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Ebrantil® – informazione professionale

Aggiornamento:

Informazione professionale - Ebrantil

Composizione

Principi attivi

Urapidilum ut urapidili hydrochloridum

Sostanze ausiliarie

Propylenglycolum (E1520), natrii dihydrogenophosphas dihydricus, dinatrii phosphas dihydricus, aqua ad iniectabile q.s. ad solutionem pro 10 ml

Una fiala contiene 1000 mg di glicole propilenico e 3,814 mg di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Soluzione iniettabile per uso endovenoso e per infusione: 1 fiala di Ebrantil (10 ml di soluzione iniettabile) e.v. contiene 50 mg di urapidil.

Indicazioni/possibilità d’impiego

Ipertensione.

Emergenze ipertensive p.es. aumento critico della pressione arteriosa), forme gravi e molto gravi di malattia ipertensiva, ipertensione resistente al trattamento. È possibile il trattamento dell'ipertensione parossistica da feocromocitoma. Riduzione della pressione arteriosa in pazienti ipertesi durante e/o dopo interventi chirurgici. Riduzione pressoria in caso di aumento parossistico della pressione arteriosa in pazienti normotesi durante e/o dopo interventi chirurgici.

Posologia/impiego

Adulti

Posologia abituale

Ebrantil viene somministrato per via endovenosa mediante iniezione o infusione al paziente in posizione supina. È possibile somministrare sia iniezioni singole sia iniezioni ripetute, nonché infusioni continue. Le iniezioni possono essere associate a successive infusioni continue. In sovrapposizione alla terapia parenterale acuta, è possibile il passaggio a una terapia di mantenimento con antipertensivi somministrati per via orale.

Emergenze ipertensive, forme gravi e molto gravi di ipertensione e ipertensione resistente al trattamento:

Come iniezione, 10-50 mg di Ebrantil sono somministrati per via endovenosa. La manifestazione dell'effetto ipotensivo si manifesta entro 5 minuti dall'iniezione. L’iniezione di Ebrantil può essere ripetuta in funzione della risposta pressoria.

Per l'infusione endovenosa continua si diluiscono 250 mg di Ebrantil (5 fiale di Ebrantil) in 500 ml di una soluzione per infusione compatibile, p.es. soluzione fisiologica, soluzione glucosata al 5 o al 10%, soluzione di levulosio al 5% o soluzione di destrano 40 con lo 0,9% di cloruro di sodio. La concentrazione massima compatibile è di 4 mg di Ebrantil per ml di soluzione per infusione. A causa di incompatibilità fisico-chimiche, Ebrantil non deve essere somministrato in combinazione con soluzioni alcaline iniettabili e per infusione, poiché può verificarsi intorbidimento o flocculazione a causa delle proprietà acide della soluzione iniettabile.

Se si utilizza una pompa a siringa per somministrare la dose di mantenimento, 20 ml di soluzione iniettabile di Ebrantil (= 100 mg di Ebrantil) vengono aspirati nella pompa a siringa e diluiti fino a un volume di 50 ml con una soluzione per infusione compatibile (cfr. sopra).

La velocità di infusione della dose iniziale non deve superare i 2 mg/min. La dose di mantenimento (in media 9 mg/h) e la durata dell'infusione (non più di 48 ore) vanno adattate opportunamente alla risposta pressoria.

L'entità della riduzione della pressione arteriosa viene determinata dalla dose infusa nei primi 15 minuti. Successivamente è possibile mantenere la pressione arteriosa stabilita con dosi significativamente inferiori.

Durata della terapia

Non superiore alle 48 ore.

Riduzione controllata della pressione arteriosa in pazienti ipertesi durante e dopo interventi chirurgici.

Schema posologico:

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Per mantenere il livello di pressione arteriosa raggiunto con l'iniezione, si utilizza l'infusione continua tramite pompa a siringa o l'infusione lenta continua.

Istruzioni posologiche speciali

Se Ebrantil non è stato somministrato come agente antipertensivo di prima linea, in seguito alla somministrazione endovenosa può verificarsi un marcato calo della pressione arteriosa accompagnato da bradicardia e/o arresto cardiaco. Pertanto, è necessario attendere il tempo sufficiente affinché i precedenti antipertensivi producano il loro effetto. Di conseguenza, dovrà essere scelta una dose di Ebrantil più bassa.

Pazienti anziani

Nei pazienti anziani gli agenti antipertensivi devono essere somministrati con la dovuta cautela e a dosi più basse all'inizio del trattamento, poiché in questi pazienti la sensibilità a tali medicamenti è spesso alterata.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale ed epatica

Nei pazienti con disturbi della funzionalità renale e/o epatica da lieve a moderata può essere necessaria una moderata riduzione della dose di Ebrantil.

