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Cifoban 136 mmol/l soluzione per infusione – informazione professionale

Informazione professionale - Cifoban 136 mmol/l soluzione per infusione

Composizione

Principi attivi

Sodio citrato

Sostanze ausiliarie

Acqua per preparazioni iniettabili

Acido cloridrico 25% (per regolare il valore del pH).

1 l di soluzione contiene 9,4 g di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Soluzione per infusione

Uso extracorporeo. Esclusivamente per infusione nel circuito ematico extra-corporeo.

La soluzione è limpida, incolore e praticamente priva di particelle.

Cifoban viene fornito in una sacca da 1500 ml di soluzione pronta all’uso.

1000 ml di soluzione contengono:

Sodio citrato 40,0 g

Na+ 408 mmol

Citrato3- 136 mmol

Osmolarità teorica: 544 mOsm/l

pH: 7,1-7,5

Indicazioni/possibilità d’impiego

Cifoban è usato per l’anticoagulazione regionale con citrato (RCA) nell’emodialisi veno-venosa continua (CVVHD), nell’emodiafiltrazione veno-venosa continua (CVVHDF), nella dialisi prolungata a bassa efficienza (giornaliera) (SLEDD) e nella plasmaferesi terapeutica (TPE) mediante separazione del plasma su membrana.

Cifoban è destinato all’uso negli adulti e nei bambini di tutte le fasce di età (eccetto i neonati pretermine).

Posologia/impiego

Cifoban deve essere prescritto solo da medici esperti nell’applicazione della RCA nelle modalità di trattamento specifiche per la CVVHD, la CVVHDF, la SLEDD e/o la TPE. Nei bambini e negli adolescenti, Cifoban deve essere prescritto da medici esperti nelle suddette modalità di trattamento nei bambini.

Posologia

Adulti

La velocità di infusione pre-filtro di Cifoban deve essere titolata proporzionalmente al flusso ematico del circuito extra-corporeo, per raggiungere una sufficiente riduzione del calcio ionizzato del sangue all’interno del filtro, secondo il protocollo RCA utilizzato. Generalmente, si deve puntare a una concentrazione di calcio ionizzato post-filtro al di sotto di 0,3-0,35 mmol/l, che viene solitamente raggiunta con una somministrazione di 4-5 mmol di citrato per litro di sangue trattato. Il flusso di Cifoban richiesto (in ml/min) può essere calcolato moltiplicando questo dosaggio di citrato desiderato per il flusso sanguigno (in ml/min) e dividendo per 136 mmol/l (cioè la concentrazione di citrato di Cifoban). La concentrazione sistemica di calcio ionizzato del paziente deve essere mantenuta nell’intervallo fisiologico normale, che comunemente richiede un’integrazione di calcio.

Il volume di applicazione di Cifoban in pazienti adulti non deve superare i 10,4 l/giorno. Il flusso ematico extra-corporeo deve essere sufficiente a raggiungere gli obiettivi della terapia, ma deve essere tenuto sufficientemente basso per evitare un’infusione di citrato non necessaria e favorire la clearance di citrato all’interno del filtro applicato. Ciò riduce il rischio di sovraccarico e di accumulo di citrato (vedere “Avvertenze e misure precauzionali”). Flussi ematici più elevati in combinazione con un dosaggio più basso di Cifoban possono ridurre inutilmente la durata di funzionamento del filtro. Per quanto riguarda la composizione dei liquidi di dialisi e di sostituzione nell’ambito del protocollo di trattamento indicato, sono preferibili soluzioni prive di calcio e a basso contenuto di sodio e bicarbonato. Si raccomanda di selezionare queste soluzioni in considerazione dell’apporto di calcio e di tamponi associato a Cifoban, secondo il protocollo RCA applicato.

Si deve prendere in considerazione una soluzione dialitica priva di calcio, specialmente per le terapie ad applicazione continua. Una soluzione dialitica contenente calcio può essere presa in considerazione per la SLEDD, quando non siano disponibili soluzioni adatte prive di calcio. In questo caso, considerata la durata relativamente breve del trattamento, è accettabile una concentrazione di calcio ionizzato post-filtro più elevata o, in alternativa, Cifoban può essere somministrato a una concentrazione più elevata per litro di sangue trattato. L’accettazione di concentrazioni di calcio ionizzato post-filtro più elevate può essere altrettanto appropriata nella TPE, soprattutto quando il liquido di sostituzione contiene citrato (vedere “Avvertenze e misure precauzionali”). In questo caso, Cifoban deve essere somministrato a una concentrazione più bassa per litro di sangue trattato.

