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Atropina solfato 50 mg/100 mL AApot, Solutiozione iniettabile – informazione professionale

Aggiornamento:

Informazione professionale - Atropina solfato 50 mg/100 mL AApot, Solutiozione iniettabile

Composizione

Principi attivi

Atropini sulfas.

Sostanze ausiliarie

Natrii chloridum (corrisp. natrium 3.51 mg/mL), acidum hydrochloridum ad pH, aqua ad iniectabile.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Solutiozione iniettabile e.v., i.m.

1 flacone perforabile contiene 50 mg/100 mL Atropini sulfas monohydricum 50 mg/100 mL (0,05%)

(0,05 mg = 0,1 mL; 0,5 mg = 1 mL; 1 mg = 2 mL; 2 mg = 4 mL; 5 mg= 10 mL) corresp. 42 mg atropinum/100 mL.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Antidoto per la terapia sintomatica in caso di intossicazione da inibitori dell'acetilcolinesterasi, ad esempio organofosfati e carbammati.

Posologia/Impiego

Attenzione: la quantità di atropina solfato contenuta nel flacone da 100 mL è superiore alla dose singola terapeutica massima. Si deve fare attenzione a dosare/impiegare il medicamento in modo frazionato e adeguato alla sintomatica, sia nella fase di saturazione che in quella di mantenimento.

È essenziale evacuare immediatamente la persona dall'area contaminata osservando le norme di autoprotezione. La decontaminazione della persona intossicata deve avvenire il più rapidamente possibile.

Intossicazioni da organofosfati (inibitori irreversibili dell'acetilcolinesterasi)

Adulti

Saturazione:

Inizialmente in caso di intossicazioni da lievi a moderate 2 mg o, in caso di intossicazioni gravi, 3-5 mg di atropina solfato, di preferenza per via endovenosa. Se la somministrazione e.v. non è possibile, allora somministrare i.m.

In seguito raddoppio della dose a intervalli di 5–10 minuti fino alla scomparsa dei sintomi muscarinici (ipersecrezione, broncorrea, broncospasmo, bradicardia).

Prestare attenzione alla comparsa di segni di atropinizzazione (v. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Dose di mantenimento:

Dopo il raggiungimento della saturazione si inizia una lenta riduzione del dosaggio monitorando accuratamente i sintomi, rispettivamente i segni di atropinizzazione (v. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). Si inizia con il 10–20% della dose di saturazione complessiva in bolo oppure diluito in 100 mL di soluzione fisiologica NaCl 0,9% tramite un'infusione di un'ora. Il trattamento viene continuato con un ritmo inizialmente orario e in seguito adeguato al decorso.

Esempio: per la saturazione un paziente ha ricevuto 2 mg + 4 mg + 8 mg di atropina solfato e.v. a intervalli di 5 minuti = 14 mg di dose di saturazione complessiva/10 minuti. Per la prima dose di mantenimento vanno dunque applicati 1,4 mg–2,8 mg di atropina solfato/ora (corrispondenti a 2,8–5,6 mL di atropina solfato 50 mg/100 mL AApot) in bolo o diluiti in 100 mL di NaCl 0,9% sotto forma di infusione di un'ora.

A seconda della gravità e del tipo di esposizione può essere necessario un trattamento su più giorni o settimane.

Bambini

Saturazione:

Inizialmente 0,05 mg/kg pc, in caso di intossicazioni gravi fino a 0,1 mg/kg pc, di preferenza per via endovenosa. Se la somministrazione e.v. non è possibile, allora somministrare i.m.

La saturazione avviene ripetendo la dose iniziale fino al miglioramento della resistenza polmonare, rispettivamente del broncospasmo e/o alla risoluzione dell'ipersecrezione. Va osservato che la sintomatologia clinica dell'intossicazione con inibitori dell'acetilcolinesterasi nei bambini può differenziarsi da quella osservata negli adulti (tra le altre cose predominanza dei sintomi del SNC; possibile assenza di miosi e ipersecrezione).

Prestare attenzione alla comparsa di segni di atropinizzazione (v. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Dose di mantenimento:

Non sono disponibili indicazioni sulla dose di mantenimento nei bambini.