Pazienti pediatrici

Le indicazioni pediatriche di questo preparato sono estremamente rare. L’uso e la sicurezza di Ebrantil soluzione iniettabile nei bambini e negli adolescenti finora non sono stati esaminati.

Controindicazioni

Ebrantil soluzione iniettabile non deve essere usato nei casi di stenosi dell'istmo aortico, shunt arterovenoso (ad eccezione di shunt dialitico non emodinamicamente attivo) e ipersensibilità a uno qualsiasi dei costituenti.

Avvertenze e misure precauzionali

Se prima di Ebrantil sono stati somministrati altri agenti antipertensivi, deve essere prestata particolare cautela per quanto riguarda la posologia e il tempo di attesa (cfr. anche «Posologia/impiego»).

Un abbassamento eccessivamente veloce della pressione arteriosa può provocare bradicardia o arresto cardiaco.

L’uso di Ebrantil e.v. 50 mg richiede particolare cautela nei seguenti casi:

  • insufficienza cardiaca causata da ostruzione funzionale meccanica (p.es. stenosi aortica o mitralica), embolia polmonare o compromissione della funzionalità cardiaca dovuta a pericardiopatia;
  • bambini e adolescenti per la mancanza di studi al riguardo;
  • pazienti con disturbi della funzionalità epatica;
  • pazienti con disturbi della funzionalità renale da moderata a grave;
  • pazienti anziani;
  • pazienti in trattamento concomitante con cimetidina (cfr. la rubrica «Interazioni»).

Ipersensibilità/orticaria/angioedema

In pazienti trattati con Ebrantil sono stati osservati orticaria e angioedema del viso, delle labbra, della lingua, della glottide e/o della laringe (cfr. anche «Effetti indesiderati»). In questi casi occorre interrompere immediatamente la somministrazione di Ebrantil e sorvegliare strettamente il paziente fino alla scomparsa del gonfiore. Anche i pazienti in cui il gonfiore è limitato alla lingua e non è associato a difficoltà respiratorie, possono richiedere un'osservazione prolungata, poiché il trattamento con antistaminici e corticosteroidi potrebbe rivelarsi insufficiente.

Nei pazienti con edema alla lingua, alla glottide o alla laringe, le vie aeree possono risultare ostruite. Dove vi è un coinvolgimento della lingua, della laringe e della glottide, occorre adottare prontamente misure terapeutiche adeguate, che possono comprendere l'iniezione sottocutanea di adrenalina in soluzione 1:1000 (da 0,3 ml a 0,5 ml) e/o misure volte a garantire la pervietà delle vie aeree. Il paziente deve essere tenuto sotto stretto controllo medico.

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per unità di dosaggio, cioè è essenzialmente «senza sodio».

Questo medicamento contiene 1000 mg di glicole propilenico per 10 ml di soluzione iniettabile, pari a 100 mg di glicole propilenico per 1 ml di soluzione iniettabile.

È necessario il monitoraggio clinico dei pazienti con insufficienza epatica o renale, poiché sono stati segnalati vari effetti indesiderati a carico del glicole propilenico, quali disturbo della funzionalità renale (necrosi tubulare acuta), insufficienza renale acuta e disturbo della funzionalità epatica.

Interazioni

Urapidil non altera l'attività o la reattività individuale della renina plasmatica.

L'effetto antipertensivo di urapidil può essere potenziato dalla somministrazione concomitante di alfa-bloccanti, vasodilatatori e da altri agenti antipertensivi (compresi i diuretici), da stati di deplezione di volume (diarrea, vomito) o dal consumo di alcool. In caso di somministrazione concomitante di cimetidina, è prevedibile un aumento dei livelli sierici di picco di urapidil.

Finora non sono state descritte interazioni con narcotici, cardioattivi, sedativi, anticoagulanti, agenti che riducono l’acido urico, ipoglicemizzanti e ipolipemizzanti, somministrati in concomitanza.

In assenza di un'adeguata esperienza clinica, l’associazione con gli ACE-inibitori non è raccomandata.

Gravidanza, allattamento

Gravidanza

I dati disponibili sull'uso di urapidil nelle donne in gravidanza sono limitati. Urapidil non è teratogeno negli animali, ma gli studi sperimentali sugli animali hanno evidenziato tossicità riproduttiva a dosi considerate sufficientemente superiori alla dose massima nell'uomo (cfr. «Dati preclinici»). Urapidil non è raccomandato durante la gravidanza a meno che i potenziali benefici per la madre siano superiori ai potenziali rischi per il feto.

Urapidil non è raccomandato in donne fertili che non usano metodi contraccettivi efficaci.

Allattamento

Non è noto se urapidil viene escreto nel latte materno, pertanto le madri non devono allattare durante il trattamento con urapidil.