Se usato in combinazione con una soluzione dialitica priva di calcio per la CVVHD o la CVVHDF, con un contenuto di sodio di 133 mmol/l e un contenuto di bicarbonato di 20 mmol/l, la quantità di citrato aggiunta al sangue prima di entrare nel filtro di dialisi deve essere rispettivamente di 3-5 mmol/l di sangue in modalità di trattamento CVVHD e di 3-5,5 mmol/l di sangue in modalità di trattamento CVVHDF. Un simile orientamento può essere applicabile al dosaggio con altri protocolli di trattamento.

Particolari gruppi di pazienti

Pazienti con metabolismo del citrato compromesso

Cifoban può essere applicato in pazienti a rischio di compromissione del metabolismo del citrato (ad es. shock con acidosi lattica grave, grave insufficienza epatica).

Il trattamento deve essere iniziato con una dose sufficientemente bassa di citrato.

Nel trattamento con CVVHD o CVVHDF a flussi ematici che non superano 100-120 ml/min, il carico di citrato viene generalmente mantenuto basso. La somministrazione di citrato può essere iniziata a 4-5 mmol/l di sangue, come da protocollo, e deve essere ridotta solo alla comparsa di chiari segni di accumulo di citrato (vedere “Avvertenze e misure precauzionali”).

Nel trattamento con SLEDD a flussi ematici che non superano all’incirca 150-200 ml/min, un flusso di dialisato almeno pari e una durata di trattamento che non va oltre le 12 ore, il carico di citrato del paziente viene generalmente mantenuto sufficientemente basso. Quando si applica un dialisato contenente calcio, la somministrazione di citrato può iniziare a 6-7 mmol/l di sangue, come da protocollo, e deve essere ridotta solo alla comparsa di chiari segni di accumulo di citrato (vedere “Avvertenze e misure precauzionali”).

Nella TPE, la clearance di citrato attraverso il filtro è generalmente limitata, relativamente più bassa, per via di frazioni di filtrazioni massime accettabili. L’esposizione al citrato può ulteriormente essere aumentata utilizzando plasma fresco congelato (FPP) per lo scambio. Quando lo scambio avviene con FPP, si raccomandano flussi ematici che non superino i 100-120 ml/min. La somministrazione di citrato può essere iniziata a 3-4 mmol/l di sangue, come da protocollo, e può dover essere ridotta solo alla comparsa di chiari segni di accumulo di citrato (vedere “Avvertenze e misure precauzionali”).

In tutte queste terapie, si raccomanda un attento monitoraggio per prevenire un accumulo di citrato (vedere “Avvertenze e misure precauzionali”).

Popolazione geriatrica

I pazienti anziani possono essere a rischio di compromissione del metabolismo del citrato. Non è richiesta alcuna riduzione della dose. Si raccomanda un attento monitoraggio per rilevare l’accumulo di citrato (vedere “Avvertenze e misure precauzionali”).

Bambini e adolescenti

La sicurezza e l’efficacia di Cifoban nei neonati pretermine non sono state esaminate. Non sono disponibili dati sufficienti (vedere “Avvertenze e misure precauzionali”).

Cifoban può essere impiegato nei bambini di tutte le fasce di età (dai neonati a termine fino agli adolescenti), quando il carico di citrato del paziente resta sufficientemente basso. Si noti che, per i pazienti più piccoli, i dati disponibili sono scarsi. L’attrezzatura utilizzata deve supportare l’impiego pediatrico, adattata al peso dato, inclusi i bassi flussi ematici necessari.

Valori di riferimento per i flussi ematici e le dosi di citrato in base alla categoria di età

  • Neonati e bambini piccoli (0-23 mesi): se è necessario un flusso ematico di 7-8 ml/kg/min (o più elevato) per via dell’attrezzatura utilizzata, la somministrazione di citrato può iniziare approssimativamente a 3 mmol/l di sangue.
  • Bambini (2-11 anni): il flusso ematico non deve superare 5-6 ml/kg/min; la somministrazione di citrato può iniziare approssimativamente a 4 mmol/l di sangue, come da protocollo.
  • Adolescenti (12-17 anni): il flusso ematico deve essere sufficiente per raggiungere gli obiettivi terapeutici e generalmente non deve superare i flussi ematici negli adulti di peso simile. La somministrazione di citrato può iniziare approssimativamente a 4 mmol/l di sangue, come da protocollo.

