile a pH inferiore a 6,0. L’effetto massimo è raggiunto a un pH di 8,5 e si basa sulla batteriostasi legandosi alle subunità 50 S dei ribosomi 70 S dei batteri. Questo inibisce la traslocazione del peptidil-tRNA e blocca la sintesi proteica.

Farmacodinamica

Nessun dato

Efficacia clinica

A concentrazioni elevate, l’eritromicina ha anche un effetto battericida. Sensibili all’eritromicina sono la maggior parte degli aerobi e anaerobi gram-positivi, alcuni gram-negativi e diversi altri agenti patogeni (micoplasma, ureaplasma, clamidia, legionella).

Lo spettro antibatterico in vitro comprende

Sensibile (MIC90 ≤ 0,5 µg/ml)

Actinomyces israelii, bacillus anthracis, bordetella pertussis, borrelia burgdorferi, branhamella (Moraxella) catarrhalis, clamidia trachomatis, clamidia pneumoniae, corynebacterium diphteriae, gardnerella vaginalis, specie di Legionella, mycoplasma pneumoniae, streptococcus pneumoniae (sono noti singoli ceppi resistenti), streptococchi del gruppo viridans, streptococchi del gruppo β-emolitico A, B, C, F e G.

Intermedio (MIC90 1-4 µg/ml)

Bacteroides melanogenicus, neisseria gonorrhoeae, helicobacter pylori, campylobacter jejuni, specie di Clostridium, haemophilus influenzae (parzialmente resistente) e parainfluenzae, propionibacterium acnes, staphylococcus aureus (resitente al 10-20 %), ureaplasma urealyticum.

Resistente (MHK90 ≥ 8 µg/ml)

Acinetobacter, bacteroides fragilis, brucella abortus, enterobatteriacee (E. coli, Klebsiella, Proteus, Salmonella, Shigella), enterococchi, alcuni ceppi di haemophilus influenzae, neisseria meningitidis, Nocardia, pseudomonas aeruginosa, alcuni ceppi di stafilococco aureo, vibrioni, yersinia.

In caso di germi non chiaramente sensibili o parzialmente resistenti, si raccomanda l’esecuzione di un test di suscettibilità. La suscettibilità all’eritromicina può essere determinata mediante test di disco-diffusione o test di diluizione utilizzando metodi standardizzati come quelli raccomandati dal «National Clinical and Laboratory Standards Institute» (CLSI). Il CLSI raccomanda i seguenti parametri come criteri di suscettibilità:

Test di disco-diffusione (15 µg)

Diametro dell’alone di inibizione

(mm)

Test di diluizione

MIC

(µg/ml)

Sensibile≥ 23≤ 0,5
Intermedio14–221–4
Resistente≤ 13≥ 8

Per il test di suscettibilità di haemophilus influenzae, il CLSI raccomanda l’utilizzo di Haemophilus Test Medium (HTM) («Approved Standard, Document M2-A4, 1990»).

Si deve prestare attenzione a possibili resistenze crociate tra eritromicina e altri antibiotici macrolidi, nonché lincosamina e clindamicina (resistenza a macrolidi, lincosamina e streptogramina = resistenza MLS).

Farmacocinetica

Assorbimento

Con infusioni e.v. costanti di 1000 mg di eritromicina lattobionato per un'ora, negli adulti sono stati misurati livelli sierici di picco superiori a 20 µg/ml. I valori di valle in queste condizioni sono risultati pari a 2,4 µg/ml.

Distribuzione

Il tasso di legame alle proteine plasmatiche dell’eritromicina dipende dalla concentrazione ed è circa del 74, 54 e 46% a 1, 16 e 24 mg/L, rispettivamente. L’eritromicina si lega principalmente all’alfa-1-glicoproteina acida e meno all’albumina. Il volume di distribuzione è di circa 75 L. L’eritromicina si diffonde bene nella maggior parte dei liquidi e dei tessuti dell’organismo, ad eccezione del liquido cerebrospinale e del cervello. Nella maggior parte dei tessuti, così come nei leucociti e nei macrofagi alveolari, l’eritromicina è addirittura arricchita.

L’eritromicina attraversa la barriera placentare, ma i livelli di plasmatici fetali sono significativamente inferiori a quelli materni (circa il 5-20 %). L’eritromicina si trova nel latte materno a circa il 50 % delle concentrazioni sieriche materne.