Intossicazione da carbammati (inibitori reversibili dell'acetilcolinesterasi)

Adulti

Il dosaggio raccomandato di atropina in caso di intossicazione da carbammati corrisponde in linea di principio a quello per gli inibitori irreversibili dell'acetilcolinesterasi (organofosfati). L'atropina deve però essere dosata con maggiore cautela e va tenuto conto del fatto che l'esperienza indica che la durata del trattamento può essere più breve e il dosaggio totale più basso.

Vanno dunque attentamente monitorati i segni di atropinizzazione e può essere necessario prolungare gli intervalli di somministrazione.

Bambini

Non esistono esperienze nei bambini. Si può però presupporre che, come negli adulti, in caso di intossicazione da inibitori reversibili dell'acetilcolinesterasi sia necessaria una posologia più prudente.

Controindicazioni

Non esistono controindicazioni per il trattamento acuto di un'intossicazione da inibitori dell'acetilcolinesterasi con il presente antidoto di importanza vitale.

Avvertenze e misure precauzionali

L'atropina solfato va impiegata unicamente in caso di sintomi significativi di un'intossicazione da inibitori dell'acetilcolinesterasi. Una miosi isolata non rappresenta un'indicazione al trattamento con atropina.

Il trattamento continuato con atropina solfato deve avvenire sotto monitoraggio medico costante. La posologia ripetuta si basa sulla sintomatologia muscarinica (v. rubrica «Posologia/Impiego»).

Va osservato che la miosi il più delle volte non viene influenzata dalla somministrazione sistematica di atropina e può persistere per giorni anche dopo la risoluzione degli altri sintomi muscarinici. La titolazione della dose non deve quindi essere effettuata sulla base di una miosi (rischio di sovradosaggio).

Atropinizzazione

Nel trattamento continuato con atropina va prestata attenzione ai segni di atropinizzazione (ad es. tachicardia, ipertonia, flushing, cute calda e secca, secchezza delle mucose, febbre/ipertermia, v. anche rubrica «Sovradosaggio»).

È richiesta particolare prudenza in caso di:

  • lattanti e infanti fino alla fine del secondo anno di vita e adulti di più di 65 anni, nonché pazienti con la sindrome di Down, poiché questi possono reagire in modo più sensibile agli effetti tossici dell'atropina solfato;
  • tachicardia, disturbi del ritmo, sclerosi coronarica, insufficienza cardiaca;
  • edema polmonare acuto;
  • disturbi gastrointestinali:
  • stenosi meccaniche del tratto gastrointestinale;
  • megacolon;
  • stipsi conseguente ad atonia intestinale;
  • glaucoma ad angolo chiuso;
  • ipertrofia prostatica con ristagno post-minzionale;
  • miastenia grave;
  • stati febbrili;
  • ipertiroidismo;
  • gravi sclerosi cerebrali;
  • perdita ematica.

Questo medicamento contiene 350.5 mg di sodio per flacone perforabile equivalente a 17.5% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.

Interazioni

I seguenti parasimpaticomimetici riducono l'effetto dell'atropina se impiegati contemporaneamente:

  • neostigmina
  • fisostigmina
  • piridostigmina

I seguenti medicamenti possono potenziare l'effetto parasimpaticolitico dell'atropina:

  • antidepressivi triciclici
  • neurolettici (fenotiazine, butirofenoni)
  • alcuni antistaminici
  • farmaci contro il Parkinson (ad es. amantadina)
  • anestetici locali (procaina)
  • antiaritmici come procainamide, disopiramide, chinidina

Biodisponibilità

A causa del rallentato passaggio gastrico dovuto all'atropina, la biodisponibilità dei seguenti principi attivi potrebbe essere modificata:

  • Maggiore biodisponibilità: digossina e nitrofurantoina.
  • Minore biodisponibilità: levodopa e fenotiazine.

Gravidanza, allattamento

In caso di situazioni di pericolo di vita, l'atropina solfato può essere impiegata per il trattamento di intossicazioni da inibitori dell'acetilcolinesterasi.

Gravidanza

L'atropina solfato passa la barriera placentare.

Sono disponibili solo limitate esperienze sull'impiego in gravidanza.

L'osservazione di 400 coppie madre-figlio trattate con atropina durante il primo trimestre di gravidanza non ha evidenziato segnali di un potenziale embriotossico.

L'atropina solfato non dovrebbe essere impiegata nel terzo trimestre di gravidanza, durante il parto e in caso di taglio cesareo, tranne se il beneficio terapeutico per la madre prevale sul potenziale rischio per il bambino.