La somministrazione di citrato deve essere ridotta alla comparsa di chiari segni di accumulo di citrato (vedere “Avvertenze e misure precauzionali”). In caso di trattamento con CVVHD o CVVHDF, è preferibile puntare a una concentrazione di calcio ionizzato post-filtro al di sotto di 0,3-0,35 mmol/l, ma tale obiettivo dipende dalla dose di citrato realisticamente utilizzabile.

Nei neonati e nei bambini piccoli è necessario un monitoraggio intensivo per prevenire un accumulo di citrato (vedere “Avvertenze e misure precauzionali”), e nei bambini e negli adolescenti ciò è raccomandato.

Inoltre, si prega di fare riferimento alle considerazioni relative alla posologia fornite sopra per i pazienti con compromissione del metabolismo del citrato. Per limitare il carico di citrato per il paziente, è necessaria una velocità di scambio moderata, quando è indicato lo scambio con plasma fresco congelato; si raccomanda a una sostituzione parallela di calcio, per mantenere una normale concentrazione sistemica di calcio ionizzato.

Nella tabella sottostante sono riportati i volumi massimi di infusione per il peso corporeo di neonati a termine fino agli adolescenti. Si noti che i volumi giornalieri normali di applicazione restano chiaramente al di sotto di questi limiti, in seguito all’uso di flussi ematici moderati come descritto sopra.

Peso corporeo (kg)Volume massimo di applicazione (litro/giorno)
2,51,6
31,9
52,2
103,2
204,9
306,4
408,5
50 e oltre10,4

Modo di somministrazione

Uso extracorporeo. Esclusivamente per infusione nel circuito ematico extra-corporeo.

Esclusivamente per infusione tramite pompa integrata all’interno di un dispositivo di purificazione ematica extra-corporea, destinata dal fabbricante all’infusione di una soluzione concentrata di citrato nel segmento pre-pompa del sistema di cannule di accesso (catetere), per ridurre il rischio di sovradosaggio accidentale (vedere “Posologia eccessiva”). Il dispositivo deve inoltre rimuovere di nuovo il volume fornito da Cifoban, per prevenire un sovraccarico di liquidi (vedere “Effetti indesiderati”).

Osservare le avvertenze e misure precauzionali speciali in “Avvertenze e misure precauzionali”, in particolare quelle che riguardano il monitoraggio e la necessità di sostituzioni aggiuntive.

Inoltre:

  • Cifoban deve essere usato esclusivamente secondo un appropriato protocollo per la RCA. Dovrà essere utilizzato esclusivamente da un medico esperto nell’applicazione della RCA, o sotto la sua direzione, o da operatori sanitari sufficientemente addestrati nelle terapie indicate e nell’applicazione dei prodotti coinvolti.
  • Bisogna attenersi alle istruzioni fornite dal fabbricante per la manipolazione del dispositivo per la depurazione ematica extra-corporea e del sistema di cannule.
  • Cifoban può essere usato per la RCA nelle unità di terapia intensiva o in simili condizioni, sotto stretta supervisione medica e monitoraggio continuo.

Per le istruzioni sulla manipolazione del medicamento prima della somministrazione, vedere “Indicazioni per la manipolazione”.

Controindicazioni

  • Ipersensibilità al principio attivo
  • Nota grave compromissione del metabolismo del citrato (vedere “Avvertenza e misure precauzionali”, Accumulo di citrato dovuto a metabolismo compromesso)

Avvertenze e misure precauzionali

Avvertenze

Frequenze di monitoraggio dei valor sierici impattati

Le terapie indicate richiedono uno stretto monitoraggio dello stato emodinamico, dell’equilibrio idrico, della glicemia, dell’equilibrio elettrolitico e acido-base del paziente prima e durante il trattamento. La frequenza esatta dipende dalle condizioni del paziente e da quanto rapidamente il trattamento riesca a provocare alterazioni nel volume e nella composizione del sangue del paziente: ad es. la TPE può provocare queste alterazioni più rapidamente rispetto alla CVVHD. I protocolli del trattamento e della RCA ne devono tener conto.