Metabolismo

L’eritromicina è parzialmente degradata nel fegato in des-N-metil-eritromicina inattiva.

Eliminazione

L’eritromicina viene eliminata principalmente attraverso il fegato e la cistifellea. L’effetto di una compromissione della funzionalità epatica sull’escrezione attraverso il fegato nella bile non è noto. Circa il 12-15 % di una dose somministrata per via endovenosa viene espulso invariato nelle urine (Q0 ≡0,85). L’emivita di eliminazione è di 1-2 ore.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Insufficienza epatica

L’eritromicina viene eliminata principalmente attraverso il fegato. Deve quindi essere somministrata con cautela ai pazienti con insufficienza epatica.

Insufficienza renale

In caso di insufficienza renale grave e anuria, il dosaggio deve essere eventualmente ridotto (cfr. «Istruzioni posologiche speciali»). L’eritromicina non viene rimossa con la dialisi peritoneale né con l’emodialisi.

Dati preclinici

In studi a lungo termine in cui ratti e topi, rispettivamente, hanno ricevuto per 2 anni fino a 400 mg/kg/giorno e fino a 500 mg/kg/giorno di eritromicina stearato per via orale, non è stato rilevato alcun potenziale oncogeno. Gli studi sulla mutagenicità non hanno mostrato alcun potenziale genotossico. Allo stesso modo, nessun effetto rilevabile sulla fertilità è stato osservato in ratti maschi e femmine ai quali sono stati somministrati 700 mg/kg/giorno di eritromicina base tramite sonda gastrica.

Non sussiste alcuna evidenza di teratogenicità o altri effetti avversi sulla riproduzione nei ratti femmine cui sono stati somministrati 350 mg/kg/giorno di eritromicina base (7 volte la dose umana) tramite sonda gastrica prima e durante l’accoppiamento, durante la gestazione e lo svezzamento.

Nessuna evidenza di teratogenicità o di embriotossicità è stata osservata quando sono stati somministrati tramite sonda gastrica 700 mg/kg/giorno (14 volte la dose umana) e 125 mg/kg/giorno (2,5 volte la dose umana) di eritromicina base rispettivamente a ratte e tope gravide e coniglie gravide.

Una leggera riduzione del peso alla nascita è stata notata quando ratti femmina hanno ricevuto elevate dosi orali da 700 mg/kg/giorno di eritromicina base prima e durante l’accoppiamento, durante la gestazione e l’allattamento. Tuttavia, il peso della prole al momento dello svezzamento era di nuovo paragonabile al peso della prole del gruppo di controllo. A queste dosi non è stata osservata alcuna evidenza di teratogenicità o di effetti avversi sulla riproduzione. Se la somministrazione di 700 mg/kg/giorno (14 volte la dose umana) ha avuto luogo durante la gestazione tardiva e l’allattamento, la somministrazione non ha avuto effetti avversi sul peso alla nascita, sulla crescita e sulla sopravvivenza della prole.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Nessun altro medicamento o prodotto chimico deve essere aggiunto alla soluzione preparata di eritromicina lattobionato senza aver prima verificato la stabilità chimica e fisica (cfr. anche «Preparazione della soluzione per infusione» e «Miscibilità con soluzioni e.v.»).

Influenza sui metodi diagnostici

L’eritromicina può influenzare con valori falsamente elevati la determinazione delle catecolamine urinarie mediante fluorimetria, dei 17-idrossicorticosteroidi urinari mediante colorimetria e delle transaminasi sieriche mediante colorimetria.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare la sostanza secca nella confezione originale, a temperatura ambiente (15-25 °C) e tenere fuori dalla portata dei bambini.

La soluzione madre (5 %) può essere conservata in frigorifero (2-8 °C) per 2 settimane e a temperatura ambiente (15-25 °C) per 24 ore. La soluzione pronta all’uso (≤ 0,5 %) deve essere consumata entro 8 ore.

Indicazioni per la manipolazione

Impiego

Erythrocin i.v. viene somministrato tramite INFUSIONE. Solo in casi eccezionali il preparato viene iniettato, e molto lentamente.

L’iniezione intra-arteriosa è severamente controindicata. Può portare a vasospasmo con ischemia. Anche la somministrazione intramuscolare è controindicata.