In caso di dosaggio eccessivo di atropina solfato possono insorgere disturbi del ritmo cardiaco (in particolare tachicardia) nella madre e nel bambino. Vi è inoltre il pericolo che si verifichi una compromissione del sistema nervoso autonomo nel feto con conseguente influsso sull'adattamento postnatale del neonato.

Allattamento

Il passaggio dell'atropina nel latte materno in quantità misurabili è oggetto di controversie e insufficientemente documentato.

Nel caso in cui durante l'allattamento si rendesse necessario un trattamento con Atropina solfato 50 mg/100 mL AApot, va posto termine all'allattamento.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

La vista e la capacità di reazione sono ridotte. La capacità di partecipare al traffico stradale, l'impiego di macchine e il lavoro senza sostegno sicuro sono quindi compromessi.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati dell'atropina solfato corrispondono per lo più a effetti farmacologici eccessivi e sono solitamente dose-dipendenti.

Patologie del sistema nervoso

Secchezza di bocca e naso, disturbi della deglutizione, inibizione della secrezione di sudore, sete.

Patologie dell'occhio

Midriasi, fotofobia, aumento della pressione intraoculare, disturbi dell'accomodazione.

Patologie cardiache

Bradicardia transitoria seguita da tachicardia con leggero aumento della pressione sanguigna.

Patologie renali e urinarie

Disturbi della minzione.

Patologie sistemiche e anormalie relative alla sede di sommnistrazione

I bambini reagiscono in modo più sensibile ai disturbi della termoregolazione causati dall'atropina (possibile aumento netto della temperatura corporea).

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Reazioni allergiche ad esempio sotto forma di congiuntivite o eruzione cutanea sono state riportate soprattutto in caso di impiego topico.

Molto raramente sono state riportate gravi reazioni allergiche (shock anafilattico) dopo l'impiego endovenoso.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Sintomi

SNC: irrequietezza, sonnolenza, stati di eccitazione, discinesia, atassia, confusione, delirio, allucinazioni, convulsioni, coma e paralisi respiratoria terminale.

Cuore: aritmie, alterazioni della frequenza.

Vie urinarie: ritenzione urinaria.

Bronchi: inibizione dell'auto-pulizia, aumento del rischio di infezione.

Tratto gastrointestinale: nausea, vomito, stipsi.

Pelle: cute secca e calda, aumento della temperatura corporea, arrossamento del viso.

Contromisure

Adottare misure per ridurre il riassorbimento e abbassare la temperatura, nonché somministrare salicilato di fisostigmina quale antidoto. Il suo dosaggio (adulti: 1–4 mg; bambini 0,02 mg/kg pc lentamente e.v.) deve essere adeguato alla gravità dell'intossicazione e ripetuto a causa della rapida metabolizzazione.

Le altre misure sono di natura sintomatica, ad esempio: somministrazione di barbiturici a effetto di breve durata o di determinate benzodiazepine, ad esempio diazepam (non fenotiazine!) per contrastare gli stati di eccitazione, tenendo tuttavia conto del fatto che in questo modo viene favorita l'apparizione di una paralisi respiratoria nello stadio tardivo dell'intossicazione da atropina. Dato il rischio di paralisi respiratoria, va preparata la respirazione artificiale.

L'ipertermia deve essere trattata con metodi di trasferimento del calore (ad es. bagno) e non con antipiretici.

Le mucose di occhi e bocca devono essere umidificate oppure sciacquate con una soluzione di pilocarpina (0,5–2%).

Proprietà/Effetti

Codice ATC

A03BA01

L'atropina è un antidoto ad effetto sintomatico.

Meccanismo d'azione

In un'intossicazione da inibitori dell'acetilcolinesterasi la degradazione del neurotrasmettitore acetilcolina viene inibita tramite il blocco della colinesterasi. Di conseguenza la concentrazione di acetilcolina aumenta nelle sinapsi, nei gangli e nelle placche motrici del sistema nervoso centrale e periferico, causando una maggiore attivazione dei recettori muscarinici e nicotinici.

Essendo un antagonista competitivo dell'acetilcolina nei recettori muscarinici, ha effetto parasimpaticolitico.