Quando si utilizza Cifoban, il monitoraggio può avvenire alle seguenti frequenze e secondo altri particolari:

  • I livelli di calcio ionizzato, pH e bicarbonato, sodio e lattato del paziente in base alle esigenze cliniche devono essere misurati al basale e almeno entro 1 ora dall’avvio della terapia. Altri esempi di frequenze di misurazione sono: 1 volta all’ora per la TPE, 3-4 volte l’ora per la SLEDD, fino a 6-8 volte l’ora per CVVHD e CVVHDF.
  • Quando si utilizzano soluzioni bilanciate, misurazioni pre- e post-trattamento (TPE, SLEDD) oppure misurazioni giornaliere (CVVHD, CVVHDF) di magnesio e calcio totale possono essere sufficienti.
  • Un monitoraggio più intenso in genere richiede una frequenza 2-4 volte più elevata.
  • Deve essere immediatamente accessibile un emogasanalizzatore.
  • Per il prelievo dei campioni, è preferibile un accesso arterioso separato. Spesso è disponibile una porta di prelievo nella linea di accesso, tuttavia, nel caso di ricircolazione nella punta del catetere, il suo utilizzo può dar luogo a falsi risultati delle misurazioni.

Se il monitoraggio del calcio ionizzato nel circuito è parte del protocollo RCA applicato, è necessaria una corrispondente porta di prelievo. Il protocollo RCA può prevedere una prima misurazione entro 20-30 minuti dall’inizio del trattamento, per confermare la corretta struttura del circuito, e delle misurazioni successive dopo ciascun adattamento della dose di Cifoban (attendere >5 minuti dopo l’aggiustamento e prima di prelevare il campione, per stabilizzare la nuova concentrazione di calcio ionizzato).

Accumulo di citrato dovuto a metabolismo compromesso

Nei bambini e negli adulti con compromissione del metabolismo del citrato, come ad esempio in pazienti con funzione epatica ridotta, ipossia (ipossiemia) o disturbi del metabolismo dell’ossigeno, la RCA può portare ad accumulo di citrato. I segni sono, tra gli altri, deficit di calcio ionizzato, fabbisogno aumentato di sostituzione del calcio, un rapporto calcio totale/calcio ionizzato al di sopra di 2,25 e/o acidosi metabolica. Segni precoci possono includere ridotta metabolizzazione del lattato durante la terapia. In questo caso, può essere necessario aumentare il flusso del dialisato, ridurre il flusso ematico, ridurre la somministrazione di citrato o interrompere l’uso di Cifoban per l’anticoagulazione. Si raccomanda uno stretto monitoraggio.

Sovraccarico di citrato

Cifoban è ipernatriemico e, una volta metabolizzato, è una fonte di bicarbonato. Nella scelta della composizione di altri liquidi all’interno del protocollo della RCA, sono preferibili basse concentrazioni di sodio e bicarbonato (vedere “Posologia/impiego”). Possono comunque comparire alcalosi metabolica iatrogena e ipernatriemia che possono essere gestite riducendo il flusso ematico o, se previsto dal protocollo RCA applicato, aumentando il flusso del dialisato. Questi interventi riducono il carico di citrato del paziente. Inoltre, per l’alcalosi metabolica, si può prendere in considerazione un’infusione controllata di cloruro di sodio allo 0,9%. Allo stesso modo, per l’ipernatriemia si può prendere in considerazione un'infusione controllata, ad esempio, di glucosio al 5%. In entrambi i casi, il medico curante deve tener conto del carico di volume aggiuntivo.

In alternativa, anche l’ostruzione del filtro (cioè ridotta permeabilità del filtro) può causare sovraccarico di citrato. L’ostruzione del filtro può ridurre la rimozione di calcio, citrato, sodio e altre sostanze, e quindi può dar luogo a ipercalcemia, alcalosi metabolica, ipernatriemia e altri scostamenti rispetto all’effetto atteso della terapia. In situazioni di questo tipo, è probabile che non sia più possibile correggere le anomalie attraverso gli interventi summenzionati. È allora necessario cambiare il filtro.

Per il sovradosaggio accidentale del medicamento, vedere “Posologia eccessiva”.

Carico di citrato insufficiente

Se altre soluzioni utilizzate nel protocollo RCA sovracompensano l’apporto di tampone di sodio e bicarbonato di Cifoban, possono svilupparsi acidosi metabolica iatrogena e iponatriemia. Questi squilibri sierici possono essere gestiti con l’aumento di flusso ematico o, se previsto dal protocollo RCA, riducendo il flusso di dialisato. Questi interventi aumentano il carico di sodio citrato del paziente. Inoltre, acidosi metabolica iatrogena e iponatriemia persistenti possono essere gestite anche tramite infusione controllata di una soluzione di bicarbonato di sodio.