Oltre all'infusione continua per 24 ore, si può considerare la somministrazione intermittente di Erythrocin i.v. in 1-2 ore e a intervalli di 12 ore. Se, in via eccezionale, devono essere somministrate iniezioni, è raccomandabile suddividere la dose giornaliera (2 g) in 4 iniezioni singole da 0,5 g, somministrate molto lentamente a intervalli di 6 ore. La concentrazione di eritromicina non deve superare lo 0,5 % e la soluzione deve essere infusa lentamente e continuativamente per un periodo di 20-60 minuti per evitare irritazioni vascolari.

Preparazione della soluzione per infusione

Soluzione madre al 5 %

Per la preparazione di questa soluzione si possono utilizzare solo 20 ml di acqua distillata sterile per preparazioni iniettabili, che viene aggiunta al flaconcino contenente eritromicina lattobionato liofilizzata. Quando si utilizzano solventi contenenti elettroliti, si verifica una precipitazione.

La soluzione madre è stabile in frigorifero (2-8 °C) per due settimane, a temperatura ambiente (15-25 °C) per 24 ore.

Ulteriore diluizione/soluzione pronta all’uso

Per la diluizione della soluzione madre, è preferibile utilizzare una soluzione salina allo 0,9 % o una soluzione di Ringer lattato. Le soluzioni devono presentare un valore di pH superiore a 5,5. Per evitare sintomi di irritazione venosa, devono essere utilizzate concentrazioni finali al massimo dello 0,5 % (o inferiore) di eritromicina. La soluzione pronta deve essere consumata entro 8 ore.

In caso di infusione continua per più di 24 ore, utilizzare una nuova sacca per infusione ogni 8 ore e preparare 1/3 della dose giornaliera per ogni sacca.

Tabella di diluizione

Concentrazione finale di eritromicina

20 ml di soluzione madre al 5 % + 180 ml di soluzione veicolo =

1 g di eritromicina/200 ml

0,5%

20 ml di soluzione madre al 5 % + 230 ml di soluzione veicolo =

1 g di eritromicina/250 ml

0,4%

20 ml di soluzione madre al 5 % + 980 ml di soluzione veicolo =

1 g di eritromicina/1000 ml

0,1%

Poiché l’eritromicina viene rapidamente inattivata in ambiente acido (pH < 5,5), i seguenti solventi possono essere utilizzati solo dopo tamponamento con 1 ml di sodio bicarbonato al 4% per 100 ml:

5 % di glucosio per iniezione;

5 % di glucosio e di Ringer lattato per iniezione;

5 % di glucosio e 0,9 % di NaCl per iniezione.

Miscibilità con soluzioni e.v.

A causa delle diverse composizioni, ad es. degli agenti solubilizzanti, non è possibile fornire un elenco vincolante di compatibilità o incompatibilità degli additivi. La stabilità chimica e fisica di una soluzione deve quindi essere sempre determinata in anticipo.

In generale, Erythrocin i.v. può essere miscelato con i seguenti additivi senza perdita di attività di uno dei due componenti o precipitazione:

Aminofillina, difenidramina, idrocortisone succinato sodico, potassio cloruro, sodio bicarbonato, sodio ioduro, penicillina G (sale potassico), sale sodico di penicillina, sale sodico di pentobarbital, polimixina B solfato, fosfato sodico di prednisolone, proclorperazina.

Erythrocin i.v. NON è miscibile con:

Acido ascorbico, sale sodico di cefalotina (comparsa di un precipitato dopo alcune ore), cloramfenicolo, sodio succinato, sale sodico di eparina, metaraminolo bitartrato, idrolizzato di proteine, tetraciclina cloridrato, complessi di vitamina B con vitamina C, colistina, fenitoina.

Numero dell’omologazione

20258 (Swissmedic)

Confezioni

1 flaconcino (sostanza secca) contenente 1 g di eritromicina (B)

Titolare dell’omologazione

Advanz Pharma Specialty Medicine Switzerland GmbH, Zürich

Stato dell’informazione

Giugno 2025

Informazioni su questo documento

Fonte: Swissmedic – Informazione sui medicamenti (AIPS) · Numero dell’omologazione: 20258

Stato dell’informazione secondo il testo: 06/2025

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