Farmacodinamica

Diminuzione della secrezione di lacrime, saliva, sudore, acido gastrico e secrezioni bronchiali, diminuzione del tono e della motilità degli organi a muscolatura liscia del tratto gastrointestinale e della vescica, broncodilatazione e aumento della frequenza cardiaca;

nell'occhio l'atropina provoca la dilatazione della pupilla e l'inibizione della capacità di accomodazione.

L'atropina non ha effetto antagonista sui ricettori nicotinici. Per questo motivo l'atropina non può contrastare sintomi quali fascicolazioni muscolari, debolezza muscolare, paralisi flaccida e arresto respiratorio causati dal blocco dei recettori nicotinici da parte dell'acetilcolina.

Essendo un'ammina terziaria, l'atropina raggiunge anche il cervello e può provocare effetti centrali come ad esempio l'inibizione della motricità extrapiramidale nonché, in dosi più elevate (intossicazione), un'eccitazione centrale.

Efficacia clinica

Nessun dato disponibile.

Farmacocinetica

Assorbimento

Dopo l'applicazione i.m. l'atropina viene assorbita rapidamente e completamente. Dopo l'applicazione i.m. la concentrazione plasmatica massima viene raggiunta in ca.

8–13 minuti.

Dopo la somministrazione e.v. il picco dell'effetto periferico viene osservato dopo 12–16 minuti, l'aumento della frequenza cardiaca raggiunge spesso il suo valore massimo già dopo 2–4 minuti.

Distribuzione

Il legame alle proteine plasmatiche è variabile e viene indicato essere tra il 2 e il 40%, il volume di distribuzione è di 2–4 L/kg.

L'atropina attraversa la barriera emato-encefalica, la barriera placentare e passa nel latte materno. I dati sul passaggio dell'atropina nel latte materno in quantità misurabili sono oggetto di controversie e insufficientemente documentati.

Metabolismo

Fino al 50% della dose di atropina somministrata viene eliminato in forma invariata per via renale. L'atropina viene in parte metabolizzata nel fegato e i metaboliti, non tutti ancora noti, vengono per la maggior parte anch'essi eliminati per via renale.

Eliminazione

Fino al 50% della dose di atropina somministrata viene eliminato in forma invariata per via renale. L'atropina viene in parte metabolizzata nel fegato e i metaboliti, non tutti ancora noti, vengono per la maggior parte anch'essi eliminati per via renale.

L'emivita di eliminazione nei soggetti sani è di 3–4 ore.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Nei bambini (maggiore volume di distribuzione) e nei pazienti anziani (clearance diminuita) è stato misurato un prolungamento dell'emivita di eliminazione.

L'atropina non è dializzabile.

Dati preclinici

Non sono stati effettuati studi preclinici regolatori per quanto riguarda mutagenicità, cancerogenicità e tossicità per la riproduzione.

La DL50 dopo somministrazione endovenosa di atropina nel ratto è di 73 mg/kg e nel topo di 30 mg/kg.

Non ci sono indicazioni di effetti mutageni o cancerogeni.

Studi condotti su animali non hanno indicato nessun potenziale embriotossico della sostanza.

Altre indicazioni

Incompatibilità

La soluzione iniettabile di atropina si è rivelata incompatibile ad essere mescolata alle seguenti sostanze: bicarbonato di sodio, noradrenalina bitartrato, metaraminolo bitartrato, metoesital sodico, flucloxacillina sodica, cimetidina e pentobarbital sodico, tiopental sodico.

Stabilità

Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.

Stabilità dopo apertura

La soluzione iniettabile è destinata a più dosaggi ripetuti. Non contiene conservanti.

Per ogni singola iniezione va utilizzato un ago da iniezione sterile nuovo oppure un sistema per prelievo chiuso. In caso di prelievi multipli si deve badare a che il flacone perforabile non goccioli. Se il flacone gocciola, deve essere eliminato e sostituito con uno nuovo.

Dopo l'apertura consumare entro 24 ore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Tenere fuori dalla portota dei bambini. Conservare a temperatura ambiente (15–25°C) e al riparo dalla luce.

Numero dell'omologazione

67220 (Swissmedic).

Confezioni

1 flacone perforabile da 100 mL [A]

Titolare dell’omologazione

Farmacia dell'esercito, 3063 Ittigen, Svizzera.

Stato dell'informazione

Luglio 2024.

Informazioni su questo documento

Fonte: Swissmedic – Informazione sui medicamenti (AIPS) · Numero dell’omologazione: 67220

Stato dell’informazione secondo il testo: 07/2024

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