Immobilizzazione prolungata del paziente

Nell’ambito della RCA, il segno precoce di un’ipercalcemia ionizzata può essere mascherata da una riduzione dell‘infusione di calcio. Soprattutto i pazienti in posizione immobilizzata prolungata possono subire un rimodellamento osseo/demineralizzazione, che dà luogo a un rilascio di calcio dalle ossa. Ciò può portare a fratture ossee. I pazienti sottoposti a RCA continuativamente per più di 2 settimane, o nei quali la velocità di infusione del calcio va progressivamente riducendosi, devono essere strettamente monitorati i marker del turnover osseo.

Coagulazione precoce nonostante la RCA

Nonostante un’adeguata RCA, può verificarsi coagulazione precoce nei pazienti che sono in (sospetto) stato di ipercoagulazione (ad es. trombocitopenia di tipo II indotta da eparina). In questi casi, può essere opportuno un anticoagulante sistemico adeguato. La RCA può essere utilizzata in aggiunta per migliorare ulteriormente la durata di funzionamento del filtro.

Misure precauzionali

Intossicazioni che possono portare a disfunzione mitocondriale

I pazienti con grave disfunzione mitocondriale nota (ad es. intossicazione da paracetamolo o metformina) devono essere trattati preferibilmente con un protocollo di anticoagulazione alternativo, per ridurre il rischio di accumulo di citrato (vedere sopra in questa sezione). Se si avvia un trattamento con Cifoban, osservare il dosaggio per particolari gruppi di pazienti, in "Posologia/impiego".

Preesistente ipocalcemia

I pazienti gravi possono presentare ipocalcemia. Nelle prime ore di RCA, può comparire una riduzione della concentrazione di calcio ionizzato sistemico, che regredisce nel corso del trattamento. Pertanto, se possibile, la preesistente ipocalcemia deve essere trattata prima di iniziare il trattamento, per ridurre il rischio di ipocalcemia clinicamente rilevante dopo l’inizio della terapia.

Complessazione ed eliminazione di calcio e magnesio

Il citrato chela gli ioni calcio e magnesio, il che può causare ipocalcemia (vedere "Effetti indesiderati" e "Posologia eccessiva") e/o ipomagnesiemia (vedere "Effetti indesiderati"), a causa della successiva eliminazione attraverso il filtro. L’infusione di calcio per compensare le perdite è spesso una pratica standard e può essere opportuna anche un’integrazione di magnesio. La necessità di compensazione deve essere tenuta in considerazione nel protocollo RCA.

Sostituzione con emoderivati (TPE)

I prodotti a base di plasma sanguigno contenenti citrato, come il plasma fresco congelato, sono una parte regolare del protocollo di sostituzione della TPE nei pazienti gravi. Oltre al carico di citrato associato, i prodotti ematici possono essere ipernatremici. Sussiste, pertanto, un rischio maggiore di accumulo e sovraccarico di citrato (vedere sopra). Il protocollo RCA deve prevedere contromisure adeguate.

Interazioni

Non sono attese interazioni farmacodinamiche tra i costituenti di Cifoban. Potrebbero essere attese interazioni solo in seguito a un uso terapeutico inadeguato o non corretto della soluzione (vedere “Avvertenze e misure precauzionali” e “Posologia eccessiva”).

Non sono stati condotti studi di interazione o incompatibilità con altri medicamenti. Pertanto, non devono essere aggiunte altre sostanze o soluzioni a Cifoban (vedere anche “Incompatibilità”).

Le soluzioni contenenti calcio applicate a livello del filtro (ad es. liquido di dialisi) o a monte del filtro possono ridurre l’effetto di Cifoban.

Sono possibili interazioni con prodotti arricchiti di sodio, che possono aumentare il rischio di ipernatriemia (vedere ”Effetti indesiderati”). Analogamente, i prodotti contenenti bicarbonato (o precursori che in seguito a metabolizzazione possono liberare bicarbonato, ad es. acetato) possono aumentare il rischio di un’elevata concentrazione di bicarbonato nel sangue (alcalosi metabolica, vedere ”Effetti indesiderati”). Analogamente, i prodotti ematici contenenti citrato possono aumentare il rischio di concentrazioni più elevate di citrato nel sangue (ipocalcemia, acidosi metabolica, vedere ”Effetti indesiderati”) e aumentare il rischio di concentrazioni elevate di bicarbonato nel sangue (alcalosi metabolica, vedere “Effetti indesiderati”).