Fertilità

Non sono stati condotti studi clinici sugli effetti sulla fertilità maschile e femminile. Studi sugli animali hanno dimostrato che urapidil influenza la fertilità (cfr. «Dati preclinici»), ma la rilevanza per l’uomo non è nota.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Ebrantil ha un effetto moderato sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.

A causa della variabilità delle reazioni che si verificano a livello individuale, la capacità di reazione può essere alterata al punto tale da compromettere la capacità di guidare veicoli, di usare macchinari o di eseguire lavori potenzialmente pericolosi. Tale rischio è maggiore all'inizio del trattamento, in caso di aumento o modifica della terapia farmacologia e in associazione con l'alcool.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati che possono verificarsi dopo la somministrazione di Ebrantil sono elencati di seguito. La frequenza è definita come segue: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1000), molto raro (<1/10'000).

Patologie del sistema nervoso

Comune: capogiro*, cefalea*

Molto raro: irrequietezza*

Patologie cardiache

Non comune: palpitazioni*, tachicardia*, bradicardia*, sensazione di oppressione sotto lo sterno*, dispnea*, sequenza irregolare del battito cardiaco*

Molto raro: condizioni simili al collasso (ortostasi)

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Raro: congestione nasale

Patologie gastrointestinali

Comune: nausea*

Non comune: vomito*

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: iperidrosi*

Raro: manifestazioni allergiche (prurito, arrossamento cutaneo, esantema)

Casi singoli: angioedema e orticaria

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella

Raro: priapismo

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non comune: stanchezza*

*) Questi effetti indesiderati sono solitamente dovuti a un abbassamento eccessivamente veloce della pressione arteriosa da parte di urapidil. Tuttavia, l'esperienza ha dimostrato che questi effetti collaterali scompaiono in pochi minuti, anche durante l'infusione lenta, per cui non richiedono l'interruzione del trattamento.

Finora non è stata osservata la presenza di ritenzione di sodio durante la terapia con urapidil.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

In caso di posologia eccessiva sono stati osservati i seguenti sintomi:

Sistema circolatorio: capogiro, sindrome ortostatica e collasso

Sistema nervoso centrale: stanchezza e ridotta capacità di reazione

Trattamento

Un abbassamento eccessivo della pressione arteriosa può essere corretto sollevando le gambe e ripristinando la volemia. Nel caso in cui tali misure risultino insufficienti, possono essere somministrati vasocostrittori mediante iniezione endovenosa lenta con monitoraggio della pressione arteriosa. In rari casi è necessaria la somministrazione di adrenalina alla diluizione e dose abituale (100-1000 µg).

Proprietà/effetti

Codice ATC

C02CA06

Meccanismo d’azione/Farmacodinamica

L'effetto ipotensivo di urapidil si basa sulla sua azione sia a livello centrale che periferico del sistema nervoso simpatico. Urapidil induce un abbassamento della pressione sistolica e diastolica mediante riduzione della resistenza periferica. Urapidil inibisce preferenzialmente i recettori α1-adrenergici postsinaptici periferici, riduce la neurotrasmissione alle terminazioni nervose del sistema simpatico periferico e determina una diminuzione del tono simpatico centrale.

L'interruzione volontaria o involontaria della terapia con Ebrantil non comporta un brusco aumento della pressione arteriosa.

Urapidil abbassa i picchi pressori indotti dallo stress nei pazienti ipertesi.

La frequenza cardiaca rimane pressoché costante.

La gittata cardiaca è immodificata, mentre può aumentare nei casi in cui è ridotta per effetto di un aumento del post-carico. Non si verifica un aumento iniziale della pressione arteriosa dopo l'iniezione di urapidil.

È stata osservata una normalizzazione della pressione capillare polmonare.

Con urapidil viene mantenuta la normale regolazione della pressione arteriosa. Pertanto, non vi è alcun rischio di calo della pressione arteriosa con conseguente ipotensione.

Urapidil si contraddistingue per un indice terapeutico elevato. Il suo effetto è perfettamente controllabile.

In base ai risultati ottenuti finora, non ci sono evidenze che indichino di escludere i pazienti con insufficienza cardiaca o funzionalità respiratoria compromessa.

Efficacia clinica

Studi clinici di lungo periodo hanno dimostrato che urapidil può essere utilizzato in monoterapia per il trattamento a lungo termine dell'ipertensione. Dopo la somministrazione endovenosa, la riduzione dei valori pressori sia sistolici che diastolici è rapida ma non drastica. Quando la terapia endovenosa viene interrotta, la pressione torna a salire lentamente entro 2-3 ore. Si tratta di un vantaggio particolarmente importante nel post-operatorio dopo un'ipotensione controllata in sede intraoperatoria nei pazienti ipertesi.