Gravidanza, allattamento

Gravidanza e allattamento

Non ci sono dati sull’uso di Cifoban in donne in gravidanza o che stanno allattando al seno.

Gli studi sugli animali sono insufficienti per quel che riguarda la tossicità per la riproduzione.

Cifoban non deve essere usato durante la gravidanza e l’allattamento al seno, a meno che le condizioni cliniche della donna non richiedano il trattamento con RCA.

Fertilità

Non sono disponibili dati sull’effetto del sodio e del citrato sulla fertilità.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull’impiego di macchine

Non applicabile.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati possono essere dovuti alla soluzione di Cifoban o alla dialisi.

Di seguito sono elencate le classi di organi del sistema (SOC), le frequenze e gli effetti indesiderati (termini preferiti). Le seguenti frequenze sono utilizzate come base per la valutazione degli effetti collaterali:

Molto comune≥1/10
Comune≥1/100, <1/10
Non comune≥1/1 000, <1/100
Raro≥1/10 000, <1/1 000
Motlo raro<1/10 000
Non notaLa frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili

Disturbi del sistema immunitario

Frequenza non nota:

  • Ipersensibilità

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Molto comune:

  • Ipocalcemia (<1,1 mmol/l) (vedere “Avvertenze e misure precauzionali”)
  • Ipernatriemia (>145 mmol/l) (vedere “Avvertenze e misure precauzionali”)
  • Alcalosi metabolica (pH >7,45) (vedere sovraccarico di citrato in “Avvertenze e misure precauzionali”)

Comune:

  • Ipocalcemia grave (<0,9 mmol/l) (vedere “Avvertenze e misure precauzionali” e “Posologia eccessiva”)
  • Ipomagnesiemia (<0,7 mmol/l) (vedere chelazione di citrato in “Avvertenze e misure precauzionali”)
  • Ipernatriemia grave (>155 mmol/l) (vedere “Avvertenze e misure precauzionali” e “Posologia eccessiva”)
  • Alcalosi metabolica grave (pH >7,55) (vedere sovraccarico di citrato in “Avvertenze e misure precauzionali”)
  • Acidosi metabolica grave (pH <7,2) (vedere accumulo di citrato in “Avvertenze e misure precauzionali”)

Frequenza non nota:

  • Sovraccarico di liquidi (vedere modo di somministrazione in “Posologia/impiego”)

Patologie del sistema nervoso

Frequenza non nota:

  • Cefalea*
  • Crisi convulsiva*
  • Coma*#

Patologie cardiache

Frequenza non nota:

  • Aritmia*
  • Arresto cardiaco*#
  • Edema polmonare (dovuto ad acidosi metabolica grave)

Patologie vascolari

Frequenza non nota:

  • Ipotensione*

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Frequenza non nota:

  • Broncospasmo*
  • Arresto respiratorio*#
  • Tachipnea (respiro di Kussmaul, dovuto ad acidosi metabolica grave)

Patologie gastrointestinali

Frequenza non nota:

  • Vomito*

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Frequenza non nota:

  • Spasmi muscolari*

* Dovuti a (grave) squilibrio elettrolitico (ad es. ipocalcemia, ipernatriemia, ipomagnesiemia) o alcalosi metabolica

# Potenzialmente pericoloso per la vita

Gli effetti indesiderati possono inoltre essere dovuti all’attrezzatura e ad altre soluzioni utilizzate nella terapia. Fare riferimento al rispettivo foglietto illustrativo/alle istruzioni per l’uso del prodotto.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l’omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento.

Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

La somministrazione accidentale di volumi eccessivi di Cifoban può portare a sovradosaggio, che può causare al paziente una situazione pericolosa per la vita.

L’infusione inappropriata di una quantità eccessiva di citrato causa ipocalcemia acuta (e alcalosi metabolica, ipernatriemia) e può esporre il paziente a complicanze neurologiche e cardiache. Questo squilibrio deve essere corretto interrompendo /riducendo immediatamente la quantità di Cifoban soluzione e tramite somministrazione endovenosa di calcio.

Proprietà/effetti

Gruppo farmacoterapeutico: Concentrati per emodialisi ed emofiltrati, emofiltrati

Codice ATC

B05ZB

Soluzione per RCA in CVVHD, CVVHDF, SLEDD e TPE.

Meccanismo d‘azione

Vedere “Farmacodinamica”.

Farmacodinamica

La RCA è un metodo per l’anticoagulazione del sangue a livello regionale in un circuito extra-corporeo destinato alla purificazione ematica senza dover utilizzare un anticoagulante sistemico. La RCA può essere utilizzata in circuiti extra-corporei che operano con flussi ematici bassi o moderati, in cui una determinata frazione di citrato può essere rimossa tramite il trattamento di purificazione ematica. I dati provenienti dalla letteratura scientifica indicano che la RCA può essere usata come anticoagulante di prima linea nelle terapie indicate e può giovare particolarmente ai pazienti con sanguinamento attivo o ad aumentato rischio di sanguinamento. Generalmente, con la RCA si può ottenere un livello più elevato di anticoagulazione rispetto all’anticoagulazione sistemica, a vantaggio della durata di funzionamento del circuito extra-corporeo e dell’efficacia del trattamento.

A seconda della terapia individuale di purificazione ematica extra-corporea anticoagulante con citrato, il calcio viene rimosso dal sangue del paziente in una quantità variabile, il che rende necessaria la sostituzione di calcio. Inoltre, una parte del citrato infuso per la RCA entra inevitabilmente nella circolazione sistemica del paziente con il sangue ritrasfuso. Questo induce un aumento nella concentrazione sistemica del citrato, che generalmente si stabilizza a un nuovo livello, a seconda dell’effettiva velocità di infusione del citrato e del metabolismo del citrato nel fegato e negli altri tessuti.

I complessi chelati calcio-citrato presenti nel sangue del paziente si dissociano quando viene metabolizzato più citrato di quello infuso per via sistemica. Come effetto netto, il calcio ionizzato libero resta nel sangue del paziente e successivamente si ridistribuisce nell’organismo del paziente, dove è essenziale per il rimodellamento osseo e come elettrolita con funzioni cellulari fondamentali in tutto l’organismo (ad es. nelle cellule muscolari e nervose).

Efficacia clinica

Non sono disponibili dati.

Farmacocinetica

Il citrato è un normale metabolita nell’organismo umano e un substrato intermedia nel ciclo di Krebs. Questa via fisiologica in congiunzione con la catena respiratoria è in grado di trasformare elevate quantità di citrato nella maggior parte dei pazienti. Il ciclo di Krebs ha luogo nei mitocondri e tutte le cellule che contengono questi organuli cellulari possono metabolizzare il citrato. I tessuti ricchi di mitocondri come il fegato, la muscolatura scheletrica e i reni, presentano pertanto una capacità più elevata di generare ed eliminare il citrato.

Assorbimento e distribuzione

L’assorbimento e la distribuzione di sodio e citrato sono determinati dalle condizioni cliniche del paziente, dal suo stato metabolico e dalla funzione renale.

Biotrasformazione

Nell’uomo, il citrato è un prodotto intermedio della via metabolica centrale, denominata ciclo di Krebs, come menzionato sopra. Il citrato viene rapidamente metabolizzato in numerosi organi/tessuti.

Eliminazione

Una parte rilevante del citrato viene rimosso con l’effluente.

La quantità di citrato infusa per via sistemica viene metabolizzata nella maggior parte delle cellule somatiche.

Dati preclinici

Non ci sono dati preclinici rilevanti per il medico prescrittore.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Poiché non sono stati condotti studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Stabilità dopo apertura

Per ragioni microbiologiche, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente. Qualora ciò non sia possibile, i tempi e le condizioni di conservazione sono di responsabilità dell’utilizzatore.

Indicazioni particolari concernenti l’immagazzinamento

Non conservare a temperature superiori a 30 °C. Non conservare in frigorifero né congelare.

Conservare le sacche nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce.

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

La soluzione è esclusivamente monouso. La soluzione non utilizzata e il contenitore danneggiato devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

Le sacche di soluzione sono dotate di un connettore SecuNect o Safe●Lock.

Prima di usare la soluzione, si devono considerare i seguenti punti:

Per l’intera durata della somministrazione al paziente deve essere utilizzata una tecnica asettica. La soluzione deve essere usata immediatamente dopo l’apertura per evitare la contaminazione microbiologica.

Uso extracorporeo. Esclusivamente per infusione nel circuito ematico extra-corporeo.

La soluzione non è destinata all’aggiunta di medicamenti.

Per le sacche di soluzione dotate di connettore SecuNect (trasparente con anello verde):

1.Separare le due sacche lungo la linea di giunzione senza danneggiare l’involucro.