Farmacocinetica

Assorbimento

L’emivita di eliminazione sierica di urapidil dopo somministrazione endovenosa è in media di 2,5 ore.

Distribuzione

Il volume di distribuzione è di 0,59 l/kg, mentre il valore medio della clearance è risultato di 0,17 l/h/kg.

Metabolismo

Oltre al composto precursore (10-15%), nell’urina umana si ritrova il metabolita principale biologicamente inattivo M1 (= 6-{3-[4-(2-metossi-4-idrossifenil)-piperazina-1-il]-propil-ammino}-1,3 dimetiluracile), che rappresenta circa il 30% della dose somministrata, oltre a piccole quantità dei metaboliti M2 e M3.

Eliminazione

Circa il 76% di urapidil è escreto per via renale mentre il rimanente 20% circa per via fecale. Il legame di urapidil con le proteine plasmatiche (nel siero umano) in vitro è pari al 94%.

Dati preclinici

I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base degli studi di farmacologia di sicurezza condotti.

Tossicità per somministrazione ripetuta

La somministrazione endovenosa ripetuta agli animali non ha mostrato letalità fino alla dose massima testata (nei ratti 300 mg/kg per 7 giorni e 40 mg/kg per 4 settimane; nei cani 75 mg/kg per 7 giorni e 50 mg/kg per 4 settimane). Risultati quali sedazione, diminuzione delle capacità motorie, dispnea, aumento della frequenza cardiaca, calo della pressione arteriosa e ipertensione muscolare sono risultati reversibili entro poche ore dalla somministrazione nei ratti ed entro 24 ore nei cani.

Gli studi di tossicità cronica condotti, in cui sono state somministrate dosi fino a 266 mg/kg per via orale a ratti e 64 mg/kg a cani per un periodo di 12 mesi, hanno mostrato sintomi come sedazione, prolungamento del ciclo di estro, ipersalivazione e tremore a dosi elevate.

Potenziale mutageno e cancerogeno

Negli studi su batteri (test di AMES, saggio mediato dall’ospite), su linfociti umani e nel test di metafase del midollo osseo su topi, urapidil non ha mostrato alcuna caratteristica mutagena. Anche un test di riparazione del DNA in epatociti di ratti è risultato negativo.

Gli studi di cancerogenicità condotti su topi e ratti per 18 e 24 mesi non hanno fornito alcuna prova di potenziale cancerogeno per l'uomo.

Gli studi speciali condotti in ratti e topi hanno dimostrato che urapidil innalza i livelli di prolattina. Nei roditori, elevati livelli di prolattina stimolano la crescita del tessuto mammario. In considerazione di quanto è noto sul meccanismo d’azione, questo effetto è improbabile nell'uomo trattato con dosi terapeutiche e non è stato dimostrato negli studi clinici.

Tossicità per la riproduzione

Urapidil non è risultato teratogeno nei topi, nei ratti o nei conigli. Inoltre, urapidil non ha avuto effetti sui ratti che allattano o sulla prole durante l'allattamento e successivamente dopo lo svezzamento, misurati in base alla sopravvivenza, al comportamento, all'aspetto, al peso corporeo e ai segni di maturazione. Urapidil mostra un certo potenziale nel ridurre la fertilità maschile e femminile e nell’indurre mortalità embrio-fetale.

Negli studi sulla funzione riproduttiva e sulla tossicità cronica è stato osservato un prolungamento del ciclo di estro nei ratti e nei topi femmina, ma la rilevanza per l'uomo non è nota.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Ebrantil non deve essere somministrato in combinazione con soluzioni alcaline iniettabili e per infusione, poiché può verificarsi intorbidimento o flocculazione a causa delle proprietà acide della soluzione iniettabile.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

Tenere fuori dalla portata dei bambini e non conservare a temperature superiori a 25 °C.

Indicazioni per la manipolazione

La stabilità chimico-fisica durante l’uso è stata dimostrata per 50 ore a una temperatura di 15-25 °C. Per ragioni microbiologiche, il preparato pronto all’uso deve essere utilizzato immediatamente dopo l’apertura. Se il preparato pronto all’uso non viene utilizzato immediatamente, la durata e le condizioni di conservazione sono di responsabilità dell’utilizzatore.

Per maggiori informazioni cfr. la rubrica «Posologia/impiego».

Numero dell’omologazione

44486 (Swissmedic)

Confezioni

Confezioni da 5 fiale da 10 ml [B]

Titolare dell’omologazione

CHEPLAPHARM Schweiz GmbH, 4102 Binningen

Stato dell’informazione

Febbraio 2023

Informazioni su questo documento

Fonte: Swissmedic – Informazione sui medicamenti (AIPS) · Numero dell’omologazione: 44486

Stato dell’informazione secondo il testo: 02/2023

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