2.Rimuovere l’involucro solo immediatamente prima di usare la soluzione. Controllare la sacca con la soluzione (etichetta, data di scadenza, limpidezza della soluzione, integrità della sacca e dell’involucro).

Occasionalmente i contenitori in plastica possono essere danneggiati durante il trasporto dal produttore al centro di dialisi, all’ospedale e all’interno dell’ospedale stesso. Ciò può portare a contaminazione e proliferazione di batteri o funghi nella soluzione. Pertanto, è essenziale ispezionare attentamente la sacca e la soluzione prima dell’uso. Particolare attenzione deve essere posta anche al minimo danno alla chiusura della sacca, alle saldature e agli angoli della sacca. La soluzione deve essere utilizzata solo se è incolore e limpida e se la sacca e il connettore sono integri e intatti.

3.Posizionare la sacca nell’accessorio dedicato nel foro dell’asta reggi-sacca.

4.Rimuovere il cappuccio di protezione dal connettore SecuNect con l’anello verde e attaccarlo al connettore solo alla sua corrispondente controparte dello stesso colore, per evitare collegamenti errati. Non toccare nessuna delle parti interne, soprattutto non toccare la parte alta del connettore. La parte interna del connettore viene fornita sterile e non è destinata ad essere ulteriormente trattata con disinfettanti chimici. Collegare manualmente il connettore della sacca con un movimento di rotazione nel connettore della cannula, superando la resistenza di protezione del sistema, fino a che non si sente un “clic” e si è stabilito il collegamento.

5.Prima dell’avvio del trattamento e in caso di cambi di sacca, rompere la punta frangibile del connettore della sacca e accertarsi che sia completamente rotto.

6.Procedere ora come indicato nel protocollo di RCA.

Per le sacche di soluzione dotate di connettore Safe●Lock (trasparente):

1.Separare le due sacche lungo la linea di giunzione senza danneggiare l’involucro.

2.Rimuovere l’involucro solo immediatamente prima di usare la soluzione. Controllare la sacca con la soluzione (etichetta, data di scadenza, limpidezza della soluzione, integrità della sacca e dell’involucro).

Occasionalmente i contenitori in plastica possono essere danneggiati durante il trasporto dal produttore al centro di dialisi, all’ospedale e all’interno dell’ospedale stesso. Ciò può portare a contaminazione e proliferazione di batteri o funghi nella soluzione. Pertanto, è essenziale ispezionare attentamente la sacca e la soluzione prima dell’uso. Particolare attenzione deve essere posta anche al minimo danno alla chiusura della sacca, alle saldature e agli angoli della sacca. La soluzione deve essere utilizzata solo se è incolore e limpida e se la sacca e il connettore sono integri e intatti.

3.Posizionare la sacca nell’accessorio dedicato nel foro dell’asta reggi-sacca.

4.Rimuovere il cappuccio di protezione dal connettore trasparente Safe●Lock e attaccarlo al connettore solo alla sua corrispondente controparte, per evitare collegamenti errati. Non toccare nessuna delle parti interne, soprattutto non toccare la parte alta del connettore. La parte interna del connettore viene fornita sterile e non è destinata ad essere ulteriormente trattata con disinfettanti chimici. Collegare il connettore della sacca alla corrispondente controparte e ruotare insieme.

5.Prima dell’avvio del trattamento e in caso di cambi di sacca, rompere la punta frangibile del connettore della sacca e accertarsi che sia completamente rotto.

6.Procedere ora come indicato nel protocollo di RCA.

Numero dell’omologazione

68996 (Swissmedic)

Confezioni

Questo medicamento è fornito in coppie di due sacche di soluzione identiche che possono essere separate alla linea di giunzione.

La sacca della soluzione consiste in una miscela di elastomeri a base di polipropilene. Ogni sacca è dotata di una cannula di connessione in miscela di elastomeri a base di polipropilene, un connettore in policarbonato ed è ricoperta da una sacca di protezione multistrato a base di poliolefine.

Confezioni

Sistema di connessione SecuNect:

8 sacche da 1500 ml [B]

Sistema di connessione Safe●Lock:

8 sacche da 1500 ml [B]

Titolare dell’omologazione

Fresenius Medical Care (Schweiz) AG, 6370 Oberdorf NW

Stato dell’informazione

Mai 2025

Informazioni su questo documento

Fonte: Swissmedic – Informazione sui medicamenti (AIPS) · Numero dell’omologazione: 68996

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